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Vi racconto ...: A SCUOLA SI ENTRA PER CONCORSO.
Redazione
Questa massima ha guidato come stella polare il cammino storico della scuola italiana. Un anziano preside, ora si chiamano “dirigenti”, affermava con saggezza: “A scuola si entra dal portone principale, passando dal concorso” e non dalle finestre o dalle porte laterali che negli anni le organizzazioni sindacali hanno aperto adottando leggi e leggine, interpretando articoli e commi, allargando graduatorie “ad esaurimento”, consentendo l’accesso alla “cattedra”, che non è un comune e semplice “posto di lavoro”, anche a docenti non adeguatamente preparati alla non facile funzione educativa.
Il mancato apporto dell’aggiornamento “obbligatorio” ha reso ancor più distante il divario tra docenti eccellenti, preparati culturalmente e didatticamente e docenti che fanno solo presenza se non, a volte, anche notevoli danni.
Leggendo le recenti dichiarazioni della Ministra Azzolina: “Così si garantisce il merito”; “Il concorso come percorso di reclutamento per i docenti. È stata anche accolta la richiesta di modificare la modalità della prova, eliminando i quiz a crocette previsti nel decreto sulla scuola votato a dicembre in Parlamento. Saranno sostituiti da uno scritto, in modo da garantire una selezione ancora più meritocratica” si comprende che si vuole salvare la forma e si auspica che si salvi anche la sostanza.

Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Mercoledì, 27 maggio 2020 08:21:26 (490 letture)

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Vi racconto ...: Come le stelle sono i ragazzi, per sostanzia, essenzia, delizia
Redazione
“Chi non ha sognato mai il grande amore, e chi non l’ha trovato mai e sogna ancora!”. Si può afferrare una stella!? Così cantava la nostra generazione, negli anni ‘80, insieme a Bennato, su spiagge assolate, lungo i mari del sud, e sotto cieli d’agosto, carichi di sogni e d’avventure. Dicono che nelle stelle sia segnato il destino d’ogni uomo, sin dalla più tenera età. Come le stelle sono i ragazzi. Tutti uguali ma tutti diversi, semplici ma misteriosi, vicini ma lontanissimi, sembra di toccarli ma sono irraggiungibili. E come le stelle i ragazzi sono altro, sono altrove, sono più lontani del mattino, più veloci della luce. Come ogni stella ha la sua luce, il suo colore, il suo calore, la sua storia, la sua traiettoria, la sua galassia, e tutte insieme fanno il firmamento, l’intero universo, così i ragazzi, unici e irripetibili, per “sostanzia, essenzia e delizia”.

Angelo Battiato e Anna Maria Gazzana
Postato da Angelo Battiato Domenica, 24 maggio 2020 21:17:22 (790 letture)

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Vi racconto ...: I cento anni di Giovanni Paolo II
Redazione
Il 18 maggio  del 1920 nasceva a Wadowice in Polonia Karol  Wojtyla, che il 16 ottobre 1978, diventerà il 264° Papa con il nome di Giovanni Paolo II, primo papa non italiano dopo quattro secoli, ora Santo.
La ricorrenza suscita sentimenti di nostalgia nel ricordare i 27 anni di un pontificato che ha tracciato un solco profondo nella storia della Chiesa e dell’umanità.
Le conquiste sociali, culturali, politiche, realizzate, sono frutto di un carisma che coniuga estro poetico, artistico, sportivo e profondo spirito di preghiera, hanno reso Papa Wojtyla un “papa grande”, vero “Papa Magno”, acclamato dal popolo “Santo subito” mentre un misterioso vento sfogliava e chiudeva il vangelo deposto sulla sua bara in piazza San Pietro nell’aprile del 2005 durante l’ultimo planetario saluto.
Il suo primo paterno invito: “ Aprite, spalancate le porte a Cristo” ha tracciato un percorso non facile, innovativo, spesso contrastato, ma il suo progetto di umanesimo cristiano è stato sempre chiaro e lineare.


Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Lunedì, 18 maggio 2020 15:27:51 (409 letture)

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Vi racconto ...: Il Covid-19 uccide la carità
Redazione
Nel tragico caos sociale e culturale che la pandemia ha prodotto, si registra anche il blocco della carità.
Si constata che le norme prescrittive di prevenzione del contagio che hanno segregato in casa le famiglie, che hanno chiuso le scuole e le chiese, che hanno ingessato per due mesi la società, il commercio, il lavoro, con profonda amarezza, hanno soffocato anche la carità.
 La benemerita istituzione della Casa della Carità, fondata da Suor Anna Cantalupo nel 1923, è stata costretta a sospendere la raccolta dei vestiti da destinare ai poveri, nel rispetto di tutte le norme igieniche e di prevenzione della diffusione del virus. Anche se adesso si provvederà alla sanificazione degli ambienti, non sarà possibile riattivare il servizio , per cui le numerose borse che vengono depositate dietro il portone di Via San Pietro, restano fuori e poi portate via dagli operatori ecologici come “raccolta indifferenziata” mentre “i poveri restano sempre più poveri” e s’incrementa lo spreco del consumismo.
Oggi, la paura del contagio e la rigidità delle norme hanno, di fatto, venir meno una risorsa di carità per i numerosi poveri che crescono sempre più nel numero e nella diversità di classi sociali.

Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Giovedì, 14 maggio 2020 08:05:00 (522 letture)

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Vi racconto ...: I Catari, l’eresia medievale dei 'buoni cristiani'
Redazione
“Loro non imbrogliano, non opprimono e non fanno male a nessuno, credono nella reincarnazione, e in un dio buono e in un dio cattivo”. Loro, i “buoni uomini” e “buoni cristiani” vestiti di nero, che si aggiravano tra i paesi e le campagne di mezza Europa. Loro, i catari. Il più diffuso, originale e organizzato movimento eretico del Medioevo, sorto ai margini dell’ortodossia cattolica, che riuscì a contrastare lo strapotere della Chiesa di Roma e a destabilizzare, per oltre tre secoli, l’intero assetto sociale e religioso dell’Europa. Temuto e combattuto con spietata energia dalla chiesa cattolica, per la sua capacità di espandersi e di influenzare vasti strati della società dell’epoca, il movimento cataro venne infine annientato e cancellato dalla faccia della terra con una imponente e feroce crociata, organizzata dal papa Innocenzo III. Come per tutti i vinti della storia, le informazioni sul movimento ci sono pervenute dai suoi nemici, che, molto probabilmente, e come sempre succede, hanno “ritoccato” e deformato a loro piacimento la memoria e la storia della dottrina e dell’organizzazione religiosa catara.

Ma chi furono i catari? In che cosa credevano? Perché furono considerati eretici e perseguitati duramente dalla chiesa ufficiale di Roma? E in cosa consisteva la loro dottrina? In cosa credevano? E perché i catari si diffusero così rapidamente in ampi strati della popolazione di molte regioni europee, e soltanto dopo un intervento armato, con una vera e propria crociata (la prima contro una popolazione cristiana), si riuscì ad “estirparli” definitivamente dalla storia? Per molti secoli il loro movimento è stato occultato e immerso nell’oblio del tempo, perché?

Angelo Battiato
Postato da Angelo Battiato Martedì, 12 maggio 2020 09:00:00 (857 letture)

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Vi racconto ...: Accordo Cei-Governo per le Sante Messe dal 18 maggio. Leggendo il Protocollo sanitario
Redazione

Dopo il rintocco di campane  tra Palazzo Chigi, (le Messe sono sospese, autorizzati  solo i funerali con 15 persone ); l’attacco della CEI  (violazione della libertà di culto) e la campanella di Santa Marta:   "Obbediamo alle regole per non far tornare la pandemia", al termine di una lunga trattativa durata settimane, ecco finalmente firmato  a Palazzo Chigi, il protocollo che permetterà la ripresa delle celebrazioni  religiose con la partecipazione del popolo. Il documento è stato firmato dal presidente della Cei, cardinale Gualtiero Bassetti, dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e dal ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese.
"Il Protocollo, frutto di una profonda collaborazione e sinergia fra il Governo, il Comitato Tecnico-Scientifico e la Cei, dove ciascuno ha fatto la sua parte con responsabilità": come ha dichiarato il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, ribadendo "l'impegno della Chiesa a contribuire al superamento della crisi in atto", indica alcune misure da ottemperare con cura, concernenti l'accesso ai luoghi di culto in occasione di celebrazioni liturgiche, e alcuni suggerimenti generali.


Fioretto

Postato da Andrea Oliva Venerdì, 08 maggio 2020 14:49:30 (696 letture)

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Vi racconto ...: Ponte Morandi: lezione di speranza e metafora d’innovazione anche per la scuola
Redazione

Le emozionanti immagini del Ponte Morandi di Genova, ricostruito in meno di due anni dopo il tragico crollo (14 agosto 2018), diventano una positiva lezione di speranza e di ripresa della bella Italia, un traguardo simbolico ed un costante monito per una sempre diligente manutenzione degli edifici e delle strutture del servizio pubblico.
L’opera, progettata dall’Architetto e Senatore Renzo Piano, lunga 1.067 metri, con 17.500 tonnellate di acciaio, è stata portata a compimento con l’elevazione e il varo della diciannovesima campata in ancor meno di 20 mesi e a luglio sarà resa percorribile.
L’intreccio tra il ferro e il vento, il senso del silenzio e della memoria delle 43 vittime del tragico crollo, la linearità della “prua della nave”, che la notte diventa sorgente luminosa, sono tutte suggestioni che Renzo Piano ha trasmesso nella sua intervista, spiegando il significato dell’opera.   Costruire ponti è meglio che costruire muri, si mette in atto un’azione di dialogo, d’incontro, di collegamento”, di cui oggi abbiamo tanto bisogno.


Giuseppe  Adernò

Postato da Andrea Oliva Giovedì, 30 aprile 2020 13:00:00 (796 letture)

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Vi racconto ...: I figli della pandemia. Il Movimento per la Vita in Sicilia
Redazione

In un servizio televisivo sul coronavirus è stata rivolta particolare attenzione ai 600 bambini di Bergamo nati in questi due mesi di pandemia, con tutti i blocchi e vincoli che hanno limitato e vietato la presenza dei padri al parto o la visita e l’abbraccio dei nonni 25 di questi bambini sono nati da mamme che risultavano positive al Covid-19, come la famiglia del paziente 1 di Codogno.
Anche in Sicilia sono nati in questi mesi diversi bambini e le norme di prevenzione e di distanziamento hanno reso impossibile ai nonni e agli zii di vedere e abbracciare i nipotini.
Dinanzi al mistero della vita che nasce, si rinnova il segno evidente che “Dio non si è stancato degli uomini”.
Come ha dichiarato il giurista Sabino Cassese, il valore universamente alto dell’esistenza umana non può essere subordinato all’economia, né veicolato a “targhe alterne”.
Per coerenza il Governo e l’Organizzazione Mondiale della Sanità, impegnati nella tutela della salute come bene primario dei cittadini, dovrebbero condannare l’aborto e l’eutanasia, segno che “l’uomo si è stancato di Dio“ e lo vuole mettere da parte, anzi, prendere il suo posto e sentirsi onnipotente.


Giuseppe  Adernò

Postato da Andrea Oliva Sabato, 25 aprile 2020 08:00:00 (763 letture)

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Vi racconto ...: IL MOVIMENTO PER LA VITA IN SICILIA.
Redazione
Umberto Ienzi

In Sicilia la legge Quadro sul Volontariato, n. 266/91 è stata recepita dalla legge Regionale n. 22 del 7 Giugno 1994, con la quale il Comitato di Gestione per il Fondo Speciale per il Volontariato in Sicilia ha istituito i tre Centri di Servizio per il Volontariato previsti nella regione: Palermo (CESVOP), Catania (CSVE) e Messina (CESV).
Il CENTRO DI SERVIZI PER IL VOLONTARIATO ETNEO, Associazione di volontariato, fondata sul principio della cittadinanza attiva e responsabile, attenta alla partecipazione e aperta alla cultura della solidarietà, ha nel collegio dei Saggi in Catanese Umberto Ienzi, che, in modo solidale e vocazionale è stato molto vicino a Carlo Casini, quale Cofondatore e responsabile per tutta la Sicilia, essendo anche componente della “Federazione Europea per la Vita” e della Commissione “Uno di Noi”.
Il Centro opera nelle province di Catania, Enna, Ragusa e Siracusa offrendo servizi di Formazione, Consulenza, Assistenza alla progettazione e svolgendo attività di ricerca, documentazione, promozione e informazione, a favore delle oltre mille Organizzazioni di Volontariato presenti nella Sicilia Orientale.
Attualmente sono 50 i Movimenti e i Centri di Aiuto alla Vita della Federazione Sicilia e tanti i Volontari che ve ne fanno parte.
L’on. Alessandro Pagano ha lodato Ienzi, allora, Presidente della Federazione Movimenti per la Vita della Regione Sicilia, per il prezioso intervento al Seminario “Vittoria Quarenghi”, nel quale ha ulteriormente esternato i principi, colmi di sapienza, con i quali sono stati palesemente espressi le attenzioni prioritarie verso il più grande dei Valori, quale la Difesa della Vita, fin dal suo concepimento.


Giuseppe Adernò



Postato da Andrea Oliva Mercoledì, 22 aprile 2020 17:44:50 (1201 letture)

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Vi racconto ...: CARLO CASINI. Un uomo per la vita
Redazione
Carlo Casini

In una società che mette al centro del sistema politico ed economico il primato della salute non si può trascurare il valore della vita che nasce.
In questi giorni di Coronavirus le notizie delle nuove nascite sono state salutate come segno di speranza e di ripresa. “E’ segno che Dio non si è stancato degli uomini”.
Appare altresì doveroso ricordare il magistrato fiorentino Carlo Casini, deputato e parlamentare europeo, promotore e accanito sostenitore della tutela sociale della maternità, mediante la modifica della Legge 194, intesa come legge sull’aborto.

Nel trigesimo della scomparsa di Carlo Casini, deceduto il 23 marzo, mentre imperversava il picco della pandemia a causa del Covid 19 e le bare dei bergamaschi venivano trasportate dai camion dell’esercito, si ricorda il magistrato e politico democristiano, che ha dedicato tutto il suo impegno politico e sociale alla difesa dei diritti del bambino sin dal concepimento. La sua azione culturale e politica, anche  se sconfitta dall’esito negativo dei referendum, ha tracciato un solco, che rimane indelebile.

Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Mercoledì, 22 aprile 2020 17:26:45 (782 letture)

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Vi racconto ...: Didattica a distanza. Esperienza di una neo Dirigente siciliana in Piemonte.
Redazione

La scuola sta affrontando un momento di emergenza senza pari. All’improvviso si è trovata a combattere una guerra contro un nemico invisibile, un virus, che subdolamente si è insinuato nelle vite di tutti noi, strappandoci la cosa più preziosa che abbiamo: la normalità.
Chiusi dentro le nostre case, lontani da tutto e da tutti, ne abbiamo riscoperto la bellezza e il valore: il suono della campanella, le corse dei ritardatari nei corridoi, le aule e i laboratori illuminati dalla vitalità dei ragazzi, i cortili affollati e gioiosi durante la ricreazione, le palestre rumorose, sono le cose che più ci mancano.
Oggi più che mai comprendiamo che l’essenza della scuola è l’incontro, la relazione, la condivisione e la comunicazione. A scuola si impara insieme agli altri, o meglio si impara perché si sta con gli altri:
l’apprendimento è sempre un processo sociale, costruttivo e contestualizzato. Lo studente, infatti, costruisce le proprie conoscenze e sviluppa le proprie competenze solo elaborando e integrando prospettive diverse, informazioni ed esperienze molteplici, ricavate dal confronto e dalla collaborazione con gli altri.

Sabrina Zinna

Dirigente Scuola secondaria di I° grado “Angelo Brofferio” Asti
Postato da Andrea Oliva Martedì, 21 aprile 2020 10:30:00 (1688 letture)

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Vi racconto ...: Germanico, il mancato imperatore romano
Redazione
Tra le pieghe del tempo incontriamo un grande personaggio vissuto tra la fine del I sec. a.C. e gli inizi del I sec. d.C., un valoroso condottiero, un patrizio romano appartenente alla dinastia Giulio-Claudia, tra le più antiche e nobili gens dell’antica Roma: Nerone Claudio Druso Germanico Giulio Cesare. Lo storico Tacito, molti anni dopo, dirà di lui, “Il giovane possedeva un carattere mite, una straordinaria affabilità, tutt’altra cosa dall’aspetto e dal parlare di Tiberio, superbo e impenetrabile”, ma Tiberio (suo zio paterno) diventò imperatore (14-37 d.C.), mentre lui morì a soli 34 anni, in circostanze non chiare. Germanico Giulio Cesare, mancato imperatore, avrebbe potuto dare un nuovo volto all’impero romano e cambiare il corso della storia. Germanico è stato anche un fine studioso e traduttore del poeta greco Arato di Soli, vissuto tra il IV e il III sec a: C., di lui ci rimangono 725 esametri, scritti in prosa e in versi, di una libera versione in latino del I libro del poema greco sull’astronomia, “Phainomena” (I fenomeni), e cinque frammenti di una versione del poema “Diosemeia” (I segni del tempo). Nato il 24 maggio del 15 a.C., con il nome di Nerone Claudio Druso, e morto ad Antiochia di Siria il 10 ottobre del 19 d.C., Germanico è stato tra i maggiori e più importanti politici e generali del suo tempo, amato dal popolo e dai suoi soldati, adottato come figlio dall’imperatore Augusto, avrebbe potuto assurgere alla carica imperiale se non fosse stato “fermato” da un male oscuro all’apice del suo successo politico e militare mentre si trovava nelle province orientali dell’impero, dove ricopriva la carica di Proconsole.

Angelo Battiato
Postato da Angelo Battiato Domenica, 19 aprile 2020 12:00:00 (1267 letture)

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Vi racconto ...: Auguri originali per una Pasqua speciale ALLA RICERCA DELL’ESSENZIALE
Redazione

Nell’isolamento e distanziamento fisico tra le persone, utilizzando i nuovi strumenti tecnologici per le comunicazioni, sono pervenuti diversi e originali messaggi di auguri, immagini, disegni, video, canti, cerimonie in streaming, evidenziando l’eccezionalità e “unicità” di questa Pasqua sotto il segno del Coronavirus.
Una Pasqua nella quale accanto alla “S” della sofferenza s’intrecciano la “S” della Solidarietà e della Speranza, celebrata da Papa Francesco come un “diritto”.
Le tre “S” s’intrecciano e tracciano il percorso della nuova era che il Covid 19 ha segnato una linea di discontinuità nella storia.
Nel d.C. (che non è il “dopo Cristo”, ma l’attuale e contemporaneo “dopo il Coronavirus”) le cose andranno diversamente, cambiano gli stili e le relazione tra le persone, si mantengono le distanze che non sono “sociali”, bensì di distanziamento fisico tra le persone.

Giuseppe Adernò

Postato da Andrea Oliva Martedì, 14 aprile 2020 13:19:42 (1093 letture)

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Vi racconto ...: Incontro con Gesù a Gerusalemme
Redazione
La via principale della città era piena zeppa di gente, una moltitudine di persone, come non si vedeva da molto tempo, come capita di vederla solo nelle grandi occasioni, in alcune ricorrenze importanti. Gente ovunque, lungo la via, davanti le case, affacciati alle finestre, sui muri, sotto gli alberi, tutti allegri, festanti, gioiosi. Chi salutava, chi batteva le mani, chi sollevava rami d’ulivo o di palme, chi s’agitava con vigore per farsi notare, chi chiamava, chi urlava un nome ad alta voce, chi invocava qualcuno. Tra la folla c’era chi spingeva, chi strattonava per farsi largo, chi chiedeva aiuto, i bambini, aggrappati alle vesti delle loro madri, piangevano impauriti, altri rimasti soli si disperdevano nella confusione , madri che cercavano i figli, anziani che soffrivano e s’agitavano per la ressa, tutti si muoveva a fatica, molti tra spintoni e grida cadevano a terra. Per non parlare degli animali, cavalli, muli, asini, cani, anatre, infuriati, imbizzarriti sollevavano polvere a non finire, da non far capire e vedere nulla. Insomma, la città era in festa, dappertutto grida di gioia, di esultanza, di giubilo.
Io, in un primo momento, non compresi il motivo di così tanta baldoria, non riuscivo a capire cosa stesse succedendo, m’avvicinai alla marea di gente, con prudenza per non rimanere travolto, e chiesi spiegazione, la risposta, stranamente, fu istantanea, precisa: “Stamani in città è venuto Gesù, il Nazareno, il Rabbi, dicono che in Galilea ha fatto tanti miracoli, ha resuscitato persino un uomo morto. Se rimani qua, lo vedi passare pure tu”.

Angelo Battiato
Postato da Angelo Battiato Sabato, 11 aprile 2020 09:00:00 (848 letture)

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Vi racconto ...: Una Pasqua che rimarrà nella storia
Redazione
La Pasqua del 2020 è destinata ad entrare nella storia, per la sua eccezionalità. Stiamo vivendo uno di quei periodi che gli storici chiamano di “discontinuità” una Pasqua-passaggio verso un nuovo paradigma. La pandemia da COVID-19 sta mettendo a dura prova la nostra civiltà. La paura di contagio ha interrotto e modificato le relazioni sociali, ha chiuso persino le chiese, ha sospeso le messe e i riti della “settimana santa” che vengono trasmessi solo in streaming. La comunione si fa solo “spiritualmente”, la preghiera invece di essere comunitaria diventa personale e innovativa “liturgia domestica”.
Il Giovedì santo inizia il solenne triduo pasquale con la Messa “In coena Domini” ricordando l’ultima cena di Gesù con i dodici Apostoli ai quali ha lavato i piedi. Nella tradizione cristiana il giovedì santo era il giorno detto “dei sepolcri”, termine improprio per ricordare l’abbellimento dell’altare della “reposizione” dove veniva conservata l’Eucarestia e venerata nel corso della notte, ricordando e rivivendo la preghiera di Gesù nell’orto del Getsemani e quindi accompagnare con il pensiero il processo di Gesù davanti al Sinedrio, la flagellazione e la condanna a morte.

Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Sabato, 11 aprile 2020 08:00:00 (1035 letture)

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Vi racconto ...: Lettera aperta ai docenti da una madre anestesista rianimatore in emergenza coronavirus
Redazione
Innanzitutto porgo i miei saluti a tutto il personale docente e ringrazio per il lavoro che sta svolgendo e per l’impegno profuso.
Io sono un anestesista rianimatore e lavoro in Terapia Intensiva con pazienti Coronavirus gravissimi. Tutto il personale sanitario è impegnato a tempo pieno in questa terribile emergenza. E’ una battaglia quotidiana e durissima che richiede uno spiegamento immenso di mezzi e risorse sia umane che materiali e che mette a dura prova sia il fisico che la mente. Alcuni di noi sono già o saranno contagiati. Alcuni di noi non vedranno la fine dell’epidemia. Ma questo è il nostro lavoro e lo facciamo con anima e corpo.

Ma sono anche una madre.

La mia unica figlia è una vostra studentessa.

Questa lettera aperta vuole essere un invito a continuare ad esserci, nonché una richiesta di aiuto se non un lascito morale.

Il personale docente ha un ruolo educativo fondamentale
, non solo in termini di pura didattica, ma anche e soprattutto nel senso più ampio di riferimento, guida e formazione di individui adulti. 
Ora più che mai la vostra presenza è fondamentale
.

dott.ssa Elena Borsotti
Postato da Andrea Oliva Sabato, 04 aprile 2020 10:43:09 (1735 letture)

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Vi racconto ...: 5 marzo 2020. Primo giorno a casa
Redazione
5 marzo 2020. Primo giorno a casa.
Così improvvisamente un’ordinanza chiude le scuole e ci ritroviamo come mai era accaduto prima a fare i conti con una nuova realtà. Tutti penseranno: che bello non c’è più la scuola! No, non è così, la scuola c’è … on line. Ci dobbiamo attivare, che possiamo fare, cosa sarà più easy o più smart? Questo sto pensando … e intanto il telefono squilla, WhatsApps bippa, il vicino ti suona alla porta, il gatto miagola… E’ già un inferno! Lasciatemi riflettere!

Che possiamo fare? Ripenso alle parole di una collega: “ah se viene il finimondo cosa te ne farai di tutta questa tecnologia?”.

Il finimondo è arrivato e sarà proprio grazie a questa tecnologia che ci potremmo permettere di poter continuare a stare in contatto! Vivere, vivere virtuale, ma vivere … “onlife”.

Ma da cosa iniziamo? Non cose difficili, ma cose facili che tutti sanno già fare e conoscono… Ci sono, iniziamo dal registro… scrivo una scaletta la mando alla preside e poi lunedì ne parliamo con i colleghi. Ma lunedì si potrà uscire?

Boh! Intanto lavoriamo. Ma che ora è?

Caspita come passa velocemente il tempo è già sera!

Una bella lettura e a dormire; come si chiamava quel libro… Ah eccolo “Tutti assenti!” Andiamo bene!

Buonanotte

Lorenzo Bordonaro

Postato da Andrea Oliva Venerdì, 03 aprile 2020 08:00:00 (1569 letture)

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Vi racconto ...: Figli....
Redazione

Figli .....

Hai chiamato Madre?
Non ti abbiamo sentito.
Hai tossito Madre?

Passerà 
Come sono passate altre crisi.
Siamo impegnati Madre.
No,Madre
Non ci possiamo fermare.

Hai tremato Madre!
Perché?
Ci metti paura!

Maria Antonietta Baiamonte

Postato da Andrea Oliva Giovedì, 02 aprile 2020 08:15:00 (1615 letture)

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Vi racconto ...: Giurami che mi svegli… “Voglio vivere”
Redazione

«Occhi gonfi di lacrime, tanti privi di speranza, altri lucidi mentre si punta il cielo: sono attimi di vita, una cronaca che si può leggere sotto gli occhi di una quotidianità che sembrava monotona finché il bollettino delle ore 18.00 non inchioda a una verità che smaschera ogni recita.
Da Cremona un papà appena quarantenne, sistemato su un freddo lettino di un ospedale tiene la mano di un infermiere come a volere afferrare un brandello di speranza “Giurami che mi svegli” – sussurra – mentre va per essere intubato.
Poche parole che dicono tutto: non chiede cose inutili, titoli che non servono, solo una promessa “Svegliami”.

Questa parola ricca e carica di vita vorrei posarla timidamente nel cuore di chi sta leggendo queste poche parole buttate qui per scuotere le coscienze di chi sino a ieri puntava il dito verso gli altri, amava rincorrere il superfluo pur di essere migliore di tutti, che usava pensieri e parole per denigrare e provare a distruggere tutto e tutti.

Nicolò Mannino
(Presidente Parlamento della Legalità Internazionale)

Postato da Andrea Oliva Giovedì, 02 aprile 2020 08:10:00 (1564 letture)

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Vi racconto ...: Covid e le piccole cose di casa. Come ho trascorso il mio tempo scuola a distanza, famiglia, relazioni al tempo del coronavirus
Redazione

COVID 19 sembra il nome di una navicella spaziale che sta per lasciare la terra per lanciarsi verso l’esplorazione dell’universo.
Non è così, COVID19 più comunemente conosciuto come CORONAVIRUS è un diavoletto cattivo e dispettoso (così l’ha definito un piccolo allievo) che colpisce le persone più fragili e indifese: i nonni.
In realtà COVID19 è un virus molto pericoloso che sembri essere arrivato dalla Cina, è molto contagioso, non è curabile ed ha invaso l’Italia del Nord ed in particolare la Lombardia.
Tutto comincia la sera del 4 Marzo, quando i Dirigenti Scolastici di tutt’Italia comunicano su Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, la sospensione delle attività didattiche a partire dal 5 marzo col preciso scopo di contrastare il diffondersi del virus COVID19. Allora mi viene da pensare che la cosa sia grave.


Ins. Santa Rapisarda

Istituto Comprensivo “G. MARCONI “ - PATERNO’

Postato da Andrea Oliva Giovedì, 02 aprile 2020 08:05:00 (1117 letture)

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Vi racconto ...: progetto #io resto a casa e penso alla scuola
Redazione
La sera del 4 marzo ci è stato comunicato che dall’indomani mattina l’azione didattica sarebbe stata momentaneamente sospesa. C’era anche una data, ma tutti sapevamo che in realtà, visto come stavano andando le cose, la scadenza non sarebbe stata certo rispettata visto che ogni ora che passava ci si rendeva conto che ormai il problema Coronavirus era dilagato e come, una pioggia dal cielo, aveva, a poco a poco, toccato tutti i paesi del mondo fino a diventare una “Pandemia”.
“Pandemia”, una parola terribile, chissà quante volte è stata usata o abusata dagli uomini e non certo per un problema così grave! Purtroppo quando la vita scorre nelle abitudini e nella monotonia si cerca sempre il sensazionalismo. Poi arrivano quelle giornate che neppure il migliore scrittore ”fantasy” avrebbe potuto immaginare!

Mariella Di Mauro


Postato da Andrea Oliva Giovedì, 02 aprile 2020 08:00:00 (1543 letture)

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Vi racconto ...: Prima e Dopo il Coronavirus. Si entra nella storia
Redazione
Il momento storico che stiamo vivendo segna la Storia: è significativo osservare e leggere in alto a destra dello schermo televisivo, durante la trasmissione di alcuni programmi che la Rai trasmette, l’espressione “Programma registrato prima del DPCM per il Covid 19”. Si comprende che, siamo giunti ad una fase di passaggio epocale e come nelle date della storia si trova la sigla: a.C. e d.C. che corrisponde al Prima e al Dopo la nascita  di  Gesù Cristo, anche  se nelle scuole britanniche queste espressioni vengono evitate non offendere gli studenti di altre religioni  e sostituite con altri indicatori :“era comune” e “prima dell’era comune”,  a seguito di questo evento e epidemico credo che saremo costretti a scrivere “Prima e Dopo il Coronavirus

Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Martedì, 31 marzo 2020 08:10:00 (1386 letture)

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Vi racconto ...: La preghiera del Papa per il coronavirus. Giornata indimenticabile: La carezza del Papa, la carezza di Dio.
Redazione
La giornata del venerdì  27 marzo passa alla storia per l’elevato numero di decessi (969) con o per il coronavirus e per la suggestiva e commovente preghiera del Papa, in un clima di assordante silenzio, interrotto dalla pioggia e sotto lo sguardo del miracoloso Crocifisso della Chiesa di San Marcello, che nell’agosto del 1522 ha percorso le vie di Roma colpita dalla peste.
In una Piazza San Pietro deserta, Papa Francesco, solo in mezzo al colonnato del Bernini ha riunito in preghiera il mondo impaurito, smarrito davanti alla prima pandemia nel tempo della globalizzazione. La pioggia che ha bagnato il Crocifisso miracoloso ha simboleggiato il pianto composto e sgomento del mondo che cerca di ascoltare e capire cosa, come, perché. “Da settimane sembra che sia scesa la sera. Fitte tenebre si sono addensate nelle nostre piazze, strade e città. Si sono impadronite delle nostre vite e le hanno riempite di un silenzio assordante. Si sente nell'aria, si avverte nei gesti, lo dicono gli sguardi. Ci siamo trovati impauriti e smarriti” Con queste parole Papa Francesco nella meditazione ha commentato il Vangelo che racconta la tempesta sedata, la paura degli apostoli, mentre Gesù dormiva e l’interrogativo “Perché avete paura?” corrisponde alla tempesta di dolore e di morte che il COVD 19 ha seminato nel mondo intero, mettendo a nudo le nostre fragilità, “lasciando scoperte quelle false e superflue sicurezze con cui abbiamo costruito le nostre agende, i nostri progetti, le nostre abitudini e priorità”.

Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Martedì, 31 marzo 2020 08:05:00 (1134 letture)

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Vi racconto ...: Le domeniche in tempo di Coronavirus.
Redazione
E’ questa la terza domenica che costringe tutti a stare in casa, nel rispetto delle norme emanate dal Governo per limitare al massimo la diffusione del contagio, mediante il distanziamento sociale e le regole d’igiene e di pulizia per la persona e l’ambiente. Oggi, IV domenica di Quaresima, per la liturgia è la: “Dominica Laetare” per le espressioni dell’antifona d’ingresso: Rallegrati, Gerusalemme, e voi tutti che l’amate, riunitevi. Esultate e gioite, voi che eravate nella tristezza: saziatevi dell’abbondanza della vostra consolazione. E’ un invito alla gioia, un’apertura  alla speranza, una pausa nel cammino quaresimale verso la Pasqua e gli stessi  paramenti liturgici sono di colore rosa, quasi per stemperare il colore viola della penitenza. In questa Quaresima in quarantena tutto ciò non è possibile. Non si riesce a formulare espressioni di gioia, di esultanza. Quel “Rallegrati, Gerusalemme, e voi tutti che l’amate, riunitevi” è un’esortazione  veramente difficile da  realizzare, essendo costretti a stare in casa, spesso nella solitudine e distaccati dagli altri.


Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Mercoledì, 25 marzo 2020 12:00:00 (1541 letture)

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Vi racconto ...: Aspettiamo Primavera - Un self, un messaggio di speranza per allontanare la paura
Redazione

La primavera è arrivata, e con un giorno di anticipo, essendo un anno bisestile. Restando  a casa non si percepisce, ma è arrivata veramente.
Come diceva Giorgio La Pira “I giovani sono come le rondini, annunciano la primavera”.
Ora la primavera è alle porte ed il calendario non è soggetto alle norme restrittive del DPCM .

Il Presidente del Parlamento della legalità internazionale, Nicolò Mannino, ha lanciato un invito rivolto a tutti i cittadini, in modo particolare ai giovani, agli studenti:  realizzare un self, un appello al positivo, un messaggio che sa' di bellezza e di fresco profumo di speranza e piazzarlo sui social per allontanare i segni della paura  e dell’angoscia.
Si estende l’invito ai Ragazzi Sindaci e dei Consigli comunali dei ragazzi per essere sempre promotori di messaggi positivi nell’ottica della ricerca del bene comune.

Venerdi 20 marzo “aspettando primavera“ con ciò che di bello, di vero, di positivo abbiamo nel nostro cuore.  condividiamo-proviamoci.
In queste ore tanti giovani dalla Lombardia alla Sicilia stanno facendo sentire il loro appello e chiedono "vita".
La primavera, rompe il silenzio, spezza le catene della paura ed è un messaggio di vita : è l'amore che vince su ogni morte.

Giuseppe Adernò

Postato da Andrea Oliva Giovedì, 19 marzo 2020 09:45:23 (1197 letture)

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Vi racconto ...: Giordano Bruno, la tempesta del dubbio e gli infiniti mondi. Un’intervista possibile
Redazione
“I miei occhi sono puntati dritti al Vaticano! Guarderò in faccia per sempre quegli uomini vestiti di nero! E i papi devono stare attenti a parlare di “male e di genocidio”, perché il primo genocidio della storia lo ha commesso la chiesa di Roma. Il male non si misura con la matematica! Ditemi voi, chi fa più male, chi uccide un milione di persone, chi ne uccide sei milioni, o chi ne uccide uno solo!? E’ più ladro chi ruba cento denari o chi ruba un semplice baiocco!? E lo dico io che sono stato massacrato da Santa Romana Chiesa. E mai lo dimenticherò!”.
E’ un fiume in piena Giordano Bruno, reduce dall’ultimo “duro” interrogatorio dai giudici della Santa Inquisizione romana. Lo incontro, quasi di nascosto, nella penombra della sua cella, è molto provato, stanco, parla con un fil di voce, l’ultimo “colloquio” con i suoi accusatori lo ha sfiancato, ma conserva ancora tanta serenità, tanta forza d’animo e desiderio di lottare e di dimostrare la sua totale innocenza. E’ veramente un grande uomo, come pochi, al giorno d’oggi…

Angelo Battiato
Postato da Angelo Battiato Sabato, 14 marzo 2020 10:00:00 (1329 letture)

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Vi racconto ...: Padre Calanna - Imprenditore della carità e dell’inclusione
Redazione
"Generoso dono alla Chiesa, diligente attenzione agli ultimi e ai disabili. Con un'ammirevole imprenditorialità creativa ha prodotto un'impresa, capace di dare lavoro e servizi" è questa l'espressione sintesi che descrive i 92 anni di Mons. Antonino Calanna, storico fondatore dell'Opera Diocesana Assistenza di Catania.
Commentando le letture della Messa di suffragio al Duomo di Catania, l'Arcivescovo Mons Gristina, ha dichiarato che "Mons. Calanna ha asciugato tante lacrime".
Il 14 aprile del 1961, all'età di 24 anni, giovane sacerdote, ordinato nel 195 da Mons. Pennisi, don Antonino Calanna, dal piccolo seminario di Bronte fu chiamato da Mons. Guido Luigi Bentivoglio e dal Vicario Gene­rale, Mons. Nicolò Ciancio e fu incaricato a dirigere la P.O.A. (Pontificia Opera Assistenza), rete di sostegno, fondata da Papa Pio XII nel 1944 che inizialmente rivolse particolare attenzione ai reduci di guerra e ai deportati nei campi di concentramento. Nacquero così le mense dei poveri, le colonie estive per i bambini, i percorsi di avviamento al lavoro e l'azione della Chiesa, attraverso la Pontificia Opera Assistenza, era rivolta verso le periferie del Paese, rispondendo ai disastri della guerra, della disoccupazione e del sottosviluppo.
Cominciò così la sua "avventura" di "sacerdote amministratore" che è durata per 43 anni attraverso l'ODA (Opera Diocesana Assistenza) istituita nel 1962 quale Ente Ecclesiastico riconosciuto dalla Presidenza della Repubblica come Ente Morale con il decreto n. 819 del 24 aprile del 1963.

Giuseppe Adernò
Postato da Andrea Oliva Giovedì, 05 dicembre 2019 08:00:00 (1457 letture)

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Vi racconto ...: Il cacciatore di sogni
Redazione
Ne ho viste cose quest’estate che voi insegnanti non potreste neanche immaginarle! Navi e astronavi in fiamme al largo dei bastioni di Orione, il sole albeggiare di notte, la luna spuntare dal monte e ricoprirsi di gloria, il mare valicare i confini dell’ignoto, la Montagna sputare fuoco e i sogni galoppare a perdifiato fino al nuovo giorno. E ho visto spose bellissime, vestite d’un sorriso giovane e meraviglioso, sotto antichi archi di pietra nera, e madri felici e compiaciute, e padri sereni e appagati, e tutt’intorno l’Etna e da lontano il mare. E ho visto il sole sorgere all’orizzonte e annunciare il bel viaggio, e mattine d’estate, ed empori fenici con madreperle, coralli, ebano e ambra, tutta roba finissima, e cammelli, tanti cammelli, quaranta cammelli in cambio d’una sicula fanciulla inspirata.

Angelo Battiato
Postato da Angelo Battiato Domenica, 04 agosto 2019 08:00:00 (1312 letture)

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Vi racconto ...: Giacomo Leopardi, mio fratello
Redazione
Se ne stava tutto il giorno rintanato in quella fredda stanza. La biblioteca di papà. Piena zeppa di libri, quaderni, fogli, pergamene, con un odore d’antico, di chiuso, di solitudine. Stava seduto in quella scrivania da mattina a sera, estate e inverno, con il freddo, con il caldo, con la pioggia, con il sole, non c’era domenica né giorni festivi, tutti i santi giorni! E non c’era verso di fargli cambiare idea! A quali! E dire che quand’eravamo piccoli giocavamo spesso insieme, nel grande giardino di casa, con i nostri fratellini. Che bei tempi! Poi crescendo, Giacomo cambiò carattere, diventò cupo, triste, solitario. Non era interessato alle feste, alle serate di gala, ai ricevimenti, che pure il papà ogni tanto organizzava nel nostro palazzo. Non andava mai alle scampagnate, alle passeggiate con i suoi coetanei, alle feste di paese. Niente! Amava solo i suoi libri, immerso com’era in uno “studio matto e disperatissimo”.

Angelo Battiato
Postato da Angelo Battiato Domenica, 02 giugno 2019 09:00:00 (993 letture)

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Vi racconto ...: Primo Levi, Auschwitz e il vizio della memoria
Redazione
Ci incontrammo nella penombra di un bar, in una stradina del centro storico di Torino. Lui già m'aspettava da un po', sorseggiando un caffè, al mio arrivo m'accolse con fare garbato, m'invitò a sedere, fece portare un bicchiere d'acqua e un caffè, e mi chiese da dove volevo iniziare. Così incontrai Primo Levi, in un tardo pomeriggio d'inverno, mentre fuori infuriava una tormenta di neve e la luce bianca dei lampioni, a tratti, illuminava i nostri volti e le sue parole. Partigiano, antifascista, scrittore, chimico, Primo Levi è stato sicuramente una delle personalità più profonde e fragili della nostra Italia; le sue parole, i suoi ricordi, la sua stessa vita sono stati semi di speranza e di riscatto per la sua generazione, e anche per la nostra. Dopo l'otto settembre del 1943 si rifugiò sulle montagne della Valle d'Aosta, unendosi ad un gruppo di partigiani, ma alcuni mesi dopo, il 13 dicembre, venne arrestato dalla milizia fascista e inviato nel campo di raccolta di tutti gli ebrei a Fossoli, in provincia di Modena, poi, nel febbraio del '44, in quanto ebreo, deportato nel campo di concentramento di Auschwitz, dove rimase fino alla liberazione, il 27 gennaio 1945. Fu uno dei venti sopravvissuti dei 650 ebrei italiani arrivati con lui al campo. Quei terribili e lunghissimi undici mesi di prigionia, trascorsi ad Auschwitz, saranno raccontati nel libro "Se questo è un uomo", un classico della letteratura mondiale, un libro che segna l'inizio delle testimonianze autobiografiche dei deportati nei campi nazisti. La sua voce si fece calma e profonda, mi parse impaziente di raccontare.


Angelo Battiato
Postato da Angelo Battiato Domenica, 27 gennaio 2019 09:00:00 (1100 letture)

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Vi racconto ...: Il tempo non-tempo della scuola
Redazione
Ma quando c'è scuola voi grandi cosa fate? Quando noi siamo in classe cosa succede in città? Quando facciamo lezione com'è la vita fuori? Di mattina c'è gente nelle strade, nelle piazze, c'è vita nel paese? Queste e altre domande "insolite" mi ha posto l'altro giorno mia nipote che frequenta la terza media. Mi ripeteva, quando di mattina sono a scuola mi sembra di vivere in un tempo indefinito, in un tempo sospeso nel tempo, in un tempo non-tempo. Non mi sembra né mattina né sera, né presto né tardi. E' il tempo senza tempo della scuola, il tempo fuori dal tempo dell'apprendimento e del sapere. Facciamoci caso, credo che anche per noi adulti, per noi insegnanti, sia così, succeda la stessa cosa. Quando siamo a scuola, sembra che il tempo si fermi, sembra che passi troppo in fretta o che non passi mai, sembra che le settimane finiscano subito, o sembra che il sabato non arrivi mai, o che troppo presto ricominci la settimana, che troppo presto arrivino le vacanze di natale, o che non arrivi mai giugno, che subito si ricominci a settembre o che l'anno scolastico non termini mai!
Forse dovremmo imparare il vecchio adagio siciliano che recita, "chi ha tempo, non aspetti tempo", o l'altro, "tempu e malu tempu, non dura tuttu 'u tempu!". No!

Angelo Battiato
Postato da Angelo Battiato Domenica, 02 dicembre 2018 09:00:00 (1134 letture)

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Vi racconto ...: Una poesiola per gli amici di Aetnanet.org
Redazione
Sguizza la lucertola e s’incaverna
Dentro sberciati muri di campagna,
Pieni di licheni del sole
E muschi dell’azzurro.
Secco, ora, un vento passa
E sgrigiola la frasca.
Poco di sole appare
E scompare tra gli alberi,
Che attendono la pioggia.
Del cielo più non mi tornano le linee,
Né il conto e la misura delle stelle
Nella sera autunnale.
Solo un acquoso alone di luna
Sospeso resta in quest’algida
Geometria astrale.
E solo io, sacerdote
Del mio orticello
Di zucchine.

Nuccio Palumbo
Postato da Nuccio Palumbo Lunedì, 19 novembre 2018 15:00:00 (914 letture)

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Vi racconto ...: Ampia impostura ...
Redazione
Ampia impostura,
pania, visco o ragna,
nuda la mia parola ti afferra
e si cattura;
ché non può darti mai,
fiore dell’alba,
che l’aspra dismisura o la scheggiata
forma del suo cuore.

Nuccio Palumbo
Postato da Nuccio Palumbo Lunedì, 12 novembre 2018 12:00:00 (1149 letture)

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Vi racconto ...: Échange culturel 9-16 Avril 2018: Liceo Europeo Convitto Cutelli Catania - Lycée Honoré d’Estienne d’Orves Nice. Due scuole, due stati e due culture si incontrano a Nizza.
Istituzioni Scolastiche

Siamo partiti, 25 ragazzi, pronti ad affrontare un'esperienza, un viaggio, uno scambio culturale con dei coetanei francesi. I giorni precedenti la partenza sono stati caratterizzati da tante aspettative, prospettive, ma anche tante paure e ansie. Le domande che tutti ci siamo posti, prima di salire a bordo dell'aereo, sono state le seguenti: "Come saranno le famiglie? I nostri corrispondenti saranno simpatici? Ma, soprattutto, riuscirò a farmi capire?" Dopo 4 ore di viaggio, tra scali e lunghe camminate, siamo arrivati al "Lycée Honoré d'Estienne d'Orves". Lì, abbiamo affrontato le nostre paure e timidezze, incontrando i corrispondenti. Fortunatamente, quasi tutti si sono dimostrati simpatici e disponibili nei nostri confronti. Dopo aver pranzato alla mensa della scuola e aver passato 2 ore con loro, siamo partiti alla scoperta di Nizza.

Convitto Cutelli Catania

Postato da Andrea Oliva Martedì, 15 maggio 2018 08:00:00 (1475 letture)

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Vi racconto ...: Cosa fanno d’estate gli insegnanti?
Redazione
Cosa fanno gli insegnanti durante le vacanze estive? Dove vanno, come impiegano il loro tempo, cosa dicono? Dopo aver lasciato i registri in bell'ordine, deposti nelle segreterie didattiche, ed emesse le loro "sentenze inappellabili" negli "infuocati" scrutini e nei consigli di classe di fine giugno! Dove sono i prof d'estate? Adesso che le classi sono vuote e i corridoi vivono "sovrumani silenzi e profondissima quiete", adesso che la calura avvolge anfratti e attimi di scuola, adesso che i pensieri volano liberi lungo le rotte del "dolce far niente"!? A volte, sembra di scorgerli negli androni dei centri commerciali a scegliere t-shirt e costumi da bagno da mettere in valigia alla rinfusa per l'imminente e "meritato" viaggio di piacere; o nelle pizzerie, di sera, col fresco pungente della Montagna, a parlare di crociere e di figli, e di scuola, "che la lingua batte, dove il dente duole!"...

Angelo Battiato
Postato da Angelo Battiato Domenica, 06 agosto 2017 08:00:00 (1985 letture)

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Vi racconto ...: Troppo è il disordine in giro per il mondo
Redazione
Troppo è il disordine in giro per il mondo. Troppa la confusione. Guardo il giro del sole che sorge e della luna che tramonta e le stelle in cielo. Penso: Ci vuole un Ordine puntuale. Un Ordine matematico. Ordine geometrico. Ci vuole Ordine. Millimetrico! ... Un Ordine astrale. Ordine celeste. Senza ritardi, senza permessi e senza proteste, e scuse sindacali. Ci vuole un Ordine vitale, in universale conformazione! Ci vuole un urgente nuovo ordine Mentale che metta in accordo le umane cose!

Nuccio Palumbo
antonino11palumbo@gmail.com
Postato da Nuccio Palumbo Domenica, 20 novembre 2016 12:14:31 (1500 letture)

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Vi racconto ...: La mia cantina, la scuola e il tesoro più grande ...
Redazione
Erano anni che non mettevo un po' d'ordine nella vecchia cantina di casa mia. A furia di conservare tutto s'era riempita sino all'inverosimile e non c'era più spazio neanche per muoversi o per cercare qualcosa. E chi si ricordava più delle tante cose che v'erano conservate! C'andavamo di tanto in tanto, solamente per prendere il vino dalla piccola botte, l'aceto dalla damigiana, o l'olio dalla vecchia giara della nonna. Poi, per altro, quasi nessuno c'andava più, nessuno ci metteva piede da tempo immemorabile. Ed erano tante, troppe le cose accatastate alla rinfusa, con quel "vizio" che abbiamo sempre avuto noi in famiglia di conservare tutto, "savva 'a pezza ppi quannu veni 'u puttusu", soleva sempre dire mia mamma, forse per voler "giustificare" questo nostro strano "vizio".

Angelo Battiato
angelo.battiato@istruzione.it
Postato da Angelo Battiato Domenica, 18 settembre 2016 09:00:00 (1672 letture)

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Vi racconto ...: Giacomo Leopardi e 'Il sabato del villaggio'. Un’intervista impossibile
Redazione
Noi ragazzi della quinta C e quinta D, in quest'anno scolastico, stiamo sperimentando un metodo alternativo di fare ricerche su autori e personaggi storici o letterari: "le interviste impossibili". Quest'idea nasce da una trasmissione radiofonica del 1973, dove uomini di cultura fingono di intervistare "fantasmi redivivi", appartenenti ad un'altra epoca ed è per questo che si definiscono interviste impossibili. Questo modo di realizzare le ricerche ci ha entusiasmato, perché ci permette di rendere "viva e vitale" una ricerca, in quanto anche noi siamo partecipi in modo attivo, anzi "entriamo" anche noi nella ricerca, come interlocutori del personaggio che intervistiamo. Così, intervistando... Giacomo Leopardi ci è sembrato quasi di vivere nel suo "sabato del villaggio", di vedere "l'Infinito" e i "veroni del paterno ostello"! Questo nuovo modo di studiare ci piace, speriamo di continuare con queste interviste e di vivere in epoche storiche lontane dalla nostra, anche questo è un modo per arricchirci nel cammino della nostra crescita scolastica.

Alunni ed alunne delle classi V C e V D
Circolo Didattico "Teresa di Calcutta", Tremestieri Etneo, Plesso Immacolata
Postato da Angelo Battiato Sabato, 07 maggio 2016 07:30:00 (2144 letture)

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Vi racconto ...: Katharine Hepburn e le Stars di Hollywood. Un’intervista impossibile
Redazione
Noi ragazzi della quinta C e quinta D, in quest'anno scolastico, stiamo sperimentando un metodo alternativo di fare ricerche su autori e personaggi storici o letterari: "le interviste impossibili". Quest'idea nasce da una trasmissione radiofonica del 1973, dove uomini di cultura fingono di intervistare "fantasmi redivivi", appartenenti ad un'altra epoca ed è per questo che si definiscono interviste impossibili. Questo modo di realizzare le ricerche ci ha entusiasmato, perché ci permette di rendere "viva e vitale" una ricerca, in quanto anche noi siamo partecipi in modo attivo, anzi "entriamo" anche noi nella ricerca, come interlocutori del personaggio che intervistiamo. Così, intervistando... Katharine Hepburn, ci è sembrato quasi di girare tra gli studi cinematografici di Hollywood! Questo nuovo modo di studiare ci piace, speriamo di continuare con queste interviste e di vivere in epoche storiche lontane dalla nostra, anche questo è un modo per arricchirci nel cammino della nostra crescita scolastica.

Alunni ed alunne delle classi V C e V D
(Circolo Didattico "Teresa di Calcutta", Plesso Immacolata, Tremestieri Etneo)
Postato da Angelo Battiato Mercoledì, 27 aprile 2016 07:00:00 (1642 letture)

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Vi racconto ...: Il 25 aprile dovremmo festeggiarlo in classe
Rassegna stampa
“Il 25 aprile? La festa della mamma”. Per fortuna non sono tutti così i giovani ma la video intervista realizzata da Ballarò un anno fa, in occasione del 70esimo della Liberazione, ci mostra uno dei volti degli italiani: ignoranti, disinteressati del passato, menefreghisti, incapaci di fare quell’esercizio della memoria necessario ad un popolo. Ogni volta mi domando: perché siamo arrivati a questo punto? Chi non ha fatto il suo dovere? Cos’è successo in questi anni? E’ possibile che ci sia ancora un giovane che confonde la festa della Repubblica con quella della Liberazione o non sa nemmeno in che anno è accaduta? Nel video citato si vede un giovane di ...

Alex Corlazzoli
Il Fatto Quotidiano
Postato da Antonia Vetro Lunedì, 25 aprile 2016 15:59:25 (1506 letture)

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Vi racconto ...: Emilio Salgari, Sandokan e la tigre di Mompracen. Un’intervista impossibile
Redazione
Noi ragazzi della quinta C e quinta D, in quest’anno scolastico, stiamo sperimentando un metodo alternativo di fare ricerche su autori e personaggi storici o letterari: “le interviste impossibili”. Quest’idea nasce da una trasmissione radiofonica del 1973, dove uomini di cultura fingono di intervistare “fantasmi redivivi”, appartenenti ad un’altra epoca ed è per questo che si definiscono interviste impossibili. Questo modo di realizzare le ricerche ci ha entusiasmato, perché ci permette di rendere “viva e vitale” una ricerca, in quanto anche noi siamo partecipi in modo attivo, anzi “entriamo” anche noi nella ricerca, come interlocutori del personaggio che intervistiamo. Così, intervistando… Emilio Salgari ci è sembrato quasi di vivere a Mompracen, insieme a Sandokan! Questo nuovo modo di studiare ci piace, speriamo di continuare con queste interviste e di vivere in epoche storiche lontane dalla nostra, anche questo è un modo per arricchirci nel cammino della nostra crescita scolastica.

Alunni ed alunne delle classi V C e V D
(Circolo Didattico “Teresa di Calcutta”, Tremestieri Etneo, Plesso Immacolata)
Postato da Angelo Battiato Lunedì, 11 aprile 2016 08:00:00 (1954 letture)

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Vi racconto ...: Edmondo De Amicis e il libro 'Cuore'. Un’intervista impossibile
Redazione
Noi ragazzi della quinta C e quinta D, in quest'anno scolastico, stiamo sperimentando un metodo alternativo di fare ricerche su autori e personaggi storici o letterari: "le interviste impossibili". Quest'idea nasce da una trasmissione radiofonica del 1973, dove uomini di cultura fingono di intervistare "fantasmi redivivi", appartenenti ad un'altra epoca ed è per questo che si definiscono interviste impossibili. Questo modo di realizzare le ricerche ci ha entusiasmato, perché ci permette di rendere "viva e vitale" una ricerca, in quanto anche noi siamo partecipi in modo attivo, anzi "entriamo" anche noi nella ricerca, come interlocutori del personaggio che intervistiamo. Così, intervistando... Edmondo De Amicis, ci è sembrato quasi d'andare a scuola con Enrico Bottino! Questo nuovo modo di studiare ci piace, speriamo di continuare con queste interviste e di vivere in epoche storiche lontane dalla nostra, anche questo è un modo per arricchirci nel cammino della nostra crescita scolastica.

Alunni ed alunne delle classi V C e V D
(Circolo Didattico "Teresa di Calcutta", Plesso Immacolata, Tremestieri Etneo)
Postato da Angelo Battiato Venerdì, 08 aprile 2016 02:30:00 (2393 letture)

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Vi racconto ...: Louisa May Alcott e le 'Piccole donne'. Un’intervista impossibile
Redazione
Noi ragazzi della quinta C e quinta D, in quest’anno scolastico, stiamo sperimentando un metodo alternativo di fare ricerche su autori e personaggi storici o letterari: “le interviste impossibili”. Quest’idea nasce da una trasmissione radiofonica del 1973, dove uomini di cultura fingono di intervistare “fantasmi redivivi”, appartenenti ad un’altra epoca ed è per questo che si definiscono interviste impossibili. Questo modo di realizzare le ricerche ci ha entusiasmato, perché ci permette di rendere “viva e vitale” una ricerca, in quanto anche noi siamo partecipi in modo attivo, anzi “entriamo” anche noi nella ricerca, come interlocutori del personaggio che intervistiamo. Così, intervistando… Louise May Alcott, ci è sembrato di vivere nella casa delle sorelle March! Questo nuovo modo di studiare ci piace, speriamo di continuare con queste interviste e di vivere in epoche storiche lontane dalla nostra, anche questo è un modo per arricchirci nel cammino della nostra crescita scolastica.

Alunni ed alunne delle classi V C e V D
(Circolo Didattico “Teresa di Calcutta”, Tremestieri Etneo, Plesso Immacolata)

Postato da Angelo Battiato Domenica, 27 marzo 2016 05:00:00 (2001 letture)

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Vi racconto ...: La scuola dei desideri all’incontrario va
Della scuola si parla per dire come dovrebbe essere e quello che dovrebbe fare, dimenticando a volte di dire come veramente è e che cosa ragionevolmente si può realizzare, considerate tutte le sue vere condizioni. Forse è la natura stessa della scuola a favorire questo modo di impostare i discorsi, a spingersi costantemente, ingenuamente o maldestramente nel futuro e a sottovalutare il peso della realtà . La scuola per statuto non può che lanciare lo sguardo oltre l'ostacolo, lavora in funzione di chi deve pensare al proprio avvenire ed è naturalmente proiettato verso il domani. La scuola ha coltivato sempre l'ambizione di potere dire che cosa possa e debba essere; purtroppo oggi, più di ieri, la scuola non sarà come essa vorrebbe essere, ma come la vogliono gli altri, come la vuole la sua amministrazione. Sono evidenti le intenzioni di farne un'istituzione che replichi le scelte e i comportamenti del mondo economico - aziendale, elevato con animo subalterno a modello da imitare; è palese la volontà di piegarla alle esigenze di una società che pratica largamente la competizione, la discriminazione e la selezione sociale, la gerarchizzazione dei rapporti umani e sociali e che irride ogni forma di sapere che non abbia i crismi dell'immediata utilità.

prof. Raimondo Giunta
Postato da Nuccio Palumbo Domenica, 27 marzo 2016 04:30:00 (1793 letture)

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Vi racconto ...: A cena con Gesù ...
Redazione
L'aveva espressamente richiesta Gesù quella cena, ieri sera, per "celebrare la Pasqua insieme ai discepoli", come aveva detto. E aveva desiderato che fossimo tutti presenti, per salutarci, uno a uno. Ma dove andava? Non riuscivamo a capire! In quella casa non c'avevo mai messo piede, la sala era buia, illuminata solo da alcune torce appese alle pareti, il tavolo era lungo, massiccio, ben squadrato, così noi ci disponemmo in doppia fila, con il Maestro al centro della tavolata. Nel primo pomeriggio avevamo saputo che la stanza era stata accuratamente pulita e sistemata dal padrone di casa, ma il Maestro non voleva nessun estraneo quella sera alla sua mensa. Forse anche questo era un segno, voleva dire qualcosa di importante solo a noi, ai suoi amici prediletti. E c'erano tutti attorno a quel tavolo, Giovanni, Simon Pietro, Andrea, Giacomo, Matteo, Tommaso e tutti gli altri; c'era persino Giuda Iscariota, che stranamente sembrava pensare ad altro, era visibilmente nervoso, quasi infastidito, aveva premura (ma di cosa!?); c'ero persino io che proprio a quell'ora avevo uno dei miei soliti impegni, ma quella sera non potevo mancare, non potevo "disubbidire" al mio Maestro.

Angelo Battiato
angelo.battiato@istruzione.it
Postato da Angelo Battiato Venerdì, 25 marzo 2016 04:00:00 (1554 letture)

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Vi racconto ...: I compagni di scuola, la foto di classe e i ricordi di gioventù
Redazione
Di quel periodo mi sono rimasti i ricordi legati a quelle fantastiche foto di gruppo, dove visini di adolescenti, sorridevano ignari della vita e del loro futuro. Qualche volto, ormai, purtroppo è andato via per sempre. Ti ritrovi a pensarlo con una stretta al cuore. Era quello magrissimo, con una massa di capelli neri dal taglio non identificato, ricordo il suo giubbino di una tonalità scura di azzurro. Dopo gli esami di Stato un mattino non si è più svegliato. Ciao dolce compagno di scuola, è strano come i sentimenti ti frustano il cuore anche dopo tanto tempo; ecco riemergere la ragazzina fra i banchi di scuola. "Compagno di scuola, compagno di niente, ti sei salvato dal fumo delle barricate? Compagno di scuola, compagno per niente, ti sei salvato o sei entrato in banca pure tu?". Non poteva esserci brano migliore se non quello di Venditti per descrivere il mio stato d'animo. Quando, ritornando indietro nel tempo, mi ritrovo seduta nella mia sedia, davanti al mio banco personalizzato di disegnini e frasi dei Pink Floyd, pezzi di muro stilizzati con la matita e ali di gabbiano che spiccano il volo da quel colore verde marcio per finire nella città dolente con il "sommo" Dante, mio amico amatissimo, ...

Agata Sava - Vicepresidente Associazione Culturale "Graziella Corso"
Postato da Angelo Battiato Lunedì, 08 febbraio 2016 03:30:00 (3349 letture)

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Vi racconto ...: Con e per Luana Ricca. Una triste storia italiana
Redazione
Catanese, 38 anni, medico specialista in chirurgia del fegato, delle vie biliari, del pancreas e in trapianti di fegato, Luana Ricca si è suicidata lo scorso 29 dicembre. Aveva studiato a Roma ed a Parigi, dove, per anni, ha lavorato con successo. Avendo deciso di ritornare ed operare nella sua terra, aveva trovato le porte sbarrate. Una possibilità in un ospedale sui monti dell’Abruzzo, a Sulmona, per fare endoscopie digestive. Lei, con qualificanti stages a Londra, a Barcellona e a Parigi, con più di 4 anni di esperienza nel primo centro francese di trapianti di fegato e di chirurgia epato-biliare, il Centre hépatobiliaire – Hopital Paul Brousse – Assistance publique hopitaux de Paris e più di 1500 interventi chirurgici (di cui 2/3 da primo operatore) limitata a fare endoscopie digestive a Sulmona. Mesi di lavoro difficili e mortificanti, oppressa da un sistema che non le ha permesso di esercitare il suo talento. Delusione, rabbia, amarezza e motivata frustrazione hanno finito con il prendere il sopravvento, determinandola al triste epilogo.

Conferenza dei Comitati Consultivi - Bollettino n.1 del 31 Gennaio 2016
Postato da Angelo Battiato Giovedì, 04 febbraio 2016 02:30:00 (2216 letture)

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Vi racconto ...: Lo sgabuzzino delle scope
Redazione
Si era nell'aprile del millenovecentosettanta. Avevo lasciato a Trento per qualche giorno i miei amici di via San Bernardino ed i miei allievi dell'ITI Buonarroti per recarmi a Padova. Un paio di mesi dopo essermi laureato, avendo saputo che sarei andato da lì a non molto ad insegnare a Trento, avevo indirizzato la mia domanda per sostenere gli esami di concorso (allora era praticamente tale) per conseguire l'abilitazione all'insegnamento di FSPP (filosofia, storia, pedagogia, psicologia) al Provveditore agli studi di Padova. Arrivato nel pomeriggio del giorno prima dell'esame scritto trovai subito una pensione al centro, non molto distante dall'Istituto femminile sede dell'esame (allora le scuole tecnico-professionali andavano per sesso). La mia prima ovvia preoccupazione fu quella di provare il percorso dalla pensione alla scuola, per non avere sorprese l'indomani sui tempi di percorrenza necessari per essere presente prima delle ore otto nella sede d'esame. Il percorso era agevole, anche se bisognava percorrere tre o quattro brevi tratti di strade diverse.

Roberto Laudani
robertolaudani@simail.it
Postato da Michelangelo Nicotra Mercoledì, 03 febbraio 2016 03:30:00 (1719 letture)

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Vi racconto ...: Sant’Antonio Abate, le tentazioni, e la ricerca della verità. Un’intervista possibile
Redazione
Dicono di un uomo che nelle notti di plenilunio cammina in solitudine nel deserto, guarda il firmamento e parla di verità. Un uomo che gioca con le stelle in compagnia dei lupi e governa serpi e armenti, lungo filari d'infinito. Un uomo che conosce tutte le speranze e le tentazioni del mondo, che sa leggere le vie segrete delle passioni umane, che ha appreso nel tempo della sua giovinezza le beatitudini della vita. Molti lo conoscono come l'Abate, l'Eremita, l'Anacoreta, l'Asceta. Per noi è solamente Antonio, il Grande. Per tutti è un amico, una guida, un maestro. Sant'Antonio Abate. Ha scelto per la sua vita, la solitudine, l'isolamento, il silenzio. Nelle grotte del deserto dell'Africa ha tutto il suo mondo. Una vita di sacrificio e di preghiera, di fatica e di meditazione, di rinunce e di raccoglimento. E di ricerca. Per capire il mondo ha scelto di "uscire" dal mondo, per conoscere la Verità ha rinunciato alla verità degli uomini, per sapere il segreto della vita ha rifiutato tutto dalla vita. Antonio, un uomo alla ricerca della Verità. E Antonio è un fiume di sapienza e santità in un oceano di silenzio. E parla con il linguaggio dell'infinito ...

Angelo Battiato
angelo.battiato@istruzione.it
Postato da Angelo Battiato Sabato, 16 gennaio 2016 01:00:00 (1934 letture)

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Vi racconto ...: Il presepe e la scuola
Redazione
I pastorelli del presepe sono come gli scolari, aspettano un intero anno, per potere "respirare". Gli uni e gli altri aspettano il tempo del Natale, chi per "lavorare", chi per "riposare"! Gli uni dormienti, riposti negli scaffali della nonna, aspettano impazienti che qualcuno della casa li risvegli e li metta in bella mostra, ripuliti, rassettati, a ridare vita e forma a quella santa notte di Betlemme, quando "l'ineffabile Dio di Abramo e di Isacco" onora la promessa secolare di dare un nome e un volto a Suo figlio, al "Figlio d'Uomo". Gli altri affaticati, dopo tre mesi di duro lavoro quotidiano, aspettano le attesissime vacanze natalizie per... alzarsi tardi la mattina e fare colazione a mezzogiorno! Ma andiamo con ordine, cominciamo dal presepe...

Angelo Battiato
angelo.battiato@istruzione.it
Postato da Angelo Battiato Venerdì, 25 dicembre 2015 02:00:00 (1714 letture)

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Vi racconto ...: Giacomo da Lentini, l’amor gentile e la nascita della lingua siciliana
Redazione
Lungo la trazzera che porta nel mio piccolo podere, l'altro giorno, incontrai una bella ragazza che cantava: "L'amore è un desio che vien da core / per abbondanza di gran piacimento; / e li occhi in prima generan l'amore / e lo core li dà nutricamento". Accaldato, mi soffermai un poco, in cerca di riposo e di frescura, e chiesi con riguardo alla ragazza di chi fossero quei versi così pieni di trasporto, e lei, tutta sorpresa della mia ignoranza, mi rispose, "Ma son del Notaro! Son di Jacopo nostro!". "Jacopo!? E chi è costui?", ribattei tutto perplesso. Jacopo da Lentini, "poeta raffinato e assai gentile", è stato il maggior esponente della "Scuola Siciliana", fiorita nel XIII secolo presso la corte di Federico II di Svevia, ed è considerato il caposcuola dei poeti e dei rimatori siciliani, e l'ideatore del sonetto. E al "Notaro", come lo chiamava il sommo Dante nella "Divina Commedia" e nel "De vulgari eloquentia", si deve la nascita della lingua volgare e della lirica italiana. Scrisse la raccolta poetica, "Rime e sonetti", e gli sono attribuiti 16 canzoni e 22 sonetti, scritti tra il 1233 e il 1241.

Angelo Battiato
angelo.battiato@istruzione.it
Postato da Angelo Battiato Domenica, 20 dicembre 2015 04:30:00 (2727 letture)

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Vi racconto ...: Un giorno orribile che, per una sorta di strano ed automatico meccanismo di rimozione inconscia, si tende quasi a derubricare dal calendario
Redazione
Quest'anno ricorre il 35° anniversario del terremoto del 1980. All'epoca, io ero un adolescente ingenuo e spensierato. Stavo seguendo in TV un incontro della seria A di calcio in un bar del mio paese, quando si verificò una delle catastrofi che più si sono impresse nella memoria storica e nell'immaginario collettivo delle popolazioni locali. Oggi ci siamo in qualche misura ridotti a rimpiangere e idealizzare il tempo vissuto prima del maledetto 23 novembre 1980. Un giorno orribile che, per una sorta di strano ed automatico meccanismo di rimozione inconscia, si tende quasi a derubricare dal calendario. Ma per le popolazioni che subirono la furiosa e devastante forza tellurica della Natura (non senza una correità politica e morale ascrivibile agli esseri umani), è una data impregnata di ricordi strazianti, di risvolti psicologici ed emotivi che hanno segnato intere esistenze personali.

Lucio Garofalo
l.garofalo64@gmail.com
Postato da Michelangelo Nicotra Martedì, 24 novembre 2015 04:00:00 (1552 letture)

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Vi racconto ...: Il tempo della scuola e della vita
Redazione
La scuola scandisce il tempo "beato" della normalità. Con l'inizio delle lezioni ricomincia il "normale", il "consueto", "l'ordinario", il "solito", il "già visto". Ritorna la scuola e le mattine pullulano di bambini con lo zaino in cerca di merendine e di pennarelli colorati, le strade si riempiono di macchine che cercano d'arrivare in tempo per "scaricare" i pargoli ai cancelli scolastici, le città si ingolfano di vita e di smog! Anche le case, che poco tempo addietro erano piene di teli mare e t-shirt personalizzati, si inondano di libri, di cartelle e di diari alla moda. Dimenticato è il mare e il "sapore di sale"; dimenticato è il gusto della granita alle mandorle, anche se giù in Sicilia il caldo è ancora torrido e invidiabile. La televisione torna ad essere fedele compagna delle lunghe serate "casalinghe", e le chat di facebook diventano "caldissime" e intasate, anche se oramai "domina" whatsApp per le comunicazioni veloci e immediate, anche tra colleghi!

Angelo Battiato
angelo.battiato@istruzione.it
Postato da Angelo Battiato Domenica, 20 settembre 2015 03:00:00 (2219 letture)

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Vi racconto ...: 12 Settembre, uno di quei giorni che ...
Redazione
12 settembre 2013. Una calda e normale giornata di fine estate. Ma è anche un giorno particolare. Inizia, infatti, proprio quel giorno, il nuovo anno scolastico 2013/14. E, come tutte le cose che iniziano, viene vissuto da tutti, dirigenti, docenti, genitori e alunni, con una buona dose d'ansia e d'emozione. Ma è anche il giorno del suo 50° Compleanno! Un giorno e un anno speciale, quindi. Il quinto "fuori sede", che festeggia da solo, lontano dalla propria terra e dai propri affetti. E in quel giorno, nella sua città, si svolgono pure i solenni festeggiamenti dedicati alla Madonna, una ricorrenza molto sentita e partecipata, una tradizione dal profondo significato religioso e culturale per l'intera comunità. Ma in quell'ormai fatidico 12 settembre viene celebrato anche il matrimonio di due suoi cugini, che, per l'infausta coincidenza con l'avvio delle lezioni, a malincuore, ha dovuto rinunciare!

Angelo Battiato
angelo.battiato@istruzione.it
Postato da Angelo Battiato Sabato, 12 settembre 2015 02:30:00 (2281 letture)

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Vi racconto ...: Conversazione d’estate tra nonno e nipote. Ricordi di gioventù e di guerra ...
Redazione
L'estate, si sa, è tempo di riposo, di conversazione ... e di ricordi! Con gli amici, in un bar, davanti una buona granita, ma anche in famiglia, di sera, soprattutto in veranda, "gustando" un frizzante venticello estivo e una fresca bibita dissentante ... E in una sera d'agosto, "contornati" dal fresco e dalla bibita, e illuminati da un quarto di luna, con la giusta atmosfera, Agostino, il nipote, durante un appassionato dialogo con Agostino, il nonno, a parlare e a ricordare il bel tempo che fu, viene fuori ... una vera e propria "intervista" sui ricordi di gioventù, ma soprattutto sulla Seconda Guerra Mondiale, vissuta e combattuta dal nonno Agostino, come soldato del "Regio Esercito Italiano". E quella sera il nonno, come un fiume in piena, ha rievocato tanti momenti tristi, aneddoti ed episodi vissuti in prima persona nel corso del conflitto mondiale, da Padova a Genova, dalla Francia a Roma. E come un vero "inviato di guerra", con il taccuino alla mano, Agostino, il nipote, ha annotato accuratamente tutti i ricordi, le sensazioni, i sentimenti, e le paure del nonno in guerra. Sono bastate poche parole e tante lacrime da asciugare, per riannodare i fili della memoria e della gioventù passata, le immagini sbiadite dal tempo, i nomi dei compagni caduti, i bombardamenti, la partenza, il ritorno ...
 
Agostino e Angelo Battiato
Postato da Angelo Battiato Domenica, 30 agosto 2015 02:00:00 (3065 letture)

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Vi racconto ...: Parru cu tia. Ignazio Buttitta e la lingua siciliana. Un’intervista possibile
Redazione
Ignazio ButtittaLo incontravo spesso, per le vie di Misterbianco, nei lunghi pomeriggi di domenica, mentre passeggiava con il suo inseparabile amico poeta Turi Scordo. Così conobbi Ignazio Buttitta, il viso asciutto, simpatico, espressivo, l'abito perennemente scuro e il suo caratteristico e immancabile berretto "alla siciliana". Lo inseguivo con gli occhi, lungo lo "stradone provinciale" (via Garibaldi), tutte le sante domeniche d'inverno, poi raggiungeva i pisòla do' Monumentu, (Piazza Mazzini), e lì, sempre con l'inseparabile amico Turi Scordo, si fermava sotto i possenti eucalipti dell'antica piazza cittadina. E li vedevo parlare e parlare... Ricordo che scrutavo, con giovanile curiosità, il loro modo di gesticolare, ardente e gioioso, gridando, quasi, in un siciliano arcaico e a me sconosciuto; dopo, beatamente, si sedevano su una panchina e continuavano i loro inestricabili ragionamenti. Finché una domenica mi avvicinai e con una scusa banale chiesi a Turi Scordo di cosa stessero discorrendo: "di Carnevale", fu la risposta, tagliente e repentina. "Di Carnevale!?", replicai io. "Si, della festa più bella e più importante del popolo siciliano. E questo è un amico speciale, il poeta e compagno Ignazio Buttitta!". Iniziarono così i nostri interessantissimi incontri... pieni di ricordi, di  poesia e di Sicilia ...

Angelo Battiato
angelo.battiato@istruzione.it
Postato da Angelo Battiato Domenica, 15 febbraio 2015 08:30:00 (4949 letture)

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Vi racconto ...: I giovani siciliani sono un portento della natura, ... ma solo 'fuori casa'!
Redazione
A lanciare l'allarme è il cuore di una mamma d'eccezione, la nostra cara collega Anna Marisa Benintende, insegnante all'I. C. "Italo Calvino", di Catania. «I giovani siciliani sono un portento, sono una forza della natura! Non possiamo permettere che abbandonino la nostra terra!». Ma, ahimè, sono oramai troppi i giovani siciliani che per lavoro o per ventura vanno via, irrimediabilmente, dalla nostra isola, lasciando un vuoto incolmabile, purtroppo! È il caso di sua figlia, Costanza Scalia, una giovane artista siciliana. Proveniente dal Liceo Classico "N. Spedalieri" e dall'Università degli Studi di Catania, e diplomata a Bologna alla BSMT (Bernstein School of Musical Theatre), diretta da Shawna Farell, Costanza ha già al suo attivo molta "gavetta" presso l'Ente Lirico Teatro Comunale di Bologna, il Piccolo Teatro del Baraccano di Bologna, il Casinò di Sanremo ed in molti altri teatri nazionali.

Angelo Battiato
angelo.battiato@istruzione.it
Postato da Angelo Battiato Domenica, 01 febbraio 2015 08:00:00 (5049 letture)

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Vi racconto ...: La fine della scuola e del sogno mondiale
Redazione
E all’improvviso la scuola ti casca dal cuore. La scuola che hai frequentato, magnificato, osannato; a cui hai creduto e dedicato inni e lodi, gioie e dolori, e gli anni migliori della tua vita, all’improvviso ti sembra vuota e spoglia, misera e maligna. Nuda di vita e di futuro, povera di spirito e di speranza, malevola e incomprensibile dentro. A tratti nemica. Inservibile. Un ciclo ossessivo e ripetitivo, giorno dopo giorno, anno dopo anno. Inconcludente. Un ciclo dei vinti. Quelle aule, un giorno piene di ragazze e ragazzi, diventano una fila incessante di casermoni vuoti, buoni solo per addossare cataste di legname e ferraglie imbrattate di polvere e chili di fuliggine. Quegli interminabili corridoi pieni di luce e di voci fanciulle, corsie fradice catramate di muffa e di noia, peggio di corsie d’ospedali. Quei campanelli che annunciavano ore di studio e d’allegria, inservibili sbadigli di somari malconci e sonnecchianti.

Angelo Battiato (inviato speciale a Brescia)
angelo.battiato@istruzione.it
Postato da Angelo Battiato Domenica, 29 giugno 2014 08:30:00 (2813 letture)

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Vi racconto ...: Ripassiamo la storia: re Umberto II lascia l'Italia - 13 giugno 1946
Redazione
Il 13 giugno 1946, Sua Maestà Re Umberto II lasciava l’Italia perché "Improvvisamente, questa notte, in spregio alle leggi ed al potere indipendente e sovrano della magistratura, il governo ha compiuto un gesto rivoluzionario, assumendo, con atto unilaterale ed arbitrario, poteri che non gli spettano.." Quest’anno, 2014, ricordo che sono trascorsi 68 anni da quel "gesto" che Re Umberto II ebbe a definire "RIVOLUZIONARIO".
La rilettura del PROCLAMA DEL RE  (in allegato)  consente di rileggere la storia del passato ed operare i confronti con l’attuale crisi valoriale che offusca il cielo della nostra bella Italia.
L’amore per il popolo ed il non voler provocare altro spargimento di sangue nel suolo italiano ha indotto il re Umberto II a lasciare l’Italia, restandone sempre "devoto figlio".
download Proclama del re
Giuseppe Adernò
g.aderno@alice.it
Postato da Giuseppe Adernò Domenica, 15 giugno 2014 06:30:00 (2735 letture)

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Vi racconto ...: Le origini del culto di San Giacomo in Sicilia
Redazione
Quassù, proprio sotto casa mia, nei pressi del ponte sul fiume Mella, esiste un’antica chiesetta dedicata a San Giacomo al Mella, situata lungo l’antico “decumano massimo” della città, in direzione di Milano. Di origine molto antica, la chiesa faceva parte di un ospizio, gestito da una comunità di frati, demolito dopo la sua soppressione, nel corso dell’Ottocento. La chiesa è conosciuta, soprattutto, per l’abside esterno, in stile romanico, ben visibile lungo la trafficata via Milano, in corrispondenza del collegamento con la tangenziale ovest. La facciata è a capanna, con oculo al centro e portale d’ingresso molto originale, decorato da una lunetta, affrescato durante la reggenza dei Canonici di Sant’Antonio, contenente riferimenti ai Templari. Anche in Sicilia esistono molti edifici sacri dedicati a San Giacomo, il cui culto si diffuse nell’isola subito dopo la conquista dei Normanni, tra il XII e il XIV secolo, come si desume dalle molte chiese dedicate al Santo in quell’epoca e ubicate ad Agrigento, Partinico, S. Filadelfo Marina (Acquedolci), Messina, Licata, Comiso, Capizzi e Castronovo di Sicilia.
Altri luoghi di culto per San Giacomo vennero edificati agli inizi del ‘300 a Palermo, Caccamo, Enna, Piazza Armerina, Siracusa, Ferla, Ragusa, Gela, Caltagirone, Vizzini, Mineo e Augusta. Anche se la più antica immagine di San Giacomo in Sicilia si trova presso l’oratorio di Santa Lucia di Siracusa e risale al XII secolo.

Angelo Battiato (inviato speciale a Brescia)
angelo.battiato@istruzione.it
Postato da Angelo Battiato Mercoledì, 11 giugno 2014 06:30:00 (4104 letture)

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Vi racconto ...: Recensione del libro ''Il Peso della Verità'' di Adriano Di Gregorio
Recensioni

Il Peso della Verità di Adriano Di Gregorio

“Il Peso della verità” di Adriano Di Gregorio è finemente strutturato. L’autore in un primo momento presenta separatamente tutti i vari personaggi e le loro storie, diverse e distanti, che, però, col passare delle pagine si intrecciano in modo tale da consentire il recupero a 360 gradi della straordinaria ed avvincente unica storia.
Come ha affermato l’autore stesso, in sede di presentazione del libro, l’ispirazione è da ricercare all’interno di una novella di Leonardo Sciascia, Western di cose nostre, inserita nella raccolta “Il mare colore del vino” del 1973.
La vicenda trae spunto dall’omicidio di un ragazzo senegalese, Faruq, “che veniva da una di quelle terre dove persino la vita era un lusso”. Partendo da questo omicidio, il commissario Battaglia si ritrova a dover nuovamente indagare – semmai avesse mai smesso – sull’omicidio della madre, avvenuto vent’anni prima, e si ritrova anche ad interrogarsi sul perché proprio in quel momento stessero “venendo fuori dei pezzi di un puzzle che ormai credeva fossero stati per sempre sepolti, quasi a torturarlo e a rinnovargli il dolore”.

redazione@aetnanet.org

Postato da Renato Bonaccorso Giovedì, 05 giugno 2014 00:42:31 (7328 letture)

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Vi racconto ...: L’elogio della solitudine
Redazione
Essere soli è una condizione o una necessità? Un desiderio o una condanna? Un piacere o una sciagura? Un dono o una sventura?
Non voglio fare l'apologia della solitudine, dell'anacoretismo, del romitaggio. Solo i santi e i matti sono anacoreti o eremiti. E noi, invece, siamo solo uomini, giusti, sbagliati, arrabbiati, ma profondamente uomini. Ma anche gli uomini, a volte, possono essere soli, restare soli, vivere soli. E nella solitudine si imparano tante cose, forse, troppe... La solitudine, come il silenzio, è, soprattutto, un dono, che pochi sanno apprezzare. Forse perché non viene capita, accettata, compresa, fino in fondo. O, forse, perché non può essere comprata. "I ricchi comprano il rumore, i virtuosi il silenzio". Ma il silenzio è capriccioso, si rivela solo a chi lo sa cercare, a chi lo sa "ascoltare", ed ha la capacità di dire tutto o niente. E l'animo umano si cheta nel silenzio della natura.

Angelo Battiato (inviato speciale a Brescia)
angelo.battiato@istruzione.it
Postato da Angelo Battiato Mercoledì, 04 giugno 2014 08:00:00 (4819 letture)

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Vi racconto ...: QUEI GIORNI. Difficilmente li dimenticherò quei giorni
Redazione
A volte rivedo come in un film certi volti, espressioni e accenti, luoghi e fatti, come al rallentatore, una moviola a ritmi cangianti. Si era nell'aprile del Settanta a Trento.
Tutto cominciò all'uscita da scuola, l'I.T.I.S. Buonarroti, allora dietro la stazione centrale di Trento, vicino al Lungadige, sul corso Michelangelo Buonarroti, poco sotto il monumento a Cesare Battisti. Avevamo avuto un Collegio dei docenti per ragioni didattiche e mi ero fatto elegante: abito grigio fumo e maglione a collo alto bianco. All'imbrunire, salutati i colleghi, mi avviai per la solita strada, ma dopo piazza Dante cambiai itinerario. Scelsi di passare da piazza Venezia, per poi arrivare a Piazza Fiera attraverso largo Porta Nuova, e quindi prendere via S. Bernardino, attraverso un percorso alberato, forse a causa di quella prima arietta primaverile che scioglieva del tutto le ultime nevi e lasciava gli alberi leggeri, liberi di rifiorire, così come incuriosiva gli animi. Avvicinandomi alla piazza dalla parte del Palazzo di giustizia, però, l'aria si faceva sempre più acre e pesante. Una enorme, fitta nube lattiginosa mi avvolse e quasi venni meno, al punto da dovermi appoggiare ad un muro per non cadere. Lì mi soccorsero Franco e Francesco (non ricordo o, forse, non ho mai saputo quali fossero i loro cognomi), due ragionieri-sociologi, amici di Ancona, miei vicini di camera alla pensione di via S. Bernardino 8.

Roberto Laudani
Postato da Michelangelo Nicotra Sabato, 31 maggio 2014 08:00:00 (2875 letture)

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Vi racconto ...: 'U zu Carmine e Ciccineddu al pranzo della domenica
Redazione
Finita la seminagione, la sìmina, 'u zu Carmine, per gustare appieno il merita riposo, decise di passare una bella domenica in compagnia della famiglia del suo amico 'Gnaziu. Così, la sera del Sabato, 'na sirata, le due famiglie si ritrovano insieme nella casa do' zu Carmine per preparare il pranzo della domenica. Ma già quell'occasione era buona per passare una serata insieme e cenare in allegria. Così 'Gnaziu fece entrare Titina, la sua cagnola preferita, dalla porta adiacente alla stalla di Ciccineddu, che già l'aspettava con impazienza; la cagnola entrò latrando festosamente nella stalla e stette in compagnia del giovane asino. Poi, 'u zu Carmine e 'Gnaziu, salirono per la scala di legno interna e arrivarono al primo piano dove vi erano già le due famiglie riunite.

Giuseppe Scaravilli
giuseppescaravilli@tiscali.it
Postato da Angelo Battiato Domenica, 13 aprile 2014 06:30:00 (2342 letture)

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Vi racconto ...: Andreas, il giovane ribelle di Sparta
Redazione
Mi chiamo Andreas e da quando sono nato vengo addestrato per diventare un pezzo della macchina da guerra che è l’esercito spartano. La mia vita appartiene allo Stato sin dal suo inizio, sono destinato a mantenere nel tempo la potenza della mia città insieme a tutti gli altri abitanti, ognuno per il suo ruolo sociale, ognuno uguale a tutti gli altri, ognuno annullato a se stesso. Lavato col vino sin dalla nascita, non ho mai bevuto il latte di mia madre, allevato come tutti all’oscurità, sempre uguale per tutti e per tutta la vita, il cibo che desidero devo procurarmelo rubando furbescamente e senza farmi beccare altrimenti verrei punito. Sono stato punito tantissime volte, nonostante l’addestramento durissimo, a volte crudele, cui mi hanno sottoposto fin dalla nascita, non riesco ad essere come gli altri.

Francesca Cannavò
Postato da Angelo Battiato Domenica, 06 aprile 2014 08:15:00 (2414 letture)

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Vi racconto ...: Mi ricordo di Piero Gobetti, studente modello e rivoluzionario liberale
Redazione
L’altro giorno, all’improvviso, è entrato in classe il nostro professore d’Italiano con il volto trafelato e le mani tremanti, s’è seduto in cattedra, lentamente, e dopo aver fatto scivolare le lenti, si è nascosto per lungo tempo il viso con le mani, poi, quasi di scatto, si è alzato in piedi e, con voce calma, ha sussurrato: “Oggi a Parigi è morto il miglior alunno della mia vita d’insegnante: Piero Gobetti. Aveva solo 25 anni”.
E tutti noi, confusi e disorientati, ci siamo guardati sconvolti, senza comprendere appieno lo stato di sofferenza, il profondo dolore e l’afflizione del nostro professore. Piero Gobetti? Chi era? Cosa aveva fatto? Qual era stato il suo pensiero? Com’era morto? E il nostro professore, dopo un poco, recuperando le forze, ci ha raccontato la vita e il pensiero di Piero Gobetti. Una storia di lotta, di coraggio e di speranza per la giustizia e la libertà.

Angelo Battiato (inviato speciale a Brescia)
angelo.battiato@istruzione.it
Postato da Angelo Battiato Domenica, 23 marzo 2014 08:15:00 (2567 letture)

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Vi racconto ...: Di nuovo a Petralonga, cu zu Carmine e Ciccineddu
Redazione
L'altra notte, in sogno, ... sono ritornato a Petralonga! A contemplare, in una meravigliosa giornata di sole siciliano, quell'antica e sperduta "pietra miliare" del mio paesello nebroideo. Sono ritornato indietro ... ad ammirare Petralonga, estasiato di luce e di calore, senza nessun timore, ma anzi, in quel luogo ameno, e a me caro, mi sono sentito al sicuro e protetto, consapevole di "gustare" la stabilità di quella roccia, testimone del tempo e della storia.
Altre volte mi ero "avventurato" a Petralonga per ammirarne il paesaggio, la campagna circostante, la timpa, i profumi della terra, ma stavolta mi sono immerso in una "contemplazione interiore", in simbiosi con la roccia, in un "rapporto" quasi intimo, per capire appieno la possanza, la potenza e la stabilità che quel luogo emana da secoli.

Giuseppe Scaravilli
giuseppescaravilli@tiscali.it
Postato da Angelo Battiato Domenica, 23 marzo 2014 06:30:00 (2509 letture)

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Vi racconto ...: ‘U zu Carmine e Ciccineddu ai Chiummìni
Redazione
E venne il tempo della semina, vinni lu tempu di la sìmina. Dopo le abbondanti piogge di fine novembre e di dicembre, il cielo, finalmente, si era rasserenato, allatinatu, e 'u zu Carmine, alzatosi di buon mattino, fici 'a matinata, dopo aver preparato le vettovaglie, li pruvisti cu lu cumpanàticu, che dovevano servire per un paio di giorni, e salutato i suoi cari, scese nella stalla, diede una zolletta di zucchero al suo fedele amico, Ciccineddu, gli mise il serraglio e lo condusse alla biviratura della vicina Gebbia. Poi, ritornato a casa, gli mise il basto, 'u varduni, le sacche, 'i vettuli, con i rifornimenti di vettovaglie, e caricò due sacche di frumento, 'u frummentu, che dovevano servire per la semina, 'a sìmina.

Giuseppe Scaravilli
giuseppescaravilli@tiscali.it
Postato da Angelo Battiato Domenica, 23 febbraio 2014 08:00:00 (2408 letture)

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Vi racconto ...: ‘U zu Carmine e Ciccineddu in contrada Lastra
Redazione
‘U zu Carmine volle "dedicare" un paio di giorni al suo vigneto in contrada "Lastra".
Con il suo fedele amico, il giovane asino Ciccineddu, trasportò nell’appezzamento di terra due fascine di aste di legno ben appuntite. Ogni asta serviva per essere conficcata nel terreno, accanto alle viti, come sostegno, farle sviluppare ben dritte verso l’alto e nello stesso tempo rinforzarle contro le intemperie della natura. Le aste erano state preparate per tempo do’ zu Carmine, con la legna raccolta nel bosco vicino al paese, aveva scelto dei rami dritti e poi con l’ascia, l’accetta, li aveva intagliati da una parte, con la punta ben appuntita, e, dall’altro capo, a forma tonda per poterli conficcare, con l’aiuto di un martello, nel terreno. Quella mattina ‘u zu Carmine si alzò di buon ora e, dopo aver fatto colazione, scese nella stalla, accarezzò la testa di Ciccineddu, ...

Giuseppe Scaravilli
giuseppescaravilli@tiscali.it
Postato da Angelo Battiato Domenica, 26 gennaio 2014 07:45:00 (2735 letture)

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Vi racconto ...: ‘U zu Carmine e Ciccineddu a Vaccaro
Redazione
‘U zu Carmine, con il suo fedele e giovane asino Ciccineddu si recarono nella vicina contrada "Vaccaro", che si trovava proprio sotto il cimitero del piccolo paese nebroideo. Prima però passarono dalla biviratura, vicina al cimitero, dove i due compari bevvero un bel "sorso" d’acqua fresca, e ‘u zu Carmine riempì le brocche, i bùmmuli, che si era portato dappresso per avere acqua fresca tutto il giorno. L’acqua, che fuoriusciva dallo "sgriccio" e che si riversava nella biviratura, proveniva dalla timpa Abate, sovrastante il paesino do’ zu Carmine. Arrivati nella zona di Vaccaro, ‘u zu Carmine scaricò dalla groppa di Ciccineddu l’aratro di ferro che si era portato per arare l’appezzamento di terra.

Giuseppe Scaravilli
giuseppescaravilli@tiscali.it
Postato da Angelo Battiato Domenica, 08 dicembre 2013 07:45:00 (2517 letture)

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