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Natura e Co-Scienza: L’Orto Botanico di Catania 'Hortus Botanicus Catinensis'

Redazione
Orto Botanico di Catania"Quando si comprende pienamente il gran fatto della unità di tutta la vita - che tutti vi partecipiamo poiché a tutti fluisce essa dalla Sorgente infinita - allora i pregiudizi spariscono e cessano gli odi. L'Amore cresce e regna supremo. L'esagerato egoismo è la radice di ogni errore, peccato e delitto e l'ignoranza è la base di ogni egoismo".
Ralph Waldo Trine

Conoscere bene le piante nel prossimo futuro, diverrà sempre più importante e vitale per l'umanità, lo sviluppo, il progresso e la civiltà.

La stessa agricoltura, il cui cuore è nel regno vegetale, diventerà sempre più al centro dell'interesse collettivo ed individuale, poiché a livello globale non vi sono eccedenze nella produzione primaria, anzi siamo decisamente in una situazione di carenza rispetto alla richiesta alimentare, di cibo e prodotti agricoli vari, sempre più pressante e che viene da numerose Nazioni, in crescita sia economica e sia demografica.

La politica comunitaria degli aiuti per lasciare i terreni incolti e per la distruzione delle eccedenze alimentari, si dimostra così quella che è cioè il risultato di analisi improvvisate, poco accurate ed accorte, che non solo ci collegano in qualche modo a regimi totalitari del passato, per avere interferito ed inciso in modo discutibile sul libero mercato e sulla libera produzione, ma anche per avere causato, seppure indirettamente e senza volerlo, un danno molto grave quale l'abbandono dei terreni e dell'agricoltura, dell'ambiente e del paesaggio, come fossero delle cose estranee a noi stessi, quando invero sono noi stessi, la fonte della vita, di ogni ricchezza, benessere e prosperità.

Anzi molte regioni d'Italia e in particolare la Sicilia hanno la necessità di recuperare l'armonia tra l'uomo, la Cultura e la Natura, che per varie cause storiche e culturali hanno perso.

Insomma tra noi e la penuria alimentare, la fame, oppure lo sviluppo e il progredire, si frappongono pochi centimetri, ovvero il suolo su cui camminiamo e su cui vivono, crescono e si sviluppano le piante, che costituiscono la sorgente di cibo, ossigeno, sostanze medicinali, protezione, benessere, salute, ricchezza, sapienza, forza, bellezza ed armonia.

La conoscenza, lo studio e la ricerca sulle piante, di cui si occupa la Botanica (da botane = erba, pianta), non sono dunque banali, secondarie o fini a se stesse, ma in realtà molto utili, preziose e massime.

Possiamo quindi dire che gli Orti Botanici di qualsiasi luogo svolgono riguardo la cultura, la scienza, l'elevazione dell'uomo e delle sue condizioni di vita, delle funzioni e un ruolo davvero basilari e rivelanti.

Oltre a quella di conservazione biologica e della biodiversità ex situ, cioè delle specie al di fuori del loro areale d'origine, le funzioni più rilevanti e significative degli Orti Botanici sono quelle per il progresso del mondo agricolo e rurale e nella preparazione e produzione dei medicinali o di altre sostanze utili all'uomo, che traggono linfa vitale dalla conoscenza diretta della botanica e delle piante, in riferimento alle loro caratteristiche, specifiche proprietà ed esigenze di coltivazione.

Difatti la produzione di cibo, di altre sostanze e materiali utili all'uomo è possibile e conveniente solo con le piante e l'agricoltura; cioè con gli organismi vegetali e con un metodo e una pratica che non potranno essere sostituiti facilmente in altro modo, con modalità artificiali e sostanze derivate da processi e metodi di sintesi chimica, anche se al riguardo dobbiamo necessariamente precisare d'essere molto lontani dal dire o dall'affermare, che il naturale sia buono ed innocuo e che l'artificiale sia cattivo e dannoso, perché entrambi in se stessi hanno elementi positivi e negativi e quindi non è il caso di avere pregiudizi.

In particolare vogliamo solamente evidenziare come i farmaci ottenuti sinteticamente con processi chimici, hanno spesso effetti talmente contrari nell'organismo che quasi i benefici non si avvertono, e che invece nel regno vegetale è più probabile ritrovare sostanze in grado di agire in armonia col corpo dell'uomo.

In più molti farmaci derivati da sintesi chimica, talvolta e in alcuni individui, peggiorano addirittura lo stato della loro salute o sono senza alcun esito positivo per il recupero definitivo delle funzioni vitali dell'organismo.

Ecco allora che le frasi: "SUMMA AGRICOLTURAE UTILITAS PLANTARUM COGNITIO", ovvero la conoscenza delle piante è utile per la completezza dell'agricoltura, e "PLANTARUM STUDIO ARTES PERFECIUNTUR MEDICAMINA PARANTUR" , ovvero con lo studio delle piante si perfezionano le scienze per preparare la medicina, iscritte nelle lapidi collocate nel portico colonnato dell'Orto Botanico di Catania, volute dal fondatore Francesco Tornabene Roccaforte, risuonano ancora oggi attuali e con tutta la loro verità, forza e vitalità e condensano in poche parole le indispensabili funzioni culturali, di progresso e di sviluppo sociale ed economico, svolte in tale direzione dagli Orti Botanici e nella fattispecie da quello di Catania.

L'Orto Botanico di Catania è da annoverare tra gli Orti Botanici più importanti in tale senso ed anche uno dei più belli e rari giardini storici della città, un vero gioiello situato al centro della città, con due ingressi tra la principale e conosciutissima Via Etnea e Via Antonino Longo, 19 , dove è quello abituale dell'Orto.

Ingresso abituale dell'Orto Botanico di Catania di Via A. Longo, 19 in cui in alto compare la dicitura:

HERBARIUS DISCIPLINIS AUGENDIS SCHOLA -Scuola o luogo per la crescita del sapere della Botanica
Ingresso abituale dell'Orto Botanico di Catania di Via A. Longo, 19 in cui in alto compare la dicitura: "HERBARIUS DISCIPLINIS AUGENDIS SCHOLA" (Scuola o luogo per la crescita del sapere della Botanica)

L'Orto Botanico appartiene al Dipartimento di Botanica dell'Università degli Studi di Catania, la più antica della Sicilia, fondata il 19 Ottobre del 1434, per volontà di Alfonso il Magnanimo di Aragona.
Tuttavia è solamente al 1788 che risale l'istituzione della Cattedra di Botanica, per servire agli studi di Medicina e Farmacia.
Nel 1858 con la tenace volontà di Francesco Tornabene Roccaforte, monaco benedettino, titolare della Cattedra di Botanica e priore del Monastero Benedettino - Cassinese di S. Nicolò, si giunse alla fondazione del tanto atteso Orto Botanico di Catania, e il 31 luglio 1858, il Gran Cancelliere dell'Università, Ferdinando Cutrona, pose la prima pietra.

Francesco Tornabene Roccaforte (1813-1897), fondatore e docente dell'Orto Botanico di Catania
Francesco Tornabene Roccaforte (1813-1897), fondatore e docente dell'Orto Botanico di Catania

Le prime specie botaniche, provenienti da Svezia, Francia e Italia (Napoli e Palermo), furono messe a dimora nel 1862.

Sin dalle sue origini si delinea nell'Orto Botanico di Catania una sistemazione, divisione e collocazione delle varie specie botaniche in due aree: l'Hortus Universalis o Orto Generale, Universale (13000 m2) e l'Hortus Siculum o Orto siculo, disposti su due livelli per l'adattamento alla conformazione del luogo, che sono state mantenute sino ai nostri giorni.

L'Orto Universale ha mantenuto lo stile originario all'italiana dato dal fondatore Francesco Tornabene Roccaforte, ed è caratterizzato da viali ortogonali tra loro che delimitano i settori e le varie aiuole, ovvero i 22 settori delimitati da pilastrini e pietra calcarea dove sono sistemate le piante.

L'area dell'Orto universale centralmente è divisa in direzione Est - Ovest, dal viale che congiunge l'ingresso da Via Etnea al portico monumentale del Ginnasio; in direzione Nord - Sud, dal viale che congiunge la serra al grande acquario.

Acquario diviso in 8 vasche dell'Orto Botanico di Catania con piante acquatich
Acquario diviso in 8 vasche dell'Orto Botanico di Catania con piante acquatiche. Al centro Cypeurus alternifolius L. - Cyperaceae, originario del Madadascar, con steli molto lunghi che terminano con brattee a ciuffo riunite in ombrelle. Di facile moltiplicazione con il prelievo di una parte dello stelo a ciuffi che si immerge capovolto in un recipiente d'acqua, fino all'emergenza delle radici e successivo trapianto nel terreno. La moltiplicazione può essere anche ottenuta mediante l'interramento del rizoma. La pianta contiene tannini, polifenoli, cumarina, sesquiterpeni, flavonoidi e dimostra alcune proprietà terapeutiche ed azione epatoprotettiva. Come altre piante acquatiche la pianta è impiegata nella fitodepurazione delle acque reflue


Nell'Orto Botanico sono presenti tre acquari per la collocazione e la crescita delle piante acquatiche e alcune serre (Tepidiarium) per corrispondere alle particolari esigenze di coltivazione delle piante specifiche.

L'Orto si estende su una superficie complessiva di 16000 metri quadrati, circa più di 1 ha e mezzo, che rispetto ad altri Orti Botanici risulta inferiore, poiché l'Orto nel tempo, a causa del rapido sviluppo urbanistico della città e della sua posizione centrale, è stato progressivamente circoscritto da varie edificazioni attorno, che ne hanno impedito l'ampliamento.

Cionondimeno non sempre la grandezza limitata della superficie incide sfavorevolmente, poiché l'Orto Botanico risulta abbastanza ben gestito dal Dipartimento di Biologia dell'Università degli Studi di Catania, e la collezione di piante è significativa ed importante, corrispondente a soddisfare le esigenze di ricerca, studio e conoscenza.

Per quanto non distinte in modo preciso, le numerose piante dell'Orto Botanico, sono sistemate in 22 Settori più l'Orto Siculo e tre acquari, e possono essere raggruppate in collezioni, tra le quali le piante succulente, le piante esotiche, le palme, le piante officinali ed acquatiche, le Gimnosperme.

Da segnalare il Cipresso di Montezuma, l'Eucalyptus citriodora e le cui foglie profumano di limone e da cui si estrae l'olio essenziale antibatterico, antifungino, antitubercolotico, la Magnolia grandiflora, la Maclura pomifera, la Grevillea robusta, la Jacaranda mimosaefolia, il Pino d'Aleppo, che sono insieme a molte altre.

Viale principale in direzione est - ovest dell'Orto Botanico, che dal portico con colonne termina nell'ingresso di Via Etnea
Viale principale in direzione est - ovest dell'Orto Botanico, che dal portico con colonne termina nell'ingresso di Via Etnea, da cui si diramano ortogonalmente gli altri viali che delimitano le varie aiuole, settori o sezioni dell'Orto Universale, su cui sono piantate le diverse specie botaniche

1 - Settori dell'Orto Botanico di Catania che danno vita ad un giardino in stile italiano, in cui il binomio Natura - Cultura è perfettamente riuscito ed è nell'armonia

1 - Settori dell'Orto Botanico di Catania che danno vita ad un giardino in stile italiano, in cui il binomio Natura - Cultura è perfettamente riuscito ed è nell'armonia
1-2 Settori dell'Orto Botanico di Catania che danno vita ad un giardino in stile italiano, in cui il binomio Natura - Cultura è perfettamente riuscito ed è nell'armonia. Nella realtà ogni uomo ed essere vivente dovrebbe vivere in un ambiente nell'armonia, ma tranne poche eccezioni così non è, perché gran parte delle risorse umane, psicologiche, materiali e di ogni tipo, al punto dell'evoluzione in cui ci ritroviamo, sono purtroppo finalizzate inutilmente, spesso nella distruzione e nel disordine e così i diversi ambienti in cui viviamo e siamo sovente non sono nelle stesse situazioni e condizioni


Nel 1865 il lascito del catanese Mario Coltraro, consente all'Orto un ampliamento con una nuova area adiacente, in cui sistemare alla coltivazione le specie spontanee siciliane, che oggi costituisce l'Orto Siculo (Hortus siculum).

L'Orto Siculo comprende le specie botaniche tipiche del Mediterraneo e della Sicilia, quali il Leccio, l'Albero di Giuda, il Carrubo, il Pino domestico, il Bagolaro dell'Etna, il Biancospino, la Zelkova sicula, il Lentisco, il Mirto, l'Olivo e molte altre specie comprese quelle delle garighe.

Parziale veduta dell'area dell'Orto Botancio di Catania derivata dal lascito di Mario Coltraro, in cui è sistemato l'Orto Siculo, con le specie mediterranee e tipiche della Sicilia
Parziale veduta dell'area dell'Orto Botancio di Catania derivata dal lascito di Mario Coltraro, in cui è sistemato l'Orto Siculo, con le specie mediterranee e tipiche della Sicilia


L'edificio monumentale, il Ginnasio o Gymnasium, comprende la Biblioteca, l'Aula e l'Erbario.

È stato costruito su progetto dell'architetto prof.re Mario Di Stefano ed ampliato, agli inizi del Novecento, sotto la direzione del prof.re Luigi Buscaglioni, con la creazione di nuovi locali per studi e laboratori collegati all'originaria struttura ottocentesca.

Edificio Monumentale o Ginnasio dell'Orto Botanico di Catania, con portico a doppio ordine di colonne in stile ionico. Il Ginnasio o Gymnasium è stato progettato dall'architetto prof. Mario Di Stefano
Edificio Monumentale o Ginnasio dell'Orto Botanico di Catania, con portico a doppio ordine di colonne in stile ionico. Il Ginnasio o Gymnasium è stato progettato dall'architetto prof. Mario Di Stefano


Ha un imponente portico con doppio ordine di colonne che si erge su una gradinata di marmo bianco.
Le colonne sono in stile ionico, il soffitto in cassettoni con motivi decorativi di rosoni in stucco.

Particolare del soffitto del colonnato decorato con rosoni in stucco
Particolare del soffitto del colonnato decorato con rosoni in stucco


Nel portico si notano anche quattro nicchie che avrebbero dovuto ospitare, similmente ad altri Orti Botanici, delle statue.
Sono comunque osservabili delle iscrizioni in latino relative all'Orto e l'appartenenza all'Università degli Studi di Catania, che celebrano gli studi botanici, i botanici del passato, la loro utilità riguardo l'agricoltura, l'ambiente, la medicina.

Lapidi con iscrizioni in latino che si ritrovano nel portico di ingresso dell'edificio monumentale dell'Orto Botanico di Catania
Lapidi con iscrizioni in latino che si ritrovano nel portico di ingresso dell'edificio monumentale dell'Orto Botanico di Catania, che evidenziano l'appartenenza dell'Orto Botanico all'Università degli Studi di Catania e l'indispensabilità della conoscenza e degli studi botanici nell'agricoltura, nella medicina e farmacologia

Interno dell'edificio monumentale con la sala e le colonne in stile dorico
Interno dell'edificio monumentale con la sala e le colonne in stile dorico


L'edificio monumentale si ispira al movimento artistico del Neoclassicismo e lo connette ad altre pregevoli ed analoghe costruzioni presenti in Sicilia.

L'orientamento costruttivo ed architettonico del Neoclassicismo ispirato alla forme classiche dell'antica Grecia e Roma, nasce dopo le importanti scoperte archeologiche di Ercolano, Pompei, Villa Adriana a Tivoli dei fantastici Templi greci di Paestum, il ritrovamento dei reperti archeologici della Grecia conservati nei vari Musei europei, che accrescono l'interesse per quel periodo e l'architettura.

Il movimento artistico del Neoclassicismo aderisce e ripropone i temi e i principi dell'armonia e della bellezza, caratterizzanti l'arte classica, greca e romana.

In Sicilia il Neoclassicismo è all'origine non solo del Ginnasio dell'Orto Botanico di Catania, ma anche di altre notevoli opere architettoniche, edificate in particolare a Palermo, Catania, Messina, Ragusa e Trapani.

La prima costruzione di questo tipo è il Gymnasium o Ginnasio dell'Orto Botanico di Palermo, insieme alle altre costruzioni del Tepidarium e del Calidarium che sono ai lati, progettati dall'architetto parigino Lèon Dufurny.

Il Ginnasio dell'Orto Botanico di Palermo, il Teatro Politeama Garibaldi, in Piazza Ruggero Settimo a Palermo, progettato da Giuseppe Damiani Almeyda, tra il 1867 e il 1874, il Teatro Massimo Vittorio Emanuele, progettato da G.B. Basile, la Villa Villarosa a Bagheria, il Teatro Vittorio Emanuele II di Messina, il Teatro comunale di Castelvetrano, il Circolo di Conversazione di Ragusa, il Teatro Comunale di Vittoria e il Ginnasio dell'Orto Botanico di Catania, sono le costruzioni o le opere pregevoli di bellezza ed armonia, che segnano e collegano i luoghi e le tappe di un itinerario architettonico, storico e culturale del Neoclassicismo in Sicilia.

L'Orto Botanico di Catania oltre alla relazione col movimento artistico del Neoclassicismo è anche correlato alla nascita degli Orti Botanici moderni, che risale a quando si delineano i giardini e gli orti dei semplici, sia in funzione alimentare e sia medicinale.

L'origine dei giardini e gli orti dei semplici è storica e culturale ed affonda le radici nell'instabilità politica dovuta alle invasioni barbariche e al decadimento sociale ed economico, che si verificarono con la caduta dell'Impero romano d'Occidente nel 476 d.C., che spinse le persone all'abbandono dei campi divenuti insicuri e a ritirarsi in luoghi chiusi e protetti, come i castelli e i Monasteri, che in tal modo diventano i luoghi di riferimento per la civiltà e la cultura durante il periodo medioevale.

Successivamente, agli inizi del 1500, lo studio delle piante riceveva un grande impulso dalla pubblicazione del Commento al De materia medica di Dioscoride ad opera di Pietro Andrea Mattioli (1500-1577), grazie alla quale si fece un vaglio accuratissimo dal punto di vista della identificazione delle piante e del loro utilizzo, al fine di fornire a medici e speziali un testo affidabile che desse chiare ed inequivocabili indicazioni, per il riconoscimento dei semplici e spiegazioni esaurienti in relazione alla preparazione dei medicamenti.

E' questo il periodo in cui il collezionismo botanico acquista un preciso intendimento scientifico e, di conseguenza, si attua la grande metamorfosi del "giardino".

La sua trasformazione in orto dei semplici a carattere accademico e poi in orto botanico dedicato alla coltura disciplinata e allo studio delle diverse piante, permette la nascita delle prime strutture di questo genere in Italia seguite da altri orti nei vari paesi d'Europa.

Per i monasteri medioevali, in cui questa realtà ebbe origine, il giardino dei semplici era una specie di farmacia vivente, dalla quale ricavare i rimedi offerti dalla natura.

Divenne, poi, con la nascita delle Università degli Studi, utile laboratorio di osservazione e sperimentazione, in cui le piante erano mostrate dal vivo (Ostentio simplicium) agli studenti di medicina e di farmacia, che dovevano imparare a farne buon uso.

Gli Orti Botanici acquistano importanza anche in Sicilia e sono fondati dalle Università degli Studi, il più antico dei quali è quello di Messina fondato nel 1638.

Un'ultima nota per ribadire l'inscindibile unione esistente tra farmacologia, terapia medica, agricoltura e botanica per l'armonico progredire, così bene espressa nelle iscrizioni lapidarie volute da Francesco Tornabene Roccaforte, poste nel portico dell'Orto Botanico di Catania, da cui emerge l'utilità massima e preziosa della conoscenza, dello studio approfonditi della botanica e delle piante e del significativo ruolo svolto in tal senso dall'Orto Botanico.

In realtà oltre a ciò gli Orti Botanici sono veri e propri Templi Sacri eretti alla Natura, in cui è la vita ad essere celebrata.

Infine un grazie al Dr. Gianluca Trovato, dell'Orto Botanico di Catania, per la guida preziosa, l'accoglienza, la preparazione e l'Amore che ha verso le piante; agli alunni, alla prof.ssa Rosalba Leanza, al sig. Giuseppe Romeo, alla Preside prof.ssa Maria Pia Calanna, dell'Istituto Professionale Servizi per l'Agricoltura e lo Sviluppo Rurale di Adrano, che hanno contribuito, in modi diversi, alla realizzazione della visita guidata svolta nell'Orto Botanico di Catania.

Marcello Castroreale
mcastroreale@alice.it


Bibliografia
- Guglielmo A., Pavone P., Salmeri C., 2005, L'Orto Botanico di Catania. Guida alla visita. L & C Italia. Riposto (CT)
- Guglielmo A. , Dicembre 2014, L'Orto Botanico dell'Università di Catania, Natural 1
- Calogero Rinallo, 2005, Botanica delle piante alimentari, Piccin Nuova Libraria SpA, Padova
- Felice Senatore,2004, Biologia e botanica farmaceutica, Piccin Nuova Libraria SpA, Padova
- Gabriella Pasqua, 2011, Botanica generale e diversità vegetale, II Edizione, Piccin Nuova Libraria SpA, Padova
- N. Rascio,2012,Elementi fisiologia vegetale, EdiSES, Napoli
- sito web Orto Botanico di Catania: www.dipbot.unict.it


Alcune delle piante dei Settori in cui è diviso l'Orto Botanico di Catania

Collezione di piante succulente Echinocactus grusonii Hildm. - Cactaceae. Le piante succulente, più conosciute col nome di piante grasse, sono originarie di luoghi e climi aridi e secchi ed hanno caratteristiche tali da conservare in tessuti spugnosi l'acqua e non farla traspirare grazie agli stomi ridottissimi.
Collezione di piante succulente Echinocactus grusonii Hildm. - Cactaceae. Le piante succulente, più conosciute col nome di piante grasse, sono originarie di luoghi e climi aridi e secchi ed hanno caratteristiche tali da conservare in tessuti spugnosi l'acqua e non farla traspirare grazie agli stomi ridottissimi. Le foglie sono trasformate in spine e pertanto la fotosintesi si svolge nel fusto che prende il nome di cladodo. Le spine sono diverse a secondo della famiglia botanica di appartenenza. Ad esempio, nelle cactaceae le spine sono raccolte nell'areola, una sorta di cuscinetto visibile, circolare e chiaro, somigliante ad un portaspilli. Nelle Euphorbiaceae le spine si originano dalle stipole non hanno l'areola e sono divise in due. In altre famiglie del raggruppamento le spine derivano dalla nervatura centrale della foglia o da rami modificati

1 - Acerola - Malpighia punicifolia L. - Malpighiaceae , ciliegia delle Indie occidentali, di cui si usano i frutti maturi privi del nocciolo a completa maturazione

2 - Acerola - Malpighia punicifolia L. - Malpighiaceae , ciliegia delle Indie occidentali, di cui si usano i frutti maturi privi del nocciolo a completa maturazione
1-2 Acerola - Malpighia punicifolia L. - Malpighiaceae , ciliegia delle Indie occidentali, di cui si usano i frutti maturi privi del nocciolo a completa maturazione. È altissimo il contenuto di vitamina C; risultano anche le vitamine A e del gruppo B. Impiegata in diverse patologie, quali fragilità capillare e contro le malattie da raffreddamento, per aumentare le difese immunitarie


Albero del drago -Dracena draco L. - Agavaceae, Asparagoceae secondo AGP III, è una pianta tropicale originaria ed endemica delle Isole Canarie, dove però non è più molto diffusa, che incornicia il portico dell'edificio monumentale dell'Orto Botanico di Catania
Albero del drago -Dracena draco L. - Agavaceae, Asparagoceae secondo AGP III, è una pianta tropicale originaria ed endemica delle Isole Canarie, dove però non è più molto diffusa, che incornicia il portico dell'edificio monumentale dell'Orto Botanico di Catania. Tale specie ha portamento arboreo ramificato terminante con foglie lanceolate a ciuffi che può raggiungere l'età di mille anni. Quando le foglie o la corteccia vengono recise secernono una resina che seccandosi assume una colorazione rossastra conosciuta come sangue di drago, impiegata come colorante e sostanza medicinale per le numerose attività terapeutiche che possiede


Caffè - Coffea spp. - Rubiaceae. Arbusti sempreverdi sensibili alle basse temperature, che richiedono un clima equatoriale caldo umido
Caffè - Coffea spp. - Rubiaceae. Arbusti sempreverdi sensibili alle basse temperature, che richiedono un clima equatoriale caldo umido. L'infiorescenza a grappolo si forma all'ascella delle foglie dei rami orizzontali. Il frutto è una drupa, detta ciliegia, con esocarpo rosso, mesocarpo polposo giallo, endocarpo che contiene due semi protetti da un sottile tegumento. Le drupe, la cui maturazione richiede un tempo di 6-8 o 11 mesi, sono raccolte e sono private dall'esocarpo e mesocarpo per via umida (con apposite macchine) o secca (al sole). I semi o fagioli di caffè, da cui si ricava la polvere o il macinato di caffè, vengono sottoposti dapprima alla tostatura, con la quale si sviluppa un complesso aromatico, il caffeone composto da 800 - 1000 sostanze diverse dall'aroma gradevole. I fagioli tostati di caffè contengono il 10 % di proteine, 15 % di grassi, 29% di zuccheri, il 9 % di sostanze minerali e l'alcaloide caffeina per circa il 2,5 %. Una torrefazione spinta causa la volatilizzazione di molte sostanze che costituiscono il caffeone

Ligundi, Nirgundi (ciò che protegge il corpo dalle malattie) - Vitex negundo Linn. - Vebernaceae , Cina India
Ligundi, Nirgundi (ciò che protegge il corpo dalle malattie) - Vitex negundo Linn. - Vebernaceae , Cina India; pianta straordinaria dalle molteplici proprietà medicinali e terapeutiche, impiegata (fiori, frutti, foglie) nella medicina ayurvedica, con diversi usi in odontoiatria, oftalmologia, medicina generale e come epatoprotettore, nefroprotettore, antinfiammatorio, antipiretico, analgesico, antiartritico, antielmintico e molti altri ancora

Pomelia, Frangipane - Plumeria rubra L. - Apocinaceae
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Bambù sacro - Nandina domestica Tunbh. - Berberidaceae, arbusto ornamentale che in Asia viene coltivato nei Templi sacri
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Melaleuca lanceolata Otto - Myrtaceae, Australia, produce dei fiori simili al Callistemon ed è chiamata pianta spazzolino
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Encephalartos ferox G. Bertol. - Zamiaceae, Africa tropicale, pianta con cono maschile
Encephalartos ferox G. Bertol. - Zamiaceae, Africa tropicale, pianta con cono maschile

Dioon edule Lindl. - Zamiacea , specie dioica con cono maschile e femminile in piante diverse. Nella foto pianta con cono femminile
Dioon edule Lindl. - Zamiacea , specie dioica con cono maschile e femminile in piante diverse. Nella foto pianta con cono femminile. In Messico rientra tra quelle piante chiamate erbe matte, hierbas locas, in quanto responsabili di effetti negativi sul bestiame, in cui causano, a seguito di ingestione delle infiorescenze, la paralisi degli arti posteriori e progressivamente la morte

Livistona drudei Wendl. - Palmae
Livistona drudei Wendl. - Palmae

Ginkgo biloba L. - Ginkgoaceae, albero fossile vivente e medicinale
Ginkgo biloba L. - Ginkgoaceae, albero fossile vivente e medicinale

Canna fiorifera - Canna indica L. - Cannaceae, pianta ornamentale, medicinale ed alimentare importante nell'agroindustria. Il succo fresco è antisettico. Si impiegano diverse parti della pianta ad uso alimentare da cui si ricavano amido e farina
Canna fiorifera - Canna indica L. - Cannaceae, pianta ornamentale, medicinale ed alimentare importante nell'agroindustria. Il succo fresco è antisettico. Si impiegano diverse parti della pianta ad uso alimentare da cui si ricavano amido e farina

Cipresso di Montezuma - Taxodium distichum var. mucronatum Henry - Taxodiceae, originario del Messico è albero sacro e medicinale di rilevante importanza nei luoghi d'origine, la cui resina è usata nella cicatrizzazione delle ferite e piccole ulcere. La corteccia ha proprietà diuretiche ed emmenagoghe. L'infuso delle foglie ha azione sedativa
Cipresso di Montezuma - Taxodium distichum var. mucronatum Henry - Taxodiceae, originario del Messico è albero sacro e medicinale di rilevante importanza nei luoghi d'origine, la cui resina è usata nella cicatrizzazione delle ferite e piccole ulcere. La corteccia ha proprietà diuretiche ed emmenagoghe. L'infuso delle foglie ha azione sedativa

Jacobinia - Justicia coccinea Aubl. - Acanthaceae
Jacobinia - Justicia coccinea Aubl. - Acanthaceae

Lapide posta nel 2008 dal Direttore dell'Orto Botanico di Catania Pietro Pavone, nell'occasione del 150 ° anniversario dalla fondazione dell'Orto Botanico, in cui si ricorda il fondatore Francesco Tornabene Roccaforte e l'importante funzione svolta dall'Orto verso l'Amore per la Natura, proteso a tramandare nel tempo l'incanto del luogo grazie all'irradiazione di armonia, che le piante sono capaci di emanare nell'ambiente in cui vivono e crescono
Lapide posta nel 2008 dal Direttore dell'Orto Botanico di Catania Pietro Pavone, nell'occasione del 150 ° anniversario dalla fondazione dell'Orto Botanico, in cui si ricorda il fondatore Francesco Tornabene Roccaforte e l'importante funzione svolta dall'Orto verso l'Amore per la Natura, proteso a tramandare nel tempo l'incanto del luogo grazie all'irradiazione di armonia, che le piante sono capaci di emanare nell'ambiente in cui vivono e crescono





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Postato il Lunedì, 11 maggio 2015 ore 11:00:00 CEST di Michelangelo Nicotra
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