Mi
sono rotto di tutti questi soloni e pedagoghi d’accatto che blaterano
di Sicilia, e che sparano insolenze e sentenze senza fare distinzioni,
senza discrezione. Ne ho fin sopra i capelli di ottusi merciai di
luoghi comuni, di moralisti rivoluzionari col conto in banca, di etica
civilizzatrice in sahariana coloniale. Sono stomacato dalle smanie di
civismo ipocrita perché così tanto poco civico. Tutti col vizietto di
giudicare, pochi capaci di capire, nonché di sentire. Sentire che cosa?
che ci vuole più rispetto, forse? che le parole sono quello che
significano? che i pensieri sono unicamente la modalità in cui li si
esprime? Al diavolo, voi e le vostre pantomime da quattro soldi, le
vostre menate pseudoletterarie, i vostri balbettii ontologici, i vostri
pregiudizi ottusi, le vostre pose sboccacciate, il vostro livore
efficientista e perbenista. E forse come dice lei, sig Vecchioni, non potremmo mai organizzare l’Expo in Sicilia, è vero, ma accogliere la marea umana dei disperati dell’ipocrisia alimentare mondiale, e senza impiegare una sola parola d’odio, questo magari come popolo siamo in grado di farlo, lo abbiamo fatto e continueremo a farlo, nonostante tanta inutile politica ed i suoi inutili venditori di fumo, nonostante i mafiosi e gli sciocchi che non li distinguono dagli onesti; mentre dalle sue parti, nell’indifferenza fattasi civiltà politica perfezionata, si emanano direttive per additare e sanzionare gli albergatori che ai disperati danno ricovero, additandoli al pubblico disprezzo manco fossero untori di manzoniana, e persistente, memoria.
E che qualche patetico politicante si sollazzi e bei dei suoi toni, e che questa beatitudine possa degradarsi persino in qualche episodio di imbecillità collettiva, è solo la dimostrazione di quale sia il terreno di confronto che i suddetti signori e costruttori del civico costume hanno sempre prediletto, l’unico nel quale sanno muoversi a proprio agio. Non so se siamo il popolo più intelligente del mondo, sig. Vecchioni, ma certo non difettiamo eccessivamente di civiltà e comprensione, e direi anche di compatimento; dato che da qualunque altra parte l’avrebbero già presa a calci nel culo.
Filippo Martorana

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