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Didattica: Educazione Civica dibattito al senato il 13 giugno
Attività parlamentare
La legge istitutiva dell'Educazione civica /DPR n.585) porta la data del 13 giugno 1958 e la firma di Aldo Moro. Giovedì 13 giugno 2019 inizia in Senato la discussione del disegno di legge in tema di Educazione Civica. Relazionerà il Sen. Gianfranco Rufa e presenterà la proposte di emendamenti al testo approvato alla Camera dei Deputati. L'Apidge, (Associazione dei Docenti di Discipline Giuridiche ed economiche) ha fornito un contributo importante e seguirà da vicino l'attività del Legislatore e dei Vertici Ministeriali. L'insegnamento dell'Educazione Civica che sarà reintrodotto con la votazione finale dal prossimo anno scolastico non prevede un aumento di ore didattiche, ma entra trasversalmente nel percorso formativo dello studente, aiutandolo a sviluppare competenze di cittadinanza attiva e responsabile.

Giuseppe Adernò
Postato da Giuseppe Adernò Martedì, 11 giugno 2019 09:00:00 (516 letture)

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Didattica: Scendere tra i banchi
Redazione
Non c'è deduzione tra finalità educative e procedure didattiche, ma ci sono tentativi e percorsi di avvicinamento. Le finalità si possono incarnare in pratiche differenti,adattabili a contesti diversi, a diversi alunni e a diversi contenuti dell'apprendimento. Questo non significa che si è liberi da qualsiasi vincolo di coerenza, ma che bisogna con discernimento orientarsi verso quei modelli didattici ritenuti più adeguati alle situazioni date, sapendo in partenza che a-priori non ci sono metodi universalmente buoni e sempre efficaci. Il problema, allora, non è quale pratica adottare, ma quali apprendimenti si devono conseguire e misurare su questi la pertinenza dei mezzi e delle procedure usati, tenendo presente che una pratica non può essere separata dalle intenzioni che la sorreggono e dal modo in cui viene messa in atto.

Raimondo Giunta
Postato da Michelangelo Nicotra Mercoledì, 22 maggio 2019 19:00:00 (555 letture)

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Didattica: Bisogna volere imparare; non basta desiderare di sapere
Redazione
Il tempo scolastico non puo’ essere ampliato a piacimento nel tentativo di consentire alla scuola di adeguarsi alla crescita esponenziale delle conoscenze: è insormontabile lo scarto tra il loro sviluppo e ciò che è possibile insegnare. Ragione per cui dalla fase storica del riformismo scolastico segnato dal costante ampliamento delle discipline e dei contenuti si deve passare a quella della loro selezione, altrimenti la scuola rischia di soffocare per ingordigia. Se nessuno è in grado di prevedere che ne sarà di questa prodigiosa accumulazione di saperi e quali saranno i futuri scenari della società, chiaramente si impone sulla base di questi dati la necessità di ripensare il mondo dell’istruzione e della formazione. In questo processo di riorganizzazione culturale della scuola più che a nuovi ed estesi contenuti bisognerebbe dare maggiore spazio alla capacità di apprendere e di comprendere, a quella di sapere oltrepassare ciò che è abituale e familiare; bisognerebbe educare ad appropriarsi delle tecniche di investigazione, a problematizzare e ad analizzare i dati della realtà.

Raimondo Rosario Giunta
Postato da Michelangelo Nicotra Venerdì, 19 aprile 2019 10:00:00 (542 letture)

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Didattica: L'alunno non è un recipiente da riempire
Redazione
"Apprendere è mettersi in discussione; è confrontarsi con la realtà; è argomentare; è mettersi in rete. Apprendere non è aggiungere informazioni le une alle altre,ma cambiare livello di organizzazione delle informazioni" (A. Giordan). L'apprendimento si dà, se l’alunno impiega le sue risorse intellettuali per cercare di rispondere agli stimoli offerti dalla realtà e ai problemi che gli vengono posti ed è valido se riorganizza l’insieme delle sue conoscenze e le stesse modalità d’approccio nell’apprendimento. Non è con tutta evidenza un processo non lineare ed in esso intervengono simultaneamente la storia di chi apprende, le sue precedenti nozioni, il suo ambiente sociale e culturale e il desiderio di guadagnare nuove conoscenze. "Vi è un apprendimento autentico quando l'allievo è in grado di costruire il processo di apprendimento tramite scoperta, conquista e attribuzione di senso e di utilità al sapere acquisito" (M. Pellerey). L'insegnante nel processo di apprendimento dell’alunno non puo’ farsi da parte e deve svolgere il proprio ruolo di guida perché l'apprendimento dell'alunno sia stabile, significativo e fruibile. La sua funzione si colloca prima, accanto e dopo l'apprendimento e non è sensato ridimensionare il suo ruolo. Certamente l'alunno apprende da sè e nessuno può farlo al suo posto, ma appoggiandosi sul sostegno e l'esperienza altrui e soprattutto su quella dell'insegnante. Per apprendere l'alunno ha bisogno di essere collocato in situazioni di comunicazione, di scambio e di confronto con chi ha esperienza e conoscenza.

Raimondo Rosario Giunta
Postato da Nuccio Palumbo Lunedì, 01 aprile 2019 07:00:00 (3472 letture)

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Didattica: Anarchia
Redazione
C'è molta ignoranza, oggi, sul tema "anarchia". Si continua a impersonarla nei regicidi dell'Ottocento, o peggio nei black-block e nella guerriglia urbana. Si continua a intenderla come caos e distruzione mentre, viceversa, è sogno di armonia e di giustizia. E si ignora la profonda trasformazione che (e non da ora) ha modificato le idealità e perfino l'antropologia dell'anarchismo e dell'anarchico. Abbandonata ogni anacronistica idea insurrezionalista, di rivolta immediata e violenta, abbandonata l'idea ottocentesca e oggi inservibile d'un Potere incarnato in una figura dispotica o in un governo, e sempre avversando la concezione comunista della rivoluzione, oligarchico-burocratica e dagli esiti inevitabilmente tirannici, l'anarchia (che da Proudhon e Bakunin a Cafiero e Malatesta, da Tolstoj a Gandhi, da Emma Goldman a Landauer, da Kropotkin a Berneri, da Simone Weil a Chomsky e a Colin Ward, si è evoluta a ridosso delle profonde trasformazioni succedutesi in due secoli di storia) si va sempre più trasformando in un'occupazione pacifica e laboriosa dei gangli e degli interstizi del consorzio umano e del "mondo offeso" per instaurarvi liberi esperimenti di autogestione, di cooperazione, di economia condivisa e non asservita al mercato, di pedagogia antiautoritaria, di sperimentazione creativa, di armoniosa convivenza.

Antonio Klidas Di Grado
Postato da Nuccio Palumbo Domenica, 17 marzo 2019 08:00:00 (3794 letture)

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Didattica: Viva la nostalgia
Redazione
Non è un caso se il romanzo, oggi, è diviso tra visioni distopiche (il futuro come inevitabile apocalisse, il trionfo della tecnologia come controllo tirannico e soppressione delle libertà, l'omologazione come trionfo della mediocrità acritica) e nostalgie regressive (ritorni alla terra, saghe familiari, arcadie contadine e utopie libertarie). Escludo, ovviamente, i romanzi intimisti, che non mi interessano, e l'inflazione di gialli da consumo. Nei romanzi di qualche interesse il presente è schiacciato tra quel futuro da temere e quel passato da rimpiangere: letteratura a favore della "decrescita"?

Antonio Di Grado
Postato da Michelangelo Nicotra Mercoledì, 13 marzo 2019 09:30:00 (3069 letture)

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Didattica: 90° anniversario dei Patti Lateranensi
Redazione
A novant’anni dalla firma, dei Patti Lateranensi,  (11 febbraio 1919), documento storico che definisce i confini di diritti e doveri tra lo Stato e la Chiesa nel territorio italiano, la parola “chiave” che resta sempre valida è la “fattiva collaborazione” che consente “sia alla Santa Sede, sia alla Chiesa italiana di intervenire sul piano economico, sociale, culturale e caritativo per far pronte a tutte quelle forme di povertà che purtroppo oggi ancora affliggono il mondo”, come la crisi dei migranti.  Come ha dichiarato Mons. Bernard Ardura, presidente del Pontificio Comitato di Scienze Storiche.  “Novant’anni dopo, la cooperazione fattiva tra la Santa Sede e lo Stato italiano ancora oggi, soprattutto in questi anni di precarietà economica e sociale e più recentemente di crisi umanitaria, dimostra la bontà dei Patti Lateranensi”.

Giuseppe Adernò
Postato da Giuseppe Adernò Sabato, 09 febbraio 2019 07:00:00 (779 letture)

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Didattica: Noterella serale: del non ritorno dell’Ulisse dantesco
Redazione
“Considerate la vostra semenza:
fatti non foste  a viver come bruti,
ma per seguir vertute e canoscenza”.
(Inferno XXVI vv.118-120)
“Seguir vertute e canoscenza” significa seguire una conoscenza virtuosa, una conoscenza, sia pure eroica e coraggiosa, ma che si muova comunque dentro un orizzonte di eticità, dentro un limite, che vuol dire senso della misura, saggezza. Se così non fosse, se la conoscenza si risolvesse in pura e semplice “curiositas “, allora sì, che si correrebbe il rischio di fare “un folle volo”, un azzardo di volo, che non può non spegnersi nel gorgo mortale dell’insuccesso, del non ritorno.

Nuccio Palumbo
Postato da Nuccio Palumbo Domenica, 03 febbraio 2019 20:00:00 (700 letture)

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Didattica: Una scommessa d’amore
Redazione
Il volume "Multipla a raddoppio crescente ", opera prima di Paola Corradino, studentessa del Liceoclassico "Spedalieri", già alunna dell'Istituto "Parini" di Catania, è stato presentato presso la Libreria Feltrinelli con la partecipazione di un numerosissimo e qualificato pubblico, il giorno dopo la Giornata mondiale dell'Educazione, celebrata per la prima volta dall'Unesco il 24 gennaio e ne costituisce un fiore e un simbolo. Nell'agile raccolta di pensieri, racconti, sogni e dialoghi, Paola Corradino presenta un anziano pescatore che sente piangere una bambina delusa dal mondo e attraverso tante storie raccontate dall'alba al tramonto, la bambina capirà che c'è un rimedio alla guerra, alla fame, alla violenza. Ed ecco che il volume che, pur nella semplicità e immediatezza di pensieri e frasi comuni, già note espressioni di libri e canzoni, conduce il lettore in un viaggio onirico, come il disegno della copertina di Chiara Mazzotta, sovrapposizione di più livelli digitali assemblati con tecniche di trasparenza e fusione. La barca, il mare, il vento, la luna piena accompagnano un viaggio fantastico nel mondo dell'educazione ai valori, di cui il libro si rende testimone.

Giuseppe Adernò
Postato da Giuseppe Adernò Domenica, 27 gennaio 2019 09:30:00 (655 letture)

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Didattica: Lettera a Francesco Merlo
Rassegna stampa
Il Sud non è figlio di una storia minore” – Un Andrea Camilleri davvero in forma e senza peli sulla lingua in una fantastica lettera aperta al giornalista de “La Repubblica” Francesco Merlo, meridionale che però vede il sud solo attraverso i vecchi, logori luoghi comuni…! Una lettera aperta dello scrittore Andrea Camilleri replica al giornalista de “La Repubblica” Francesco Merlo, autore del video “Da Genova a Messina, le differenze di un’Italia flagellata“. Merlo è nato al Sud ma emigrato al Nord, e ora sostiene tra l’altro che “…È molto pericoloso aiutare il Sud….”. Francesco Merlo, così come altri editorialisti e ideologi de La Repubblica e del Corriere della Sera, stanno collaborando attivamente a quella che abbiamo definito la secessione reale del paese. E Andrea Camilleri non gliele manda a dire. “Ciccio, ti scrivo a nome di tanti siciliani e ti chiamo Ciccio perché anche tu sei siciliano essendo nato a Catania. Lo so che ti da fastidio, perché - avendo lavorato per 19 anni al Corriere della Sera e scrivendo da 10 anni per La Repubblica - probabilmente non ti piace essere chiamato “Ciccio”. Magari, dopo tanti anni al Corriere, parli pure milanese e Ciccio in milanese non suona bene. Ma io continuerò lo stesso a chiamarti Ciccio ok?
Postato da Nuccio Palumbo Lunedì, 14 gennaio 2019 10:00:00 (1341 letture)

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Didattica: Cittadini a scuola e cittadini nella società. La vita stentata dell’Educazione Civica
Redazione
Ogni comunità, piccola o grande che sia, consapevolmente e con diversi strumenti (premi, punizioni, consenso, coercizione, formalmente o informalmente) tende a educare le nuove generazioni per renderle disponibili ad accettare i principi e i valori che la regolano e a conoscerne la storia che l'ha costituita. La condivisione degli stessi valori e l'osservanza delle stesse regole sono per lo più ritenute necessarie per garantire una serena convivenza tra persone che si differenziano per interessi, stili di vita e opportunità. Per raggiungere questo obiettivo ci vuole una specifica attività formativa, che nelle attuali condizioni non puo' essere svolta se non dalla scuola. Nessuna comunità, oggi, accetta di assegnare alla scuola soltanto compiti di istruzione, di formazione intellettuale e professionale.

Raimondo Giunta
Postato da Nuccio Palumbo Giovedì, 10 gennaio 2019 19:00:00 (2750 letture)

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Didattica: 2019 Anno dell’educazione Civica
Redazione
Accogliendo l'invito del Comune di Firenze e dell'ANCI - Associazione dei Comuni d'Italia - sono state raccolte 55mila firme a sostegno della proposta di legge per introdurre l'Educazione alla Cittadinanza come materia autonoma nelle scuole di ogni ordine e grado. Anche il Comune di Catania ha contribuito a tale raccolta di firme. L'ha detto soddisfatto il presidente dell'Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, annunciando che la proposta di legge dei sindaci ha compiuto il suo cammino e nei primi giorni del 2019 verrà depositata per essere discussa e approvata, speriamo, entro l'anno come ha dichiarato anche Il Vicepremier e Ministro dell'interno Matteo Salvini "Dall'anno prossimo ci saranno 33 ore di educazione civica che si inseriscono nella normale programmazione scolastica. Educazione civica è espressione un po' alla vecchia maniera, adesso è educazione all'ambiente, educazione allo sport, educazione alla conoscenza della Costituzione, dei trattati europei".

Giuseppe Adernò
Postato da Giuseppe Adernò Mercoledì, 02 gennaio 2019 08:00:00 (721 letture)

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Didattica: Educare a scuola. La funzione educativa
Redazione
L'educazione dei giovani, oggi, è diventata un problema complesso e non facile da affrontare, perchè la responsabilità educativa è declinata in modo diverso da chi se ne dovrebbe fare carico e non sempre da costoro viene esercitata con la dovuta collaborazione. La responsabilità educativa nei confronti dei giovani ricade su chiunque per ruolo o per età con loro abbia o sia tenuto ad avere delle relazioni, anche se diverse per gradi di obbligatorietà . Nessuno, infatti, puo' essere responsabile nei confronti dei giovani come sono tenuti ad esserlo i genitori. La responsabilità educativa dei genitori costituisce "l'archetipo di ogni responsabilità"(H. Jonas) e si comprende come sia difficile rimediare ai danni procurati quando questa, come sempre più spesso accade, non viene esercitata, perchè ai giovani mancheranno la guida, il buon esempio, i consigli e la cura nello sviluppo delle proprie facoltà comportamentali, nella costruzione di capacità di relazione, nella formazione del carattere, nella sollecitazione a sapere e a capire. Verrebbe a mancare la preparazione alla vita in società.

Raimondo Giunta
Postato da Nuccio Palumbo Mercoledì, 19 dicembre 2018 07:00:00 (1122 letture)

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Didattica: Non voltare le spalle al sapere,ma ...
Redazione
- Pluralità dei saperi, pluralità dei linguaggi, pluralità delle intelligenze: complesso è il mondo in cui si collocano le scuole del terzo millennio. La scuola è costretta a rinnovarsi e a proporre un'idea di educazione che non può essere più ritagliata su un solo asse culturale, tantomeno sul primato logico-linguistico come è avvenuto fino a ieri o peggio ancora su una particolare figura di studente, estratta dall'ambito sociale che sul possesso di un codice linguistico ampio e ricco ha preteso di fondare e di legittimare le proprie posizioni sociali. - Prima di cominciare l'opera di ridefinizione dei compiti della scuola e della sua cultura bisogna chiedersi se l'istruzione, così come è ancora configurata, prepari gli studenti ad affrontare i problemi e le sfide della società contemporanea; se li prepari a capire le trasformazioni in atto e i riflessi che hanno sulla vita quotidiana;se gli fornisca strumenti per una vita soddisfacente;se riesca a infondere rispetto per le regole fondamentali della convivenza civile (N. Bottani).


Raimondo Giunta
Postato da Nuccio Palumbo Domenica, 09 dicembre 2018 08:30:00 (11741 letture)

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Didattica: Quando ero insegnante. Ricordi di scuola
Redazione
La poetica dell'umorismo di Pirandello aveva, quel giorno, fatto il suo effetto. Ne era sorta in classe una discussione vivace e accalorata tra i miei alunni. L'oggetto del "dibattimento" riguardava, ora, la messa a confronto di due forme di pessimismo: quello dell'agrigentino e quello del recanatese! Da che parte stare? Chi dei due nostri grandi poeti era il pessimista meno distruttivo e più "affidabile"? il pessimista "eticamente", e filosoficamente, più accettabile? Leopardi o Pirandello? La discussione, dopo una sudata ora abbondante, sembrava essersi arenata. Il nodo da sciogliere, del resto, non era facile; entrambi gli autori, cantori di una visione dolorosa della vita, avevano fatto breccia nel cuore e nella mente dei miei giovani alunni; e decidere a quale tristezza e male di vivere confidarsi, per non morire totalmente disperati, non era cosa da poco, per loro! Alla fine, comunque, venne il verdetto che trovò tutti d'accordo: ...

Nuccio Palumbo
Postato da Nuccio Palumbo Sabato, 01 dicembre 2018 20:00:00 (833 letture)

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Didattica: Un omaggio a un grande poeta
Redazione
Nel '25, appena ventunenne, parlando di sé, Neruda scriveva: "La gioia di bastare a se stessi non la possono conoscere gli equilibrati imbecilli che costituiscono una parte della nostra vita letteraria. Come cittadino, sono un uomo tranquillo, nemico delle leggi, dei governi, e delle istituzioni vigenti. Provo repulsioni per ciò che è borghese, e mi piace la vita della gente inquieta e insoddisfatta, siano questi artisti o criminali". Una dichiarazione, questa, che vale non solo un ritratto dell'uomo e del poeta, ma, anche, di un'epoca; quella, per intenderci, che, nata sotto il segno della violenza futurista e degli "schiaffi" al gusto del pubblico borghese, vede proprio nel '24 la pubblicazione del primo Manifesto surrealista di Brèton, cioè la prima seria ed esplicita affermazione di un'arte nuova e rivoluzionaria. Come tutti i poeti " desesperadi", ma anche "impegnati", e ideologicamente "schierati", Pablo Neruda non è sfuggito al destino di una vita errabonda e perseguitata, al destino di poeta incompreso o mal compreso, o parzialmente compreso. Ma tant'è, nessuno può, io credo, pretendere a questo mondo di non avere nemici, tanto meno poi un poeta che, quando è vero, e grande poeta, è sempre un distruttore e un provocatore.

Antonino Palumbo
Postato da Nuccio Palumbo Mercoledì, 28 novembre 2018 19:00:00 (488 letture)

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Didattica: Un dubbio iperbolico
Redazione
Giorno otto dicembre dell’anno scorso è stato pubblicato su Aetnanet un mio contributo dal titolo All’angolo! In quel lavoro evidenziavo le difficoltà e le incongruenze che sorgono con l’introduzione della nozione di angolo come“parte di piano”, argomentandole, a mio avviso, puntualmente. Tra esse alcune non marginali: - La somma di angoli ha senso solo per angoli “non troppo grandi”, quindi non si può parlare di multiplo di un angolo e, conseguentemente, di una sua misura. - Date due semirette qualunque di origine comune, la somma dei due angoli da esse individuate non ha senso perché essi non sono consecutivi avendo in comune due lati, e non uno solo. - L’angolo giro non dovrebbe esistere.
- La somma degli angoli interni di un poligono di n lati non può essere n-2 angoli piatti perché, pur ammettendo l’angolo giro e che questi sia tutto il piano, non può esistere un sottoinsieme del piano che contiene in senso stretto il piano stesso. - Non si può dimostrare che: in ogni quadrilatero convesso inscritto in una circonferenza gli angoli opposti sono supplementari.

Alfio Grasso
grassoalfino@yahoo.it
Postato da Michelangelo Nicotra Lunedì, 19 novembre 2018 18:00:00 (683 letture)

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Didattica: Come comprendere la Prima Guerra Mondiale?
Redazione
Abbiamo celebrato in questi giorni, in tutte le piazze d'Italia, con la fanfara al seguito, o più semplicemente con gli stendardi comunali e i sindaci compiaciuti con la fascia tricolore, e con la festosa partecipazione dei ragazzi delle nostre scuole, il Centenario della fine della Prima Guerra Mondiale. Ed abbiamo assistito pure ai "sermoni" di autorità civili e militari che c'hanno ricordato la "stupidità e l'inutilità della guerra" (ma già nel 1914 papa Benedetto XV lo disse ai capi delle potenze belligeranti, allorché si apprestavano a mandare i loro eserciti al fronte). Veramente la Grande Guerra è stata un'immane e inutile tragedia con oltre 16 milioni di morti, tra militari e civili, senza contare oltre 20 milioni, tra feriti e mutilati; tra i più terribili conflitti della storia dell'umanità, peraltro senza aver risolto nulla (le guerra non risolvono mai nulla!), e avviando l'inizio del "suicidio" del continente europeo. Praticamente un carnaio, una vera macelleria umana!

Angelo Battiato
Postato da Angelo Battiato Domenica, 18 novembre 2018 10:00:00 (781 letture)

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Didattica: Si fa presto a dire storia
Redazione
Purtroppo la storia non è una scienza esatta. Tanti si considerano storici e legittimati a scrivere libri di storia. Molti si ritengono competenti ad esprimere giudizi e ad interpretare eventi storici. Parecchi "testimoni oculari" di avvenimenti passati, dalla loro testimonianza, ne ricavano "libri di storia", che è come dire: uno spettatore d'una partita di calcio, sol perché guarda la partita, si considera un grande giocatore, o un ascoltatore d'un concerto si considera un grande musicista. Soprattutto, ahinoi, la storia la scrivono solo e sempre i vincitori! Si, si fa presto a dire storia! Per "fare storia" intanto bisogna conoscere in maniera approfondita fatti e avvenimenti, saperli collegare, dargli linearità, continuità, spessore; bisogna avere sensibilità, competenza, rigore, perizia, capacità intuitiva e senso della misura. Solo chi ha passione e vocazione riesce a "scendere in profondità" nei meandri della memoria e della coscienza dell'uomo. Si, dell'uomo! Bisogna cercare l'uomo, innanzitutto. Diceva Lucien Febvre, "la storia deve cogliere le persone. Chi si arroga il nome di storico, ma senza provare il bisogno di cercare, di trovare l'uomo là dove esso è (o dove talvolta si nasconde) - l'uomo vivente, l'uomo sensibile, l'uomo pieno di passioni e di ardore e di temperamento - non è che un erudito".

Angelo Battiato
Postato da Angelo Battiato Domenica, 04 novembre 2018 10:00:00 (978 letture)

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Didattica: Alla ricerca dell’Educazione Civica. Attivo al Comune un servizio di raccolta firme
Redazione
Il quotidiano "La Sicilia" ha pubblicato nell'ultima di copertina di sabato 27 ottobre il manifesto promosso dall'ANCI per diffondere la notizia della raccolta firme perché la Camera dei Deputati approvi la proposta di legge popolare promossa dal Comune di Firenze e dall'ANCI per reintrodurre in tutte le scuole di ogni ordine e grado e come materia di studio autonoma e con voto l'Educazione Civica con il nome di "Educazione alla Cittadinanza". Tale proposta assume una rilevanza sociale di grande importanza per colmare un vuoto di conoscenze e di cultura che, purtroppo, in questi anni ha avuto il sopravvento. La scuola, che prepara i cittadini di domani, ha il dovere di impartire un insegnamento strutturato e organico dei valori della Costituzione, dell'organizzazione dello Stato per far acquisire a tutti gli studenti il senso civico del rispetto, e del vivere in società, esercitando diritti e doveri. In questi anni l'Educazione Civica, considerata come "cenerentola delle materie", ha indossato il vestito della "trasversalità" nel girotondo delle "educazioni" stradale, ambientale, alla salute, alle pari opportunità, al bullismo, alla legalità, al gender, ma si constata che gli esiti di apprendimento e la modifica dei comportamenti civici, non sono avvenuti, come dimostrano i frequenti atti di violenza, ...

Giuseppe Adernò
Postato da Giuseppe Adernò Domenica, 04 novembre 2018 07:00:00 (807 letture)

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Didattica: Il senso della storia
Redazione
E adesso che l'hanno tolta pure come traccia per l'esame di maturità che senso ha studiare storia!? Adesso che neppure per i docenti di storia sarà una "priorità" completare il programma di quinto anno, "il più vicino a noi", chi studierà il Novecento!? Adesso che non sarà più nei pensieri, e negli incubi, della "notte prima degli esami", che fine faranno i manuali di storia!? Ma si, tanto a chi interessa ricordare il passato, e perché ricordare, poi!? A chi importa conoscere vicende, storie, lotte, speranze, sofferenze  di mille e mille uomini vissuti prima di noi!? Perché studiare la rivoluzione francese, la fine dell'Impero Romano d'Occidente e la guerra del Peloponneso!? Perché sapere della disfida di Barletta, della scoperta dell'America e della caduta del Terzo Reich!? Perché conoscere il codice di Hammurabi, il Codice di Napoleone e lo Statuto Albertino!? Insomma, perché conoscere la storia dell'uomo!?

Angelo Battiato
Postato da Angelo Battiato Domenica, 21 ottobre 2018 07:00:00 (809 letture)

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Didattica: Ripensare il curricolo del liceo classico. Un ciclo di seminari per docenti e dirigenti
Ministero Istruzione e Università
Si apre domani, giovedì 4 ottobre, a Torino il primo dei sei seminari territoriali dedicati al rinnovamento del curricolo del liceo classico dal titolo Digital humanities e beni culturali, progettati dalla Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e la Valutazione del Sistema Nazionale di Istruzione del MIUR in accordo di collaborazione con la Rete Nazionale dei Licei Classici. In continuità con le azioni intraprese negli anni passati e con il seminario nazionale La ragione tra natura, cultura, tecnologia, tenutosi a Roma nel maggio scorso, l’iniziativa intende valorizzare il ruolo della cultura umanistica nella sua accezione più ampia per la formazione dei giovani e dell’innovazione didattica e metodologica nell’apprendimento/insegnamento delle materie che compongono il curricolo del liceo classico. Gli incontri della durata di un giorno si svolgeranno nei mesi di ottobre e novembre nelle città di Venezia (15 ottobre), Cagliari (10 novembre), Portici (17 novembre), Firenze (24 novembre), Palermo (27 novembre) con il supporto degli Uffici Scolastici Regionali interessati e sono aperti alla partecipazione di tutti i docenti e dirigenti della secondaria di secondo grado come attività di formazione.

miur.gov.it
Postato da Michelangelo Nicotra Mercoledì, 03 ottobre 2018 15:00:00 (876 letture)

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Didattica: Ritorni l’Educazione Civica e si studi la Costituzione
Redazione
Ritorna ancora impellente e attuale il monito di Aldo Moro pronunziato alla Camera l'11 dicembre del 1947, accompagnato da numerosi applausi di approvazione: "La Carta costituzionale trovi senza indugio adeguato posto nel quadro didattico della scuola di ogni ordine e grado al fine di rendere consapevole la giovane generazione delle conquiste morali e sociali che costituiscono ormai sacro retaggio del popolo italiano" Queste parole motivano ancora di più l'impegno a dare concretezza e regolare ordinamento ad una disciplina scolastica che si dice "trasversale", ma che, in effetti, non viene insegnata in maniera sistematica e struttura con regolare valutazione e non solo mediante generici accertamenti di "competenze di cittadinanza" come avverrà nel corso dei prossimi esami di Stato a conclusione del ciclo scolastico.

Giuseppe Adernò
Postato da Giuseppe Adernò Mercoledì, 03 ottobre 2018 09:00:00 (724 letture)

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Didattica: Una scuola speciale IN S(i)EME
Redazione
Progetto didattico sperimentale di "scuola naturale" secondo la metodologia Montessoriana e di Steineriana. Nel cuore di Catania, tra via Caronda e via Canfora, zona Monserrato, l'Istituto paritario "San Vincenzo", gestito da una cooperativa di docenti e genitori, ha adottato quest'anno una classe sperimentale con un progetto didattico innovativo. Ragazzini di diverse nazionalità: inglese, spagnola, cilena, russa, giapponese frequentano il modulo della classe eterogenea, prima e seconda di scuola primaria con bambini dai cinque ai sette anni, adottando un progetto didattico "speciale" IN S(i)EME. Già nella grafica del nome si sintetizza la linea pedagogica della cura del piccolo seme che cresce con riferimento ai valori dell'amicizia e della cooperazione attiva che rende il bambino protagonista, attento alle emozioni e all'operatività. La regola pedagogica: "imparare vedendo fare" e "Imparare facendo" viene applicata nel concreto della giornata scolastica, nella quale si alternano momenti di ascolto, ad azioni svolte anche fuori la classe nel giardino e a contatto la natura, favorendo in tal modo una crescita sana ed equilibrata.

Giuseppe Adernò
Postato da Giuseppe Adernò Mercoledì, 26 settembre 2018 18:00:00 (653 letture)

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Didattica: Aldo Moro: il valore della scuola e della cultura in una società libera e democratica
Ministero Istruzione e Università
A quarant’anni dalla tragica scomparsa di Aldo Moro, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca intende ricordare la vicenda storica e umana di uno dei protagonisti della storia italiana contemporanea, per approfondire eventi fondamentali del nostro passato e per avvalorare tra le giovani generazioni il significato di una vita vissuta all’insegna del rispetto delle istituzioni repubblicane e della persona umana. La sua figura di uomo di Stato emerge già alla fine del la seconda guerra mondiale, quando nel 1946 Moro è eletto all’Assemblea Costituente come rappresentante della Democrazia Cristiana ed entra a far parte della Commissione dei Settantacinque che ha il compito di redigere il testo costituzionale. Da antifascista, democratico e cattolico il suo ruolo appare fondamentale nella definizione di quei principi che innervano la nostra carta costituzionale per costruire e ri-costruire sulla base dei valori di libertà, giustizia e solidarietà il tessuto morale e civile degli italiani, lacerato dalla dittatura fascista prima e dall’atroce conflitto mondiale poi. Negli anni successivi, ricopre alcuni fra gli incarichi governativi più importanti, compreso quello di Ministro della Pubblica Istruzione tra il maggio 1957 e il febbraio 1959, con il merito di introdurre l’educazione civica come materia di insegnamento nelle scuole medie, ritenuta indispensabile per formare fin dai banchi di scuola cittadini democratici e consapevoli, capaci di interpretare e realizzare una società aperta, plurale e democratica.

Il Direttore Generale
Maria Assunta Palermo
Postato da Michelangelo Nicotra Martedì, 08 maggio 2018 08:30:00 (1020 letture)

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Didattica: Matematica, realtà, società, cultura
Redazione
L'astrofisico Mario Livio racconta il seguente episodio. Durante una conferenza alla Cornell University, quando comparve sullo schermo la diapositiva con la scritta «Dio è un matematico?», uno degli studenti in prima fila si lasciò sfuggire: «Oh Dio, spero di no!». Questa "implorante" esclamazione esprime efficacemente lo sgomento che molti, giovani e meno giovani, provano nei confronti della matematica. Un significativo contributo per superare tale sconcerto può venire da una sana autocritica da parte di noi docenti, sul modo spesso "afflitivo" con cui presentiamo i vari argomenti, seguendo in maniera pedissequa gli aridi libri di testo. Sarebbe opportuno che ci facessimo guidare da due grandissimi della matematica e della fisica: Archimede ed Einstein. Il primo, in una lettera inviata a Eratostene, Direttore della Biblioteca di Alessandria, chiarisce che la matematica non è solo astrazione, è prima ancora e soprattutto: intuizione, ricerca di analogie, indagine mediante congetture plausibili, ottenute anche con esperimenti reali o concettuali: di questi ultimi fu l'ideatore che ebbe in Galilei un degno allievo. Il secondo, considerava la matematica un'espressione della creatività umana, come la musica, la poesia, l'arte visiva, seppure con le sue peculiarità.
In quest'incontro desidero: ...

Alfio Grasso
grassoalfino@yahoo.it
Postato da Michelangelo Nicotra Mercoledì, 11 aprile 2018 09:00:00 (1041 letture)

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Didattica: L'incontro e il caso. Romano Luperini al liceo Spedalieri di Catania
Istituzioni Scolastiche
L'incontro e il caso. Romano Luperini, all'auditorium "Salvatore Cuccia" del liceo classico Spedalieri di Catania, venerdì 23 Marzo 2018, ore 16,00 - 18,00. La lezione, che riprende il titolo del testo di Luperini da poco ripubblicato a dieci anni dalla prima uscita, sarà l'occasione per approfondire il tema dell'incontro contestualizzato nella letteratura europea, con riferimenti a Baudelaire, Stendhal, Musil e Joyce. Introduce A. Manganaro.

prof.ssa Carmen D’Antonio
Postato da Michelangelo Nicotra Mercoledì, 21 marzo 2018 08:00:00 (955 letture)

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Didattica: Lezione - seminario 'Allenando i ragazzi a strutturare un testo' - Il prof. L. Serianni al Liceo Galilei di Catania
Istituzioni Scolastiche
Giorno 19 gennaio 2018, dalle ore 11.15 alle ore 13, il Prof. Luca Serianni, Docente emerito di Storia della lingua italiana, linguista e filologo, incontrerà le classi Quinte del Liceo Statale "G. Galilei" di Catania in una lezione-seminario dal titolo "Allenando i ragazzi a strutturare un testo" sulle caratteristiche di un testo di taglio argomentativo, sul saggio breve e, in generale, sulla vigente Prima prova scritta degli Esami di Stato. Luca Serianni, tra i maggiori linguisti italiani, definito da molti "Mister italiano", ha da poco presentato la sfida nel suo nuovo incarico ministeriale come consulente per l'apprendimento della lingua italiana. Il Docente di Storia della lingua italiana a "La Sapienza" di Roma guiderà infatti una task force del Miur, composta anche da esperti Invalsi e insegnanti di liceo, per arginare le carenze linguistiche degli studenti delle scuole superiori di I e II grado, dopo l'allarme dei 600 intellettuali e docenti universitari lanciato lo scorso febbraio.

Mariangela Testa
Docente di Materie letterarie del Liceo "G. Galilei" di Catania
Postato da Michelangelo Nicotra Domenica, 14 gennaio 2018 08:00:00 (1588 letture)

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Didattica: La difficile scommessa dell’istruzione professionale / 7 - conclusioni
Redazione
Il modello formativo dichiarato per gli Istituti Professionali è il sistema duale, introdotto di fatto in Italia con la riforma del mercato del lavoro e con la cosiddetta Buona Scuola ;un modello formativo integrato tra scuola e lavoro , mutuato dalla Germania;un modello che propone la prevalenza delle esperienze lavorative sulle discipline scolastiche. Il sistema duale non vuole essere solo un intervento specifico di ordine metodologico , ma un approccio generale per una politica di transizione dall'istruzione al lavoro. Che ne faccia esperienza innanzi tutto l'Istruzione Professionale non deve sorprendere, perchè fin dagli inizi della sua storia ha fatto parte delle politiche sociali in termini di lotta alla disoccupazione, di promozione e di tutela delle condizioni individuali dei lavoratori.

Raimondo Giunta
Postato da Nuccio Palumbo Sabato, 16 dicembre 2017 07:30:00 (1427 letture)

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Didattica: All'angolo!
Redazione
Riassunto.
Scopo di questo piccolo lavoro è sottolineare le problematicità e le incongruenze legate al concetto di angolo. In particolare quelli dovuti all‟introduzione dell‟angolo come “parte di piano” o come intersezione o unione di semipiani chiusi, e nel prospettarne una possibile rimozione. Il concetto di angolo è senza dubbio quello che solleva le maggiori difficoltà nell‟insegnamento della geometria. Esse sono dovute, in parte a una terminologia imprecisa, in parte a un miscuglio confuso di varie nozioni matematiche, a esempio alla confusione tra angolo e sua misura, e anche all‟autentica difficoltà della questione. Vediamo di fare un po‟ di chiarezza, poiché sembra che anche noi insegnanti abbiamo le idee un...tantino confuse e i libri adottati presentano sugli angoli diverse contraddizioni. Per Euclide: «Angolo piano è l‟inclinazione reciproca di due linee rette sul piano, le quali s‟incontrino e non giacciano in linea retta». (Questa più che una definizione è un descrizione). Gli studiosi di Euclide sostengono che questa nozione di angolo è verosimilmente legata all‟apparente rotazione del Sole. Osservo che l‟angolo è pensato in sostanza come rotazione.
Alfio Grasso
Postato da Michelangelo Nicotra Venerdì, 08 dicembre 2017 08:00:00 (1219 letture)

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Didattica: La difficile scommessa dell’istruzione professionale / 6 - L’assetto didattico
Redazione
Metodologia
I testi normativi di riferimento, ( la Relazione di accompagnamento allo schema del Decreto Legislativo, il Decreto legislativo n. 61, il Pecup) sono disseminati di prescrizioni didattiche, a dir la verità tra di loro coerenti nel disegnare il nuovo volto dell'istruzione professionale e tutte in qualche modo correlate al modello dell'istruzione per adulti. Per mantenere fede alle intenzioni proclamate nelle disposizioni di legge gli istituti professionali sono autorizzati a disporre di un'ampia libertà nell'organizzazione dell'attività didattica. -Nel biennio, che normativamente è unico e non la somma di due diversi anni scolastici, si esprime innanzi tutto nella gestione dei tempi di lavoro delle attività didattiche. Non ci dovrebbero essere più trimestri o quadrimestri, ma periodi didattici determinati dalle dimensioni delle unità di apprendimento, che potrebbero oltrepassare un anno scolastico e agganciarsi a quello seguente, in funzione dei gruppi di livello venutisi a costituire dopo il bilancio delle competenze, sulla base del quale viene in seguito formulato il Progetto Formativo Individuale di ogni studente, che si iscrive al primo anno.

Raimondo Giunta
Postato da Nuccio Palumbo Venerdì, 08 dicembre 2017 07:30:00 (1232 letture)

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Didattica: La difficile scommessa dell’istruzione professionale / 5 - L’assetto didattico
Redazione
La personalizzazione
Nell'organizzazione didattica va cercata l'identità della nuova istruzione professionale più che nei curricoli dei suoi indirizzi. Il Decreto Legislativo n. 61 del 2017 ridisegna l'intero impianto dell'attività didattica, instaurando principi e regole che dovrebbero fare dei percorsi dell'Istruzione Professionale qualcosa di molto diverso da quello che sono i percorsi dell'Istruzione Tecnica, ma anche da quello che erano i propri percorsi tradizionali. La personalizzazione è uno dei tratti distintivi della rielaborazione dell'Istruzione Professionale. Se ne è sempre parlato, ma mai si era arrivati a definirla in termini organizzativi e in modalità procedurali. La personalizzazione deve animare il modello didattico(meglio forse pedagogico... ) e deve orientare lo studente nell'elaborazione del proprio progetto di vita e di lavoro. Affermazione risoluta, impegnativa, ma francamente eccedente le capacità della scuola e il suo diritto di orientare nel progetto di vita uno studente.

Raimondo Giunta
Postato da Nuccio Palumbo Giovedì, 07 dicembre 2017 07:00:00 (1275 letture)

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Didattica: La difficile scommessa dell’istruzione professionale / 4 - Il saper fare di qualità
Redazione
Le questioni irrisolte
L'Istruzione Professionale uscita dalla riforma del 2010 non è molto lontana da quella Tecnica (salvo per 3/4 ore di laboratorio), ragione per cui l'obiettivo di rafforzarne l'identità non è stato raggiunto . Come non bastasse con la struttura dei curricoli 2+2+1 dei suoi indirizzi, simili a quella dei Tecnici e dei Licei, l'Istruzione Professionale veniva a perdere l'uscita intermedia al terzo anno, suo tratto distintivo tradizionale anche dal punto di vista sociale e modo efficace per realizzare la sussidiarietà dell'Istruzione e Formazione Professionale Regionale per la concessione della qualifica di primo livello.

Raimondo Giunta
Postato da Nuccio Palumbo Mercoledì, 29 novembre 2017 07:30:00 (1385 letture)

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Didattica: La difficile scommessa dell’istruzione professionale / 3 - Un rientro complicato
Redazione
Un rientro complicato
Il rientro dell'Istruzione Professionale nelle competenze dello Stato , deciso con la legge n. 40 del 2007, è stata una soluzione pragmatica, ma in qualche modo violava il dettato costituzionale, che affida alle regioni l'intera filiera professionalizzante dell'istruzione. E' stata una scelta dettata dal buon senso e da un certo grado realismo ; lo si puo' dedurre dal fatto che, ritornate al governo, le forze che a suo tempo decisero la regionalizzazione dell'istruzione professionale e il suo accorpamento con l'istruzione tecnica non hanno riportato indietro le lancette dell'orologio, ma si sono adoperate per fare funzionare l'assetto che si era venuto a determinare con la legge n. 40 del 2007. In questo nuovo assetto l'Istruzione Professionale torna allo Stato, ma le Regioni gestiscono e possono sviluppare i percorsi triennali per la qualifica e quelli quadriennali per il diploma professionale. Un quadro d'insieme tutt'altro che semplice e semplificato.

Raimondo Giunta
Postato da Michelangelo Nicotra Giovedì, 23 novembre 2017 19:00:00 (1134 letture)

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Didattica: La difficile scommessa dell’istruzione professionale / 2 - Tra manutenzione e grandi progetti
Redazione
Il Cacciavite
Gli istituti professionali e gli istituti tecnici sono stati riportati sotto la direzione del Ministero della P. I e nell'ambito delle competenze dello Stato con una una legge di riconversione di un decreto recante misure urgenti per la tutela dei consumatori, la promozione della concorrenza, lo sviluppo delle attività economiche e la nascita delle nuove imprese(legge n. 40 del 2007). Che ci stia a fare la scuola in cotanto spazio economico-aziendale non è dato da comprendere; importante è che ad ogni buon conto si sia cercato di trovare una soluzione ragionevole ai problemi della formazione e dell'istruzione professionale. Ragionevole, ma non semplice. Il ministro allora facente funzioni disse che si doveva lavorare col cacciavite per arrivare a qualche risultato accettabile. Era forse l'unico attrezzo disponibile in Viale Trastevere. Risparmio agli eventuali lettori la citazione integrale dell'articolo 13 della legge 40/2007 e dei suoi commi, anche se si tratta di un testo memorabile di burocratese parlamentare/governativo. Ne riporto le decisioni che riguardano l'argomento che si sta trattando:

Raimondo Giunta
Postato da Nuccio Palumbo Giovedì, 16 novembre 2017 07:30:00 (1120 letture)

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Didattica: La difficile scommessa dell’istruzione profesionale / 1 - Alla ricerca della propria identità
Redazione
L'unico settore del sistema scolastico riconsiderato e riformulato nei suoi curricoli dai decreti delegati della Legge 107 è quello dell'Istruzione Professionale, peraltro ampiamente rimaneggiato con il Regolamento del 2010(DPR 87/2010). E questo è un elemento di riflessione che non bisogna trascurare. L'Istruzione Professionale in sè è un settore difficile da governare e costituisce una sfida continua per l'amministrazione del nostro sistema di istruzione e formazione, perchè è chiamato a dare risposte pertinenti e rapide alle innovazioni del mondo del lavoro e questo non è per nulla un compito facile e tantomeno, se assolto, valevole per molto tempo. Alla naturale e ricorrente difficoltà di essere vicina e attenta alle innovazioni del mondo del lavoro, si devono aggiungere quelle costituite dalla sua stratificazione territoriale, dalla molteplicità dei suoi indirizzi, ma anche dalla sua incerta identità in conflitto sia con l'Istruzione e Formazione Regionale, sia con l'Istruzione Tecnica.

Raimondo Giunta
Postato da Nuccio Palumbo Venerdì, 10 novembre 2017 07:00:00 (1305 letture)

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Didattica: Scuola, diploma in quattro anni: dal 20 ottobre al 13 novembre possibili le candidature da parte degli istituti per il Piano nazionale sperimentale
Ministero Istruzione e Università
Diploma in quattro anni, al via la presentazione delle candidature da parte delle scuole per la sperimentazione di percorsi di studio in quattro anni. È online da oggi il decreto che dà l’avvio al Piano nazionale di sperimentazione annunciato questa estate che coinvolgerà 100 classi di Licei e Istituti tecnici di tutta Italia. Da  venerdì 20 ottobre, e fino al 13 novembre prossimo, gli istituti potranno presentare le loro candidature...

Miur
Postato da Antonia Vetro Sabato, 21 ottobre 2017 07:00:00 (1434 letture)

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Didattica: Scuola e insegnanti di Religione
Redazione
Nel mese di ottobre la scuola è stata oggetto di particolari attenzioni nel mondo della Chiesa. Il 5 ottobre, Giornata mondiale degli insegnati, in un tweet Papa Francesco ha affermato: “La missione della scuola e degli insegnanti è di sviluppare il senso del vero, del bene e del bello”, invitando i docenti a costruire una relazione educativa con ogni allievo. In vista della 48ma Settimana sociale dei cattolici italiani, che si svolgerà a Cagliari, dal  26 al 29 ottobre, l’Ufficio nazionale per l’educazione, la scuola e l’università  della CEI il 13 ottobre promuove a Roma un momento di riflessione e dialogo su scuola, formazione e lavoro  e a Palermo, Sabato 14 ottobre si svolgerà la X Giornata pedagogica della scuola cattolica sul tema “L’educazione secondo Francesco”, che verrà introdotta dal Segretario Generale della CEI Mons. Nunzio Galantino. Il 18 ottobre a Palermo avrà luogo un convegno regionale degli Insegnanti di Religione sul tema: “L’IRC, una risorsa educativa nella scuola di oggi”. Questi appuntamenti costituiscono le tappe di un cammino che registra il sommerso dell’ordinarietà della vita sociale e scolastica.

Giuseppe Adernò
Postato da Giuseppe Adernò Lunedì, 16 ottobre 2017 06:00:00 (1492 letture)

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Didattica: L'Educazione civica in Svizzera torna nella scuola ... e in Italia?
Redazione
Nel Canton Ticino, grazie a un referendum popolare promosso da un imprenditore italiano, si legge sul quotidiano Avvenire del 30 settembre, gli studenti delle medie e delle superiori dovranno studiare Educazione civica come materia separata da storia. Il lettore Antonio Bovenzi scrive al direttore di Avvenire: "Forse sarebbe il caso di reintrodurre tale materia anche nell'ordinamento scolastico italiano" ed il direttore Marco Tarquinio così risponde:
Da anni ormai, siamo tra quanti auspicano il ripristino, ma vero e finalmente convinto, dell'insegnamento dell'Educazione civica nella scuola italiana. Anch'io personalmente mi sono speso per questo, e sono grato al professor Luciano Corradini, illustre pedagogista e già presidente del Consiglio superiore della Pubblica istruzione, che più di tutti l'ha fatto e lo fa. Certo, ho pure piena consapevolezza dell'obiezione, a tutt'oggi vincente, di chi ritiene che l'Educazione civica debba essere usata come una sorta di "lievito" nell'impasto dei "pani" di altri fondamentali insegnamenti.

Giuseppe Adernò
Postato da Giuseppe Adernò Lunedì, 02 ottobre 2017 06:00:00 (1273 letture)

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Didattica: Osservazioni sui programmi ministeriali: Houston abbiamo un problema!
Redazione
Houston abbiamo un problema!
L'uomo, dai suoi primordi, ha dovuto affrontare e risolvere problemi per sopravvivere.
Platone, nel Teeteto, dà un saggio dell'arte maieutica di Socrate proponendo un dialogo in cui questi aiuta uno schiavo a trovare la soluzione di un problema. Cartesio, conscio delle difficoltà nella risoluzione dei problemi, ha scritto le Regulae ad directionem ingenii. "Gli insegnanti comincino con punti interrogativi (problemi) piuttosto che con regole fisse" (Dewey). «La convinzione di risolvere ogni problema matematico è un potente incentivo per chi lavora (...). Noi sentiamo dentro di noi l'eterna voce: c'è un problema. Cerca la sua soluzione» (Hilbert). Tutta la vita è risolvere problemi (Popper). Dunque, da Socrate a Dewey, a Hilbert, a Popper, e tutt'ora il problem solving è lo strumento metodologicamente più efficace per l'apprendimento. Appare allora poco comprensibile che le Indicazioni ministeriali «non dettano alcun modello didattico-pedagogico» in nome della libertà d'insegnamento. È come se, dopo la rivoluzione nello studio delle lingue del metodo strutturale di De Saussure (1906), si suggerisse: fate un po' come vi pare!

Alfio Grasso, docente in pensione
grassoalfino@yahoo.it
Postato da Michelangelo Nicotra Giovedì, 07 settembre 2017 07:00:00 (1243 letture)

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Didattica: 4 Settembre: è TEMPO di scuola al Majorana di Milazzo
Istituzioni Scolastiche
Il primo Istituto in Italia ad aprire i battenti sarà il Tecnico Tecnologico "E. Majorana" di Milazzo, Lunedì 4 Settembre. La campanella, che dà il via all'anno scolastico 2017/2018, suonerà alle ore 8,30 per le 13 classi prime dell'Istituto, che trascorreranno la loro giornata inaugurale al Majorana, sperimentando i percorsi di accoglienza predisposti per le 7 specializzazioni (chimica, meccatronica, informatica e telecomunicazioni, elettronica, elettrotecnica e trasporti e logistica). Per le restanti classi, le lezioni inizieranno Martedì 5. Ad accogliere le oltre 300 " matricole" saranno il D.S. Stello Vadalà ed il corpo docente che, nel dare il benvenuto ai nuovi studenti, si proporranno come saldi punti di riferimento in quello che, per i prossimi cinque anni, sarà il loro percorso di formazione umana e professionale.

itimajorana.gov.it
Postato da Michelangelo Nicotra Lunedì, 04 settembre 2017 07:00:00 (1027 letture)

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Didattica: L'insostenibile leggerezza dell'essere ... un alunno con 'obiettivo minimo' o eccellente?
Opinioni
Io non riparo menti, non sono un medico pietoso. Non regalo sogni e pacche sulle spalle, non faccio lo psicologo dei miei studenti, sono un insegnante della scuola pubblica laica statale! L'ipocrisia abbinata all'arroganza  e alla saccenza è una brutta malattia. A molte mamme e papà interessa solo che il figlio venga promosso! A loro non interessa che il docente abbia tutti gli strumenti e che sia nelle migliori condizioni per insegnare: classi con un numero di studenti non superiori a 20, aumento delle ore d'insegnamento (Il TAR del Lazio aveva emesso 3 sentenze esecutive chiedendo l'immediata applicazione del ripristino delle ore cancellate dalla legge Tremonti-Gelmini ma non sono mai state eseguite dal Miur che è tutt'oggi fuorilegge!), stipendi adeguati alla media europea, fondi adeguati per il diritto allo studio, per l'inclusività, per la legalità, per le scuole e il loro funzionamento.

prof. Paolo Latella
docente di ruolo c/o l'ITE A. Bassi di Lodi
Postato da Michelangelo Nicotra Domenica, 25 giugno 2017 08:00:00 (1644 letture)

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Didattica: Il sistema formativo integrato
Redazione
L'adeguamento dei processi di istruzione e formazione alle esigenze del mondo del lavoro come luogo cruciale sia dell'occupabilità delle persone sia dello sviluppo economico ha posto all'ordine del giorno la necessità dell'integrazione dei vari segmenti dell'istruzione con la formazione professionale e di queste due realtà col mondo del lavoro. ISFOL ci ricorda che "per sistema formativo integrato si intende quell'insieme organico di offerte integrate tra istruzione, formazione professionale e lavoro,che giovani e adulti possono scegliere sulla base di percorsi individuali coerenti per contenuti e modalità di fruizione con i bisogni propri e del sistema economico" (Certificazione delle Competenze e lifelong learning" 2004). Il sistema formativo integrato è un passo necessario per la valorizzazione delle migliori opportunità formative esistenti in una particolare comunità ed esprime la consapevolezza che ogni singolo settore formativo ...

Raimondo Giunta
Postato da Nuccio Palumbo Lunedì, 29 maggio 2017 07:30:00 (1941 letture)

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Didattica: Adozione dei libri di testo nelle scuole di ogni ordine e grado – a.s. 2017/2018
Ministero Istruzione e Università
Nota prot. n° 5371 del 16/05/2017 – Adozione dei libri di testo nelle scuole di ogni ordine e grado – a.s. 2017/2018...

Miur
Postato da Antonia Vetro Lunedì, 22 maggio 2017 08:00:00 (1468 letture)

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Didattica: Riconoscere e certificare le competenze / 4
Redazione
Il diritto al riconoscimento delle competenze
Il riconoscimento delle competenze è " il procedimento attraverso cui un soggetto riconosce ad una persona il possesso di determinate conoscenze,competenze, qualifiche che la persona spenderà presso il soggetto che le ha riconosciute"(ISFOL). Le competenze certificate sono riconosciute quando si ottiene un credito formativo o un passaggio di qualifica. Il credito è il valore attribuito alle competenze comunque acquisite e che puo' essere riconosciuto nell'ambito di un diverso percorso di formazione e/o di lavoro. Perchè un credito sia tale, è necessario che ci sia un'autorità che lo riconosca o che obblighi a riconoscerlo, sulla base di accordi e di standard pre-definiti, gli attori di una relazione istituzionale nel campo dell'istruzione e della formazione e del lavoro.

Raimondo Giunta
Postato da Nuccio Palumbo Martedì, 16 maggio 2017 08:00:00 (1460 letture)

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Didattica: Riconoscere e certificare le competenze / 3
Redazione
Che cos'è la certificazione
La certificazione è l'atto di attribuzione ai risultati di apprendimento di un valore certo e unico per tutti i soggetti che condividono un sistema di standard di competenza . Per Isfol la certificazione è il "documento ufficiale con cui un'autorità riconosciuta attesta ad un soggetto il possesso di determinate competenze sulla base di determinati standard di riferimento(partecipazione ad un corso, tipo e livello di competenze acquisite, qualità di un prodotto formativo etc). Porta a trasparenza le competenze acquisite". La certificazione non è una mera compilazione, ma rappresenta un'azione complessa tale da richiedere la soddisfazione di diversi criteri tra cui:

Raimondo Giunta
Postato da Nuccio Palumbo Venerdì, 12 maggio 2017 08:30:00 (1644 letture)

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Didattica: Linee guida per la certificazione delle competenze nel primo ciclo di istruzione
Ufficio Scolastico Regionale
Le Linee Guida allegate ripropongono essenzialmente quelle precedenti (C.M. n. 3 del 13.02.2015) e accolgono le modifiche annunciate con nota prot. n. 2000/2017 di cui costituiscono parte integrante .Si allegano i modelli del primo ciclo...

USR Sicilia
Postato da Antonia Vetro Venerdì, 12 maggio 2017 07:00:00 (1527 letture)

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Didattica: Riconoscere e certificare le competenze / 2
Redazione
Il sistema nazionale di certificazione
La questione della certificazione e del riconoscimento delle competenze in qualsiasi ambiente acquisite viene presentata come un problema di grande rilievo sociale per ogni nazione che vi si vuole o vi si deve cimentare. Per quanto riguarda l'Italia, da tempo certificazione e riconoscimento delle competenze vengono ritenuti necessari per la creazione di un sistema formativo integrato e per istituire nuove relazioni tra formazione, persona, mercato del lavoro. Queste due operazioni consentirebbero di adeguarsi ai cambiamenti del mercato del lavoro e ai cambiamenti della natura del lavoro e costituirebbero anche un ampliamento del tradizionale diritto allo studio. Questo nuovo diritto si riferisce al patrimonio culturale acquisito dalla singola persona nella prospettiva della formazione lungo tutta la vita. "L'introduzione del valore del patrimonio culturale e professionale agito dalla persona, e debitamente documentato, estende l'idea di cittadinanza, comprendendo tutte le forme in cui la sua dedizione ad un compito e ad un'opera consente di migliorare la vivibilità della società e la sua stessa autorealizzazione". (D. Nicoli)

Raimondo Giunta
Postato da Nuccio Palumbo Mercoledì, 03 maggio 2017 07:45:00 (1733 letture)

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Didattica: Don Milani, Fedeli: “Il 5 giugno al Miur evento dedicato.
Ministero Istruzione e Università
Da Papa Francesco invito a memoria attiva della sua lezione” - Il prossimo 5 giugno “organizzeremo al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca un evento dedicato a Don Milani, a cinquant’anni dalla sua scomparsa e a cinque mesi dalla scomparsa di Tullio De Mauro, che tra l’altro a Don Milani ha dedicato attenzione e interesse. Ci saranno letture e collegamenti con le scuole: le sue parole e i suoi testi sono ancora oggi uno straordinario strumento per ogni educatrice e ogni educatore. La sua lezione, come ci ha ricordato Papa Francesco, è ancora attuale...

Miur
Postato da Antonia Vetro Mercoledì, 26 aprile 2017 07:00:00 (1421 letture)

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Didattica: Riconoscere e certificare le competenze / 1
Redazione
"La valorizzazione del sapere acquisito dall'individuo nell'arco di tutta la vita presuppone l'apertura di nuovi modi di riconoscimento delle competenze, al di là del diploma e della formazione iniziale, anzitutto a livello nazionale e locale"(Libro Bianco '95). Spazio comune europeo dell'apprendimento.
La certificazione e il riconoscimento delle competenze sono stati fin dagli anni '90 una preoccupazione costante della Comunità Europea. Col suo impulso ha reso inarrestabile l'ascesa del tema delle certificazioni e delle comparazioni tra le nazioni ai fini della creazione di uno spazio comune dell'apprendimento e del mercato del lavoro. Questo processo di avvicinamento dei sistemi di istruzione e formazione nazionali intende fornire nuove opportunità di mobilità e di formazione, anche al di fuori del proprio paese d'origine e anche al di là dei tempi tradizionalmente previsti, perchè lo spazio comune comune d'apprendimento non puo' non essere quello dell'apprendimento permanente. La Comunità Europea ne ha fatto un obiettivo centrale delle sue politiche di sviluppo delle risorse umane e un contenitore strategico per essere all'avanguardia come società della conoscenza. (G. Allulli)

Raimondo Giunta
Postato da Nuccio Palumbo Sabato, 22 aprile 2017 08:00:00 (1608 letture)

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Didattica: Elenco istituzioni scolastiche selezionate e di riserva cui assegnare assistenti di Lingua straniera - Anno Scolastico 2017/2018
Ufficio Scolastico Regionale
Si pubblica l’elenco delle istituzioni selezionate e di riserva cui assegnare per l’anno scolastico 2017/2018: n. 11 assistenti di lingua Francese; n. 6 di lingua Inglese; n. 2 di lingua tedesca; n. 1 di lingua Spagnola, giusto dispositivo prot. n. 8288 del 24/03/2017 del Dirigente dell’Ufficio IV - USR Sicilia.
Le scuole selezionate e quelle di riserva...

USR Sicilia
Postato da Antonia Vetro Martedì, 28 marzo 2017 07:00:00 (1719 letture)

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Didattica: Innovazione digitale, Fedeli: ‘Non solo nell’ora di informatica, deve diventare base della didattica’
Rassegna stampa
Nativi digitali a casa, ma a scuola senza tecnologie innovative. È la realtà con la quale spesso i nostri istituti sono costretti a fare i conti e sulla quale si è pronunciata il 23 marzo, la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, attraverso un messaggio inviato in occasione Meeting Nazionale sulla scuola digitale organizzato al Pilla di Campobasso.
Innovazione tecnologica: non solo...

Tuttoscuola
Postato da Antonia Vetro Lunedì, 27 marzo 2017 07:00:00 (1476 letture)

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Didattica: Attualità di un classico. Sobrietà, vigilanza, e libero arbitrio
Redazione
Perché attuale la ‘Commedia’ di Dante? Perché l’etica su cui si incardina la sua opera è quella neotestamentaria che, sostanzialmente, si richiama al senso della sobrietà e della vigilanza , al senso del dovere e della responsabilità dei nostri atti. Codesto richiamo, oggi, a mio avviso, non è certo di poco conto; è, anzi, di una attualità cogente, considerato che la nostra società, postmoderna, fluida, permissiva, percorsa da una precarietà che la rende insicura, caratterizzata dal pensiero cosiddetto debole, risulta essere parecchio disorientata dalla eteronomia dei riferimenti etici, e facilmente attratta da mode fatue e inconsistenti e da modelli culturali fuorvianti. A prova della attualità del messaggio della poesia di Dante, un richiamo della dolorosa storia d’amore di Paolo e Francesca, condannati all'inferno, nel cerchio dei lussuriosi.

Nuccio Palumbo
Postato da Nuccio Palumbo Domenica, 26 marzo 2017 07:30:00 (1365 letture)

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Didattica: Incontro con Ivano Dionigi, professore ordinario di Lingua e Letteratura Latina a Bologna al liceo Spedalieri di Catania - 23 marzo 2017
Istituzioni Scolastiche
Grazie alla generosa iniziativa della prof.ssa Rosa Maria D'Angelo, professoressa ordinaria di Lingua e Letteratura Latina a Catania, in contatto con la prof.ssa Carpino, nostra referente della Rete Nazionale dei Licei classici, il Liceo Classico "Nicola Spedalieri" di Catania avrà la preziosa occasione di incontrare l'illustre latinista, il professore Ivano Dionigi, professore ordinario di Lingua e Letteratura Latina a Bologna, che proporrà una riflessione su "Il latino, la parola, il tempo", a margine della pubblicazione del suo volume "Il presente non basta. La lezione del latino".
L'incontro avverrà giovedì 23 marzo alle ore 11 nella Biblioteca del nostro Istituto, nell'ottica di assicurare la diffusione di progetti di consolidamento degli studi classici, obiettivo sottolineato dalla Rete Nazionale dei Licei classici, di cui lo "Spedalieri" fa parte.

prof. Carmelo Napoli
Postato da Michelangelo Nicotra Martedì, 21 marzo 2017 08:30:00 (1427 letture)

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Didattica: Una valutazione sensata
Redazione
Per fare della buona valutazione ci vuole una certa dose di pragmatismo e la consapevolezza della sua funzione strumentale al raggiungimento delle finalità educative. Si fa valutazione per educare ed istruire meglio di quanto non si possa fare andando avanti senza fermarsi per vedere l'effetto che fa. Importante, necessaria la valutazione nel processo di formazione, ma senza indebite pretese di primato e senza farne la costante, assillante attività di ogni insegnante. C'è da preoccuparsi se a scuola manca la cultura della valutazione, ma molto di più ci si dovrebbe preoccupare del disorientamento culturale e pedagogico che rende casuale e insoddisfacente l'attività di formazione. Diverse sono le funzioni della valutazione e non sempre si riesce a comporle unitariamente, ad evitare i contrasti che possono renderla inefficace dal punto di vista educativo o poco credibile.

Raimondo Giunta
Postato da Nuccio Palumbo Martedì, 14 marzo 2017 08:00:00 (1368 letture)

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Didattica: Il Pensiero Scientifico. Dalle origini alla nascita della scienza moderna
Redazione
Unitarietà della cultura e “umanità” della scienza
Umanesimo e Scienza sono due facce complementari di una stessa medaglia: la Cultura. Da Parmenide - V secolo a.C. fino a Leibniz (1646-1716) - essa è stata, con le sue diverse articolazioni, la più alta espressione della mente umana. Poi, nel Romanticismo, una puerile disputa per il predominio dell’uno sull’altra, iniziata dal polemico inglese Blake, cui rispose per le rime Darwin, ha originato l’insensata separazione che dura in parte tutt’oggi e che ha relegato la scienza a figlia di un Dio minore. In relazione all’unitarietà della Cultura, una riflessione su Parmenide e Leibniz. Essi vi sono noti come filosofi. Il primo fu anche poeta e scienziato: scrisse in esametri, alcuni dei quali ispirati, alla maniera di Omero ed Esiodo, intuì le fasi della luna e identificò Ἓσπερος con  Φώσφορος.

Alfio Grasso
email grassoalfino@yahoo.it
Postato da Michelangelo Nicotra Lunedì, 13 marzo 2017 07:30:00 (1416 letture)

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Didattica: Linee Guida per la Certificazione delle Competenze nel primo Ciclo di Istruzione A.S 2016/17
Ufficio Scolastico Regionale
LINEE GUIDA PER LA CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE NEL PRIMO CICLO DI ISTRUZIONE A.S 2016/17...

USR Sicilia
Postato da Antonia Vetro Giovedì, 09 marzo 2017 07:00:00 (1367 letture)

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Didattica: 8 marzo, iniziativa 'Le studentesse contano' e Il Mese delle STEM
Ministero Istruzione e Università
La Giornata internazionale della donna ricorre l'8 marzo di ogni anno per ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui sono state oggetto e sono ancora in tutte le parti del mondo...

Miur
Postato da Antonia Vetro Sabato, 04 marzo 2017 07:00:00 (1305 letture)

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Didattica: Modello sperimentale di certificazione delle competenze nel I ciclo
Ministero Istruzione e Università
Adozione modello sperimentale di certificazione delle competenze nel I ciclo (CM n. 3/2015). Prosecuzione della sperimentazione, con modifiche e semplificazioni, a.s. 2016/17...

Miur
Postato da Antonia Vetro Giovedì, 02 marzo 2017 08:00:00 (1674 letture)

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Didattica: Assegnazione assistenti lingua straniera alle istituzioni scolastiche
Ministero Istruzione e Università
Nell'ambito del Programma di scambio di assistenti di lingua straniera, questa Direzione Generale offre, a un limitato numero di scuole italiane, l'opportunità di accogliere un assistente di lingua straniera (inglese, francese, spagnolo e tedesco) nel corso del prossimo anno scolastico 2018/2019...

Miur
Postato da Antonia Vetro Lunedì, 27 febbraio 2017 08:00:00 (1506 letture)

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Didattica: Giornata nazionale del Braille
Ministero Istruzione e Università
Fedeli: “Alfabeto della libertà, dell’uguaglianza, dell’inclusione. Scuola sostenga nuove generazioni, garantendo pari opportunità” - “Oggi si celebra la Giornata nazionale del Braille, invenzione che nonostante abbia ormai quasi due secoli è ancora uno straordinario strumento di conoscenza, sviluppo e integrazione per le ragazze e i ragazzi non vedenti impegnati in un percorso di formazione. Uno strumento che nulla ha perso della sua originaria carica innovativa e di emancipazione culturale e sociale. Il Braille infatti è stato, è e sempre più dovrà...

Miur
Postato da Antonia Vetro Martedì, 21 febbraio 2017 19:00:11 (1222 letture)

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Didattica: Né ragionevoli, né convincenti (nota a margine delle nuove norme sulla valutazione)
Redazione
Nel 2009 si era proceduto  già ad una sistematizzazione delle norme sulla valutazione degli alunni col Regolamento ,emanato con DPR n.122 del 22 Giugno. Evidentemente con il nuovo decreto delegato  si intende  mettere mano su questa materia per introdurvi delle novità.Si spera che  con gli aggiustamenti che possono essere apportati allo schema di decreto n.384 ne venga fuori un codice  coerente, pronto e utile  per i molteplici momenti dell’attività scolastica, quando è necessario ricorrervi. La valutazione è materia incandescente che bisogna sapere trattare con perizia ed è anche  attività con effetti multidirezionali, che non sono esclusivamente interni alla scuola e sui quali è molto alta l’attenzione della società.

Raimondo Giunta
Postato da Michelangelo Nicotra Martedì, 21 febbraio 2017 08:30:00 (1450 letture)

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Didattica: Gli strumenti della valutazione / 2
Redazione
Le rubriche
Nelle operazioni di valutazione si fa sempre più ricorso alle rubriche, che non poche somiglianze hanno con le griglie, dalle quali si distinguono per qualche tratto di diversità. E' una tendenza non trascurabile, anche se ancora non si puo' formulare un giudizio definitivo sulla loro efficacia e affidabilità. "Per rubrica si intende un prospetto sintetico di descrizione di una competenza, utile a identificare ed esplicitare le aspettative specifiche relative ad una data prestazione e a indicare il grado di raggiungimento degli obiettivi prestabiliti"(M. Castoldi). Per J. Mctighe e S. Ferrara la rubrica è "uno strumento generale di valutazione impiegato per valutare la qualità dei prodotti e delle prestazioni:consiste in una scala di punteggi prefissati e in una lista di criteri che descrivono i punteggi della scala". Le rubriche sono dei prospetti in cui verticalmente possono venire indicate le dimensioni di un "oggetto"prese in considerazione, orizzontalmente vengono indicati i livelli di qualità(o scala di punteggi) che si ritiene possibile raggiungere. Ogni livello(o porzione della scala) deve essere debitamente descritto in modo da potere desumere quali siano le operazioni che vanno compiute per inquadrarvi una prestazione.

Raimondo Giunta
Postato da Michelangelo Nicotra Mercoledì, 15 febbraio 2017 08:00:00 (1443 letture)

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Didattica: Giorno del Ricordo - 10 febbraio 2017
Ministero Istruzione e Università
Con la legge 30 marzo 2004, n. 92, il Parlamento italiano ha riconosciuto il 10 febbraio quale “Giorno del Ricordo”, con l’obiettivo di conservare e rinnovare la memoria della tragedia che ha colpito gli Istriani, i Fiumani e i Dalmati nel secondo dopoguerra, vittime delle Foibe e costretti all’esodo dalle loro terre...

Miur
Postato da Antonia Vetro Venerdì, 10 febbraio 2017 15:57:22 (1155 letture)

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Didattica: Indagine sul livello di competenza della lingua inglese per studenti del terzo anno di Scuole Secondarie di secondo grado.
Ufficio Scolastico Regionale
Indagine sul livello di competenza della lingua inglese per studenti del terzo anno di Scuole Secondarie di secondo grado.
Invito a partecipare...

USR Sicilia
Postato da Antonia Vetro Venerdì, 10 febbraio 2017 15:44:21 (1335 letture)

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Didattica: Studenti e atleti? Ora si può!
Ministero Istruzione e Università
Lezioni on line e tutor: il programma sperimentale per conciliare studio e agonismo arriva in tutte le scuole Già 415 studentesse e studenti coinvolti
Fedeli: “Progetto importante: sport e scuola non devono essere inconciliabili” Toccafondi: “Stiamo dando un supporto concreto all’istruzione delle giovani e dei giovani atleti di alto livello” - Conciliare l’attività agonistica con lo studio, la vita da studente con quella da atleta ora sarà possibile grazie al nuovo programma sperimentale previsto dalla legge Buona Scuola che ha preso il via ufficialmente da quest’anno scolastico, registrando già 415 studentesse e studenti degli istituti secondari di II grado...

Miur
Postato da Antonia Vetro Giovedì, 09 febbraio 2017 08:00:00 (1413 letture)

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Didattica: Riflessioni della maestra Margherita sull'Innovazione didattica a scuola di Giovanni Biondi - Presidente INDIRE
I video della scuola
Penso che l’intervento di Biondi sia più che altro banale e antiquatissimo, oltre che di spessore minimo. Tralascio peraltro il suo uso della lingua, tanto più che, Biondi a parte, vorrei invece provare a commentare questa questione cruciale che mi sta molto a cuore: la didattica delle discipline. Per quanto mi riguarda, si fa sempre lo stesso errore, e cioè quello di contrapporre la tradizione all’innovazione che la dovrebbe sostituire; e altresì, l’innovazione alla tradizione che dovrebbe essere preservata. Non capisco l’antinomia, che peraltro nessun docente serio contempla davvero, nel suo approccio didattico. Fino a quando ragioneremo in questi termini, non arriveremo da nessuna parte. Mi spiego: quando un docente ‘trasmette’ per esempio il suo sapere in una lezione frontale, generalmente trasmette un sistema di informazioni ben (si spera!) strutturate, organizzate in anni e anni di studi. Un sistema a cui si arriva per molti gradi e che l’allievo non può raggiungere da sé, in quanto non ne ha gli strumenti. Il docente cioè, non gli mostra il processo della ricerca, ma gli ‘trasmette’ i risultati già organizzati, gliene offre cioè una preziosissima ‘sintesi’.

La maestra Margherita
Postato da Michelangelo Nicotra Mercoledì, 08 febbraio 2017 08:30:00 (5843 letture)

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Didattica: Gli strumenti della valutazione / 1
Redazione
"La valutazione è una lettura della realtà alla luce di una griglia di riferimento (...). E' un atto di rottura col mondo dell'immediatezza per poterlo pensare, leggere, apprezzare attraverso le idee che ci si è fatti dell'essenza degli oggetti, di ciò per cui valgono e meritano di esistere (Ch. Hadji). "La valutazione consiste in un duplice processo di rappresentazione, il cui punto di partenza è la rappresentazione fattuale di un fenomeno e il punto di arrivo una rappresentazione ideale codificata dello stesso fenomeno" (J. M. Barbier).
Rigore e Affidabilità Le competenze non possono essere valutate con test, siano essi a risposta breve, siano essi a risposta multipla o con prove che non mettono a fuoco la capacità di utilizzazione delle conoscenze. Le competenze possono essere dimostrate solo attraverso una "produzione" complessa e molteplice, che bisogna analizzare da diversi punti di osservazione.

Raimondo Giunta
Postato da Nuccio Palumbo Lunedì, 06 febbraio 2017 08:30:00 (1486 letture)

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Didattica: Un insegnante perfetto (note a margine di un decreto)
Redazione
La perfezione come modello
Mi ero ripromesso di intervenire sui decreti delegati della 107 a cose fatte, ma col tempo mi sono convinto che questa scelta non ha molto senso, anche se non vedo come li si possa modificare nel breve lasso di tempo che è rimasto prima della loro definitiva approvazione. Speriamo che qualcosa avvenga, perchè c'è molto da ridire e da cambiare a cominciare da quello che riguarda la formazione iniziale e l'accesso ai ruoli di docente (Schema di decreto legislativo n. 377), di cui si intende parlare. Lo schema di decreto per gli sventurati che pensano di fare gli insegnanti prevede un percorso difficile e accidentato, come dovessero concorrere per il premio Nobel: laurea specialistica, concorso per titoli ed esami, percorso formativo triennale con valutazione intermedia e finale, che devono essere sempre positive per andare avanti e, per non guastare il tutto, chiamata in servizio da parte di un dirigente scolastico. Beninteso il buon insegnante non deve essere per gli studenti un evento casuale, una fortuna da contendere, ma il risultato di una scelta seria di selezione del personale che intende svolgere questa meritoria e difficile professione.

Raimondo Giunta
Postato da Nuccio Palumbo Domenica, 29 gennaio 2017 08:00:00 (1407 letture)

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Didattica: Valutazione autentica
Redazione
Le caratteristiche
L'insofferenza verso le prevalenti pratiche di valutazione, centrate sulle varie tipologie di test e ispirate al principio della certezza e della verificabilità, negli anni 90' ha portato negli USA alla creazione di un movimento per una valutazione che non si limitasse a sollecitare risposte facili da calcolare, ma che fosse ancorata a prove che richiamassero il tipo di lavoro che le persone concrete fanno. Una valutazione da cui si possa apprendere se gli alunni sono in grado di usare in modo intelligente ciò che hanno appreso in situazioni"che in modo considerevole li avvicinano a situazioni di adulti" (Wiggins). Per questa palese opposizione alle valutazioni tradizionali e standardizzate l'hanno chiamata valutazione autentica, perchè non valuta la riproduzione delle conoscenze, ma lo sviluppo, la costruzione e la capacità d'applicazione delle conoscenze.

Raimondo Giunta
Postato da Nuccio Palumbo Mercoledì, 25 gennaio 2017 07:30:00 (2069 letture)

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Bando per la selezione esperti esterni madrelingua inglese – I. C. 'G. Rodari' – Acireale
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