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Natura e Co-Scienza: Batata la pianta alimentare dell’America
Redazione
"Mangiare, è incorporare un territorio". Jean Brunhes

Le piante per nutrirsi hanno bisogno di pochi elementi del Cielo e della Terra. Non chiedono molto ma donano tutto ciò che hanno. In questo modo e tramite il Divino, l’Amore e il lavoro infaticabile e prodigioso delle Unità di Coscienza degli Elementali della Natura, elargiscono la vita ad ogni altro vivente. Agli organismi vegetali bastano l’energia radiante del Sole, l’anidride carbonica, l’acqua e i vari soluti del suolo per mantenere ed accrescere i propri tessuti, il proprio corpo e svolgere i loro processi vitali, biologici e metabolici. Ma la straordinarietà delle piante non ferma qui, né tantomeno è limitata e circoscritta, ma si protende e si amplia anche verso l’impensabile, ed è così che hanno una crescità indefinita e una continuata giovinalità, derivate dai meristemi apicali (vegetativo e radicale), che li mette in relazione con ciò che per la nostra ragione è impossibile, ossia con l’Immortalità e l’eterna giovinezza, con l’Infinità.

Marcello Castroreale
mcastroreale@alice.it
Postato da Michelangelo Nicotra Sabato, 28 gennaio 2017 08:00:00 (332 letture)

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Natura e Co-Scienza: Ricino la pianta della vita e della morte
Redazione
Ricino - Ricinus communis L. - Euphorbiaceae (Motta S. Anastasia, 2016)"La Vita è un mistero che non finisce con la morte, ma nell'Amore, nel ritorno all'inizio, che ha le chiavi della Vita, dell'Immortalità e dell'Infinità ".
Marcello Castroreale, a mlm.
Il mondo fisico è il frutto di un dualismo mirabile quanto illusorio, perché il suo fondamento è nell'interazione di due metà di un'Unicità (Yin e Yang, Positivo e Negativo, Maschile e Femminile, Luce ed Oscurità, Piacere e Dolore,  Coscienza e Materia, ecc.), in azione vicendevole tra loro, ognuna delle quali è coessenziale, invertibile, rotazionale, coesistente e che in seme ha in sé stessa sempre l'altra sua metà, in quanto ognuna è complementare dell'altra, non opposta. Ne deriva che nell'esperienza terrena sperimentare oltre il piacere anche il dolore e la sofferenza è inevitabile, perché entrambe sono le due metà di una stessa ed unica cosa, in un vicendevole e reciproco svolgimento tra loro, fatte dalla stessa sostanza. Perché ogni metà non è a se stante o separata dall'altra come ci sembra, in quanto se una polarità davvero lo fosse non potrebbe affatto interagire con l'altra, né rispuntare.

Marcello Castroreale
mcastroreale@alice.it
Postato da Michelangelo Nicotra Venerdì, 13 gennaio 2017 08:00:00 (439 letture)

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Natura e Co-Scienza: L’incredibile mondo in cui viviamo, ci muoviamo e siamo
Redazione
"L'ignoranza è il fattore più potente per limitare le possibilità della maggioranza dell'umanità, e così i più continuano a vivere la loro piccola vita meschina e tarpata, semplicemente perché non comprendono la vita maggiore cui hanno diritto. ...... Se ci conosciamo solo come uomini, viviamo come tali ed abbiamo soltanto il potere di uomini; ma quando uno realizza il fatto di essere uomo-Dio, allora uno vive come tale e possiede il potere di un uomo-Dio". Ralph Waldo Trine
In generale si crede che è in Natura dove sono le cause all'origine della sofferenza e della complicazione del mondo in cui viviamo, ci muoviamo e siamo, in quanto se da un lato essa è provvida, generosa ed offre tutte le cose buone e necessarie alla vita di ogni vivente, dall'altro pone dolore, ostacoli, avversità, sfide ed enigmi. Gli antichi Egizi simboleggiavano l'ambivalenza della Natura con la Dea Hathor, la "signora di tutto" o "Dea primigenia", che nell'iconografia veniva raffigurata con corna bovine sormontate dal disco solare, perché era sia positiva, benefica e beneaugurante e sia negativa o la vendicatrice divina, apportatrice di avversità e di sventure.

Marcello Castroreale
mcastroreale@alice.it
Postato da Michelangelo Nicotra Venerdì, 16 dicembre 2016 07:30:00 (423 letture)

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Natura e Co-Scienza: L’Orto Botanico di Messina 'Pietro Castelli'
Redazione
Orto botanico di Messina"Chi viaggia in compagnia degli stupidi si affligge lungamente sul cammino; la compagnia degli stupidi cagiona sempre dolore, come lo stare con un nemico; lo stare con un saggio cagiona felicità, come l'incontrarsi con un parente".
(Dhamma - pada, verso 207)
Gli Orti Botanici sono dei Musei viventi che custodiscono, in un ordine sistematico e classificatorio, i vegetali: gli organismi tra i più complessi ed allo stesso tempo tra i meno conosciuti della Terra. Alcuni Orti Botanici, come quello di Messina, sono peculiari. Infatti l'Orto Botanico di Messina, il più antico della Sicilia, la cui fondazione risale al 1638, è particolare per la sua storia e le vicende che lo hanno interessato, senza dubbio contrastanti ed esemplificative di come sia stata, in generale, l'evoluzione storica, sociale, economica e culturale della Sicilia e di ciò che ha plasmato, seppure in parte, ciò che noi oggi siamo.

Marcello Castroreale
mcastroreale@alice.it
Postato da Michelangelo Nicotra Domenica, 17 maggio 2015 03:00:00 (1854 letture)

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Natura e Co-Scienza: L’Orto Botanico di Catania 'Hortus Botanicus Catinensis'
Redazione
Orto Botanico di Catania"Quando si comprende pienamente il gran fatto della unità di tutta la vita - che tutti vi partecipiamo poiché a tutti fluisce essa dalla Sorgente infinita - allora i pregiudizi spariscono e cessano gli odi. L'Amore cresce e regna supremo. L'esagerato egoismo è la radice di ogni errore, peccato e delitto e l'ignoranza è la base di ogni egoismo".
Ralph Waldo Trine
Conoscere bene le piante nel prossimo futuro, diverrà sempre più importante e vitale per l'umanità, lo sviluppo, il progresso e la civiltà. La stessa agricoltura, il cui cuore è nel regno vegetale, diventerà sempre più al centro dell'interesse collettivo ed individuale, poiché a livello globale non vi sono eccedenze nella produzione primaria, anzi siamo decisamente in una situazione di carenza rispetto alla richiesta alimentare, di cibo e prodotti agricoli vari, sempre più pressante e che viene da numerose Nazioni, in crescita sia economica e sia demografica.

Marcello Castroreale
mcastroreale@alice.it
Postato da Michelangelo Nicotra Lunedì, 11 maggio 2015 11:00:00 (2227 letture)

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Natura e Co-Scienza: Le vie dell’olio tra passato e futuro (Parte II)
Redazione
Sulla regione d’origine dell’olivo ci sono varie opinioni. Una vuole che esso, originario dall’Asia Minore, sia stato introdotto in Grecia e da qui in Italia e nel Mediterraneo. Un’altra individua l’area di provenienza nella regione compresa tra i monti a sud del Caucaso, le pendici dell’altipiano iranico e le coste della Siria e della Palestina. È risaputo però che l’ulivo si è sempre innestato sull’oleastro, che vegeta spontaneamente in quasi tutto il bacino del Mediterraneo. In Sicilia, per esempio, esistono ancora piccole aree residue di foresta naturale e tanti toponimi che ne attestano inconfutabilmente la presenza fin dal primo mattino del mondo: Ogliastro, Ogliastrello, ecc. A ogni buon conto, i primi scrittori di cose siciliane confermano che l’olivo nell’isola, almeno in epoca classica, era largamente coltivato ed aveva una grande rilevanza economica e paesistica.

Prof. Giuseppe Oddo
Postato da Angelo Battiato Domenica, 09 novembre 2014 08:00:00 (1723 letture)

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Natura e Co-Scienza: Le vie dell’olio tra passato e futuro (Parte I)
Redazione
«Qui c’è un albero non piantato dalla mano dell’uomo, germe nato da sé medesimo, e verdeggia abbondantemente in questa terra: l’olivo dalle foglie glauche [...] che mai rapace vecchio o capo devastatore estirperebbe con le proprie mani poiché ad esso guardano gli dei del mondo dagli occhi chiari». Così Sofocle in Edipo a Colono. Ma non era soltanto lui, nell’antica Grecia, a ritenere sacro l’ulivo. All’origine di questa credenza c’è una leggenda. L’onnipotente Zeus amava mettere in competizione i suoi parenti più stretti. Un giorno promise il dominio della terra a chi, tra gli dei dell’Olimpo, gli avesse presentato il dono più utile all’umanità. Si fece allora avanti suo fratello Posidone che, affondando il tridente nella roccia, fece sgorgare l’acqua del mare consentendo così agli Ateniesi di navigare a distanza e dominare il mondo. Ma Zeus, che pure aveva un debole per gli Ateniesi, non se la sentì di assegnare la vittoria al fratello: volle mettere alla prova sua figlia Atena, prima di pronunciarsi. Questa cominciò a percuotere la terra ordinandole di produrre un albero nuovo e meraviglioso. Detto fatto: nacque l’olivo.

Prof. Giuseppe Oddo
Postato da Angelo Battiato Domenica, 19 ottobre 2014 08:00:00 (1722 letture)

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Natura e Co-Scienza: Non più cavi, per le fibre ottiche 'autostrade d'aria'
Rassegna stampa
Immagini e dati istantaneamente in tutto il pianeta - Non più cavi, ma 'autostrade d'aria' sulle quali far viaggiare le fibre ottiche, in modo da diffondere immagini e dati istantaneamente in ogni angolo del pianeta. E' la promessa pubblicata sulla rivista Optics dal gruppo dell'Università del Maryland coordinato dal fisico e ingegnere elettronico Howard Milchberg...

Ansa.it
Postato da Antonia Vetro Domenica, 27 luglio 2014 08:15:00 (1608 letture)

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Natura e Co-Scienza: Così sono nate le specie di agrumi più diffuse
Rassegna stampa
Tutto è nato cinque milioni di anni fa da due antiche specie selvatiche originarie del Sud-est asiatico. È una storia davvero succosa, quella dell’antica famiglia degli agrumi: si tratta di una vera e propria «Dynasty» fatta di intrecci incestuosi e viaggi tra continenti, la cui puntata zero è stata scritta da due antiche specie selvatiche originarie del Sud-est asiatico che oltre 5 milioni di anni fa hanno intrapreso strade evolutive diverse. Lo rivela l’analisi del Dna di otto specie di agrumi moderni pubblicata su Nature Biotechnology dall’International Citrus Genome Consortium, un gruppo internazionale di ricerca che vede l’Italia in prima fila (grazie al progetto Citromics finanziato dal Ministero delle Risorse Agricole e Forestali) con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, l’Istituto di Genomica Applicata di Udine e il CRA-Centro di Ricerca per l’Agrumicoltura e le Colture Mediterranee di Acireale. Grazie alle nuove tecnologie di sequenziamento ad alta processività, i ricercatori hanno ricostruito come un numero limitato di specie ancestrali selvatiche (pomelo Citrus maxima e mandarino Citrus reticolata) abbia dato vita alle specie oggi più diffuse grazie ad una serie di incroci «incestuosi».

La Sicilia - 8 giugno 2014
Postato da Andrea Oliva Martedì, 10 giugno 2014 08:05:00 (1753 letture)

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Natura e Co-Scienza: L’orto botanico di Palermo
Redazione
l'orto botanico di Palermo
L'orto botanico di Palermo
"Esiste un principio, prova contro ogni argomentazione, un ostacolo ad ogni progresso, che se mantenuto nel tempo non può che relegare la mente a perpetua ignoranza, si tratta del disprezzare qualcosa senza averlo verificato"
Paley
Postato da Michelangelo Nicotra Lunedì, 02 giugno 2014 09:00:00 (4151 letture)

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Natura e Co-Scienza: L’Alchimia e l’estrazione delle sostanze vegetali (Parte VII - Liquori)
Redazione
I liquori sin dall’antichità costituiscono delle bevande idro-alcoliche, zuccherate, contenenti sostanze vegetali e molecole attive di interesse farmacologico. Difatti alcuni liquori sono conosciuti per i loro effetti come, ad esempio, il liquore stomatico e digestivo Chartreuse ed alla Melissa. Sono delle miscele di acqua, zucchero e alcol, a cui si aggiungono gli aromi, le sostanze estratte dai vegetali e, in alcuni casi, i coloranti. I diversi tipi di liquore si ottengono mediante dosi variabili degli elementi prescelti per la loro composizione.
La gradazione alcolica in % in volume è variabile in riferimento al tipo di liquore e di miscela scelta di alcol, acqua e zucchero, in genere è a circa 30 – 40 % di alcol in volume. I liquori migliorano con l’invecchiamento, in quanto i componenti si fondono tra loro lentamente e col trascorrere del tempo.
I  metodi a cui si ricorre per la produzione dei liquori sono: per distillazione, per infusione e per essenze.

Marcello Castroreale
mcastroreale@alice.it
Postato da Michelangelo Nicotra Domenica, 04 maggio 2014 07:45:00 (2685 letture)

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Natura e Co-Scienza: L’Alchimia e l’estrazione delle sostanze vegetali (Parte VI - Enotecnia speciale)
Redazione
Le sostanze o materie aromatiche impiegate nell'aromatizzazione delle bevande e dei cibi, sono ricavate, in generale, da numerose specie vegetali che contengono anche metaboliti secondari di interesse farmacologico. Sin dall'antichità i vini, gli aceti e i liquori sono stati usati come veicolo di estrazione di molecole attive ricavate dai vegetali e ciò anche per la produzione di farmaci. È davvero infinita ed inesauribile la quantità delle sostanze con metaboliti secondari utili, dei profumi e dei sapori esistenti in Natura. Mediante tali piante e sostanze l'uomo ha la possibilità di avere delle molecole attive terapeutiche e di trasformare cibi e bevande, altrimenti insignificanti, in autentiche prelibatezze. In particolare in liquoristica e nell'enotecnia speciale, le sostanze aromatiche costituiscono gli ingredienti fondamentali nella preparazione dei prodotti.

Marcello Castroreale
mcastroreale@alice.it
Postato da Michelangelo Nicotra Domenica, 27 aprile 2014 08:00:00 (3356 letture)

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Natura e Co-Scienza: L’Alchimia e l’estrazione delle sostanze vegetali (Parte V - Alcol e acquaviti)
Redazione
Al termine della fermentazione, operata dai lieviti, dei liquidi zuccherini derivati dalla spremitura di vari frutti o dalle sostanze amidacee ricavate dal mais, dal frumento, dal riso, dalla segale, dall'avena, dalle patate, ecc., si ottiene un liquido alcolico o una bevanda alcolica, da cui per distillazione si ricava l'alcol.
La parola alcool etimologicamente è di derivazione araba e significa il fatto o la cosa sottile. L'alcol etilico (CH3-CH2OH) venne riconosciuto sicuramente nel XII secolo, ed è un composto costituito da carbonio, idrogeno ed ossigeno. Nell'Alchimia l'alcol etilico, nel regno vegetale, corrisponde al Mercurio filosofico, cioè al principio femminile,  al prana  o all'energia sottile. Si presenta come un liquido molto fluido e incolore, che diviene viscoso alla temperatura di  -80°C e congela a -130°C, bolle alla pressione di 760 mm di mercurio a 78,35°C e l'alcol a 95,5° G.L. bolle alla stessa temperatura, mentre la miscela azeotropica a  97,1° G.L. bolle a 78,23° C, vale a dire ad una temperatura leggermente inferiore di quella dell'alcol puro.

Marcello Castroreale
mcastroreale@alice.it
Postato da Michelangelo Nicotra Domenica, 20 aprile 2014 08:00:00 (2949 letture)

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Natura e Co-Scienza: L’Alchimia e l’estrazione delle sostanze vegetali (Parte IV – Distillatori, distillazione e rettificazione)
Redazione
Nell’Alchimia la distillazione e i distillatori sono intimamente collegate tra loro.
Ciò deriva dalla costatazione che il processo della distillazione, seppure in modo simile, accade in Natura e nell’organismo di ogni vivente.
Il nostro corpo, ad esempio, ha di norma una temperatura di circa 36°C, che è mantenuta costante dai processi metabolici basali e con il dispendio di energia.
Varie ghiandole ed organi hanno strutture che somigliano a dei veri e propri capitelli dove avviene verosimilmente una deflemmazione, ovvero da cui dal sangue, dalla linfa o dal liquido interstiziale, con debole energia e calore, distilla la sostanza specifica e deputata a svolgere la particolare funzione.
Una conferma la ritroviamo nella malattia in cui si ha pure l’elevazione della temperatura corporea, che dimostra come in tale e difficoltoso stato il fabbisogno di “distillati” sia aumentato, per il maggiore dispendio che la malattia comporta e ciò nel tentativo di risolverla.
Gli Alchimisti per imitare la distillazione naturale, a debole energia e calore del corpo, che facilita le trasmutazioni, ricorrevano per lo più alla distillazione a bagnomaria.

Marcello Castroreale
mcastroreale@alice.it
Postato da Michelangelo Nicotra Domenica, 13 aprile 2014 08:30:00 (3056 letture)

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Natura e Co-Scienza: I maglioni colorati per salvare i pinguini
Comunicati
“A.A.A maglioncini per pinguini cercasi”. Potrebbe essere questo l’annuncio che una fondazione australiana ha lanciato per salvare i pinguini australiani. L’ente di Phillip Island da tempo ha deciso di far indossare queste indumenti agli animali per salvare loro la vita dopo che questi sono venuti a contatto con il petrolio sversato nel mare. L’indumento permette di evitare che cerchino di togliere con il becco...

twitter@fulviocerutti
Lastampa.it
Postato da Antonia Vetro Domenica, 13 aprile 2014 07:00:00 (1772 letture)

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Natura e Co-Scienza: L’Alchimia e l’estrazione delle sostanze vegetali (Parte III – Alchimia e distillazione)
Redazione
L'Alchimia è correlata alla scienza dell'Anima e dell'unione o fusione immortale delle due parti dell'uomo, del Corpo e dell'Anima. È anche la ricerca, interiore ed esteriore, che conduce ad entrare in risonanza con la Natura, con le sue due forze complementari per giungere all'armonia e alla vita eterna. Tutto ciò, similmente alla distillazione, costituisce un processo più o meno lungo e complesso, talora complicato e difficile, piuttosto che un fatto magico, istantaneo e miracoloso.
La scienza alchemica è stata sempre strettamente legata all'estrazione delle sostanze vegetali e alla loro distillazione, perché nei vegetali è presente l'Anima, il principio di Crescita - Vita, rappresentati dalle essenze o oli essenziali che producono, correlati alla dualità della manifestazione fisica, al solve et coagula, alla trasfigurazione da una forma ad un'altra. Difatti la manifestazione universale è possibile mediante l'interazione di due fasi o principi inversi, che in realtà sono complementari e cioè essa si alterna dal manifestato al non manifestato e viceversa.
La cosa straordinaria e per molti versi sorprendente è che questi due stati sono sempre perfettamente simultanei e contemporaneamente invertibili. E sovente ciò non è facilmente comprensibile.

Marcello Castroreale
mcastroreale@alice.it
Postato da Michelangelo Nicotra Domenica, 06 aprile 2014 08:30:00 (2656 letture)

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Natura e Co-Scienza: L’Alchimia e l’estrazione delle sostanze vegetali (parte II – Decomposizione e fermentazione alcolica / 2)
Redazione
Condizioni favorevoli e ottimali per la fermentazione alcolica
I lieviti, come tutti gli altri organismi biologici, necessitano di  numerosi elementi nutritivi.
Lo zucchero costituisce per essi il principale alimento.
In generale tutti i liquidi zuccherini ottenuti dai vegetali, hanno nella loro composizione gli elementi necessari per la moltiplicazione e la vita dei lieviti.
Però in alcuni casi è necessario creare le condizioni ideali per la loro vita, regolando ad esempio il pH del mezzo con l’aggiunta di acido tartarico, con l’incremento della quantità di elementi azotati, minerali e vitamine.
A tale proposito è anche da segnalare, che un eccesso di alcune sostanze provoca il blocco dell’attività dei lieviti e nei casi più estremi la loro morte.
Lo zucchero, in proporzioni superiori al 24 - 28 %, provoca tale evenienza, come pure il prodotto da loro stessi formato e cioè l’alcol.

Marcello Castroreale
mcastroreale@alice.it
Postato da Michelangelo Nicotra Domenica, 30 marzo 2014 08:30:00 (2808 letture)

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Natura e Co-Scienza: L’Alchimia e l’estrazione delle sostanze vegetali (parte II – Decomposizione e fermentazione alcolica / 1)
Redazione
Le piante con la fotosintesi clorofilliana solidificano la luce del Sole in zucchero, trasfigurandola poi in varie molecole che si combinano tra loro per originare ogni struttura e funzione in ogni tessuto, organo,  sino a comporre così l’intero organismo. Tali sostanze e molecole sono mantenute dalle due forze complementari che gli Egizi chiamavano ordine (Horus) e caos (Set); quindi l’armonia è alla base della stabilità di ogni organismo e sistema. Difatti la stabilità del tessuto, dell’organo, dell’organismo o del sistema viene persa allorquando il metabolismo non è più in equilibrio, e quando una parte complementare comincia a prevalere sull’altra in modo significativo e sempre più permanentemente.

Marcello Castroreale
mcastroreale@alice.it
Postato da Michelangelo Nicotra Domenica, 30 marzo 2014 08:15:00 (3457 letture)

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Natura e Co-Scienza: Origine, geomorfologia, stratigrafia e vegetazione del sistema collinare compreso tra Motta S. Anastasia, Misterbianco e Catania
Redazione
Delimitato dalla rete viaria che collega i centri urbani di Motta S. Anastasia (colline: Ninfo, Cannicciola, Milione, Sieli, Valanghe d’Inverno, Rinazzo), di Misterbianco (colline: Port.la dei Sieli, Mezzocampo, Gilestri) e di Catania (colline: Gilestri e Monte Po), si situa un sistema collinare costituito con un’altimetria che non supera i 600 m slm. L’area è attraversata nella parte centrale dalla strada provinciale 12/II Incarozza. Segnando nella cartografia IGMI tre vertici in Bivio Bottoga, P.go Cravona/Monte Po e contrada Rinazzo, si ottiene un triangolo rettangolo dalla superficie di circa 1200/1300 ha. Le colline hanno un suolo prevalentemente sedimentario - alluvionale e in alcune limitate zone di tipo lavico (Neck di Motta S. Anastasia, con colonne laviche prismatiche alla base. Propaggini basaltici affioranti nel vallone dei Sieli in cui scorre il torrente omonimo). Tale sistema collinare si è originato nel corso di un tempo estremamente lungo ed è stato plasmato dalle forze geologiche, dal vento, dall’acqua (precipitazioni meteoriche, torrenti, fiumi o corpi idrici superficiali, ambienti di sedimentazione: lacustre, lagunare), dal clima e dalla rapida o lenta deposizione in acqua dei diversi componenti di terra ...

Marcello Castroreale
mcastroreale@alice.it
Postato da Michelangelo Nicotra Sabato, 29 marzo 2014 09:30:00 (2429 letture)

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Natura e Co-Scienza: La gestione dei rifiuti in Sicilia e le colline di Motta S. Anastasia, Misterbianco e Catania
Redazione
Gli organismi viventi ad un primo esame sembrano essere indipendenti dall'ambiente in cui vivono, poiché l'informazione appare procedere dal codice genetico o DNA sino alla composizione e struttura specifica. Tuttavia ciò non è del tutto vero ed analisi più approfondite portano alla conclusione che l'ambiente, cioè l'intorno o il luogo in cui si vive e dove si è in interazione con gli altri viventi, è parecchio determinante e fondamentale per ogni organismo, poiché da esso si origina quel flusso di materia e di energia indispensabile per scatenare nella materia "inerte" quelle trasformazioni che rendono il cibo, l'aria, l'acqua e "perfino i pensieri, le emozioni, le sensazioni e i sentimenti, corpo vivente specifico" (A. Ceruti, 1986).
La cura e la difesa dell'ambiente naturale e della sua salubrità ed integrità non è dunque qualcosa di astratto e che non ci appartiene, perché è invero un impegno e un dovere per tutti e un atto d'amore verso noi stessi, perché senza di esso è impossibile la vita e il mantenimento del nostro corpo. La Sicilia dal punto di vista ambientale e nei suoi vari contesti naturali si ritrova, per le particolari vicende umane, storiche e culturali, accadute nel corso del tempo, in fase di degradazione ambientale, territoriale, paesaggistica, vegetazionale, che diventa di conseguenza socio-culturale ed economica.

Marcello Castroreale
mcastroreale@alice.it
Postato da Michelangelo Nicotra Domenica, 23 marzo 2014 09:00:00 (1998 letture)

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Natura e Co-Scienza: L’Alchimia e l’estrazione delle sostanze vegetali (parte I - Alchimia e tecniche di estrazione)
Redazione
Albero alchemicoUna magica e stupefacente Alchimia si realizza istante per istante nel Regno Vegetale, in ogni tessuto ed organo, in ogni pianta e in ogni organismo vegetale, per donare grazie alla luce del Sole la vita.
Infatti la luce, in quel mirabile laboratorio delle piante che sono i tessuti vegetali, con la fotosintesi clorofilliana determina l'assorbimento dell'anidride carbonica e allo stesso tempo il rilascio dell'ossigeno in atmosfera necessario per gli altri viventi.
È verosimile che nel processo e con la clorofilla si realizzi una prima fase alchemica, cioè la compressione coerente delle onde sinusoidali della luce, che con l'anidride carbonica e in tal modo si condensa e si solidifica in zucchero.
Successivamente col metabolismo vegetale, tale sostanza o luce solidificata si trasfigura in innumerevoli composti che sono i metaboliti primari e secondari, che diventano cibo per gli altri organismi viventi, incapaci di nutrirsi da se stessi e sostanze di interesse farmacologico e clinico. Le piante sono gli Alchimisti più importanti, capaci, straordinari, preparati, profondi ed esperti esistenti sulla Terra.

Marcello Castroreale
mcastroreale@alice.it
Postato da Michelangelo Nicotra Domenica, 23 marzo 2014 08:30:00 (3562 letture)

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Natura e Co-Scienza: Lo straordinario metabolismo delle piante (parte II)
Redazione
Lo straordinario metabolismo delle piante L’interesse per i metaboliti secondari riguarda le sostanze coloranti, aromatiche e farmacologiche.
La quantità e la qualità di queste sostanze contenute nella pianta variano secondo diversi fattori ed elementi che intervengono nella loro biosintesi e con lo stadio di sviluppo della pianta e l’ambiente, e quindi la raccolta delle piante coincide con il tempo balsamico in cui è più alto il contenuto dei principi attivi che corrisponde, in generale, al periodo successivo alla fioritura e prima della fecondazione.
Il contenuto di molecole attive non è lo stesso in tutta la pianta, ma può essere di più in alcune parti.      
Alcuni principi attivi si ritrovano di più nella corteccia, nelle foglie, nei fiori, nei frutti, nei semi,  nella radice, nei tuberi, nei rizomi e nelle gemme che contengono gran parte dell’energia della pianta.   
Il seme è una riserva autonoma di nutrienti necessari per la futura pianta composto in prevalenza da glucidi, lipidi e protidi, da cui si estraggono amidi e oli vegetali. Oltre che nelle parti della pianta i metaboliti secondari dei vegetali si riversano nelle loro secrezioni (resina, gomma, lattice).
Inoltre nonostante la complessità e la diversità che caratterizza tali molecole, ogni sostanza è costituita da una semplice molecola di base sovente unita ad altre simili.

Marcello Castroreale
mcastroreale@alice.it
Postato da Michelangelo Nicotra Domenica, 02 febbraio 2014 08:30:00 (2372 letture)

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Natura e Co-Scienza: Lo straordinario metabolismo delle piante (parte I)
Redazione
Lo straordinario metabolismo delle pianteIl regno vegetale è sorprendente e nonostante tutti i progressi scientifici  fatti dall’uomo è ancora per buona parte misterioso e c’è ancora tanto da scoprire anche riguardo al metabolismo vegetale, che è davvero molto complesso ed elaborato. Ciò è unito alla sottostima e alla superficiale conoscenza delle piante che, in generale, la gente ritiene al più e sovente delle presenze di scarsa importanza. Infatti un albero si taglia senza pensarci tanto, tant’è che perfino attribuire ad una persona il termine di vegetale ha assunto nel linguaggio corrente il significato di dispregio e di scarsa importanza. Nel nostro comune modo di pensare e di agire a tanto di profondamente errato siamo arrivati.
I vegetali invero sono tutt’altro e molto più avanzati di quello che comunemente si crede.
Inoltre sono al fondamento della vita e dell’esistenza di ogni cosa e di ogni essere e ciò non sarà mai abbastanza ripeterlo. Sono organismi modulari e autotrofi in grado di ricostituire le parti che perdono e di nutrirsi da se stessi e necessitano di elementi di base quali: l’acqua, i minerali e l’anidride carbonica, che vengono assorbiti dall’ambiente in cui vivono e cioè dal suolo e dall’atmosfera.

Marcello Castroreale
mcastroreale@alice.it
Postato da Michelangelo Nicotra Domenica, 26 gennaio 2014 08:30:00 (4145 letture)

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Natura e Co-Scienza: La fotosintesi clorofilliana fonte della vita (parte II)
Redazione
Il regno vegetale e alcuni gruppi di batteri includono gli organismi autotrofi capaci, con la fotosintesi clorofilliana, di nutrirsi di sostanze inorganiche trasformandole in sostanze organiche assimilabili. Tali organismi sono i costruttori della biosfera, mentre gli eterotrofi, incapaci di nutrirsi da se stessi, consumano la biosfera. Ovviamente questi organismi sono tra loro complementari e coinvolti nei cicli della Terra regolati dall’armonia, che tuttavia data la complessità dei sistemi viventi, può subire alterazioni di vario tipo e in particolare per azione antropica.
La fotosintesi clorofilliana è ciò che sostiene la vita mediante una piccola corrente elettrica mantenuta dalla luce del Sole. La reazione complessiva della fotosintesi è la seguente: 6CO2 + 12 H2O + energia luminosa -> glucosio (C6H12O6   /   CH2O) + 6O2+ 6 H2O

Marcello Castroreale
mcastroreale@alice.it
Postato da Michelangelo Nicotra Domenica, 15 dicembre 2013 07:45:00 (1872 letture)

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Natura e Co-Scienza: La fotosintesi clorofilliana fonte della vita (parte I)
Redazione
Gli antichi Egizi raffiguravano il disco solare sormontato dal simbolo della vita o della croce ansata o ankh, che ha il significato di vita terrestre, di immortalità e di armonia degli opposti o meglio dei complementari, senza la quale sopravviene la morte e la fine di ogni cosa. Tale  simbolo richiama l’integralità e la ciclicità della vita ed è di immediata e facile comprensione, cioè dalla radiazione del Sole con l’interazione delle piante sono elargiti a tutti i viventi i doni della luce, del calore, della vita e dei cicli terrestri, interpretati in forma simbolica dalla croce a T o “tau”  e dall’elisse posta sopra.
Inoltre in molte raffigurazioni murali dei templi egiziani il disco solare è  irradiante dei raggi, ognuno dei quali termina con una piccola mano che dona l’ankh, cioè la vita.
Tale simbologia è di una disarmante quanto stupefacente semplicità e tuttavia comunica chiaramente all’osservatore la complessità del mondo e che la vita sul nostro pianeta dipende interamente dalla radiazione solare, cioè dalla stella a noi più vicina e dai vegetali che riescono, con la fotosintesi clorofilliana, a catturarla e a trasformare l’energia elettrica generata dalla luce in sostanza, che è di nutrimento per i vegetali stessi e tutti gli altri  viventi.

Marcello Castroreale
mcastroreale@alice.it
Postato da Michelangelo Nicotra Domenica, 01 dicembre 2013 08:00:00 (2377 letture)

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Natura e Co-Scienza: Il suolo, ciclicità della vita e l'immortalità
Redazione
"Il suolo è la sorgente della vita;
solo l’inettitudine umana può inaridirla."
P. Principi
Il suolo, costituito per circa l’80% da minerali silicati, deriva dalla disgregazione delle rocce (eruttive, sedimentarie, metamorfiche), che avviene in generale con due differenti tipi di alterazioni, quella fisico-meccanica (interazione dovuta a forze di massa o di volume) con la quale si ottengono i frammenti più grossolani (regolite) a cui segue quella chimico-organogena (interazione dovuta a forze di superficie). Il passaggio dalla prima alla seconda modalità di alterazione si ha con l’idoneo aumento della superficie specifica (Sp= S/M), che si verifica al diminuire delle dimensioni delle particelle o dei granuli del suolo. Difatti un cubo di 1 m di lato ha una superficie complessiva di 6 m2 e se venisse tagliato a metà attraverso le sue facce ne risulterebbero 8 piccoli cubi dalla superficie di 12 m2  (1 g di argilla, dalle dimensioni ridottissime Ø ≤ 0,002 mm, arriva a sviluppare circa 800 m2 di superficie).  L’aumento della superficie specifica dei granuli innesca quindi le reazioni chimiche ed organiche, che consentono la formazione delle particelle di terreno più minute come i colloidi minerali (argilla) ed organici.

Marcello Castroreale
mcastroreale@alice.it
Postato da Michelangelo Nicotra Martedì, 15 ottobre 2013 07:00:00 (2020 letture)

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Natura e Co-Scienza: L’Istruzione agraria in Sicilia e l’Istituto Agrario di Adrano
Redazione
Il regno vegetale comprende il 99.9 % degli organismi viventi sul nostro pianeta ma a causa dell’apparente loro immobilità e dell’erroneo convincimento della superiorità degli animali e dell’uomo, esso è sottostimato. Difatti la stragrande maggioranza di noi crede, sbagliando, che le piante non abbiano sensi, memoria ed intelligenza, quando invero hanno più di 20 sensi rispetto ai nostri 5, memorizzano quanto accade attorno a loro, comunicano, seppure in un modo diverso da quelli che conosciamo, con tutto quanto vive nell’ambiente ed hanno probabilmente un’intelligenza di molto superiore alla nostra. Il cervello delle piante è individuabile nelle radici in cui si rintracciano gli stessi neurotrasmettitori e molecole neuro-attive (acido glutammico, GABA, Acetilcolina, serotonina, melatonina, etc.) di quelli presenti nel sistema nervoso animale.

prof. Marcello Castroreale
mcastroreale@alice.it
Postato da Redazione Martedì, 01 ottobre 2013 07:30:00 (3327 letture)

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Natura e Co-Scienza: La più grande discarica siciliana nel territorio di Motta S'Anastasia, che con l’ulteriore richiesto ampliamento forse diverrà, a questo punto, la più
Opinioni
L’ambiente è molto deteriorato e la Sicilia, rispetto anche a soli 200 anni fa, per cause antropiche è adesso quasi priva della vegetazione boschiva al di sotto dei 1200 m di quota, che invece prima ricopriva diffusamente la nostra regione, nonostante il clima non sia mutato rispetto a 400-500 anni fa. Ed allora è da chiedersi cosa resterà di noi alle generazioni future se continuiamo imperterriti in questa direzione. È quindi auspicabile che nelle scuole la materia di studio fondamentale per tutti gli alunni di ogni tipo di scuola diventi l’ecologia applicata, in modo da avere ognuno una seppure parziale conoscenza dei delicati equilibri ecologici che regolano il nostro bellissimo quanto fragile pianeta. Con una maggiore sensibilità verso l’ambiente scopriremo pure che i problemi della nostra regione non sono veramente quelli del bilancio, della criminalità e del lavoro, poiché questi invero, ad un esame attento, sono il riflesso dei danni antropici all’ambiente con  la riduzione fortissima della vegetazione, della dispersione dei rifiuti, dell’incuria dell’intorno e della conseguente disarmonia tra l’uomo e la natura.

Marcello Castroreale  - Motta S. Anastasia
mcastroreale@alice.it
Postato da Redazione Venerdì, 27 luglio 2012 10:00:00 (2158 letture)

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