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Didattica: Aldo Moro: il valore della scuola e della cultura in una società libera e democratica
Ministero Istruzione e Università
A quarant’anni dalla tragica scomparsa di Aldo Moro, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca intende ricordare la vicenda storica e umana di uno dei protagonisti della storia italiana contemporanea, per approfondire eventi fondamentali del nostro passato e per avvalorare tra le giovani generazioni il significato di una vita vissuta all’insegna del rispetto delle istituzioni repubblicane e della persona umana. La sua figura di uomo di Stato emerge già alla fine del la seconda guerra mondiale, quando nel 1946 Moro è eletto all’Assemblea Costituente come rappresentante della Democrazia Cristiana ed entra a far parte della Commissione dei Settantacinque che ha il compito di redigere il testo costituzionale. Da antifascista, democratico e cattolico il suo ruolo appare fondamentale nella definizione di quei principi che innervano la nostra carta costituzionale per costruire e ri-costruire sulla base dei valori di libertà, giustizia e solidarietà il tessuto morale e civile degli italiani, lacerato dalla dittatura fascista prima e dall’atroce conflitto mondiale poi. Negli anni successivi, ricopre alcuni fra gli incarichi governativi più importanti, compreso quello di Ministro della Pubblica Istruzione tra il maggio 1957 e il febbraio 1959, con il merito di introdurre l’educazione civica come materia di insegnamento nelle scuole medie, ritenuta indispensabile per formare fin dai banchi di scuola cittadini democratici e consapevoli, capaci di interpretare e realizzare una società aperta, plurale e democratica.

Il Direttore Generale
Maria Assunta Palermo
Postato da Michelangelo Nicotra Martedì, 08 maggio 2018 08:30:00 (416 letture)

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Didattica: Matematica, realtà, società, cultura
Redazione
L'astrofisico Mario Livio racconta il seguente episodio. Durante una conferenza alla Cornell University, quando comparve sullo schermo la diapositiva con la scritta «Dio è un matematico?», uno degli studenti in prima fila si lasciò sfuggire: «Oh Dio, spero di no!». Questa "implorante" esclamazione esprime efficacemente lo sgomento che molti, giovani e meno giovani, provano nei confronti della matematica. Un significativo contributo per superare tale sconcerto può venire da una sana autocritica da parte di noi docenti, sul modo spesso "afflitivo" con cui presentiamo i vari argomenti, seguendo in maniera pedissequa gli aridi libri di testo. Sarebbe opportuno che ci facessimo guidare da due grandissimi della matematica e della fisica: Archimede ed Einstein. Il primo, in una lettera inviata a Eratostene, Direttore della Biblioteca di Alessandria, chiarisce che la matematica non è solo astrazione, è prima ancora e soprattutto: intuizione, ricerca di analogie, indagine mediante congetture plausibili, ottenute anche con esperimenti reali o concettuali: di questi ultimi fu l'ideatore che ebbe in Galilei un degno allievo. Il secondo, considerava la matematica un'espressione della creatività umana, come la musica, la poesia, l'arte visiva, seppure con le sue peculiarità.
In quest'incontro desidero: ...

Alfio Grasso
grassoalfino@yahoo.it
Postato da Michelangelo Nicotra Mercoledì, 11 aprile 2018 09:00:00 (541 letture)

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Didattica: L'incontro e il caso. Romano Luperini al liceo Spedalieri di Catania
Istituzioni Scolastiche
L'incontro e il caso. Romano Luperini, all'auditorium "Salvatore Cuccia" del liceo classico Spedalieri di Catania, venerdì 23 Marzo 2018, ore 16,00 - 18,00. La lezione, che riprende il titolo del testo di Luperini da poco ripubblicato a dieci anni dalla prima uscita, sarà l'occasione per approfondire il tema dell'incontro contestualizzato nella letteratura europea, con riferimenti a Baudelaire, Stendhal, Musil e Joyce. Introduce A. Manganaro.

prof.ssa Carmen D’Antonio
Postato da Michelangelo Nicotra Mercoledì, 21 marzo 2018 08:00:00 (487 letture)

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Didattica: Lezione - seminario 'Allenando i ragazzi a strutturare un testo' - Il prof. L. Serianni al Liceo Galilei di Catania
Istituzioni Scolastiche
Giorno 19 gennaio 2018, dalle ore 11.15 alle ore 13, il Prof. Luca Serianni, Docente emerito di Storia della lingua italiana, linguista e filologo, incontrerà le classi Quinte del Liceo Statale "G. Galilei" di Catania in una lezione-seminario dal titolo "Allenando i ragazzi a strutturare un testo" sulle caratteristiche di un testo di taglio argomentativo, sul saggio breve e, in generale, sulla vigente Prima prova scritta degli Esami di Stato. Luca Serianni, tra i maggiori linguisti italiani, definito da molti "Mister italiano", ha da poco presentato la sfida nel suo nuovo incarico ministeriale come consulente per l'apprendimento della lingua italiana. Il Docente di Storia della lingua italiana a "La Sapienza" di Roma guiderà infatti una task force del Miur, composta anche da esperti Invalsi e insegnanti di liceo, per arginare le carenze linguistiche degli studenti delle scuole superiori di I e II grado, dopo l'allarme dei 600 intellettuali e docenti universitari lanciato lo scorso febbraio.

Mariangela Testa
Docente di Materie letterarie del Liceo "G. Galilei" di Catania
Postato da Michelangelo Nicotra Domenica, 14 gennaio 2018 08:00:00 (1071 letture)

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Didattica: La difficile scommessa dell’istruzione professionale / 7 - conclusioni
Redazione
Il modello formativo dichiarato per gli Istituti Professionali è il sistema duale, introdotto di fatto in Italia con la riforma del mercato del lavoro e con la cosiddetta Buona Scuola ;un modello formativo integrato tra scuola e lavoro , mutuato dalla Germania;un modello che propone la prevalenza delle esperienze lavorative sulle discipline scolastiche. Il sistema duale non vuole essere solo un intervento specifico di ordine metodologico , ma un approccio generale per una politica di transizione dall'istruzione al lavoro. Che ne faccia esperienza innanzi tutto l'Istruzione Professionale non deve sorprendere, perchè fin dagli inizi della sua storia ha fatto parte delle politiche sociali in termini di lotta alla disoccupazione, di promozione e di tutela delle condizioni individuali dei lavoratori.

Raimondo Giunta
Postato da Nuccio Palumbo Sabato, 16 dicembre 2017 07:30:00 (928 letture)

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Didattica: All'angolo!
Redazione
Riassunto.
Scopo di questo piccolo lavoro è sottolineare le problematicità e le incongruenze legate al concetto di angolo. In particolare quelli dovuti all‟introduzione dell‟angolo come “parte di piano” o come intersezione o unione di semipiani chiusi, e nel prospettarne una possibile rimozione. Il concetto di angolo è senza dubbio quello che solleva le maggiori difficoltà nell‟insegnamento della geometria. Esse sono dovute, in parte a una terminologia imprecisa, in parte a un miscuglio confuso di varie nozioni matematiche, a esempio alla confusione tra angolo e sua misura, e anche all‟autentica difficoltà della questione. Vediamo di fare un po‟ di chiarezza, poiché sembra che anche noi insegnanti abbiamo le idee un...tantino confuse e i libri adottati presentano sugli angoli diverse contraddizioni. Per Euclide: «Angolo piano è l‟inclinazione reciproca di due linee rette sul piano, le quali s‟incontrino e non giacciano in linea retta». (Questa più che una definizione è un descrizione). Gli studiosi di Euclide sostengono che questa nozione di angolo è verosimilmente legata all‟apparente rotazione del Sole. Osservo che l‟angolo è pensato in sostanza come rotazione.
Alfio Grasso
Postato da Michelangelo Nicotra Venerdì, 08 dicembre 2017 08:00:00 (743 letture)

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Didattica: La difficile scommessa dell’istruzione professionale / 6 - L’assetto didattico
Redazione
Metodologia
I testi normativi di riferimento, ( la Relazione di accompagnamento allo schema del Decreto Legislativo, il Decreto legislativo n. 61, il Pecup) sono disseminati di prescrizioni didattiche, a dir la verità tra di loro coerenti nel disegnare il nuovo volto dell'istruzione professionale e tutte in qualche modo correlate al modello dell'istruzione per adulti. Per mantenere fede alle intenzioni proclamate nelle disposizioni di legge gli istituti professionali sono autorizzati a disporre di un'ampia libertà nell'organizzazione dell'attività didattica. -Nel biennio, che normativamente è unico e non la somma di due diversi anni scolastici, si esprime innanzi tutto nella gestione dei tempi di lavoro delle attività didattiche. Non ci dovrebbero essere più trimestri o quadrimestri, ma periodi didattici determinati dalle dimensioni delle unità di apprendimento, che potrebbero oltrepassare un anno scolastico e agganciarsi a quello seguente, in funzione dei gruppi di livello venutisi a costituire dopo il bilancio delle competenze, sulla base del quale viene in seguito formulato il Progetto Formativo Individuale di ogni studente, che si iscrive al primo anno.

Raimondo Giunta
Postato da Nuccio Palumbo Venerdì, 08 dicembre 2017 07:30:00 (774 letture)

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Didattica: La difficile scommessa dell’istruzione professionale / 5 - L’assetto didattico
Redazione
La personalizzazione
Nell'organizzazione didattica va cercata l'identità della nuova istruzione professionale più che nei curricoli dei suoi indirizzi. Il Decreto Legislativo n. 61 del 2017 ridisegna l'intero impianto dell'attività didattica, instaurando principi e regole che dovrebbero fare dei percorsi dell'Istruzione Professionale qualcosa di molto diverso da quello che sono i percorsi dell'Istruzione Tecnica, ma anche da quello che erano i propri percorsi tradizionali. La personalizzazione è uno dei tratti distintivi della rielaborazione dell'Istruzione Professionale. Se ne è sempre parlato, ma mai si era arrivati a definirla in termini organizzativi e in modalità procedurali. La personalizzazione deve animare il modello didattico(meglio forse pedagogico... ) e deve orientare lo studente nell'elaborazione del proprio progetto di vita e di lavoro. Affermazione risoluta, impegnativa, ma francamente eccedente le capacità della scuola e il suo diritto di orientare nel progetto di vita uno studente.

Raimondo Giunta
Postato da Nuccio Palumbo Giovedì, 07 dicembre 2017 07:00:00 (852 letture)

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Didattica: La difficile scommessa dell’istruzione professionale / 4 - Il saper fare di qualità
Redazione
Le questioni irrisolte
L'Istruzione Professionale uscita dalla riforma del 2010 non è molto lontana da quella Tecnica (salvo per 3/4 ore di laboratorio), ragione per cui l'obiettivo di rafforzarne l'identità non è stato raggiunto . Come non bastasse con la struttura dei curricoli 2+2+1 dei suoi indirizzi, simili a quella dei Tecnici e dei Licei, l'Istruzione Professionale veniva a perdere l'uscita intermedia al terzo anno, suo tratto distintivo tradizionale anche dal punto di vista sociale e modo efficace per realizzare la sussidiarietà dell'Istruzione e Formazione Professionale Regionale per la concessione della qualifica di primo livello.

Raimondo Giunta
Postato da Nuccio Palumbo Mercoledì, 29 novembre 2017 07:30:00 (819 letture)

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Didattica: La difficile scommessa dell’istruzione professionale / 3 - Un rientro complicato
Redazione
Un rientro complicato
Il rientro dell'Istruzione Professionale nelle competenze dello Stato , deciso con la legge n. 40 del 2007, è stata una soluzione pragmatica, ma in qualche modo violava il dettato costituzionale, che affida alle regioni l'intera filiera professionalizzante dell'istruzione. E' stata una scelta dettata dal buon senso e da un certo grado realismo ; lo si puo' dedurre dal fatto che, ritornate al governo, le forze che a suo tempo decisero la regionalizzazione dell'istruzione professionale e il suo accorpamento con l'istruzione tecnica non hanno riportato indietro le lancette dell'orologio, ma si sono adoperate per fare funzionare l'assetto che si era venuto a determinare con la legge n. 40 del 2007. In questo nuovo assetto l'Istruzione Professionale torna allo Stato, ma le Regioni gestiscono e possono sviluppare i percorsi triennali per la qualifica e quelli quadriennali per il diploma professionale. Un quadro d'insieme tutt'altro che semplice e semplificato.

Raimondo Giunta
Postato da Michelangelo Nicotra Giovedì, 23 novembre 2017 19:00:00 (740 letture)

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Didattica: La difficile scommessa dell’istruzione professionale / 2 - Tra manutenzione e grandi progetti
Redazione
Il Cacciavite
Gli istituti professionali e gli istituti tecnici sono stati riportati sotto la direzione del Ministero della P. I e nell'ambito delle competenze dello Stato con una una legge di riconversione di un decreto recante misure urgenti per la tutela dei consumatori, la promozione della concorrenza, lo sviluppo delle attività economiche e la nascita delle nuove imprese(legge n. 40 del 2007). Che ci stia a fare la scuola in cotanto spazio economico-aziendale non è dato da comprendere; importante è che ad ogni buon conto si sia cercato di trovare una soluzione ragionevole ai problemi della formazione e dell'istruzione professionale. Ragionevole, ma non semplice. Il ministro allora facente funzioni disse che si doveva lavorare col cacciavite per arrivare a qualche risultato accettabile. Era forse l'unico attrezzo disponibile in Viale Trastevere. Risparmio agli eventuali lettori la citazione integrale dell'articolo 13 della legge 40/2007 e dei suoi commi, anche se si tratta di un testo memorabile di burocratese parlamentare/governativo. Ne riporto le decisioni che riguardano l'argomento che si sta trattando:

Raimondo Giunta
Postato da Nuccio Palumbo Giovedì, 16 novembre 2017 07:30:00 (696 letture)

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Didattica: La difficile scommessa dell’istruzione profesionale / 1 - Alla ricerca della propria identità
Redazione
L'unico settore del sistema scolastico riconsiderato e riformulato nei suoi curricoli dai decreti delegati della Legge 107 è quello dell'Istruzione Professionale, peraltro ampiamente rimaneggiato con il Regolamento del 2010(DPR 87/2010). E questo è un elemento di riflessione che non bisogna trascurare. L'Istruzione Professionale in sè è un settore difficile da governare e costituisce una sfida continua per l'amministrazione del nostro sistema di istruzione e formazione, perchè è chiamato a dare risposte pertinenti e rapide alle innovazioni del mondo del lavoro e questo non è per nulla un compito facile e tantomeno, se assolto, valevole per molto tempo. Alla naturale e ricorrente difficoltà di essere vicina e attenta alle innovazioni del mondo del lavoro, si devono aggiungere quelle costituite dalla sua stratificazione territoriale, dalla molteplicità dei suoi indirizzi, ma anche dalla sua incerta identità in conflitto sia con l'Istruzione e Formazione Regionale, sia con l'Istruzione Tecnica.

Raimondo Giunta
Postato da Nuccio Palumbo Venerdì, 10 novembre 2017 07:00:00 (857 letture)

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Didattica: Scuola, diploma in quattro anni: dal 20 ottobre al 13 novembre possibili le candidature da parte degli istituti per il Piano nazionale sperimentale
Ministero Istruzione e Università
Diploma in quattro anni, al via la presentazione delle candidature da parte delle scuole per la sperimentazione di percorsi di studio in quattro anni. È online da oggi il decreto che dà l’avvio al Piano nazionale di sperimentazione annunciato questa estate che coinvolgerà 100 classi di Licei e Istituti tecnici di tutta Italia. Da  venerdì 20 ottobre, e fino al 13 novembre prossimo, gli istituti potranno presentare le loro candidature...

Miur
Postato da Antonia Vetro Sabato, 21 ottobre 2017 07:00:00 (978 letture)

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Didattica: Scuola e insegnanti di Religione
Redazione
Nel mese di ottobre la scuola è stata oggetto di particolari attenzioni nel mondo della Chiesa. Il 5 ottobre, Giornata mondiale degli insegnati, in un tweet Papa Francesco ha affermato: “La missione della scuola e degli insegnanti è di sviluppare il senso del vero, del bene e del bello”, invitando i docenti a costruire una relazione educativa con ogni allievo. In vista della 48ma Settimana sociale dei cattolici italiani, che si svolgerà a Cagliari, dal  26 al 29 ottobre, l’Ufficio nazionale per l’educazione, la scuola e l’università  della CEI il 13 ottobre promuove a Roma un momento di riflessione e dialogo su scuola, formazione e lavoro  e a Palermo, Sabato 14 ottobre si svolgerà la X Giornata pedagogica della scuola cattolica sul tema “L’educazione secondo Francesco”, che verrà introdotta dal Segretario Generale della CEI Mons. Nunzio Galantino. Il 18 ottobre a Palermo avrà luogo un convegno regionale degli Insegnanti di Religione sul tema: “L’IRC, una risorsa educativa nella scuola di oggi”. Questi appuntamenti costituiscono le tappe di un cammino che registra il sommerso dell’ordinarietà della vita sociale e scolastica.

Giuseppe Adernò
Postato da Giuseppe Adernò Lunedì, 16 ottobre 2017 06:00:00 (933 letture)

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Didattica: L'Educazione civica in Svizzera torna nella scuola ... e in Italia?
Redazione
Nel Canton Ticino, grazie a un referendum popolare promosso da un imprenditore italiano, si legge sul quotidiano Avvenire del 30 settembre, gli studenti delle medie e delle superiori dovranno studiare Educazione civica come materia separata da storia. Il lettore Antonio Bovenzi scrive al direttore di Avvenire: "Forse sarebbe il caso di reintrodurre tale materia anche nell'ordinamento scolastico italiano" ed il direttore Marco Tarquinio così risponde:
Da anni ormai, siamo tra quanti auspicano il ripristino, ma vero e finalmente convinto, dell'insegnamento dell'Educazione civica nella scuola italiana. Anch'io personalmente mi sono speso per questo, e sono grato al professor Luciano Corradini, illustre pedagogista e già presidente del Consiglio superiore della Pubblica istruzione, che più di tutti l'ha fatto e lo fa. Certo, ho pure piena consapevolezza dell'obiezione, a tutt'oggi vincente, di chi ritiene che l'Educazione civica debba essere usata come una sorta di "lievito" nell'impasto dei "pani" di altri fondamentali insegnamenti.

Giuseppe Adernò
Postato da Giuseppe Adernò Lunedì, 02 ottobre 2017 06:00:00 (793 letture)

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Didattica: Osservazioni sui programmi ministeriali: Houston abbiamo un problema!
Redazione
Houston abbiamo un problema!
L'uomo, dai suoi primordi, ha dovuto affrontare e risolvere problemi per sopravvivere.
Platone, nel Teeteto, dà un saggio dell'arte maieutica di Socrate proponendo un dialogo in cui questi aiuta uno schiavo a trovare la soluzione di un problema. Cartesio, conscio delle difficoltà nella risoluzione dei problemi, ha scritto le Regulae ad directionem ingenii. "Gli insegnanti comincino con punti interrogativi (problemi) piuttosto che con regole fisse" (Dewey). «La convinzione di risolvere ogni problema matematico è un potente incentivo per chi lavora (...). Noi sentiamo dentro di noi l'eterna voce: c'è un problema. Cerca la sua soluzione» (Hilbert). Tutta la vita è risolvere problemi (Popper). Dunque, da Socrate a Dewey, a Hilbert, a Popper, e tutt'ora il problem solving è lo strumento metodologicamente più efficace per l'apprendimento. Appare allora poco comprensibile che le Indicazioni ministeriali «non dettano alcun modello didattico-pedagogico» in nome della libertà d'insegnamento. È come se, dopo la rivoluzione nello studio delle lingue del metodo strutturale di De Saussure (1906), si suggerisse: fate un po' come vi pare!

Alfio Grasso, docente in pensione
grassoalfino@yahoo.it
Postato da Michelangelo Nicotra Giovedì, 07 settembre 2017 07:00:00 (835 letture)

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Didattica: 4 Settembre: è TEMPO di scuola al Majorana di Milazzo
Istituzioni Scolastiche
Il primo Istituto in Italia ad aprire i battenti sarà il Tecnico Tecnologico "E. Majorana" di Milazzo, Lunedì 4 Settembre. La campanella, che dà il via all'anno scolastico 2017/2018, suonerà alle ore 8,30 per le 13 classi prime dell'Istituto, che trascorreranno la loro giornata inaugurale al Majorana, sperimentando i percorsi di accoglienza predisposti per le 7 specializzazioni (chimica, meccatronica, informatica e telecomunicazioni, elettronica, elettrotecnica e trasporti e logistica). Per le restanti classi, le lezioni inizieranno Martedì 5. Ad accogliere le oltre 300 " matricole" saranno il D.S. Stello Vadalà ed il corpo docente che, nel dare il benvenuto ai nuovi studenti, si proporranno come saldi punti di riferimento in quello che, per i prossimi cinque anni, sarà il loro percorso di formazione umana e professionale.

itimajorana.gov.it
Postato da Michelangelo Nicotra Lunedì, 04 settembre 2017 07:00:00 (666 letture)

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Didattica: L'insostenibile leggerezza dell'essere ... un alunno con 'obiettivo minimo' o eccellente?
Opinioni
Io non riparo menti, non sono un medico pietoso. Non regalo sogni e pacche sulle spalle, non faccio lo psicologo dei miei studenti, sono un insegnante della scuola pubblica laica statale! L'ipocrisia abbinata all'arroganza  e alla saccenza è una brutta malattia. A molte mamme e papà interessa solo che il figlio venga promosso! A loro non interessa che il docente abbia tutti gli strumenti e che sia nelle migliori condizioni per insegnare: classi con un numero di studenti non superiori a 20, aumento delle ore d'insegnamento (Il TAR del Lazio aveva emesso 3 sentenze esecutive chiedendo l'immediata applicazione del ripristino delle ore cancellate dalla legge Tremonti-Gelmini ma non sono mai state eseguite dal Miur che è tutt'oggi fuorilegge!), stipendi adeguati alla media europea, fondi adeguati per il diritto allo studio, per l'inclusività, per la legalità, per le scuole e il loro funzionamento.

prof. Paolo Latella
docente di ruolo c/o l'ITE A. Bassi di Lodi
Postato da Michelangelo Nicotra Domenica, 25 giugno 2017 08:00:00 (1281 letture)

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Didattica: Il sistema formativo integrato
Redazione
L'adeguamento dei processi di istruzione e formazione alle esigenze del mondo del lavoro come luogo cruciale sia dell'occupabilità delle persone sia dello sviluppo economico ha posto all'ordine del giorno la necessità dell'integrazione dei vari segmenti dell'istruzione con la formazione professionale e di queste due realtà col mondo del lavoro. ISFOL ci ricorda che "per sistema formativo integrato si intende quell'insieme organico di offerte integrate tra istruzione, formazione professionale e lavoro,che giovani e adulti possono scegliere sulla base di percorsi individuali coerenti per contenuti e modalità di fruizione con i bisogni propri e del sistema economico" (Certificazione delle Competenze e lifelong learning" 2004). Il sistema formativo integrato è un passo necessario per la valorizzazione delle migliori opportunità formative esistenti in una particolare comunità ed esprime la consapevolezza che ogni singolo settore formativo ...

Raimondo Giunta
Postato da Nuccio Palumbo Lunedì, 29 maggio 2017 07:30:00 (1246 letture)

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Didattica: Adozione dei libri di testo nelle scuole di ogni ordine e grado – a.s. 2017/2018
Ministero Istruzione e Università
Nota prot. n° 5371 del 16/05/2017 – Adozione dei libri di testo nelle scuole di ogni ordine e grado – a.s. 2017/2018...

Miur
Postato da Antonia Vetro Lunedì, 22 maggio 2017 08:00:00 (1098 letture)

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Didattica: Riconoscere e certificare le competenze / 4
Redazione
Il diritto al riconoscimento delle competenze
Il riconoscimento delle competenze è " il procedimento attraverso cui un soggetto riconosce ad una persona il possesso di determinate conoscenze,competenze, qualifiche che la persona spenderà presso il soggetto che le ha riconosciute"(ISFOL). Le competenze certificate sono riconosciute quando si ottiene un credito formativo o un passaggio di qualifica. Il credito è il valore attribuito alle competenze comunque acquisite e che puo' essere riconosciuto nell'ambito di un diverso percorso di formazione e/o di lavoro. Perchè un credito sia tale, è necessario che ci sia un'autorità che lo riconosca o che obblighi a riconoscerlo, sulla base di accordi e di standard pre-definiti, gli attori di una relazione istituzionale nel campo dell'istruzione e della formazione e del lavoro.

Raimondo Giunta
Postato da Nuccio Palumbo Martedì, 16 maggio 2017 08:00:00 (961 letture)

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Didattica: Riconoscere e certificare le competenze / 3
Redazione
Che cos'è la certificazione
La certificazione è l'atto di attribuzione ai risultati di apprendimento di un valore certo e unico per tutti i soggetti che condividono un sistema di standard di competenza . Per Isfol la certificazione è il "documento ufficiale con cui un'autorità riconosciuta attesta ad un soggetto il possesso di determinate competenze sulla base di determinati standard di riferimento(partecipazione ad un corso, tipo e livello di competenze acquisite, qualità di un prodotto formativo etc). Porta a trasparenza le competenze acquisite". La certificazione non è una mera compilazione, ma rappresenta un'azione complessa tale da richiedere la soddisfazione di diversi criteri tra cui:

Raimondo Giunta
Postato da Nuccio Palumbo Venerdì, 12 maggio 2017 08:30:00 (1172 letture)

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Didattica: Linee guida per la certificazione delle competenze nel primo ciclo di istruzione
Ufficio Scolastico Regionale
Le Linee Guida allegate ripropongono essenzialmente quelle precedenti (C.M. n. 3 del 13.02.2015) e accolgono le modifiche annunciate con nota prot. n. 2000/2017 di cui costituiscono parte integrante .Si allegano i modelli del primo ciclo...

USR Sicilia
Postato da Antonia Vetro Venerdì, 12 maggio 2017 07:00:00 (1144 letture)

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Didattica: Riconoscere e certificare le competenze / 2
Redazione
Il sistema nazionale di certificazione
La questione della certificazione e del riconoscimento delle competenze in qualsiasi ambiente acquisite viene presentata come un problema di grande rilievo sociale per ogni nazione che vi si vuole o vi si deve cimentare. Per quanto riguarda l'Italia, da tempo certificazione e riconoscimento delle competenze vengono ritenuti necessari per la creazione di un sistema formativo integrato e per istituire nuove relazioni tra formazione, persona, mercato del lavoro. Queste due operazioni consentirebbero di adeguarsi ai cambiamenti del mercato del lavoro e ai cambiamenti della natura del lavoro e costituirebbero anche un ampliamento del tradizionale diritto allo studio. Questo nuovo diritto si riferisce al patrimonio culturale acquisito dalla singola persona nella prospettiva della formazione lungo tutta la vita. "L'introduzione del valore del patrimonio culturale e professionale agito dalla persona, e debitamente documentato, estende l'idea di cittadinanza, comprendendo tutte le forme in cui la sua dedizione ad un compito e ad un'opera consente di migliorare la vivibilità della società e la sua stessa autorealizzazione". (D. Nicoli)

Raimondo Giunta
Postato da Nuccio Palumbo Mercoledì, 03 maggio 2017 07:45:00 (1228 letture)

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Didattica: Don Milani, Fedeli: “Il 5 giugno al Miur evento dedicato.
Ministero Istruzione e Università
Da Papa Francesco invito a memoria attiva della sua lezione” - Il prossimo 5 giugno “organizzeremo al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca un evento dedicato a Don Milani, a cinquant’anni dalla sua scomparsa e a cinque mesi dalla scomparsa di Tullio De Mauro, che tra l’altro a Don Milani ha dedicato attenzione e interesse. Ci saranno letture e collegamenti con le scuole: le sue parole e i suoi testi sono ancora oggi uno straordinario strumento per ogni educatrice e ogni educatore. La sua lezione, come ci ha ricordato Papa Francesco, è ancora attuale...

Miur
Postato da Antonia Vetro Mercoledì, 26 aprile 2017 07:00:00 (1080 letture)

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Didattica: Riconoscere e certificare le competenze / 1
Redazione
"La valorizzazione del sapere acquisito dall'individuo nell'arco di tutta la vita presuppone l'apertura di nuovi modi di riconoscimento delle competenze, al di là del diploma e della formazione iniziale, anzitutto a livello nazionale e locale"(Libro Bianco '95). Spazio comune europeo dell'apprendimento.
La certificazione e il riconoscimento delle competenze sono stati fin dagli anni '90 una preoccupazione costante della Comunità Europea. Col suo impulso ha reso inarrestabile l'ascesa del tema delle certificazioni e delle comparazioni tra le nazioni ai fini della creazione di uno spazio comune dell'apprendimento e del mercato del lavoro. Questo processo di avvicinamento dei sistemi di istruzione e formazione nazionali intende fornire nuove opportunità di mobilità e di formazione, anche al di fuori del proprio paese d'origine e anche al di là dei tempi tradizionalmente previsti, perchè lo spazio comune comune d'apprendimento non puo' non essere quello dell'apprendimento permanente. La Comunità Europea ne ha fatto un obiettivo centrale delle sue politiche di sviluppo delle risorse umane e un contenitore strategico per essere all'avanguardia come società della conoscenza. (G. Allulli)

Raimondo Giunta
Postato da Nuccio Palumbo Sabato, 22 aprile 2017 08:00:00 (1124 letture)

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Didattica: Elenco istituzioni scolastiche selezionate e di riserva cui assegnare assistenti di Lingua straniera - Anno Scolastico 2017/2018
Ufficio Scolastico Regionale
Si pubblica l’elenco delle istituzioni selezionate e di riserva cui assegnare per l’anno scolastico 2017/2018: n. 11 assistenti di lingua Francese; n. 6 di lingua Inglese; n. 2 di lingua tedesca; n. 1 di lingua Spagnola, giusto dispositivo prot. n. 8288 del 24/03/2017 del Dirigente dell’Ufficio IV - USR Sicilia.
Le scuole selezionate e quelle di riserva...

USR Sicilia
Postato da Antonia Vetro Martedì, 28 marzo 2017 07:00:00 (1416 letture)

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Didattica: Innovazione digitale, Fedeli: ‘Non solo nell’ora di informatica, deve diventare base della didattica’
Rassegna stampa
Nativi digitali a casa, ma a scuola senza tecnologie innovative. È la realtà con la quale spesso i nostri istituti sono costretti a fare i conti e sulla quale si è pronunciata il 23 marzo, la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, attraverso un messaggio inviato in occasione Meeting Nazionale sulla scuola digitale organizzato al Pilla di Campobasso.
Innovazione tecnologica: non solo...

Tuttoscuola
Postato da Antonia Vetro Lunedì, 27 marzo 2017 07:00:00 (1115 letture)

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Didattica: Attualità di un classico. Sobrietà, vigilanza, e libero arbitrio
Redazione
Perché attuale la ‘Commedia’ di Dante? Perché l’etica su cui si incardina la sua opera è quella neotestamentaria che, sostanzialmente, si richiama al senso della sobrietà e della vigilanza , al senso del dovere e della responsabilità dei nostri atti. Codesto richiamo, oggi, a mio avviso, non è certo di poco conto; è, anzi, di una attualità cogente, considerato che la nostra società, postmoderna, fluida, permissiva, percorsa da una precarietà che la rende insicura, caratterizzata dal pensiero cosiddetto debole, risulta essere parecchio disorientata dalla eteronomia dei riferimenti etici, e facilmente attratta da mode fatue e inconsistenti e da modelli culturali fuorvianti. A prova della attualità del messaggio della poesia di Dante, un richiamo della dolorosa storia d’amore di Paolo e Francesca, condannati all'inferno, nel cerchio dei lussuriosi.

Nuccio Palumbo
Postato da Nuccio Palumbo Domenica, 26 marzo 2017 07:30:00 (948 letture)

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Didattica: Incontro con Ivano Dionigi, professore ordinario di Lingua e Letteratura Latina a Bologna al liceo Spedalieri di Catania - 23 marzo 2017
Istituzioni Scolastiche
Grazie alla generosa iniziativa della prof.ssa Rosa Maria D'Angelo, professoressa ordinaria di Lingua e Letteratura Latina a Catania, in contatto con la prof.ssa Carpino, nostra referente della Rete Nazionale dei Licei classici, il Liceo Classico "Nicola Spedalieri" di Catania avrà la preziosa occasione di incontrare l'illustre latinista, il professore Ivano Dionigi, professore ordinario di Lingua e Letteratura Latina a Bologna, che proporrà una riflessione su "Il latino, la parola, il tempo", a margine della pubblicazione del suo volume "Il presente non basta. La lezione del latino".
L'incontro avverrà giovedì 23 marzo alle ore 11 nella Biblioteca del nostro Istituto, nell'ottica di assicurare la diffusione di progetti di consolidamento degli studi classici, obiettivo sottolineato dalla Rete Nazionale dei Licei classici, di cui lo "Spedalieri" fa parte.

prof. Carmelo Napoli
Postato da Michelangelo Nicotra Martedì, 21 marzo 2017 08:30:00 (1062 letture)

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Didattica: Una valutazione sensata
Redazione
Per fare della buona valutazione ci vuole una certa dose di pragmatismo e la consapevolezza della sua funzione strumentale al raggiungimento delle finalità educative. Si fa valutazione per educare ed istruire meglio di quanto non si possa fare andando avanti senza fermarsi per vedere l'effetto che fa. Importante, necessaria la valutazione nel processo di formazione, ma senza indebite pretese di primato e senza farne la costante, assillante attività di ogni insegnante. C'è da preoccuparsi se a scuola manca la cultura della valutazione, ma molto di più ci si dovrebbe preoccupare del disorientamento culturale e pedagogico che rende casuale e insoddisfacente l'attività di formazione. Diverse sono le funzioni della valutazione e non sempre si riesce a comporle unitariamente, ad evitare i contrasti che possono renderla inefficace dal punto di vista educativo o poco credibile.

Raimondo Giunta
Postato da Nuccio Palumbo Martedì, 14 marzo 2017 08:00:00 (962 letture)

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Didattica: Il Pensiero Scientifico. Dalle origini alla nascita della scienza moderna
Redazione
Unitarietà della cultura e “umanità” della scienza
Umanesimo e Scienza sono due facce complementari di una stessa medaglia: la Cultura. Da Parmenide - V secolo a.C. fino a Leibniz (1646-1716) - essa è stata, con le sue diverse articolazioni, la più alta espressione della mente umana. Poi, nel Romanticismo, una puerile disputa per il predominio dell’uno sull’altra, iniziata dal polemico inglese Blake, cui rispose per le rime Darwin, ha originato l’insensata separazione che dura in parte tutt’oggi e che ha relegato la scienza a figlia di un Dio minore. In relazione all’unitarietà della Cultura, una riflessione su Parmenide e Leibniz. Essi vi sono noti come filosofi. Il primo fu anche poeta e scienziato: scrisse in esametri, alcuni dei quali ispirati, alla maniera di Omero ed Esiodo, intuì le fasi della luna e identificò Ἓσπερος con  Φώσφορος.

Alfio Grasso
email grassoalfino@yahoo.it
Postato da Michelangelo Nicotra Lunedì, 13 marzo 2017 07:30:00 (1023 letture)

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Didattica: Linee Guida per la Certificazione delle Competenze nel primo Ciclo di Istruzione A.S 2016/17
Ufficio Scolastico Regionale
LINEE GUIDA PER LA CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE NEL PRIMO CICLO DI ISTRUZIONE A.S 2016/17...

USR Sicilia
Postato da Antonia Vetro Giovedì, 09 marzo 2017 07:00:00 (1067 letture)

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Didattica: 8 marzo, iniziativa 'Le studentesse contano' e Il Mese delle STEM
Ministero Istruzione e Università
La Giornata internazionale della donna ricorre l'8 marzo di ogni anno per ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui sono state oggetto e sono ancora in tutte le parti del mondo...

Miur
Postato da Antonia Vetro Sabato, 04 marzo 2017 07:00:00 (998 letture)

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Didattica: Modello sperimentale di certificazione delle competenze nel I ciclo
Ministero Istruzione e Università
Adozione modello sperimentale di certificazione delle competenze nel I ciclo (CM n. 3/2015). Prosecuzione della sperimentazione, con modifiche e semplificazioni, a.s. 2016/17...

Miur
Postato da Antonia Vetro Giovedì, 02 marzo 2017 08:00:00 (1351 letture)

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Didattica: Assegnazione assistenti lingua straniera alle istituzioni scolastiche
Ministero Istruzione e Università
Nell'ambito del Programma di scambio di assistenti di lingua straniera, questa Direzione Generale offre, a un limitato numero di scuole italiane, l'opportunità di accogliere un assistente di lingua straniera (inglese, francese, spagnolo e tedesco) nel corso del prossimo anno scolastico 2018/2019...

Miur
Postato da Antonia Vetro Lunedì, 27 febbraio 2017 08:00:00 (1172 letture)

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Didattica: Giornata nazionale del Braille
Ministero Istruzione e Università
Fedeli: “Alfabeto della libertà, dell’uguaglianza, dell’inclusione. Scuola sostenga nuove generazioni, garantendo pari opportunità” - “Oggi si celebra la Giornata nazionale del Braille, invenzione che nonostante abbia ormai quasi due secoli è ancora uno straordinario strumento di conoscenza, sviluppo e integrazione per le ragazze e i ragazzi non vedenti impegnati in un percorso di formazione. Uno strumento che nulla ha perso della sua originaria carica innovativa e di emancipazione culturale e sociale. Il Braille infatti è stato, è e sempre più dovrà...

Miur
Postato da Antonia Vetro Martedì, 21 febbraio 2017 19:00:11 (943 letture)

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Didattica: Né ragionevoli, né convincenti (nota a margine delle nuove norme sulla valutazione)
Redazione
Nel 2009 si era proceduto  già ad una sistematizzazione delle norme sulla valutazione degli alunni col Regolamento ,emanato con DPR n.122 del 22 Giugno. Evidentemente con il nuovo decreto delegato  si intende  mettere mano su questa materia per introdurvi delle novità.Si spera che  con gli aggiustamenti che possono essere apportati allo schema di decreto n.384 ne venga fuori un codice  coerente, pronto e utile  per i molteplici momenti dell’attività scolastica, quando è necessario ricorrervi. La valutazione è materia incandescente che bisogna sapere trattare con perizia ed è anche  attività con effetti multidirezionali, che non sono esclusivamente interni alla scuola e sui quali è molto alta l’attenzione della società.

Raimondo Giunta
Postato da Michelangelo Nicotra Martedì, 21 febbraio 2017 08:30:00 (1055 letture)

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Didattica: Gli strumenti della valutazione / 2
Redazione
Le rubriche
Nelle operazioni di valutazione si fa sempre più ricorso alle rubriche, che non poche somiglianze hanno con le griglie, dalle quali si distinguono per qualche tratto di diversità. E' una tendenza non trascurabile, anche se ancora non si puo' formulare un giudizio definitivo sulla loro efficacia e affidabilità. "Per rubrica si intende un prospetto sintetico di descrizione di una competenza, utile a identificare ed esplicitare le aspettative specifiche relative ad una data prestazione e a indicare il grado di raggiungimento degli obiettivi prestabiliti"(M. Castoldi). Per J. Mctighe e S. Ferrara la rubrica è "uno strumento generale di valutazione impiegato per valutare la qualità dei prodotti e delle prestazioni:consiste in una scala di punteggi prefissati e in una lista di criteri che descrivono i punteggi della scala". Le rubriche sono dei prospetti in cui verticalmente possono venire indicate le dimensioni di un "oggetto"prese in considerazione, orizzontalmente vengono indicati i livelli di qualità(o scala di punteggi) che si ritiene possibile raggiungere. Ogni livello(o porzione della scala) deve essere debitamente descritto in modo da potere desumere quali siano le operazioni che vanno compiute per inquadrarvi una prestazione.

Raimondo Giunta
Postato da Michelangelo Nicotra Mercoledì, 15 febbraio 2017 08:00:00 (1098 letture)

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Didattica: Giorno del Ricordo - 10 febbraio 2017
Ministero Istruzione e Università
Con la legge 30 marzo 2004, n. 92, il Parlamento italiano ha riconosciuto il 10 febbraio quale “Giorno del Ricordo”, con l’obiettivo di conservare e rinnovare la memoria della tragedia che ha colpito gli Istriani, i Fiumani e i Dalmati nel secondo dopoguerra, vittime delle Foibe e costretti all’esodo dalle loro terre...

Miur
Postato da Antonia Vetro Venerdì, 10 febbraio 2017 15:57:22 (853 letture)

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Didattica: Indagine sul livello di competenza della lingua inglese per studenti del terzo anno di Scuole Secondarie di secondo grado.
Ufficio Scolastico Regionale
Indagine sul livello di competenza della lingua inglese per studenti del terzo anno di Scuole Secondarie di secondo grado.
Invito a partecipare...

USR Sicilia
Postato da Antonia Vetro Venerdì, 10 febbraio 2017 15:44:21 (1065 letture)

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Didattica: Studenti e atleti? Ora si può!
Ministero Istruzione e Università
Lezioni on line e tutor: il programma sperimentale per conciliare studio e agonismo arriva in tutte le scuole Già 415 studentesse e studenti coinvolti
Fedeli: “Progetto importante: sport e scuola non devono essere inconciliabili” Toccafondi: “Stiamo dando un supporto concreto all’istruzione delle giovani e dei giovani atleti di alto livello” - Conciliare l’attività agonistica con lo studio, la vita da studente con quella da atleta ora sarà possibile grazie al nuovo programma sperimentale previsto dalla legge Buona Scuola che ha preso il via ufficialmente da quest’anno scolastico, registrando già 415 studentesse e studenti degli istituti secondari di II grado...

Miur
Postato da Antonia Vetro Giovedì, 09 febbraio 2017 08:00:00 (998 letture)

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Didattica: Riflessioni della maestra Margherita sull'Innovazione didattica a scuola di Giovanni Biondi - Presidente INDIRE
I video della scuola
Penso che l’intervento di Biondi sia più che altro banale e antiquatissimo, oltre che di spessore minimo. Tralascio peraltro il suo uso della lingua, tanto più che, Biondi a parte, vorrei invece provare a commentare questa questione cruciale che mi sta molto a cuore: la didattica delle discipline. Per quanto mi riguarda, si fa sempre lo stesso errore, e cioè quello di contrapporre la tradizione all’innovazione che la dovrebbe sostituire; e altresì, l’innovazione alla tradizione che dovrebbe essere preservata. Non capisco l’antinomia, che peraltro nessun docente serio contempla davvero, nel suo approccio didattico. Fino a quando ragioneremo in questi termini, non arriveremo da nessuna parte. Mi spiego: quando un docente ‘trasmette’ per esempio il suo sapere in una lezione frontale, generalmente trasmette un sistema di informazioni ben (si spera!) strutturate, organizzate in anni e anni di studi. Un sistema a cui si arriva per molti gradi e che l’allievo non può raggiungere da sé, in quanto non ne ha gli strumenti. Il docente cioè, non gli mostra il processo della ricerca, ma gli ‘trasmette’ i risultati già organizzati, gliene offre cioè una preziosissima ‘sintesi’.

La maestra Margherita
Postato da Michelangelo Nicotra Mercoledì, 08 febbraio 2017 08:30:00 (2333 letture)

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Didattica: Gli strumenti della valutazione / 1
Redazione
"La valutazione è una lettura della realtà alla luce di una griglia di riferimento (...). E' un atto di rottura col mondo dell'immediatezza per poterlo pensare, leggere, apprezzare attraverso le idee che ci si è fatti dell'essenza degli oggetti, di ciò per cui valgono e meritano di esistere (Ch. Hadji). "La valutazione consiste in un duplice processo di rappresentazione, il cui punto di partenza è la rappresentazione fattuale di un fenomeno e il punto di arrivo una rappresentazione ideale codificata dello stesso fenomeno" (J. M. Barbier).
Rigore e Affidabilità Le competenze non possono essere valutate con test, siano essi a risposta breve, siano essi a risposta multipla o con prove che non mettono a fuoco la capacità di utilizzazione delle conoscenze. Le competenze possono essere dimostrate solo attraverso una "produzione" complessa e molteplice, che bisogna analizzare da diversi punti di osservazione.

Raimondo Giunta
Postato da Nuccio Palumbo Lunedì, 06 febbraio 2017 08:30:00 (1022 letture)

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Didattica: Un insegnante perfetto (note a margine di un decreto)
Redazione
La perfezione come modello
Mi ero ripromesso di intervenire sui decreti delegati della 107 a cose fatte, ma col tempo mi sono convinto che questa scelta non ha molto senso, anche se non vedo come li si possa modificare nel breve lasso di tempo che è rimasto prima della loro definitiva approvazione. Speriamo che qualcosa avvenga, perchè c'è molto da ridire e da cambiare a cominciare da quello che riguarda la formazione iniziale e l'accesso ai ruoli di docente (Schema di decreto legislativo n. 377), di cui si intende parlare. Lo schema di decreto per gli sventurati che pensano di fare gli insegnanti prevede un percorso difficile e accidentato, come dovessero concorrere per il premio Nobel: laurea specialistica, concorso per titoli ed esami, percorso formativo triennale con valutazione intermedia e finale, che devono essere sempre positive per andare avanti e, per non guastare il tutto, chiamata in servizio da parte di un dirigente scolastico. Beninteso il buon insegnante non deve essere per gli studenti un evento casuale, una fortuna da contendere, ma il risultato di una scelta seria di selezione del personale che intende svolgere questa meritoria e difficile professione.

Raimondo Giunta
Postato da Nuccio Palumbo Domenica, 29 gennaio 2017 08:00:00 (1012 letture)

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Didattica: Valutazione autentica
Redazione
Le caratteristiche
L'insofferenza verso le prevalenti pratiche di valutazione, centrate sulle varie tipologie di test e ispirate al principio della certezza e della verificabilità, negli anni 90' ha portato negli USA alla creazione di un movimento per una valutazione che non si limitasse a sollecitare risposte facili da calcolare, ma che fosse ancorata a prove che richiamassero il tipo di lavoro che le persone concrete fanno. Una valutazione da cui si possa apprendere se gli alunni sono in grado di usare in modo intelligente ciò che hanno appreso in situazioni"che in modo considerevole li avvicinano a situazioni di adulti" (Wiggins). Per questa palese opposizione alle valutazioni tradizionali e standardizzate l'hanno chiamata valutazione autentica, perchè non valuta la riproduzione delle conoscenze, ma lo sviluppo, la costruzione e la capacità d'applicazione delle conoscenze.

Raimondo Giunta
Postato da Nuccio Palumbo Mercoledì, 25 gennaio 2017 07:30:00 (1646 letture)

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Didattica: Valutazione formativa. La valutazione come aiuto
Redazione
La valutazione formativa non ha come oggetto diretto il profitto scolastico, ma la relazione pedagogica del processo formativo, che viene valutata per poterla migliorare in modo che l'alunno sia aiutato a identificare, a superare le sue difficoltà e a progredire. "La valutazione formativa mira a consentire all'alunno di sapere perchè è riuscito in un caso e non in un altro. (.....) L'obiettivo di questo tipo di valutazione è in effetti di confrontare l'alunno con se stesso e di aiutarlo a compensare le difficoltà identificate da lui e per lui" (De Peretti). E' la volontà di favorire e sostenere gli apprendimenti degli alunni a caratterizzare la valutazione formativa. Lo scopo della valutazione formativa è quello di aiutare ciascuno alunno ad apprendere e non quello di rendere conto agli altri del suo rendimento.

Raimondo Giunta
Postato da Nuccio Palumbo Mercoledì, 18 gennaio 2017 07:30:00 (982 letture)

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Didattica: Sviluppo della geometria con l’uso strutturale delle trasformazioni geometriche
Redazione
Nelle giornate del GIMat del 21 e 22 Ottobre scorso ho tenuto un seminario dal titolo sopra scritto. Purtroppo la dilatazione dei tempi precedenti il mio seminario ha dimezzato la durata del mio intervento. Ciò non mi ha consentito di esporre in modo esauriente quanto previsto e non ha permesso le osservazioni dei partecipanti che sarebbero state molto utili per arricchirci reciprocamente. Per ciò ho pensato di fare pubblicare su Aetnanet quanto avevo preparato, per esporre più compiutamente le mie idee.
grassoalfino@yahoo.it
Postato da Michelangelo Nicotra Martedì, 17 gennaio 2017 06:30:00 (838 letture)

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Didattica: Superiori di 4 anni, la sperimentazione si allarga a 100 prime classi
Rassegna stampa
Se non è una novità assoluta per il mondo della scuola, davvero poco ci manca: il ministero dell’Istruzione ha deciso di “rispolverare” il decreto che fissa le regole per l’avvio di una sperimentazione, su scala nazionale, delle superiori della durata di quattro anni (anziché dei canonici cinque).
La novità
L’idea è autorizzare 100 prime classi degli istituti scolastici del secondo ciclo, e quindi tutti: licei, tecnici e professionali, statali e paritari, ad attuare progetti di abbreviazione (di un anno) del percorso di studi, e far così uscire i ragazzi dalle aule a 18 anni, così come avviene, da tempo, in molti paesi europei...

Claudio Tucci
Il Sole 24 Ore
Postato da Antonia Vetro Sabato, 07 gennaio 2017 08:25:13 (1130 letture)

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Didattica: Valutare per valorizzare
Redazione
"La valutazione che corrisponde alla pedagogia del futuro non necessita di classificare gli alunni, ma consiste semplicemente nel constatare se ogni alunno ha raggiunto o no l'obiettivo"(J. Cardinet).
La buona valutazione "Valutare consiste nel mettere in evidenza e nel distinguere i valori, nel creare a vantaggio di chi apprende dei riferimenti in rapporto ad un certo numero di canoni, norme, scale. Ciò presuppone implicitamente che bisogna stabilire modalità d'aiuto differenziato per gli individui e per i gruppi, che consentano loro di fare dei progressi, di migliorare le loro prestazioni in rapporto a questi valori e a queste scale. (...) Ciascuno di noi è costruito su dei valori impliciti ed espliciti formulati sia nel mondo familiare, sia in quello delle istituzioni tra le quali la scuola.

Raimondo Giunta
Postato da Nuccio Palumbo Giovedì, 05 gennaio 2017 08:30:00 (1018 letture)

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Didattica: Dagli apprendimenti degli alunni alla valutazione di sistema
Redazione
"La valutazione si dispiega nello spazio aperto tra dubbio e certezza dalla volontà di esercitare un'influenza sul corso delle cose, di gestire dei sistemi in evoluzione. (... ) E' lo strumento utile dell'ambizione tipicamente umana di pesare il presente per pesare sul futuro"(Ch. Hadji).
Rendere conto. La valutazione periodica dei risultati del sistema scolastico è diventata un modus operandi in molte nazioni e risponde all'esigenza dei pubblici poteri di avere una conoscenza accurata del funzionamento dei servizi sociali che vengono erogati per sapere se gli obiettivi pubblicamente proclamati vengono raggiunti; in tempi di risorse limitate e di revisione dello stato sociale è una responsabilità ineludibile dimostrare che quelle investite sono state utilmente impiegate. La scuola nel suo insieme e le sue attività sono un ambito necessario dei processi di valutazione pubblica per i legami che esse hanno col destino dei giovani e con gli interessi generali della società.

Raimondo Giunta
Postato da Nuccio Palumbo Lunedì, 19 dicembre 2016 08:00:00 (1018 letture)

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Didattica: Valorizzazione delle eccellenze
Ministero Istruzione e Università
Il 28 febbraio 2017 scadono i termini per la presentazione delle domande per ottenere l’accreditamento e il riconoscimento delle competizioni nel Programma annuale per la valorizzazione delle eccellenze per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado...

Miur
Postato da Antonia Vetro Sabato, 17 dicembre 2016 06:00:00 (888 letture)

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Didattica: Perché studiare il Latino e il Greco ... oggi?
Redazione
La Prof.ssa Giuseppina Basta Donzelli ha tenuto una Lectio per gli alunni del Liceo Classico "Pietro Mignosi" di Caltanissetta sul tema :" Perchè studiare il latino e il greco oggi?". La Prof.ssa Basta è stata Docente di Letteratura Latina e Greca presso il Liceo Classico "Ruggero Settimo" di Caltanissetta per 14 anni fino al 1974, quindi Docente Ordinario di Letteratura Greca presso l'Università degli Studi di Catania, dove ha insegnato per più di 25 anni. Annovera tra le sue opere centinaia di scritti pubblicati sulle più prestigiose riviste europee, collabora con l'Accademia dei Lincei , ha curato edizioni critiche di classici greci pubblicati nella Bibliotheca Scriptorum Graecorum et Romanorum Teubneriana, Lipsia, attualmente insegna Lingua e Letteratura Greca presso il Liceo Classico Paritario "Pietro Mignosi" di Caltanissetta.

salvatorevizzini@gmail.com
Postato da Michelangelo Nicotra Domenica, 04 dicembre 2016 08:30:00 (1221 letture)

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Didattica: Taccuino didattico/i
Redazione
In occasione dell’avvio del Corso di Formazione Docenti – Paesaggio e paesaggi a scuola siamo lieti di proporvi l’anteprima del Taccuino didattico/i, frutto del corso di formazione docenti dell’anno scolastico 2015/2016 svolto in collaborazione con Clio ’92 e MiBACT - Segretariato Regionale per l’Emilia Romagna. Questa pubblicazione apre una collana di strumenti operativi funzionale all’educazione al Paesaggio a scuola e coniuga il momento formativo con l’esperienza d’aula raccontata per la comunità professionale dei docenti. Anteprima

Istitutocervi.it
Postato da Michelangelo Nicotra Venerdì, 25 novembre 2016 08:00:00 (1124 letture)

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Didattica: Vitalità dell’ora di religione
Rassegna stampa
Un articolo recentemente pubblicato su alcuni quotidiani, vorrebbe riaccendere il dibattito sull'ora di religione nelle scuole asserendo che siamo in presenza di una quasi apocalittica (per questa disciplina) riduzione di alunni avvalentesi così da considerarla obsoleta e superata poiché "non interessa più". Forse è meglio fare un po' di conti. Nell'articolo in questione si ribadisce che la percentuale dei non avvalentesi è aumentata passando dal 6 al 12 per cento negli ultimi 10 anni. Questa affermazione, detta nei termini dell'articolo, vorrebbe far credere che le aule sono deserte e che è perfettamente inutile tenere nella Scuola questa disciplina perché tanto, tra non molto non ci saranno più alunni con cui praticarla.

prof. Manuli Sergio
Postato da Michelangelo Nicotra Venerdì, 25 novembre 2016 06:30:00 (850 letture)

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Didattica: Human - Le fonti. Trovare il proprio posto
I video della scuola
Una considerazione filosofica sul senso della nostra vita, affrontando però anche temi come la corruzione e la discriminazione.
http://www.raiplay.it/video/2016/06/Human---le-fonti-90687739-e35f-4849-be26-03467f657476.html
Postato da Michelangelo Nicotra Martedì, 01 novembre 2016 20:00:00 (2979 letture)

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Didattica: Il mio contadino potatore
Redazione
Il mio contadino potatore? Un umile di spirito; incolto, ma non corrotto, sano e genuino, e laborioso, e generoso di cuore. Letteratura, filosofia, greco latino, saggi critici e romanzi, ricchezze, gelosie e amori fatali, intrighi e storie varie, a che servono? A complicar la vita! Egli non sa di teologie, ideologie, ente essente essere e nulla, cavilli, teorie astruserie, inutili rompicapo; spazio tempo, e fughe metafisiche, avventure immaginarie di uno spirito malato. Il mio contadino ha la seconda elementare, sa solo sillabare, e, lucido, far di conto, giusto quanto basta per non farsi imbrogliare; perché, poi, della vita, lui, è pratico assai, e senza troppi filologici sforzi sa bene come va il mondo, ...

antonino11palumbo@gmail.com
Postato da Nuccio Palumbo Venerdì, 28 ottobre 2016 08:15:00 (1023 letture)

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Didattica: Apologia dell’insegnante. Dall’insegnamento all’apprendimento
Redazione
Si è fatto scuola e si continua a farla con il convincimento che nel processo di formazione l'insegnante sia una figura indispensabile di mediazione tra il sapere costituito e il bisogno di apprendere dell'alunno; un bisogno che non dovrebbe essere preso a pretesto per volerne la sottomissione, come d'altronde la funzione e la posizione dell'insegnante non dovrebbero essere sostenute da alcuna pretesa di potere. Ciò nondimeno, anche sgombrate da ogni accessoria forma di autoritarismo la funzione e la posizione dell'insegnante nel processo di formazione da qualche tempo sono state sottoposte a critiche severe, alcune delle quali più suggestive che razionalmente sostenute. Che la scuola e quindi l'insegnante non siano più nella società della conoscenza gli unici dispensatori del sapere, non c'è nessuno che lo possa negare, perchè è divenuto riperibile in ogni momento e in ogni luogo. Che non siano più gli unici, non vuol dire che non debbano più svolgere la funzione di trasmettere conoscenze o che non lo possano più fare.

prof. Raimondo Giunta
Postato da Nuccio Palumbo Domenica, 23 ottobre 2016 09:00:00 (1423 letture)

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Didattica: Compiti a casa. Genitori sindacalisti e genitori elicottero
Redazione
Da alcuni giorni la stampa e i media danno risonanza alle proteste di alcuni genitori per i compiti a casa assegnati ai figli. Lo studio fra le mura domestiche, pratica data per scontata da sempre, oggi diventa un problema, tant'è vero che il Ministro dell'istruzione è intervenuto per placare gli animi. «Lo studio non è lavoro ma la forma più gloriosa di gioco», scriveva Luciano De Crescenzio, e lo stesso presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione dell'inaugurazione dell'anno scolastico, alcuni anni fa ha affermato con saggezza: "Ragazzi studiate, di studio non si muore". Insomma, alunni e genitori schierati contro gli insegnanti, pronti a manifestazioni e boicottaggi dei compiti a casa. La cosa grave, comunque, è data dal comportamento degli adulti: ...

Giuseppe Adernò
g.aderno@alice.it
Postato da Giuseppe Adernò Giovedì, 20 ottobre 2016 07:30:00 (1083 letture)

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Didattica: Modelli didattici per competenze/5 (Conclusioni)
Sindacati
Una testa ben fatta e non una testa piena
La scelta dei modelli didattici non puo' essere questione di gradimento; è necessario che sia funzionale al grado di istruzione, al tipo di indirizzo, alla particolare condizione di una classe e chiaramente alla disciplina di insegnamento. I metodi, infatti, mettono in relazione le dinamiche dell'apprendimento e i contenuti disciplinari; pertanto nessuno dei metodi puo' essere generalizzato per tutte le situazioni che si danno nella realtà dei processi formativi. In alcuni modelli didattici e soprattutto in quelli per sequenze di esperienze o nei progetti si pone il problema del ruolo e della partecipazione delle singole discipline alla realizzazione delle attività didattiche. Non è detto che possano e debbano parteciparvi tutte, senza violare il significato della loro specifica collocazione nel curriculum. Le forzature finiscono per indebolire il significato di un particolare approccio metodologico.

prof. Raimondo Giunta
Postato da Nuccio Palumbo Sabato, 08 ottobre 2016 07:30:00 (1138 letture)

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Didattica: Modelli didattici per le competenze/1 (L’apprendimento esperenziale)
Redazione
Protagonismo e pratiche sociali
Come si possa e si debba arrivare alle competenze è un problema che ha molte soluzioni. Non c'è deduzione tra finalità educative e procedure didattiche; ci sono tentativi di avvicinamento. I principi di una pedagogia si possono incarnare in pratiche differenti, adattabili a contesti diversi, a diversi alunni, a diversi contenuti dell'apprendimento. Questo non significa che si è liberi da qualsiasi vincolo di coerenza, ma che bisogna con discernimento orientarsi verso quei modelli didattici ritenuti più adeguati all'approccio per competenze, sapendo in partenza che a priori non ci sono metodi universalmente buoni e sempre efficaci. Il problema non è quale pratica adottare, ma quali apprendimenti si devono conseguire e misurare su questi la pertinenza dei mezzi e delle procedure usate. Una pratica, d'altra parte, non puo' essere separata dalle intenzioni che l'animano e dal modo in cui viene messa in atto.

prof. Raimondo Giunta
Postato da Nuccio Palumbo Martedì, 04 ottobre 2016 07:30:00 (1206 letture)

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Didattica: Modelli didattici per competenze/4 (Apprendimento cooperativo)
Redazione
Definizioni
"L'apprendimento cooperativo è un metodo didattico che utilizza piccoli gruppi in cui gli studenti lavorano insieme per migliorare reciprocamente il loro apprendimento"(D. W. Johnson-R. T. Johnson).Per Comoglio, studioso molto impegnato in questa problematica, l'apprendimento cooperativo è "un metodo di conduzione della classe che mette in giuoco nell'apprendimento le risorse degli studenti". In quest'approccio metodologico la variabile più significativa è la cooperazione tra gli studenti.Per Johnson, Slavin, Kagan l'apprendimento cooperativo "è un insieme di tecniche di classe nelle quali gli studenti lavorano in piccoli gruppi per attività di apprendimento e ricevono valutazioni in base ai risultati conseguiti". Questo modello metodologico è in contrasto con l'abituale modello dell'apprendimento individuale e con il clima competitivo che ne deriva ed è possibile applicarlo ad ogni materia e ad ogni genere di curriculo.

prof. Raimondo Giunta
Postato da Nuccio Palumbo Lunedì, 03 ottobre 2016 09:00:00 (1275 letture)

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Didattica: Valorizzazione delle eccellenze
Ministero Istruzione e Università
- Il MIUR assegna agli uffici scolastici regionali le risorse finanziarie da destinare alle scuole secondarie di secondo grado per gli studenti che hanno conseguito la votazione di 100 e lode nell’esame di Stato
(Circolare n. 9 prot. 10746 del 27 settembre 2016 e decreto n. 964 del 20 settembre 2016)...

- Il Programma annuale per la valorizzazione delle eccellenze per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, statali e paritarie (circolare 8 del 21 settembre 2016 e decreto ministeriale 554 del 6 luglio 2016)...

Miur
Postato da Antonia Vetro Mercoledì, 28 settembre 2016 06:12:25 (1014 letture)

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Didattica: Modelli didattici per competenze/3 (Problem solving)
Redazione
Definizione
Il problem solving è da alcuni anni l'ambito di rilevazione specifico delle indagini OCSE-PISA. E' opportuno, pertanto, rifarsi alla definizione che ne ha dato e che nel tempo ha subito significative modifiche, per orientarsi sulle caratteristiche che puo' assumere questo modello didattico. "Per problem solving si intende la capacità di un individuo di mettere in atto processi cognitivi per affrontare e risolvere situazioni problematiche per le quali il percorso di soluzione non è immediatamente evidente. Questa competenza comprende la volontà di confrontarsi con tali situazioni al fine di realizzare le proprie potenzialità in quanto cittadini riflessivi e con un ruolo costruttivo"(PISA 2012). E' una definizione di ampio respiro e che si puo' pacificamente accettare. Il problem solving serve ad attivare una sequenza di azioni riflessive, orientate verso uno scopo che non è raggiungibile attraverso un procedimento di routine.

prof. Raimondo Giunta
Postato da Nuccio Palumbo Venerdì, 23 settembre 2016 07:30:00 (1244 letture)

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Didattica: Iniziativa ''Libriamoci. Giornate di lettura nelle scuole''
Ufficio Scolastico Regionale
Si avvia la terza edizione di Libriamoci. Giornate di lettura nelle scuole che dal 24 al 29 ottobre torna negli istituti scolastici di ogni ordine e grado. In allegato il programma e il poster in formato pdf.

USR Sicilia
Postato da Antonia Vetro Mercoledì, 21 settembre 2016 07:00:00 (1020 letture)

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Didattica: Diario di un maestro
Redazione
All'inizio di ogni anno scolastico, si rinnova l'abitudine (quasi fosse un rito propiziatorio) di rivedere, con sommo diletto personale, lo sceneggiato televisivo "Diario di un maestro", prodotto nel 1972 da Mamma Rai, che all'epoca assolveva ad un'importante funzione pedagogico-culturale. Trasmesso in TV l'anno seguente, lo sceneggiato era stato girato dal regista Vittorio De Seta ed interpretato dal compianto Bruno Cirino (fratello maggiore di Paolo Cirino Pomicino, il politico democristiano, noto esponente della corrente andreottiana), un attore versatile e politicamente impegnato, che ha lavorato anche con il teatro di Eduardo De Filippo. Nello sceneggiato TV indossa i panni di un giovane maestro che si trova ad affrontare un'esperienza didattica, umana ed esistenziale a contatto con i ragazzi e gli abitanti di una delle vecchie borgate romane di Pietralata, Tiburtino 3° e La Torraccia.

Lucio Garofalo
Postato da Michelangelo Nicotra Lunedì, 12 settembre 2016 09:00:00 (893 letture)

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Didattica: Obbligo scolastico e cittadinanza
Redazione
Le ragioni di un obbligo.
L'obbligo scolastico nasce perchè il sapere è un bene comune, di cui tutti devono essere partecipi e perchè tutti nella società devono essere in grado di comprenderne e accettarne i principi e le regole che la costituiscono; l'obbligo scolastico, inoltre, in democrazia è condizione del diritto/dovere di cittadinanza. L'educazione alla cittadinanza è compito che spetta al sistema pubblico di istruzione e formazione, che lo puo' svolgere conservando e trasmettendo la storia, le tradizioni, la lingua, la cultura della società alla quale appartiene. Educare alla cittadinanza significa dare a ciascuno i mezzi per padroneggiare la propria vita e per partecipare alla vita pubblica. E' costruzione di mezzi intellettuali, di saperi e di competenze, che sono risorse di autonomia, di capacità di esprimersi, di negoziare, di cambiare il mondo.

prof. Raimondo Giunta
Postato da Nuccio Palumbo Martedì, 06 settembre 2016 08:00:00 (1164 letture)

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Didattica: Formare competenze/5 (L’organizzazione per moduli)
Redazione
Una sfida per le scuole.
Non è facile trasformare un catalogo di competenze in un curriculum scolastico, perchè la loro somma non ci dà subito un programma di studi. I curricoli in termini di competenze devono ancora completare il loro faticoso cammino. In Italia hanno raggiunto successi degni di menzione le migliori esperienze dei corsi IFTS, nelle quali si è potuto utilizzare il materiale prodotto da ISFOL e si è potuto fare riferimento al documento sugli "Standard minimi delle competenze di base e trasversali", contenuto nell'accordo sancito nella seduta del 19/11/2002 della Conferenza unificata Stato-Regioni. Nelle scelte di innovazione degli ordinamenti scolastici, compiute negli ultimi anni e che hanno interessato tutti gli ordini e gradi di istruzione, compresi gli Istituti Tecnici Superiori, si è proceduto a riformulare in termini di competenza le indicazioni curriculari, mettendo le scuole di fronte ad una sfida di una certa complessità, anche se non tutte in grado di affrontarla con gli strumenti culturali necessari.

prof. Raimondo Giunta
Postato da Nuccio Palumbo Martedì, 14 giugno 2016 06:30:00 (1653 letture)

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Didattica: Formare competenze/4 (L’appello alla realtà e alla concretezza)
Redazione
Contesti reali e prestazioni complesse.
Per sviluppare competenze occorre lavorare perchè l'alunno possegga in modo significativo, stabile e fruibile concetti e quadri concettuali, saperi e conoscenze desunti dalle discipline e raggiunga adeguate abilità intellettuali e pratiche sapendo come, quando e perchè valorizzarle. (M. Pellerey) Il soggetto in apprendimento non deve solo acquisire conoscenze, ma le deve interiorizzare per essere in grado di comprenderle nei loro significati, nelle loro relazioni e di utilizzarle come risorse personali in nuovi contesti, quando occorre affrontare situazioni problematiche di vita, di ricerca e di lavoro.

prof. Raimondo Giunta
Postato da Nuccio Palumbo Venerdì, 10 giugno 2016 06:30:00 (1461 letture)

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Didattica: Formare competenze/3 (L’impossibile professionalizzazione dei curricoli)
Redazione
Quali saperi per un curriculum per competenze.
I curricoli richiedono un elevato grado di coerenza e di unitarietà di tutti gli elementi che li costituiscono: contenuti, attività, metodi, valutazione e le competenze come risultato atteso di un curricolo diventano orientamento, guida alla scelta dei saperi e anche dei processi conoscitivi, che permettono di pensare la realtà e se stessi in rapporto alla realtà. Le competenze comportano delle opzioni curriculari; non possono lasciare tutto come prima. Bisogna chiedersi, allora, se ci saranno saperi che verranno promossi; se ci saranno saperi che verranno emarginati o addirittura esclusi nei curricoli per competenze. (E. Damiano). E' da tenere sempre presente che le conoscenze, sulle quali si fondano le competenze, non sono prese in considerazione solo dal punto di vista gnoseologico, ma in funzione della loro utilità a realizzare azioni che devono raggiungere degli scopi e che devono assolvere a dei compiti. Non solo.

prof. Raimondo Giunta
Postato da Nuccio Palumbo Lunedì, 06 giugno 2016 07:00:00 (1389 letture)

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