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Vi racconto ...: Le Suore Serve della Divina Provvidenza, di Catania offrono al Papa una casa d’accoglienza per rifugiati
Redazione
La prima Comunità religiosa che ha risposto all’invito di Papa Francesco, il quale nell’Enciclica “Fratelli tutti” ha evidenziato la necessità di preparare un’adeguata accoglienza ai migranti che fuggono da guerre, persecuzioni e catastrofi naturali, è stata la Congregazione delle Suore Serve della Divina Provvidenza di Catania. Con spirito di servizio e di generosità, attraverso l’Elemosineria Apostolica, le Suore fondate nel 1921 dalla catanese Madre Maria Marletta, in coerenza al carisma di “accogliere i più bisognosi nelle “case famiglia”, hanno deciso di offrire a Papa Francesco, in comodato d’uso gratuito, il loro stabile in via della Pisana a Roma. La palazzina, che porta il nome di Villa Serena, diventerà una casa d’accoglienza per rifugiati, in particolare per donne sole, donne con minori, famiglie in stato di vulnerabilità, che giungono in Italia con i Corridoi Umanitari. La struttura potrà ospitare fino a sessanta persone e avrà principalmente lo scopo di accogliere i rifugiati nei primi mesi dopo il loro arrivo, per poi accompagnarli in percorsi di autonomia lavorativa e di alloggio. La casa d’accoglienza è stata affidata alla Comunità di Sant’Egidio, che sin dal 2015 ha aperto i corridoi umanitari per rifugiati siriani, africani, e provenienti dall’isola di Lesbo. Il cardinale Krajewski, Elemosiniere del Papa, ha elogiato «il grande atto di generosità e solidarietà delle Suore Serve della Divina Provvidenza di Catania».

Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Lunedì, 19 ottobre 2020 08:05:00 (188 letture)

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Vi racconto ...: Pennino d’oro al preside Adernò
Redazione
Nella splendida sala della Biblioteca Comunale  “Giambattista Nicolosi” di Paternò, con la partecipazione del Sindaco,  Antonino Naso, dell’Assessore all’Istruzione , delle presidenti della Fidapa di Catania e di Paternò, della rappresentante della Città Metropolitana, del Parroco della Chiesa di S Barbara, del Vicario foraneo, delle  Autorità  militari  e civili è stato consegnato al preside Giuseppe Adernò il premio Pennino d’oro.
L’iniziativa  è stata promossa dall’Associazione di promozione sociale “ Ideali di giustizia e verità” e la presidente Carmen Privitera ha riservato parole di ammirazione e di stima per l’impegno sociale e culturale svolto dal preside Adernò negli anni di lodevole  servizio dedicati alla formazione degli studenti, e allo viluppo di una cittadinanza attiva e responsabile con l’ideazione del progetto del Consiglio comunale dei Ragazzi, considerando la scuola come “piccola città”.
L’attività giornalistica come pubblicista, continua ad impegnarlo in un servizio di promozione culturale nel rispetto della persona umana, della  verità, della giustizia  e della difesa dei valori umani e cristiani.
Il premio, nella sua prima edizione,  è stata consegnato nell’ambito della presentazione del volume dedicato a “Santa Barbara -Luce e coraggio  di  chi ama” che la scrittrice catanese Carmen Privitera ha donato al Comune di Paternò  ed al termine della manifestazione a Lei è stata assegnato un diploma di “cittadinanza onoraria”.
 La cerimonia,  che si è svolta nel rispetto delle norme di prevenzione Covid -19 è stata coordinata del Cav.  Francesco Tartareso, intermezzata dall’esecuzione di brani musicali  eseguiti dal tenore Di Paola.

redazione@aetnanet.org
Postato da Andrea Oliva Giovedì, 08 ottobre 2020 07:05:00 (333 letture)

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Vi racconto ...: Primo anniversario di Mons. Gaetano Zito
Redazione
E’ trascorso un anno dalla prematura scomparsa di Mons Gaetano Zito e in Città si rivivono le emozioni di quel solenne funerale con un cardinale, 13 Vescovi, numerosi sacerdoti,   fedeli,  studenti, amici, rappresentanti di associazioni , gruppi ecclesiali, università, centri culturali,  comunità religiose,
Forse l’ultimo grande evento  celebrato nella Cattedrale di Catania prima della pandemia del coronavirus.
Giovedì 8 ottobre sarà celebrata in Cattedrale la Messa di suffragio e il venerdì 9 ottobre nella Chiesa di San Benedetto, dove è stato da anni Cappellano le Monache Benedettine e gli amici fedeli ringrazieranno il Signore per il dono prezioso nel cammino della fede .
Nel corso dell’anno in più occasioni è stata ricordata la sua opera e il suo ministero sacerdotale e culturale a servizio della città. In occasione della presentazione del libro “Chiesa di San Benedetto a Catania: storia, arte e spiritualità”  di Fernando Massimo Adonia; in occasione della morte del Comm. Luigi Maina, custode della tradizione storica e civica della festa di S.Agata e del primo anniversario del prof. Antonino Blandini, che fa parte della triade agatina della città di Catania che ora dal cielo accompagna e segue gli eventi delle cittadini, ora vincolati dalle rigide norme preventive del contagio Covid-19
Particolarmente significativa è stata la cerimonia di intitolazione a Mons Zito dell’aula magna dell’Istituto Ardizzone Gioeni  ed il suo ricordo è sempre vivo nel cuore degli amici.
In occasione del suo funerale è stato scritto che “quando muore un sacerdote nel cielo ci accende una stella” ed ora nel nostro cielo la stella brilla luminosa  e guida in cammino nel sentiero della storia in costante e rapido mutamento.

Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Giovedì, 08 ottobre 2020 07:00:00 (305 letture)

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Vi racconto ...: Porta Pia 150 anni dopo
Redazione
La coincidenza del referendum ha fatto passare silenzio il ricordo dei 150 anni dalla “Breccia di Porta Pia”.
 Il 20 settembre 1870 alcune settimane dopo la caduta di Napoleone III (battaglia di Sedan 1º settembre)l'esercito italiano  guidato dal generale Raffaele Cadorna, con un colpo di cannone aprì una breccia  nel muro di recinzione della città di Roma, capoluogo dello Stato Pontificio, a pochi passi dalla Porta Pia disegnata da Michelangelo, non più difesa dalle truppe francesi, annettendo lo Stato Pontificio al Regno d'Italia e  provocando   decine di morti tra soldati italiani e zuavi pontifici. A questo evento seguì  il 3 febbraio 1871  la proclamazione di Roma  capitale del Regno
Dal 1870  Pio IX, l’ultimo Papa Re  e i suoi successori, non uscirono dai Palazzi Vaticani in segno di protesta, Il conflitto si è protratto per quasi cinquant’anni sul piano diplomatico, fino alla data dell’11 febbraio 1929, quando il Trattato Lateranense ha riconosciuto la sovranità dello Stato della Città del Vaticano, che ormai non aveva nulla in comune con l’antico Stato Pontificio.
La Santa Sede libera dal vincolo di un principato territoriale, assecondando il processo, formalizzato nel Concilio Vaticano I, ridefinisce il ruolo del Papato sul piano propriamente religioso e sovra-nazionale.
Della “questione romana” che ha avuto come principale protagonista Papa Pio IX, hanno parlato tra gli altri a Pio XI e poi il cardinal Montini poco prima di diventare Paolo VI solennemente in Campidoglio alla vigilia dell’apertura del Concilio.

Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Lunedì, 21 settembre 2020 18:04:34 (1340 letture)

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Vi racconto ...: ANCoDiS: il Recovery fund per la scuola italiana
Redazione
L’emergenza covidiana ha imposto nuove visioni in diversi settori - a partire da quello sanitario – con nuovi modelli organizzativi e nuove prospettive impensabili soltanto pochi mesi fa.
La scuola con tutte le sue componenti – già nella fase emergenziale dello scorso anno scolastico – ha dovute progettare e realizzare nuove forme di “didattica” che, seppur basate su piattaforme virtuali, ha cercato di non mettere “fuori gioco” centinaia di migliaia di alunni ed alunne.
Nella immane criticità nella quale ci siamo ritrovati durante il lockdown, una comunità di donne e di uomini - seppur consapevole dei tanti che sarebbero rimasti “fuori dal campo” -  si è inventata nuove azioni pur di continuare a fare Scuola, con la preoccupazione di includere tutti gli alunni e le alunne.
L’estate ormai trascorsa ha visto impegnanti DS, DSGA, Collaboratori dei DS e RSPP in diversi monitoraggi, in ipotesi organizzative, in interventi di prevenzione, in scelte di acquisto di materiali e servizi utili e necessari per la sicurezza del personale e degli alunni, al fine di poter prevedere una ripartenza quanto più serena e sicura per le proprie comunità scolastiche.
Siamo ormai entrati nell’anno scolastico 2020-2021 ed una cosa è certa: dopo tutti questi sforzi di progettazione e programmazione resta sempre l’incognita dovuta all’evoluzione dell’emergenza pandemica.

Per Ancodis
Prof. Rosolino Cicero
 
Postato da Andrea Oliva Lunedì, 21 settembre 2020 07:10:00 (1373 letture)

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Vi racconto ...: Primina è bello
Redazione
Per l’accesso all’Università e nelle graduatorie dei concorsi la norma prevede che a parità di punteggio precedono i più giovani di età.
Si è verificato in modo evidente nella graduatoria degli ammessi alla facoltà di Medicina nella quale la maggioranza degli ammessi, tutti ragazzi eccellenti, hanno riportato punteggi alti, ma sono entrati soltanto quelli che hanno conseguito la lode e di quelli che avevano la votazione di 100/100 hanno avuto la precedenza i più giovani di età e quindi quei ragazzi, i cui genitori li hanno iscritti a scuola a cinque anni ed hanno frequentato la “primina” sostenendo gli esami di ammissione alla classe seconda. Quindi fare la ”primina” è una cosa buona, utile e saggia. Perché ancora molti la ostacolano?
Perché tanti dirigenti e docenti sono contrari?
La norma appare restrittiva nei confronti dei bambini svegli e pronti ad affrontare il percorso scolastico a 5 anni.
 Certamente la richiesta dei genitori deve trovare riscontro anche nel parere dei docenti della scuola dell’Infanzia che hanno seguito ed osservato il ritmo veloce di apprendimento, che a volte potrà anche subire un rallentamento nel percorso scolastico, ma è bene tentare ed essere proiettati ad una meta alta da raggiungere e non accontentarsi della sufficienza, del minimo sforzo, degli obiettivi minimi.

Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Sabato, 19 settembre 2020 07:05:00 (362 letture)

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Vi racconto ...: Nicholas Green 33 anni. Oggi, 9 settembre Nicholas Green avrebbe compiuto 33 anni essendo nato a Badega Bay nel 1987
Redazione
Nel messaggio inviato al Papà  Reginald Green   è stato scritto:
    “ Nel ricordo del giorno del compleanno con affetto porto un fiore sulla sua tomba, accompagnato dal suono delle campane che vibrano al vento dell’Oceano
      Il ricordo del piccolo grande Nicholas è sempre vivo nella memoria e la sua “lezione” di amore e di donazione  è sempre viva.
   Quel piccolo seme ha germogliato un grande albero con tanti rami e foglie, moltiplicando e diffondendo la cultura della donazione del mondo.
            Nel ricordo del 25°anniversario  della tragica morte al Policlinico di Messina è stato  intitolato a Nicholas il nuovo reparto di rianimazione e oltre la targa ricordo è stato esposto un dipinto di Anna Bonomo (foto) che raffigura il piccolo americano sullo sfondo del mare di Messina.
Le ricorrenze sono occasioni per non dimenticare.
Un popolo che perde la memoria del passato non ha futuro”.

Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Mercoledì, 09 settembre 2020 16:28:21 (600 letture)

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Vi racconto ...: Per i 250 anni della nascita di Hegel
Redazione
In occasione della ricorrenza dei 250 anni dalla nascita di Georg Wilhelm Friedrich Hegel, il 27 agosto 1770, il mio intento non è di rendere un mero e banale ossequio commemorativo, in ogni caso dovuto, nei confronti di una personalità che si staglia tra i sommi protagonisti e gli interpreti migliori della civiltà e dello spirito europeo ed universale, bensì di rispolverare i temi da lui meditati ed affrontati con la forza penetrante di un genio assoluto e inarrivabile. Hegel campeggia a pieno titolo nell'Olimpo dei pensatori più influenti e geniali della storia della filosofia. È stato un autentico titano del pensiero, un punto di riferimento, sia per i suoi epigoni e ammiratori (dalla "destra hegeliana" alla "sinistra" dei "giovani hegeliani", dalle cui fila sono scaturiti altri titani: Ludwig Feuerbach, Karl Marx e Max Stirner, vale a dire, rispettivamente, il padre dell'ateismo moderno e del "materialismo naturalistico", il fondatore del "materialismo storico" e del "socialismo scientifico", uno tra i massimi teorici dell'anarchismo individualistico), sia per gli avversari e i detrattori (da Schopenhauer a Nietzsche, da Kierkegaard ad Heidegger).

Lucio Garofalo
Postato da Michelangelo Nicotra Giovedì, 03 settembre 2020 11:50:08 (587 letture)

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Vi racconto ...: Il meglio del giallo in salsa svedese con contorno nordico
Redazione
Nella splendida sala comunale di Zafferana Etnea è stato presentato per iniziativa del “Lions Club Zafferana Ionica”, il saggio del Magistrato Alessandro Centonze, Consigliere presso la Prima sezione penale di Cassazione.
L’originalità del titolo: “Il giallo nordico e i suoi dintorni” ha incuriosito i numerosi intervenuti i quali hanno “scoperto” e apprezzato una perla letteraria prima sconosciuta.
 Il volume, pubblicato da “Prova d’Autore”, entra a far parte della ricca collana di libri “gialli”, finora di esclusiva pubblicazione degli editori Marsilio di Venezia e Sellerio di Palermo.
In questo ventennio i romanzi gialli si sono imposti nella letteratura internazionale ed hanno ampliato gli orizzonti coinvolgendo anche le problematiche sociali dei Paesi nordici: Svezia, Norvegia ed anche Islanda e Danimarca.
Il genere letterario del “giallo”, accompagnato dall’aggettivo “nordico”’, termine coniato da Alessandro Centonze, ha avuto fortuna, connotando un settore specifico della letteratura scandinava, che assurge a fenomeno letterario contemporaneo supportato da una serie televisiva prodotta dalla BBC.
 Le trasposizioni televisive dei celeberrimi romanzieri gialli svedesi hanno come tema e filo conduttore: un omicidio, e quindi un assassino, un investigatore, intrecciando una storia romanzata attorno ad un crimine, ambientato tra i fiordi norvegesi, le foreste svedesi e le coste danesi.  Panorami sconfinati, un po’ cupi al primo impatto, ma che rivelano un fascino nascosto, difficile da cogliere, come la nebbia che li avvolge, eppure tremendamente belli.
Dalle righe dei romanzi emergono i problemi sociali, il divario tra ricchi imprenditori e semplici lavoratori, giornalisti, hacker, studenti, poliziotti, semplici operai, donne in carriera, ragazze in difficoltà in cerca di fortuna.
Il primo ciclo narrativo è ambientato a Stoccolma con l’ispettore Martin Beck e proprio in suo onore è stato istituito un prestigioso premio che l’Accademia svedese assegna agli scrittori di gialli.
Il volume, opera prima, o come dice lo stesso Autore, “figlio unico”, raccoglie un’articolata antologia di autori ed opere costruendo quasi un albero genealogico che fa riferimento ai “Padri nobili del giallo nordico”.
 
Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Martedì, 01 settembre 2020 18:41:29 (1825 letture)

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Vi racconto ...: UNITI PER RINASCERE. Dall’Uciim un appello ai partiti
Redazione
Un appello a tutti i partiti politici perché solo uniti si può “rinascere”. A lanciarlo è l’Uciim (Unione cattolica italiana insegnanti, dirigenti, educatori, formatori), che sul proprio sito ha creato l’area dedicata “Uniti per rinascere” per sostenere docenti, dirigenti, studenti e famiglie. nel post-Covid19.
“Stiamo vivendo un momento storico inimmaginabile, pervaso da un ‘nemico invisibile’ che ha stravolto la società intera”, si legge nell’appello che valorizza l’unità come “strada da seguire per rinascere”.
L’appello costituisce un pressante invito ad uscire dalle polemiche e dalle contrapposizione tra i partiti di maggioranza e di minoranza.
La vera politica consiste nella “ricerca del bene comune” e nello specifico in questa eccezionale emergenza il bene comune che coinvolge tutta la Nazione è la  funzionalità della perché possa ripartire in sicurezza  e per il “miglior bene degli studenti”
 “Non è il momento di mire al potere, se non vogliamo soccombere tutti. Fermatevi! Non servono contrasti animosi né velenose diatribe: essi in questi nostri giorni distruggono più del Covid stesso”.

Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Lunedì, 31 agosto 2020 12:18:53 (467 letture)

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Vi racconto ...: Primo anniversario di Cesarina Checcacci. Presidente emerita dell’UCIIM
Redazione
E’ trascorso un anno dalla dipartita della Prof.ssa Cesarina Checcacci, (26 agosto 2019) 
cofondatrice insieme a Gesualdo Nosengo dell’UCIIM (Unione Cattolica Insegnanti costituita nel 1944), per oltre venti anni (1974-1997) alla presidenza dell’Unione.
Figura centrale dell’associazionismo cattolico, iscritta alla Compagnia di Gesù Maestro,  ha vissuto con una forte impronta personalistica e comunitaria la sua “vocazione-missione” di educatrice,  ha coordinato dal Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione la stagione delle riforme della scuola media (legge n. 1959 del 1962, e “I nuovi programmi del 1979” e della scuola secondaria superiore, con tutte le sperimentazioni innovative del progetto Brocca.
Importante è stato il suo contributo all’introduzione dell’insegnamento dell’Educazione civica, come materia curriculare,  nata come progetto UCIIM nel convegno nazionale celebrato al Castello Ursino di Catania (febbraio 1957) e che dal prossimo settembre ricompare nella valutazione del percorso formativo.
Il suo ricordo e la sua testimonianza di “donna di scuola” rimangono vivi e intensi;  significativi  sono i suoi articoli, le testimonianze, le relazioni svolte nei congressi nazionali e nei corsi di aggiornamento per docenti e dirigenti e i numerosi editoriali pubblicati sulla rivista dell’UCIIM: “La scuola e l’Uomo”, su “Ricerche didattiche”, “Presenza nella scuola”.

Giuseppe Adernò

Postato da Andrea Oliva Mercoledì, 26 agosto 2020 08:05:00 (441 letture)

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Vi racconto ...: Ricordo del professor Fernando Mainenti
Redazione
All’alba del 15 agosto ha cessato di vivere il  Cav. Prof. Fernando Mainenti, insigne cultore di storia di Sicilia, originario di Giarre e collega di tanti illustri studiosi dell’Università di Catania.
La Redazione formula sentite condoglianze ai familiari e pubblica il profilo presentato in occasione del funerale presso la Basilica Collegiata.
 
Classe 1928, ha visto coi propri occhi le brutture della guerra e ha respirato gli anni della rinascita e della ricostruzione partecipando attivamente alla vita politica siciliana, anche su fronti ideologici spesso avversi alle posizioni cattoliche, eppure mai nella sua vita ha assunto atteggiamenti anticristiani ed anzi ha voluto per i suoi figli, in particolare per Francesco, una solida educazione cattolica, consapevole del grande valore della cultura cristiana.
Legatissimo alla figura della madre e devoto a quella del padre, ufficiale della Guardia di Finanza, è stato sempre un grande amante delle tradizioni e soprattutto un appassionato cultore della storia di Sicilia che sapeva trasmettere con una aneddotica stuzzicante e sagace.
Spirito spesso dissacrante, con un umorismo tagliente, è stato sempre un gentiluomo generoso, grande amante della compagnia degli amici che accoglieva alla sua tavola trasformando quegli incontri conviviali in veri e propri simposi nei quali, con garbo e simpatia, regalava sempre straordinarie pillole di cultura che spaziavano dalla storia delle gustose pietanze che amava preparare a eventi storici che si perdevano nella notte dei tempi.
Per lui la Sicilia e la Sicilianità erano tutto. Innumerevoli i suoi scritti pubblicati sulla rivista Agorà coi quali custodiva la memoria storica di personaggi ed eventi spesso sconosciuti ai più mediante uno registro verbale classico ma accattivante.

Fabio Adernò
Postato da Andrea Oliva Martedì, 25 agosto 2020 08:00:00 (1491 letture)

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Vi racconto ...: Addio compagno di banco
Redazione
Addio compagno di bagno, non ci rivedremo più! Era un conforto ogni mattina, ritrovare l’amico seduto accanto a te, con la tua stessa espressione, la tua medesima preoccupazione, le tue identiche abitudini. Passava più lieta la giornata, si dimezzavano le paure, si ampliavano i momenti di svago, aumentava a dismisura persino la ricreazione. Si condividevano gli appunti da copiare e gli errori, e gli esercizi di grammatica, fatti in casa, diventavano patrimonio comune da sfruttare sotto il banco. E se poi qualcosa non andava durante la giornata, c’era sempre il libro di storia da “mettere nel mezzo” che diramava ogni litigio, che cancellava qualsiasi incomprensione. Bisognava fare fronte comune, occorreva saltare il fosso, salire sulla barricata per vincere il professore di turno, “l’avversario”.

Angelo Battiato
Postato da Angelo Battiato Domenica, 16 agosto 2020 07:00:00 (1978 letture)

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Vi racconto ...: “Insegnare a pensare” Dal Maestro Manzi a Sabino Cassese verso portfolio dell’Educazione Civica
Redazione
E’ compito della scuola non “trasmettere il già pensato”, formule e contenuti disciplinari, bensì “insegnare a pensare”, ad usare la testa, a saper guardare oltre, ad osservare, a saper ascoltare e saper riflettere, mettendo in atto creatività e intelligenza al fine di tradurre gli insegnamenti in veri ed efficaci “apprendimenti” che aiutano a “modificare il modo di pensare, di sentire e di agire dello studente”.
Lo diceva anche lo storico Maestro televisivo Alberto Manzi che attraverso la trasmissione RAI dal titolo: Non è mai troppo tardi “, ha insegnato a leggere e a scrivere a migliaia d’italiani, in un periodo di cambiamenti in cui la società italiana usciva dal dopoguerra, ed ha consentito a molti il conseguimento della “licenza elementare”, prima tappa del curricolo scolastico.
Lo ripete anche Sabino Cassese, presidente emerito della Corte Costituzionale, il quale rispondendo alla domanda di Mario Leone, giornalista de “Il Foglio”, su quali caratteristiche dovrebbe avere la “sua” scuola, risponde: “Istruire, nel senso di insegnare a pensare, a discutere, ad analizzare. Dare nozioni, ma anche spiegare come si ragiona. Aiutare a comprendere, ma anche insegnare ad esser aperti all’altrui ragionamento”.
Non è quindi un ritornello che si ripete, ma un principio e un valore condiviso che deve trovare applicazione nella concretezza dell’azione didattica.
 
Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Domenica, 09 agosto 2020 08:00:00 (666 letture)

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Vi racconto ...: Maria Teresa Moscato: Pedagogia del conflitto coniugale (Percorsi di genitori e figli fra crisi e risorse)
Redazione
La lettura dell’esortazione apostolica “Amoris laetitia”, dono di Papa Francesco alla Chiesa (2016), ha indotto la psicopedagogista Maria Teresa Moscato, già ordinario di pedagogia generale all’Università di Bologna, a scrivere un prezioso volume: “Pedagogia del conflitto coniugale. Percorsi di genitori e figli tra crisi e risorse” (Marcianum Press - 2020)
Nei quattro capitoli vengono approfondite in maniera originale le tematiche educative alla luce della pedagogia dell’Amoris laetitia”, che pone al centro la responsabilità non delegabile dei genitori, che afferisce all’educazione morale, intesa non come elencazione di norme etiche, ma di “orientamento dell’Io del figlio (intelligenza ed affettività) nei confronti della realtà interna ed esterna all’io e nei confronti dell’esperienza del vivere”.
L’Autrice analizza il processo educativo che, come avvenimento di lunga durata è dinamico, complesso e interattivo, risponde ai bisogni e costruisce legami e relazioni tra genitori e figli, stimolando il senso d’identità e di appartenenza che, quando vien meno genera il “conflitto coniugale”, con le dannose conseguenze sulla crescita armonica dei figli. L’indebolimento dei ruoli di “adulti significativi”, con la specificità delle funzioni paterne e materne, provoca dinamiche spesso imprevedibili e incontrollabili.
La sindrome di Geppetto, il viaggio di Pinocchio, il gioco del tiro alla fune, i porcospini di Schopenhauer, la saggezza di Salomone, la zizzania e “la preoccupazione e protezione del grano”, la “danza dell’amore” sono tutte metafore, parabole ed esemplificazioni che l’Autrice utilizza per spiegare il rapporto genitoriale, il “viaggio iniziatico” nello sviluppo educativo che “fa nel bambino le veci dell’adulto che questi sarà” come affermava il pedagogista salesiano don Gino Corallo.

Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Venerdì, 07 agosto 2020 08:00:00 (830 letture)

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Vi racconto ...: Ricordo di Remigio Tosoni
Redazione
La prematura e improvvisa scomparsa del prof. Remigio Tosoni, ha commosso docenti, studenti e genitori e la scuola catanese perde un valente docente di matematica con la grande passione per le scienze e per la natura.
I tanti progetti di educazione ambientale realizzati nella scuola media “D’Annunzio” di Motta S. Anastasia l’hanno visto protagonista attivo e dinamico promotore.
La preziosa pubblicazione didattica di “Eolo”, periodico di educazione ambientale, e del “Parco dell’Etna” porta la firma del caro Remigio, che ha condiviso con Luigi Lino e Nuccia Di Franco l’impegno del WWF e i numerosi progetti di difesa della fauna selvatica e la protezione dell’ambiente anche mediante l’istituzione di parchi e riserve naturali in Sicilia.
La sua professionalità pedagogica e didattica, la preziosa competenza scientifica e informatica,
hanno tracciato un solco incisivo nella formazione dei ragazzi di Motta, che Lo ricordano con tanta stima e sincero affetto e numerosi docenti hanno attinto dalle sue lezioni nei corsi di formazione spunti e opportunità per una didattica efficace e coinvolgente
Ha partecipato con intenso coinvolgimento come tutor esperto a numerosi progetti PON, ha seguito le innovazioni ministeriali che negli anni ’90 hanno caratterizzato la stagione delle riforme e delle sperimentazioni della scuola italiana ed ha proficuamente contribuito alla realizzazione di nuovi progetti realizzati con nuove tecniche e metodologie all’avanguardia.
Quanti hanno avuto la fortuna di conoscerlo e apprezzarlo come professionista e amico sono custodi di un’eredità di testimonianza che aiuta a “guardare in alto e pensare in grande”.
Nel porgere alla moglie Pinella e al figlio Vitaliano le più sentite condoglianze anche dalla Redazione di Aetnanet, rinnoviamo la fervida preghiera di suffragio, dicendo: “Signore non ti chiediamo perché l’hai tolto, e in modo così repentino e improvviso, Ti ringraziamo perché l’hai donato”.
Grazie, Remigio, per quanto ci hai insegnato con il tuo esempio.

Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Mercoledì, 05 agosto 2020 18:29:16 (1844 letture)

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Vi racconto ...: Ricordo del Grande Ufficiale Luigi Maina che oggi avrebbe compiuto 90 anni
Redazione
Lo ricordiamo così, in preghiera davanti al Busto Reliquario della Martire Agata.
Così Luigi Maina, cerimoniere emerito del Comune di Catania, trascorreva le giornate della Festa di S Agata, guardando il volto della Santa Patrona.
La festa, che per i catanesi costituisce il centro focale della vita cittadina e tutte le attività sono ordinate ad un “prima di Sant’Agata” o a un “dopo Sant’Agata”, veniva preparata nei minimi particolari e nei dettagli organizzativi dal cerimoniere che firmava il programma della festa  che si predisponeva subito dopo l’Immacolata e prima di Natale.
A Gennaio curava l’esposizione dei drappi dai balconi del Municipio, e le diverse fasi della festa: la cerimonia dell’accensione della lampada votiva nella corte del Palazzo degli Elefanti; la consegna della Candelora d’oro, che nel 2013 è stata assegnata proprio a Lui, come riconoscimento cittadino per la fedeltà alle tradizioni; la processione della cera con la caratteristica “carrozza del Senato” il 3 febbraio, apertura dei festeggiamenti; i fuochi d’artificio della ”a sira o tri”; la Messa dell’aurora; il giro esterno del 4 febbraio; “A calata da Marina” all’alba del 5 mattina; il solenne pontificale; la processione in Via Etnea, il canto delle Benedettine; il rientro in Cattedrale.
Con grande devozione raccontava commosso l’incontro con Papa Giovanni Paolo II quando è stato esposto in forma riservata il Busto reliquario in Cattedrale.
 
 Gr. Uff. Giuseppe Adernò
 Presidente ANCRI Catania
Postato da Andrea Oliva Domenica, 02 agosto 2020 08:00:00 (1725 letture)

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Vi racconto ...: La Crociata, l’Inquisizione e la fine dei Catari
Redazione
Il primo sovrano europeo a scatenare una violenta repressione contro i catari, nel 1017, fu il re di Francia, Roberto II il Pio, perché li considerava responsabili di gravi fatti di violenza e di massacri nei territori francesi. Pochi anni dopo l’imperatore Enrico III fece impiccare alcuni eretici catari, ritenuti protagonisti di gravi misfatti, ma le azioni si estesero anche nei Paesi Bassi dove un fervente cataro di nome Tanchelmo si circondò di tremila proseliti e portò scompiglio e devastazione in tutta la regione, la repressione condotta dal duca di Lorena fu terribile. La chiesa di Roma aveva già messo in atto vari tentativi per impedire la diffusione del catarismo: già nel 1143 san Bernardo da Chiaravalle vide fallite le sue predicazioni a Tolosa, e nel 1165 un pubblico contraddittorio tra teologi cattolici e catari tenutosi a Lombez risultò inutile. Nel marzo 1179, nel terzo Concilio Lateranense, convocato a Roma da papa Alessandro III, appositamente per discutere dell’eresia dei catari, venne deciso di condannare e di confiscare i beni a tutti coloro che abbracciavano la fede catara, inoltre, si invitarono i principi secolari a porre gli eretici nella debita soggezione, disponendo un’indulgenza biennale, o più ampia, a discrezione dei vescovi, per chi prendeva le armi contro i Catari, colpiti da anatema e accusati di professare dottrine eterodosse e di sovvertire l’ordine sociale: ...

Angelo Battiato
Postato da Angelo Battiato Martedì, 28 luglio 2020 08:00:00 (1811 letture)

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Vi racconto ...: Tutto quello che senza l’Unione europea non avremmo mai avuto. Europa “Il bicchiere mezzo pieno”
Redazione
Si parla tanto di Europa, di benefici economici che non arrivano o non corrispondono a quelli promessi e si alternano ora apprezzamenti e fiducia, ora opposizione e distacco. Anche i partiti politici si mostrano alcuni favorevoli, altri contrari e di conseguenza le scelte e i benefici che se ne potranno ricavare diventano stellette di merito per i sostenitori, o pesanti pietre di accusa e di condanna. Il Piano 2021-2027 non è “prendetevi i soldi e fatene quel che volete”, ma i fondi sono destinati per creare nuova occupazione, più infrastrutture, più digitale, più agricoltura rafforzando scuola e sanità. L’Italia ha ottenuto di più degli altri Stati per la gravità della pandemia e potrà disporre di 209 miliardi (81,4 di sovvenzioni e oltre 127 di prestiti) di cui 58 nei primi due anni.
La storia dell’Unione Europea che ha avuto come Padri fondatori  gli italiani  Alcide De Gasperi e  Altiero Spinelli insieme ai francesi Jean Monnet, e Robert Schuman  a Joseph Bech del Lussemburgo, a  Konrad Adenauer  della Germania e a Paul-Henri Spaak del Belgio, registra un cammino di valori di pace tra i popoli, di accordi, patti e alleanza finalizzate allo sviluppo e alle crescita economica e sociale dei Paesi membri

 
Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Sabato, 25 luglio 2020 08:05:00 (786 letture)

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Vi racconto ...: Alceo di Mitilene, poeta e combattente dell’antica Grecia
Redazione
Alceo è stato tra i più significativi e originali poeti dell’antica Grecia, cantore della libertà, dell’amore e dei piaceri del vino che ha celebrato con versi immortali, ha combattuto per la sua città, contro le ingiustizie e la tirannia. Conterraneo e contemporaneo della famosa poetessa Saffo, nacque a Mitilene, nell’isola di Lesbo, attorno al 630 a.C., da una famiglia aristocratica. Della sua vita si hanno poche notizie storiche, così come delle sue opere ci sono pervenute solamente alcuni frammenti, tra i quali, “Inno ad Apollo” (solo il primo verso, ma possiamo ricavare la parafrasi da un’orazione di Imperio); “Inno a Hermes” (solo la prima strofa); “Inno ai Dioscuri” (che ha un precedente nel XXXIII inno omerico e un seguito nel XXII idillio di Teocrito); “Canti conviviali” (dove celebra i lieti banchetti e i convitti dell’eterìa); “Carmi della lotta civile” (canti politici e di battaglia). Sappiamo che la sua opera venne divisa dagli alessandrini in 10 libri, ordinati per argomento: inni agli dei, canti delle lotte civili, canti conviviali, simposio, canti erotici, e altri canti, di cui rimangono circa 400 frammenti. Celebre rimane l’immagine nella quale paragona la sua città, Mitilene, ad una nave, il mare alle alterne vicende, e la tempesta alle battaglie, l’immagine della nave sbattuta dalla tempesta come metafora del travaglio dello Stato in pericolo (“Non riesco a capire la rissa dei venti...”).

Angelo Battiato
Postato da Angelo Battiato Martedì, 16 giugno 2020 07:00:00 (1109 letture)

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Vi racconto ...: Curvare la Didattica: mista, compatta, intensiva e modulare. Proposte e percorsi di sperimentazione
Redazione
La moda delle sigle ha facilitato nella scuola la scrittura dei verbali, ma spesso ha confuso le idee.
L’acronimo  PEI che una volta stava per “Progetto Educativo d’Istituto”, è stato utilizzato per il “Piano educativo individualizzato” e poi ancora per il “Progetto educativo di “integrazione” prima  e di “inclusione” dopo.
Poi c’è stato il PNSD “Piano nazionale della scuola digitale” e a marzo è nata la  nuova siglia  DAD: “Didattica a distanza”, seguita a fine maggio dalla VAD: “Valutazione della didattica a distanza”
Con l’O.M 11 del 16 maggio 2020 sono comparsi due nuovi acronomi: PIA (Piano  di integrazione degli apprendimenti) e PAI (Piano di apprendimento individualizzato)  per gli alunni ammessi alla classe successiva con delle insufficienze.
L’acronimo PAI corrisponde anche al  “Piano annuale dell’inclusione” inserito nel PTOF.
La moda degli inglesismi, inoltre,  ha mortificato la bellezza  e la ricchezza della nostra lingua italiana ed oggi si parla di “didattica blended”, mentre risulta certamente di più chiara comprensione  anche per i genitori l’espressione “didattica mista o ibrida”.
           
Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Lunedì, 08 giugno 2020 08:10:00 (797 letture)

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Vi racconto ...: DANIELA LO VERDE, preside allo Zen di Palermo, CAVALIERE DELLA REPUBBLICA. “Ha servito la Comunità durante l’emergenza Covid-19”
Redazione
«L'ho saputo poco fa. Spero sia un nuovo inizio per questa periferia spesso dimenticata». Così ha commentato Daniela Lo Verde, preside della scuola “Giovanni Falcone “che si trova nel degradato quartiere Zen di Palermo, da oggi Cavaliere della Repubblica.
 Nell’emergenza della pandemia per il Covid-19 la dirigente scolastica, da sette anni in trincea, non ha pensato solo a mandare avanti la didattica a distanza, ma ha cercato di essere vicina ai bisogni delle tante famiglie povere, diventate ancora più povere mettendo in ginocchio i tanti lavoratori in nero del quartiere. Ha lanciato una campagna di raccolta fondi per donare cibo, e non solo, ad alcune famiglie in difficoltà.  Il suo l'appello per recuperare pc e tablet per consentire ai suoi allievi di seguire le lezioni a distanza è stato raccolto da tutt'Italia.
La dirigente, ringraziando il Presidente Mattarella per l’attenzione, coinvolge in questa esperienza eccezionale tutti i docenti ed il personale della scuola che in questi anni, ha fatto un grandissimo lavoro educativo e didattico.
Il riconoscimento presidenziale riaccende i riflettori su una periferia cittadina che merita un riscatto, non solo economico ma anche sociale, quale “presidio di protezione e sicurezza”, offrendo ai ragazzi dello Zen la possibilità di sognare come gli altri giovani di Palermo e di ogni altra parte d’Italia.

Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Venerdì, 05 giugno 2020 08:15:00 (1109 letture)

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Vi racconto ...: L’isola misteriosa: quando la nobiltà è una virtù
Redazione
Queste le parole scelte per il titolo del suo ultimo romanzo dallo storico Roberto de Mattei, accademico, già vice presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche e presidente della Fondazione “Lepanto”.
Il prof. de Mattei è erede d’una nobile famiglia siciliana da sempre distintasi per l’eccellenza nel mondo accademico, vissuta a Catania nell’ultimo secolo ma ormai trapiantata a Roma da tre generazioni. Eppure, l’ancestrale legame con l’Isola del Sole cantata da Omero si avverte ancor oggi come vibrante linfa in questo ultimo testo, edito da Solfanelli, nelle cui fitte 137 pagine, si respira profumo di zagara e d’incenso.
Il romanzo, infatti, grazie ad estetismi stilistici e percezioni sensoriali che solo la prosa intrinsecamente sicula possiede, ha il pregio di proiettare il lettore con vibranti suggestioni nella Sicilia orientale degli ultimi sospiri dell’Ottocento e nei vivaci primi decenni del secolo breve, avendo l’abilità di passare dai raffinati salotti di Palazzo Asmundo a Catania alle macerie del terremoto di Messina del 1908, attraverso pennellate biografiche (tutte assolutamente storicamente fondate, come si può leggere nella nota di chiusura) di personaggi di altissimo profilo che hanno solcato la storia contemporanea dell’amata terra di Sicilia.
Il tono del testo è elegante, a tratti descrittivo, a tratti profondamente analitico, denso, gravido di riflessioni di carattere storico, clinico-medico, teologico, e soprattutto altamente etico più che religioso, come potrebbe indurre a pensare erroneamente una lettura superficiale. L’autore riesce a sviscerare e a dar forma, con la consueta lucidità riflessiva nota a chi non lo legge per la prima volta, a concetti di altissimo livello, come il problema del male, della sofferenza umana, passando anche attraverso la descrizione di delicate fasi di transizione storica in anni che furono di grande fermento sociale, politico e religioso; egli però non si ferma né al mero dato di cronaca né a una impersonale trattazione accademica, che potrebbe risultare asettica, bensì riesce a offrire, attraverso la tratteggiatura dei profili dei personaggi che animano le pagine, una chiave di lettura onesta e concreta, disvelando così al lettore delle personalità che, ignote ai più, proprio perché realmente esistite, si smarcano da un’aura mitologica ed assumono le fattezze d’un vero e proprio esempio tangibile di esperienza di vita.

Fabio Adernò
Postato da Andrea Oliva Venerdì, 05 giugno 2020 08:10:00 (993 letture)

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Vi racconto ...: A SCUOLA SI ENTRA PER CONCORSO.
Redazione
Questa massima ha guidato come stella polare il cammino storico della scuola italiana. Un anziano preside, ora si chiamano “dirigenti”, affermava con saggezza: “A scuola si entra dal portone principale, passando dal concorso” e non dalle finestre o dalle porte laterali che negli anni le organizzazioni sindacali hanno aperto adottando leggi e leggine, interpretando articoli e commi, allargando graduatorie “ad esaurimento”, consentendo l’accesso alla “cattedra”, che non è un comune e semplice “posto di lavoro”, anche a docenti non adeguatamente preparati alla non facile funzione educativa.
Il mancato apporto dell’aggiornamento “obbligatorio” ha reso ancor più distante il divario tra docenti eccellenti, preparati culturalmente e didatticamente e docenti che fanno solo presenza se non, a volte, anche notevoli danni.
Leggendo le recenti dichiarazioni della Ministra Azzolina: “Così si garantisce il merito”; “Il concorso come percorso di reclutamento per i docenti. È stata anche accolta la richiesta di modificare la modalità della prova, eliminando i quiz a crocette previsti nel decreto sulla scuola votato a dicembre in Parlamento. Saranno sostituiti da uno scritto, in modo da garantire una selezione ancora più meritocratica” si comprende che si vuole salvare la forma e si auspica che si salvi anche la sostanza.

Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Mercoledì, 27 maggio 2020 08:21:26 (886 letture)

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Vi racconto ...: Come le stelle sono i ragazzi, per sostanzia, essenzia, delizia
Redazione
“Chi non ha sognato mai il grande amore, e chi non l’ha trovato mai e sogna ancora!”. Si può afferrare una stella!? Così cantava la nostra generazione, negli anni ‘80, insieme a Bennato, su spiagge assolate, lungo i mari del sud, e sotto cieli d’agosto, carichi di sogni e d’avventure. Dicono che nelle stelle sia segnato il destino d’ogni uomo, sin dalla più tenera età. Come le stelle sono i ragazzi. Tutti uguali ma tutti diversi, semplici ma misteriosi, vicini ma lontanissimi, sembra di toccarli ma sono irraggiungibili. E come le stelle i ragazzi sono altro, sono altrove, sono più lontani del mattino, più veloci della luce. Come ogni stella ha la sua luce, il suo colore, il suo calore, la sua storia, la sua traiettoria, la sua galassia, e tutte insieme fanno il firmamento, l’intero universo, così i ragazzi, unici e irripetibili, per “sostanzia, essenzia e delizia”.

Angelo Battiato e Anna Maria Gazzana
Postato da Angelo Battiato Domenica, 24 maggio 2020 21:17:22 (1270 letture)

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Vi racconto ...: I cento anni di Giovanni Paolo II
Redazione
Il 18 maggio  del 1920 nasceva a Wadowice in Polonia Karol  Wojtyla, che il 16 ottobre 1978, diventerà il 264° Papa con il nome di Giovanni Paolo II, primo papa non italiano dopo quattro secoli, ora Santo.
La ricorrenza suscita sentimenti di nostalgia nel ricordare i 27 anni di un pontificato che ha tracciato un solco profondo nella storia della Chiesa e dell’umanità.
Le conquiste sociali, culturali, politiche, realizzate, sono frutto di un carisma che coniuga estro poetico, artistico, sportivo e profondo spirito di preghiera, hanno reso Papa Wojtyla un “papa grande”, vero “Papa Magno”, acclamato dal popolo “Santo subito” mentre un misterioso vento sfogliava e chiudeva il vangelo deposto sulla sua bara in piazza San Pietro nell’aprile del 2005 durante l’ultimo planetario saluto.
Il suo primo paterno invito: “ Aprite, spalancate le porte a Cristo” ha tracciato un percorso non facile, innovativo, spesso contrastato, ma il suo progetto di umanesimo cristiano è stato sempre chiaro e lineare.


Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Lunedì, 18 maggio 2020 15:27:51 (641 letture)

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Vi racconto ...: Il Covid-19 uccide la carità
Redazione
Nel tragico caos sociale e culturale che la pandemia ha prodotto, si registra anche il blocco della carità.
Si constata che le norme prescrittive di prevenzione del contagio che hanno segregato in casa le famiglie, che hanno chiuso le scuole e le chiese, che hanno ingessato per due mesi la società, il commercio, il lavoro, con profonda amarezza, hanno soffocato anche la carità.
 La benemerita istituzione della Casa della Carità, fondata da Suor Anna Cantalupo nel 1923, è stata costretta a sospendere la raccolta dei vestiti da destinare ai poveri, nel rispetto di tutte le norme igieniche e di prevenzione della diffusione del virus. Anche se adesso si provvederà alla sanificazione degli ambienti, non sarà possibile riattivare il servizio , per cui le numerose borse che vengono depositate dietro il portone di Via San Pietro, restano fuori e poi portate via dagli operatori ecologici come “raccolta indifferenziata” mentre “i poveri restano sempre più poveri” e s’incrementa lo spreco del consumismo.
Oggi, la paura del contagio e la rigidità delle norme hanno, di fatto, venir meno una risorsa di carità per i numerosi poveri che crescono sempre più nel numero e nella diversità di classi sociali.

Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Giovedì, 14 maggio 2020 08:05:00 (912 letture)

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Vi racconto ...: I Catari, l’eresia medievale dei 'buoni cristiani'
Redazione
“Loro non imbrogliano, non opprimono e non fanno male a nessuno, credono nella reincarnazione, e in un dio buono e in un dio cattivo”. Loro, i “buoni uomini” e “buoni cristiani” vestiti di nero, che si aggiravano tra i paesi e le campagne di mezza Europa. Loro, i catari. Il più diffuso, originale e organizzato movimento eretico del Medioevo, sorto ai margini dell’ortodossia cattolica, che riuscì a contrastare lo strapotere della Chiesa di Roma e a destabilizzare, per oltre tre secoli, l’intero assetto sociale e religioso dell’Europa. Temuto e combattuto con spietata energia dalla chiesa cattolica, per la sua capacità di espandersi e di influenzare vasti strati della società dell’epoca, il movimento cataro venne infine annientato e cancellato dalla faccia della terra con una imponente e feroce crociata, organizzata dal papa Innocenzo III. Come per tutti i vinti della storia, le informazioni sul movimento ci sono pervenute dai suoi nemici, che, molto probabilmente, e come sempre succede, hanno “ritoccato” e deformato a loro piacimento la memoria e la storia della dottrina e dell’organizzazione religiosa catara.

Ma chi furono i catari? In che cosa credevano? Perché furono considerati eretici e perseguitati duramente dalla chiesa ufficiale di Roma? E in cosa consisteva la loro dottrina? In cosa credevano? E perché i catari si diffusero così rapidamente in ampi strati della popolazione di molte regioni europee, e soltanto dopo un intervento armato, con una vera e propria crociata (la prima contro una popolazione cristiana), si riuscì ad “estirparli” definitivamente dalla storia? Per molti secoli il loro movimento è stato occultato e immerso nell’oblio del tempo, perché?

Angelo Battiato
Postato da Angelo Battiato Martedì, 12 maggio 2020 09:00:00 (1189 letture)

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Vi racconto ...: Accordo Cei-Governo per le Sante Messe dal 18 maggio. Leggendo il Protocollo sanitario
Redazione

Dopo il rintocco di campane  tra Palazzo Chigi, (le Messe sono sospese, autorizzati  solo i funerali con 15 persone ); l’attacco della CEI  (violazione della libertà di culto) e la campanella di Santa Marta:   "Obbediamo alle regole per non far tornare la pandemia", al termine di una lunga trattativa durata settimane, ecco finalmente firmato  a Palazzo Chigi, il protocollo che permetterà la ripresa delle celebrazioni  religiose con la partecipazione del popolo. Il documento è stato firmato dal presidente della Cei, cardinale Gualtiero Bassetti, dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e dal ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese.
"Il Protocollo, frutto di una profonda collaborazione e sinergia fra il Governo, il Comitato Tecnico-Scientifico e la Cei, dove ciascuno ha fatto la sua parte con responsabilità": come ha dichiarato il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, ribadendo "l'impegno della Chiesa a contribuire al superamento della crisi in atto", indica alcune misure da ottemperare con cura, concernenti l'accesso ai luoghi di culto in occasione di celebrazioni liturgiche, e alcuni suggerimenti generali.


Fioretto

Postato da Andrea Oliva Venerdì, 08 maggio 2020 14:49:30 (909 letture)

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Vi racconto ...: Ponte Morandi: lezione di speranza e metafora d’innovazione anche per la scuola
Redazione

Le emozionanti immagini del Ponte Morandi di Genova, ricostruito in meno di due anni dopo il tragico crollo (14 agosto 2018), diventano una positiva lezione di speranza e di ripresa della bella Italia, un traguardo simbolico ed un costante monito per una sempre diligente manutenzione degli edifici e delle strutture del servizio pubblico.
L’opera, progettata dall’Architetto e Senatore Renzo Piano, lunga 1.067 metri, con 17.500 tonnellate di acciaio, è stata portata a compimento con l’elevazione e il varo della diciannovesima campata in ancor meno di 20 mesi e a luglio sarà resa percorribile.
L’intreccio tra il ferro e il vento, il senso del silenzio e della memoria delle 43 vittime del tragico crollo, la linearità della “prua della nave”, che la notte diventa sorgente luminosa, sono tutte suggestioni che Renzo Piano ha trasmesso nella sua intervista, spiegando il significato dell’opera.   Costruire ponti è meglio che costruire muri, si mette in atto un’azione di dialogo, d’incontro, di collegamento”, di cui oggi abbiamo tanto bisogno.


Giuseppe  Adernò

Postato da Andrea Oliva Giovedì, 30 aprile 2020 13:00:00 (1006 letture)

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Vi racconto ...: I figli della pandemia. Il Movimento per la Vita in Sicilia
Redazione

In un servizio televisivo sul coronavirus è stata rivolta particolare attenzione ai 600 bambini di Bergamo nati in questi due mesi di pandemia, con tutti i blocchi e vincoli che hanno limitato e vietato la presenza dei padri al parto o la visita e l’abbraccio dei nonni 25 di questi bambini sono nati da mamme che risultavano positive al Covid-19, come la famiglia del paziente 1 di Codogno.
Anche in Sicilia sono nati in questi mesi diversi bambini e le norme di prevenzione e di distanziamento hanno reso impossibile ai nonni e agli zii di vedere e abbracciare i nipotini.
Dinanzi al mistero della vita che nasce, si rinnova il segno evidente che “Dio non si è stancato degli uomini”.
Come ha dichiarato il giurista Sabino Cassese, il valore universamente alto dell’esistenza umana non può essere subordinato all’economia, né veicolato a “targhe alterne”.
Per coerenza il Governo e l’Organizzazione Mondiale della Sanità, impegnati nella tutela della salute come bene primario dei cittadini, dovrebbero condannare l’aborto e l’eutanasia, segno che “l’uomo si è stancato di Dio“ e lo vuole mettere da parte, anzi, prendere il suo posto e sentirsi onnipotente.


Giuseppe  Adernò

Postato da Andrea Oliva Sabato, 25 aprile 2020 08:00:00 (908 letture)

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Vi racconto ...: IL MOVIMENTO PER LA VITA IN SICILIA.
Redazione
Umberto Ienzi

In Sicilia la legge Quadro sul Volontariato, n. 266/91 è stata recepita dalla legge Regionale n. 22 del 7 Giugno 1994, con la quale il Comitato di Gestione per il Fondo Speciale per il Volontariato in Sicilia ha istituito i tre Centri di Servizio per il Volontariato previsti nella regione: Palermo (CESVOP), Catania (CSVE) e Messina (CESV).
Il CENTRO DI SERVIZI PER IL VOLONTARIATO ETNEO, Associazione di volontariato, fondata sul principio della cittadinanza attiva e responsabile, attenta alla partecipazione e aperta alla cultura della solidarietà, ha nel collegio dei Saggi in Catanese Umberto Ienzi, che, in modo solidale e vocazionale è stato molto vicino a Carlo Casini, quale Cofondatore e responsabile per tutta la Sicilia, essendo anche componente della “Federazione Europea per la Vita” e della Commissione “Uno di Noi”.
Il Centro opera nelle province di Catania, Enna, Ragusa e Siracusa offrendo servizi di Formazione, Consulenza, Assistenza alla progettazione e svolgendo attività di ricerca, documentazione, promozione e informazione, a favore delle oltre mille Organizzazioni di Volontariato presenti nella Sicilia Orientale.
Attualmente sono 50 i Movimenti e i Centri di Aiuto alla Vita della Federazione Sicilia e tanti i Volontari che ve ne fanno parte.
L’on. Alessandro Pagano ha lodato Ienzi, allora, Presidente della Federazione Movimenti per la Vita della Regione Sicilia, per il prezioso intervento al Seminario “Vittoria Quarenghi”, nel quale ha ulteriormente esternato i principi, colmi di sapienza, con i quali sono stati palesemente espressi le attenzioni prioritarie verso il più grande dei Valori, quale la Difesa della Vita, fin dal suo concepimento.


Giuseppe Adernò



Postato da Andrea Oliva Mercoledì, 22 aprile 2020 17:44:50 (1687 letture)

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Vi racconto ...: CARLO CASINI. Un uomo per la vita
Redazione
Carlo Casini

In una società che mette al centro del sistema politico ed economico il primato della salute non si può trascurare il valore della vita che nasce.
In questi giorni di Coronavirus le notizie delle nuove nascite sono state salutate come segno di speranza e di ripresa. “E’ segno che Dio non si è stancato degli uomini”.
Appare altresì doveroso ricordare il magistrato fiorentino Carlo Casini, deputato e parlamentare europeo, promotore e accanito sostenitore della tutela sociale della maternità, mediante la modifica della Legge 194, intesa come legge sull’aborto.

Nel trigesimo della scomparsa di Carlo Casini, deceduto il 23 marzo, mentre imperversava il picco della pandemia a causa del Covid 19 e le bare dei bergamaschi venivano trasportate dai camion dell’esercito, si ricorda il magistrato e politico democristiano, che ha dedicato tutto il suo impegno politico e sociale alla difesa dei diritti del bambino sin dal concepimento. La sua azione culturale e politica, anche  se sconfitta dall’esito negativo dei referendum, ha tracciato un solco, che rimane indelebile.

Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Mercoledì, 22 aprile 2020 17:26:45 (942 letture)

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Vi racconto ...: Didattica a distanza. Esperienza di una neo Dirigente siciliana in Piemonte
Redazione

La scuola sta affrontando un momento di emergenza senza pari. All’improvviso si è trovata a combattere una guerra contro un nemico invisibile, un virus, che subdolamente si è insinuato nelle vite di tutti noi, strappandoci la cosa più preziosa che abbiamo: la normalità.
Chiusi dentro le nostre case, lontani da tutto e da tutti, ne abbiamo riscoperto la bellezza e il valore: il suono della campanella, le corse dei ritardatari nei corridoi, le aule e i laboratori illuminati dalla vitalità dei ragazzi, i cortili affollati e gioiosi durante la ricreazione, le palestre rumorose, sono le cose che più ci mancano.
Oggi più che mai comprendiamo che l’essenza della scuola è l’incontro, la relazione, la condivisione e la comunicazione. A scuola si impara insieme agli altri, o meglio si impara perché si sta con gli altri:
l’apprendimento è sempre un processo sociale, costruttivo e contestualizzato. Lo studente, infatti, costruisce le proprie conoscenze e sviluppa le proprie competenze solo elaborando e integrando prospettive diverse, informazioni ed esperienze molteplici, ricavate dal confronto e dalla collaborazione con gli altri.

Sabrina Zinna

Dirigente Scuola secondaria di I° grado “Angelo Brofferio” Asti
Postato da Andrea Oliva Martedì, 21 aprile 2020 10:30:00 (2189 letture)

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Vi racconto ...: Germanico, il mancato imperatore romano
Redazione
Tra le pieghe del tempo incontriamo un grande personaggio vissuto tra la fine del I sec. a.C. e gli inizi del I sec. d.C., un valoroso condottiero, un patrizio romano appartenente alla dinastia Giulio-Claudia, tra le più antiche e nobili gens dell’antica Roma: Nerone Claudio Druso Germanico Giulio Cesare. Lo storico Tacito, molti anni dopo, dirà di lui, “Il giovane possedeva un carattere mite, una straordinaria affabilità, tutt’altra cosa dall’aspetto e dal parlare di Tiberio, superbo e impenetrabile”, ma Tiberio (suo zio paterno) diventò imperatore (14-37 d.C.), mentre lui morì a soli 34 anni, in circostanze non chiare. Germanico Giulio Cesare, mancato imperatore, avrebbe potuto dare un nuovo volto all’impero romano e cambiare il corso della storia. Germanico è stato anche un fine studioso e traduttore del poeta greco Arato di Soli, vissuto tra il IV e il III sec a: C., di lui ci rimangono 725 esametri, scritti in prosa e in versi, di una libera versione in latino del I libro del poema greco sull’astronomia, “Phainomena” (I fenomeni), e cinque frammenti di una versione del poema “Diosemeia” (I segni del tempo). Nato il 24 maggio del 15 a.C., con il nome di Nerone Claudio Druso, e morto ad Antiochia di Siria il 10 ottobre del 19 d.C., Germanico è stato tra i maggiori e più importanti politici e generali del suo tempo, amato dal popolo e dai suoi soldati, adottato come figlio dall’imperatore Augusto, avrebbe potuto assurgere alla carica imperiale se non fosse stato “fermato” da un male oscuro all’apice del suo successo politico e militare mentre si trovava nelle province orientali dell’impero, dove ricopriva la carica di Proconsole.

Angelo Battiato
Postato da Angelo Battiato Domenica, 19 aprile 2020 12:00:00 (1720 letture)

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Vi racconto ...: Auguri originali per una Pasqua speciale ALLA RICERCA DELL’ESSENZIALE
Redazione

Nell’isolamento e distanziamento fisico tra le persone, utilizzando i nuovi strumenti tecnologici per le comunicazioni, sono pervenuti diversi e originali messaggi di auguri, immagini, disegni, video, canti, cerimonie in streaming, evidenziando l’eccezionalità e “unicità” di questa Pasqua sotto il segno del Coronavirus.
Una Pasqua nella quale accanto alla “S” della sofferenza s’intrecciano la “S” della Solidarietà e della Speranza, celebrata da Papa Francesco come un “diritto”.
Le tre “S” s’intrecciano e tracciano il percorso della nuova era che il Covid 19 ha segnato una linea di discontinuità nella storia.
Nel d.C. (che non è il “dopo Cristo”, ma l’attuale e contemporaneo “dopo il Coronavirus”) le cose andranno diversamente, cambiano gli stili e le relazione tra le persone, si mantengono le distanze che non sono “sociali”, bensì di distanziamento fisico tra le persone.

Giuseppe Adernò

Postato da Andrea Oliva Martedì, 14 aprile 2020 13:19:42 (1369 letture)

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Vi racconto ...: Incontro con Gesù a Gerusalemme
Redazione
La via principale della città era piena zeppa di gente, una moltitudine di persone, come non si vedeva da molto tempo, come capita di vederla solo nelle grandi occasioni, in alcune ricorrenze importanti. Gente ovunque, lungo la via, davanti le case, affacciati alle finestre, sui muri, sotto gli alberi, tutti allegri, festanti, gioiosi. Chi salutava, chi batteva le mani, chi sollevava rami d’ulivo o di palme, chi s’agitava con vigore per farsi notare, chi chiamava, chi urlava un nome ad alta voce, chi invocava qualcuno. Tra la folla c’era chi spingeva, chi strattonava per farsi largo, chi chiedeva aiuto, i bambini, aggrappati alle vesti delle loro madri, piangevano impauriti, altri rimasti soli si disperdevano nella confusione , madri che cercavano i figli, anziani che soffrivano e s’agitavano per la ressa, tutti si muoveva a fatica, molti tra spintoni e grida cadevano a terra. Per non parlare degli animali, cavalli, muli, asini, cani, anatre, infuriati, imbizzarriti sollevavano polvere a non finire, da non far capire e vedere nulla. Insomma, la città era in festa, dappertutto grida di gioia, di esultanza, di giubilo.
Io, in un primo momento, non compresi il motivo di così tanta baldoria, non riuscivo a capire cosa stesse succedendo, m’avvicinai alla marea di gente, con prudenza per non rimanere travolto, e chiesi spiegazione, la risposta, stranamente, fu istantanea, precisa: “Stamani in città è venuto Gesù, il Nazareno, il Rabbi, dicono che in Galilea ha fatto tanti miracoli, ha resuscitato persino un uomo morto. Se rimani qua, lo vedi passare pure tu”.

Angelo Battiato
Postato da Angelo Battiato Sabato, 11 aprile 2020 09:00:00 (1084 letture)

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Vi racconto ...: Una Pasqua che rimarrà nella storia
Redazione
La Pasqua del 2020 è destinata ad entrare nella storia, per la sua eccezionalità. Stiamo vivendo uno di quei periodi che gli storici chiamano di “discontinuità” una Pasqua-passaggio verso un nuovo paradigma. La pandemia da COVID-19 sta mettendo a dura prova la nostra civiltà. La paura di contagio ha interrotto e modificato le relazioni sociali, ha chiuso persino le chiese, ha sospeso le messe e i riti della “settimana santa” che vengono trasmessi solo in streaming. La comunione si fa solo “spiritualmente”, la preghiera invece di essere comunitaria diventa personale e innovativa “liturgia domestica”.
Il Giovedì santo inizia il solenne triduo pasquale con la Messa “In coena Domini” ricordando l’ultima cena di Gesù con i dodici Apostoli ai quali ha lavato i piedi. Nella tradizione cristiana il giovedì santo era il giorno detto “dei sepolcri”, termine improprio per ricordare l’abbellimento dell’altare della “reposizione” dove veniva conservata l’Eucarestia e venerata nel corso della notte, ricordando e rivivendo la preghiera di Gesù nell’orto del Getsemani e quindi accompagnare con il pensiero il processo di Gesù davanti al Sinedrio, la flagellazione e la condanna a morte.

Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Sabato, 11 aprile 2020 08:00:00 (1333 letture)

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Vi racconto ...: Lettera aperta ai docenti da una madre anestesista rianimatore in emergenza coronavirus
Redazione
Innanzitutto porgo i miei saluti a tutto il personale docente e ringrazio per il lavoro che sta svolgendo e per l’impegno profuso.
Io sono un anestesista rianimatore e lavoro in Terapia Intensiva con pazienti Coronavirus gravissimi. Tutto il personale sanitario è impegnato a tempo pieno in questa terribile emergenza. E’ una battaglia quotidiana e durissima che richiede uno spiegamento immenso di mezzi e risorse sia umane che materiali e che mette a dura prova sia il fisico che la mente. Alcuni di noi sono già o saranno contagiati. Alcuni di noi non vedranno la fine dell’epidemia. Ma questo è il nostro lavoro e lo facciamo con anima e corpo.

Ma sono anche una madre.

La mia unica figlia è una vostra studentessa.

Questa lettera aperta vuole essere un invito a continuare ad esserci, nonché una richiesta di aiuto se non un lascito morale.

Il personale docente ha un ruolo educativo fondamentale
, non solo in termini di pura didattica, ma anche e soprattutto nel senso più ampio di riferimento, guida e formazione di individui adulti. 
Ora più che mai la vostra presenza è fondamentale
.

dott.ssa Elena Borsotti
Postato da Andrea Oliva Sabato, 04 aprile 2020 10:43:09 (1986 letture)

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Vi racconto ...: 5 marzo 2020. Primo giorno a casa
Redazione
5 marzo 2020. Primo giorno a casa.
Così improvvisamente un’ordinanza chiude le scuole e ci ritroviamo come mai era accaduto prima a fare i conti con una nuova realtà. Tutti penseranno: che bello non c’è più la scuola! No, non è così, la scuola c’è … on line. Ci dobbiamo attivare, che possiamo fare, cosa sarà più easy o più smart? Questo sto pensando … e intanto il telefono squilla, WhatsApps bippa, il vicino ti suona alla porta, il gatto miagola… E’ già un inferno! Lasciatemi riflettere!

Che possiamo fare? Ripenso alle parole di una collega: “ah se viene il finimondo cosa te ne farai di tutta questa tecnologia?”.

Il finimondo è arrivato e sarà proprio grazie a questa tecnologia che ci potremmo permettere di poter continuare a stare in contatto! Vivere, vivere virtuale, ma vivere … “onlife”.

Ma da cosa iniziamo? Non cose difficili, ma cose facili che tutti sanno già fare e conoscono… Ci sono, iniziamo dal registro… scrivo una scaletta la mando alla preside e poi lunedì ne parliamo con i colleghi. Ma lunedì si potrà uscire?

Boh! Intanto lavoriamo. Ma che ora è?

Caspita come passa velocemente il tempo è già sera!

Una bella lettura e a dormire; come si chiamava quel libro… Ah eccolo “Tutti assenti!” Andiamo bene!

Buonanotte

Lorenzo Bordonaro

Postato da Andrea Oliva Venerdì, 03 aprile 2020 08:00:00 (1758 letture)

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Vi racconto ...: Figli....
Redazione

Figli .....

Hai chiamato Madre?
Non ti abbiamo sentito.
Hai tossito Madre?

Passerà 
Come sono passate altre crisi.
Siamo impegnati Madre.
No,Madre
Non ci possiamo fermare.

Hai tremato Madre!
Perché?
Ci metti paura!

Maria Antonietta Baiamonte

Postato da Andrea Oliva Giovedì, 02 aprile 2020 08:15:00 (1796 letture)

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Vi racconto ...: Giurami che mi svegli… “Voglio vivere”
Redazione

«Occhi gonfi di lacrime, tanti privi di speranza, altri lucidi mentre si punta il cielo: sono attimi di vita, una cronaca che si può leggere sotto gli occhi di una quotidianità che sembrava monotona finché il bollettino delle ore 18.00 non inchioda a una verità che smaschera ogni recita.
Da Cremona un papà appena quarantenne, sistemato su un freddo lettino di un ospedale tiene la mano di un infermiere come a volere afferrare un brandello di speranza “Giurami che mi svegli” – sussurra – mentre va per essere intubato.
Poche parole che dicono tutto: non chiede cose inutili, titoli che non servono, solo una promessa “Svegliami”.

Questa parola ricca e carica di vita vorrei posarla timidamente nel cuore di chi sta leggendo queste poche parole buttate qui per scuotere le coscienze di chi sino a ieri puntava il dito verso gli altri, amava rincorrere il superfluo pur di essere migliore di tutti, che usava pensieri e parole per denigrare e provare a distruggere tutto e tutti.

Nicolò Mannino
(Presidente Parlamento della Legalità Internazionale)

Postato da Andrea Oliva Giovedì, 02 aprile 2020 08:10:00 (1842 letture)

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Vi racconto ...: Covid e le piccole cose di casa. Come ho trascorso il mio tempo scuola a distanza, famiglia, relazioni al tempo del coronavirus
Redazione

COVID 19 sembra il nome di una navicella spaziale che sta per lasciare la terra per lanciarsi verso l’esplorazione dell’universo.
Non è così, COVID19 più comunemente conosciuto come CORONAVIRUS è un diavoletto cattivo e dispettoso (così l’ha definito un piccolo allievo) che colpisce le persone più fragili e indifese: i nonni.
In realtà COVID19 è un virus molto pericoloso che sembri essere arrivato dalla Cina, è molto contagioso, non è curabile ed ha invaso l’Italia del Nord ed in particolare la Lombardia.
Tutto comincia la sera del 4 Marzo, quando i Dirigenti Scolastici di tutt’Italia comunicano su Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, la sospensione delle attività didattiche a partire dal 5 marzo col preciso scopo di contrastare il diffondersi del virus COVID19. Allora mi viene da pensare che la cosa sia grave.


Ins. Santa Rapisarda

Istituto Comprensivo “G. MARCONI “ - PATERNO’

Postato da Andrea Oliva Giovedì, 02 aprile 2020 08:05:00 (1479 letture)

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Vi racconto ...: progetto #io resto a casa e penso alla scuola
Redazione
La sera del 4 marzo ci è stato comunicato che dall’indomani mattina l’azione didattica sarebbe stata momentaneamente sospesa. C’era anche una data, ma tutti sapevamo che in realtà, visto come stavano andando le cose, la scadenza non sarebbe stata certo rispettata visto che ogni ora che passava ci si rendeva conto che ormai il problema Coronavirus era dilagato e come, una pioggia dal cielo, aveva, a poco a poco, toccato tutti i paesi del mondo fino a diventare una “Pandemia”.
“Pandemia”, una parola terribile, chissà quante volte è stata usata o abusata dagli uomini e non certo per un problema così grave! Purtroppo quando la vita scorre nelle abitudini e nella monotonia si cerca sempre il sensazionalismo. Poi arrivano quelle giornate che neppure il migliore scrittore ”fantasy” avrebbe potuto immaginare!

Mariella Di Mauro


Postato da Andrea Oliva Giovedì, 02 aprile 2020 08:00:00 (1744 letture)

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Vi racconto ...: Prima e Dopo il Coronavirus. Si entra nella storia
Redazione
Il momento storico che stiamo vivendo segna la Storia: è significativo osservare e leggere in alto a destra dello schermo televisivo, durante la trasmissione di alcuni programmi che la Rai trasmette, l’espressione “Programma registrato prima del DPCM per il Covid 19”. Si comprende che, siamo giunti ad una fase di passaggio epocale e come nelle date della storia si trova la sigla: a.C. e d.C. che corrisponde al Prima e al Dopo la nascita  di  Gesù Cristo, anche  se nelle scuole britanniche queste espressioni vengono evitate non offendere gli studenti di altre religioni  e sostituite con altri indicatori :“era comune” e “prima dell’era comune”,  a seguito di questo evento e epidemico credo che saremo costretti a scrivere “Prima e Dopo il Coronavirus

Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Martedì, 31 marzo 2020 08:10:00 (1649 letture)

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Vi racconto ...: La preghiera del Papa per il coronavirus. Giornata indimenticabile: La carezza del Papa, la carezza di Dio.
Redazione
La giornata del venerdì  27 marzo passa alla storia per l’elevato numero di decessi (969) con o per il coronavirus e per la suggestiva e commovente preghiera del Papa, in un clima di assordante silenzio, interrotto dalla pioggia e sotto lo sguardo del miracoloso Crocifisso della Chiesa di San Marcello, che nell’agosto del 1522 ha percorso le vie di Roma colpita dalla peste.
In una Piazza San Pietro deserta, Papa Francesco, solo in mezzo al colonnato del Bernini ha riunito in preghiera il mondo impaurito, smarrito davanti alla prima pandemia nel tempo della globalizzazione. La pioggia che ha bagnato il Crocifisso miracoloso ha simboleggiato il pianto composto e sgomento del mondo che cerca di ascoltare e capire cosa, come, perché. “Da settimane sembra che sia scesa la sera. Fitte tenebre si sono addensate nelle nostre piazze, strade e città. Si sono impadronite delle nostre vite e le hanno riempite di un silenzio assordante. Si sente nell'aria, si avverte nei gesti, lo dicono gli sguardi. Ci siamo trovati impauriti e smarriti” Con queste parole Papa Francesco nella meditazione ha commentato il Vangelo che racconta la tempesta sedata, la paura degli apostoli, mentre Gesù dormiva e l’interrogativo “Perché avete paura?” corrisponde alla tempesta di dolore e di morte che il COVD 19 ha seminato nel mondo intero, mettendo a nudo le nostre fragilità, “lasciando scoperte quelle false e superflue sicurezze con cui abbiamo costruito le nostre agende, i nostri progetti, le nostre abitudini e priorità”.

Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Martedì, 31 marzo 2020 08:05:00 (1515 letture)

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Vi racconto ...: Le domeniche in tempo di Coronavirus.
Redazione
E’ questa la terza domenica che costringe tutti a stare in casa, nel rispetto delle norme emanate dal Governo per limitare al massimo la diffusione del contagio, mediante il distanziamento sociale e le regole d’igiene e di pulizia per la persona e l’ambiente. Oggi, IV domenica di Quaresima, per la liturgia è la: “Dominica Laetare” per le espressioni dell’antifona d’ingresso: Rallegrati, Gerusalemme, e voi tutti che l’amate, riunitevi. Esultate e gioite, voi che eravate nella tristezza: saziatevi dell’abbondanza della vostra consolazione. E’ un invito alla gioia, un’apertura  alla speranza, una pausa nel cammino quaresimale verso la Pasqua e gli stessi  paramenti liturgici sono di colore rosa, quasi per stemperare il colore viola della penitenza. In questa Quaresima in quarantena tutto ciò non è possibile. Non si riesce a formulare espressioni di gioia, di esultanza. Quel “Rallegrati, Gerusalemme, e voi tutti che l’amate, riunitevi” è un’esortazione  veramente difficile da  realizzare, essendo costretti a stare in casa, spesso nella solitudine e distaccati dagli altri.


Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Mercoledì, 25 marzo 2020 12:00:00 (1690 letture)

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Vi racconto ...: Aspettiamo Primavera - Un self, un messaggio di speranza per allontanare la paura
Redazione

La primavera è arrivata, e con un giorno di anticipo, essendo un anno bisestile. Restando  a casa non si percepisce, ma è arrivata veramente.
Come diceva Giorgio La Pira “I giovani sono come le rondini, annunciano la primavera”.
Ora la primavera è alle porte ed il calendario non è soggetto alle norme restrittive del DPCM .

Il Presidente del Parlamento della legalità internazionale, Nicolò Mannino, ha lanciato un invito rivolto a tutti i cittadini, in modo particolare ai giovani, agli studenti:  realizzare un self, un appello al positivo, un messaggio che sa' di bellezza e di fresco profumo di speranza e piazzarlo sui social per allontanare i segni della paura  e dell’angoscia.
Si estende l’invito ai Ragazzi Sindaci e dei Consigli comunali dei ragazzi per essere sempre promotori di messaggi positivi nell’ottica della ricerca del bene comune.

Venerdi 20 marzo “aspettando primavera“ con ciò che di bello, di vero, di positivo abbiamo nel nostro cuore.  condividiamo-proviamoci.
In queste ore tanti giovani dalla Lombardia alla Sicilia stanno facendo sentire il loro appello e chiedono "vita".
La primavera, rompe il silenzio, spezza le catene della paura ed è un messaggio di vita : è l'amore che vince su ogni morte.

Giuseppe Adernò

Postato da Andrea Oliva Giovedì, 19 marzo 2020 09:45:23 (1326 letture)

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Vi racconto ...: Giordano Bruno, la tempesta del dubbio e gli infiniti mondi. Un’intervista possibile
Redazione
“I miei occhi sono puntati dritti al Vaticano! Guarderò in faccia per sempre quegli uomini vestiti di nero! E i papi devono stare attenti a parlare di “male e di genocidio”, perché il primo genocidio della storia lo ha commesso la chiesa di Roma. Il male non si misura con la matematica! Ditemi voi, chi fa più male, chi uccide un milione di persone, chi ne uccide sei milioni, o chi ne uccide uno solo!? E’ più ladro chi ruba cento denari o chi ruba un semplice baiocco!? E lo dico io che sono stato massacrato da Santa Romana Chiesa. E mai lo dimenticherò!”.
E’ un fiume in piena Giordano Bruno, reduce dall’ultimo “duro” interrogatorio dai giudici della Santa Inquisizione romana. Lo incontro, quasi di nascosto, nella penombra della sua cella, è molto provato, stanco, parla con un fil di voce, l’ultimo “colloquio” con i suoi accusatori lo ha sfiancato, ma conserva ancora tanta serenità, tanta forza d’animo e desiderio di lottare e di dimostrare la sua totale innocenza. E’ veramente un grande uomo, come pochi, al giorno d’oggi…

Angelo Battiato
Postato da Angelo Battiato Sabato, 14 marzo 2020 10:00:00 (1596 letture)

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Vi racconto ...: Padre Calanna - Imprenditore della carità e dell’inclusione
Redazione
"Generoso dono alla Chiesa, diligente attenzione agli ultimi e ai disabili. Con un'ammirevole imprenditorialità creativa ha prodotto un'impresa, capace di dare lavoro e servizi" è questa l'espressione sintesi che descrive i 92 anni di Mons. Antonino Calanna, storico fondatore dell'Opera Diocesana Assistenza di Catania.
Commentando le letture della Messa di suffragio al Duomo di Catania, l'Arcivescovo Mons Gristina, ha dichiarato che "Mons. Calanna ha asciugato tante lacrime".
Il 14 aprile del 1961, all'età di 24 anni, giovane sacerdote, ordinato nel 195 da Mons. Pennisi, don Antonino Calanna, dal piccolo seminario di Bronte fu chiamato da Mons. Guido Luigi Bentivoglio e dal Vicario Gene­rale, Mons. Nicolò Ciancio e fu incaricato a dirigere la P.O.A. (Pontificia Opera Assistenza), rete di sostegno, fondata da Papa Pio XII nel 1944 che inizialmente rivolse particolare attenzione ai reduci di guerra e ai deportati nei campi di concentramento. Nacquero così le mense dei poveri, le colonie estive per i bambini, i percorsi di avviamento al lavoro e l'azione della Chiesa, attraverso la Pontificia Opera Assistenza, era rivolta verso le periferie del Paese, rispondendo ai disastri della guerra, della disoccupazione e del sottosviluppo.
Cominciò così la sua "avventura" di "sacerdote amministratore" che è durata per 43 anni attraverso l'ODA (Opera Diocesana Assistenza) istituita nel 1962 quale Ente Ecclesiastico riconosciuto dalla Presidenza della Repubblica come Ente Morale con il decreto n. 819 del 24 aprile del 1963.

Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Giovedì, 05 dicembre 2019 08:00:00 (1597 letture)

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Vi racconto ...: Il cacciatore di sogni
Redazione
Ne ho viste cose quest’estate che voi insegnanti non potreste neanche immaginarle! Navi e astronavi in fiamme al largo dei bastioni di Orione, il sole albeggiare di notte, la luna spuntare dal monte e ricoprirsi di gloria, il mare valicare i confini dell’ignoto, la Montagna sputare fuoco e i sogni galoppare a perdifiato fino al nuovo giorno. E ho visto spose bellissime, vestite d’un sorriso giovane e meraviglioso, sotto antichi archi di pietra nera, e madri felici e compiaciute, e padri sereni e appagati, e tutt’intorno l’Etna e da lontano il mare. E ho visto il sole sorgere all’orizzonte e annunciare il bel viaggio, e mattine d’estate, ed empori fenici con madreperle, coralli, ebano e ambra, tutta roba finissima, e cammelli, tanti cammelli, quaranta cammelli in cambio d’una sicula fanciulla inspirata.

Angelo Battiato
Postato da Angelo Battiato Domenica, 04 agosto 2019 08:00:00 (1467 letture)

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Vi racconto ...: Giacomo Leopardi, mio fratello
Redazione
Se ne stava tutto il giorno rintanato in quella fredda stanza. La biblioteca di papà. Piena zeppa di libri, quaderni, fogli, pergamene, con un odore d’antico, di chiuso, di solitudine. Stava seduto in quella scrivania da mattina a sera, estate e inverno, con il freddo, con il caldo, con la pioggia, con il sole, non c’era domenica né giorni festivi, tutti i santi giorni! E non c’era verso di fargli cambiare idea! A quali! E dire che quand’eravamo piccoli giocavamo spesso insieme, nel grande giardino di casa, con i nostri fratellini. Che bei tempi! Poi crescendo, Giacomo cambiò carattere, diventò cupo, triste, solitario. Non era interessato alle feste, alle serate di gala, ai ricevimenti, che pure il papà ogni tanto organizzava nel nostro palazzo. Non andava mai alle scampagnate, alle passeggiate con i suoi coetanei, alle feste di paese. Niente! Amava solo i suoi libri, immerso com’era in uno “studio matto e disperatissimo”.

Angelo Battiato
Postato da Angelo Battiato Domenica, 02 giugno 2019 09:00:00 (1210 letture)

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Vi racconto ...: Primo Levi, Auschwitz e il vizio della memoria
Redazione
Ci incontrammo nella penombra di un bar, in una stradina del centro storico di Torino. Lui già m'aspettava da un po', sorseggiando un caffè, al mio arrivo m'accolse con fare garbato, m'invitò a sedere, fece portare un bicchiere d'acqua e un caffè, e mi chiese da dove volevo iniziare. Così incontrai Primo Levi, in un tardo pomeriggio d'inverno, mentre fuori infuriava una tormenta di neve e la luce bianca dei lampioni, a tratti, illuminava i nostri volti e le sue parole. Partigiano, antifascista, scrittore, chimico, Primo Levi è stato sicuramente una delle personalità più profonde e fragili della nostra Italia; le sue parole, i suoi ricordi, la sua stessa vita sono stati semi di speranza e di riscatto per la sua generazione, e anche per la nostra. Dopo l'otto settembre del 1943 si rifugiò sulle montagne della Valle d'Aosta, unendosi ad un gruppo di partigiani, ma alcuni mesi dopo, il 13 dicembre, venne arrestato dalla milizia fascista e inviato nel campo di raccolta di tutti gli ebrei a Fossoli, in provincia di Modena, poi, nel febbraio del '44, in quanto ebreo, deportato nel campo di concentramento di Auschwitz, dove rimase fino alla liberazione, il 27 gennaio 1945. Fu uno dei venti sopravvissuti dei 650 ebrei italiani arrivati con lui al campo. Quei terribili e lunghissimi undici mesi di prigionia, trascorsi ad Auschwitz, saranno raccontati nel libro "Se questo è un uomo", un classico della letteratura mondiale, un libro che segna l'inizio delle testimonianze autobiografiche dei deportati nei campi nazisti. La sua voce si fece calma e profonda, mi parse impaziente di raccontare.


Angelo Battiato
Postato da Angelo Battiato Domenica, 27 gennaio 2019 09:00:00 (1274 letture)

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Vi racconto ...: Il tempo non-tempo della scuola
Redazione
Ma quando c'è scuola voi grandi cosa fate? Quando noi siamo in classe cosa succede in città? Quando facciamo lezione com'è la vita fuori? Di mattina c'è gente nelle strade, nelle piazze, c'è vita nel paese? Queste e altre domande "insolite" mi ha posto l'altro giorno mia nipote che frequenta la terza media. Mi ripeteva, quando di mattina sono a scuola mi sembra di vivere in un tempo indefinito, in un tempo sospeso nel tempo, in un tempo non-tempo. Non mi sembra né mattina né sera, né presto né tardi. E' il tempo senza tempo della scuola, il tempo fuori dal tempo dell'apprendimento e del sapere. Facciamoci caso, credo che anche per noi adulti, per noi insegnanti, sia così, succeda la stessa cosa. Quando siamo a scuola, sembra che il tempo si fermi, sembra che passi troppo in fretta o che non passi mai, sembra che le settimane finiscano subito, o sembra che il sabato non arrivi mai, o che troppo presto ricominci la settimana, che troppo presto arrivino le vacanze di natale, o che non arrivi mai giugno, che subito si ricominci a settembre o che l'anno scolastico non termini mai!
Forse dovremmo imparare il vecchio adagio siciliano che recita, "chi ha tempo, non aspetti tempo", o l'altro, "tempu e malu tempu, non dura tuttu 'u tempu!". No!

Angelo Battiato
Postato da Angelo Battiato Domenica, 02 dicembre 2018 09:00:00 (1310 letture)

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Vi racconto ...: Una poesiola per gli amici di Aetnanet.org
Redazione
Sguizza la lucertola e s’incaverna
Dentro sberciati muri di campagna,
Pieni di licheni del sole
E muschi dell’azzurro.
Secco, ora, un vento passa
E sgrigiola la frasca.
Poco di sole appare
E scompare tra gli alberi,
Che attendono la pioggia.
Del cielo più non mi tornano le linee,
Né il conto e la misura delle stelle
Nella sera autunnale.
Solo un acquoso alone di luna
Sospeso resta in quest’algida
Geometria astrale.
E solo io, sacerdote
Del mio orticello
Di zucchine.

Nuccio Palumbo
Postato da Nuccio Palumbo Lunedì, 19 novembre 2018 15:00:00 (1091 letture)

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Vi racconto ...: Ampia impostura ...
Redazione
Ampia impostura,
pania, visco o ragna,
nuda la mia parola ti afferra
e si cattura;
ché non può darti mai,
fiore dell’alba,
che l’aspra dismisura o la scheggiata
forma del suo cuore.

Nuccio Palumbo
Postato da Nuccio Palumbo Lunedì, 12 novembre 2018 12:00:00 (1311 letture)

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Vi racconto ...: Échange culturel 9-16 Avril 2018: Liceo Europeo Convitto Cutelli Catania - Lycée Honoré d’Estienne d’Orves Nice. Due scuole, due stati e due culture si incontrano a Nizza.
Istituzioni Scolastiche

Siamo partiti, 25 ragazzi, pronti ad affrontare un'esperienza, un viaggio, uno scambio culturale con dei coetanei francesi. I giorni precedenti la partenza sono stati caratterizzati da tante aspettative, prospettive, ma anche tante paure e ansie. Le domande che tutti ci siamo posti, prima di salire a bordo dell'aereo, sono state le seguenti: "Come saranno le famiglie? I nostri corrispondenti saranno simpatici? Ma, soprattutto, riuscirò a farmi capire?" Dopo 4 ore di viaggio, tra scali e lunghe camminate, siamo arrivati al "Lycée Honoré d'Estienne d'Orves". Lì, abbiamo affrontato le nostre paure e timidezze, incontrando i corrispondenti. Fortunatamente, quasi tutti si sono dimostrati simpatici e disponibili nei nostri confronti. Dopo aver pranzato alla mensa della scuola e aver passato 2 ore con loro, siamo partiti alla scoperta di Nizza.

Convitto Cutelli Catania

Postato da Andrea Oliva Martedì, 15 maggio 2018 08:00:00 (1597 letture)

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Vi racconto ...: Cosa fanno d’estate gli insegnanti?
Redazione
Cosa fanno gli insegnanti durante le vacanze estive? Dove vanno, come impiegano il loro tempo, cosa dicono? Dopo aver lasciato i registri in bell'ordine, deposti nelle segreterie didattiche, ed emesse le loro "sentenze inappellabili" negli "infuocati" scrutini e nei consigli di classe di fine giugno! Dove sono i prof d'estate? Adesso che le classi sono vuote e i corridoi vivono "sovrumani silenzi e profondissima quiete", adesso che la calura avvolge anfratti e attimi di scuola, adesso che i pensieri volano liberi lungo le rotte del "dolce far niente"!? A volte, sembra di scorgerli negli androni dei centri commerciali a scegliere t-shirt e costumi da bagno da mettere in valigia alla rinfusa per l'imminente e "meritato" viaggio di piacere; o nelle pizzerie, di sera, col fresco pungente della Montagna, a parlare di crociere e di figli, e di scuola, "che la lingua batte, dove il dente duole!"...

Angelo Battiato
Postato da Angelo Battiato Domenica, 06 agosto 2017 08:00:00 (2158 letture)

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Vi racconto ...: Troppo è il disordine in giro per il mondo
Redazione
Troppo è il disordine in giro per il mondo. Troppa la confusione. Guardo il giro del sole che sorge e della luna che tramonta e le stelle in cielo. Penso: Ci vuole un Ordine puntuale. Un Ordine matematico. Ordine geometrico. Ci vuole Ordine. Millimetrico! ... Un Ordine astrale. Ordine celeste. Senza ritardi, senza permessi e senza proteste, e scuse sindacali. Ci vuole un Ordine vitale, in universale conformazione! Ci vuole un urgente nuovo ordine Mentale che metta in accordo le umane cose!

Nuccio Palumbo
antonino11palumbo@gmail.com
Postato da Nuccio Palumbo Domenica, 20 novembre 2016 12:14:31 (1583 letture)

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Vi racconto ...: La mia cantina, la scuola e il tesoro più grande ...
Redazione
Erano anni che non mettevo un po' d'ordine nella vecchia cantina di casa mia. A furia di conservare tutto s'era riempita sino all'inverosimile e non c'era più spazio neanche per muoversi o per cercare qualcosa. E chi si ricordava più delle tante cose che v'erano conservate! C'andavamo di tanto in tanto, solamente per prendere il vino dalla piccola botte, l'aceto dalla damigiana, o l'olio dalla vecchia giara della nonna. Poi, per altro, quasi nessuno c'andava più, nessuno ci metteva piede da tempo immemorabile. Ed erano tante, troppe le cose accatastate alla rinfusa, con quel "vizio" che abbiamo sempre avuto noi in famiglia di conservare tutto, "savva 'a pezza ppi quannu veni 'u puttusu", soleva sempre dire mia mamma, forse per voler "giustificare" questo nostro strano "vizio".

Angelo Battiato
angelo.battiato@istruzione.it
Postato da Angelo Battiato Domenica, 18 settembre 2016 09:00:00 (1752 letture)

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Vi racconto ...: Giacomo Leopardi e 'Il sabato del villaggio'. Un’intervista impossibile
Redazione
Noi ragazzi della quinta C e quinta D, in quest'anno scolastico, stiamo sperimentando un metodo alternativo di fare ricerche su autori e personaggi storici o letterari: "le interviste impossibili". Quest'idea nasce da una trasmissione radiofonica del 1973, dove uomini di cultura fingono di intervistare "fantasmi redivivi", appartenenti ad un'altra epoca ed è per questo che si definiscono interviste impossibili. Questo modo di realizzare le ricerche ci ha entusiasmato, perché ci permette di rendere "viva e vitale" una ricerca, in quanto anche noi siamo partecipi in modo attivo, anzi "entriamo" anche noi nella ricerca, come interlocutori del personaggio che intervistiamo. Così, intervistando... Giacomo Leopardi ci è sembrato quasi di vivere nel suo "sabato del villaggio", di vedere "l'Infinito" e i "veroni del paterno ostello"! Questo nuovo modo di studiare ci piace, speriamo di continuare con queste interviste e di vivere in epoche storiche lontane dalla nostra, anche questo è un modo per arricchirci nel cammino della nostra crescita scolastica.

Alunni ed alunne delle classi V C e V D
Circolo Didattico "Teresa di Calcutta", Tremestieri Etneo, Plesso Immacolata
Postato da Angelo Battiato Sabato, 07 maggio 2016 07:30:00 (2252 letture)

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Vi racconto ...: Katharine Hepburn e le Stars di Hollywood. Un’intervista impossibile
Redazione
Noi ragazzi della quinta C e quinta D, in quest'anno scolastico, stiamo sperimentando un metodo alternativo di fare ricerche su autori e personaggi storici o letterari: "le interviste impossibili". Quest'idea nasce da una trasmissione radiofonica del 1973, dove uomini di cultura fingono di intervistare "fantasmi redivivi", appartenenti ad un'altra epoca ed è per questo che si definiscono interviste impossibili. Questo modo di realizzare le ricerche ci ha entusiasmato, perché ci permette di rendere "viva e vitale" una ricerca, in quanto anche noi siamo partecipi in modo attivo, anzi "entriamo" anche noi nella ricerca, come interlocutori del personaggio che intervistiamo. Così, intervistando... Katharine Hepburn, ci è sembrato quasi di girare tra gli studi cinematografici di Hollywood! Questo nuovo modo di studiare ci piace, speriamo di continuare con queste interviste e di vivere in epoche storiche lontane dalla nostra, anche questo è un modo per arricchirci nel cammino della nostra crescita scolastica.

Alunni ed alunne delle classi V C e V D
(Circolo Didattico "Teresa di Calcutta", Plesso Immacolata, Tremestieri Etneo)
Postato da Angelo Battiato Mercoledì, 27 aprile 2016 07:00:00 (1725 letture)

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Vi racconto ...: Il 25 aprile dovremmo festeggiarlo in classe
Rassegna stampa
“Il 25 aprile? La festa della mamma”. Per fortuna non sono tutti così i giovani ma la video intervista realizzata da Ballarò un anno fa, in occasione del 70esimo della Liberazione, ci mostra uno dei volti degli italiani: ignoranti, disinteressati del passato, menefreghisti, incapaci di fare quell’esercizio della memoria necessario ad un popolo. Ogni volta mi domando: perché siamo arrivati a questo punto? Chi non ha fatto il suo dovere? Cos’è successo in questi anni? E’ possibile che ci sia ancora un giovane che confonde la festa della Repubblica con quella della Liberazione o non sa nemmeno in che anno è accaduta? Nel video citato si vede un giovane di ...

Alex Corlazzoli
Il Fatto Quotidiano
Postato da Antonia Vetro Lunedì, 25 aprile 2016 15:59:25 (1592 letture)

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Vi racconto ...: Emilio Salgari, Sandokan e la tigre di Mompracen. Un’intervista impossibile
Redazione
Noi ragazzi della quinta C e quinta D, in quest’anno scolastico, stiamo sperimentando un metodo alternativo di fare ricerche su autori e personaggi storici o letterari: “le interviste impossibili”. Quest’idea nasce da una trasmissione radiofonica del 1973, dove uomini di cultura fingono di intervistare “fantasmi redivivi”, appartenenti ad un’altra epoca ed è per questo che si definiscono interviste impossibili. Questo modo di realizzare le ricerche ci ha entusiasmato, perché ci permette di rendere “viva e vitale” una ricerca, in quanto anche noi siamo partecipi in modo attivo, anzi “entriamo” anche noi nella ricerca, come interlocutori del personaggio che intervistiamo. Così, intervistando… Emilio Salgari ci è sembrato quasi di vivere a Mompracen, insieme a Sandokan! Questo nuovo modo di studiare ci piace, speriamo di continuare con queste interviste e di vivere in epoche storiche lontane dalla nostra, anche questo è un modo per arricchirci nel cammino della nostra crescita scolastica.

Alunni ed alunne delle classi V C e V D
(Circolo Didattico “Teresa di Calcutta”, Tremestieri Etneo, Plesso Immacolata)
Postato da Angelo Battiato Lunedì, 11 aprile 2016 08:00:00 (2055 letture)

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Vi racconto ...: Edmondo De Amicis e il libro 'Cuore'. Un’intervista impossibile
Redazione
Noi ragazzi della quinta C e quinta D, in quest'anno scolastico, stiamo sperimentando un metodo alternativo di fare ricerche su autori e personaggi storici o letterari: "le interviste impossibili". Quest'idea nasce da una trasmissione radiofonica del 1973, dove uomini di cultura fingono di intervistare "fantasmi redivivi", appartenenti ad un'altra epoca ed è per questo che si definiscono interviste impossibili. Questo modo di realizzare le ricerche ci ha entusiasmato, perché ci permette di rendere "viva e vitale" una ricerca, in quanto anche noi siamo partecipi in modo attivo, anzi "entriamo" anche noi nella ricerca, come interlocutori del personaggio che intervistiamo. Così, intervistando... Edmondo De Amicis, ci è sembrato quasi d'andare a scuola con Enrico Bottino! Questo nuovo modo di studiare ci piace, speriamo di continuare con queste interviste e di vivere in epoche storiche lontane dalla nostra, anche questo è un modo per arricchirci nel cammino della nostra crescita scolastica.

Alunni ed alunne delle classi V C e V D
(Circolo Didattico "Teresa di Calcutta", Plesso Immacolata, Tremestieri Etneo)
Postato da Angelo Battiato Venerdì, 08 aprile 2016 02:30:00 (2533 letture)

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Vi racconto ...: Louisa May Alcott e le 'Piccole donne'. Un’intervista impossibile
Redazione
Noi ragazzi della quinta C e quinta D, in quest’anno scolastico, stiamo sperimentando un metodo alternativo di fare ricerche su autori e personaggi storici o letterari: “le interviste impossibili”. Quest’idea nasce da una trasmissione radiofonica del 1973, dove uomini di cultura fingono di intervistare “fantasmi redivivi”, appartenenti ad un’altra epoca ed è per questo che si definiscono interviste impossibili. Questo modo di realizzare le ricerche ci ha entusiasmato, perché ci permette di rendere “viva e vitale” una ricerca, in quanto anche noi siamo partecipi in modo attivo, anzi “entriamo” anche noi nella ricerca, come interlocutori del personaggio che intervistiamo. Così, intervistando… Louise May Alcott, ci è sembrato di vivere nella casa delle sorelle March! Questo nuovo modo di studiare ci piace, speriamo di continuare con queste interviste e di vivere in epoche storiche lontane dalla nostra, anche questo è un modo per arricchirci nel cammino della nostra crescita scolastica.

Alunni ed alunne delle classi V C e V D
(Circolo Didattico “Teresa di Calcutta”, Tremestieri Etneo, Plesso Immacolata)

Postato da Angelo Battiato Domenica, 27 marzo 2016 05:00:00 (2087 letture)

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Vi racconto ...: La scuola dei desideri all’incontrario va
Della scuola si parla per dire come dovrebbe essere e quello che dovrebbe fare, dimenticando a volte di dire come veramente è e che cosa ragionevolmente si può realizzare, considerate tutte le sue vere condizioni. Forse è la natura stessa della scuola a favorire questo modo di impostare i discorsi, a spingersi costantemente, ingenuamente o maldestramente nel futuro e a sottovalutare il peso della realtà . La scuola per statuto non può che lanciare lo sguardo oltre l'ostacolo, lavora in funzione di chi deve pensare al proprio avvenire ed è naturalmente proiettato verso il domani. La scuola ha coltivato sempre l'ambizione di potere dire che cosa possa e debba essere; purtroppo oggi, più di ieri, la scuola non sarà come essa vorrebbe essere, ma come la vogliono gli altri, come la vuole la sua amministrazione. Sono evidenti le intenzioni di farne un'istituzione che replichi le scelte e i comportamenti del mondo economico - aziendale, elevato con animo subalterno a modello da imitare; è palese la volontà di piegarla alle esigenze di una società che pratica largamente la competizione, la discriminazione e la selezione sociale, la gerarchizzazione dei rapporti umani e sociali e che irride ogni forma di sapere che non abbia i crismi dell'immediata utilità.

prof. Raimondo Giunta
Postato da Nuccio Palumbo Domenica, 27 marzo 2016 04:30:00 (1897 letture)

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Vi racconto ...: A cena con Gesù ...
Redazione
L'aveva espressamente richiesta Gesù quella cena, ieri sera, per "celebrare la Pasqua insieme ai discepoli", come aveva detto. E aveva desiderato che fossimo tutti presenti, per salutarci, uno a uno. Ma dove andava? Non riuscivamo a capire! In quella casa non c'avevo mai messo piede, la sala era buia, illuminata solo da alcune torce appese alle pareti, il tavolo era lungo, massiccio, ben squadrato, così noi ci disponemmo in doppia fila, con il Maestro al centro della tavolata. Nel primo pomeriggio avevamo saputo che la stanza era stata accuratamente pulita e sistemata dal padrone di casa, ma il Maestro non voleva nessun estraneo quella sera alla sua mensa. Forse anche questo era un segno, voleva dire qualcosa di importante solo a noi, ai suoi amici prediletti. E c'erano tutti attorno a quel tavolo, Giovanni, Simon Pietro, Andrea, Giacomo, Matteo, Tommaso e tutti gli altri; c'era persino Giuda Iscariota, che stranamente sembrava pensare ad altro, era visibilmente nervoso, quasi infastidito, aveva premura (ma di cosa!?); c'ero persino io che proprio a quell'ora avevo uno dei miei soliti impegni, ma quella sera non potevo mancare, non potevo "disubbidire" al mio Maestro.

Angelo Battiato
angelo.battiato@istruzione.it
Postato da Angelo Battiato Venerdì, 25 marzo 2016 04:00:00 (1638 letture)

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Vi racconto ...: I compagni di scuola, la foto di classe e i ricordi di gioventù
Redazione
Di quel periodo mi sono rimasti i ricordi legati a quelle fantastiche foto di gruppo, dove visini di adolescenti, sorridevano ignari della vita e del loro futuro. Qualche volto, ormai, purtroppo è andato via per sempre. Ti ritrovi a pensarlo con una stretta al cuore. Era quello magrissimo, con una massa di capelli neri dal taglio non identificato, ricordo il suo giubbino di una tonalità scura di azzurro. Dopo gli esami di Stato un mattino non si è più svegliato. Ciao dolce compagno di scuola, è strano come i sentimenti ti frustano il cuore anche dopo tanto tempo; ecco riemergere la ragazzina fra i banchi di scuola. "Compagno di scuola, compagno di niente, ti sei salvato dal fumo delle barricate? Compagno di scuola, compagno per niente, ti sei salvato o sei entrato in banca pure tu?". Non poteva esserci brano migliore se non quello di Venditti per descrivere il mio stato d'animo. Quando, ritornando indietro nel tempo, mi ritrovo seduta nella mia sedia, davanti al mio banco personalizzato di disegnini e frasi dei Pink Floyd, pezzi di muro stilizzati con la matita e ali di gabbiano che spiccano il volo da quel colore verde marcio per finire nella città dolente con il "sommo" Dante, mio amico amatissimo, ...

Agata Sava - Vicepresidente Associazione Culturale "Graziella Corso"
Postato da Angelo Battiato Lunedì, 08 febbraio 2016 03:30:00 (3481 letture)

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Vi racconto ...: Con e per Luana Ricca. Una triste storia italiana
Redazione
Catanese, 38 anni, medico specialista in chirurgia del fegato, delle vie biliari, del pancreas e in trapianti di fegato, Luana Ricca si è suicidata lo scorso 29 dicembre. Aveva studiato a Roma ed a Parigi, dove, per anni, ha lavorato con successo. Avendo deciso di ritornare ed operare nella sua terra, aveva trovato le porte sbarrate. Una possibilità in un ospedale sui monti dell’Abruzzo, a Sulmona, per fare endoscopie digestive. Lei, con qualificanti stages a Londra, a Barcellona e a Parigi, con più di 4 anni di esperienza nel primo centro francese di trapianti di fegato e di chirurgia epato-biliare, il Centre hépatobiliaire – Hopital Paul Brousse – Assistance publique hopitaux de Paris e più di 1500 interventi chirurgici (di cui 2/3 da primo operatore) limitata a fare endoscopie digestive a Sulmona. Mesi di lavoro difficili e mortificanti, oppressa da un sistema che non le ha permesso di esercitare il suo talento. Delusione, rabbia, amarezza e motivata frustrazione hanno finito con il prendere il sopravvento, determinandola al triste epilogo.

Conferenza dei Comitati Consultivi - Bollettino n.1 del 31 Gennaio 2016
Postato da Angelo Battiato Giovedì, 04 febbraio 2016 02:30:00 (2304 letture)

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Bando di selezione n. 3 Esperti esterni madrelingua inglese e n. 3 Esperti esterni madrelingua francese - Scuola Media Castiglione di Bronte
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I ragazzi del Liceo Cutelli al Processo Simulato del Lavoro a.a. 2019/2020
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Da Roma all’Europa: tappe del progetto di Cittadinanza Europea per gli studenti del Liceo Classico Europeo del Convitto Nazionale “Mario Cutelli” di Catania.
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Bando selezione esperti FSE/PON - Liceo Lombardo Radice di Catania
di m-nicotra

Proposta formativa Competenze Digitali e Certificazioni ECDL-AICA per il PON Avv. Prot. 26502 “CONTRASTO ALLA POVERTÀ EDUCATIVA”.
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Richiesta pubblicazione Avviso selezione Esperti - PON Competenze di base - II edizione
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Contrasto alla povertà educativa: pubblicato il bando per 50 milioni
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Bando selezione esperti madrelingua FSE/PON - ICS San Domenico Savio - San Gregorio di Catania
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