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Riforma: Il Ministro Moratti traccia il bilancio del suo quinquennio di gestione del MIUR: l'Italia più vicina agli obiettivi di Lisbona

Ministero Istruzione e Università

L’azione del Ministero dal 2001 ad oggi

L’azione del Ministero, dal 2001 ad oggi, si è costantemente ispirata ad una visione unitaria ed integrata delle diverse componenti della “filiera delle conoscenze” – la scuola, l’università e il mondo della ricerca – e si è svolta in piena coerenza con la forte spinta riformatrice dell’intero sistema educativo, formativo e scientifico. Una visione al tempo stesso “economica” e “sociale” che permette di guardare ad un sistema della conoscenza fondato sui medesimi principi: una scuola di qualità per tutti; una università di qualità per tutti; una ricerca scientifica e tecnologica di qualità per tutti.
In questa ottica sono state riformate profondamente la scuola e l’università, per metterle in grado di consentire a ciascuno di realizzare il proprio progetto di vita e di rispondere alle esigenze di una società in continua, rapida trasformazione ed è stata data una prospettiva di sviluppo competitivo al sistema della ricerca secondo tre direttrici: qualità della vita; competitività del Paese; sviluppo sostenibile.
Per la scuola in particolare il progetto di riforma portato a termine è stato quello di una scuola di qualità che sappia coniugare il “sapere” il “saper fare” il “saper essere”. Una scuola cioè che sappia offrire ai giovani valori, principi, ideali perché possano formarsi come persone libere, responsabili e forti e perché diventino cittadini capaci di vivere a pieno la democrazia. Una scuola che sappia trasmettere ai giovani le competenze necessarie per inserirsi con successo nel mondo del lavoro. Questa nuova scuola deve essere prima di tutto comunità educante capace di aiutare i ragazzi a sviluppare la propria personalità e conseguentemente le relazioni interpersonali, a vivere i valori dell’amicizia, della comprensione e della solidarietà, e in quanto tale capace di assolvere alla missione di servizio pubblico per tutti e per ognuno.
Per quel che riguarda l’università va detto che l’azione politica di questi ultimi quattro anni e mezzo

si è incentrata prioritariamente sull’obiettivo di aumentare il numero dei laureati portandolo a livelli europei, di ridurre i tempi effettivi per il conseguimento dei titoli universitari e di garantire gli sbocchi professionali attraverso l’elevata qualità dei corsi. Per assicurare il raggiungimento di tali obiettivi sono stati indicati nuovi criteri grazie ai quali è stato realizzato il sistema di valutazione

allo scopo di monitorare l’efficienza e l’efficacia della organizzazione e della didattica.

E’ stata data infine efficienza anche alla struttura ministeriale, unificando i due dicasteri dell’istruzione e dell’università e della ricerca, in modo da costruire un sistema fondato su una unica filiera della conoscenza.



A) - AREA DELL’ ISTRUZIONE



" Sintesi delle iniziative realizzate dal 2001 ad oggi

L’istruzione è al centro dei processi di crescita e di modernizzazione delle società civili evolute. L’ampio disegno di sviluppo e di innovazione della società italiana si affida al progetto di riforma dell’istruzione, che l’attuale Governo ha previsto come centrale nel proprio programma ed ha realizzato con impegno e senso di responsabilità.
Nel 2001 si registrava una notevole distanza del sistema di istruzione italiano dagli standard europei

e pertanto occorreva migliorarne la qualità per realizzare il pieno sviluppo del capitale umano, delle sue competenze intellettuali e tecniche, per valorizzare il patrimonio culturale e potenziare quello scientifico. I bisogni, gli interessi, le aspirazioni degli studenti, delle loro famiglie e degli insegnanti, unitamente ai principi fondamentali dell’inclusione, della solidarietà e dell’eccellenza, sono stati i motivi ispiratori dell’impegno riformatore e gli obiettivi dell’attività nel settore dell’istruzione.
In tale ottica è stato attivato dal 2001 un ampio e articolato processo di revisione e di modernizzazione del sistema scolastico e formativo, i cui punti qualificanti e di forza attengono alle seguenti aree:

- Riforma del sistema nazionale educativo di istruzione e di istruzione e formazione

- Interventi di stabilizzazione del sistema scolastico

- Interventi di qualificazione e valorizzazione del personale della scuola

- Interventi rivolti agli alunni

- Interventi di carattere strutturale

- Interventi di carattere finanziario

- Politiche a sostegno della scuola paritaria

- Politiche internazionali dell’istruzione

# Riforma del sistema nazionale educativo di istruzione e di istruzione e formazione. Il miglioramento della qualità dell’istruzione ha trovato compiuta espressione nella legge n. 53/2003 e
nei relativi decreti attuativi che, complessivamente, hanno delineato un sistema scolastico unitario, flessibile, articolato, con riferimento al secondo ciclo di istruzione, in due percorsi di pari dignità, quello dei licei e quello dell’istruzione e formazione professionale.
La legge di riforma dà particolare risalto ai principi e ai valori fondanti della società civile, che si rinvengono in maniera diffusa e con particolare accentuazione nell’intero disegno riformatore e che dello stesso costituiscono il motivo ispiratore.
Dall’intero disegno riformatore emerge una nuova dimensione dello studente, considerato non più come destinatario passivo dell’offerta formativa, ma come soggetto attivo e responsabile, protagonista delle proprie scelte e del proprio percorso educativo e formativo. Nel quadro della riforma la famiglia assume una connotazione valoriale nuova, che si esprime in numerose attribuzioni di carattere educativo, sociale ed etico-civile, che la rendono coprotagonista del processo educativo.
La scuola delineata dalla riforma, al fine di ampliare la libertà di scelta degli studenti in relazione alle attitudini, inclinazioni, interessi e aspirazioni di ciascuno, prevede percorsi di studio personalizzati ed un’offerta diversificata che si concretizza in una pluralità di iter formativi attraverso i quali è possibile transitare mediante apposite iniziative didattiche, finalizzate all’acquisizione di una preparazione adeguata alla nuova scelta.
Per quanto attiene al primo ciclo di istruzione il decreto legislativo n. 59/2004 ha introdotto alcune significative innovazioni rappresentate dalla graduale generalizzazione della scuola dell’infanzia e dall’istituto dell’anticipo previsto sia nella scuola dell’infanzia che nella scuola primaria.
Il decreto legislativo n. 76/2005 ha realizzato il passaggio dal concetto di obbligo scolastico a quello

di diritto-dovere all’istruzione e alla formazione quale diritto assicurato a tutti per almeno dodici anni o comunque sino al raggiungimento di una qualifica professionale.
I percorsi di alternanza tra scuola e lavoro, realizzati sulla base del decreto legislativo n. 77/2005, hanno offerto, altresì, la possibilità di utilizzare a fini educativi e formativi gli apporti offerti dal sistema imprenditoriale e di avvicinare gli studenti al fare e all’agire e in particolare al mondo della

produzione e del lavoro.

Gli assetti normativi sopra richiamati, avendo ampliato notevolmente la possibilità di transitare dai percorsi di istruzione a quelli di formazione e viceversa e permettendo ai giovani di orientare e riorientare le proprie scelte culturali e formative in funzione degli interessi e delle vocazioni personali, consentono oggi una più ampia “inclusione” nel sistema scolastico e formativo.
In coerenza con le previsioni normative sopra menzionate, sono stati definiti e attivati in tutte le

realtà regionali, sulla base dell’Accordo Quadro stipulato il 19 giugno 2003 tra MIUR e Conferenza Unificata, percorsi di istruzione/formazione di durata triennale e quadriennale, finalizzati al conseguimento di una qualifica professionale.
Per colmare un annoso gap che poneva l’Italia in condizione di svantaggio rispetto ad altri Paesi, la legge n. 53/2003 ha introdotto l’insegnamento dell’inglese dalla prima classe della scuola primaria e
di una seconda lingua comunitaria a partire dalla scuola secondaria di I grado per l’intero arco della scolarità e l’insegnamento generalizzato dell’informatica a cominciare dal primo anno della scuola primaria.
Con il decreto legislativo n. 286/2004 è stato istituito il Servizio Nazionale di valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione, con l’obiettivo di valutare, in coerenza col contesto internazionale, l’efficienza e l’efficacia dell’azione delle singole istituzioni scolastiche e formative, nonché gli apprendimenti degli alunni.

L’apprendimento per tutto l’arco della vita, che la legge n. 53/2003 individua come uno degli obiettivi del sistema educativo, ha impegnato il MIUR in un rilevante sforzo strategico, finanziario, organizzativo e operativo: i risultati raggiunti possono ritenersi soddisfacenti considerato che la percentuale dei lavoratori in formazione è passata dal 5% dell’anno 2000 al 6% dell’anno in corso.
Gli interventi sono stati finalizzati al potenziamento e alla diffusione di un sistema organico e strutturato di educazione permanente, sia attraverso la costituzione di reti integrate tra i Centri Territoriali Permanenti (CTP), che attraverso apposite misure di sostegno agli istituti di istruzione secondaria sedi di corsi serali.
L’interazione tra diversi sistemi, tra istituzioni, organi, soggetti e livelli istituzionali differenti ha permesso di raggiungere l’obiettivo comune di sostenere lo sviluppo educativo e formativo della persona.

La legge di riforma della scuola ha reso possibile, nel quadro di un sistema integrato di istruzione e

formazione degli adulti, il riconoscimento degli apprendimenti comunque acquisiti (formali, non formali ed informali).
Sono state, inoltre, create le condizioni per la costituzione di un sistema di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS), con l’obiettivo di innalzare i livelli di qualificazione e di alta specializzazione tecnica superiore dei giovani e degli adulti.

# Interventi di stabilizzazione del sistema scolastico. Numerosi sono stati gli interventi organico-strutturali che il MIUR ha realizzato allo scopo di dare maggiore razionalità e stabilità al sistema scolastico.
Tra questi meritano particolare menzione quelli finalizzati al regolare inizio dell’anno scolastico, che hanno consentito di assicurare l’ordinato e puntuale inizio delle attività didattiche e l’assegnazione
dei docenti alle classi fin dal 1° settembre.

Con la legge n. 143/2004 si è inteso disciplinare le situazioni di precariato ed eliminare gradualmente tale fenomeno sia attraverso l’attivazione di corsi speciali per il conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento e/o della specializzazione per il sostegno agli alunni disabili da parte di docenti in possesso di particolari requisiti, sia attraverso la predisposizione e l’attuazione di
un piano pluriennale di nomine in ruolo.

I risultati raggiunti sono incoraggianti: il precariato attualmente è stato ridotto del 50% grazie a 131 mila immissioni in ruolo di cui 119 mila unità di personale docente e 12 mila di personale non docente. Ulteriori 30 mila assunzioni da effettuarsi nei prossimi due anni scolastici sono già state autorizzate dal Ministero dell’Economia e Finanze.
Il decreto legislativo n. 227/2005, applicativo dell’art. 5 della legge n. 53/2003, ha, inoltre, delineato

un nuovo sistema di formazione e di reclutamento del personale che attribuisce a strutture universitarie, a ciò espressamente deputate, il compito di curare l’accesso ai corsi di laurea specialistica e la formazione iniziale degli insegnanti, sulla base della previsione dei posti effettivamente disponibili nelle istituzioni scolastiche di ogni regione.
Sempre nella prospettiva di dare stabilità al sistema e continuità alla gestione delle istituzioni scolastiche, sono stati immessi in ruolo, attraverso il concorso riservato, 1.500 dirigenti scolastici ed
è attualmente in via di espletamento il concorso ordinario per l’immissione in ruolo di altri 1.500

capi di istituto.

Con la legge n. 186/2003 si è data adeguata soluzione all’annoso problema della sistemazione stabile

degli insegnanti di religione cattolica, i quali, come è noto, erano destinatari di un incarico rinnovabile annualmente. A conclusione del relativo concorso è stato assunto in ruolo un primo contingente, pari all’80% delle 15.366 unità autorizzate dal Consiglio dei Ministri.

# Interventi di qualificazione e valorizzazione del personale della scuola. Il Ministero, nella convinzione che l’efficacia e l’efficienza dei processi formativi sono strettamente connesse al livello professionale delle risorse umane disponibili, ha intrapreso una serie di azioni volte alla valorizzazione e alla migliore qualificazione del personale della scuola.
È in via di realizzazione un ampio piano di formazione del personale finalizzato all’attuazione dei nuovi modelli ordinamentali e didattico-pedagogici introdotti dalla riforma. Gli interventi, realizzati secondo la modalità di e-learning integrato, prevedono, accanto alla componente on line, momenti in presenza con tutor, per percorsi formativi rispondenti ai reali bisogni professionali di ciascuno.
Tra le numerose iniziative avviate si ricordano il piano di formazione per lo sviluppo di competenze linguistico-comunicative e metodologico-didattiche in lingua inglese, rivolto a tutti i docenti di scuola primaria privi dei requisiti per l’insegnamento della citata lingua ed il piano di formazione di base e di aggiornamento continuo avente ad oggetto l’impiego delle tecnologie nella didattica, che
ha coinvolto 198 mila docenti.

# Interventi rivolti agli alunni. Gli interventi rivolti agli studenti hanno avuto come principali obiettivi quelli di prevenire e rimuovere le cause del disagio giovanile e di favorire il successo formativo.
A tale scopo è stato messo a punto, con il coinvolgimento attivo delle famiglie, un ampio e articolato

programma di attività, tra le quali si ricordano:

" la costituzione, in attuazione del già citato decreto legislativo n. 76/2005, del Sistema nazionale integrato di orientamento, nel cui ambito sono stati elaborati dal MIUR, in collaborazione con l’Università, il Ministero del Welfare, gli Enti locali e altri soggetti, “Linee guida e linee di azione” e
un “Piano nazionale per l’orientamento”;

" la realizzazione di numerosi progetti finalizzati alla riduzione della dispersione scolastica e del disagio giovanile, che hanno consentito di recuperare, soprattutto entro la fascia di età dei diciottenni, un consistente numero di insuccessi e di abbandoni in ambito scolastico e formativo (si è passati dal 25,3% del 2000/2001, all’attuale 20%, rispetto ad una media europea del 18%) e di

incrementare il numero dei diplomati (oltre il 72%), avvicinandolo alla media europea;

" l’attuazione di piani per l’integrazione degli studenti stranieri, che rappresentano per la scuola italiana un fenomeno nuovo di rilevante entità, che esige il possesso di nuove competenze e di specifiche capacità di accoglienza ed integrazione;

" la promozione di progetti volti a realizzare una partnership educativa tra scuola e famiglia, fondata sulla condivisione dei valori e sulla collaborazione delle parti nel reciproco rispetto delle competenze.

# Interventi di carattere strutturale. Premesso che tutto ciò che attiene alla fornitura ed alla manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici scolastici - compresi l’adeguamento e messa norma degli stessi - rientra nelle dirette ed esclusive competenze degli Enti locali, si evidenzia che il patrimonio scolastico pubblico ammonta a circa 42.000 strutture, nelle quali operano quasi 10.800 scuole.
Con il D.M. 30 ottobre 2003 sono stati assegnati alle Regioni circa 462 milioni di euro, per finanziare le annualità 2003 e 2004 del terzo triennio di programmazione previsto dalla legge 23/96. Tali finanziamenti - ripartiti tra i rispettivi Enti locali, prioritariamente per l’adeguamento e messa norma delle scuole - si sono aggiunti ai circa 1.500 milioni di euro già assegnati nei due trienni precedenti per le stesse finalità, ed hanno consentito complessivamente l’attivazione di più di 12.000 opere edilizie.
La legge n. 289/2002 ha previsto inoltre l’inserimento, nel programma delle infrastrutture strategiche formulato dal MIT, di un “piano straordinario di messa in sicurezza delle scuole, con particolare riguardo a quelle insistenti nelle zone a rischio sismico”, al quale, con successiva legge n. 350/2003,
è stato riservato non meno del 10% delle risorse destinate al programma citato.

Tale piano è stato tempestivamente predisposto e prevede, per i primi interventi, un impegno di almeno 4 miliardi di euro, ovviamente utilizzabile solo con un’adeguata scansione pluriennale.
Sono state effettuate, nei tempi previsti, le attività dirette alla attivazione “dell’Anagrafe nazionale dell’edilizia scolastica, articolata per Regioni e con il supporto degli Enti locali”, che ha lo scopo primario di far conoscere a tutti i soggetti competenti (Ministero, Regioni, Province, Comuni e Scuole) l’effettivo stato del patrimonio edilizio scolastico per poter disporre di un quadro sempre aggiornato delle situazioni e porre in essere gli interventi che dovessero, di volta in volta, rendersi

necessari.

# Interventi di carattere finanziario. Per quanto riguarda le risorse finanziarie complessivamente destinate al sistema dell’istruzione, dal 2001 ad oggi vi è stato un trend in continua crescita, come si rileva dal totale dei fondi previsti nel bilancio del MIUR: dai 35.787 milioni di euro dell’anno 2001,
si è passati a 40.690 milioni di euro nell’anno 2005.

Contestualmente è stata realizzata una significativa riduzione degli sprechi, grazie all’adozione di misure di razionalizzazione del sistema, poste in essere dall’anno 2001.
In effetti, in applicazione delle leggi finanziarie n. 289/2002 e n. 350/2003, sono stati introdotti vari correttivi (riconduzione delle cattedre a 18 ore settimanali nella salvaguardia delle rispettive titolarità, innalzamento dei parametri fissati per la concessione dell’esonero o del semi esonero ai collaboratori del dirigente scolastico, istituzione delle prime classi di sezioni staccate monocorso con
un numero di alunni non inferiore a 20, riassegnazione all’insegnamento di docenti collocati fuori ruolo per temporanea inidoneità ai compiti di istituto, accorpamento di classi con un numero di alunni eccessivamente esiguo, ecc.) che hanno consentito di recuperare consistenti risorse e di limitare la spesa, che negli anni precedenti aveva assunto livelli preoccupanti e andamento non più controllabile.
I significativi risparmi realizzati, che, peraltro, non hanno influito sui livelli qualitativi del servizio scolastico, sono stati certificati fino a tutto l’anno scolastico 2004/2005, per un ammontare di 571,80 milioni di euro, e sono stati destinati alla valorizzazione professionale del personale della scuola.
# Politiche a sostegno della scuola paritaria. Il nuovo sistema di istruzione introdotto dalla legge

n. 62/2000 è stato sostenuto e potenziato con numerose iniziative . Sono stati ridefiniti i rapporti tra Stato e soggetti gestori privati in materia di istruzione e sono stati determinati i criteri e le modalità applicativi della legge n. 62/2000 da parte degli Uffici scolastici regionali e locali, sia sotto il profilo amministrativo che finanziario.
Sono stati, inoltre, adottati alcuni provvedimenti di natura amministrativo-gestionale di particolare rilevanza, come ad esempio la C.M. n. 87 del 14 maggio 2001, con la quale sono state dettate disposizioni relative al possesso dei requisiti per il riconoscimento della parità a decorrere dall’anno scolastico 2001/2002.
Per dare attuazione alla legge sopracitata si è provveduto alla predisposizione dei piani finanziari che hanno consentito, per l’esercizio 2001 l’erogazione di circa 430 milioni di euro, per l’esercizio 2002

di circa 148 milioni di euro, per l’esercizio 2003 di oltre 520 milioni di euro e per l’esercizio 2004,

di circa 370 milioni di euro (pari al 70% del finanziamento di 527 milioni di euro destinati alle scuole non statali). Sono stati, inoltre, stanziati per il bonus-scuola circa 50 milioni di euro per l’anno scolastico 2004-2005.
" Politiche internazionali dell’istruzione. Questo Ministero, in sintonia con gli orientamenti e le indicazioni internazionali, al fine di accrescere e valorizzare il capitale umano, quale risorsa strategica di primaria importanza, si è impegnato a realizzare un sistema d’istruzione rispondente agli standard europei. In funzione di tale obiettivo è stato attivato un vasto programma di interventi posto in essere dal Governo durante il semestre di presidenza italiana dell’Unione Europea.
Il piano delle azioni sviluppate ha fornito un contributo significativo alla creazione di uno spazio europeo dell’educazione, attraverso:
- la definizione di politiche educative e formative in grado di coniugare coesione sociale e competitività;

- la elaborazione degli indicatori di qualità dei sistemi educativi;

- il confronto sulla qualità della formazione professionale, la trasparenza delle certificazioni, il riconoscimento dei crediti;
- la conoscenza e la diffusione delle buone pratiche.

In tale ottica il Ministero ha promosso, con esiti positivi, la partecipazione delle scuole ai programmi

di azione comunitaria Socrates e Leonardo, grazie ai quali sono state potenziate le competenze linguistiche degli studenti e dei docenti e favorito lo scambio di esperienze.
Con i fondi strutturali stanziati dalla Comunità Europea, è stato, inoltre, sostenuto e propiziato lo sviluppo di 6 regioni del Mezzogiorno d’Italia, in un’ottica di salvaguardia della coesione sociale e
di recupero della competitività.









Postato il Giovedì, 16 marzo 2006 ore 17:25:18 CET di Salvatore Indelicato
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