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Al fianco di super presidi reggenti (riconosciuti) troviamo dei super Collaboratori (NON riconosciuti). Un altro anno di lavoro “non ordinario” ci attende nella faticosa (per chi?) gestione delle scuole in reggenza
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Riforma: Delegazione ANCODIS incontra alcuni componenti della Commissione Cultura della Camera. Presentata la proposta di istituire il middle management nella scuola italiana
Sindacati
Una delegazione dell’Associazione Nazionale dei Collaboratori dei Dirigenti Scolastici costituita dai Primi Collaboratori dei DS Rosolino Cicero, Adriano Genga e Antonella Venanzuola, ha incontrato a Palazzo Montecitorio le On.li Azzolina, Casa e Villani  componenti del Movimento 5 Stelle nella VII Commissione Cultura, Scienza ed Istruzione della Camera. I rappresentanti di ANCODIS hanno presentato una proposta per il riconoscimento dello status giuridico dei Collaboratori dei DS in una visione moderna della struttura organizzativa delle Istituzioni Scolastiche. Considerato il ruolo, le mansioni e le responsabilità in ciascuna autonoma Istituzione Scolastica di quanti svolgono attività di collaborazione al Dirigente Scolastico nell’ambito gestionale ed organizzativo, al fine di dare un legittimo riconoscimento alla figura dei docenti Collaboratori (Collaboratore Vicario, 2° Collaboratore, Responsabili/Fiduciari di plesso), propongono ai Componenti delle Commissioni Cultura della Camera il riconoscimento giuridico in un inquadramento intermedio (middle management scolastico) tra la figura del Dirigente e quella del corpo docente.

Il Presidente A.N.Co.Di.S. Palermo
prof. Rosolino Cicero
Postato da Michelangelo Nicotra Sabato, 21 luglio 2018 08:00:00 (4144 letture)

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Riforma: Momento catartico di una mattina (caldissima) in Italia
Sindacati
Cari radical chic, cari petalosi rossi, carissimi communisti (bolscevichi contro senso o contro mano scegliete voi) piddini con il rolex: Sapete perché il decreto "Dignità " tanto voluto dal M5S è odiato da Berlusconi e da tutti i padroni (i datori di lavoro sono un'altra cosa)? Semplice perché è un atto dovuto verso la dignità della gente. Questa è la prima vera azione di "sinistra" che tutelerà il popolo. Si, avete letto bene, di sinistra, quella reale. La prossima (in studio in VII Commissione Cultura ed Istruzione di Camera e Senato) sarà quella di cancellare la norma presente nella "BuonaScuola" che vieta al personale precario (insegnanti e personale non docente) di lavorare per più di tre anni. Infatti questa legge tanto voluta da Matteo Renzi, in risposta alla sentenza europea che imponeva all'Italia di stabilizzare i precari dopo tre anni di supplenze, invece di aiutare i lavoratori li penalizzerà gravemente, vietandogli addirittura di continuare ad insegnare non potendo più accettare supplenze annuali.

Paolo Latella
Insegnante e giornalista
Postato da Michelangelo Nicotra Mercoledì, 11 luglio 2018 08:30:00 (275 letture)

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Riforma: Dove ci porterà il Miur giallo-verde?
Rassegna stampa
Abbiamo un Ministero giallo-verde: il Ministro Marco Bussetti in quota Lega e i due Sottosegretari, Salvatore Giuliano e Lorenzo Fioramonti, in quota Cinque Stelle. Rispetto ad un recente passato la novità è che sia il Ministro sia un Sottosegretario sono uomini di scuola. Quale sarà la linea politica sull'istruzione che nascerà da questo connubio? Al momento è difficile da prevedere, considerato che poco o nulla si dice nel Contratto di governo, dove la scuola occupa il 22° posto su 30 (all'ultimo è collocata l'Università). I soli riferimenti alle "cose da fare" sono la lotta al precariato, la soluzione delle maestre diplomate, e un ridimensionamento (o azzeramento?) dell'alternanza scuola lavoro. Il resto rimane a livello di titoli general generici. L'augurio è che non si riproducano le scelte demagogiche della Buona Scuola: sanatorie à gogo e un numero altissimo di assunzioni slegate dai bisogni reali degli istituti. Si tenga conto invece di alcune questioni indilazionabili quali misure concrete per il soddisfacimento dei bisogni di apprendimento dei ragazzi più deboli. Non dovremmo dimenticare mai che deteniamo il tristissimo primato europeo del maggior numero di NEET (Not in Employment Education and Training), ragazzi che non lavorano e non studiano, mentre il mismatch fra formazione e lavoro si approfondisce.

Adiscuola.it
Postato da Michelangelo Nicotra Lunedì, 02 luglio 2018 09:00:00 (444 letture)

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Riforma: Bene, per il sindacato SAB, l’abolizione della chiamata diretta dei docenti da parte dei presidi. La tempistica
Sindacati
Con la diffusione del CCNI del 26/6/2018, trasmesso con nota MIUR n. 29748 del 27/06/2018, concernente il passaggio da ambiti territoriali a scuole, di fatto, risulta abolita la chiamata diretta, prevista dalla Buona-Scuola, dei docenti da parte dei dirigenti scolastici a partire dal prossimo anno scolastico. Il sindacato SAB, tramite il segretario generale prof. Francesco Sola, valuta positivamente tale determinazione che aveva portato alla mobilitazione nazionale contro lo strapotere dato ai dirigenti scolastici i quali, nel primo anno di applicazione, avevano posto in essere atti personali, quali richiedere le foto dei docenti, organizzare colloqui con richieste di informazioni anche sullo stato di salute proprio e dei familiari, condizioni economiche, ecc.., per la scelta dei docenti. Per il corrente anno scolastico, invece, una volta che, a livello ministeriale erano stati contrattati nuovi criteri da adottare per la chiamata diretta dei docenti, i dirigenti scolastici, tranne una piccola percentuale, avevano inteso abdicare a tale funzione delegando gli uffici scolastici provinciali territoriali ad assegnare alle scuole i docenti trasferiti su ambiti provinciali. Con la nota di cui sopra il MIUR ha dettato anche la tempistica da rispettare per i docenti ...

F.to Francesco Sola Segretario Generale SAB
www.sindacatosab.it
Postato da Michelangelo Nicotra Lunedì, 02 luglio 2018 08:30:00 (542 letture)

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Riforma: Buona Scuola, il governo inizia a smontare la riforma: addio alla chiamata diretta dei docenti già da agosto
Ministero Istruzione e Università
Addio alla chiamata diretta per i docenti già da agosto, bonus di merito anche per i precari e corsia preferenziale per l'assunzione di chi supera i 36 mesi di insegnamento. Arrivano le prime picconate alla "Buona Scuola". Il ministro Marco Bussetti è deciso a fare sul serio e ieri al tavolo con le organizzazioni sindacali ha chiuso la partita del cosiddetto "bonus" di merito. La 107 prevedeva, infatti, l'assegnazione di queste risorse solo ai docenti di ruolo compiendo una discriminazione nei confronti dei colleghi precari. Dal prossimo anno non sarà più così: la ripartizione delle risorse finalizzate alla valorizzazione professionale dei docenti avverrà sul numero dei posti in organico indipendentemente dal fatto di essere precari o a tempo indeterminato. L'accordo chiuso tra il Miur e il sindacato prevede che i finanziamenti siano ripartiti nella misura dell'80 per cento in proporzione al numero di posti relativi alla dotazione organica del personale docente e per il restante venti per cento sulla base di fattori di complessità degli istituti e delle aree soggette a maggiore rischio educativo. "Il contratto collettivo - spiega Francesco Sinopoli, segretario Flc Cgil - già prevedeva questa estensione sui precari ma con i fondi del prossimo anno; c'è stata un'importante anticipazione grazie a questo accordo con il ministro. Per la prima volta si è portato in attuazione l'istituto del confronto". Una mezza vittoria per la Gilda che spiega: "È solo - dice Rino Di Meglio - il primo passo verso la cancellazione del cosiddetto bonus merito che ha portato, nella maggior parte dei casi, solo divisioni e conflitti nelle scuole".

Alex Corlazzoli - ilfattoquotidiano.it
Postato da Michelangelo Nicotra Mercoledì, 27 giugno 2018 08:30:00 (719 letture)

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Riforma: Proposte e soluzioni con un DDL come intervento immediato e strutturale per la scuola pubblica statale
Sindacati
In attesa che il ministro Bussetti individui le criticità nella Legge 107 e definisca un piano strategico per migliorare la scuola italiana mi permetto di formulare alcune proposte e soluzioni, alcune sono in pratica le stesse del M5S presenti nel programma elettorale, altre sono le soluzioni immediate che permetterebbero a un milione di insegnanti e personale non docente di sentirsi finalmente difesi e rispettati da un Governo e dal proprio ministro.
Sugli stipendi purtroppo l'ho scritto varie volte. La prima cosa da fare è cancellare il DM 29/93 che il governo Amato, con il benestare della Cgil, bloccò gli aumenti sotto l'inflazione programmata. Abrogare il d.lgs 165/2001 sulla privatizzazione del pubblico impiego e riconsegnare la Scuola dello Stato alla pura Istituzione di natura costituzionale; Se abbiamo perso 15 mila euro in questi 10 anni il motivo è proprio quello. Gli insegnanti sono professionisti della didattica e i professionisti devono essere retribuiti in modo serio. Gli inservienti dei servizi igienici sulle aree di servizio tedesche prendono di più dei prof italiani. Non sono queste le priorità? Io credo di si. Bisogna ribaltare il sistema partendo dei livelli di priorità.

Paolo Latella Segretario Unicobas Scuola & Università Lombardia Membro esecutivo nazionale
Fonte diritto scolastico prof. Salvatore Sias – direttivo Unicobas Scuola & Università Lombardia
Postato da Michelangelo Nicotra Martedì, 26 giugno 2018 08:30:00 (656 letture)

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Riforma: La Cattiva scuola è ritornata buona?
Sindacati
In una dichiarazione ripresa dall’ANSA, rilasciata durante la presentazione della futura squadra del Governo targato M5S Giuseppe Conte disse: “rivedere, pressoché integralmente, la riforma della cattiva scuola”. Oggi invece nel discorso alla Camera ha detto che bisogna intervenire nella Buona Scuola perché non tutto va cancellato. Capisco che siamo all’inizio della legislatura ma bisogna essere chiari perché il popolo della scuola è stanco, è deluso, si è sorbito per 5 anni un venditore di pentole e successivamente un rappresentante di pentole e una senatrice con la terza media che hanno prima approvato una legge pericolosa e poi l’hanno applicata con i decreti attuativi. Fregandosene delle proteste e delle richieste di modifiche inviate in VII Commissione Cultura ed Istruzione della Camera dei Deputati presentate dal M5S e  dal mio sindacato Unicobas Scuola & Università. Quindi caro Presidente ci aspettiamo un chiarimento e soprattutto stiamo aspettando il Ministro Marco Bussetti, le sue linee chiare e concrete di indirizzo sulla buona scuola e sulla politica scolastica.

Paolo Latella
Insegnante e giornalista
Dirigente Nazionale Unicobas Scuola & Università
Postato da Michelangelo Nicotra Lunedì, 18 giugno 2018 08:30:00 (973 letture)

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Riforma: Appello dirigenti scolastici al nuovo Governo
Sindacati
Gent.mi
Il nostro Paese, e con esso il nostro sistema scolastico nazionale, necessitano della stabilità di governo e di amministrazione. Ci rivolgiamo a voi nella convinzione che, sulla base del mandato ricevuto possiate agire con cura e attenzione nei confronti della scuola italiana. In quanto Associazione professionale di Dirigenti scolastici Vi chiediamo di avviare con urgenza ogni possibile iniziativa per favorire un clima di reale alleanza educativa nel mondo della scuola, dove ogni componente ed ogni istituzione statale e non statale siano considerati parte attiva nel rinnovamento formativo, operando in modo che coloro che dirigono oggi le scuole statali e paritarie del sistema pubblico siano considerati come speciali alleati in questa impresa, cruciale per la realizzazione del  bene comune.

Ezio Delfino
Presidente nazionale DiSAL
Postato da Michelangelo Nicotra Domenica, 03 giugno 2018 09:00:00 (661 letture)

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Riforma: ANCODIS augura buon lavoro al Ministro Dott. Bussetti
Comunicati
Nel giorno del Festa della Repubblica, l’Associazione Nazionale Collaboratori Dirigenti Scolastici esprime le più sincere congratulazioni al Dott. Bussetti per la nomina a Ministro del MIUR da parte del Presidente della Repubblica. Siamo lieti della scelta che alla guida di un ministero strategico per il futuro dell’Italia siederà una persona di certificata esperienza scolastica che, grazie al percorso professionale nei dei diversi ruoli del sistema scolastico, sicuramente ben conosce le criticità e le urgenze della scuola italiana, l’importanza del ruolo dei docenti (oggi purtroppo socialmente ed economico poco riconosciuto!) nella crescita culturale delle giovani generazioni. ANCODIS si augura che – tra gli obiettivi del neo ministro e del Governo Conte – possa avere meritata attenzione la revisione della governance della scuola italiana riconoscendo il lavoro di quanti, nelle diverse forme ed in diversi modi, collaborano per il funzionamento delle moderne I.S. e, ...


Per ANCODIS Nazionale
prof. Rosolino Cicero, Presidente ANCODIS Palermo
Postato da Michelangelo Nicotra Sabato, 02 giugno 2018 12:00:00 (469 letture)

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Riforma: Presentazione della LIP per la scuola della Costituzione
Comunicati
Giovedì 19 Aprile alle ore 19,30 alla sezione PCI Olga Benario (vicolo Beritelli 7, traversa via Rotonda, zona Piazza Dante) si terrà un incontro di presentazione della Legge di Iniziativa Popolare per la scuola della Costituzione. Partecipano Cristina Bonfante (responsabile scuola PCI Catania), Luca Bruno (LPS-Potere al popolo), Alessio Grancagnolo (CDC-Rete della Conoscenza), Luca Cangemi (responsabile nazionale scuola PCI). La LIP per la scuola della Costituzione è un progetto nato dal mondo della scuola, che punta ad eliminare le controriforme di Renzi, della Gelmini e della Moratti e vuole realizzare la Scuola prevista dalla Costituzione.

Sezione Olga Benario PCI - Catania
Postato da Michelangelo Nicotra Martedì, 17 aprile 2018 08:00:00 (948 letture)

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Riforma: La toppa di Giuliano sullo sciopero è peggio del buco
Attività parlamentare
Il ministro cinque stelle dell’istruzione afferma che il 5 maggio 2015 non partecipò al grande sciopero contro la “riforma” renziana dell’istruzione solo perché c’erano le prove invalsi. Tre notazioni: 1) non è vero perché le prove furono spostate 2) non è vero perché in un documento pubblico orgogliosamente Giuliano annuncia #iononsciopero  giudicando positivamente la riforma 3) fosse anche vero, avremmo un preside talmente affezionato alle prove Invalsi (che tanti insegnanti contestano) da rinunciare allo sciopero in un momento decisivo. In sintesi una vergogna.

pcistruzione@libero.it
Postato da Michelangelo Nicotra Venerdì, 02 marzo 2018 19:00:00 (712 letture)

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Riforma: Scuola primaria e dell'infanzia e reclutamento: quale fase transitoria?
Sindacati
"Finalmente" è stato pubblicato il bando che permetterà l'avvio della cosiddetta fase transitoria per il reclutamento dei docenti della scuola secondaria di primo e secondo grado. Più volte ho definito questo provvedimento una "toppa" che il MIUR ha messo su uno strappo del sistema di reclutamento voluto dal governo Renzi e normato dal governo successivo. Ma è evidente che, dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha chiuso le porte della stabilizzazione ai docenti della scuola primaria e dell'infanzia, questa toppa è striminzita e non copre affatto l'incresciosa situazione di tutti i docenti delle graduatorie d'istituto, acuita dalla citata sentenza. Se è vero che la fase transitoria dovrebbe restituire dignità professionale e prospettive a docenti abilitati estromessi dai piani di stabilizzazione previsti dalla legge 107, dopo la sentenza dell'Adunanza plenaria essa mette in evidenza la grave esclusione da qualsiasi forma di riconoscimento i docenti abilitati di seconda fascia destinati all'insegnamento nella scuola dell'infanzia e nella primaria.

Valeria Bruccola
Postato da Michelangelo Nicotra Sabato, 17 febbraio 2018 10:00:00 (776 letture)

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Riforma: Al Majorana di Milazzo assegnato dal Miur il diploma in Informatica in quattro anni
Istituzioni Scolastiche
A Milazzo, all'ITT Majorana, assegnato, fra tutti gli istituti tecnici tecnologici di tutta l'isola, l'unico corso quadriennale per il conseguimento del diploma di istruzione tecnica in informatica. Lo ha decretato, nella mattinata di ieri, il MIUR, considerata "la forte rispondenza del progetto prodotto rispondenti ai criteri e ai requisiti previsti dall'avviso pubblicato in ottobre, dell'alta qualità della progettazione" e anche per consentire una ancor maggiore diffusione territoriale e varietà di indirizzi coinvolti. "Si tratta dell'ulteriore dimostrazione, ove ancora necessario-dichiara il preside Stello Vadalà, che abbiamo sentito per telefono-che il Majorana si conferma scuola aperta all'innovazione ed alla sperimentazione. Certo, ci dispiace avere avuto conferma del nuovo indirizzo solo a 4 giorni dalla conclusione delle iscrizioni; crediamo che tutti i ragazzi avessero diritto a conoscere, per tempo, nella sua completezza, l'offerta formativa dell'istituto.

itimajorana.gov.it
Postato da Michelangelo Nicotra Lunedì, 05 febbraio 2018 07:00:00 (687 letture)

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Riforma: Sperimentazione in 100 scuole e diploma in quattro anni
Redazione
La sperimentazione partirà nell'anno scolastico 2018/19, intanto i ragazzi di terza media vengano avviati ad un consolidamento del metodo di studio e ad esercizi di apprendimento efficace. Con il decreto firmato dal Direttore generale degli Ordinamenti del Miur, Maria Assunta Palermo, è stato reso noto l'elenco delle cento scuole d'Italia che dal prossimo 16 gennaio potranno accogliere le iscrizioni di alunni che dall'anno scolastico 2018-2019 realizzeranno il progetto sperimentale di scuola secondaria di secondo grado in quattro anni anziché in cinque anni. Delle cento scuole ammesse alla sperimentazione di cui 20 della Lombardia, 12 della Campania e 10 della Puglia, solo quattro sono le scuole siciliane: il liceo Scientifico "Mottura" e il liceo classico "R.Settimo" di Caltanissetta; il liceo scientifico "Ruiz" di Augusta, e l'Istituto partitario "Gonzaga" di Palermo. In alcuni licei di Catania la proposta è stata discussa nei Collegi Docenti, ma ha prevalso la linea del "no", guidata dai docenti preoccupati che tale sperimentazione possa produrre riduzione di cattedre e di posti di lavoro...

Giuseppe Adernò
Postato da Giuseppe Adernò Domenica, 31 dicembre 2017 08:00:00 (1170 letture)

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Riforma: Fatte scelte strategiche per Scuola, Università, Ricerca, AFAM: il futuro di tutto il Paese
Ministero Istruzione e Università
"La legge di bilancio per il 2018 contiene molte norme qualificanti per i nostri settori. La manovra mette al centro la crescita, l'inclusione sociale, il lavoro, con molte misure rivolte alle giovani e ai giovani. Il provvedimento partiva con contenuti importanti, che sono stati ulteriormente migliorati attraverso il lavoro parlamentare". Lo sottolinea la Ministra dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, dopo l'approvazione alla Camera del provvedimento. La Ministra sottolinea l'importanza di "una manovra con il segno 'più' per l'intera filiera del sapere". E spiega: "La nostra è stata una scelta strategica: destinare quante più risorse possibili alla formazione, alla ricerca, all'innovazione. Perché questo è il migliore investimento per il futuro non soltanto delle nuove generazioni, ma dell'intero Paese. Le misure approvate mettono al centro la qualità del sistema di formazione e consentono all'Italia di dotarsi degli strumenti necessari per far fronte alle sfide poste dal mondo globalizzato e da un'innovazione tecnologica che procede a ritmi mai registrati nella storia".

Miur.gov.it
Postato da Michelangelo Nicotra Martedì, 26 dicembre 2017 07:00:00 (1456 letture)

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Riforma: La corresponsabilità educativa tra scuola e famiglia
Redazione
A dieci anni dall'emanazione del primo 'Patto educativo di corresponsabilità' voluto il 21 novembre 2007 dall'allora Ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni, è stata costituita una commissione di studio con la partecipazione dell'ex ministro e dell'attuale ministra Valeria Fedeli, "per innovare e rinnovare il testo, coerentemente con i cambiamenti in atto nella società contemporanea". La scuola, luogo privilegiato di educazione e d'istruzione, a volte fa prevalere la seconda dimensione e trascura alcuni passaggi, gesti e atteggiamenti che sono indispensabili per favorire la modifica dei comportamenti nella logica dei valori del rispetto, della dignità della persona, delle libertà personali. Le manifestazioni di questi giorni che hanno gli studenti vicini ai temi della sicurezza, della cultura di genere, della violenza contro le donne sono indicative di un cambio di marcia, rivelano, infatti, un saper guardare "al di là della finestra" della scuola, un voler meglio conoscere la vita sociale e civile, nella quale la stessa scuola è inserita come istituzione che offre servizi.

Giuseppe Adernò
Postato da Giuseppe Adernò Martedì, 28 novembre 2017 09:00:00 (665 letture)

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Riforma: Il burn out degli insegnanti è una realtà. Il governo non può continuare a ignorarlo
Attività parlamentare
"Il governo non può continuare a imporre misure, compreso l'allungamento dell'età pensionabile, che rischiano di peggiorare ulteriormente le condizioni di vita e di lavoro degli insegnanti, in larga parte donne, per le quali continua a non riconoscere le malattie professionali". Con questa motivazione i senatori Fabrizio Bocchino e Alessia Petraglia (Sinistra Italiana) e Giuseppe Vacciano (Gruppo Misto) hanno presentato un articolato Ordine del giorno che, se approvato, impegnerà il governo a intervenire per correggere "le evidenti distorsioni e gli impatti negativi che ben 4 riforme previdenziali 'al buio' hanno imposto a questa categoria". "Come segnalato dal dr. Vittorio Lodolo d'Oria in un incontro che abbiamo organizzato recentemente, il Ministero dell'Economia e finanze dispone da anni dei dati sull'idoneità degli insegnanti, ma non li ha mai elaborati, ...

Cristiana Scoppa
Addetta stampa del Senatore Fabrizio Bocchino (Sinistra Italiana)
Postato da Michelangelo Nicotra Mercoledì, 15 novembre 2017 07:00:00 (989 letture)

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Riforma: Esiste una ricetta per uscire dalla regressione culturale che ha colpito l'Italia? Io credo di si!
Opinioni
L'Italia è la nazione europea con il più alto numero di (NEET) giovani che non studiano, che non sono impegnati in un percorso di formazione, non cercano lavoro e non lavorano. La Commissione europea ha realizzato un'indagine ed è emerso questo dato allarmante: in Italia i NEET sono il 19,9% contro una media Ue dell'11,5%. Questo pericoloso fenomeno sociale, nel nostro Paese, interessa la fascia di età compresa fra i 16 e i 35 anni. C'è un altro elemento che rischia di allontanare i nostri giovani dai percorsi lavorativi ed è la decisone di Bruxelles, che nel 2014 ha definito una data importante per diventare professionisti europei alzando il livello di studio. Infatti dal 2020 per tutti i liberi professionisti europei, il titolo universitario dovrà essere obbligatorio. Uno degli obiettivi primari per l'Unione Europea è quello di agevolare la libera circolazione del lavoro. Come può la nostra nazione uscire da questa situazione?

Paolo Latella
Insegnante e giornalista
Postato da Michelangelo Nicotra Giovedì, 02 novembre 2017 08:00:00 (905 letture)

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Riforma: Bocciamo i licei brevi
Sindacati
Rivolgiamo un forte appello affinché gli organi collegiali delle scuole superiori rifiutino di partecipare alla sperimentazione dei cosiddetti licei brevi, che consentono un percorso quadriennale di studi al posto di quello di cinque anni. Bocciare questa idea malsana significa salvaguardare la crescita culturale delle giovani generazioni, impedire un ulteriore destrutturazione della scuola pubblica, difendere occupazione e condizioni di lavoro di docenti e di personale tecnico ed amministrativo - ha dichiarato Luca Cangemi, responsabile nazionale scuola del PCI. Entro il 13 novembre gli istituti possono “candidarsi” ad essere tra le cento cavie che sperimenteranno, in tutta Italia, quest’altro passo della controriforma dell’istruzione ...

pcistruzione@libero.it
Postato da Michelangelo Nicotra Venerdì, 27 ottobre 2017 06:00:00 (1937 letture)

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Riforma: Licei Quadriennali,scuola per ciascuno. Sperimentazione domande fino al 13 novembre
Redazione
La burocrazia lenta e complessa appesantisce ogni spazio d’innovazione e le prospettive di un servizio di qualità capace di venire incontro a quanti sono desiderosi di far meglio e di conseguire prima la tappa della maturità e il percorso universitario. Dinanzi ai bastoni traversi delle organizzazioni sindacali, preoccupate soltanto dei numeri (anni di scuola, posti di lavoro, cattedre, senza poi interessarsi di classi con 13 alunni e classi con 32 studenti); alle perplessità di tanti docenti che hanno paura di imbattersi nel nuovo e scommettersi per una didattica di qualità; sorge spontanea la domanda: Che servizio scolastico si offre agli studenti? Il motto, messaggio e valore della scuola italiana: “Scuola di tutti e scuola per ciascuno” rimane una semplice formula stereotipata se non risponde o tende di rispondere ai bisogni degli studenti ed in questo momento sto pensando ai ragazzi bravi, studiosi, impegnati, creativi che sui banchi di scuola “vivono di rendita”, ...

Giuseppe Adernò
Postato da Giuseppe Adernò Martedì, 24 ottobre 2017 21:00:00 (674 letture)

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Riforma: Ancora nel caos, ministra Fedeli sembra aver visto tutto un altro film
Attività parlamentare
"La Ministra Fedeli aveva assicurato la fine del caos nella scuola, la copertura di tutte le cattedre e il Governo aveva annunciato a tutti che la "Buona Scuola" sarebbe stata la fine della 'supplentite'. Eppure, nonostante la scuola sia cominciata da più di un mese, tante sono le cattedre ancora vacanti, sia su posti normali che sul sostegno. Ma la Ministra Fedeli, intervenuta in Commissione, ha sostenuto che le nomine dei supplenti, da parte degli Uffici Scolastici Regionali sono terminate il 12 settembre e che quelle a cura delle istituzioni scolastiche si sono completate tra il 12 e il 20 settembre". Lo affermano la Senatrice Alessia Petraglia, Capogruppo di SI in commissione Istruzione e il Senatore Fabrizio Bocchino, Segretario della 7° commissione.

UfficioStampa_Misto@senato.it
Postato da Michelangelo Nicotra Giovedì, 12 ottobre 2017 19:00:00 (681 letture)

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Riforma: Quale insegnamento può dare una scuola che promuove tutti?
Opinioni
Il nuovo sistema di valutazione partirà da quest'anno e riguarderà le scuole elementari, medie mentre dal 2018/2019 anche le superiori.
Il decreto legislativo nr. 62 approvato ad Aprile 2017 sentenzia: “Le alunne e gli alunni della scuola primaria sono ammessi alla classe successiva e alla prima classe di scuola secondaria di primo grado anche in presenza di livelli di apprendimento parzialmente raggiunti o in via di prima acquisizione”, ed in caso di promozione agevolata gli Istituti dovranno prevedere: “specifiche strategie per il miglioramento dei livelli di apprendimento“. Anche alle medie analogo risultato: “Le alunne e gli alunni della scuola secondaria di primo grado sono ammessi alla classe successiva e all’esame conclusivo del primo ciclo” a meno che non ci siano gravi infrazioni disciplinari oppure trequarti d’assenza nel monte ore previsto. In caso di profonde insufficienze sarà obbligatorio prevedere per chi viene ammesso a classe successiva, i corsi di recupero.

Paolo Latella, insegnante e giornalista
Segretario Unicobas Scuola Lombardia
Postato da Michelangelo Nicotra Lunedì, 04 settembre 2017 07:30:00 (808 letture)

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Riforma: Licei di 4 anni, scuole medie di 2: il governo 'studia' come diffondere l’ignoranza
Attività parlamentare
Dopo il rilancio della "sperimentazione" della scuola superiore di 4 anni una sottosegretaria del governo Gentiloni lancia l’idea di tagliare un anno di scuola media. Siamo di fronte non solo a un vergognoso degrado politico-culturale ma, soprattutto, ad una pericolosa e organica manovra reazionaria che si pone due obiettivi chiari: ridimensionare violentemente la scuola pubblica e imporre un sistema dell'istruzione adatto ad un mondo produttivo fondato, anche per le funzioni tecniche e progettuali, sulla precarietà e sulla compressione delle retribuzioni. Una ignoranza programmata e di massa, funzionale agli interessi delle classi privilegiate e all' emarginazione di ogni cultura qualificata e critica. Nell' immediato la sperimentazione​ di questo vergognoso progetto significherebbe il taglio di decine di migliaia di cattedre ...

pcistruzione@libero.it
Postato da Michelangelo Nicotra Venerdì, 01 settembre 2017 07:00:00 (949 letture)

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Riforma: Scuola: Anno nuovo problemi vecchi. Verso la sperimentazione del liceo breve, buon cammino!
Redazione
A settembre risuona la campanella per dare inizio al nuovo anno scolastico.
Sono state annunciate diverse novità che dovrebbero far sperare ad un processo di reale innovazione, alla luce della Legge 107/2015, nota come la "legge della buona scuola", ma sarà veramente "buona"? La macchina innovativa procede lentamente e s'intrecciano elementi di confusione e di disordine. Molte scuole sono prive di dirigenti a causa del ritardato bando del concorso a preside e, quindi, vengono assegnate in reggenza, ma, di fatto, restano prive di guida e solo grazie alla buona volontà dei docenti collaboratori si svolge la semplice attività "ordinaria". Le nomine dei nuovi docenti, i vincitori di concorso, s'intrecciano con le attese di tanti docenti meridionali, nominati al Nord e molti di essi, lo scorso anno sono utilizzati al Sud nei posti di sostegno, anche senza titolo. Ora quest'operazione appare impossibile e non si comprende come i posti utilizzati lo scorso anno, adesso non siano più disponibili, eppure gli alunni disabili con BES e DSA aumentano, i titolari dei benefici della Legge 104 incrementano e sono parecchi coloro che, pur non di ritornare al Nord, sfruttano i benefici della legge, chiedendo un anno di "aspettativa" che garantisce stipendio e minori sacrifici.

Giuseppe Adernò
Postato da Giuseppe Adernò Mercoledì, 30 agosto 2017 09:00:00 (840 letture)

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Riforma: Licei quadriennali e .... sperimentali
Redazione
La sperimentazione partirà nell'anno scolastico 2018/19 intanto i ragazzi di terza media vengano avviati ad un consolidamento del metodo di studio e ad esercizi di apprendimento efficace. Entrando nel vivo del dibattito del liceo quadriennale, di cui sono stato da sempre sostenitore, ascoltando i variegati commenti e riflessioni di sindacati e gruppi giovanili, vien proprio da rispondere con la celebre espressione di George Christoph Lichtenberg: "Io non so se le cose andranno meglio, quando andranno diversamente, ma una cosa è certa, dovranno andare diversamente." La scuola non può restare ingabbiata nella sua rigida struttura che blocca e mortifica le potenzialità e le risorse dei singoli, ma attraverso una progettata sperimentazione dovrà offrire modelli organizzativi diversi e funzionali, in risposta alle esigenze di ciascuno. Risulta, infatti, difficile l'impresa di rinnovare radicalmente il sistema scolastico e alcuni correzioni potranno contribuire al miglioramento.
 
Giuseppe Adernò
Postato da Giuseppe Adernò Martedì, 15 agosto 2017 07:30:00 (845 letture)

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Riforma: Licei di quattro anni: tagli a cultura, istruzione, organici e cattedre
Sindacati
La ministra dell’istruzione Fedeli ha firmato il decreto che espande la sperimentazione dei cosiddetti Licei Brevi (di quattro anni) dalle attuali 11 scuole, di cui ben 6 in paritarie, a 60 o 100 istituti su tutto il territorio nazionale. L’obiettivo di ridurre il percorso scolastico di un anno in questo paese non è una novità. Negli anni si è parlato di accorpare scuola primaria e medie inferiori, di accorpare medie inferiori e superiori e da alcuni anni si insiste sul taglio di un intero anno di scuola, negli istituti superiori. Il mantra è sempre lo stesso: metterci al passo con l’Europa, dove i giovani finiscono la scuola un anno prima rispetto agli studenti italiani. In realtà il sistema europeo è tutt’altro che omogeneo, vi sono paesi in cui la scuola termina a 18 anni, che però hanno un sistema in cui la scuola “media” si prolunga fino a 15/16 anni (sul modello anglosassone), ma vi sono paesi, tra cui quelli del Nord, in cui il percorso termina a 19 anni. In altri paesi dipende poi dal tipo di scuola scelto (in Germania, ad esempio).

scuola@usb.it
Postato da Michelangelo Nicotra Mercoledì, 09 agosto 2017 08:00:00 (900 letture)

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Riforma: 40 anni d’integrazione nella scuola che il governo vuole distruggere
Attività parlamentare
40 anni fa con la promulgazione della legge 517 del 4 agosto 1977 la scuola italiana compiva un passo fondamentale nell’integrazione dei ragazzi e delle ragazze con disabilità. Una scelta forte, frutto del clima culturale di cambiamento e delle lotte sociali degli anni 60 e 70, che poneva il sistema scolastico del nostro paese all’avanguardia sul piano internazionale - ha dichiarato Luca Cangemi, responsabile nazionale scuola del PCI. Purtroppo non possiamo solo limitarci alle celebrazioni ma a esse dobbiamo unire un forte allarme: da diversi anni l’integrazione degli studenti disabili è oggetto di un violento attacco da parte dei governi e della burocrazia ministeriale.  Incurante delle numerose sentenze di condanna che ha dovuto subire dai tribunali amministrativi di tutta Italia e dei pronunciamenti persino della Corte Costituzionale, il ministero continua a tagliare il monte ore di sostegno.

pcistruzione@libero.it
Postato da Michelangelo Nicotra Martedì, 08 agosto 2017 08:00:00 (2080 letture)

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Riforma: Quarant’anni di integrazione. La legge 517, approvata nel 1977 ha guidato il processo di integrazione nella scuola e nella società
Redazione
Il 4 agosto di quarant'anni fa nel 1977 veniva emanata la Legge 517 che ha modificato l'assetto organizzativo della scuola italiano abolendo le classi speciali e inserendo nelle classi comuni gli alunni disabili. La legge 517 del 1977, articolata in 17 articoli, rinnovando il n.7 detta le norme sulla valutazione degli alunni, abolisce gli esami di riparazione e modifica l'ordinamento scolastico. A conclusione della scuola elementare e della scuola media (così si chiamavano allora!) si sostenevano gli esami di licenza elementare e media e c'era anche gli esami di riparazione a settembre che vengono definitivamente abiliti. L'anno scolastico 1977 -78 in fase transitoria ebbe inizio 20 settembre e non più il primo ottobre come un tempo, ma in seguito l'inizio delle lezioni è stato fissato per il 10 settembre, per un complessivo di 215 giorni di lezioni, per poi essere regolarizzato con l'inizio al primo settembre, assicurando 200 gironi di lezioni nel corso dell'anno scolastico.

Giuseppe Adernò
Postato da Giuseppe Adernò Mercoledì, 02 agosto 2017 09:00:00 (1006 letture)

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Riforma: Decreto mezzogiorno, per la scuola solo parole
Attività parlamentare
Il decreto legge presentato dal governo il 20 giugno, per interventi sul mezzogiorno, prevede all’articolo 11 “interventi urgenti per il contrasto della povertà educativa minorile e della dispersione scolastica nel Mezzogiorno”. Un bel titolo ma nella sostanza poco altro. - ha dichiarato Luca Cangemi, responsabile nazionale scuola del PCI. “Il contenuto dell’articolo prevede la futura individuazione di aree di esclusione sociali e la possibilità per le scuole di promuovere progetti in queste aree. Vi è da notare che gli interventi sono finanziati nell’ambito del PON 2014-2020 “per la scuola-competenze ed ambienti per l’apprendimento”. Non vi sono quindi risorse nuove. Il governo continua quindi nell’antica politica di non fare scelte di sistema adeguatamente finanziate, con i risultati disastrosi che sono sotto gli occhi di tutti.

pcistruzione@libero.it
Postato da Michelangelo Nicotra Giovedì, 29 giugno 2017 07:30:00 (1848 letture)

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Riforma: Ancora una estate di passione per la scuola
Attività parlamentare
Le operazioni di mobilità del personale docente della scuola (e lo stesso vale per il personale ATA) mettono a nudo l'ispirazione discriminatoria, le storture gravissime, le contraddizioni di fondo che caratterizzano il modello della scuola italiana disegnato dalla legge 107 del 2015, la renziana "buonascuola"- ha dichiarato Luca Cangemi, responsabile nazionale scuola del PCI. "La buonascuola del PD è stata diretta erede dei tagli della Gelmini e il "piano assunzionale" non ha rivisto i meccanismi che hanno fatto sparire migliaia di posti di lavoro(riduzione delle ore di lezione, aumento del numero di alunni per classe, restrizione dell'insegnamento di sostegno) mentre ha frammentato in modo assurdo le tipologie di insegnanti. Tutto ciò ha aumentato lo squilibrio tra nord e sud nel sistema scolastico che dovrebbe essere un elemento essenziale di unità nazionale, ha aumentato l'emigrazione intellettuale che rappresenta una ferita sociale gravissima, oltre che un dramma umano.

pcistruzione@libero.it
Postato da Michelangelo Nicotra Martedì, 20 giugno 2017 08:00:00 (1584 letture)

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Riforma: Scuola, mobilità e titolarità. Presto un disegno di legge per abrogare la 107 e ripristinare le vecchie regole
Attività parlamentare
"È mia intenzione dare voce a tutti coloro che si trovano ad affrontare le distorsioni create dalla Legge 107. Ed è indubbio che la Legge 107 ha creato una nuova questione meridionale". Così il Senatore Fabrizio Bocchino (Sinistra Italiana), che interverrà in apertura della conferenza stampa dell'Osservatorio Diritti Scuola oggi in Sala Nassiriya al Senato. "A mio avviso però, l'assegnazione provvisoria delle cattedre in deroga al piano triennale non risolve interamente il problema", prosegue il Senatore, "perché rimangono lesi i diritti dei precari inseriti nelle GAE, le Graduatorie ad esaurimento".

Cristiana Scoppa
Addetta stampa del Senatore Fabrizio Bocchino (Sinistra Italiana)
scoppa.cristiana@gmail.com
Postato da Michelangelo Nicotra Venerdì, 16 giugno 2017 06:30:00 (2136 letture)

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Riforma: Mobilità scuola, sostegno. La nuova questione meridionale creata dalla ‘buona scuola’. Conferenza stampa 14 giugno ore 18
Attività parlamentare
Il Senatore Fabrizio Bocchino (Sinistra Italiana) ospita domani 14 giugno alle ore 18, presso la Sala Nassiriya del Senato, una conferenza stampa dell'Osservatorio Diritti Scuola per illustrare le criticità dell'attuazione della mobilità per il nuovo anno scolastico, che rischia di penalizzare ancora una volta gli insegnanti di sostegno e alunni disabili che vivono nel Meridione, e chiedere con forza la concessione delle assegnazioni provvisorie in deroga al vincolo triennale. "Migliaia di insegnanti di sostegno, assunti con la legge 107, saranno costretti a spostarsi al Nord perché il governo non intende trasformare in organico di diritto i circa 30.000 posti 'in deroga' che esistono al Sud, frutto anche dei ricorsi vinti dalle famiglie con figli disabili per ottenere l'assistenza che spetta loro di diritto", spiega Leonardo Alagna, dell'Osservatorio Diritti Scuola.
Cristiana Scoppa
Addetta stampa del Senatore Francesco Bocchino (Sinistra Italiana)

scoppa.cristiana@gmail.com
Postato da Michelangelo Nicotra Mercoledì, 14 giugno 2017 08:30:00 (1410 letture)

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Riforma: La Falsa Scuola
Opinioni
Insegno nella scuola secondaria di I grado da diversi anni e sapevo già di aver visto e sentito cose inenarrabili ma quest'anno credo sia peggio. Dopo ore di discussioni negli scrutini, fatte di assensi, litigi, silenzi, è arrivata la preliminare degli esami. La Commissaria è fresca di nomina e alla prima esperienza, accoglie le sottocommissioni con gentilezza e premura. Inizia la presentazione delle modalità di conduzione degli esami: si raccomanda, tanto per cominciare, di non perdere tempo ad interrogare gli alunni all'orale, chi è stato ammesso col 6 avrà a disposizione non più di 15 minuti, esauribili con le firme e la comunicazione di qualche informazione sull'esito degli scritti, chi merita qualche soddisfazione in più potrà avere qualche minuto aggiuntivo. E da qui ci si domanda perché il Ministero emana circolari sulla conduzione a carattere interdisciplinare del colloquio orale...
Ma il peggio era in arrivo.

Una docente contro il falso ideologico
Postato da Michelangelo Nicotra Domenica, 11 giugno 2017 09:00:00 (1120 letture)

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Riforma: MIUR e Buona Scuola: tra chiacchiere e perdite di tempo!
Sindacati
L'anno scolastico che sta per concludersi sarebbe dovuto essere l'anno di svolta, dopo quello che, per MIUR e Governo Renzi, era stato il piano di assunzioni "epocale" della storia della scuola. Non ritorneremo sulle "disgrazie" causate all'intero sistema da Concorso, algoritmo e mobilità, né sulla beffa subita da quanti, non partecipando al piano di assunzioni straordinario, sono rimasti con un palmo di naso, prevalentemente nelle regioni del Mezzogiorno. Non ci soffermeremo nemmeno a ribadire che il termine precariato, in Italia, assume carattere politico, più che concettuale e descrittivo, perché tale termine nasconde sacche di precariato autentico, fuori dai piani di assunzione con motivazioni arbitrarie e fittizie e aspiranti docenti parcheggiati per anni in graduatorie che oggi, dal lontano 2007, ancora rimangono fitte di candidati al "posto fisso", non sempre precari. In più, con un emendamento, l'anno scorso il Parlamento ne ha prolungato la validità di almeno un anno, impedendo a chi, dalle graduatorie più affollate, voglia trasferirsi in altre province, di farlo, magari scegliendo, e non affidandosi al caso, come è avvenuto per la fase straordinaria di reclutamento.

Valeria Bruccola, Coordinatrice nazionale Adida
Postato da Michelangelo Nicotra Venerdì, 02 giugno 2017 07:30:00 (1033 letture)

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Riforma: La Legge 107 al lavoro: quando l'arte docente passa al collocamento
Opinioni
In seguito al contratto collettivo nazionale integrativo sulla mobilità siglato l'11 aprile 2017 - che a nostro avviso andava discusso e votato dai lavoratori - la "chiamata diretta" degli insegnanti viene modificata rispetto a quanto previsto inizialmente dalla Legge 107. Non sono più i dirigenti scolastici a selezionare direttamente gli insegnanti, ma è il collegio dei docenti ad aver l'onere di dover discutere ed approvare i criteri della chiamata dagli ambiti territoriali alle singole scuole. In caso di mancata delibera dei collegi, la questione torna sulla scrivania dei dirigenti scolastici che possono attingere liberamente al personale che - per qualche motivo più o meno fondato - considerano necessario al proprio istituto.

Lavoratori Autoconvocati della Scuola
Postato da Michelangelo Nicotra Sabato, 20 maggio 2017 08:30:00 (1137 letture)

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Riforma: Basta precari e via la chiamata diretta. Sinistra italiana presenta la vera buona scuola
Attività parlamentare
«La buona scuola è un flop». Non usano giri di parole la senatrice Alessia Petraglia e l'onorevole Annalisa Pannarale di Sinistra Italiana, prime firmatarie di una proposta di legge depositata nelle rispettive Camere. «A quasi due anni dalla legge 107, voluta fortissimamente dall'ex premier - continuano le parlamentari - troppi sono i problemi irrisolti, anche rispetto agli obiettivi dichiarati e più volte inutilmente rivendicati. Il caos dei trasferimenti, gli effetti della chiamata diretta dei presidi, il bonus del merito e i risultati dell'alternanza scuola-lavoro, sono lì a testimoniare che la riforma è stato solo un maldestro tentativo di guadagnare il consenso della categoria, ottenendo peraltro il risultato opposto, perché la sensibilità degli insegnanti italiani, tra i più malpagati in Europa, è stata ferita». 

UfficioStampa_Misto@senato.it
Postato da Michelangelo Nicotra Venerdì, 21 aprile 2017 07:00:00 (1080 letture)

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Riforma: Fedeli, triste notaia della scuola renziana
Attività parlamentare
"Il videoforum di Repubblica con la ministra dell'istruzione ha confermato il ruolo di triste notaia della scuola renziana (e dei suoi disastri) che la ministra Fedeli interpreta- ha dichiarato Luca Cangemi, responsabile nazionale scuola del PCI. "Nelle sue parole non c'è niente che richiami i drammatici problemi della scuola italiana, nessun bilancio di questi anni di applicazione della 107, segnati da situazioni inaccettabili, neanche un riferimento all'enorme contenzioso che il suo ministero fatica a fronteggiare. La sen. Fedeli è messa lì per attuare la "buona scuola", così ha fatto con i decreti delegati e lo rivendica. Contro il mondo della scuola e contro il buonsenso". - ha continuato Cangemi.

pcistruzione@libero.it
Postato da Michelangelo Nicotra Giovedì, 20 aprile 2017 07:00:00 (1010 letture)

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Riforma: Un modello di scuola profondamente sbagliato. Proseguiremo la mobilitazione
Attività parlamentare
"Le leggi delega sulla scuola appena approvate dal Consiglio dei Ministri sono un altro scippo al parlamento che già è stato delegittimato dall'approvazione delle legge 107 con il voto di fiducia, perché questo meccanismo sottrae al Parlamento la piena facoltà emendativa". Lo dichiara il Senato Fabrizio Bocchino (Sinistra Italiana), segretario della Commissione VII Istruzione, notando anche che "non sono state tenute in alcun conto le richieste che provenivano dal mondo della scuola e dai genitori". "L'eventuale accoglimento delle modifiche proposte in Commissione - che verificheremo attentamente quando i testi saranno resi disponibili - sono del tutto insufficienti a dare un parere positivo a queste misure, perché le deleghe devono essere attuate ad invarianza di bilancio, cioè senza risorse aggiuntive".


Cristiana Scoppa - scoppa.cristiana@gmail.com
Addetta stampa dei Senatori
Fabrizio Bocchino e Francesco Campanella
Postato da Michelangelo Nicotra Lunedì, 10 aprile 2017 08:00:00 (1216 letture)

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Riforma: Al via il transitorio: un'altra vittoria contro la 107!
Sindacati
Dopo circa tre settimane dai pareri emessi dalle Commissioni parlamentari su quella che, tra le deleghe, costituiva la più spinosa di tutte, dal punto di vista dei precari delle graduatorie d'istituto, è stato messo a punto e approvato dal Consiglio dei Ministri il decreto sulla Formazione iniziale e sul Reclutamento dei docenti. In esso, è contenuto il testo della Fase transitoria, che contempla le modalità per reclutare i docenti nei prossimi anni, in vista del nuovo sistema di formazione e reclutamento che andrà in vigore solo nel 2020. Nel frattempo, in un sistema scolastico in cui il precariato, malgrado gli sbandieramenti della passata Amministrazione, è strutturale, non si poteva evitare di provare a “mettere una toppa” a quanto stabilito dalla 107 e alla tradita promessa di stabilizzare tutti i precari storici, con varie fasi di stabilizzazione e un concorso.

Valeria Bruccola, Coordinatrice Nazionale Adida
Postato da Michelangelo Nicotra Sabato, 08 aprile 2017 08:30:00 (1190 letture)

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Riforma: Dati OSCE scuola. Il divario sociale lo colmava la scuola distrutta dalla riforma di Renzi, non certo la 'Buona scuola'
Attività parlamentare
"I dati OCSE non celebrano certo la cosiddetta 'Buona scuola', come l'ex premier Renzi, la ministra Fedeli e la senatrice PD Francesca Puglisi si sono affrettati ad affermare", fa notare il Senatore Fabrizio Bocchino (SI), "perché i ragazzi intervistati hanno tra i 26 e i 28 anni, e hanno dunque completato la scuola ancora prima che entrasse in vigore la riforma Gelmini". "Di quella scuola, che appunto puntava a colmare il divario sociale, oggi poco resta dopo la legge 107, con la sua retorica incentrata sul merito e la sua competizione ad escludendum: si premia chi già fa bene, e non chi arranca, che è l'opposto del colmare i deficit di partenza per dare uguali opportunità a tutti", prosegue il Senatore.

scoppa.cristiana@gmail.com
Postato da Michelangelo Nicotra Lunedì, 03 aprile 2017 08:00:00 (1058 letture)

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Riforma: Assunzioni ed algoritmo: condannato il MIUR per mancanza di trasparenza
Sindacati
Sebbene sventolate come epocali, le assunzioni di docenti dello scorso anno, oltre alle disparità determinate dalla politica a danno delle migliaia di docenti esclusi, nonostante il possesso dei titoli per essere stabilizzati, sono ora state indirettamente condannate dal TAR. Il MIUR, infatti, dovrà fornire i codici con cui ha impostato l'algoritmo che ha sparpagliato a casaccio docenti in varie parti d'Italia, senza seguire le logiche di priorità e trasparenza che necessariamente devono accompagnare una procedura pubblica di assunzione. L'anzianità di servizio, i titoli e i punteggi derivanti non sono stati minimamente calcolati e dopo l'assegnazione della sede sono state intentate migliaia di conciliazioni per rattoppare il disastro casato dalle incomprensibili  attribuzioni dell'algoritmo.

Valeria Bruccola, Associazione Adida
Postato da Michelangelo Nicotra Sabato, 25 marzo 2017 08:00:00 (1286 letture)

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Riforma: Governo continua a sbagliare strada, deleghe un gran pasticcio
Attività parlamentare
"A quanto pare, quando si tratta di scuola il Governo continua a sbagliare strada, nonostante siano in molti a farglielo notare. Con le deleghe previste dalla cosiddetta Legge della Buona Scuola si sta facendo un gran pasticcio. Le prove standardizzate INVALSI, obbligatorie per l'ammissione agli esami di Stato, sono inaccettabili, perché servono per offrire informazioni sull'andamento del sistema di istruzione delle scuole e non per valutare il singolo studente". Lo afferma la  Senatrice Alessia Petraglia, capogruppo di Sinistra Italiana in commissione Istruzione e Cultura, che stigmatizza le deleghe previste dalla cosiddetta Legge della Buona Scuola. "Giudichiamo altrettanto negativamente - ha proseguito Petraglia - l'eccessivo peso dato all'alternanza scuola-lavoro che riduce il tempo studio e amplia quello dell'addestramento professionale legato alla logica dell'impresa e degli interessi privati, nel falso mito di una maggiore spendibilità dei titoli in ambito lavorativo.

daniela.pimpini@senato.it
Postato da Michelangelo Nicotra Domenica, 12 marzo 2017 09:00:00 (1019 letture)

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Riforma: A breve i pareri delle Commissioni di Camera e Senato sulle deleghe della 107
Sindacati
Sono giorni cruciali: meno di due settimane e sapremo i pareri delle Commissioni di Camera e Senato sulle deleghe della 107. Intenso il lavoro fatto finora, in ogni sede politica e al MIUR. Ad alimentare speranze e ottimismo, le dichiarazioni che da più parti sembrano confermare che si stia andando nella direzione sperata, ovvero quella di rispondere alle istanze dei precari delle Graduatorie d'istituto, attuando un percorso adeguato al nostro profilo, al nostro status e alle nostre certificate compete. Tuttavia, se sembra possibile la messa a punto di una soluzione accettabile per i docenti di II fascia, considerate anche le difficoltà e le contraddizioni che hanno caratterizzato il Concorso 2016, ben diversa è la situazione dei docenti della III fascia d'istituto, per i quali la questione è più controversa e lontana dalle loro aspettative.

Valeria Bruccola, Coordinatrice Nazionale Adida
Postato da Michelangelo Nicotra Domenica, 05 marzo 2017 09:00:00 (1183 letture)

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Riforma: Abolizione delle tasse scolastiche i maturandi risparmiano 45 euro
Rassegna stampa
Abolizione delle tasse scolastiche i maturandi risparmiano 45 euro - Se il testo dell’atto del governo 381, riguardante l’effettività del diritto allo studio, resta così com’è senza subire modifiche, non ci sarà più bisogno per nessuna famiglia di versare le tasse scolastiche o di chiedere le esenzioni per reddito.
Spariranno le tasse scolastiche dal dizionario...

L.Loi
Il Messaggero
Postato da Antonia Vetro Mercoledì, 22 febbraio 2017 08:00:00 (1090 letture)

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Riforma: Riforma PA e Codice Appalti in CdM
Rassegna stampa
Il Consiglio dei ministri, nel corso della riunione del 17 febbraio 2017, ha approvato in esame preliminare, due decreti legislativi di riforma della Pubblica Amministrazione....

Edscuola.eu
Postato da Antonia Vetro Domenica, 19 febbraio 2017 09:00:00 (1307 letture)

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Riforma: Bonus merito, il preside che non contratta con i sindacati non compie condotta antisindacale
Rassegna stampa
La procedura delineata dalla riforma Renzi-Giannini per assegnare il “bonus” agli insegnanti meritevoli (che non prevede la consultazione con le Rsu) appare «completa in ogni suo aspetto»; e quindi, il preside che ha rispettato le regole (nell’attribuire le somme premiali ai docenti del proprio istituto) ha operato correttamente (non ha cioè impedito o limitato «in alcun modo l’esercizio della libertà e dell’attività sindacale»)...

Claudio Tucci
Il Sole 24 Ore
Postato da Antonia Vetro Mercoledì, 15 febbraio 2017 07:00:00 (983 letture)

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Riforma: Presidio a Catania per il ritiro dei decreti della 107
Attività parlamentare
Il Partito Comunista Italiano promuove martedì 14 Febbraio alle ore 17,30, un presidio davanti alla Prefettura di Catania (via Etnea) per chiedere il ritiro dei decreti delegati della legge 107 sulla scuola, provocatoriamente approvati dal governo Gentiloni. La continuità con la politica Renzi-Giannini, dopo la situazione disastrosa in cui è stata gettata la scuola italiana, è un insulto all'intelligenza - ha dichiarato Luca Cangemi, responsabile nazionale del dipartimento scuola del PCI. Con i testi delle deleghe si accentuano i danni: si colpisce pesantemente la legge 104 (nonostante le numerose sentenze della Corte Costituzionale) e con essa i diritti dei ragazzi diversamente abili, si pongono le premesse per nuovi tagli, si umilia e frammenta la funzione docente, l'istruzione professionale diventa un ghetto, È necessaria dunque una forte mobilitazione per costringere il governo al ritiro dei decreti, come primo passo per aprire una nuova stagione della scuola italiana - ha concluso Cangemi.

pcistruzione@libero.it
Postato da Michelangelo Nicotra Lunedì, 13 febbraio 2017 07:30:00 (1621 letture)

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Riforma: Assemblea sui decreti attuativi della legge 107, Lunedì 6 febbraio
Attività parlamentare
Lunedì 6 febbraio alle ore 19,30 presso la sede PCI in vicolo Beritelli 7(traversa di via Rotonda, zona Piazza dante) si terrà un'assemblea d'informazione sui contenuti dei decreti attuativi della legge 107(cosiddetta "buonascuola") recentemente usciti dal Consiglio dei ministri. L'assemblea sarà introdotta da Cristina Bonfante, responsabile scuola del PCI catanese e conclusa da Luca Cangemi , della segreteria nazionale del PCI. La decisione del governo di approvare i decreti attuativi della legge 107/2015 è un fatto grave. Gentiloni, dopo essere stato costretto a mandare via la Giannini e a trasferire Faraone (significative eccezioni del governo fotocopia), lancia un segnale netto di continuità con la loro sciagurata politica scolastica.

Sezione PCI Olga Benario - Catania
circolo.olgabenario@libero.it
Postato da Michelangelo Nicotra Venerdì, 03 febbraio 2017 07:30:00 (2218 letture)

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Riforma: Fase transitoria: l'ennesima farsa trasformata da riforma!
Sindacati
Difficile condividere il compiacimento e l'entusiasmo dell'Esecutivo che, in tempi record, ha definito le bozze dei decreti che dovranno completare l'attuazione della riforma del sistema scolastico, contenuta nella Legge 107/2015. La rapidità, con cui gli atti sono stati diffusi appena un mese dopo l'insediamento del nuovo Governo, dimostra la continuità rigorosa con il precedente, confermata proprio in queste ore da Gentiloni, dimenticando le pesanti ammissioni che l'ex Primo Ministro aveva fatto rispetto agli effetti della famigerata legge sul sistema scolastico, a partire dal reclutamento dei docenti. Ci aspettavamo almeno qualche aggiustamento, mentre le bozze ora al vaglio delle Commissioni parlamentari per i rituali pareri non vincolanti, risultano rafforzare la legge di riforma, con la sua piena attuazione, senza correttivi, nonostante i fallimenti costituiti dai piani di assunzioni ed il concorso 2016, che hanno determinato un avvio di anno scolastico caotico, con contenziosi a pioggia per ogni ordine di ragioni.

Valeria Bruccola, Coordinatrice nazionale Adida
Postato da Michelangelo Nicotra Mercoledì, 01 febbraio 2017 09:00:00 (1089 letture)

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Riforma: Deleghe del governo, il Jobs act a scuola
Attività parlamentare
"Il nuovo sistema di reclutamento, delineato da uno dei decreti attuativi della 107 approvati recentemente dal governo Gentiloni, colpisce a fondo la condizione degli insegnanti"- ha dichiarato Luca Cangemi, responsabile nazionale scuola del PCI. "Le nuove generazioni dei docenti avranno meno diritti, saranno esposti al volere discrezionale dei dirigenti, saranno costretti ad un umiliante, lungo e sottopagato apprendistato. Il jobs act entra, così, nella scuola e nel pubblico impiego, a vele spiegate. Le scuole private conquistano un potere di ricatto (e di corruzione) come canale di accesso all'insegnamento, ...

pcistruzione@libero.it
Postato da Michelangelo Nicotra Martedì, 24 gennaio 2017 07:30:00 (2615 letture)

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Riforma: Deleghe Buona Scuola, 8 decreti +1: le norme per il riordino degli istituti tecnici
Rassegna stampa
Agli otto schemi di decreti legislativi attuativi delle deleghe contenute nella legge 107 se ne aggiunge un altro, predisposto dal Miur per evitare gli effetti (il commissariamento dello stesso Miur e la nomina di un commissario ad acta) della sentenza del Tar del Lazio che nello scorso mese di maggio aveva accolto il ricorso dello Snals riguardante il riordino dell’orario degli istituti tecnici introdotto dal DPR n. 88 del 2010 (Regolamento attuativo dalla riforma Gelmini).
Il provvedimento...

Orazio Niceforo
Tuttoscuola
Postato da Antonia Vetro Lunedì, 23 gennaio 2017 08:00:00 (1173 letture)

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Riforma: Maestra batte il Ministero e ritorna al Sud
Rassegna stampa
Insegnante trasferita a Pavia vince il ricorso contro il Ministero e ritorna al sud. Accade a Buccino: protagonista la signora Concetta Nitto, 40 anni, insegnante di professione presso le scuole elementari. Dopo anni di precariato, vede finalmente realizzarsi il sogno tanto atteso dell'immissione in ruolo. A settembre però, con la riforma della "buona scuola" (legge 107/2015), il sogno di Concetta si trasforma in un incubo e l'insegnate salernitana che prestava servizio in Basilicata viene trasferita al Nord, in provincia di Pavia. Tutto ha inizio quando Concetta sceglie gli ambiti territoriali scolastici introdotti dalle liste di mobilità che prevedono l'individuazione delle scuole da parte dei docenti, secondo dei criteri di preferenza. La Nitto opta per la Basilicata, ma il Ministero dell'Istruzione nell'applicare la normativa di assegnazione delle sedi scolastiche, attraverso l'utilizzo di un algoritmo matematico e dei criteri non specificati nella normativa, manda l'insegnante in una scuola in provincia di ...

Mariateresa Conte
lacittadisalerno.gelocal.it
Postato da Michelangelo Nicotra Domenica, 22 gennaio 2017 08:00:00 (1034 letture)

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Riforma: Negli istituti professionali approda percorso il 3+2
Rassegna stampa
Istruzione professionale, si cambia. Negli istituti arriva infatti il 2+3: biennio unico e triennio unico. Si supera così l’attuale articolazione dei cosiddetti «due bienni più uno». Questa una delle novità principali previste in uno degli otto decreti legislativi approvati sabato scorso dal Consiglio dei ministri e trasmessi al Parlamento per i pareri.
La riforma...

Il Sole 24 Ore
Postato da Antonia Vetro Domenica, 22 gennaio 2017 07:00:00 (1325 letture)

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Riforma: Il governo-fotocopia e la ministra Fedeli varano 8 decreti attuativi della disastrosa legge 107 per chiudere definitivamente docenti, Ata e studenti nella gabbia della scuola-azienda
Sindacati
Incurante della amplissima opposizione alla cattiva scuola della legge 107/2015, che tanto ha pesato sulla sconfitta netta di Renzi nel referendum costituzionale, il governo-fotocopia di Gentiloni ha varato otto decreti applicativi di tale legge, ignorando ogni forma di dialogo con i protagonisti dell'istruzione pubblica e ogni revisione significativa della 107, al di là di caramellose promesse della ministra Fedeli di neo-concertazione con i Cinque sindacati "rappresentativi". Seppure tra fumi di ambiguità le otto deleghe aggravano il già disastroso panorama della107. Per il futuro reclutamento dei docenti non si riconoscono le abilitazioni già conseguite né il servizio prestato. Per i diversamente abili, si superano i limiti di studenti previsti dalla L. 517/78 (20 per classe) e si mira a ridurre il numero degli insegnanti di sostegno, ...

Piero Bernocchi portavoce nazionale Cobas
Stefano d'Errico segretario nazionale Unicobas
Postato da Michelangelo Nicotra Venerdì, 20 gennaio 2017 08:30:00 (1346 letture)

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Riforma: Dalla maturità, all’abilitazione per la cattedra: tutte le novità per studenti e prof
Rassegna stampa
L’alternanza scuola-lavoro diventa requisito di ammissione all’esame di Maturità, che subirà un nuovo “restyling”: dalle attuali tre prove scritte più colloquio, si passerà infatti a due scritti e orale (a saltare sarà la terza prova, il cosiddetto «quizzone»). L’Invalsi sbarca ufficialmente in quinta superiore (non però agli esami, ma in un periodo diverso dell’anno), e testerà le competenze degli studenti in italiano, matematica e, è la novità, inglese. A cambiare sarà anche la formazione...

Claudio Tucci
Il Sole 24 Ore
Postato da Antonia Vetro Martedì, 17 gennaio 2017 08:00:00 (1234 letture)

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Riforma: Il Preside 'Grande Custode'. Vacanze finite, si torna sui banchi. Depotenziata la riforma
Redazione
L'antica espressione "Avanti, adagio, quasi indietro" ritorna attuale con il cambiamento del Ministro dell'Istruzione e in questa fase di transizione tutto rallenta e come dicevano i latini: "Non progredi, regredi est". L'ambizioso e tanto decantato programma della Buona scuola scricchiola cedendo il passo alle richieste sindacali e legittime istanze dei docenti modificando per il prossimo anno scolastico l'obbligo per neo assunti e docenti trasferiti di restare nella stessa sede per tre anni. Il contratto che regolerà i trasferimenti del personale docente per il 2017/2018 non rispetterà la regola dei tre anni e questo darà anche agli 83mila assunti con la Buona scuola la possibilità del trasferimento. Ecco quanto prevede l'intesa firmata dal nuovo ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli con i sindacati (ad eccezione della Gilda). La positiva e saggia decisione, che alleggerisce il disagio di tanti "deportati" al Nord ed alcuni "titolari al Nord" e utilizzati al Sud, si pone in contrasto con il Piano Triennale dell'Offerta Formativa ...

Giuseppe Adernò
g.aderno@alice.it
Postato da Giuseppe Adernò Giovedì, 12 gennaio 2017 09:00:00 (1064 letture)

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Riforma: Una vergogna chiamata 'school bonus'
Attività parlamentare
"La partenza dello "school bonus" con i provvedimenti dell'Agenzia delle Entrate, struttura alla quale si dovrebbero dare ben altre priorità in questo paese, dimostra che la macchina infernale della legge 107 continua a macinare la scuola italiana" - ha dichiarato Luca Cangemi, responsabile nazionale scuola del PCI. Con lo "school bonus" la discriminazione tra aree geografiche e tipologie di scuola diventa un obiettivo sistematico, l'unità del sistema nazionale d'istruzione già così incrinata dai tagli di questo decennio è colpita anche dal punto di vista simbolico, la scuola pubblica invece di essere destinataria privilegiata delle risorse nazionali è abbandonata alla mercé di mecenati o più probabilmente speculatori, beneficiati da generosi sconti fiscali. - ha continuato Cangemi.

pcistruzione@libero.it
Postato da Michelangelo Nicotra Giovedì, 05 gennaio 2017 06:30:00 (2439 letture)

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Riforma: La tela di Penelope nelle mani della tessitrice. Mala tempora currunt nella scuola italiana
Redazione
La nomina della senatrice Valeria Fedeli a Ministro dell'Istruzione ha sorpreso non poco e leggendo i commenti che circolano su Facebook c'è da preoccuparsi. La scuola nella compagine del Governo sembra avere poca attenzione come dimostrano alcuni esempi eclatanti. Nella ripartizione dei Ministeri resta sempre l'ultimo e di accomodo, solo per mettere equilibrio tra le diverse fazioni partitiche. Coma ha scritto Roberto Tripodi, La Gelmini era stata assessore all'agricoltura a Brescia, la Moratti era la moglie di un imprenditore del petrolio, Lombardi era della confindustria, gli altri erano dell'università, come La Giannini. Il Ministro Misasi voleva i Lavori pubblici e quando gli diedero il MPI si sentì offeso. La stessa Falcucci, l'unica che ne capiva di scuola ed era molto preparata, proveniva dalla CISL scuola.

Giuseppe Adernò
g.aderno@alice.it
Postato da Giuseppe Adernò Mercoledì, 14 dicembre 2016 19:00:00 (1178 letture)

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Riforma: Interrogativi ... In attesa della nuova primavera
Redazione
L'esito del referendum rende ancora più amplificati gli effetti degli interrogativi dei giorni precedenti. Ballano tutte le poltrone e i posti dirigenziali dei Ministeri e delle Direzioni Generali, si entra nel vortice dell'incertezza e dell'instabilità.
Per la scuola le cose non dovrebbero cambiare tanto perché la legge 107 è nella fase della sua implementazione sia sul piano normativo, con l'imminente varo dei decreti legislativi, sia su quello amministrativo, con le complesse, ma impellenti misure relative alle questioni riguardanti il personale, dalla mobilità ai concorsi, al nuovo e tanto atteso concorso per dirigenti, così da evitare il vuoto e il danno delle reggenze in numerosi istituti. E'imminente la complessa procedura sulla mobilità e il rinnovo del contratto con la controriforma della legge Brunetta. Per la mobilità si rischia di lasciare tutto nel caos attuale, lo stesso vale per la controriforma Brunetta. Che fine faranno le richieste dei sindacati?

Giuseppe Adernò
g.aderno@alice.it
Postato da Giuseppe Adernò Sabato, 10 dicembre 2016 09:30:00 (973 letture)

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Riforma: Comitato Area Sostegno e Inclusione - Report incontro 23 novembre
Comunicati
Egregio sottosegretario Faraone
Il costituendo comitato A.S.I. (Area Sostegno e Inclusione) composto unicamente da docenti specializzati per l’integrazione degli alunni disabili, intende con la presente, interpretando le specifiche esigenze e peculiarità del comparto, chiedere alla S.V. un incontro dedicato ai seguenti temi:
1. Riforma del sostegno e proposte integrative;
2. Effetti del piano straordinario di assunzioni di cui all’art. 1 comma 95 della legge 107/15
3. Effetti del piano straordinario dei trasferimenti previsto dall’art. 1 commi 73 e 108 della legge 107/15 ed attuato con O.M. 241 del 08/04/2016 e proposte;
Per il Comitato
Ins. Salvo Altadonna
Postato da Michelangelo Nicotra Mercoledì, 30 novembre 2016 07:30:00 (1106 letture)

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Riforma: Liceo in quattro anni
Redazione
Sfogliando i giornali ritorna il tema del Liceo breve e l'auspicata possibilità di completare la scuola superiore a 18 anni. Già tale idea-progetto era nei programmi della "riforma Gelmini" come si legge su "La Sicilia" del 19 settembre 2008: "Riforma scuola, la sfida della Gelmini. Novità per tutte le classi, meno ore di lezioni e superiori con 4 anni". Sono trascorsi otto anni e tanta acqua è passata sotto i ponti. Facendo un'attenta riflessione sul come gli studenti nella maggior parte dei Licei trascorrono l'ultimo anno che dovrebbe essere "curriculare", si constata che, già dal quarto anno, molti ragazzi, i più volenterosi cominciano i corsi di preparazione ai test universitari e non si comprende perche tali competenze le debbano acquisire fuori dalla scuola e non a scuola con i propri docenti.

Giuseppe Adernò
g.aderno@alice.it
Postato da Giuseppe Adernò Domenica, 20 novembre 2016 13:30:00 (1140 letture)

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Riforma: Da 'La buona scuola' ai referendum costituzionali: l'ultimo canto del cigno!
Sindacati
Negli ultimi giorni, ne abbiamo vite e sentite delle belle, dichiarazioni, promesse, inviti, raccomandazioni e amatemi, che è difficile non ricondurre alle vicende prereferendarie in cui, come tradizione vuole, chi ha il coltello dalla parte del manico lo usa come può. Fatalità, in questo caso, chi lo impugna è anche chi ha interesse a coronare il suo progetto riformatore e, allo scopo, utilizza tutti gli specchietti per le allodole che possiede. E così, nella rete, finiscono anche i precari della scuola, un esercito, che guarda caso, adesso, dopo le infamanti accuse di incompetenza e inadeguatezza, si trovano ad essere "riconosciuti" dal Governo, che, sempre guarda caso, si è accorto del valore professionale e della specificità.

Valeria Bruccola, Coordinatrice nazionale Adida
Postato da Michelangelo Nicotra Sabato, 19 novembre 2016 08:00:00 (960 letture)

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Riforma: Legge 107:'La Truffa 2' e la storia continua tra bufale e verità
Opinioni
Torno da scuola e leggo l'informativa FLCCGIL sull'incontro al Miur, mi colpisce poi improvvisamente una parte che qui riporto di seguito
Le risposte conclusive del Miur
"A fine incontro il Miur ha ribadito che non sono ipotizzabili modifiche al testo dellalegge 107/15anche se in sede di confronto si possono superare alcuni paletti presenti nella legge. Vedi il caso dellamobilità. Il prossimo CCNI potrà fare un RESET di tutti i vincoli preesistenti legati alle varie fasi assunzionali, mettendo tutti allo stesso nastro di partenza." NASTRO DI PARTENZA? ... di quale RESET stanno parlando? L'anno prossimo NESSUNO di COLORO che ha ottenuto il RECENTE Trasferimento rimanendo SODDISFATTO farà domanda per spostarsi!

Maria Pia Labita
Postato da Michelangelo Nicotra Lunedì, 07 novembre 2016 09:00:00 (1377 letture)

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Riforma: Renzi contro Giannini: chissà se si parlano ...
Sindacati
Che il Governo Renzi fosse  al capolinea, almeno nel mondo della scuola, era chiaro, visti gli effetti disastrosi della Legge 107. Ma  dalla “squadra” di Renzi ci saremmo aspettati maggiore compattezza politica e una parvenza di coerenza, quella stessa spavalda boria alla quale ci hanno abituato, anche dopo fallimentari e antidemocratiche decisioni che hanno iniziato a cambiare il voto della scuola statale, all'insegna delle diseguaglianze tra docenti e della concentrazione di potere. Mentre Renzi bacchetta il suo Ministro dell'istruzione, ammettendo gli errori di gestione e promettendo di mettere mano al sistema scolastico, la Giannini non demorde e conferma la linea assunta finora, ribadendo nuove regole per la formazione e il reclutamento e nuovi concorsi.

Valeria Bruccola, Coordinatrice Nazionale Adida
Postato da Michelangelo Nicotra Mercoledì, 26 ottobre 2016 07:30:00 (1286 letture)

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Riforma: Legge 107/2015 e insegnamento alternativo alla Religione Cattolica
Rassegna stampa
La Legge 107/2015 (Legge su “La buona scuola”) ha apportato numerosi cambiamenti all’interno delle Istituzioni Scolastiche, ma per quanto riguarda l’insegnamento della Religione Cattolica (IRC) e l’insegnamento della Materia Alternativa ad essa, tutto è rimasto invariato.
Tuttavia, pur non essendoci un esplicito riferimento, la Legge 107/2015 rimarca, con il comma 16, l’obbligo delle scuole di assicurare con il Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF) le pari opportunità e la prevenzione di tutte le forme di discriminazione.
Così, in collegamento e coerentemente con quanto stabilito nel comma 16, anche la scelta di avvalersi o di non avvalersi dell’Insegnamento della Religione Cattolica non deve assolutamente dar luogo ad alcuna forma di discriminazione. Aspetto questo già esplicitato in passato con la Legge 121/1985, art. 9, comma 2, e con il D.L. 297/1994, art 310, comma 2.
A tutto ciò si aggiunge...

Agata Scarafilo
Scuola e Amministrazione
Postato da Antonia Vetro Martedì, 25 ottobre 2016 08:00:00 (1373 letture)

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Riforma: Le incertezze del Sì e del No. La scuola che insegna
Redazione
Recentemente il Capo del Governo, Matteo Renzi è stato presentato come l'opposto del Re Mida: tutto quello che tocca perde valore e va rifiutato: conseguenza dell'estrema personalizzazione che egli ha posto nella sua azione politica. Stando all'esito del sondaggio 'scolastico', anche una previsione infausta per l'esito del referendum: prevarrebbe il no non in ragione di un giudizio negativo sul merito della riforma costituzionale, ma perché è la riforma 'di Renzi'. Un destino che ha già segnato anche il Governo Berlusconi e la sua fine. Sull'esito del referendum costituzionale sembra peraltro difficile avventurarsi in previsioni, data l'elevata percentuale degli incerti e anche il destino della Buona Scuola rimane incerto, anche perché la Riforma è stata classificata come "la scuola di Renzi".

Giuseppe Adernò
g.aderno@alice.it
Postato da Giuseppe Adernò Giovedì, 20 ottobre 2016 06:30:00 (1037 letture)

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Riforma: Trasparenza sul premio ai docenti 'meritevoli'
Sindacati
Da molte istituzioni scolastiche arrivano notizie secondo cui i Dirigenti scolastici si stanno rifiutando di pubblicare in modo integrale i dati relativi alla distribuzione del bonus previsto dalla legge n. 107/2015. In genere, i DS invocano il Codice sulla protezione dei dati personali, facendo riferimento all'art. 19, comma 3, del d.lgs. n. 196/2003, per il quale "la comunicazione ... e la diffusione da parte di un soggetto pubblico sono ammesse unicamente quando sono previste da una norma di legge o di regolamento", dando per scontato che questa norma non ci sia.

cobas.comitati.di.base.scuola@gmail.com
Postato da Michelangelo Nicotra Lunedì, 17 ottobre 2016 08:30:00 (1742 letture)

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Riforma: Spesa Ricavo Guadagno Perdita e 'Opportunità di vita FUTURA' Ovvero 'La grande fregatura della legge 107 che doveva tutelare i precari storici!'
Opinioni
Siamo ormai giunti alla data del 15 ottobre 2016, un sabato pomeriggio come tanti, che utilizzo per riflettere più a lungo sulla triste vicenda che riguarda il precariato storico del quale facevo parte fino a 1 anno fa  quando, una poco chiara e quanto mai misteriosa Legge composta da una grande quantità di articoli, spesso ambigui  o  in contrapposizione tra loro, ci mise di fronte ad una SCELTA OBBLIGATA:"Prendere o LASCIARE per sempre il mondo della scuola con lo spauracchio della impossibilità di continuare a lavorare da precari!". La politica  si rese conto del grande pasticcio fin da subito e per questo motivo venne, poi, fuori in extremis la FAQ 22 con la TUTELA della Prima Provincia, rivelatasi poi un vero boomerang per tutti coloro che "Si sono ILLUSI" di rimanere almeno sul proprio territorio. Altri, in virtù di un punteggio INFERIORE vennero catapultati subito al NORD.

Maria Pia Labita - Coordinamento SemiPrecari di Palermo
labita0@gmail.com
Postato da Michelangelo Nicotra Lunedì, 17 ottobre 2016 08:00:00 (1393 letture)

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Riforma: Fantasticherie linguistiche per una buona scuola
Opinioni
Tutto iniziò, se la memoria non ci inganna, con il "Qui manebimus optime" di Berlusconi. Cicerone, aveva detto "hic", che è avverbio di luogo, mentre "qui", in latino, è pronome relativo. Ma per un uomo d'azione, come l'ex Cavaliere, quello che conta è il messaggio. E il messaggio era chiaro e forte. Qui o hic, non si sarebbe smosso da lì. Per schiodarlo dalla poltrona hanno impiegato altri vent'anni. E la citazione sbagliata? Bazzecole. Il latino è come il sapone sul lastricato, viscido e insidioso. E un "classico" scivolone sull'onda dell'enfasi oratoria può capitare a tutti. La cosa peggiore però non è stato lo schiaffo a Cicerone, quanto l'aver "legittimato" - tanti altri (e peggiori) scivoloni ... La più rapida a raccogliere il testimone è stata la Gelmini, per lunghi anni ministro dell'Istruzione e della Ricerca nei governi Berlusconi, quando la compagine di maggioranza si faceva chiamare Polo del Buon Governo.

Alfio Chiarello
Postato da Michelangelo Nicotra Martedì, 04 ottobre 2016 09:00:00 (1221 letture)

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Riforma: La scuola italiana che non ti aspetti… invece 'La Buona Scuola' di Renzi, Giannini, Puglisi, Toccafondi e Faraone è proprio così
Sindacati
L'articolo è un po' lungo ma vi prometto che non rimarrete delusi...
Avevano promesso 150 mila assunzioni ma ne hanno assunti solo 85mila senza considerare che molti di questi posti erano occupati da chi era andato in pensione (35mila posti). La chiamata diretta - è un sistema che deve produrre paura, disagio al personale della scuola, deve passare il messaggio che il dirigente può nominare chi vuole. Ma non è proprio così. Il docente a tempo indeterminato, se non viene "scelto" dal dirigente nell'ambito territoriale, verrà trasferito direttamente dall'Ufficio Scolastico Regionale in quella determinata scuola. L'obiettivo di questo gioco perverso è l'individuazione di eventuali docenti "contrastivi", separarli dal gruppo dei "bravi docenti educati e politicamente corretti", iscritti al Rotary, Ai Lyons, attivi negli oratori e in chiesa ogni mattina di domenica che non intervengono mai nei collegi dei docenti, perché gli va bene tutto.

Paolo Latella
Segretario della Lombardia e Membro del direttivo nazionale del sindacato Unicobas Scuola
Postato da Michelangelo Nicotra Sabato, 24 settembre 2016 09:30:00 (1408 letture)

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