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Vi racconto ...: Studenti modello “Alfieri della Repubblica” 2021
Redazione
Fare del bene, aiutare gli altri, manifestare attenzione e solidarietà ai più deboli, sono valori che la scuola insegna e che molti studenti traducono nella pratica ordinaria cercando di “essere un dono per gli altri”.
A 28 di questi studenti il Presidente Sergio Mattarella, ha assegnato il prestigioso riconoscimento di “Alfiere della Repubblica”, premiando il loro impegno e le azioni coraggiose e solidali e, leggendo le motivazioni dell’alto riconoscimento emerge uno spaccato di esemplarità che meritatamente viene “posta sopra il moggio” per essere di stimolo ed esempio per gli altri.
Sono giovani che nel 2020 "si sono distinti per l'impegno e le azioni coraggiose e solidali, e che, attraverso la loro testimonianza, rappresentano il futuro e la speranza, in un anno che rimarrà nella storia per i tragici eventi legati alla pandemia".
Tra i 28 nuovi “Alfieri della Repubblica” sono stati segnalati due studenti siciliani:.
Andrea Lo Guzzo, 17 anni, di Nicosia, il quale ha compiuto un gesto di cittadinanza attiva quando, assistendo ad un incidente stradale ha reso possibile risalire all’automobilista che aveva omesso il soccorso nei confronti del bambino di 8 anni che aveva investito.
In occasione di una cerimonia della Polizia di Stato, il Questore  aveva espresso pubblicamente ad Andrea, che frequenta il quarto anno del liceo classico “Fratelli Testa” un ringraziamento per l’aiuto fornito ed ora al primo riconoscimento di aggiunge per lui anche il titolo di “Alfiere della Repubblica”.
Ho solo fatto quello che era giusto fare” ha dichiarato Andrea, prendendo il numero della targa dell’auto pirata  per fornirla agli agenti della “volante”.

Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Sabato, 13 marzo 2021 08:05:00 (528 letture)

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Vi racconto ...: A Guidonia i vecchi banchi doppi diventano installazione d’arte
Redazione
A Guidonia Montecello, cittadina a 21 km da Roma, presso l’Istituto superiore di Via Roma 298, che aggrega il polo liceale “E. Majorana” ed il polo tecnico “L. Pisano”,  adoperando i banchi doppi non più utilizzabili e rimossi dalle aule, è stata realizzata un’installazione didattica effimera all’aperto.
Gli studenti della scuola ed anche studenti di altri istituti hanno così un luogo alternativo all’aula ove svolgere delle lezioni, nel quale i banchi costituiscono l’oggetto e lo strumento di un racconto che, partendo dalla storia dell’arte, offre molteplici spunti per collegamenti interdisciplinari.
Il progetto “double desk trib[ut]e”, promosso e coordinato da Roberto Ianigro, docente di Storia dell’Arte e coordinatore dello spazio museale “Per Artem”, prevede lo svolgimento di una lezione “diversa” che, attraverso le 24 istallazioni realizzate con i banchi doppi non più utilizzabili all’interno, fa compiere agli studenti un percorso didattico nuovo, ma all’esterno dell’edificio
Gli studenti hanno avuto modo di lasciare un segno, una traccia, una propria testimonianza compiendo un’azione abitualmente non consentita: scrivere o disegnare sul banco.
Nelle installazioni,  genere di arte visiva sviluppatosi in epoca postmoderna,   si usano deliberatamente  materiali poveri o quotidiani e l’obiettivo è quello di sollecitare la percezione del fruitore che diventa parte integrante del lavoro

Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Mercoledì, 10 marzo 2021 15:00:00 (965 letture)

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Vi racconto ...: Francesco Capodanno: Preside, Maestro, Amico a tre anni dalla sua scomparsa
Redazione
Per iniziativa della sezione UCIIM di Catania, in collaborazione con i familiari, è stata pubblicata la raccolta degli scritti e ricordi del Preside Francesco Capodanno, il quale “ha lasciato una preziosa traccia di deontologia dirigenziale” nella scuola catanese e nell’UCIIM, associazione degli insegnanti cattolici.  
Nelle 217 pagine del volume s’intrecciano le notizie biografiche s’intrecciano ad alcuni articoli e interventi riguardanti la famiglia, alla scuola, all’impegno ecclesiale, politico e culturale svolto dal Preside nei 44 anni di servizio nella scuola italiana.
Il titolo “Note” fa riferimento ad una poesia del 1943 e alla metafora del dirigente è inteso come “direttore d’orchestra” che armonizza le singole note e pianifica l’armonia della Comunità scolastica che “insieme” collabora, coopera e costruisce la “scuola di tutti e per ciascuno”, riservando amorevole cura agli studenti “bisognosi di particolari attenzioni”.
Nel volume, curato dal preside Giuseppe Adernò, con la presentazione della presidente UCIIM di Catania, Maria Antonietta Baiamonte sono inseriti i contributi di Maria Teresa Moscato, Luciano Corradini, Salvatore Latora, Alfonso Sciacca, Pino Costantino, Puccio Vascone e di tanti altri Amici e Colleghi, ex docenti ed ex alunni della mitica Scuola Media “Leonardo Grassi”, fucina e palestra d’innovazione metodologica e didattica.
Avendo vissuto da protagonista le stagioni delle riforme scolastiche dal 1962, con l’avvio della scuola media unica, obbligatoria e gratuita per tutti, del tempo prolungato, dell’inserimento nelle classi comuni degli handicappati, denominati ora, più esattamente disabili in un processo di efficace inclusione sociale, il preside Capodanno ha scritto sul pentagramma della storia una pagina memorabile di scuola attiva e dinamica, capace di formare uomini e cittadini.
Protagonista e organizzatore del 36° Convegno Nazionale dell’UCIIM al Castello Ursino di Catania nel febbraio del 1957, ha contribuito all’elaborazione dei documenti che nel 1958 il Ministro dell’Istruzione Aldo Moro ha adottato per introdurre nella scuola italiana l’Educazione Civica, che da quest’anno  scolastico è rientrata nei Programmi come disciplina trasversale e oggetto di valutazione.
La buona semente sparsa ed il solco profondo tracciato dal Preside Capodanno hanno dato “buoni frutti” e, sfogliando le pagine del libro, si percepisce “il modello formativo” che egli ha saputo imprimere e la ricchezza di tanti suoi insegnamenti, ancora oggi attuali e imprescindibili, per una scuola di qualità.

redazione@aetnanet.org
Postato da Andrea Oliva Giovedì, 04 marzo 2021 10:20:05 (541 letture)

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Vi racconto ...: L’Ordine al Merito della Repubblica italiana (OMRI) il 3 marzo compie 70 anni.
Redazione
Sono trascorsi 70 anni dalla legge n. 178 del 3 marzo 1851,con la quale è stato istituito l’Ordine al Merito della Repubblica  con lo scopo di «ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, dell'economia e nell'impegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici e umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari».
Il Presidente della Repubblica può conferire l'onorificenza, di propria iniziativa, per «benemerenze di segnalato rilievo nel campo delle attività sopra indicate e per ragioni di cortesia internazionale
Dal 30 marzo 2001 sono in vigore le nuove decorazioni per le varie classi e gradi onorifici: Cavaliere di Gran Croce decorato  di Gran Cordone; Cavaliere di Gran Croce; Grande Ufficiale; Commendatore; Ufficiale; Cavaliere, detto anche Cavaliere della Repubblica.
 Il Presidente della Repubblica italiana è il capo dell'Ordine, retto da un Consiglio composto di un Cancelliere e sedici membri. La cancelleria dell'ordine ha sede a Roma e i colori dell'Ordine sono il verde e il rosso.
Le concessioni delle onorificenze hanno luogo il 2 giugno, ricorrenza della fondazione della Repubblica Italiana, e il 27 dicembre, ricorrenza della promulgazione della Costituzione italiana.
In questi anni il Presidente Mattarella ha concesso con  motu proprio presidenziale delle onorificenze al personale sanitario “per essersi distinto durante la pandemia Covid-19” e per particolari gesti eroici di servizio civile.
Alla Legge 3 marzo 1951, n. 178   ha fatto seguito il DPR   13 maggio 1952, n. 458 e il DPR 16 gennaio 2020, relativo alla determinazione numerica delle onorificenze.
L’elenco degli Insigniti conta 328.044 iscritti
 
Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Giovedì, 04 marzo 2021 10:07:20 (494 letture)

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Vi racconto ...: Esami / Valutare le competenze
Redazione
Le disposizioni concernenti gli esami di primo e secondo grado fanno da cornice all’azione valutativa della scuola che trova le radici storiche nella legge 517 del 1977 e che man mano ha assunto forme ed espressioni diverse in un costante processo evolutivo di miglioramento.
Oggetto della valutazione sono, appunto, le competenze; la prova scritta e orale degli esami è orientata a rendere evidente come affermava Grant Wiggins e come Mario Castoldi ha tradotto: “Non ciò che lo studente sa, ma ciò che sa fare, con ciò che sa”.
Il “sapere” si connette con il “fare “e le conoscenze si traducono in competenze, principio pedagogico che il Maestro Manzi aveva già adottato nella sua azione didattica, quando nel valutare i suoi studenti scriveva: “ Fa quel che può; quel che non può, non fa”, intrecciando conoscenze e competenze.
Il termine “conoscenze” come ha scritto Michele Pellerey, è “riferito ai fatti, alle idee acquisite attraverso lo studio, la ricerca, l’osservazione o l’esperienza e designa un insieme d’informazioni che sono state comprese”.
Le “competenze”, invece, si riferiscono alla capacità di rispondere a situazioni complesse, sono i traguardi delle abilità esercitate, dimostrano la capacità di applicazione delle conoscenze nella sfera pratica e coinvolgono diversi ambiti disciplinari.
Proprio per questa specifica caratteristica non possono essere quantificate con un voto numerico, ma richiedono una descrizione analitica e puntuale, in relazione al lavoro effettivamente svolto.
Già con la circolare n.51 del 20 maggio 2009 le scuole sono state coinvolte nel lavoro di sperimentazione delle ”certificazioni delle competenze” e, oggi, dopo 12 anni, si fatica ancora a cogliere l’essenza della valutazione delle competenze, “unità di misura del curricolo” che prende in esame non solo le nozioni, ma anche la capacità di generalizzare, trasferire e utilizzare le conoscenze acquisita nei contesti reali.
 
Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Venerdì, 26 febbraio 2021 08:00:00 (721 letture)

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Vi racconto ...: Povertà, emergenza, e responsabilità educativa
Redazione
“Autonomia, lotta alla povertà educativa e alla dispersione scolastica, la persona al centro dello sviluppo” sono queste le parole del nuovo Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, tratte dal libro “Nello specchio della scuola”, edito da 'Il Mulino' e pubblicato nei mesi scorsi, quasi “manifesto” dell’innovazione scolastica che il nuovo Governo, presieduto da Mario Draghi intende mettere in atto realizzando una nuova politica scolastica.
Correlare politica e educazione significa porre al centro la questione generazionale di responsabilità verso il futuro. Educare, infatti, è sempre un accompagnare, guidare, prendersi cura degli studenti e orientarli al futuro e alla realizzazione del progetto di vita, unico e originale per ciascuno.
E’ da rilevare che l’emergenza educativa, da qualche tempo evidenziata nei diversi settori e ambiti, si presenta oggi come una vera “catastrofe educativa”, che Papa Francesco definisce comeuno dei mali più drammatici del tempo che viviamo “e “davanti alla quale non si può rimanere inerti, per il bene delle future generazioni e dell’intera società”. Nel discorso ai membri del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede,   il Papa  ha dichiarato: «La pandemia, che ci ha costretto a lunghi mesi d’isolamento e spesso di solitudine, ha fatto emergere la necessità che ogni persona ha di avere rapporti umani. Penso anzitutto agli studenti, che non sono potuti andare regolarmente a scuola o all’università».

Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Mercoledì, 24 febbraio 2021 09:00:00 (1062 letture)

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Vi racconto ...: La pubblica amministrazione sul sentiero dell’innovazione digitale verso un nuovo umanesimo. Scuola di Formazione politica Futurlab
Associazioni
22_02_01 Intitolata “Rivoluzione digitale e Pubblica Amministrazione” la quinta lezione del corso di “Formazione politica per il bene comune”, organizzata dalla “Fondazione per la Sussidiarietà” e dall’Associazione “Futurlab”, con il patrocinio dell’Assessorato all’Economia della Regione Siciliana, ha avuto luogo nel Webinar del 19 febbraio.
Nell’introduzione il presidente di Futurlab, Antonio La Ferrara, ha predisposto l’attento pubblico, anche di studenti, a meglio comprendere la complessità del tema “che prende le mosse non da concetti astratti, bensì dalle esperienze dirette dei relatori”.
Il saluto introduttivo del Sindaco di Catania, Salvo Pogliese e del Prof. Antonio Terrasi, in rappresentanza del Magnifico Rettore dell’Università di Catania, ha dato all’evento una valenza istituzionale di servizio formativo di grande spessore per contribuire a costruire un’intensa coscienza civica ed una responsabilità personale nel saper cogliere nell’innovazione tecnologica e digitale le opportunità migliorative del vivere civile e di avvicinare la Pubblica Amministrazione al cittadino.

Giuseppe Adernò

 
Postato da Andrea Oliva Lunedì, 22 febbraio 2021 08:00:00 (905 letture)

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Vi racconto ...: Premier Draghi, i giovani e la scuola. Duc in altum – verso un muovo cammino
Redazione
E’ stato veramente magistrale il discorso che il Prof. Mario Draghi, visibilmente commosso, ha pronunziato nell’aula di Palazzo Madama, sede del Senato della Repubblica. I 21 applausi che hanno scandito il discorso testimoniano l’ampia condivisione da parte dei Senatori dei diversi schieramenti partitici.
Credo che sia stata scritta oggi una  bella pagina di storia! Parole nuove, sguardo prospettico, orizzonti, mete e traguardi ben definiti con date e obiettivi chiari.
Il terzo governo della legislatura non poggia su alchimie politiche, ma sui valori dell’Unità che non è un’opzione, bensì un dovere, e scaturisce dall’amore per l’Italia, che rende la politica viva e dinamica nella ricerca del miglior bene degli italiani.
 Il Presidente Draghi ha riservato grande attenzione ai giovani, al capitale umano, e all’impegno di lasciare loro un’eredità migliore e di maggiore efficienza con un servizio scolastico di qualità.
“Nella speranza che i giovani italiani che prenderanno il nostro posto, ci ringrazino per il nostro lavoro e non abbiano di che rimproverarci per il nostro egoismo”.
Nel paragrafo dedicato alla scuola, il Presidente Draghi ha sollecitato di “tornare rapidamente a un orario scolastico normale “ ed “il ritorno a scuola deve avvenire in sicurezza”. Occorre “recuperare le ore di didattica in presenza perse lo scorso anno, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno in cui la didattica a distanza ha incontrato maggiori difficoltà”.

Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Giovedì, 18 febbraio 2021 12:00:00 (580 letture)

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Vi racconto ...: I vecchi banchi dalla Sicilia al Senegal
Redazione
Il primo febbraio è partito dal porto di  Catania, destinazione  Dakar, il container dei vecchi banchi scolastici biposto delle scuole delle province di Catania ed Enna.
Sono i banchi in buone condizioni sostituiti da quelli monoposto arrivati  dal Ministero in tutte le scuole a seguito dell’emergenza Covid-19.
L’iniziativa promossa dall’Associazione Don Bosco 2000 si inserisce nel progetto di cooperazione allo sviluppo “migrazione circolare” attivato dal 2016 nel Senegal.
Insieme ai banchi sono stati spediti anche dei Kit didattici e materiali di studio, raccolti tra gli studenti in occasione del Natale e dell’Epifania.
Destinatari di questo dono sono i ragazzi dei villaggi nella regione di Tambacounda nel Sud del Senegal.
 Tre “S”: Sicilia e Senegal s’intrecciano nel vicolo della Solidarietà.
 
Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Martedì, 16 febbraio 2021 08:10:00 (784 letture)

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Vi racconto ...: 84 mila euro nel ripostiglio di una scuola con 560 banchi a rotelle inutilizzati
Redazione
La televisione “Padova Telenuovo” ha scoperto che nella città veneta più di 560 banchi monoposto a rotelle, per un valore di 84mila euro rimasti inutilizzati.
Respinti dai dirigenti scolastici, forse saranno “nei paesi del terzo mondo”, evitando loro l’ultimo viaggio verso la via del macero.
L’ex ministra della Pubblica Istruzione Lucia Azzolina ha difeso la scelta fatta per l’acquisto dei banchi monoposto a rotelle, mai valorizzati, perché avrebbero dovuto“ contribuire a ridurre i contagi nelle scuole”, mentre, era in atto la didattica a distanza in quasi tutte le Regioni italiane.
Il distanziamento sociale durante le lezioni è costato circa 400 milioni di euro, soldi pubblici, sul consistente ordine di 430 mila banchi del super commissario Domenico Arcuri “per banchi non a norma”, come ha dichiarato il presidente dell’azienda produttrice di arredi scolastici Vastarredo.
 
Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Martedì, 16 febbraio 2021 08:05:00 (702 letture)

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Vi racconto ...: Investire per la scuola come in Cina
Redazione
Il nuovo Ministro Patrizio Bianchi in una recente intervista, ancor prima di essere nominato, ha dichiarato che la scuola necessita di “rilancio” per divenire effettivamente “perno dello sviluppo del Paese”.
Egli stesso ha posto alcune domande precise: “Quanto incide la scuola su crescita ed economia?. Perché l’Italia è il paese d’Europa con i più bassi livelli d’istruzione, i più alti tassi di dispersione scolastica e il più alto numero di NEET?” ed ha  constatato come,  mentre nelle altre Nazioni europee viene assegnato come investimento per l’istruzione il 10-11% della spesa pubblica, in Italia si arriva appena al 7%. Adesso occorre dare risposte e intraprendere una nuova strada.
Leggendo i giornali si apprende che in Cina, il Consiglio di Stato, che comprende 26 dipartimenti a livello di gabinetto, inclusi 21 ministeri, e la Banca popolare cinese ha assegnato all’istruzione 66 miliardi e l’istruzione è il dipartimento in cui Pechino investe di più.

Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Martedì, 16 febbraio 2021 08:00:00 (1569 letture)

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Vi racconto ...: Onlus Turrisi Colonna - Omaggio a SANT’AGATA
Redazione
Mentre ancora si respira nell’aria l’odore della festa di S Agata che quest’anno è stata inusuale “straordinaria” interamente social celebrata nel silenzio, a porte chiuse, senza le tradizionali processioni e manifestazioni cittadine, l’associazione Onlus “ Giuseppina Turrisi Colonna” ha promosso, domenica 7 febbraio, un Webinar sul tema: “Omaggio a Sant’Agata”.
Dopo i saluti introduttivi della presidente Anna Maria Di Falco ha preso la parola l’Assessore comunale alla cultura Barbara Mirabella, in rappresentanza del sindaco Salvo Pogliese ed ha espresso il plauso dell’Amministrazione per la lodevole iniziativa e per l’attenzione che l’Onlus dedica ai giovani, comunicando fra l’altro che proprio ieri ha ricevuto dal Sindaco la delega per le politiche giovanili.
Anche il Presidente del Consiglio comunale, Giuseppe Castiglione si è complimentato ed ha portato la sua testimonianza di cittadino e devoto che quest’anno non ha potuto condividere con il “popolo di Sant’Agata” l’entusiasmo della festa per la pandemia. Ha comunicato ai presenti che il Consiglio comunale ha deliberato la costituzione di una commissione comunale per la festa di S Agata con la rappresentanza di tutte le forze politiche della Città.
 
Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Martedì, 09 febbraio 2021 17:00:00 (1578 letture)

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Vi racconto ...: Nella scuola Primaria SCRUTINI E SCHEDE SENZA VOTI
Redazione
Sono lunghi e interminabili i pomeriggi on-line per le riunioni degli scrutini di fine quadrimestre nelle scuole primarie.
Le Linee guida per la valutazione senza voti, ma con giudizi, sono state lette, rilette, commentate e forse non da tutti ben comprese.  La preposizione “senza” non va intesa in termine di privazione, bensì di formulazione alternativa, coerente ai principi della didattica per competenze che necessitano di essere descritte in maniera puntuale e coerente.
La cultura della valutazione scolastica ha subìto negli anni diverse modificazioni e adattamenti, apportando criteri innovativi nella ”Scheda  di Valutazione” che un tempo si chiamava “Pagella”, temine ancora in uso nel linguaggio ordinario e sono stati modificati i livelli di valutazione che adesso sono formulati con le seguenti espressioni: “In via di acquisizione – livello base – livello intermedio – livello avanzato”. 
Tale innovazione stenta a modificare il criterio radicato del voto e pertanto i livelli proposti in alcune scuole sono stati, erroneamente, assimilati ad una comparazione livello-voto come appare da questa tabella
 
LIVELLO 1.
IN VIA DI PRIMA ACQUISIZIONE

(INSUFFICIENTE)
LIVELLO 2.
   LIVELLO BASE


6
LIVELLO 3.
LIVELLO INTERMEDIO


7/8
LIVELLO 4.
LIVELLO AVANZATO


9/10
 
Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Lunedì, 08 febbraio 2021 08:00:00 (1582 letture)

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Vi racconto ...: Sant’Agata senza Sant’Agata
Redazione
Per i catanesi l’anno solare e sociale è scandito dalla classificazione temporale: “prima  di Sant’Agata”; “dopo la festa di Sant’Agata”.
 Quest’anno a causa della pandemia la festa  solenne di Sant’Agata non ci sarà e la preposizione “senza” ne esprime, appunto, la mancanza, introducendo il complemento di privazione della visione diretta dal Busto reliquario, del contatto ispirato a devozione con la Santa Patrona.
In città in questi giorni non si respira l’aria di festa, le luminarie nelle vie principali del percorso agatino, le numerose bancarelle di dolci e profumi, l’armonia delle candelore nei quartieri in preparazione ai giorni festosi del triduo solenne.
Non usciranno le due caratteristiche “carrozze del Senato” che introducono la solenne processione dell’offerta della cera, non ci saranno i caratteristici fuochi d’artificio della “sera del tre febbraio”, tutti appuntamenti che nel tempo hanno scolpito la solennità della festa, classificata come la terza mondiale per importanza e partecipazione di popolo.
Le funzioni religiose si svolgeranno a porte chiuse e saranno trasmesse in streaming e i devoti da casa vedranno soltanto le immagini televisive della Vergine martire che dal cielo continua a proteggere la sua Città.
I devoti seguiranno la festa con  spirito di raccoglimento e di preghiera, che  renderà la casa “ piccola chiesa” riunita davanti la TV, sforzandosi di cercare l’essenziale ed il vero significato della festa: incontro con il sacro, e questa volta in modo spirituale e virtuale, senza manifestazioni devozionali esteriori, senza candele, fiori e processioni.
“La pandemia di Covid-19 ha smascherato le nostre vulnerabilità, le false e superflue sicurezze, su cui abbiamo costruito progetti, abitudini ed effimere priorità” si legge nel messaggio dell’Arcivescovo.
 
Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Mercoledì, 03 febbraio 2021 08:59:31 (1567 letture)

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Vi racconto ...: Conoscere e incontrare chi ha donato gli organi. Problema di civiltà
Redazione
Pubblichiamo una lettera di Mister Reginald Green, papà del piccolo Nicholas Green, ucciso dalla malavita calabrese 25 anni fa. Gli organi del piccolo americano sono stati trapiantati  a sette cittadini italiani e cinque sono ancora vivi.
Le famiglie dei donatori non riescono così a sapere neanche se i riceventi degli organi della persona amata sono ancora vivi. E i riceventi non possono neanche ringraziare coloro che li hanno salvati quando nessun altro altrimenti era in grado di farlo.
Si attende una legge che consenti  chi ha ricevuto un organo   la possibilità di  conoscere e incontrare   i familiari di chi li ha donati.
“La liberalizzazione dei contatti tra riceventi e donatori è un gesto di umanità e civiltà, un atto doveroso, che deve trovare la giusta collocazione in una modifica della   legge 91 del  1999 che impedisce al personale sanitario di divulgare qualsiasi informazione sia riguardo i donatori di organi che i loro riceventi.
 Questa battaglia si può e si deve portare avanti”.
 Il 4 Febbraio sarà il 26esimo anniversario di quando mia moglie Maggie ed io incontrammo per la prima volta sei delle sette persone le cui vite erano state trasformate quando avevano ricevuto gli organi e le cornee di mio figlio Nicholas Green di sette anni. Nicholas, un bambino americano, era stato colpito e ucciso da un proiettile quattro mesi prima durante una rapina andata male lungo l’autostrada Salerno-Reggio Calabria, mentre la nostra famiglia era in vacanza. Il settimo ricevente stava bene ma stava ancora ristabilendosi in ospedale.

Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Lunedì, 01 febbraio 2021 15:05:00 (1695 letture)

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Vi racconto ...: Il Generale di Corpo d'Armata della Guardia di Finanza, Carmine Lopez, presidente onorario del Parlamento della legalità ha inviato un nessaggio ai giovani del Parlamento della Legalità e ai Ragazzi Sindaci
Redazione
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E' la voce di un uomo delle Istituzione che crede ai valori e accompagna il percorso formativo degli studenti che si preparano a costruire un mondo migliore.


redazione@aetnanet.org

Postato da Andrea Oliva Lunedì, 01 febbraio 2021 15:00:00 (601 letture)

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Vi racconto ...: Il Conte di Cagliostro. Una vita avventurosa, tra misteri, magie e alchimie
Redazione
Mi arrampicai perigliosamente fin lassù, sulla rocca di San Leo, per una stradina impervia e isolata, e per tutto il tempo della scalata non incontrai anima viva, solo silenzio e tanto caldo. Il forte è ubicato sulla cima d’una punta rocciosa che sovrasta un paesino e domina un immenso vallone solcato da un sottile corso d’acqua. Giunto davanti la muraglia, m’addentrai tra le sue possenti e alte mura, ornate, a tratti, da piccolissime fenditure, fin dentro il cuore dell’edificio. Sembrava un antico castello medievale, ch’era stato adattato a tetra prigione e ch’aveva ospitava, nel corso dei secoli, orde di briganti e malfattori d’ogni specie, che in quell’oscuro luogo scontavano vite immorale e violenta. Udivo, di tanto in tanto, urla e imprecazioni bestiali, e percepivo, quasi, la disperazione e la sofferenza dei condannati, che tracimavano con il loro alito dalle inferriate. Ogni minuto era interminabile e le giornate non passavano mai. Aiutato da alcune guardie, dall’aspetto truce, spettinati e malvestiti, che erano stati in precedenza informati del motivo della mia visita, m’accompagnarono dritto dritto, attraversando scale e cunicoli, stretti e freddi, fino al Pozzetto, come chiamavo la cella più buia e fredda dell’intera prigione. Là giaceva da quasi quattro anni il carcerato numero 2331: Giuseppe Balsamo, conte di Cagliostro. Erano le tre del pomeriggio, ma dentro c’era buio pesto. L’ordine emanato dalla Santa Inquisizione era tassativo: “Balsamo non deve parlare con nessuno, vedere nessuno, essere visto da nessuno!”. Non doveva neppure ricordare com’era la vita prima del carcere di San Leo. Solo un “lasciapassare pontificio”, che custodivo gelosamente, mi consentiva di visitare il detenuto. Mi diceva che non passava giorno che non si chiedeva quale errore aveva commesso, dove aveva sbagliato, quale passo falso aveva fatto. Balsamo voleva capire in quale momento, esattamente, la sua buona stella l’aveva abbandonato ed era incominciato per lui il precipizio, l’abisso, l’inizio della fine. Un’intera vita, la sua, tra ampolle e alchimie, intrugli e imbrogli, scommesse e prestiti, spassi e lazzi, sottane e mariti infuriati, scoperte segrete e formule magiche. Insomma, una vita oltre le righe!

Angelo Battiato
Postato da Angelo Battiato Domenica, 31 gennaio 2021 09:00:00 (2155 letture)

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Vi racconto ...: Padre La Placa, fondatore del Centro per Superdotati di Petralia Soprana. Sulle orme di Don Bosco e di Don Milani
Redazione
Padre Calogero La Placa, fondatore del centro studi per Superdotati d Petralia Soprana, il comune più alto delle Madonie, il 23 gennaio, alla vigilia della III Giornata Internazionale dell’Educazione, ha cessato la sua missione di Educatore, Padre Maestro dei giovani.
 Padre La Placa, nato il 18 giugno nel 1924 a Petralia Soprana, dopo gli studi in seminario a Cefalù, ordinato sacerdote il 27 marzo del 1948, ritorna a 24 anni come vice parroco nel suo paese natale e giovane e zelante sacerdote cominciò l’opera educativa per la realizzazione del suo progetto e del suo sogno: “valorizzare i talenti”.
 “Il Signore”. Egli diceva spesso, “ha dotato l’uomo di talenti ed è compito di ciascuno scoprire i propri talenti, sviluppare le potenzialità attraverso l’esercizio e la pratica di ricerca, di studio e di approfondimento e, quindi, tramutarle in competenze da renderle spendibili nella professione.
Girando tra le campagne e le fattorie delle Madonie Don Calogero cominciò a scoprire, come perle nascoste, delle belle intelligenze e quei ragazzi, se non opportunamente coltivati, sarebbero rimasti a lavorare nei campi.
Novello Don Bosco aprì a Petralia, in località “Cerasella” tra il 1967 e il 1975, un Centro studi per ragazzi “superdotati” che egli riusciva a scoprire dallo sguardo e dalla vivacità intellettiva, guardando tutti e “osservando ciascuno”, divenendo, quindi, maestro, educatore, consigliere e amico e poi anche Arciprete Parroco della Chiesa Madre dei Santi Pietro e Paolo, e guida spirituale dell’intera comunità di Petralia Soprana.

Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Mercoledì, 27 gennaio 2021 08:00:00 (895 letture)

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Vi racconto ...: Domenica 24 gennaio Giornata internazionale dell’Educazione
Redazione
Il 24 gennaio si celebra la  Giornata internazionale dell'educazione: una giornata proclamata nel 2019 dall'Assemblea generale delle Nazioni unite per riconoscere all'educazione la sua centralità per il benessere umano e lo sviluppo sostenibile.
 Il diritto all'educazione è sancito dall'articolo 26 della Dichiarazione universale dei diritti umani, che  sancisce il diritto a un'istruzione elementare gratuita e obbligatoria, come si legge nella Costituzione Italiana.
La Convenzione sui Diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, adottata nel 1989, si spinge oltre e stabilisce che i Paesi dovrebbero rendere l'istruzione superiore accessibile a tutti ed ecco la necessità di mobilitare volontà e risorse politiche per affrontare il problema della mancanza di accesso all'istruzione a livello globale.
La Giornata internazionale  è un’occasione importante per sottolineare il ruolo chiave dell’educazione nel dare alle persone le capacità, i valori e le conoscenze per costruire il loro futuro. L’educazione è anche alla base della crescita economica, la coesione sociale e promuove i nostri valori europei come la democrazia, l’uguaglianza.
L’educazione è un diritto umano per tutti e l’istruzione obbligatoria dovrebbe essere gratuita ovunque, dare beneficio a ciascun individuo e rafforzare il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali.
Già lo scorso anno ancor prima della diffusione del Coronavirus veniva registrato che 262 milioni di bambini e giovani non vanno a scuola, 617 milioni di bambini e adolescenti non sanno leggere.
 
Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Sabato, 23 gennaio 2021 11:58:40 (610 letture)

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Vi racconto ...: “Padre” e “Madre” parole cancellate. '' Sulla carta d'identità degli under 14 torna ''genitore 1'' e ''genitore 2''
Redazione
Nonostante la crisi  di governo, la pandemia, la mancanza di lavoro, la crisi  economica e sanitaria, le scuole chiuse e la didattica a distanza, nonostante l’aumento del numero delle famiglie in difficoltà, la Ministra degli Interni Luciana Lamorgese pone come priorità quella di: cancellare nella Carta d’identità, nei documenti e moduli scolastici degli under 14 la dicitura di “padre” e “madre” per ri-sostituirli con “genitore 1” e “genitore 2”.
In un momento difficilissimo per il Paese, il Ministro degli interni, ha ri-presentato un progetto ideologico atto a cancellare il concetto di maternità e paternità per sostituirlo con una sequenza numerica.
Questo intervento viene considerato come un ennesimo attacco alla famiglia e il tentativo con cui si vorrebbe negare il diritto di ogni bambino ad avere un padre ed una madre!
Giustificando questo intervento con l’espressione “ce lo chiede l'Europa!” la Ministra Lamorgese, dimostra di voler seguire l'ideologia gender e la volontà di negare la differenza tra uomo e donna, distruggendo il modello di famiglia naturale tutelato dalla Costituzione.

Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Sabato, 16 gennaio 2021 08:00:00 (830 letture)

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Vi racconto ...: Come sarà la festa di S. Agata?
Redazione
Molti se lo chiedono, e non si hanno informazioni.
Gli altri anni già prima di Natale il programma era pronto e le attività di preparazione impegnavano le giornate del mese di gennaio, in preparazione al grande evento della festa solenne
Nella vicina Acireale il comunicato stampa relativo alla solenne festa di San Sebastiano recita:
“La festa di quest'anno si svolgerà totalmente all'interno della Basilica, ma non per questo sarà meno intensa - - Ci sarà la possibilità di partecipare alle celebrazioni Eucaristiche, anche se si dovrà prenotare la partecipazione, pregare un istante dinanzi alla venerata immagine di San Sebastiano e accostarci al sacramento della Penitenza. Saremo tutti chiamati però a seguire con attenzione scrupolosa le regole e le normative per il contenimento dell'epidemia da Covid-19, per cui vi raccomandiamo di prendere visione delle prescrizioni riportate nel programma dei festeggiamenti e di attuarle con senso di responsabilità e di rispetto verso se stessi e verso gli altri”. 
Anche per Catania si potrebbe utilizzare la medesima modalità, esponendo il Busto reliquario  dal 3 al 7 gennaio  e consentire ai fedeli di esprimere con  la preghiera personale la devozione alla Santa Patrona.
L’incontro con Sant’Agata non può mancare per i catanesi e tale opportunità  prettamente religiosa non potrà essere negata ai fedeli, pur rispettando le norme di prevenzione dei contagi.
Incontrando  un amico, mi ha detto che ha sognato il Comm. Luigi Maina che si preparava alla festa di S Agata che per lui era la vita  ed entrando in Cattedrale sembrava di rivederlo nella sua sedia  in devota preghiera.
 
Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Giovedì, 07 gennaio 2021 08:00:00 (1834 letture)

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Vi racconto ...: ''PER NON DIMENTICARE GIUSEPPE DI MATTEO ''. Un’ora di lezione di Educazione Civica per ricordare, riflettere e capire.
Redazione
Sono trascorsi 25 anni della tragica morte del piccolo Giuseppe Di Matteo, sciolto nell’acido dai suoi carnefici, dopo 779 giorni di prigionia.
L’omicidio spietato è stato compiuto per punire il padre del piccolo Giuseppe, che era diventato collaboratore di giustizia.
Il Parlamento internazionale della legalità di Palermo e il suo presidente Nicolò Mannino hanno da sempre sensibilizzato gli studenti nel ricordo della tragedia, recandosi al "Giardino della Memoria " per posare un fiore su quel pozzo e sulla brandina arrugginita del casolare abbandonato dove il piccolo è stato tenuto prigioniero, è stato posto un angelo di porcellana, donati dagli studenti del Liceo di Bronte che raffigura un bambino con un giglio in mano.
La manifestazione: “Un fiore per Giuseppe”, avrà luogo lunedì 11 gennaio alle ore 10,30 e darà conforto alla mamma del piccolo, Franca Castellese, e a tutti i genitori delle vittime innocenti dalla criminalità mafiosa.
Quest’anno è stata proposta una significativa iniziativa che coinvolge tutte le scuole nel dedicare un’ora di lezione alla memoria del piccolo Giuseppe.

Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Giovedì, 07 gennaio 2021 07:55:00 (820 letture)

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Vi racconto ...: Il vocabolario del 2020 - Parole nuove sulla scia del Covid
Redazione
Sfogliando le pagine del vocabolario, che raccoglie le parole vecchie e nuove, ritroviamo come il 2020 l’ha arricchito di termini finora poco comuni, di sigle e d’innovazioni sociali e culturali che rimangono nella memoria.
Coma ha riportato Tuttoscuola nell’ABC ritroviamo la ministra Azzolina, i Banchi, e il Coronavirus.
L’intero anno 2020 è stato segnato dalla pandemia Covid-19, esplosa prima in Cina e diffusa in Italia nel primo focolaio di Vo’ Euganeo, e quindi in tutti i continenti ed ha comportato profonde innovazioni sociali di comportamento per il distanziamento fisico (che alcuni chiamano ancora sociale) e quindi la necessità dei banchi monoposto, banchi a rotelle, Didattica a distanza con le sigle DAD, DID, DDI, i Docenti “fragili” e i supplenti “Docenti Covid”.
 Il termine “da remoto” è entrato nel linguaggio della scuola, delle pubbliche amministrazioni, delle aziende, dove si lavora in Smart working.
Per la valutazione di fine anno sono stati attivati i PIA (piano d’integrazione degli apprendimenti) e per gli studenti con “debiti formativi” il consiglio di classe ha predisposto il PAI (piano degli apprendimenti individualizzati.
Anche gli esami sono stati svolti “a distanza”, come pure le lezioni universitarie e gli esami dei concorsi, compresa una speciale seconda prova scritta per il TFA sostegno, divenuta “prova pratica ma a distanza”.
E’ stata la stagione della "scuola diffusa", che si è svolta non nelle 45 mila sedi scolastiche ma nei 5 o 6 milioni di case dove vivono gli studenti, recuperando in parte le ore di lezione perse in presenza.

Giuseppe Adernò

Postato da Andrea Oliva Mercoledì, 30 dicembre 2020 15:00:00 (679 letture)

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Vi racconto ...: Primo anno della Ministra Lucia Azzolina
Redazione
Lo scorso anno, proprio in questi giorni all’indomani dell’approvazione della Legge di Bilancio, il Ministro dell’Istruzione e dell’Università (MIUR), Lorenzo Fioramonti, in linea di coerenza con i suoi principi e con la dichiarazione “Se non ci sono almeno tre miliardi per la scuola, mi dimetto” consegnava al premier Giuseppe Conte, la lettera di dimissioni.
Il presidente del Consiglio, salomonicamente decise di scorporare il Ministero: Lucia Azzolina, allora sottosegretario all’Istruzione, fu promossa a capo del Ministero della Scuola, (MI) mentre Gaetano Manfredi fu nominato Ministro dell’Università, della Ricerca Scientifica e Tecnologica. (MURST)
Non poteva mai aspettarsi, però, Lucia Azzolina, che il suo dicastero sarebbe finito al centro della più grave emergenza dal secondo dopoguerra: il Covid-19 ha sconvolto la scuola e ancora oggi si fa i conti con la pandemia.
E’ trascorso un anno e sembra quasi un secolo per tutti gli avvenimenti che hanno caratterizzato l’anno 2020, che ha prodotto profonde trasformazioni di relazioni e di comportamenti civili che rendono “diversa” la vita sociale, politica e culturale.
 “Ai posteri l’ardua sentenza”.

Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Lunedì, 28 dicembre 2020 08:00:00 (1706 letture)

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Vi racconto ...: AMBASCIATORI DELL’ EDUCAZIONE CIVICA. Prestigioso riconoscimento dell’UCIIM
Redazione
In occasione dell’incontro “Riflessioni sul Natale 2020” promosso dalla Sezione UCIIM (Unione Cattolica Docenti Educatori e Formatori) di Catania e realizzato in video conferenza, sono intervenute per gli auguri ai Soci nello spirito di fedeltà ai valori dell’UCIIM la presidente nazionale, Rosalba Candela e regionale Chiara di Prima.
 La prof. Maria Antonietta Baiamonte ha introdotto l’incontro, commentando la particolarità di questo Natale e lo status della scuola in questo particolare momento storico segnato dalla pandemia Covid-19.
Come ricorda Plinio Corrêa de Oliveira: “Se è vero che, in ogni epoca, il Santo Natale apre una schiarita di allegria e di pace nel duro affanno della vita quotidiana, ai giorni nostri la tregua natalizia assume un significato eccezionale perché equivale a un grande e universale sursum corda, proclamato a un’umanità tumultuata e sofferente, che s’inabissa acceleratamente nel caos della più completa dissoluzione morale e sociale”.
La centralità dell’azione educativa della scuola è orientata a una concreta applicazione dell’Educazione civica, che appunto come disciplina trasversale, coinvolge il processo formativo degli studenti come singoli e come gruppo.

redazione@aetnanet.org
Postato da Andrea Oliva Lunedì, 21 dicembre 2020 08:05:00 (1900 letture)

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Vi racconto ...: La politica va a scuola. Futurlab a servizio dei giovani
Redazione
Il futuro è dei giovani, ma serve una giusta formazione per vincere le sfide della complessità, dell’emergenza, della crisi che caratterizza questo particolare momento storico segnato dalla pandemia Covid-19.
La politica per definizione è ”la ricerca del bene comune” e i ragazzi lo sanno, i politici meno, si rivelano “impreparati e distratti”.
Per questo è nata la “Scuola di formazione politica per il bene comune”, apartitica, promossa dalla Fondazione per la Sussidiarietà in collaborazione con l’Associazione nazionale “Futurlab” che ha avuto origine a Catania.
Su tema: “Democrazia, sovranità popolare e decisione politica” in videoconferenza sono intervenuti, diversi relatori e, dopo il saluto istituzionale dell’assessore comunale Michele Cristaldi , ha preso la parola, il dirigente generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Francesco Tuffarelli, docente di Diritto all’Università Roma 3, il quale, su sollecitazione del giornalista moderatore, Giuseppe Di Fazio, ha spiegato agli studenti di quinto anno del Liceo “Cutelli” e del Liceo “Turrisi Colonna” e ai soci partecipanti di Futurlab l’interpretazione del termine “democrazia”, intesa non come “potere del popolo”, bensì spazio di condivisione che “dà la parola al popolo”, realtà multiforme di persone orientate alla civile convivenza.

Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Martedì, 15 dicembre 2020 08:00:00 (709 letture)

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Vi racconto ...: Diritti umani: giovedì 10 dicembre. Gli studenti “alfieri dei diritti”
Redazione
In occasione della Giornata mondiale dei diritti umani che ricorre il 10 dicembre, la scuola torna ad essere il punto di partenza per difendere i diritti umani.
A 72 anni dalla storica data, quando l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ha approvato la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (UDHR), il 10 dicembre 1948, si registra come ancora oggi molti Paesi vivono grandi violazioni dei diritti umani e la pandemia da Covid-19 ha ulteriormente peggiorato la situazione.
E’ utile e importante rileggere anche in DAD il documento fondamentale che proclama i trenta diritti inalienabili che appartengono a tutti gli esseri umani, “senza distinzione di razza, colore, religione, sesso, lingua, opinione politica”. Disponibile in più di 500 lingue, è il documento più tradotto al mondo.
L’idea dei Diritti Umani risale a tempi antichi, ma il concetto moderno emerse soltanto dopo la seconda Guerra Mondiale che ha ridotto le città in cumuli di macerie ed anche gli uomini si erano ridotti a macerie umane e con il genocidio degli ebrei era stata idolatrata la Morte e disprezzata la Vita. Bisognava riaffermare i valori dell’Umanità tradita e offesa.

Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Giovedì, 10 dicembre 2020 15:05:00 (646 letture)

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Vi racconto ...: La carriera di un avvocato che diventa onorevole, ministro e presidente. Enzo Randazzo racconta
Redazione
Il presidente Liccasarda è il politico nato nell'Italia degli anni Settanta, nelle lotte di bottega tra potentini locali e governanti illuminati.
Così lo racconta il preside Enzo Randazzo, scrittore versatile e sperimentalista, alla costante ricerca di un moderno senso di libertà intellettuale ed esistenziale.
Nella sfilata di maschere di cartapesta della politica italiana, l’Autore con un linguaggio fluido e incisivo ha voluto inserire l’avventura romanzata di un personaggio siciliano che si fa largo tra appalti, raccomandazioni e spintarelle per approdare, ammaccato, ma indenne al Parlamento ed occupare uno di quegli scranni dove sono passati eccellenti uomini politici dell'Italia contemporanea.
L’avvocato Roberto Liccasarda comunica ai suoi collaboratori di aver ricevuto una telefonata dalla Segreteria Regionale del Partito che intende candidarlo per le elezioni nazionali.
Ad una candidatura che all’inizio appariva riempitiva, senza alcuna possibilità di riuscita, segue un coinvolgimento generale dei giovani, degli amici, del parroco e all’insegna del rinnovamento, e mossi dal desiderio di elaborare nuovi progetti imbocca la via della carriera politica che apporta benefici e vantaggi a quanti collaborano fedelmente.
 Convinti che “senza crescente pane non se ne può impastare” Roberto da vero leader avvia la campagna elettorale e con trecento lire si comprano dodici olive essiccate e sette sardine salate, lavate, diliscate e immerse in olio, limone e senape, quindi divise con equità e precisione, “una per ciascuno a voialtri e due per me, che ho bisogno di più energia”, da qui il titolo di Onorevole Liccasarda (che nel romanzo diventerà Sottosegretario agli Interni, al Lavoro, Ministro del Turismo e spettacolo, Ministro dell’Interno e quindi designato come Presidente per formare un nuovo Governo) La data di partenza è il ventuno aprile del 1971.
 
Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Giovedì, 10 dicembre 2020 15:00:00 (753 letture)

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Vi racconto ...: Premiato con l'Ambrogino d'Oro il sogno di Suor Anna Monia Alfieri
Redazione
Sogno una scuola che dia ai ragazzi il coraggio della conoscenza” con queste espressioni Suor Anna Monia Alfieri, pugliese di nascita, milanese di adozione, legale rappresentante delle scuole Marcelline in Italia e membro della Consulta di Pastorale scolastica e del Consiglio Nazionale Scuola della CEI, ha condotto una decennale battaglia in favore delle scuole paritarie.
Il Comune di Milano il 7 dicembre le assegnerà il prestigioso riconoscimento civico dell’Ambrogino d’oro,
Premiando il suo impegno, la costanza, la tenacia nel sostenere i valori della scuola che lei considera un “ascensore sociale”, capace colmare i vuoti e le diversità dei livelli di partenza degli studenti.
Sogna “una scuola ti dà il coraggio di conoscere, come diceva Kant (“sapere aude”), e la conoscenza rende liberi da ogni costrizione, ideologica, politica, sociale e dagli stessi lacci del nostro pensiero limitato”.
Suor Anna Monia si batte contro i pregiudizi delle ideologie partitiche che considerano le paritarie “private” e scuole dei ricchi, mentre invece fanno parte del sistema scolastico nazionale e svolgono un servizio pubblico.
«Forse non tutti ricordano che le scuole cattoliche sono sorte nel Sud Italia per salvare i ragazzi dalla dispersione scolastica e, più avanti, per sottrarre i picciotti alla mafia», fa presente la religiosa ed aggiunge: «Ci sono sì, le grandi scuole dalle rette inarrivabili, che sono appannaggio dei ricchi, ma quelle non hanno bisogno di essere salvate, perché ci sarà sempre chi potrà permettersele. Quelle che rischiano di chiudere, più che mai ora, in epoca di Covid, sono le scuole paritarie delle periferie e del Sud Italia, quelle dalle rette che non superano i 4000 euro annui. Quelle che permettono anche alle famiglie modeste una libera scelta».
 
Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Lunedì, 07 dicembre 2020 00:31:13 (791 letture)

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Vi racconto ...: 50 anni di divorzio. Fu vera conquista di civiltà?
Redazione
Sono trascorsi cinquant’anni dal 1° dicembre 1970 quando con la Legge n.898 “Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio”, entrata in vigore il 18 dicembre 1970, è stato introdotto in Italia il divorzio, salutato come conquista di civiltà e segno di progresso della società italiana.
Agli inizi dell’Ottocento con il Codice Napoleonico era consentito di sciogliere i matrimoni civili, ma la legge era molto complicata da applicare. Nel 1902 il Governo Zanardelli elaborò una proposta di riforma che però non fu mai approvata. Il deputato socialista Loris Fortuna nell’ottobre 1965 presentò una prima proposta di legge sui “Casi di scioglimento del matrimonio” che animò un acceso dibattito e contrasti ideologici tra laici e cattolici, sostenitori dell’indissolubilità.
Si costituì la Lega per l’Istituzione del Divorzio (LID) guidata dal partito radicale di Marco Pannella che nel dicembre del 1969 attivava lo sciopero della fame ad oltranza assieme a Roberto Cicciomessere.
 La legge fu riproposta e integrata con alcuni emendamenti del senatore liberale Antonio Baslini e venne discussa da ottobre a dicembre 1970 alla Camera dei Deputati e al Senato, fino ad arrivare alla data del 1° Dicembre, quando con 319 “Sì” e 286 “No”, fu approvata col nome: di “Legge Fortuna -Baslini”.
                                                                                                                    
Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Giovedì, 03 dicembre 2020 16:44:29 (1997 letture)

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Vi racconto ...: Salviamo la stretta di mano
Redazione

Tra le privazioni più difficili da accettare, durante questo lungo periodo di “privazioni”, è l’astensione dal contatto fisico amicale che consente, soprattutto ai giovani, di trasmettere sentimenti di amicizia e di condivisione anche quando le parole non sanno o non possono farlo.

Ora il distanziamento ci impedisce l’abbraccio: è comprensibile il rischio ed è auspicabile la prudenza da parte delle persone “consapevoli”, ed è consequenziale che questo generi sofferenza nel momento in cui non si può o non si sa ricorrere alle parole.

Per i giovani, che preferiscono un approccio comunicativo più totale, plateale, esuberante è comprensibile che l’abbraccio sia visto come l’unico strumento di “comunicazione”, ma dovendo “rinunziare” all’abbraccio, per chi lo volesse -giovane, adulto o anziano- perché non consentire la stretta di mano, sia pure con la protezione di guanti in pvc!... Forse non sarebbe “bello da vedere”, ma questo non sarebbe l’essenziale: “L’essenziale è invisibile agli occhi” dice il Piccolo Principe nel suo viaggio sul Pianeta Terra, e l’essenziale della stretta di mano non sta nella platealità, ma nel suo tempo e nella sua intensità.

 

Enza Grecuzzo
Postato da Andrea Oliva Martedì, 01 dicembre 2020 10:52:26 (2033 letture)

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Vi racconto ...: “UOMINI NUOVI” PENSANO LE DONNE Sfogliando il libro di Tiziana Ferrario
Redazione
All’articolata scansione formulata da Leonardo Sciascia nel definire le categorie sociali e comportamentali degli uomini.

La giornalista Rai, Tiziana Ferrario,  nel volume “Uomini, è ora di giocare senza falli”, scritto durante il lockdown,  ha classificato la tipologia caratteriale del maschilista, analizzandola negli atteggiamenti subdoli o violenti manifestati in famiglia o nelle variegate attività professionali. C’è il maschilista inconsapevole (che non sa di esserlo), il silente (che preferisce cambiare discorso), l'infastidito (che trova le donne esagerate nelle loro rivendicazioni), l'indifferente (che proprio se ne frega dell'argomento) e ci sono anche i maschilisti “asintomatici” e “planetari”.
Con sagace ironia, ma con una critica e attenta lettura del presente, la giornalista elenca anche le “donne maschiliste” che non fanno squadra con le altre donne ed hanno sempre bisogno di un referente uomo e fotografa uno spaccato di società costruita sul modello patriarcale e maschilista in ogni suo ambito, dalla politica allo sport, all'istruzione, alla scienza, allo spettacolo, al giornalismo e all'editoria.

Giuseppe Adernò


Postato da Andrea Oliva Sabato, 28 novembre 2020 09:18:23 (861 letture)

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Vi racconto ...: NELLA SCUOLA TORNA LA PAROLA EDUCAZIONE. Passaporto per i diritti, fedeltà ai doveri. Webinar dalla scuola “San Biagio” di Vittoria
Redazione
Nella ricorrenza storica della Giornata Internazionale dei diritti dell’Infanzia più di cento docenti educatori di Vittoria, Ragusa, Catania, S Venerina, Treviso e Zevio, in provincia di Verona hanno partecipato al Webinar promosso dall’Istituto comprensivo “San Biagio” di Vittoria, sul tema “L’insegnamento dell’Educazione Civica Passaporto per i diritti” con il coordinamento della prof.ssa Adriana Minardi.
Dopo il saluto istituzionale della dirigente dell’Istituto San Biagio, Giuseppina Spataro, è intervenuto il commissario straordinario di Vittoria, Prefetto Filippo Dispenza, il quale ha condiviso l’impegno delle istituzioni nel dare priorità e attenzione alle problematiche riguardanti i minori e l’azione educativa della scuola che intreccia diritti e dover, come recita l’art.54 della Costituzione.
Le Soroptimiste Rina Florulli, vice presidente nazionale e Valeria Sanzone, presidente di Vittoria insieme al presidente del Rotary di Vittoria, Salvatore Cirignotta, hanno plaudito all’iniziativa e condiviso le finalità dell’evento formativo per i docenti e per un rilancio efficace dell’azione educativa in vista di un “nuovo e radicale modo di stare nel mondo”.
Con dettagliata precisione la dirigente dell’USP di Ragusa, Viviana Assenza, ha presentato “I nuovi scenari dell’Educazione Civica”, illustrando le Linee guida della Legge 92/2019, soffermandosi sulla cittadinanza digitale che impegna la scuola ad un nuovo percorso educativo nel corretto e responsabile uso d’internet e dei media.

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Postato da Andrea Oliva Domenica, 22 novembre 2020 08:05:00 (1148 letture)

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Vi racconto ...: Ambrogino d'oro 2020. Tra i premiati Suor Anna Monia Alfieri e il prof. Giorgio Vittadini
Redazione
Ogni anno il Comune di Milano assegna 15 medaglie d'oro e 20 attestati di benemerenza civica a cittadini che sono distinti per particolari meriti
Un riconoscimento particolare, da tutti condiviso, è una grande medaglia d’oro alla memoria degli operatori sanitari morti nello svolgimento del loro lavoro per fronteggiare la pandemia del Covid. Milano dice un grazie collettivo gli "eroi" che hanno compiuto fino in fondo il loro dovere di medici, infermieri, operatori della sanità, che hanno combattuto in prima linea l’epidemia.
Quest’anno nell’elenco dei premiati in ordine alfabetico al primo posto figura suor Anna Monia Alfieri, presidente dell'Istituto Marcelline, paladina delle scuole paritarie, zelante sostenitrice di Autonomia, Parità scolastica e Libertà di scelta educativa”.

 Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Giovedì, 19 novembre 2020 08:00:00 (712 letture)

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Vi racconto ...: “Scintille Dantesche” Diario inedito del Beato Gabriele Maria Allegra. Un contributo letterario da San Giovanni La Punta
Redazione
In preparazione alle celebrazioni del VII centenario della morte di Dante è tornato alla luce il volume di Padre Gabriele Maria  Allegra:Scintille dantesche Antologia dai diari”
Edito da Edizioni Dehoniane di Bologna a cura di Anna Maria Chiavacci Leonardi e Francesco Santi, come si legge nel piego del testo: “Dal 1 gennaio al 31 dicembre del 1965 e dal 1 gennaio al 16 dicembre del 1967, il francescano Gabriele Maria Allegra, dalla Sicilia, (nato a San Giovanni La Punta in provincia di Catania) missionario in Cina, con l’incarico di tradurre la Bibbia in lingua cinese, compose due diari danteschi, intitolando il primo, semplicemente, VII centenario dantesco A.D. 1965 e il secondo Scintille dantesche A.D. 1967.
I due quaderni sono rimasti inediti fino al 2011 e documentano l’attività culturale del grande francescano che ha tradotto la Bibbia in lingua cinese e nelle sue lezioni leggeva e commentava la Divina Commedia, testi che egli portava sempre con sé in un’edizione tascabile e come attesta il biografo Umberto Castagna nel volume " La parola è seme " era un appassionato di Dante e, conosceva la Divina Commedia a memoria.
 
Giuseppe Adernò

Postato da Andrea Oliva Mercoledì, 18 novembre 2020 08:00:00 (971 letture)

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Vi racconto ...: L’intelligenza artificiale. Sfida del terzo millennio. Rotary, Uciim e Ucsi per un cammino insieme
Redazione
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L’intelligenza artificiale è alla base del cambiamento di epoca che stiamo vivendo e la robotica può rendere possibile un mondo migliore se proiettata verso il bene comune.
Su questa emergenza sociale, che diventa la sfida del terzo millennio, anche Papa Francesco ha formulato una speciale intenzione di preghiera in considerazione che il progresso tecnologico, pur apportando notevoli benefici a volte aumenta le diseguaglianze.
“Preghiamo affinché il progresso della robotica e dell’intelligenza artificiale sia sempre al servizio dell’essere umano e “sia  umano”.
 Sulla necessità di un approccio etico all’intelligenza artificiale è stata organizzata dalla sezione UCIIM di Misterbianco una conferenza educativa con collegamento on-line, alla quale sono intervenuti come relatori il dott. Nino Prestipino sul tema Rome call for AI Etichs”, i  professori Marco Pappalardo e Alfredo Petralia, autori del volume “Educarsi ad educare al Web 30+1 riflessioni, consigli e idee per tutti”: studenti, docenti e genitori.
 In apertura hanno espresso apprezzamenti per l’iniziativa la presidente nazionale UCIIM, Rosalba Candela; la presidente regionale, Chiara Di Prima; della sezione di Misterbianco Letizia Spampinato e di Tremestieri, Agata Pennisi.
 
Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Martedì, 10 novembre 2020 08:00:00 (733 letture)

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Vi racconto ...: Pier Paolo Pasolini, la poetica del corpo, le nuvole e i 'ragazzi di vita'. Un’intervista possibile
Redazione
L’appuntamento era fissato per le ore 20.00, in un piccolo ristorante della periferia di Roma, dove il poeta, di solito, andava a cenare. Era un luogo appartato, in una zona della città che più amava, frequentato dai suoi amici, i “ragazzi di vita”, come lui li chiamava. Ed era stato proprio uno di quei ragazzi che m’avevo fissato l’appuntamento con Pierpaolo Pasolini, per quel sabato sera. E ricordo che quel ragazzo, che conosceva bene le abitudini e gli impegni del poeta, mi raccomandò, per evitare disguidi e imprevisti, di arrivare puntale all’incontro. Forse il giovane aveva intuito che ci tenevo particolarmente ad incontrare e parlare con Pasolini. Così quella sera, sabato 1 novembre 1975, alle 20 in punto arrivai nel locale, mi sedetti, presi qualcosa per ingannare il tempo, ed aspettai un bel po’, poi verso le dieci, dopo aver sentito all’esterno il rumore d’una macchina, entrò nella piccola sala della trattoria Pier Paolo Pasolini. Aveva un sorriso pallido, con un’aria di chi cercava qualcosa o qualcuno, sembrava avere fretta. Dal suo saluto capii che già conosceva tutti gli avventori e che era un assiduo frequentatore di quel luogo, soprattutto, in quelle ore notturne. Mi sembrò di capire che quella sera non aveva tanta voglia di mangiare, ricordo che prese solamente un piatto di spaghetti aglio e olio e un po’ di vino rosso, sembrava quasi che avesse fretta d’andar via, che cercasse, che volesse incontrare qualcuno.

Angelo Battiato
Postato da Angelo Battiato Lunedì, 02 novembre 2020 06:00:00 (894 letture)

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Vi racconto ...: Je suis enseignant – Siamo tutti insegnanti
Redazione
Samuel Paty , 47 anni, padre di due bambini, era un insegnante di storia e geografia alla Scuola media di Conflans-Sainte-Honorine, nel nord di Parigi.
Venerdì 16 ottobre, con un gesto premeditato e preparato su istigazione di alcuni adulti, è stato ucciso in modo orribile, decapitato, da un suo allievo perché aveva mostrato in classe le vignette di Charlie Hebdo sul grande profeta Maometto.
Non è assurdo che al giorno d’oggi una persona, in Francia o in un altro Paese europeo, possa morire per la libertà? Si chiede Pietro Polito e se lo chiedono tutti gli uomini ben pensanti.
Nell’era del Covid, sotto l’ombra nera del contagio che miete innumerevoli vittime, si può morire anche per la Libertà di opinione e di stampa.
Il Presidente Macron ha commentato a caldo quest’orrendo assassinio, dicendo che l’insegnante è stato ucciso “perché insegnava la libertà di credere e non credere”.
Paty, che amava il suo mestiere, inteso come professione perché “credeva a quel che faceva”, ha avuto il “il coraggio di insegnare la libertà”.

Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Venerdì, 23 ottobre 2020 08:00:00 (948 letture)

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Vi racconto ...: Le Suore Serve della Divina Provvidenza, di Catania offrono al Papa una casa d’accoglienza per rifugiati
Redazione
La prima Comunità religiosa che ha risposto all’invito di Papa Francesco, il quale nell’Enciclica “Fratelli tutti” ha evidenziato la necessità di preparare un’adeguata accoglienza ai migranti che fuggono da guerre, persecuzioni e catastrofi naturali, è stata la Congregazione delle Suore Serve della Divina Provvidenza di Catania. Con spirito di servizio e di generosità, attraverso l’Elemosineria Apostolica, le Suore fondate nel 1921 dalla catanese Madre Maria Marletta, in coerenza al carisma di “accogliere i più bisognosi nelle “case famiglia”, hanno deciso di offrire a Papa Francesco, in comodato d’uso gratuito, il loro stabile in via della Pisana a Roma. La palazzina, che porta il nome di Villa Serena, diventerà una casa d’accoglienza per rifugiati, in particolare per donne sole, donne con minori, famiglie in stato di vulnerabilità, che giungono in Italia con i Corridoi Umanitari. La struttura potrà ospitare fino a sessanta persone e avrà principalmente lo scopo di accogliere i rifugiati nei primi mesi dopo il loro arrivo, per poi accompagnarli in percorsi di autonomia lavorativa e di alloggio. La casa d’accoglienza è stata affidata alla Comunità di Sant’Egidio, che sin dal 2015 ha aperto i corridoi umanitari per rifugiati siriani, africani, e provenienti dall’isola di Lesbo. Il cardinale Krajewski, Elemosiniere del Papa, ha elogiato «il grande atto di generosità e solidarietà delle Suore Serve della Divina Provvidenza di Catania».

Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Lunedì, 19 ottobre 2020 08:05:00 (1089 letture)

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Vi racconto ...: Pennino d’oro al preside Adernò
Redazione
Nella splendida sala della Biblioteca Comunale  “Giambattista Nicolosi” di Paternò, con la partecipazione del Sindaco,  Antonino Naso, dell’Assessore all’Istruzione , delle presidenti della Fidapa di Catania e di Paternò, della rappresentante della Città Metropolitana, del Parroco della Chiesa di S Barbara, del Vicario foraneo, delle  Autorità  militari  e civili è stato consegnato al preside Giuseppe Adernò il premio Pennino d’oro.
L’iniziativa  è stata promossa dall’Associazione di promozione sociale “ Ideali di giustizia e verità” e la presidente Carmen Privitera ha riservato parole di ammirazione e di stima per l’impegno sociale e culturale svolto dal preside Adernò negli anni di lodevole  servizio dedicati alla formazione degli studenti, e allo viluppo di una cittadinanza attiva e responsabile con l’ideazione del progetto del Consiglio comunale dei Ragazzi, considerando la scuola come “piccola città”.
L’attività giornalistica come pubblicista, continua ad impegnarlo in un servizio di promozione culturale nel rispetto della persona umana, della  verità, della giustizia  e della difesa dei valori umani e cristiani.
Il premio, nella sua prima edizione,  è stata consegnato nell’ambito della presentazione del volume dedicato a “Santa Barbara -Luce e coraggio  di  chi ama” che la scrittrice catanese Carmen Privitera ha donato al Comune di Paternò  ed al termine della manifestazione a Lei è stata assegnato un diploma di “cittadinanza onoraria”.
 La cerimonia,  che si è svolta nel rispetto delle norme di prevenzione Covid -19 è stata coordinata del Cav.  Francesco Tartareso, intermezzata dall’esecuzione di brani musicali  eseguiti dal tenore Di Paola.

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Postato da Andrea Oliva Giovedì, 08 ottobre 2020 07:05:00 (738 letture)

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Vi racconto ...: Primo anniversario di Mons. Gaetano Zito
Redazione
E’ trascorso un anno dalla prematura scomparsa di Mons Gaetano Zito e in Città si rivivono le emozioni di quel solenne funerale con un cardinale, 13 Vescovi, numerosi sacerdoti,   fedeli,  studenti, amici, rappresentanti di associazioni , gruppi ecclesiali, università, centri culturali,  comunità religiose,
Forse l’ultimo grande evento  celebrato nella Cattedrale di Catania prima della pandemia del coronavirus.
Giovedì 8 ottobre sarà celebrata in Cattedrale la Messa di suffragio e il venerdì 9 ottobre nella Chiesa di San Benedetto, dove è stato da anni Cappellano le Monache Benedettine e gli amici fedeli ringrazieranno il Signore per il dono prezioso nel cammino della fede .
Nel corso dell’anno in più occasioni è stata ricordata la sua opera e il suo ministero sacerdotale e culturale a servizio della città. In occasione della presentazione del libro “Chiesa di San Benedetto a Catania: storia, arte e spiritualità”  di Fernando Massimo Adonia; in occasione della morte del Comm. Luigi Maina, custode della tradizione storica e civica della festa di S.Agata e del primo anniversario del prof. Antonino Blandini, che fa parte della triade agatina della città di Catania che ora dal cielo accompagna e segue gli eventi delle cittadini, ora vincolati dalle rigide norme preventive del contagio Covid-19
Particolarmente significativa è stata la cerimonia di intitolazione a Mons Zito dell’aula magna dell’Istituto Ardizzone Gioeni  ed il suo ricordo è sempre vivo nel cuore degli amici.
In occasione del suo funerale è stato scritto che “quando muore un sacerdote nel cielo ci accende una stella” ed ora nel nostro cielo la stella brilla luminosa  e guida in cammino nel sentiero della storia in costante e rapido mutamento.

Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Giovedì, 08 ottobre 2020 07:00:00 (698 letture)

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Vi racconto ...: Porta Pia 150 anni dopo
Redazione
La coincidenza del referendum ha fatto passare silenzio il ricordo dei 150 anni dalla “Breccia di Porta Pia”.
 Il 20 settembre 1870 alcune settimane dopo la caduta di Napoleone III (battaglia di Sedan 1º settembre)l'esercito italiano  guidato dal generale Raffaele Cadorna, con un colpo di cannone aprì una breccia  nel muro di recinzione della città di Roma, capoluogo dello Stato Pontificio, a pochi passi dalla Porta Pia disegnata da Michelangelo, non più difesa dalle truppe francesi, annettendo lo Stato Pontificio al Regno d'Italia e  provocando   decine di morti tra soldati italiani e zuavi pontifici. A questo evento seguì  il 3 febbraio 1871  la proclamazione di Roma  capitale del Regno
Dal 1870  Pio IX, l’ultimo Papa Re  e i suoi successori, non uscirono dai Palazzi Vaticani in segno di protesta, Il conflitto si è protratto per quasi cinquant’anni sul piano diplomatico, fino alla data dell’11 febbraio 1929, quando il Trattato Lateranense ha riconosciuto la sovranità dello Stato della Città del Vaticano, che ormai non aveva nulla in comune con l’antico Stato Pontificio.
La Santa Sede libera dal vincolo di un principato territoriale, assecondando il processo, formalizzato nel Concilio Vaticano I, ridefinisce il ruolo del Papato sul piano propriamente religioso e sovra-nazionale.
Della “questione romana” che ha avuto come principale protagonista Papa Pio IX, hanno parlato tra gli altri a Pio XI e poi il cardinal Montini poco prima di diventare Paolo VI solennemente in Campidoglio alla vigilia dell’apertura del Concilio.

Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Lunedì, 21 settembre 2020 18:04:34 (1584 letture)

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Vi racconto ...: ANCoDiS: il Recovery fund per la scuola italiana
Redazione
L’emergenza covidiana ha imposto nuove visioni in diversi settori - a partire da quello sanitario – con nuovi modelli organizzativi e nuove prospettive impensabili soltanto pochi mesi fa.
La scuola con tutte le sue componenti – già nella fase emergenziale dello scorso anno scolastico – ha dovute progettare e realizzare nuove forme di “didattica” che, seppur basate su piattaforme virtuali, ha cercato di non mettere “fuori gioco” centinaia di migliaia di alunni ed alunne.
Nella immane criticità nella quale ci siamo ritrovati durante il lockdown, una comunità di donne e di uomini - seppur consapevole dei tanti che sarebbero rimasti “fuori dal campo” -  si è inventata nuove azioni pur di continuare a fare Scuola, con la preoccupazione di includere tutti gli alunni e le alunne.
L’estate ormai trascorsa ha visto impegnanti DS, DSGA, Collaboratori dei DS e RSPP in diversi monitoraggi, in ipotesi organizzative, in interventi di prevenzione, in scelte di acquisto di materiali e servizi utili e necessari per la sicurezza del personale e degli alunni, al fine di poter prevedere una ripartenza quanto più serena e sicura per le proprie comunità scolastiche.
Siamo ormai entrati nell’anno scolastico 2020-2021 ed una cosa è certa: dopo tutti questi sforzi di progettazione e programmazione resta sempre l’incognita dovuta all’evoluzione dell’emergenza pandemica.

Per Ancodis
Prof. Rosolino Cicero
 
Postato da Andrea Oliva Lunedì, 21 settembre 2020 07:10:00 (1595 letture)

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Vi racconto ...: Primina è bello
Redazione
Per l’accesso all’Università e nelle graduatorie dei concorsi la norma prevede che a parità di punteggio precedono i più giovani di età.
Si è verificato in modo evidente nella graduatoria degli ammessi alla facoltà di Medicina nella quale la maggioranza degli ammessi, tutti ragazzi eccellenti, hanno riportato punteggi alti, ma sono entrati soltanto quelli che hanno conseguito la lode e di quelli che avevano la votazione di 100/100 hanno avuto la precedenza i più giovani di età e quindi quei ragazzi, i cui genitori li hanno iscritti a scuola a cinque anni ed hanno frequentato la “primina” sostenendo gli esami di ammissione alla classe seconda. Quindi fare la ”primina” è una cosa buona, utile e saggia. Perché ancora molti la ostacolano?
Perché tanti dirigenti e docenti sono contrari?
La norma appare restrittiva nei confronti dei bambini svegli e pronti ad affrontare il percorso scolastico a 5 anni.
 Certamente la richiesta dei genitori deve trovare riscontro anche nel parere dei docenti della scuola dell’Infanzia che hanno seguito ed osservato il ritmo veloce di apprendimento, che a volte potrà anche subire un rallentamento nel percorso scolastico, ma è bene tentare ed essere proiettati ad una meta alta da raggiungere e non accontentarsi della sufficienza, del minimo sforzo, degli obiettivi minimi.

Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Sabato, 19 settembre 2020 07:05:00 (550 letture)

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Vi racconto ...: Nicholas Green 33 anni. Oggi, 9 settembre Nicholas Green avrebbe compiuto 33 anni essendo nato a Badega Bay nel 1987
Redazione
Nel messaggio inviato al Papà  Reginald Green   è stato scritto:
    “ Nel ricordo del giorno del compleanno con affetto porto un fiore sulla sua tomba, accompagnato dal suono delle campane che vibrano al vento dell’Oceano
      Il ricordo del piccolo grande Nicholas è sempre vivo nella memoria e la sua “lezione” di amore e di donazione  è sempre viva.
   Quel piccolo seme ha germogliato un grande albero con tanti rami e foglie, moltiplicando e diffondendo la cultura della donazione del mondo.
            Nel ricordo del 25°anniversario  della tragica morte al Policlinico di Messina è stato  intitolato a Nicholas il nuovo reparto di rianimazione e oltre la targa ricordo è stato esposto un dipinto di Anna Bonomo (foto) che raffigura il piccolo americano sullo sfondo del mare di Messina.
Le ricorrenze sono occasioni per non dimenticare.
Un popolo che perde la memoria del passato non ha futuro”.

Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Mercoledì, 09 settembre 2020 16:28:21 (817 letture)

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Vi racconto ...: Per i 250 anni della nascita di Hegel
Redazione
In occasione della ricorrenza dei 250 anni dalla nascita di Georg Wilhelm Friedrich Hegel, il 27 agosto 1770, il mio intento non è di rendere un mero e banale ossequio commemorativo, in ogni caso dovuto, nei confronti di una personalità che si staglia tra i sommi protagonisti e gli interpreti migliori della civiltà e dello spirito europeo ed universale, bensì di rispolverare i temi da lui meditati ed affrontati con la forza penetrante di un genio assoluto e inarrivabile. Hegel campeggia a pieno titolo nell'Olimpo dei pensatori più influenti e geniali della storia della filosofia. È stato un autentico titano del pensiero, un punto di riferimento, sia per i suoi epigoni e ammiratori (dalla "destra hegeliana" alla "sinistra" dei "giovani hegeliani", dalle cui fila sono scaturiti altri titani: Ludwig Feuerbach, Karl Marx e Max Stirner, vale a dire, rispettivamente, il padre dell'ateismo moderno e del "materialismo naturalistico", il fondatore del "materialismo storico" e del "socialismo scientifico", uno tra i massimi teorici dell'anarchismo individualistico), sia per gli avversari e i detrattori (da Schopenhauer a Nietzsche, da Kierkegaard ad Heidegger).

Lucio Garofalo
Postato da Michelangelo Nicotra Giovedì, 03 settembre 2020 11:50:08 (855 letture)

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Vi racconto ...: Il meglio del giallo in salsa svedese con contorno nordico
Redazione
Nella splendida sala comunale di Zafferana Etnea è stato presentato per iniziativa del “Lions Club Zafferana Ionica”, il saggio del Magistrato Alessandro Centonze, Consigliere presso la Prima sezione penale di Cassazione.
L’originalità del titolo: “Il giallo nordico e i suoi dintorni” ha incuriosito i numerosi intervenuti i quali hanno “scoperto” e apprezzato una perla letteraria prima sconosciuta.
 Il volume, pubblicato da “Prova d’Autore”, entra a far parte della ricca collana di libri “gialli”, finora di esclusiva pubblicazione degli editori Marsilio di Venezia e Sellerio di Palermo.
In questo ventennio i romanzi gialli si sono imposti nella letteratura internazionale ed hanno ampliato gli orizzonti coinvolgendo anche le problematiche sociali dei Paesi nordici: Svezia, Norvegia ed anche Islanda e Danimarca.
Il genere letterario del “giallo”, accompagnato dall’aggettivo “nordico”’, termine coniato da Alessandro Centonze, ha avuto fortuna, connotando un settore specifico della letteratura scandinava, che assurge a fenomeno letterario contemporaneo supportato da una serie televisiva prodotta dalla BBC.
 Le trasposizioni televisive dei celeberrimi romanzieri gialli svedesi hanno come tema e filo conduttore: un omicidio, e quindi un assassino, un investigatore, intrecciando una storia romanzata attorno ad un crimine, ambientato tra i fiordi norvegesi, le foreste svedesi e le coste danesi.  Panorami sconfinati, un po’ cupi al primo impatto, ma che rivelano un fascino nascosto, difficile da cogliere, come la nebbia che li avvolge, eppure tremendamente belli.
Dalle righe dei romanzi emergono i problemi sociali, il divario tra ricchi imprenditori e semplici lavoratori, giornalisti, hacker, studenti, poliziotti, semplici operai, donne in carriera, ragazze in difficoltà in cerca di fortuna.
Il primo ciclo narrativo è ambientato a Stoccolma con l’ispettore Martin Beck e proprio in suo onore è stato istituito un prestigioso premio che l’Accademia svedese assegna agli scrittori di gialli.
Il volume, opera prima, o come dice lo stesso Autore, “figlio unico”, raccoglie un’articolata antologia di autori ed opere costruendo quasi un albero genealogico che fa riferimento ai “Padri nobili del giallo nordico”.
 
Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Martedì, 01 settembre 2020 18:41:29 (2098 letture)

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Vi racconto ...: UNITI PER RINASCERE. Dall’Uciim un appello ai partiti
Redazione
Un appello a tutti i partiti politici perché solo uniti si può “rinascere”. A lanciarlo è l’Uciim (Unione cattolica italiana insegnanti, dirigenti, educatori, formatori), che sul proprio sito ha creato l’area dedicata “Uniti per rinascere” per sostenere docenti, dirigenti, studenti e famiglie. nel post-Covid19.
“Stiamo vivendo un momento storico inimmaginabile, pervaso da un ‘nemico invisibile’ che ha stravolto la società intera”, si legge nell’appello che valorizza l’unità come “strada da seguire per rinascere”.
L’appello costituisce un pressante invito ad uscire dalle polemiche e dalle contrapposizione tra i partiti di maggioranza e di minoranza.
La vera politica consiste nella “ricerca del bene comune” e nello specifico in questa eccezionale emergenza il bene comune che coinvolge tutta la Nazione è la  funzionalità della perché possa ripartire in sicurezza  e per il “miglior bene degli studenti”
 “Non è il momento di mire al potere, se non vogliamo soccombere tutti. Fermatevi! Non servono contrasti animosi né velenose diatribe: essi in questi nostri giorni distruggono più del Covid stesso”.

Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Lunedì, 31 agosto 2020 12:18:53 (695 letture)

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Vi racconto ...: Primo anniversario di Cesarina Checcacci. Presidente emerita dell’UCIIM
Redazione
E’ trascorso un anno dalla dipartita della Prof.ssa Cesarina Checcacci, (26 agosto 2019) 
cofondatrice insieme a Gesualdo Nosengo dell’UCIIM (Unione Cattolica Insegnanti costituita nel 1944), per oltre venti anni (1974-1997) alla presidenza dell’Unione.
Figura centrale dell’associazionismo cattolico, iscritta alla Compagnia di Gesù Maestro,  ha vissuto con una forte impronta personalistica e comunitaria la sua “vocazione-missione” di educatrice,  ha coordinato dal Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione la stagione delle riforme della scuola media (legge n. 1959 del 1962, e “I nuovi programmi del 1979” e della scuola secondaria superiore, con tutte le sperimentazioni innovative del progetto Brocca.
Importante è stato il suo contributo all’introduzione dell’insegnamento dell’Educazione civica, come materia curriculare,  nata come progetto UCIIM nel convegno nazionale celebrato al Castello Ursino di Catania (febbraio 1957) e che dal prossimo settembre ricompare nella valutazione del percorso formativo.
Il suo ricordo e la sua testimonianza di “donna di scuola” rimangono vivi e intensi;  significativi  sono i suoi articoli, le testimonianze, le relazioni svolte nei congressi nazionali e nei corsi di aggiornamento per docenti e dirigenti e i numerosi editoriali pubblicati sulla rivista dell’UCIIM: “La scuola e l’Uomo”, su “Ricerche didattiche”, “Presenza nella scuola”.

Giuseppe Adernò

Postato da Andrea Oliva Mercoledì, 26 agosto 2020 08:05:00 (636 letture)

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Vi racconto ...: Ricordo del professor Fernando Mainenti
Redazione
All’alba del 15 agosto ha cessato di vivere il  Cav. Prof. Fernando Mainenti, insigne cultore di storia di Sicilia, originario di Giarre e collega di tanti illustri studiosi dell’Università di Catania.
La Redazione formula sentite condoglianze ai familiari e pubblica il profilo presentato in occasione del funerale presso la Basilica Collegiata.
 
Classe 1928, ha visto coi propri occhi le brutture della guerra e ha respirato gli anni della rinascita e della ricostruzione partecipando attivamente alla vita politica siciliana, anche su fronti ideologici spesso avversi alle posizioni cattoliche, eppure mai nella sua vita ha assunto atteggiamenti anticristiani ed anzi ha voluto per i suoi figli, in particolare per Francesco, una solida educazione cattolica, consapevole del grande valore della cultura cristiana.
Legatissimo alla figura della madre e devoto a quella del padre, ufficiale della Guardia di Finanza, è stato sempre un grande amante delle tradizioni e soprattutto un appassionato cultore della storia di Sicilia che sapeva trasmettere con una aneddotica stuzzicante e sagace.
Spirito spesso dissacrante, con un umorismo tagliente, è stato sempre un gentiluomo generoso, grande amante della compagnia degli amici che accoglieva alla sua tavola trasformando quegli incontri conviviali in veri e propri simposi nei quali, con garbo e simpatia, regalava sempre straordinarie pillole di cultura che spaziavano dalla storia delle gustose pietanze che amava preparare a eventi storici che si perdevano nella notte dei tempi.
Per lui la Sicilia e la Sicilianità erano tutto. Innumerevoli i suoi scritti pubblicati sulla rivista Agorà coi quali custodiva la memoria storica di personaggi ed eventi spesso sconosciuti ai più mediante uno registro verbale classico ma accattivante.

Fabio Adernò
Postato da Andrea Oliva Martedì, 25 agosto 2020 08:00:00 (1664 letture)

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Vi racconto ...: Addio compagno di banco
Redazione
Addio compagno di bagno, non ci rivedremo più! Era un conforto ogni mattina, ritrovare l’amico seduto accanto a te, con la tua stessa espressione, la tua medesima preoccupazione, le tue identiche abitudini. Passava più lieta la giornata, si dimezzavano le paure, si ampliavano i momenti di svago, aumentava a dismisura persino la ricreazione. Si condividevano gli appunti da copiare e gli errori, e gli esercizi di grammatica, fatti in casa, diventavano patrimonio comune da sfruttare sotto il banco. E se poi qualcosa non andava durante la giornata, c’era sempre il libro di storia da “mettere nel mezzo” che diramava ogni litigio, che cancellava qualsiasi incomprensione. Bisognava fare fronte comune, occorreva saltare il fosso, salire sulla barricata per vincere il professore di turno, “l’avversario”.

Angelo Battiato
Postato da Angelo Battiato Domenica, 16 agosto 2020 07:00:00 (2390 letture)

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Vi racconto ...: “Insegnare a pensare” Dal Maestro Manzi a Sabino Cassese verso portfolio dell’Educazione Civica
Redazione
E’ compito della scuola non “trasmettere il già pensato”, formule e contenuti disciplinari, bensì “insegnare a pensare”, ad usare la testa, a saper guardare oltre, ad osservare, a saper ascoltare e saper riflettere, mettendo in atto creatività e intelligenza al fine di tradurre gli insegnamenti in veri ed efficaci “apprendimenti” che aiutano a “modificare il modo di pensare, di sentire e di agire dello studente”.
Lo diceva anche lo storico Maestro televisivo Alberto Manzi che attraverso la trasmissione RAI dal titolo: Non è mai troppo tardi “, ha insegnato a leggere e a scrivere a migliaia d’italiani, in un periodo di cambiamenti in cui la società italiana usciva dal dopoguerra, ed ha consentito a molti il conseguimento della “licenza elementare”, prima tappa del curricolo scolastico.
Lo ripete anche Sabino Cassese, presidente emerito della Corte Costituzionale, il quale rispondendo alla domanda di Mario Leone, giornalista de “Il Foglio”, su quali caratteristiche dovrebbe avere la “sua” scuola, risponde: “Istruire, nel senso di insegnare a pensare, a discutere, ad analizzare. Dare nozioni, ma anche spiegare come si ragiona. Aiutare a comprendere, ma anche insegnare ad esser aperti all’altrui ragionamento”.
Non è quindi un ritornello che si ripete, ma un principio e un valore condiviso che deve trovare applicazione nella concretezza dell’azione didattica.
 
Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Domenica, 09 agosto 2020 08:00:00 (956 letture)

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Vi racconto ...: Maria Teresa Moscato: Pedagogia del conflitto coniugale (Percorsi di genitori e figli fra crisi e risorse)
Redazione
La lettura dell’esortazione apostolica “Amoris laetitia”, dono di Papa Francesco alla Chiesa (2016), ha indotto la psicopedagogista Maria Teresa Moscato, già ordinario di pedagogia generale all’Università di Bologna, a scrivere un prezioso volume: “Pedagogia del conflitto coniugale. Percorsi di genitori e figli tra crisi e risorse” (Marcianum Press - 2020)
Nei quattro capitoli vengono approfondite in maniera originale le tematiche educative alla luce della pedagogia dell’Amoris laetitia”, che pone al centro la responsabilità non delegabile dei genitori, che afferisce all’educazione morale, intesa non come elencazione di norme etiche, ma di “orientamento dell’Io del figlio (intelligenza ed affettività) nei confronti della realtà interna ed esterna all’io e nei confronti dell’esperienza del vivere”.
L’Autrice analizza il processo educativo che, come avvenimento di lunga durata è dinamico, complesso e interattivo, risponde ai bisogni e costruisce legami e relazioni tra genitori e figli, stimolando il senso d’identità e di appartenenza che, quando vien meno genera il “conflitto coniugale”, con le dannose conseguenze sulla crescita armonica dei figli. L’indebolimento dei ruoli di “adulti significativi”, con la specificità delle funzioni paterne e materne, provoca dinamiche spesso imprevedibili e incontrollabili.
La sindrome di Geppetto, il viaggio di Pinocchio, il gioco del tiro alla fune, i porcospini di Schopenhauer, la saggezza di Salomone, la zizzania e “la preoccupazione e protezione del grano”, la “danza dell’amore” sono tutte metafore, parabole ed esemplificazioni che l’Autrice utilizza per spiegare il rapporto genitoriale, il “viaggio iniziatico” nello sviluppo educativo che “fa nel bambino le veci dell’adulto che questi sarà” come affermava il pedagogista salesiano don Gino Corallo.

Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Venerdì, 07 agosto 2020 08:00:00 (1118 letture)

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Vi racconto ...: Ricordo di Remigio Tosoni
Redazione
La prematura e improvvisa scomparsa del prof. Remigio Tosoni, ha commosso docenti, studenti e genitori e la scuola catanese perde un valente docente di matematica con la grande passione per le scienze e per la natura.
I tanti progetti di educazione ambientale realizzati nella scuola media “D’Annunzio” di Motta S. Anastasia l’hanno visto protagonista attivo e dinamico promotore.
La preziosa pubblicazione didattica di “Eolo”, periodico di educazione ambientale, e del “Parco dell’Etna” porta la firma del caro Remigio, che ha condiviso con Luigi Lino e Nuccia Di Franco l’impegno del WWF e i numerosi progetti di difesa della fauna selvatica e la protezione dell’ambiente anche mediante l’istituzione di parchi e riserve naturali in Sicilia.
La sua professionalità pedagogica e didattica, la preziosa competenza scientifica e informatica,
hanno tracciato un solco incisivo nella formazione dei ragazzi di Motta, che Lo ricordano con tanta stima e sincero affetto e numerosi docenti hanno attinto dalle sue lezioni nei corsi di formazione spunti e opportunità per una didattica efficace e coinvolgente
Ha partecipato con intenso coinvolgimento come tutor esperto a numerosi progetti PON, ha seguito le innovazioni ministeriali che negli anni ’90 hanno caratterizzato la stagione delle riforme e delle sperimentazioni della scuola italiana ed ha proficuamente contribuito alla realizzazione di nuovi progetti realizzati con nuove tecniche e metodologie all’avanguardia.
Quanti hanno avuto la fortuna di conoscerlo e apprezzarlo come professionista e amico sono custodi di un’eredità di testimonianza che aiuta a “guardare in alto e pensare in grande”.
Nel porgere alla moglie Pinella e al figlio Vitaliano le più sentite condoglianze anche dalla Redazione di Aetnanet, rinnoviamo la fervida preghiera di suffragio, dicendo: “Signore non ti chiediamo perché l’hai tolto, e in modo così repentino e improvviso, Ti ringraziamo perché l’hai donato”.
Grazie, Remigio, per quanto ci hai insegnato con il tuo esempio.

Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Mercoledì, 05 agosto 2020 18:29:16 (2145 letture)

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Vi racconto ...: Ricordo del Grande Ufficiale Luigi Maina che oggi avrebbe compiuto 90 anni
Redazione
Lo ricordiamo così, in preghiera davanti al Busto Reliquario della Martire Agata.
Così Luigi Maina, cerimoniere emerito del Comune di Catania, trascorreva le giornate della Festa di S Agata, guardando il volto della Santa Patrona.
La festa, che per i catanesi costituisce il centro focale della vita cittadina e tutte le attività sono ordinate ad un “prima di Sant’Agata” o a un “dopo Sant’Agata”, veniva preparata nei minimi particolari e nei dettagli organizzativi dal cerimoniere che firmava il programma della festa  che si predisponeva subito dopo l’Immacolata e prima di Natale.
A Gennaio curava l’esposizione dei drappi dai balconi del Municipio, e le diverse fasi della festa: la cerimonia dell’accensione della lampada votiva nella corte del Palazzo degli Elefanti; la consegna della Candelora d’oro, che nel 2013 è stata assegnata proprio a Lui, come riconoscimento cittadino per la fedeltà alle tradizioni; la processione della cera con la caratteristica “carrozza del Senato” il 3 febbraio, apertura dei festeggiamenti; i fuochi d’artificio della ”a sira o tri”; la Messa dell’aurora; il giro esterno del 4 febbraio; “A calata da Marina” all’alba del 5 mattina; il solenne pontificale; la processione in Via Etnea, il canto delle Benedettine; il rientro in Cattedrale.
Con grande devozione raccontava commosso l’incontro con Papa Giovanni Paolo II quando è stato esposto in forma riservata il Busto reliquario in Cattedrale.
 
 Gr. Uff. Giuseppe Adernò
 Presidente ANCRI Catania
Postato da Andrea Oliva Domenica, 02 agosto 2020 08:00:00 (1909 letture)

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Vi racconto ...: La Crociata, l’Inquisizione e la fine dei Catari
Redazione
Il primo sovrano europeo a scatenare una violenta repressione contro i catari, nel 1017, fu il re di Francia, Roberto II il Pio, perché li considerava responsabili di gravi fatti di violenza e di massacri nei territori francesi. Pochi anni dopo l’imperatore Enrico III fece impiccare alcuni eretici catari, ritenuti protagonisti di gravi misfatti, ma le azioni si estesero anche nei Paesi Bassi dove un fervente cataro di nome Tanchelmo si circondò di tremila proseliti e portò scompiglio e devastazione in tutta la regione, la repressione condotta dal duca di Lorena fu terribile. La chiesa di Roma aveva già messo in atto vari tentativi per impedire la diffusione del catarismo: già nel 1143 san Bernardo da Chiaravalle vide fallite le sue predicazioni a Tolosa, e nel 1165 un pubblico contraddittorio tra teologi cattolici e catari tenutosi a Lombez risultò inutile. Nel marzo 1179, nel terzo Concilio Lateranense, convocato a Roma da papa Alessandro III, appositamente per discutere dell’eresia dei catari, venne deciso di condannare e di confiscare i beni a tutti coloro che abbracciavano la fede catara, inoltre, si invitarono i principi secolari a porre gli eretici nella debita soggezione, disponendo un’indulgenza biennale, o più ampia, a discrezione dei vescovi, per chi prendeva le armi contro i Catari, colpiti da anatema e accusati di professare dottrine eterodosse e di sovvertire l’ordine sociale: ...

Angelo Battiato
Postato da Angelo Battiato Martedì, 28 luglio 2020 08:00:00 (2259 letture)

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Vi racconto ...: Tutto quello che senza l’Unione europea non avremmo mai avuto. Europa “Il bicchiere mezzo pieno”
Redazione
Si parla tanto di Europa, di benefici economici che non arrivano o non corrispondono a quelli promessi e si alternano ora apprezzamenti e fiducia, ora opposizione e distacco. Anche i partiti politici si mostrano alcuni favorevoli, altri contrari e di conseguenza le scelte e i benefici che se ne potranno ricavare diventano stellette di merito per i sostenitori, o pesanti pietre di accusa e di condanna. Il Piano 2021-2027 non è “prendetevi i soldi e fatene quel che volete”, ma i fondi sono destinati per creare nuova occupazione, più infrastrutture, più digitale, più agricoltura rafforzando scuola e sanità. L’Italia ha ottenuto di più degli altri Stati per la gravità della pandemia e potrà disporre di 209 miliardi (81,4 di sovvenzioni e oltre 127 di prestiti) di cui 58 nei primi due anni.
La storia dell’Unione Europea che ha avuto come Padri fondatori  gli italiani  Alcide De Gasperi e  Altiero Spinelli insieme ai francesi Jean Monnet, e Robert Schuman  a Joseph Bech del Lussemburgo, a  Konrad Adenauer  della Germania e a Paul-Henri Spaak del Belgio, registra un cammino di valori di pace tra i popoli, di accordi, patti e alleanza finalizzate allo sviluppo e alle crescita economica e sociale dei Paesi membri

 
Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Sabato, 25 luglio 2020 08:05:00 (1003 letture)

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Vi racconto ...: Alceo di Mitilene, poeta e combattente dell’antica Grecia
Redazione
Alceo è stato tra i più significativi e originali poeti dell’antica Grecia, cantore della libertà, dell’amore e dei piaceri del vino che ha celebrato con versi immortali, ha combattuto per la sua città, contro le ingiustizie e la tirannia. Conterraneo e contemporaneo della famosa poetessa Saffo, nacque a Mitilene, nell’isola di Lesbo, attorno al 630 a.C., da una famiglia aristocratica. Della sua vita si hanno poche notizie storiche, così come delle sue opere ci sono pervenute solamente alcuni frammenti, tra i quali, “Inno ad Apollo” (solo il primo verso, ma possiamo ricavare la parafrasi da un’orazione di Imperio); “Inno a Hermes” (solo la prima strofa); “Inno ai Dioscuri” (che ha un precedente nel XXXIII inno omerico e un seguito nel XXII idillio di Teocrito); “Canti conviviali” (dove celebra i lieti banchetti e i convitti dell’eterìa); “Carmi della lotta civile” (canti politici e di battaglia). Sappiamo che la sua opera venne divisa dagli alessandrini in 10 libri, ordinati per argomento: inni agli dei, canti delle lotte civili, canti conviviali, simposio, canti erotici, e altri canti, di cui rimangono circa 400 frammenti. Celebre rimane l’immagine nella quale paragona la sua città, Mitilene, ad una nave, il mare alle alterne vicende, e la tempesta alle battaglie, l’immagine della nave sbattuta dalla tempesta come metafora del travaglio dello Stato in pericolo (“Non riesco a capire la rissa dei venti...”).

Angelo Battiato
Postato da Angelo Battiato Martedì, 16 giugno 2020 07:00:00 (1628 letture)

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Vi racconto ...: Curvare la Didattica: mista, compatta, intensiva e modulare. Proposte e percorsi di sperimentazione
Redazione
La moda delle sigle ha facilitato nella scuola la scrittura dei verbali, ma spesso ha confuso le idee.
L’acronimo  PEI che una volta stava per “Progetto Educativo d’Istituto”, è stato utilizzato per il “Piano educativo individualizzato” e poi ancora per il “Progetto educativo di “integrazione” prima  e di “inclusione” dopo.
Poi c’è stato il PNSD “Piano nazionale della scuola digitale” e a marzo è nata la  nuova siglia  DAD: “Didattica a distanza”, seguita a fine maggio dalla VAD: “Valutazione della didattica a distanza”
Con l’O.M 11 del 16 maggio 2020 sono comparsi due nuovi acronomi: PIA (Piano  di integrazione degli apprendimenti) e PAI (Piano di apprendimento individualizzato)  per gli alunni ammessi alla classe successiva con delle insufficienze.
L’acronimo PAI corrisponde anche al  “Piano annuale dell’inclusione” inserito nel PTOF.
La moda degli inglesismi, inoltre,  ha mortificato la bellezza  e la ricchezza della nostra lingua italiana ed oggi si parla di “didattica blended”, mentre risulta certamente di più chiara comprensione  anche per i genitori l’espressione “didattica mista o ibrida”.
           
Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Lunedì, 08 giugno 2020 08:10:00 (975 letture)

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Vi racconto ...: DANIELA LO VERDE, preside allo Zen di Palermo, CAVALIERE DELLA REPUBBLICA. “Ha servito la Comunità durante l’emergenza Covid-19”
Redazione
«L'ho saputo poco fa. Spero sia un nuovo inizio per questa periferia spesso dimenticata». Così ha commentato Daniela Lo Verde, preside della scuola “Giovanni Falcone “che si trova nel degradato quartiere Zen di Palermo, da oggi Cavaliere della Repubblica.
 Nell’emergenza della pandemia per il Covid-19 la dirigente scolastica, da sette anni in trincea, non ha pensato solo a mandare avanti la didattica a distanza, ma ha cercato di essere vicina ai bisogni delle tante famiglie povere, diventate ancora più povere mettendo in ginocchio i tanti lavoratori in nero del quartiere. Ha lanciato una campagna di raccolta fondi per donare cibo, e non solo, ad alcune famiglie in difficoltà.  Il suo l'appello per recuperare pc e tablet per consentire ai suoi allievi di seguire le lezioni a distanza è stato raccolto da tutt'Italia.
La dirigente, ringraziando il Presidente Mattarella per l’attenzione, coinvolge in questa esperienza eccezionale tutti i docenti ed il personale della scuola che in questi anni, ha fatto un grandissimo lavoro educativo e didattico.
Il riconoscimento presidenziale riaccende i riflettori su una periferia cittadina che merita un riscatto, non solo economico ma anche sociale, quale “presidio di protezione e sicurezza”, offrendo ai ragazzi dello Zen la possibilità di sognare come gli altri giovani di Palermo e di ogni altra parte d’Italia.

Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Venerdì, 05 giugno 2020 08:15:00 (1351 letture)

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Vi racconto ...: L’isola misteriosa: quando la nobiltà è una virtù
Redazione
Queste le parole scelte per il titolo del suo ultimo romanzo dallo storico Roberto de Mattei, accademico, già vice presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche e presidente della Fondazione “Lepanto”.
Il prof. de Mattei è erede d’una nobile famiglia siciliana da sempre distintasi per l’eccellenza nel mondo accademico, vissuta a Catania nell’ultimo secolo ma ormai trapiantata a Roma da tre generazioni. Eppure, l’ancestrale legame con l’Isola del Sole cantata da Omero si avverte ancor oggi come vibrante linfa in questo ultimo testo, edito da Solfanelli, nelle cui fitte 137 pagine, si respira profumo di zagara e d’incenso.
Il romanzo, infatti, grazie ad estetismi stilistici e percezioni sensoriali che solo la prosa intrinsecamente sicula possiede, ha il pregio di proiettare il lettore con vibranti suggestioni nella Sicilia orientale degli ultimi sospiri dell’Ottocento e nei vivaci primi decenni del secolo breve, avendo l’abilità di passare dai raffinati salotti di Palazzo Asmundo a Catania alle macerie del terremoto di Messina del 1908, attraverso pennellate biografiche (tutte assolutamente storicamente fondate, come si può leggere nella nota di chiusura) di personaggi di altissimo profilo che hanno solcato la storia contemporanea dell’amata terra di Sicilia.
Il tono del testo è elegante, a tratti descrittivo, a tratti profondamente analitico, denso, gravido di riflessioni di carattere storico, clinico-medico, teologico, e soprattutto altamente etico più che religioso, come potrebbe indurre a pensare erroneamente una lettura superficiale. L’autore riesce a sviscerare e a dar forma, con la consueta lucidità riflessiva nota a chi non lo legge per la prima volta, a concetti di altissimo livello, come il problema del male, della sofferenza umana, passando anche attraverso la descrizione di delicate fasi di transizione storica in anni che furono di grande fermento sociale, politico e religioso; egli però non si ferma né al mero dato di cronaca né a una impersonale trattazione accademica, che potrebbe risultare asettica, bensì riesce a offrire, attraverso la tratteggiatura dei profili dei personaggi che animano le pagine, una chiave di lettura onesta e concreta, disvelando così al lettore delle personalità che, ignote ai più, proprio perché realmente esistite, si smarcano da un’aura mitologica ed assumono le fattezze d’un vero e proprio esempio tangibile di esperienza di vita.

Fabio Adernò
Postato da Andrea Oliva Venerdì, 05 giugno 2020 08:10:00 (1259 letture)

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Vi racconto ...: A SCUOLA SI ENTRA PER CONCORSO.
Redazione
Questa massima ha guidato come stella polare il cammino storico della scuola italiana. Un anziano preside, ora si chiamano “dirigenti”, affermava con saggezza: “A scuola si entra dal portone principale, passando dal concorso” e non dalle finestre o dalle porte laterali che negli anni le organizzazioni sindacali hanno aperto adottando leggi e leggine, interpretando articoli e commi, allargando graduatorie “ad esaurimento”, consentendo l’accesso alla “cattedra”, che non è un comune e semplice “posto di lavoro”, anche a docenti non adeguatamente preparati alla non facile funzione educativa.
Il mancato apporto dell’aggiornamento “obbligatorio” ha reso ancor più distante il divario tra docenti eccellenti, preparati culturalmente e didatticamente e docenti che fanno solo presenza se non, a volte, anche notevoli danni.
Leggendo le recenti dichiarazioni della Ministra Azzolina: “Così si garantisce il merito”; “Il concorso come percorso di reclutamento per i docenti. È stata anche accolta la richiesta di modificare la modalità della prova, eliminando i quiz a crocette previsti nel decreto sulla scuola votato a dicembre in Parlamento. Saranno sostituiti da uno scritto, in modo da garantire una selezione ancora più meritocratica” si comprende che si vuole salvare la forma e si auspica che si salvi anche la sostanza.

Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Mercoledì, 27 maggio 2020 08:21:26 (1095 letture)

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Vi racconto ...: Come le stelle sono i ragazzi, per sostanzia, essenzia, delizia
Redazione
“Chi non ha sognato mai il grande amore, e chi non l’ha trovato mai e sogna ancora!”. Si può afferrare una stella!? Così cantava la nostra generazione, negli anni ‘80, insieme a Bennato, su spiagge assolate, lungo i mari del sud, e sotto cieli d’agosto, carichi di sogni e d’avventure. Dicono che nelle stelle sia segnato il destino d’ogni uomo, sin dalla più tenera età. Come le stelle sono i ragazzi. Tutti uguali ma tutti diversi, semplici ma misteriosi, vicini ma lontanissimi, sembra di toccarli ma sono irraggiungibili. E come le stelle i ragazzi sono altro, sono altrove, sono più lontani del mattino, più veloci della luce. Come ogni stella ha la sua luce, il suo colore, il suo calore, la sua storia, la sua traiettoria, la sua galassia, e tutte insieme fanno il firmamento, l’intero universo, così i ragazzi, unici e irripetibili, per “sostanzia, essenzia e delizia”.

Angelo Battiato e Anna Maria Gazzana
Postato da Angelo Battiato Domenica, 24 maggio 2020 21:17:22 (1531 letture)

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Vi racconto ...: I cento anni di Giovanni Paolo II
Redazione
Il 18 maggio  del 1920 nasceva a Wadowice in Polonia Karol  Wojtyla, che il 16 ottobre 1978, diventerà il 264° Papa con il nome di Giovanni Paolo II, primo papa non italiano dopo quattro secoli, ora Santo.
La ricorrenza suscita sentimenti di nostalgia nel ricordare i 27 anni di un pontificato che ha tracciato un solco profondo nella storia della Chiesa e dell’umanità.
Le conquiste sociali, culturali, politiche, realizzate, sono frutto di un carisma che coniuga estro poetico, artistico, sportivo e profondo spirito di preghiera, hanno reso Papa Wojtyla un “papa grande”, vero “Papa Magno”, acclamato dal popolo “Santo subito” mentre un misterioso vento sfogliava e chiudeva il vangelo deposto sulla sua bara in piazza San Pietro nell’aprile del 2005 durante l’ultimo planetario saluto.
Il suo primo paterno invito: “ Aprite, spalancate le porte a Cristo” ha tracciato un percorso non facile, innovativo, spesso contrastato, ma il suo progetto di umanesimo cristiano è stato sempre chiaro e lineare.


Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Lunedì, 18 maggio 2020 15:27:51 (841 letture)

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Vi racconto ...: Il Covid-19 uccide la carità
Redazione
Nel tragico caos sociale e culturale che la pandemia ha prodotto, si registra anche il blocco della carità.
Si constata che le norme prescrittive di prevenzione del contagio che hanno segregato in casa le famiglie, che hanno chiuso le scuole e le chiese, che hanno ingessato per due mesi la società, il commercio, il lavoro, con profonda amarezza, hanno soffocato anche la carità.
 La benemerita istituzione della Casa della Carità, fondata da Suor Anna Cantalupo nel 1923, è stata costretta a sospendere la raccolta dei vestiti da destinare ai poveri, nel rispetto di tutte le norme igieniche e di prevenzione della diffusione del virus. Anche se adesso si provvederà alla sanificazione degli ambienti, non sarà possibile riattivare il servizio , per cui le numerose borse che vengono depositate dietro il portone di Via San Pietro, restano fuori e poi portate via dagli operatori ecologici come “raccolta indifferenziata” mentre “i poveri restano sempre più poveri” e s’incrementa lo spreco del consumismo.
Oggi, la paura del contagio e la rigidità delle norme hanno, di fatto, venir meno una risorsa di carità per i numerosi poveri che crescono sempre più nel numero e nella diversità di classi sociali.

Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Giovedì, 14 maggio 2020 08:05:00 (1769 letture)

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Vi racconto ...: I Catari, l’eresia medievale dei 'buoni cristiani'
Redazione
“Loro non imbrogliano, non opprimono e non fanno male a nessuno, credono nella reincarnazione, e in un dio buono e in un dio cattivo”. Loro, i “buoni uomini” e “buoni cristiani” vestiti di nero, che si aggiravano tra i paesi e le campagne di mezza Europa. Loro, i catari. Il più diffuso, originale e organizzato movimento eretico del Medioevo, sorto ai margini dell’ortodossia cattolica, che riuscì a contrastare lo strapotere della Chiesa di Roma e a destabilizzare, per oltre tre secoli, l’intero assetto sociale e religioso dell’Europa. Temuto e combattuto con spietata energia dalla chiesa cattolica, per la sua capacità di espandersi e di influenzare vasti strati della società dell’epoca, il movimento cataro venne infine annientato e cancellato dalla faccia della terra con una imponente e feroce crociata, organizzata dal papa Innocenzo III. Come per tutti i vinti della storia, le informazioni sul movimento ci sono pervenute dai suoi nemici, che, molto probabilmente, e come sempre succede, hanno “ritoccato” e deformato a loro piacimento la memoria e la storia della dottrina e dell’organizzazione religiosa catara.

Ma chi furono i catari? In che cosa credevano? Perché furono considerati eretici e perseguitati duramente dalla chiesa ufficiale di Roma? E in cosa consisteva la loro dottrina? In cosa credevano? E perché i catari si diffusero così rapidamente in ampi strati della popolazione di molte regioni europee, e soltanto dopo un intervento armato, con una vera e propria crociata (la prima contro una popolazione cristiana), si riuscì ad “estirparli” definitivamente dalla storia? Per molti secoli il loro movimento è stato occultato e immerso nell’oblio del tempo, perché?

Angelo Battiato
Postato da Angelo Battiato Martedì, 12 maggio 2020 09:00:00 (1499 letture)

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Vi racconto ...: Accordo Cei-Governo per le Sante Messe dal 18 maggio. Leggendo il Protocollo sanitario
Redazione

Dopo il rintocco di campane  tra Palazzo Chigi, (le Messe sono sospese, autorizzati  solo i funerali con 15 persone ); l’attacco della CEI  (violazione della libertà di culto) e la campanella di Santa Marta:   "Obbediamo alle regole per non far tornare la pandemia", al termine di una lunga trattativa durata settimane, ecco finalmente firmato  a Palazzo Chigi, il protocollo che permetterà la ripresa delle celebrazioni  religiose con la partecipazione del popolo. Il documento è stato firmato dal presidente della Cei, cardinale Gualtiero Bassetti, dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e dal ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese.
"Il Protocollo, frutto di una profonda collaborazione e sinergia fra il Governo, il Comitato Tecnico-Scientifico e la Cei, dove ciascuno ha fatto la sua parte con responsabilità": come ha dichiarato il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, ribadendo "l'impegno della Chiesa a contribuire al superamento della crisi in atto", indica alcune misure da ottemperare con cura, concernenti l'accesso ai luoghi di culto in occasione di celebrazioni liturgiche, e alcuni suggerimenti generali.


Fioretto

Postato da Andrea Oliva Venerdì, 08 maggio 2020 14:49:30 (1135 letture)

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Vi racconto ...: Ponte Morandi: lezione di speranza e metafora d’innovazione anche per la scuola
Redazione

Le emozionanti immagini del Ponte Morandi di Genova, ricostruito in meno di due anni dopo il tragico crollo (14 agosto 2018), diventano una positiva lezione di speranza e di ripresa della bella Italia, un traguardo simbolico ed un costante monito per una sempre diligente manutenzione degli edifici e delle strutture del servizio pubblico.
L’opera, progettata dall’Architetto e Senatore Renzo Piano, lunga 1.067 metri, con 17.500 tonnellate di acciaio, è stata portata a compimento con l’elevazione e il varo della diciannovesima campata in ancor meno di 20 mesi e a luglio sarà resa percorribile.
L’intreccio tra il ferro e il vento, il senso del silenzio e della memoria delle 43 vittime del tragico crollo, la linearità della “prua della nave”, che la notte diventa sorgente luminosa, sono tutte suggestioni che Renzo Piano ha trasmesso nella sua intervista, spiegando il significato dell’opera.   Costruire ponti è meglio che costruire muri, si mette in atto un’azione di dialogo, d’incontro, di collegamento”, di cui oggi abbiamo tanto bisogno.


Giuseppe  Adernò

Postato da Andrea Oliva Giovedì, 30 aprile 2020 13:00:00 (1209 letture)

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Vi racconto ...: I figli della pandemia. Il Movimento per la Vita in Sicilia
Redazione

In un servizio televisivo sul coronavirus è stata rivolta particolare attenzione ai 600 bambini di Bergamo nati in questi due mesi di pandemia, con tutti i blocchi e vincoli che hanno limitato e vietato la presenza dei padri al parto o la visita e l’abbraccio dei nonni 25 di questi bambini sono nati da mamme che risultavano positive al Covid-19, come la famiglia del paziente 1 di Codogno.
Anche in Sicilia sono nati in questi mesi diversi bambini e le norme di prevenzione e di distanziamento hanno reso impossibile ai nonni e agli zii di vedere e abbracciare i nipotini.
Dinanzi al mistero della vita che nasce, si rinnova il segno evidente che “Dio non si è stancato degli uomini”.
Come ha dichiarato il giurista Sabino Cassese, il valore universamente alto dell’esistenza umana non può essere subordinato all’economia, né veicolato a “targhe alterne”.
Per coerenza il Governo e l’Organizzazione Mondiale della Sanità, impegnati nella tutela della salute come bene primario dei cittadini, dovrebbero condannare l’aborto e l’eutanasia, segno che “l’uomo si è stancato di Dio“ e lo vuole mettere da parte, anzi, prendere il suo posto e sentirsi onnipotente.


Giuseppe  Adernò

Postato da Andrea Oliva Sabato, 25 aprile 2020 08:00:00 (1094 letture)

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Vi racconto ...: IL MOVIMENTO PER LA VITA IN SICILIA.
Redazione
Umberto Ienzi

In Sicilia la legge Quadro sul Volontariato, n. 266/91 è stata recepita dalla legge Regionale n. 22 del 7 Giugno 1994, con la quale il Comitato di Gestione per il Fondo Speciale per il Volontariato in Sicilia ha istituito i tre Centri di Servizio per il Volontariato previsti nella regione: Palermo (CESVOP), Catania (CSVE) e Messina (CESV).
Il CENTRO DI SERVIZI PER IL VOLONTARIATO ETNEO, Associazione di volontariato, fondata sul principio della cittadinanza attiva e responsabile, attenta alla partecipazione e aperta alla cultura della solidarietà, ha nel collegio dei Saggi in Catanese Umberto Ienzi, che, in modo solidale e vocazionale è stato molto vicino a Carlo Casini, quale Cofondatore e responsabile per tutta la Sicilia, essendo anche componente della “Federazione Europea per la Vita” e della Commissione “Uno di Noi”.
Il Centro opera nelle province di Catania, Enna, Ragusa e Siracusa offrendo servizi di Formazione, Consulenza, Assistenza alla progettazione e svolgendo attività di ricerca, documentazione, promozione e informazione, a favore delle oltre mille Organizzazioni di Volontariato presenti nella Sicilia Orientale.
Attualmente sono 50 i Movimenti e i Centri di Aiuto alla Vita della Federazione Sicilia e tanti i Volontari che ve ne fanno parte.
L’on. Alessandro Pagano ha lodato Ienzi, allora, Presidente della Federazione Movimenti per la Vita della Regione Sicilia, per il prezioso intervento al Seminario “Vittoria Quarenghi”, nel quale ha ulteriormente esternato i principi, colmi di sapienza, con i quali sono stati palesemente espressi le attenzioni prioritarie verso il più grande dei Valori, quale la Difesa della Vita, fin dal suo concepimento.


Giuseppe Adernò



Postato da Andrea Oliva Mercoledì, 22 aprile 2020 17:44:50 (1907 letture)

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