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MUSICA: Le canzoni che hanno narrato... la mamma |
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 'Mamma, son tanto felice perché ritorno da te. La mia canzone ti dice ch'è il più bel sogno per me! Mamma son tanto felice... Viver lontano perché?’'
(Mamma di A. Bixio e Cherubini, 1940)
'Son tutte belle le mamme del mondo, ma soprattutto più bella tu sei, tu che m'hai dato il bene profondo e sei la mamma dei bimbi miei.'
(Tutte le mamme, San Remo, 1954 di Bertini – Falcocchio)
'Viva la mamma viva la favola degli anni cinquanta cosi lontana eppure cosi moderna e cosi magica e cosi magica'
(Viva la mamma di Edoardo Bennato, 1989)
'Mamma’, ‘Tutte le mamme, ‘Viva la Mamma’. Tre canzoni scritte in tre differenti periodi storico sociali della Nazione e della Storia della nostra canzone. Tre diversi periodi, tre diversi stili musicali e poetici, ma con un unico denominatore comune, l’amore verso la Mamma. Perché la ‘mamma è sempre la mamma’, e ‘di mamma ce n’è una sola.
‘Sembra l'immagine d'una Madonna, sembra l'immagine della bontà, cantavano Gino Latilla e Giorgio Consolini al Festival di San Remo, vincendolo, del 1954. Era sempre la stessa mamma che, a partire dal 1940 è stata cantata da grandi artisti, ed è la stessa mamma che, come dice la canzone, ‘fa sentire la mano tua stanca: che cerca i miei riccioli d'or.’
Ancor oggi, anche se la voce le manca, tutti sentiamo la sua ninna nanna d’allor. Tra la mamma all’antica di ieri, quella di ‘Mamma’ e di ‘Son tutte belle le mamme del mondo’ e quella più moderna di Luca Babarossa e di Edoardo Bennato, non c’è alcuna differenza. Nel 1992 Luca Barbarrossa vinse il Festival di San Remo cantando alla mamma '
Portami a ballare/portami a ballare/ uno di quei balli antichi/che nessuno sa fare più/ sciogli i tuoi capelli lasciali volare/lasciali girare forte intorno a noi.’
La Rock star partenopea Edoardo Bennato aveva, alcuni anni prima, gridato e cantato:
'Viva la mamma affezionata a quella gonna un po' lunga indaffarata sempre sempre convinta/a volte un po' severa Viva la mamma viva la favola degli anni cinquantacosi lontana eppure cosi moderna e cosi magica.
'Mamma son tanto felice perché ritorno da te’ è un inno d’amore alla mamme e basta. È il figlio, non si sa se prodigo o costretto ad allontanarsi dagli eventi dalla vita, che ritorna, non si sa se, da un lungo viaggio o da un amore sfortunato. Perché le canta:
‘Sei tu la vita/ e per la vita non ti lascio mai più!Mamma... mai più!’ Alcuni grandi artisti canzone leggera e della lirica si sono cimentati nell’interpretazione di Mamma, a partire da Beniamino Gigli, che la lanciò nel 1940, seguito da Luciano Tajoli, Claudio Villa, Nunzio Gallo, fino a Luciano Pavarotti. Anche grandi artisti stranieri, come da Connie Francis, hanno cantato nella loro lingua l’inno mondiale delle mamme del mondo.
Ogni regola, però, ha le sue eccezioni. È del 1929, cioè degli anni trenta, gli anni delle lucciole e delle femmine perdute, la mamma di ‘Balocchi e profumi’, del solito E.A. Mario. In Balocchi e profumi la mamma che compra ‘solo cipria e colonia Coty’, mentre per la sua piccolina non compra mai balocchi. La stessa mamma che
‘Nel salotto profumato/Ricco di cuscini di seta,/Porge il labbro tumido al peccato/Mentre la bambina indiscreta/Dischiude quel nido.’
Ma la mamma è sempre la mamma, anche la peggiore delle mamme. Nel finale si pente e mentre ‘Esile, agonizza la bambina, /Or la mamma non è più ingrata./Corre a vuotar tutta la vetrina/Per la sua figliola malata./"amore mio bello,/Ecco i balocchi per te"./"grazie" mormora la bambina,/Vuole toccare quei balocchi,/Ma il capo già reclina/E già socchiude gli occhi./Piange la mamma, pentita,/Stringendola al cuor!
‘E gli anni passano - cantava l’Italia nel 1954 -i bimbi crescono, le mamme imbiancano, ma non sfiorirà la loro beltà, la loro beltà.’ Buona festa delle mamme a tutte le mamme del mondo.
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Postato il Mercoledì, 07 maggio 2008 ore 06:57:53 CEST di a-indelicato
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