I ragazzi
sindaci della provincia di Catania accolgono le due navi della
Legalità e nel corteo grideranno lo slogan “Mafia. Neghiamole il
consenso. Svanirà come un incubo”. I ventimila studenti,
che parteciperanno mercoledì 23 maggio alla Giornata della
legalità a Palermo nel ricordo del XX anniversario
della strage di Capaci avvenuta appunto il 23 maggio 1992, nella
quale persero la vita il giudice Giovanni Falcone e la sua scorta,
daranno la risposta concreta al vile attentato di Brindisi che ha
colpito per la prima volta la scuola e gli studenti, seminando terrore
e paura. La scuola, da sempre luogo sicuro e protetto, è stata ferita
ed offesa nella sua immagine di palestra di democrazia e luogo di
educazione integrale dell’uomo e del cittadino. Colpire la scuola,
presidio di legalità, hanno dichiarato diversi uomini politici, è
stato come colpire il cuore della società ed ora che si vede il
cuore colpito si auspica che vengano presi i dovuti provvedimenti
per non farla morire di solitudine.Il Ministro Francesco Profumo, nell’accorata lettera inviata agli studenti ha promesso e si è impegnato “vedrete che non sarete lasciati soli” “ I terribili fatti di oggi sono un segno di debolezza e d non di forza di chi li ha colpiti”
Non possiamo cedere alla paura e chiuderci nel guscio dell’indifferenza.
La programmata presenza nell’aula Bunker del carcere dell’Ucciardone di Palermo del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, del presidente del Consiglio Mario Monti, al Ministro dell’Istruzione Francesco Profumo insieme ai mille studenti di 160 scuole d’Italia e tra questi anche i ragazzi sindaci, costituirà non solo un evento, ma un impegno corale dello Stato a difesa dei giovani e della scuola.
Alle due navi della legalità simbolicamente battezzate con i nomi “Giovanni” e “Paolo” il prossimo anno si aggiungerà anche la nave intitolata a “Melissa” , vittima innocente di una tragedia che non ha precedenti.
La carovana della legalità marcia per le vie delle città e scuote le coscienze, perché a parlare sono i testimoni, i figli delle vittime colpite dalla mafia e della malavita organizzata che porta un nome che non ha nulla di “sacro” e non è certamente una “corona” degna del nostro Paese.
L’invito a “Reagire”, più volte ripetuto in queste ore non può restare legato all’emozione del momento, ma comincia appunto da lunedì, quando si torna a scuola ed in classe si parla della tragedia di Brindisi e si ricorda la cara Melissa Bassi, piccolo fiore spezzato e calpestato dalla malvagità di chi intende seminare terrore e morte.
Il grido “Le scuole non si toccano”, “I ragazzi non si toccano” risuonerà forte per le vie di Palermo, non come semplice slogan, ma come urlo di rabbia e decisa risposta a quei vigliacchi che hanno offeso la scuola e spezzato delle giovani vite.
Giuseppe Adernò
g.aderno@alice.it
Hanno aderito alla manifestazione del 23 maggio a Palermo, promossa dalla delegazione provinciale dei Consigli Comunali dei Ragazzi le scuole:
“Parini” e “Brancati” di Catania; “Pluchinotta” di Sant’Agata Li Battiati ; “Fermi” di San Giovanni La Punta; “Manzoni” di Santa Venerina; “Don Milani “ di Lineri Misterbianco, “D’Annunzio” di Motta S.Anastasia; “Giovanni Paolo II” di Piano Tavola; “ Martoglio” e “Teresa di Calcutta” di Belpasso ed il II Circolo didattico di Scordia.

Home



