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Programmi Ministeriali: I PROGRAMMI MINISTERIALI DEGLI ISTITUTI TECNICI COMMERCIALI: PROGETTO MERCURIO

Redazione

I programmi ministeriali degli Istituti tecnici commerciali:PROGETTO MERCURIO
Programmi di insegnamento e orari vigenti nel quinquennio degli Istituti tecnici commerciali 
Indirizzo Informatico-aziendale. 

 

 

ASPETTI GENERALI

PROFILO PROFESSIONALE

QUADRO ORARIO

LINGUA E LETTERATURA ITALIANA

STORIA

LINGUA STRANIERA

MATEMATICA

ECONOMIA AZIENDALE

INFORMATICA

DIRITTO ED ECONOMIA POLITICA

SCIENZA DELLE FINANZE

 

 

 

1. ASPETTI GENERALI

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1.1. CARATTERISTICHE DEL PROGETTO

1.1.1. Motivazioni e finalità

La figura professionale de! ragioniere programmatore ha trovato, in questi anni soddisfacente collocazione nelle posizioni di lavoro informatico gestionale e ciò conferma la validità delle scelte di fondo che caratterizzano l'indirizzo.
Tuttavia, l'evoluzione tecnologica degli ultimi anni ha portato a definire meglio ruolo e funzione di questo esperto in economia aziendale, capace di tradurre le analisi dei problemi gestionali in termini di programmi eseguibili su calcolatori.
Lo scenario attuale, ed in maggior misura quello dei prossimi anni, assegna il compito della programmazione a figure professionali con una più accentuata preparazione specifica. Richiede, invece, figure intermedie, in possesso di solide conoscenze aziendali e di abilità relative allo sviluppo del software, capaci di:
- collaborare con i responsabili aziendali nella scelta di strumentazioni informatiche,
- utilizzare con facilità prodotti applicativi anche complessi,
- effettuare interventi di manutenzione e adattamento dei programmi utilizzati.
Inoltre non possono essere trascurate le modificazioni indotte dallo sviluppo delle procedure automatizzate sulla struttura concettuale e sui metodi dell'economia aziendale: esse, infatti, hanno reso centrali le funzioni di previsione e di controllo dei processi aziendali, determinando nuove impostazioni
nella tenuta della contabilità, favorendo lo sviluppo di elaborate strategie.
Infine, va sottolineato che le sperimentazioni introdotte, negli ultimi anni, ed in particolare il Progetto IGEA, hanno confermato quanto l'indirizzo programmatori aveva già indicato circa il ruolo delle discipline, i contenuti da privilegiare, la metodologia da adottare, ma hanno anche sviluppato e meglio definito la struttura curricolare, la strategia didattica, le procedure organizzative necessarie per rendere efficace un progetto formativo.

l.2 Struttura

Alla luce di tutto ciò è stata elaborata una proposta che, in linea con le indicazioni espresse dal mondo della scuola e dal sistema produttivo ampiamente consultati e coinvolti nelle scelte, intende fornire persone con competenze sia amministrativo-contabili, sia informatiche, capaci di inserirsi in contesti aziendali diversi, tutti però caratterizzati dalla presenza di sistemi informativi automatizzati.
In tale proposta le principali modifiche riguardano:
- il rinnovamento dei programmi di italiano e storia nei quali sono stati recepiti gli esiti della sperimentazione condotta negli ultimi anni, in base alla nuova impostazione didattica di queste discipline,
- l'introduzione per la lingua inglese. della prova scritta nelle quarte e quinte classi,
- l'accorpamento di Ragioneria e Tecnica commerciale in un'unica materia denominata Economia Aziendale con la conseguente ristrutturazione dell'orario d'insegnamento,
- la revisione dei programmi di Matematica sia in relazione all'incidenza del P.N.I. sui livelli di ingresso, sia in relazione all'evolversi di metodologie e tecnologie,
- la riorganizzazione dei programmi di Diritto ed Economia per adeguarli ai cambiamenti intervenuti in queste discipline, ma anche alle finalità dell'indirizzo e ai programmi di Economia Aziendale,
- la ristrutturazione dei programmi di Informatica nei quali ]a programmazione, che costituiva l'asse portante dell'insegnamento, diventa strumentale per la comprensione della cultura del settore e per una professionalità rivolta piuttosto all'uso attivo dei prodotti anziché al loro sviluppo,
- l'indicazione di metodologie e di obiettivi che facilitino l'azione del Consiglio di Classe nella gestione coordinata e integrata del processo di insegnamento-apprendimento,
-la revisione del quadro orario con la conferma di ampi spazi riservati all'attività di progettazione e di laboratorio.
Molte delle modifiche apportate rispecchiano le scelte già operate per il Progetto IGEA al quale, quindi, è stato fatto ampio riferimento non solo perché il biennio di provenienza deve tendere a facilitare il passaggio degli allievi da un indirizzo all'altro, ma soprattutto per evitare inutili e poco significative differenziazioni che avrebbero l'unico scopo di rendere più confuso il quadro formativo del settore economico. Pertanto il progetto, specie per quanto concerne l'articolazione dei contenuti e la formazione delle cattedre, risulta coerente ed organico se viene riferito al biennio IGEA o a quello della Commissione Brocca che di poco se ne discosta. Se invece andrà ad innestarsi su un biennio di ordinamento sarà necessario operare opportuni interventi ricorrendo a corsi di integrazione per gli allievi e a una diversa organizzazione didattica per alcuni docenti. Le singole scuole, tenuto conto della situazione locale, sceglieranno di volta in volta le soluzioni più idonee riguardo sia al modo di svolgere l'attività integrativa, sia alla differente strutturazione degli insegnamenti nel biennio (sperimentazione ex art. 2 o ex art. 3).

1.1.3. Coordinamento didattico

Il Consiglio di Classe, per assolvere la sua funzione di coordinamento e gestione del processo didattico, dovrà in primo luogo programmare il percorso formativo sviluppandolo coerentemente alle finalità dell'indirizzo.
A tale scopo è essenziale costruire un'ipotesi di lavoro comune a cui ciascuna disciplina concorra con la propria specificità di metodi e di oggetti. I principi ispiratori dovrebbero essere quelli di graduare la complessità delle competenze, di favorire la logica connessione fra i diversi contenuti disciplinari, di basarsi sulle esperienze degli allievi. Ciò richiederà, fra l'altro, che per ogni anno si predisponga una scala dei fondamentali traguardi formativi espressi in modo da essere controllabili e misurabili. Una possibile scansione di obiettivi trasversali, che andranno poi operazionalizzati, è, ad esempio, la seguente:

in terza
cogliere l'aspetto sistemico
costruire modelli
in quarta
procedere dal generale al particolare (approccio top down) ,
usare e produrre documentazione
in quinta
elaborare strategie
giungere a consapevoli valutazioni.

In altri termini, si tratta di individuare, per ogni anno scolastico, alcuni obiettivi trasversali prevalenti: ad essi tuttI i docenti si dedicheranno con particolare sistematicità ed intenzionalità, senza tuttavia escludere che, a seconda delle circostanze, altri possano essere anticipati, ripresi, ampliati, approfonditi.
Nel corso del triennio l'allievo dovrà tendere a costruirsi un vero e proprio sistema di padronanza delle conoscenze, acquisite dentro o fuori dalla scuola, vale a dire una sorta di rete dalle maglie sempre più fitte che consenta di apprendere rapidamente, di trattenere le informazioni utili, di saperle organizzare e selezionare a seconda dei casi, di operare efficaci sintesi. L'intervento del Consiglio di Classe si qualificherà proprio se opererà in questa direzione consolidando e orientando tali processi.
Anche la programmazione e la realizzazione dell'attività di laboratorio, che si sviluppa nell'arco del triennio e si conclude con la realizzazione di progetti, esige una forte attenzione al coordinamento didattico. Criteri e suggerimenti sono trattati a! punto 4.1 sulle funzioni didattiche dell' attività di laboratorio.

1.1.4. Attività di laboratorio

Nei programmi dell'indirizzo, introdotti col D.P.R 725 del 31-7-1981, si dà ampio risalto all' attività interdisciplinare, intesa come attività rivolta a cogliere i nessi tra le varie discipline e a sviluppare una fattiva collaborazione per l'individuazione di problemi e la formulazione dei relativi piani di lavoro, e si afferma la necessItà di specificare t contenuti dei lavori interdisciplinari ed i metodi per realizzarli in modo da perseguire , congiuntamente e con organica interdipendenza gli obiettivi fissati. Inoltre, nella presentazione dei programmi delle singole discipline, sono riportate numerose indicazioni e suggerimenti per le esercitazioni di laboratorio.
Da tutto ciò emerge chiaramente la particolare funzione formativa che si è inteso assegnare al laboratorio e che viene qui ribadita. Tuttavia nel corso di questi anni si è assistito al moltiplicarsi di esperienze non sempre in linea con tale indicazione. Si ritiene pertanto opportuno dare alcuni suggerimenti tesi a favorire un uso più attivo ed integrato del laboratorio che tenga conto sia delle nuove esigenze imposte dall'evoluzione tecnologica, sia delle più recenti riflessioni pedagogiche.

Funzioni didattiche

L'organizzazione e lo svolgimento delle attività di laboratorio presuppongono uno stretto coordinamento tra i componenti del Consiglio di Classe, compresi gli studenti che ne devono essere parte attiva e consapevole. Il laboratorio, infatti, non va inteso semplicemente come il luogo in cui si effettuano applicazioni della teoria svolta in classe. È invece parte essenziale di un metodo centrato sullo sviluppo di capacità progettuali e sulla abitudine a lavorare insieme: l'ambiente stesso e l'articolazione della classe in gruppi di lavoro consentono di sviluppare la comunicazione in un contesto meno strutturato, idoneo a favorire lo scambio di esperienze e l' acquisizione di modelli impliciti.
Nel paragrafo «Laboratorio» dei diversi curricoli disciplinari sono esemplificati gli ambiti che possono costituire l'oggetto dell'attività. L'individuazione degli argomenti e l'organizzazione del lavoro in aula e in laboratorio, particolarmente per la quinta classe, saranno tali da permettere il massimo utilizzo delle specificità disciplinari. Ciò potrà meglio realizzarsi se si privilegerà l'aspetto di analisi e documentazione rispetto alla codifica, la scelta di più progetti differenziati, l'organizzazione modulare dei progetti complessi.

Risorse

Per rendere operative le funzioni sopra descritte occorre utilizzare al meglio tutte le risorse disponibili (docenti e insegnanti tecnico-pratici da un lato, strutture hardware, strumenti software, riviste, libri e manuali tecnici dall'altro) per ciascuna delle quali si evidenziano particolari ruoli e caratteristiche.
Le ore destinate all'attività di laboratorio, anche se sono suddivise per materia, confluiranno progressivamente in un ambito operativo unitario.

I docenti

L'organizzazione delle attività di laboratorio è compito del Consiglio di Classe che le definisce in fase di programmazione annuale, tenendo conto di quanto deciso dal Collegio dei Docenti.
Gli insegnanti interessati all'uso del laboratorio, d'intesa con gli insegnanti tecnico-pratici, dovranno verificare l'andamento della programmazione e definire in dettaglio, con frequenza preferibilmente mensile, le attività da svolgere.
Va inoltre ribadito che non può esistere alcun ostacolo all'utilizzo del laboratorio oltre le ore e le materie che esplicitamente lo prevedono, anche senza la presenza dell'insegnante tecnico-pratico, La valenza formativa delle attività svolte in questo ambiente, la flessibilità e molteplicità del software disponibile, la diffusione delle conoscenze informatiche anche tra i docenti di discipline non professionalizzanti, inducono a raccomandarne il più intenso utilizzo compatibilmente con le disponibilità e nel quadro dell'organizzazione generale di Istituto.

.Gli insegnanti tecnico-pratici

La figura dell'insegnante tecnico-pratico ha il duplice ruolo di supportare, sotto il profilo tecnologico, l'attività che si svolge in laboratorio e di fungere da elemento di collegamento tra i docenti delle diverse discipline interessate. In particolare egli dovrà:
- collaborare alla programmazione e allo sviluppo di tutte le applicazioni che richiedono il laboratorio, ivi compresa l'attività di analisi dei problemi,
- apportare il proprio contributo alle valutazioni collegiali in quanto la sua percezione del comportamento dello studente e la sua lettura dei risultati raggiunti sono frutto di osservazioni continue e dirette, svolte in un'ottica diversa da
quella del docente, al quale spetta, comunque, la formulazione della proposta di voto,
- collaborare con il responsabile del Centro di calcolo per l'installazione e la manutenzione delle attrezzature e dei programmi,
- provvedere alla gestione del materiale di consumo,segnalando le necessità di approvvigionamento.

Le strutture hardware

L'esperienza di questi anni ha messo in evidenza i vantaggi che derivano dalla differenziazione delle attrezzature: la disponibilità di posti di lavoro e le loro caratteristiche, infatti, dovranno essere coerenti con le effettive esigenze di tutti gli utilizzatori. Ad esempio, è apparso economico ed efficace che in terza lo studio dell'informatica prosegua in laboratori dotati di PC (dove, secondo le linee del Piano Nazionale Informatica, già è avvenuto il primo approccio durante il biennio), mentre sistemi più complessi e in grado di garantire l'utilizzo di software evoluto dovranno essere impiegati nelle classi successive. 
La maggiore facilità di accesso ad archivi remoti e il collegamento con altri istituti per scambi di informazioni suggeriscono di dotare il laboratorio, ove possibile, anche di apparecchiature per la trasmissione in rete.
Analogamente, l'utilizzo del laboratorio nell'insegnamento di altre materie (Economia Aziendale e Matematica in primo luogo, ma anche Italiano, Lingue Straniere, Diritto ed Economia) sarà orientato verso sistemi più o meno sofisticati a seconda del tipo di applicazioni richieste o delle competenze possedute da docenti ed allievi.
In generale si raccomanda che le scelte siano effettuate tenendo conto della valenza didattica del singolo prodotto e che prevalga il criterio della più estesa utilizzabilità.

Gli strumenti software

Anche per il software si suggerisce la disponibilità di una varietà di prodotti, diversificati per aree di applicazione e livelli di complessità. A questo proposito si ricorda che il profilo professionale di questo indirizzo fa riferimento alla capacità di analizzare e valutare prodotti informatici rapportando le prestazioni ai bisogni dell'utente.
Nella scelta del software vanno tenuti presenti l'aspetto didattico, la regolarità del possesso, la completezza della documentazione, la fruibilità, l'aggiornamento della versione e la sua riadattabilità.

1.2. INDICAZIONI METODOLOGICHE

Il traguardo formativo non deve consistere solo nel far acquisire conoscenze ma anche competenze ed abilità, in modo da sviluppare abitudini mentali orientate alla risoluzione di problemi ed alla gestione delle informazioni, avendo costantemente presente il significato del proprio agire.
Per perseguire gli obiettivi trasversali e disciplinari fissati nei piani di lavoro, i docenti utilizzeranno metodi didattici coerenti con le finalità del progetto. Al riguardo si suggerisce di:
- far pervenire al possesso delle conoscenze partendo da situazioni concrete, non ancora organizzate ed ordinate, così da stimolare l'abitudine a costruire modelli,
- privilegiare momenti di scoperta e di successiva generalizzazione a partire da casi semplici e stimolanti, avvalendosi di tecniche didattiche che consistono nel generare situazioni problematiche non strutturate, così da favorire l'acquisizione di comportamenti produttivi,
- far realizzare piccoli progetti di difficoltà crescente così da abituare a formulare ipotesi e a procedere per approssimazioni successive,
- stimolare la riflessione sulle potenzialità dei diversi strumenti informatici così da poter contribuire alla soluzione di problemi, alla razionalizzazione delle procedure, all'efficacia della comunicazione interna ed esterna all'azienda.
I suggerimenti relativi al coordinamento didattico, i programmi d'insegnamento (preceduti da avvertenze concernenti le finalità), le indicazioni metodologiche, gli obiettivi generali e quelli annuali da perseguire, hanno una formulazione studiata per facilitare la programmazione del Consiglio di Classe e gli adeguamenti richiesti dalle continue innovazioni.
Il piano di lavoro annuale di ogni corso definirà gli obiettivi intermedi, le prove oggettive di controllo e valutazione, i contenuti da privilegiare, ecc. Particolare cura dovrà essere posta nell'articolare in unità didattiche i percorsi delle singole discipline per adattarli alle condizioni oggettive della classe, favorire il coordinamento nel Consiglio di Classe, coinvolgere più direttamente gli allievi.
Il percorso formativo si concluderà con la produzione di progetti interdisciplinari che saranno oggetto del colloquio all'esame di maturità, come previsto dalla normativa vigente per le classi sperimentali.
Sarà, inoltre, da ricercare il contributo e la collaborazione di operatori esterni in grado di fornire indicazioni utili per correlare l'attività didattica alle esigenze del mondo produttivo locale e nazionale, soprattutto nei momenti di analisi e costruzione di progetti. Tale cooperazione sarà resa particolarmente efficace col ricorso ad iniziative che, sia pure sotto forme diverse (interventi di esperti, visite guidate in aziende,stage, ecc.) agevolino il passaggio dalla scuola all'ambiente di lavoro. 
Per realizzare tutto ciò i Capi d'Istituto ed i Collegi Docenti programmeranno ed organizzeranno, anche sulla base delle iniziative predisposte dal Ministero, momenti di aggiornamento ed incontro, sia a livello di Istituto, sia a livello territoriale, con il coinvolgimento di più realtà scolastiche. Solo così, infatti, sarà possibile definire obiettivi, analizzare contenuti, concordare metodologie, verificare risultati e valutare esiti. In altri termini, svolgere quella proficua azione di programmazione e controllo senza la quale il processo formativo perde di sistematicità e di efficacia.

1.3. VERIFICA E VALUTAZIONE

La gestione dei processi di insegnamento-apprendimento necessita di un sistema di osservazione e di misurazione dei risultati intenzionalmente prodotti dall'attività didattica. Il controllo è efficace solo se si identificano le cause degli scostamenti tra risultati e obiettivi e si predispongono interventi che migliorino l'incisività delle occasioni di apprendimento.
La verifica è il momento fondamentale della progettazione didattica e in essa trova la propria significatività. Si tratta di un procedimento che si articola in attività svolte in ambiti diversi e di complessità differente, ma che sempre deve ricomporsi a livello di Consiglio di Classe.
Vale la pena di ricordare che per il singolo docente la verifica ha lo scopo di:
 - assumere informazioni sul processo di insegnamento-apprendimento in corso per orientarlo e modificarlo secondo le esigenze,
- controllare durante lo svolgimento dell'attività didattica l'adeguatezza dei metodi, delle tecniche e degli strumenti ai fini prestabiliti,
- accertare il raggiungimento degli obiettivi didattici prefissati,
- pervenire alla classificazione degli alunni.

Considerato che l'approccio metodologico suggerito si basa essenzialmente sulla programmazione attraverso unità didattiche e che all'interno di queste assume particolare rilevanza il momento diagnostico per modificare in itinere il processo di insegnamento-apprendimento, si ritiene che sia di grande utilità il sistematico ricorso alla valutazione formativa. Tale attività, che come è noto non deve essere utilizzata per la classificazione del profitto degli alunni, ma per individualizzare l'insegnamento e organizzare l'attività di recupero, avverrà al termine di ogni unità didattica, o dopo lo svolgimento di sue parti significative.
La valutazione sommativa, effettuata per classificare gli alunni, dovrà utilizzare strumenti funzionali al tipo di obiettivi che si intende misurare (prove scritte strutturate e non strutturate, prove orali) avendo cura di alternarli e di variarli. Inoltre, si ritiene utile richiamare l'attenzione sul fatto che la valutazione di prove scritte e orali non strutturate (alle quali non si dovrà tuttavia rinunciare perché consentono di misurare obiettivi di livello elevato) dovrà avvenire sulla base di apposite griglie per contenere la soggettività della loro lettura. Nel primo quadrimestre i risultati dell'attività di laboratorio concorreranno alla formulazione della proposta di voto per lo scritto.
La valutazione di fine periodo terrà conto dei risultati delle prove sommative e di altri elementi, concordati in seno Consiglio di Classe, che saranno oggetto di apposite registrazioni. Per ogni allievo dovranno altresì essere considerati comportamenti assunti e la qualità raggiunta nella realizzazione di progetti, anche se sviluppati in gruppo e con modalità multidisciplinare.
Per il Consiglio di Classe, come già più volte è stato sottolineato nei precedenti paragrafi, i compiti sono differenti e per svolgerli si suggerisce di:
- accertare i livelli di partenza degli allievi,
- scegliere periodicamente alcuni obiettivi comuni da sottoporre a controllo,
- identificare ed esplicitare per ogni materia opportune situazioni di apprendimento nelle quali gli aspetti disciplinari risultino collegati a comportamenti osservabili, espressione degli obiettivi collegialmente definiti,
- concordare modalità integrate per la gestione della didattica e criteri comuni per la misurazione degli esiti scolastici con il ricorso ad un'uniforme scala di valutazione,
- confrontare le osservazioni compiute anche per ordinare la progettazione di eventuali interventi di recupero.
Un simile operare ha lo scopo di rendere realmente collegiale la valutazione di fine periodo e consente di integrare i risultati raggiunti nelle singole discipline con la maturazione globale dell'alunno di cui possono costituire utili indicatori:
- l'impegno e la partecipazione,
- la progressione rispetto ai livelli di partenza,
- il raggiungimento dei livelli minimi disciplinari di conoscenza e di sviluppo delle capacità indispensabili per la frequenza alla classe successiva, fissati in sede di programmazione iniziale.

Per quanto riguarda la quinta classe i progetti realizzati costituiranno un elemento da tenere presente nella formulazione del giudizio di ammissione.

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PROFILO PROFESSIONALE

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Il ragioniere specializzato in informatica, oltre a possedere una consistente cultura generale accompagnata da buone capacità linguistico-espressive e logico-interpretative, avrà conoscenze ampie e sistematiche dei processi che caratterizzano la gestione aziendale sotto il profilo economico, giuridico, organizzativo, contabile e informatico. In particolare egli dovrà essere in grado di intervenire nei processi di analisi, sviluppo e controllo di sistemi informativi automatizzati per adeguarli alle esigenze aziendali e contribuire a realizzare nuove procedure.

Pertanto egli saprà:
- cogliere gli aspetti organizzativi e procedurali delle varie funzioni aziendali anche per collaborare a renderli coerenti con gli obiettivi del sistema,
- operare all'interno del sistema informativo aziendale automatizzato per favorirne la gestione e svilupparne le ! modificazioni,
- utilizzare metodi, strumenti, tecniche contabili ed extracontabili per una corretta rilevazione dei fenomeni gestionali,
- redigere e interpretare i documenti aziendali interagendo con il sistema di archiviazione,
- collocare i fenomeni aziendali nella dinamica del sistema economico-giuridico a livello nazionale e internazionale.

Egli dovrà, quindi, essere orientato a:
- interpretare in modo sistemico strutture e dinamiche del contesto in cui opera,
- analizzare situazioni e rappresentarle con modelli funzionali ai problemi ed alla risorse tecnologiche disponibili, operare per obiettivi e per progetti,
- documentare adeguatamente il proprio lavoro,
- individuare strategie risolutive ricercando ed assumendo le opportune informazioni,
- valutare l'efficacia delle soluzioni adottate ed individuare gli interventi necessari,
- comunicare efficacemente utilizzando appropriati linguaggi tecnici,
- partecipare al lavoro organizzato, individualmente o in gruppo, accettando ed esercitando il coordinamento,
- affrontare il cambiamento sapendo riconoscere le nuove istanze e ristrutturare le proprie conoscenze.

L'acquisizione di tali capacità sarà facilitata dal coordinamento didattico realizzato dal Consiglio di Classe e deriverà dall'abitudine ad affrontare e risolvere problemi di tipo prevalentemente gestionale analizzati nelle loro strutture logiche fondamentali.

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QUADRO ORARIO

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Classe di concorso

Discipline

III

IV

V

Prove di esame

 

Religione – Materia Alternativa

1

1

1

 

LXVI

Lingua e Letteratura Italiana

3

3

3

s.o.

LXVI

Storia

2

2

2

o.

LXII

Lingua Straniera (Inglese)

3

3

3

s.o.

LXIII – LXIV

Matematica

5(1)

5(1)

5(2)

s.o.

XXIII

Economia Aziendale

7(2)

10(2)

9(2)

s.o.

LIII

Informatica

5(2)

5(3)

6(3)

s.o.

XXV

Diritto

3

3

2

o.

XXV

Economia Politica e Scienze delle finanze

3

2

3

o.

XXXVI

Educazione Fisica

2

2

2

p.

 

Totale

34

36

36

 
 

Laboratorio

(5)

(6)

(7)

 

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LINGUA E LETTERATURA ITALIANA

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1. EDUCAZIONE LINGUISTICA

Le competenze linguistiche da sviluppare a livello di :triennio sono direttamente connesse con i contenuti culturali che esse veicolano. Si tratterà quindi di affinare abilità la cui acquisizione dovrebbe essere avvenuta in modo soddisfacente nel biennio, anche per quanto attiene alle capacità di accostarsi ai testi letterari, e di potenziare l'accesso autonomo ai linguaggi specialistici complessi nonché la capacità di elaborazione, di progettazione e realizzazione di testi (corredati di documentazioni e bibliografica rigorosa) relativi a ricerche in vari ambiti disciplinari.

1.1. Obiettivi

Le abilità da sviluppare nel triennio nell'ambito dell'educazione linguistica sono le seguenti:
- saper accedere autonomamente ai linguaggi specialistici complessi;
- saper comprendere i linguaggi della comunicazione letteraria ed estetica;
- acquisire sensibilità al testo letterario e gusto per la lettura in forma autonoma;
- saper utilizzare in forma scritta per usi adeguati i linguaggi specifici delle varie discipline;
- saper produrre relazioni sui contenuti dell'apprendimento con proprietà di linguaggio e organicità concettuale;
- saper organizzare i risultati di una ricerca;
- saper elaborare opinioni personali con precisione lessicale, chiarezza espositiva e coerenza argomentativa.

2. EDUCAZIONE LETTERARIA

Il curricolo di letteratura nel triennio dovrebbe contribuire alla formazione generale sotto i seguenti aspetti:

- Educazione alla complessità:

Al termine degli studi secondari lo studente dovrebbe aver acquisito la consapevolezza che non esistono risposte semplici ai problemi conoscitivi, che ogni oggetto di studio può assumere aspetti diversi a seconda dell'angolazione da cui è osservato, che ogni schema interpretativo è relativo all'osservatore. L'educazione letteraria può favorire questo processo presentando:
- la molteplicità delle dimensioni di fruizione e di analisi del testo letterario;
- l'impossibilità di chiudere un processo storico in uno schema interpretativo univoco ed esauriente; la pluralità dei legami e degli intrecci che si possono stabilire, in direzione orizzontale e verticale, tra i settori della storia letteraria, artistica, della cultura, politica e sociale.

- Formazione del senso storico:

- apertura a riconoscere la diversità delle esperienze umane e culturali attraverso il tempo;
- capacità di riconoscere la durata (continuità e trasformazione) dei fenomeni;
- capacità di riconoscere l'attualità dei prodotti culturali del passato, lo spessore storico dei fenomeni culturali presenti;
- sensibilità e rispetto per i beni culturali, la loro conservazione e fruizione.

2.1. Obiettivi

Al termine del curricolo di educazione letteraria lo studente dovrà:

- avere maturato il gusto della lettura di testi letterari,
- avere interesse e curiosità di allargare il campo delle proprie letture letterarie in ogni direzione;
- avere la capacità di motivare le proprie scelte, i propri gusti, le proprie valutazioni;
- possedere un orientamento storico generale, che gli permetta di collocare ogni opera che incontra, almeno approssimativamente, nel suo contesto;
- avere la disposizione a fruire del testo letterario a diversi livelli: informativo (l'opera come veicolo di conoscenze estrinseche), psicologico (educazione all'immaginario, letteratura come sperimentazione di realtà possibili), estetico (capacità di godere delle qualità formali del testo).

Gli obiettivi generali si specificheranno in obiettivi di tipo intermedio, relativi alle diverse operazioni che lo studente deve imparare a compiere sui testi letterari; tali obiettivi si differenziano in funzione dei tipi di unità didattiche previste nel curricolo.
Ciascuna unità didattica avrà dunque i propri obiettivi specifici, relativi ai suoi contenuti e alle operazioni richieste; tali obiettivi dovranno essere coerenti con gli obiettivi intermedi e quelli generali e saranno quelli su cui, in ultima analisi, si compiranno le verifiche.

2.2. Contenuti

Si ritiene che un curricolo di letteratura italiana non possa prescindere alla tradizione storicistica della cultura e della scuola italiana. Questo comporta da un lato attenzione all'interpretazione storica di ogni singolo testo, dall'altro il mantenimento a grandi linee di un asse cronologico nella scansione del programma.
L'asse cronologico non va tuttavia inteso come disposizione degli argomenti in modo uniformemente sequenziale, ma come il supporto intorno al quale si dispongono unità didattiche che vi fanno riferimento in modo elastico; si possono seguire percorsi orizzontali o verticali e compiere anche raccordi a distanza non tradizionali.
È necessario che la scansione tradizionale nei tre anni di corso sia spostata in avanti, in modo da dare uno spazio più adeguato ai testi e ai problemi più recenti. La scansione suggerita è la seguente:

Classe terza,

Fino al Rinascimento incluso.

Classe quarta

Fino alla metà del secolo XIX.

Classe quinta

Fino a oggi.

Questa scansione comporta ovviamente una riduzione quantitativa dell'attenzione dedicata alla cultura e letteratura dei primi secoli.
Si ritiene che un giovane debba uscire dalla scuola avendo una certa capacità di orientarsi nella produzione letteraria e nella problematica culturale a lui contemporanea. Questo significa che la presenza del Novecento nel programma non deve essere limitata alla prima metà del secolo, ma giungere agli anni che stiamo vivendo, pur con la diversità di approccio richieste dalla mancanza di una prospettiva storica consolidata.
La lettura di testi contemporanei non deve essere limitata a qualche unità di studio terminale dell'ultimo anno, ma diffusa in tutto il curricolo quinquennale; essa può essere garantita in tre modi concorrenti:

- prevalenza di testi contemporanei (antologizzati e integrali) tra le letture del biennio;
- inserimento di testi e problematiche contemporanee nell'ambito di unità didattiche svolte nei primi due anni del triennio, rivolte ad epoche passate;
- scansione cronologica che consente di dedicare buona parte dell'ultimo anno alla contemporaneità.

La finalità pedagogica dell'educazione alla complessità, il pluralismo proprio di una scuola democratica, lo stato stesso del dibattito culturale contemporaneo impongono di rinunciare ad una impostazione storico- letteraria linearmente fon- data su un unico principio esplicativo.
La scelta è dunque per un curricolo che dia allo studente un'idea della ricchezza degli approcci possibili al testo letterario e alla sua storia, della sua fruibilità a diversi livelli. Nell'insieme delle esperienze di apprendImento proposte allo studente, dovranno dunque essere presenti almeno le seguenti prospettive:

- la ricostruzione del quadro culturale di un'epoca in termini di modelli culturali (semiotica della cultura);
- la prospettiva della sociologia letteraria (luoghi di produzione, figura sociale dell'intellettuale, rapporto con le istituzioni e il pubblico);
- l'analisi dei contenuti e dei temi visti nella loro rilevanza simbolica per l'immaginario collettivo delle diverse epoche;
- la prospettiva ermeneutica dell'incontro attraverso il tempo tra le esigenze del lettore di oggi e gli orizzonti culturali del passato;
- l'analisi formale del testo e delle sue caratteristiche strumentali immanenti;
- la prospettiva della storia delle forme(sistema dei generi, sua evoluzione, memoria letteraria);
- le prospettive psicologiche e biografiche (l'opera come espressione della storia di un individuo).

Questi approcci sono evidentemente in larga misura sovrapponibili e convergenti, ma la loro complessità non permette che siano applicati in modo uniforme ad ogni argomento di studio. La loro varietà, impone poi una notevole dilatazione dell'ambito tradizionale degli studi letterari, in termini di quantità dei testi e di complessità delle operazioni da compiere su di essi. Tutto questo non è compatibile con la tradizionale impostazione enciclopedica della storia letteraria.
Un altro fattore di allargamento del campo è la necessità di tener conto di un orizzonte culturale letterario quanto meno europeo, non solo in termini di sfondo e di influenze, ma in misura adeguata alla formazione del cittadino di un mondo che vede le prospettive nazionali largamente superate, in termini culturali, se non politici.
La presenza di lingue letterature straniere nel curricolo del triennio può aiutare ad affrontare il problema attraverso la progettazIone comune di letture in lingua orIginale e di parti di unità didattiche, ma resta l'esigenza di introdurre, in misura superiore alla tradizione, letture di testi stranieri in buona traduzione nel curricolo di letteratura italiana.
Un problema particolare è legato alla lettura del poema dantesco, che nella nostra tradizione didattica occupa un posto privilegiato, ma insieme tendenzialmente separato rispetto al percorso storico.

La soluzione proposta si ispira alle seguenti considerazioni:

- lo spazio dedicato alla Commedia deve restare adeguato al significato che il poema ha nella nostra tradizione culturale; la lettura dantesca deve essere incardinata nel suo i contesto storico;
- gli studenti dovranno avere, in un tempo ragionevole, una visione della struttura complessiva del poema.

Di conseguenza si propone di collocare la Commedia:

- nel primo anno:

una corposa unità didattica dedicata alla lettura del poema attraverso le tre cantiche; l'unità didattica può essere del tipo Ritratto d'autore, e quindi comprendere un approccio alle opere minori, oppure del tipo incontro con un'opera, e in tal caso l'approccio alle opere minori avverrà nel contesto di altre unità didattiche. La scelta dei canti da leggere (orientativamente circa quindici) .dovrebbe essere tale da assicurare una ricognizione complessiva della struttura della Commedia, i su cui si potrebbe innestare un percorso tematico interno al poema coerente con le scelte tematiche di altre unità didattiche;

- brani danteschi (della Commedia e di altre opere) che saranno comunque presenti in altre unità di carattere storico-culturale, tematico, o per generi;

- nel secondo e nel terzo anno:

- brani della Commedia inseriti in varie unità, in funzione di accostamento o di contrasto tematIco (esempio: il tema della cavalleria in Dante e nei poemi cavallereschi), o di documento di memoria letteraria (Dante e D'Annunzio, Dante e Montale ecc.), o ancora di comprensione della cultura di un'epoca attraverso la lettura che ha dato di Dante.

3. INDICAZIONI METODOLOGICHE.

Il metodo di lavoro fondamentale consisterà nella lettura e nell'interpretazione di testi: testi e brani di testi letterari, documenti di vita e di pensiero, brani storico- critici. La lettura sarà occasione di confronto e discussione di ipotesi interpretative suggerite dagli studenti. I concetti generali dovrebbero emergere sempre come sintesi (guidata dall'insegnante) del materiale letto e analizzato.
L'uso di testi manualistici sarà limitato a occasionali consultazioni, oppure al riscontro e integrazione di quanto già elaborato sui testi originali.

La lezione dell'insegnante sarà un momento integrativo opportunamente dosato, con le seguenti funzioni:

- introduzione alla lettura, sollecitazione di interesse (prereading);
- commento del testo letto, ove non basti l'apporto guidato degli studenti;
- integrazione e raccordo informativo, per quei passaggi che non possono essere costruiti sui testi, per ragioni di tempo o di difficoltà;
- aiuto a costruire una sintesi conclusiva dell'unità.

Il materiale dell'unità didattica comprenderà sempre:

- una lista di obiettivi specifici (di conoscenza e di abilità);
- una serie di testi opportunamente montati in funzione delle scoperte da compiere;
- suggerimenti per le operazioni da compiere sui testi;
- suggerimenti sulla forma da dare alla sintesi finale;
- alcune prove di verifica del conseguimento degli obiettivi.

Per alcune unità (soprattutto, ma non solo, di tipo storico-culturale) è opportuno che l'unità abbia inizio da un testo d'ingresso: un testo che per la sua pregnanza si presti a introdurre le tematiche essenziali dell'unità.
La maggior parte delle UU.DD. si svolgono entro un arco cronologico limitato, che può comunque scavalcare le tradizionali partizioni per secoli ed età. Non si escluderà tuttavia la possibilità di introdurre anche qualche testo cronologicamente molto lontano da quelli centrali nell'unità: esempi contemporanei in un'unità dedicata a secoli lontani, testi remoti in unità dedicate al Novecento.
La funzione di questi sfondamenti è di dare concretezza al senso storico, così come delineato tra le finalità generali: diversità e continuità di temi e forme, memoria letteraria, spessore storico del presente.
Il curricolo proposto rifugge in tutti i suoi aspetti dall'uniformità di impostazione: le UU.DD. devono differenziarsi non solo per contenuti, ma anche per approccio metodologico; all'interno stesso di un'unità, i momenti di lavoro si caratterizzeranno per la loro varietà: lettura e commento collettivi di testi, contributi individuali e di gruppo degli studenti (relazioni), momenti di consultazione, momenti di lezione da parte dell'insegnante.
Le attività dovrebbero essere progettate in modo da conciliare l'esigenza di dare al lavoro un carattere strutturato con quella di stimolare negli studenti l'attitudine alla curiosità intellettuale, alla ricerca personale, all'autonomia. Ovunque possibile si dovrebbero prevedere momenti in cui gli studenti possono contribuire direttamente (individualmente o a gruppi) allo sviluppo del percorso, facendo ricerca su testi e materiali, o applicando ai testi metodi di analisi che hanno appreso, senza la guida di analisi precostituite.
Almeno una unità per ciascun anno dovrebbe essere appositamente progettata in modo tale da dare agli studenti l'occasione di sperimentare in prima persona i metodi della ricerca nel campo letterario (posizione di problemi critici e storiografici, costruzione di ipotesi, ricerche bibliografiche ecc.).
La formazione letteraria degli studenti dovrebbe essere integrata, nell'arco del triennio, da una serie di letture domestiche consigliate e controllate dall'insegnante, assegnate anche per i periodi di vacanza. Si tratterà in prevalenza di opere di narrativa. Le scelte dei titoli dovrebbero essere compiute secondo una progressione che muova da testi tali da accattivare l'interesse dello studente e promuovere l'abitudine alla lettura, in continuità col lavoro che dovrebbe essere stato compiuto negli anni precedenti, per poi orientarsi gradualmente verso alcune opere centrali nel panorama letterario dell'Otto e Novecento, la cui conoscenza è indispensabile per qualsiasi studio della letteratura in questi secoli.
La verifica di queste letture può essere compiuta attraverso relazioni, schede, discussioni, in cui vengano applicate le categorie di analisi fornite agli studenti; tale verifica non dovrebbe comunque comportare un carico di lavoro tale da risultare controproducente al fine primario di incoraggiare il gusto della lettura.

Anche i prodotti richiesti agli studenti saranno di tipi diversi:

redazione di schede dei testi letti;
analisi formali sulla base di griglie;

- risposte questionari, prevalentemente a risposta aperta;

saggi brevi di commento a testi;
redazione di schemi di sintesi;

- relazioni orali e scritte.

Quanto al tradizionale componimento- saggio, esso non sarà concepito come un'attività scontata e ripetitiva, ma costituirà un traguardo da raggiungere, frutto di un insegnamento apposito, nel contesto di un più generale addestramento al riconoscimento e all'uso e ai modi della scrittura saggistica; per quanto riguarda i contenuti specificamente letterari, le attività elencate sopra possono costituire utili esercitazioni preliminari..

4. UNITÀ DIDATTICHE

Le scelte enunciate rendono necessaria un'impostazione del lavoro di tipo monografico: il curricolo proposto si articola infatti per unità didattiche che occuperanno da uno a due mesi di attività.
Le UU.DD. previste sono di cinque tipi diversi, che rappresentano diverse possibilità di approccio al letterario; ciascun tipo è dunque caratterizzato da un particolare modo di selezionare e montare i testi, in vista di obiettivi intermedi in parte diversi.

A - Unità storico- culturali:

presentano il quadro generale di un'epoca attraverso una campionatura di testi significativi, sia letterari, sia di altri settori culturali, sia documentari e storici, nonché eventualmente di opere artistiche non letterarie.

Obiettivi caratterizzanti:

- riconoscere gli obiettivi culturali caratterizzanti un'epoca (tempo, spazio, valori, modelli umani...);
- comprendere la complessità dei quadri storico- culturali: presenza di omologie e di contraddizioni;
- comprendere l'intreccio dei fattori materiali e spirituali;
- localizzare i centri di elaborazione culturale (geografia e storia);
- correlare diversi ambiti di produzione artistica e culturale;
- riconoscere tematiche comuni a testi letterari d'invenzione e saggistici o documentari;

riconoscere elementi di continuità e di innovazione nella storia delle idee;
riconoscere aspetti di attualità nelle tematiche culturali del passato.

B - Unità per generi letterari:

presentano lo sviluppo di un genere letterario entro un determinato arco storico, che può includere anche più di un secolo.

Obiettivi caratterizzanti:

- stabilire il rapporto fra genere e contesti socioculturali (pubblico);
- comprendere la funzionalità delle scelte formali (rapporto tra forme e contenuti di un genere);
- identificare le scelte stilistiche individuali nell'ambito della codificazione del genere;
- confrontare prodotti di uno stesso genere distanti nel tempo e riconoscere persistenze e variazioni (storia dei temi, storia delle forme);
- riconoscere analogie tematiche e di funzione tra generi del passato e generi o prodotti della cultura attuale (inclusa la, cultura di massa).

C - Unità tematiche:

analizzano il significato o i significati che assume uno stesso tema in opere della stessa epoca, o di epoche diverse.

Obiettivi caratterizzanti:

- storicizzare il tema: comprenderne la funzione nell'immaginario collettivo e nei modelli culturali di un'epoca;
- comprendere le analogie e differenze tra opere tematicamente confrontabili;
- riconoscere la continuità di elementi tematici attraverso il tempo (memoria culturale) e la persistenza di elementi tematici antichi in prodotti della cultura (anche di massa) attuale.

D - Unità ritratto d'autore:

presentano una vasta selezione di opere di un autore importante, in modo da costruire un profilo storico-critico.

Obiettivi caratterizzanti:

- comprendere l'intreccio dei fattori individuali e sociali nella biografia;
- orientarsi nel rapporto fra influenze e originalità;
- riconoscere le fasi evolutive nella produzione di un autore;
- distinguere ritratto storico e autoritratto ideale;
- porre un rapporto fra opera e poetica individuale;
- distinguere interpretazione storicizzante e interpretazione attualizzante.

E - Unità incontro con un 'opera:

lettura di un'opera integrale o di una sua selezione tale da dare un'idea della sua compiutezza.

Obiettivi caratterizzanti:

- acquisire il piacere della lettura;
- rendersi conto del testo nella sua struttura complessiva e consistenza materiale;
- collocare l'opera nel suo contesto storico-culturale e letterario (genere e sua tradizione formale, poetica, ecc.);

- applicare le analisi tematiche, stilistiche, metodologiche;
- distinguere comprensione e interpretazione;
-
saper formulare un giudizio motivato in base al gusto personale o a una interpretazione storico- critica.

5. ESEMPLIFICAZIONE

Seguono, con funzione di esempio, titoli di unità didattiche che potrebbero essere proposte nei tre anni di corso dei tipi A), B) e C) (gli altri due tipi, più tradizionali, non hanno bisogno di esemplificazione). Gli esempi costituiscono un campo di scelte e non si intende in nessun modo che una stessa classe debba svolgere tutte le UU.DD.;

Anno

Tipo A

Tipo B

Tipo C

III

A1 La società feudale altomedioevale

A2 La società urbana bassomedioevale

A3 La società signorile umanistico - rinascimentale

B1 La lirica d'amore

B2 La novellistica

B3 Il poema epico- cavalleresco

C1 Il tema dell'avventura

C2 Il tema della nobiltà

C3 Il tema dell'amore

C4 Il tema del viaggio

C5 Il tema politico

IV

A4 La società artigiana dell'antico regime

A5 La società riformistica e rivoluzionaria del secondo settecento

A6 La società borghese del primo ottocento

B4 Il trattato e il dialogo

B5 Il romanzo picaresco e aristocratico settecentesco ottocentesco

B6 La scrittura giornalistica e divulgativa

B7 Il teatro comico, tragico e melodrammatico

C6 Macrocosmi e microcosmi

C7 Il tema della "pubblica felicità"

C8 Il tema della formazione dell'individuo e del genio individuale

V

A7 La società borghese del tardo ottocento

A8 La società della fine del secolo

A9 La società fra le due guerre

A10 La società del secondo novecento

B8 Il romanzo: naturalista; fin de siecle; novecentesco

B9 La lirica moderna (simbolismo)

B10 Il teatro di prosa musicale

C9 Il tema del "milieu" sociale

C10 Il tema dell'artista

C11 Il tema dell'impegno

C12 Il tema della "coscienza"

 

Tutte le unità del tipo storico culturale saranno integrate con l'insegnamento di storia; esse si prestano inoltre alla più ampia convergenza degli insegnamenti di storia dell'arte e del territorio, delle letterature straniere e, in parte, della geografia. La scelta delle Unità didattiche è affidata alla libera programmazione dell'insegnante e del Consiglio di Classe. La scelta deve realizzare una articolazione modulare: una combinazione di unità didattiche che si innestino le une sulle altre in modo vario e flessibile a seconda delle esigenze e delle opinioni degli insegnanti e delle classi. I medesimi obiettivi fondamentali possono infatti essere conseguiti attraverso percorsi variati e contenuti parzialmente diversi.
La scelta e combinazione delle UU.DD. deve avere ovviamente una propria coerenza interna ed essere coerente alle finalità generali del curricolo. che potranno essere garantite ponendo due vincoli: 

- che in ciascun anno siano svolte due unità di tipo storico-culturale, in modo da garantire una consapevolezza storica complessiva e da fornire una base sulla quale innestare le altre unità;
- che nella scelta delle altre unità sia perseguita la massima varietà tipologica possibile, per dar modo agli allievi di sperimentare la molteplicità degli approcci possibili alla letteratura.

Due unità storico culturali all'anno possono assicurare il fondamento metodologico di una visione storica della letteratura, ma non sono sufficienti a dare un'idea della continuità storica complessiva, che non è prevista dagli obiettivi del curricolo in quanto, perseguendola, si rischierebbe di ricadere nella tradizionale impostazione manualistica improntata a una sostanziale uniformità di approccio. Ciò che occorre è piuttosto un quadro di riferimento, una mappa generale in cui inserire le letture che vengono compiute a scuola e quelle che auspicabilmente lo studente sarà condotto a fare autonomamente, durante il periodo degli studi e soprattutto dopo. Tale quadro potrà essere fornito, in modo estremamente sintetico, come ponte fra una unità storico-culturale e l'altra, lasciandogli la sua funzione di schema di supporto: un puro elenco di notizie, senza alcuna ambizione interpretativa.

6. MODALITÀ DI VERIFICA E VALUTAZIONE

La verifica sarà tesa ad accertare il conseguimento degli obiettivi previsti nei diversi tipi di unità didattiche e si avvarrà di strumenti molteplici: dal tradizionale breve colloquio, con lo studente a prove obiettive o test di tipo cloze volti alla verifica della comprensione, a esercizi di comparazione di testi e di riconoscimento di stili, a tutte le attività di produzione scritta previste nel curricolo.

(Il programma proposto si fonda sulla ricerca effettuata dal gruppo di lavoro attivato presso l'IRRSAE Emilia Romagna).

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STORIA

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1. MOTIVAZIONI E FINALITÀ

Lo studio delle discipline storico- sociali concorre, nel triennio, alla formazione di un atteggiamento aperto all'indagine sul passato per meglio comprendere ed accettare le rapide accelerazioni della società contemporanea e alla partecipazione cosciente e responsabile alla vita collettiva.

Ciò si realizza con una azione educativa tendente a sviluppare:

- progressiva consapevolezza che lo studio del passato, oltre che conoscenza di un patrimonio comune, è fondamento per la comprensione del presente e della sua evoluzione;
- atteggiamenti di accettazione del pluralismo delle idee, del confronto e della coesistenza, attraverso il progressivo decondizionamento da stereotipi e da modelli culturali derivati dal gruppo di appartenenza (etnico, sociale, religioso, ecc.);
- capacità di adattamento ad una realtà in trasformazione.

2. OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO

Gli obiettivi specifici del triennio tenderanno sia a rafforzare le abilità acquisite nel biennio, sia a far acquisire abilità di tipo più complesso quali:
-
leggere testi specialistici e acquisire lessico e concetti significativi; 
- osservare le dinamiche storiche attraverso le fonti;
-classificare e organizzare dati, leggere e strutturare tabelle, grafici, ecc.;- realizzare, in contesti simulati, semplici attività di ricerca storica atte a far comprendere e a far collocare in modo significativo i fenomeni nella loro esatta dimensione di spazio e di tempo;
- riconoscere, comprendere e valutare le più importanti relazioni tra dati, concetti e fenomeni;
- individuare connessioni logiche e linee di sviluppo e percepire la molteplicità degli elementi che determinano la conoscenza storica;
- cogliere la dimensione sistemica della realtà storica e comprendere le relazioni tra la storia ed altre discipline.

3. ARTICOLAZIONE DEI CONTENUTI

3.1. Premessa

Tenendo presente il numero delle ore annuali, per ogni anno di corso, si sono individuati, a puro titolo di esempio e facendo salva la più ampia libertà del docente, quattro nodi programmatici intorno ai quali muoversi nella identificazione e nella scelta di unità didattiche. Si sono poi voluti indicare, per ciascun nodo, una serie di esempi di UU.DD. con tagli differenti a carattere prevalentemente socio-economico le une, politico le altre e socio-culturale le ultime, in modo da poter dare, modelli di quella varietà di approcci più sopra auspicata.
Le indicazioni delle unità didattiche sono ovviamente non esaustive e vanno pertanto intese come percorsi solo possibili e non obbligati. Si consiglia comunque di sviluppare almeno tre o quattro UU.DD. per ogni nodo programmatico per un totale minimo di dodici per ogni anno di corso. Ad ogni UU.DD. dovrebbero essere dedicate da quattro a sei ore di lavoro della classe a scuola, comprensive di verifica ed eventuale recupero, e altrettante di lavoro individuale dello studente.
Alcuni micro-percorsi, e non solo quelli a carattere socio- culturale, sono pensati come strettamente interdisciplinari con le UU.DD. di letteratura e possono disporre quindi anche dei tempi di lavoro relativi all'italiano.
La vastità del programma della classe terza fa prevedere un possibile slittamento di una parte di lavoro al successivo anno di corso che pertanto è articolato su soli tre nodi programmatici.

CLASSE TERZA

- Sviluppo e affermazione del sistema feudale
- UD. a carattere prevalentemente socio- economico.. Proprietari e contadini. - Lo sviluppo demografico. La città medievale.
- U.D. a carattere prevalentemente politico. Papato e Impero. - Le crociate. - Le istituzioni comunali. - Le monarchie medievali.
- U.D. a carattere prevalentemente socio- culturale
Cultura cavalleresca e cultura popolare. - Riformatori ed eretici.
- La transizione dal Medioevo all'età moderna
- U.D. a carattere prevalentemente socio- economico
Carestie ed epidemie nel '300. - La campagna in Europa nei secoli XIV e XV; - La rivoluzione commerciale.
- U.D. a carattere prevalentemente socio- culturale
La cultura dotta. - Il tema della morte: attese escatologiche. - Il tema della famiglia: la donna e il bambino.
- L'Europa e i nuovi mondi
- U.D a carattere prevalentemente socio economico
I grandi viaggi. - La scoperta dell' Africa: la tratta degli schiavi. - La rivoluzione dei prezzi.
- U.D. a carattere prevalentemente politico
Scoperta e conquista del nuovo mondo. - Formazione dello stato moderno.
- U.D. a carattere prevalentemente socio- culturale.
Storia, storiografia e pensiero politico nel '500. - Riforma e controriforma. - Misticismo e stregoneria. - Il tema dei selvaggi. - I Gesuiti e l'educazione dei giovani.- Il seicento
- U.D. a carattere prevalentemente socio- economico.
Il capitalismo agrario. - Prime forme di industria in Europa. – La finanza; problemi di stato. - Mercantilismo e nuovi costumi.U.D. a carattere prevalentemente politico
Assetto territoriale ed equilibri politici alla fine del '600. - La decadenza spagnola e l'Italia. -L'assolutismo francese. - Il parlamentarismo inglese.
- U.D. a carattere prevalentemente socio- culturale.
Cultura dei nobili e cultura dei borghesi. - Utopie, diritto di natura e contratto sociale. - Magia e scienza: la rivoluzione copernicana. - Il tema della malattia e dell'emarginazione: medici e malati, poveri mendicanti, vagabondi; gli untori. - Il tema della famiglia: amore e matrimonio.

CLASSE QUARTA .
- Il secolo dei lumi
- U.D. a carattere prevalentemente socio- economico
Trasformazioni agricole e rivoluzione industriale in Inghilterra. - L'economia classica.
- U.D. a carattere prevalentemente socio- culturale
Scienza, storia e religione nell'illuminismo. - La stampa periodica.
- Le grandi rivoluzioni
- U.D. a carattere prevalentemente socio- economico
Colonie e madre- patria. - Economia e finanza in Francia e in Europa.
- U.D. a carattere prevalentemente politico
La formazione degli Stati Uniti d'America. - La rivoluzione francese. - L'età napoleonica in Europa e in Italia. ...
- U.D. a carattere prevalentemente socio- culturale
I diritti dell'uomo e del cittadino. - Il giacobinismo. - La nascita del concetto di Nazione.
- L'impossibile Restaurazione
- U.D. a carattere prevalentemente socio- economico
La rivoluzione demografica. - La trasformazione dell'agricoltura. - La diffusione della rivoluzione industriale. Città industriale, fabbrica e classe operaia.
- U.D. a carattere prevalentemente politico
Movimenti liberali e sistemi costituzionali. - Le questioni nazionali: il caso italiano e tedesco. - Il '48 in Europa. Il '48 in Italia. .
- U.D. a carattere prevalentemente socio- culturale
Reazionari e rivoluzionari tra utopia e scienza.
pensiero politico nell'Italia del risorgimento.
CLASSE QUINTA
- L'Europa del libero scambio
- U.D. a carattere prevalentemente socio- economico. Sviluppo industriale e nuove tecnologie.
- U.D. a carattere prevalentemente politico
Le grandi potenze europee: Francia e Inghilterra. - La formazione dello stato italiano: problemi. - L'unificazione della Germania.
- U.D. a carattere prevalentemente socio- culturale
La mentalità borghese. - La scolarizzazione in Europa e in Italia. - Il positivismo e la nascita delle scienze umane.
- L'Età dell'imperialismo ;
- U.D. a carattere prevalentemente socio- economico
Crisi economica, protezionismo e concentrazione di capitali.
- Economia e società in Italia dall'unificazione alla I guerra mondiale. .
L'industrializzazione fuori dall'Europa: Stati Uniti e Giappone.
- U.D. a carattere prevalentemente politico
Colonialismo e imperialismo. - La II internazionale. - L'egemonia tedesca in Europa e le relazioni internazionali dal 1870 al 1914.
L'Italia parlamentare da Depretis a Giolitti.
- U.D. a carattere prevalentemente socio- culturale
La crisi della cultura liberale. - La società di massa. - L'emigrazione. - Le avanguardie.
- La grande guerra e l'intervallo tra le due guerre
- U.D. a carattere prevalentemente socio- economico
L'economia europea nel primo 900. - La grande crisi del '29 e il New Deal.
- U.D. a carattere prevalentemente politico
La prima guerra mondiale. - La rivoluzione russa e la formazione dell'URSS. - La crisi dello stato liberale e il fascismo in Italia.. - I fascismi in Europa e nel mondo. - Movimenti di emancipazione e indipendenza nei Paesi extraeuropei.
U.D. a carattere prevalentemente socio- culturale
Dalla città alla metropoli. - La cultura come industria.- Tecnologia e vita quotidiana (elettricità, cinema, radio, sport, automobile e trasporti di massa).
- Il mondo contemporaneo
- U.D. a carattere prevalentemente socio- economico
Il problema della sovrappopolazione e della fame. - Il problema dell'energia. - La dimensione mondiale del mercato. La rivoluzione informatica.
-U.D. a carattere prevalentemente politico
La seconda guerra mondiale. - La divisione del mondo in blocchi e la guerra fredda. - L'Italia dalla resistenza al centro sinistra. - URSS: la destalinizzazione. - Cina la repubblica popolare. - Il terzo mondo: decolonizzazione, sottosviluppo e rivolte. - L'ONU e il sistema degli stati, - L'Europa verso l'unità.
- U.D. a carattere prevalentemente socio- culturale
Consenso e dissenso: il ruolo degli intellettuali. - Movimenti emergenti. - Il tema della famiglia: la crisi dei ruoli, - La società opulenta e i problemi dell'ambiente.

4. INDICAZIONI METODOLOGICHE
La realizzazione degli obiettivi precedentemente esplicitati è legata ad una trasformazione sostanziale della didattica della storia che si fondi su procedimenti di elaborazione delle conoscenze storiche e sulla capacità di usare gli elementi fondamentali di tali conoscenze quali, ad esempio: i fatti, il tempo, i modelli, ecc. La prima innovazione metodologica riguarderà l'utilizzo delle fonti sia in funzione di specifiche conoscenze storiche sia in relazione alle esigenze di inquadramento e di supporti storici per altre discipline collegabili alla storia.
Il problema della reperibilità e della selezione delle fonti storiche può essere risolto sia ricorrendo a libri di testo appositamente strutturati, sia attraverso il ricorso ad archivi intelligenti ai quali accedere con sistemi informatici.
L'insegnante potrà strutturare unità didattiche attorno ad alcuni nodi problematici finalizzati a potenziare nello studente capacità progressive di accesso ai problemi storici con rigore di metodo e varietà di approcci; tali unità didattiche si avvarranno dello studio delle fonti. Sarà tuttavia necessario tener presente che, a livello scolastico, non è possibile far emergere dal lavoro analitico la visione d'insieme del periodo storico di cui l'U.D. costituisce approfondimento; si dovranno pertanto correlare i momenti di indagine diretta ad un profilo di storia generale,
Sarà pertanto opportuno conciliare gli approfondimenti tematici con la necessità di garantire un contesto di riferimento puntuale e scientificamente valido nella convinzione che ci sia correlazione significativa tra i due livelli e che non esista contrapposizione tra storia e storie (politica, economica, sociale, della cultura, della scienza, della tecnica ecc.).

5. MODALITÀ DI VERIFICA E DI VALUTAZIONE.
Le procedure di verifica e il processo di valutazione tenderanno ad accertare il raggiungimento degli obiettivi, privilegiando 1'acquisizione di un corretto approccio ai problemi; sarà inoltre verificata la capacità di percepire e sistematizzare storicamente i problemi facendo ricorso a un adeguato supporto di conoscenze del profilo storico.
Si utilizzeranno strumenti di verifica sia di tipo tradizionale, sia di tipo oggettivo.

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LINGUA STRANIERA

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Poiché in questo indirizzo, a partire dal terzo anno, è previsto unicamente lo studio della lingua inglese, per quegli studenti che non abbiano studiato l'inglese nel biennio la competenza linguistica di base dovrà essere seriamente verificata, come già previsto dalla circolare n. 225 del 24 luglio 1984: mediante apposito esame integrativo sulla lingua inglese, da svolgersi nel corso delle ordinarie sessioni previste per gli esami di idoneità da parte dei candidati privatisti o nella sessione speciale degli esami integrativi.

1. AVVERTENZE

L'insegnamento delle lingue straniere nel triennio sarà impostato in modo tale da mettere lo studente in grado di raggiungere i seguenti obiettivi:

- stabilire rapporti interpersonali efficaci, sostenendo una conversazione funzionalmente adeguata al contesto e alla situazione di comunicazione, su argomenti di carattere specifico all'indirizzo;
- descrivere processi e/o situazioni con chiarezza logica, precisione lessicale, capacità di elaborazione personale;
- orientarsi nella comprensione di pubblicazioni nella lingua straniera relative al settore specifico d'indirizzo;
- redigere brevi relazioni di carattere aziendale o informatico e semplici lettere d'argomento generale o commerciale;
- avere una conoscenza della cultura e della civiltà del paese straniero che gli permetta di usare la lingua con adeguata consapevolezza dei significati che essa trasmette.
Abilità ricettive: le abilità di comprensione orale saranno sviluppate presentando testi di vario tipo (informativo, descrittivo, prescrittivo, esplicativo, argomentativo, ecc.). Si abitueranno gli studenti a cogliere il significato generale di conversazioni, relazioni e trasmissioni nella lingua straniera relative alle discipline caratterizzanti l'indirizzo di studi.
Per quanto riguarda le attività di lettura, ai fini di mettere lo studente in grado di leggere in modo adeguato testi tratti da giornali, manuali e pubblicazioni specializzate, si cercherà di attivare le seguenti competenze specifiche:
- porsi domande sul testo, avendo chiaro l'obiettivo della lettura;
- individuare l'idea centrale del testo stesso;
comprenderne le principali informazioni esplicite;
effettuare inferenze in base a informazioni già conosciute;
- essere in grado di valutare e riformulare testi sulla base di quelli letti o ascoltati.

Abilità produttive: nell'ambito delle abilità produttive l'abilità orale sarà continuamente esercitata durante l'attività quotidiana con la classe eventualmente anche mediante attività di simulazione centrate su problematiche incontrate nella lettura di testi di attualità o di carattere specifico e/o attività comunicative su temi motivanti e che concedono spazio all'espressione individuale. Qualsiasi tipo di interazione nella classe avverrà utilizzando di norma la lingua straniera. Lo studente dovrà essere messo in grado di:
- chiedere e dare istruzioni, ordini, suggerimenti;
- esprimere desideri, bisogni, emozioni, opinioni in modi e stili linguisticamente articolati, in relazione al livello di competenza programmato.
La produzione scritta sarà preferibilmente di tipo globale e integrato (non si risolverà in mera esercitazione grammaticale) ed educherà lo studente a:
prendere appunti da rielaborare sotto forma di relazione;
- scrivere riassunti per evidenziare le parti salienti di un testo;
- scrivere in modo sintetico per informare, descrivendo processi e situazioni;
- affrontare in modo personale argomenti specifici all'indirizzo.
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2. TERZA CLASSE
II terzo anno di corso sarà considerato un anno cerniera tra le competenze linguistiche e comunicative acquisite nel biennio e le competenze specifiche all'indirizzo da acquisire negli anni terminali del corso di studi.
L'insegnamento della lingua straniera terrà conto della più ampia gamma di competenze degli studenti, dei loro interessi culturali, del grado di maturità raggiunta e dell'esigenza di preparazione specifica.
Saranno approfonditi i molteplici aspetti della cultura e della civiltà e i documenti relativi forniranno lo spunto per la riflessione sulla lingua. Si approfondirà l'analisi testuale e i testi presentati rispecchieranno la gamma più vasta possibile di argomenti e di varietà linguistiche.
Lo studio della lingua straniera nel terzo anno si proporrà pertanto di favorire, in armonia con lo studio dell'italiano:
- il consolidamento e l'ampliamento della competenza comunicativa mediante l'integrazione dei canali e l'arricchimento delle varietà e dei registri con particolare riferimento alla funzione espressiva;
- l'ampliamento degli orizzonti umani, culturali e sociali degli studenti tramite una conoscenza più approfondita, anche in dimensione diacronica, di realtà socio- culturali diverse;
- l'analisi delle variabili che determinano ogni evento comunicativo;
- l'analisi di diverse tipologie di testi scritti per l'avvio a un corretto approccio al testo specifico.
Le abilità ricettive orali saranno ulteriormente potenziate, e tenderanno a mettere gli allievi in grado non solo di individuare il tipo di messaggio, le informazioni esplicite e implicite e i registri, utilizzati, ma anche di analizzare gli elementi linguistici e non.
Per quanto concerne le abilità ricettive relative a testi scritti (di carattere quotidiano, culturale, sociale, politico, ecc. tratti da dépliant, giornali, riviste, libri di testo, ecc.), si dovrà mettere lo studente in grado di individuare l'organizzazione di un testo distinguendone le diverse parti e la loro funzione, di individuare il tipo di testo e di reperire le informazioni esplicite e implicite nonché le parole- chiave di ogni paragrafo e l'intenzione comunicativa dell'autore. Nella seconda parte del terzo anno, l'analisi testuale si focalizzerà su testi che introducano problematiche generali di carattere scientifico e tecnologico tratti da quotidiani, riviste, atti congressuali ecc.
Le abilità produttive saranno ulteriormente ampliate e si articoleranno su una più ricca gamma di esponenti linguistici e di registri. Gli studenti dovranno affrontare situazioni di comunicazione che implichino un loro maggiore coinvolgimento e che richiedano quindi l'espressione di opinioni personali rispetto a problemi del proprio ambiente e del Paese di cui usano la lingua, utilizzando anche le conoscenze culturali acquisite in altre discipline o desumibili dalle proprie esperienze. Saranno pertanto avviati a intervenire nella conversazione o nel dibattito e ad argomentare con l'interlocutore.
Per quanto riguarda in particolare le abilità produttive scritte, gli studenti dovranno essere in grado di riportare sinteticamente e analiticamente il contenuto di un testo e si eserciteranno a redigere lettere, ricodificare diagrammi, stendere relazioni su argomenti incontrati e su testi analizzati.

3. QUARTA E QUINTA CLASSE
Si darà ampio spazio allo sviluppo delle abilità produttive, potenziando così la competenza comunicativo- relazionale già acquisita. Tuttavia, poiché il ragioniere programmatore dovrà soprattutto, nell'ambito delle sue attività di lavoro, decodificare testi di vario tipo e complessità, si privilegerà lo sviluppo delle abilità di lettura e di comprensione orale, anche se non si escluderanno momenti dedicati allo sviluppo delle abilità di produzione scritta mediante esercitazioni di vario genere (riassunti, relazioni, lettere, ecc.).
La stretta collaborazione con i docenti di discipline tecniche e professionali permetterà di stabilire i collegamenti trasversali indispensabili per individuare i contenuti concettualmente già assimilati dagli studenti e sarà indispensabile per affrontare, nella lingua straniera, argomenti non estranei all'esperienza culturale dei giovani al fine di favorire un apprendimento interiorizzato e non stereotipato dei linguaggi settoriali.
I linguaggi che interessano l'indirizzo programmatori saranno introdotti mediante la lettura di testi scritti e l'ascolto e la comprensione di testi orali. Si effettuerà inoltre l'analisi di problemi incontrati, affrontandoli, ove possibile, su base comparativa con problemi analoghi nel nostro Paese.
Si svilupperà negli studenti l'abilità di trasporre in lingua italiana, oralmente e per iscritto, il significato generale di testi di argomento economico e/o tecnologico, con particolare attenzione all'autenticità dell'espressione italiana e alla precisione della terminologia specifica. L'uso sistematico del dizionario monolingue sarà affiancato, in rapporto alle abilità di traduzione, da quello bilingue, la cui tecnica di consultazione costituirà oggetto di insegnamento specifico.

4. INDICAZIONI METODOLOGICHE

Per il raggiungimento degli obiettivi stabiliti si farà costante ricorso ad attività di tipo comunicativo in cui le abilità linguistiche di base siano usate, nel codice orale e nel codice scritto, realisticamente in varie situazioni, Tutto il processo di insegnamento/apprendimento sarà improntato al concetto che la lingua viene acquisita in modo operativo mediante lo svolgimento di attività o compiti specifici in cui essa sia percepita dallo studente come strumento e non come fine immediato di apprendimento.
Si richiama l'attenzione del docente sulla necessità che gli studenti siano sempre informati e resi consapevoli sia degli obiettivi che si intendono raggiungere come risultato di ogni attività intrapresa, sia dei motivi per i quali un'attività specifica è stata scelta.
Poiché la motivazione è il presupposto di un efficace apprendimento, l'argomento delle varie attività dovrà essere rispondente alla realtà psicologica e socio- culturale degli studenti e rispondere ai loro interessi curricolari. Si promuoveranno, inoltre, strategie di apprendimento autonomo utilizzando in modo critico i sussidi didattici e in particolare il materiale appositamente raccolto e predisposto dall'insegnante. Si proseguiranno le attività di consolidamento e di approfondimento della competenza relazionale. Infatti, pur nell'ambito del programma specifico d'indirizzo, è sempre possibile sfruttare e/o strutturare contesti situazionali che favoriscano la fissazione di abilità comunicative sia sul piano ricettivo che su quello produttivo. Si focalizzerà tuttavia il lavoro sui linguaggi specifici facendo riferimento all'analisi testuale da introdursi nel terzo anno.
Considerando il testo come minima unità comunicativa si tenderà a sviluppare nello studente una competenza testuale, per fargli acquisire la lingua in modo operativo. Non sarà infatti sufficiente che sappia produrre frasi formalmente corrette; dovrà anche saper formulare messaggi che assolvano a precisi obiettivi comunicativi.
Durante le attività di ascolto sarà costante cura del docente verificare se e in quale misura il testo venga correttamente compreso dagli studenti. Si terrà presente che la comprensione del testo è subordinata alla capacità di compiere inferenze per integrare le informazioni date e che perciò le difficoltà di comprensione testuale non si limitano ad aspetti di ordine lessicale o sintattico, ma includono anche l'estraneità del testo trattato e sono causate dalla limitatezza del bagaglio non solo linguistico, ma anche culturale e tecnico. Nello sviluppo delle attività di lettura si terrà sempre presente l'opportunità di abituare gli studenti alla lettura silenziosa con successiva. discussione, eventualmente a livello di gruppo, e con compilazione di griglie, finalizzando così l'attenzione a cogliere il significato del testo. Si privilegerà la lettura di materiale autentico. Ciascuna abilità di lettura rappresenterà un obiettivo programmato e costantemente verificato.
Inoltre, per portare lo studente a meglio comprendere la realtà culturale dei Paesi di cui studia la lingua, si presenteranno testi autentici d'attualità tratti dalla stampa quotidiana e periodica che abbiano un grado di difficoltà accessibile. Infatti, un testo troppo difficile induce lo studente a focalizzare la propria attenzione più sul codice che sul messaggio, rischiando così di fargli perdere di vista la portata semantica dello stesso.
A seconda dello scopo per cui si legge si presenteranno le varie tecniche di lettura:
- estensiva, per la comprensione dell'argomento generale del testo;
- esplorativa, per la ricerca di informazioni specifiche; .
- intensiva, per la comprensione di ogni elemento del testo (testo scientifico, tecnico, ecc.).
Per far acquisire flessibilità nell'uso della lingua, si eseguiranno frequenti esercizi di traduzione intralinguistica nell'ambito della stessa varietà, da una varietà all'altra, oppure da un testo allargato a un testo ristretto o viceversa.
Si eseguiranno inoltre esercizi di transcodificazione da forma grafica (tabulati, istogrammi, ecc.) in forma linguistica e viceversa.
Poiché nella sua futura attività di studio e di lavoro potrà trovarsi nella necessità di tradurre testi, lo studente sarà avviato - solo negli anni terminali per evitare gli effetti di un transfert negativo - ad esercizi di traduzione da e nella lingua straniera, considerando la traduzione abilità aggiuntiva alle abilità di base e non metodo per imparare la lingua. attività ben concepite di traduzione dalla lingua straniera (che evitino la traduzione della frase isolata, prevedendo non solo un contesto, ma anche un contesto) saranno efficaci per consolidare sia la competenza testuale, sia l'educazione linguistica. La traduzione nella lingua straniera non sarà comunque di tipo semantico, ma di tipo comunicativo, tenderà, cioè, a trasmettere il testo, sia pur con una certa perdita di informazione.
Il dettato non si limiterà alla verifica della mera capacità di riprodurre in simboli grafici corretti i suoni percepiti, ma sarà eseguito soprattutto per la sua capacità di rafforzare il materiale già appreso, per l'alto grado di concentrazione e di attivazione che questo esercizio richiede e per la necessità che pone al discente di elaborare adeguate strategie di sintesi. Rivelerà inoltre la capacità di riconoscimento della lingua, difficilmente riferibile attraverso le capacità di rievocazione. Per raggiungere questo obiettivo, durante la dettatura il testo non sarà scomposto parola per parola, ma sarà segmentato su base logica e intonativa e verrà letto con velocità normale, rispettando indebolimenti ed elisioni propri del codice orale.
Nel momento irrinunciabile della riflessione sulla lingua - da realizzare di norma su base comparativa - si terrà sempre presente la triplice necessità che lo studio della grammatica:
- non costituisca un processo isolato rispetto alle attività che promuovono lo sviluppo delle abilità linguistiche;
sia possibilmente conseguente a queste attività;
- non rappresenti l'unica forma di riflessione sulla lingua, ma sia parte integrante di un discorso più articolato sulla comunicazione, sui meccanismi di coesione testuale, sulle differenze tra codice scritto e codice orale, sulle funzioni della lingua e sulla variabilità della stessa.
La riflessione sulla lingua, dunque, non dovrà limitarsi solo alla presentazione di meccanismi formali, ma sarà volta a far scoprire allo studente la strutturazione dei concetti che sottendono i meccanismi stessi. È auspicabile che la grammatica nozionale, centrata sul significato, dando la possibilità di spiegare tutta una serie di fenomeni linguistici che difficilmente possono essere chiariti da un approccio strutturale, integri sempre la grammatica formale. Sotto questo aspetto, quindi, molto più stretta dovrà essere la collaborazione fra docenti di lingua straniera e docenti di italiano, da realizzarsi soprattutto a livello metodologico.
Inoltre, in qualsiasi momento dell'attività didattica non si trascurerà nessuna occasione per rendere consapevole lo studente dei significati culturali di cui la lingua è portatrice.
Nel quarto e quinto anno si stabiliranno tutti i raccordi possibili con le discipline d'indirizzo, in modo che i contenuti proposti nella lingua straniera, pur non perdendo di vista la loro specificità, abbiano carattere trasversale nel curricolo. Nessun argomento, dunque, sarà presentato nella lingua straniera se non sarà stato prima concettualmente assimilato in altri ambiti disciplinari in quanto ogni input linguistico deve trovare strutture cognitive in grado di recepirlo.
La lingua settoriale verrà utilizzata in modo che lo studente la percepisca come strumento e non unicamente come fine immediato d'apprendimento. L'obiettivo non sarà pertanto solo il sapere, ma anche il saper fare, cioè lo sviluppo di abilità, oltre l'acquisizione di conoscenze.
Quanto espresso sopra non dovrà prescindere dall'uso di tutti i mezzi che la tecnologia contemporanea mette a disposizione per un valido apprendimento delle lingue straniere. Pertanto ci si dovrà avvalere di tutti i sussidi disponibili nell'istituto: in particolare audioregistratore, videoregistratore, laboratorio linguistico, TV, ecc. Inoltre, già da oggi, l'elaboratore può essere validissimo supporto per l'apprendimento della correttezza ortografica, per lo sviluppo di abilità di lettura, per gli interventi di recupero e per la creazione di ambienti didattici. Il laboratorio linguistico verrà utilizzato per lo sviluppo delle attività di comprensione, che sarà realizzata attraverso la presentazione di varietà e registri linguistici diversi.
Durante tutto il corso non si dovrà mai perdere di vista il più ampio concetto di educazione linguistica, che potrà essere conseguita solamente attraverso un'attenta programmazione collegiale dell'attività didattica.

5. MODALITÀ DI VERIFICA E VALUTAZIONE
Le verifiche tenderanno ad accertare in quale misura gli studenti abbiano raggiunto gli obiettivi (soprattutto quelli a breve e a medio termine) prefissati nella programmazione e a determinare la validità dell'approccio metodologico e delle tecniche impiegate dall'insegnante. La verifica sarà perciò, oltre che sommativa, anche formativa, e verrà intesa come momento che guida e corregge in itinere l'orientamento dell'attività didattica e che fornisce agli studenti la misura dei loro progressi, rendendoli consapevoli delle eventuali lacune e attivando in loro capacità di autovalutazione. A tal fine è auspicabile la produzione di strumenti, sotto forma di griglie di auto-osservazione, che inducano gli studenti a una continua riflessione sul loro grado di apprendimento.
Negli ultimi due anni le verifiche riguarderanno, in modo particolare, la capacità di comprensione e di produzione di testi di carattere specifico all'indirizzo.
L'insegnante dovrà abituarsi a considerare l'analisi dell'errore uno strumento diagnostico fondamentale, a distinguere, cioè, tra sbaglio (deviazione non sistematica dalla norma ai vari livelli sul piano dell'esecuzione) ed errore (lacuna
nella competenza linguistica o comunicativa). Il docente dovrà inoltre tener conto della differenza fondamentale fra la misurazione, che si avvale di strumenti definiti e le cui tecniche possono venir apprese, e la valutazione che va sempre considerata come un problema, a causa dell'infinità di variabili da considerare quando si valuta.
Al momento della verifica, l'insegnante dovrà elaborare strumenti e accorgimenti tali da rendere il meno soggettiva possibile la valutazione di prove che, per loro natura, non sono misurabili in modo obiettivo. Inoltre dovrà, negli anni terminali, tendere ad attuare una valutazione riferita al criterio che sarà stato precedenfemente definito in modo univoco al momento della programmazione nell'ambito del Consiglio di Classe

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MATEMATICA

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1. FINALITÀ DELL'INSEGNAMENTO

L'insegnamento della matematica nel triennio di una scuola secondaria superiore amplia e prosegue quel processo di preparazione culturale e di promozione umana dei giovani che è iniziato nel biennio; in armonia con gli insegnamenti delle altre discipline, esso contribuisce alla loro crescita intellettuale ed alla loro formazione critica.
Lo studio della matematica, infatti, in questa fase della vita scolastica dei giovani, promuove in essi:
- il consolidamento del possesso delle più significative costruzioni concettuali;
- l'esercizio ad interpretare, descrivere e rappresentare ogni fenomeno osservato; - l'abitudine a studiare ogni questione attraverso l'esame analitico dei suoi fattori;
- l'attitudine a riesaminare criticamente ed a sistemare logicamente quanto viene via via conosciuto ed appreso.
Queste finalità di carattere generale, che sono culturali ed educative e pertanto comuni a tutti gli indirizzi di studio, si integrano nei singoli istituti con le loro finalità specifiche e si adattano alle loro esigenze; in ciascuno di questi, infatti, la - contiguità con le materie di indirizzo e la necessità dell'interdisciplinarità non consentono che l'insegnamento sia condotto in modo autonomo e distaccato e richiedono anzi che esso acquisti prospettive ed aspetti particolari in relazione alle caratteristiche dell'indirizzo.
In particolare, nel triennio di qualsiasi istituto tecnico, l'insegnamento della matematica ha il compito di sviluppare anche le conoscenze connesse con la specificità dell'indirizzo e di contribuire a rafforzare - sul piano dell'astrazione e del- la sintesi formale - lo studio dei modelli applicativi tipici delle discipline professionali; in tal modo esso concorre a far acquisire ai giovani quella mentalità scientifica che consentirà loro d'inserirsi più efficacemente nel mondo professionale o di affrontare serenamente studi il livello superiore. Si richiama l'attenzione sulla necessità di stabilire gli obiettivi annuali e quindi la scelta tra i temi da trattare in armonia con quelli individuati come prioritari dal Consiglio di Classe per ogni singolo anno.
2. OBIETTlVI DI APPRENDIMENTO.
Il presente programma mira ad inserire le competenze raggiunte dagli allievi alla fine del biennio in un processo di maggiore astrazione e formalizzazione.
Alla fine del triennio l'allievo dovrà essere in grado di:
- possedere le nozioni ed i procedimenti indicati e padroneggiare l'organizzazione complessiva della disciplina, soprattutto sotto l'aspetto concettuale;
- sapere individuare i concetti fondamentali e le strutture di base che unificano le varie branche della matematica;
- avere assimilato il metodo deduttivo e recepito il significato di sistema assiomatico;
- avere consapevolezza del contributo della logica in ambito matematico;
- avere rilevato il valore dei procedimenti induttivi e la loro portata nella risoluzione dei problemi reali;
- avere compreso il valore strumentale della matematica per lo studio delle altre scienze;
- saper affrontare a livello critico situazioni problematiche di varia natura, scegliendo in modo flessibile e personalizzato le strategie di approccio;
- sapere elaborare informazioni ed utilizzare consapevolmente metodi di calcolo e strumenti informatici;
- saper tradurre e rappresentare in modo formalizzato problemi finanziari, statistici economici attraverso il ricorso a modelli matematico-informatici;
- saper tradurre e rappresentare in modo formalizzato problemi finanziari, statistici ed economici attraverso il ricorso a modelli matematico- informatici;
- saper interpretare le conoscenze acquisite quali metodo, strumento e linguaggio per analizzare le situazioni problematiche del contesto in cui si opera.

3. LABORATORIO
L'attività che si svolge in laboratorio è il momento conclusivo di un processo di analisi, progettazione e risoluzione di situazioni problematiche; in tale ambito l'insegnante tecnico- pratico collaborerà col docente nella realizzazione dei modelli progettati, seguendo e supportando i gruppi di lavoro. L'attività di laboratorio costituirà inoltre un fondamentale momento di apprendimento da affiancare a quelli più tradizionali, anche perché consente di affrontare e risolvere situazioni problematiche di una certa complessità senza dilungarsi ad eseguire calcoli o disegnare grafici. La programmazione delle esercitazioni seguirà le linee di sviluppo indicate dal coordinamento didattico e privilegerà quelle che facilitano la realizzazione di obiettivi interdisciplinari o che possono stimolare la riflessione (definizione di parametri, ricerca di soluzioni efficaci, individuazione degli errori, ecc.). A tal fine è possibile utilizzare ambienti di calcolo o altro software eventualmente elaborato dagli studenti in accordo a quanto concordato a livello di Consiglio di Classe. L'attività di laboratorio costituirà in sintesi un efficace momento di scoperta, di riflessione, di ricerca e di approfondimento. A titolo esemplificativo il contributo della matematica all'integrazione multi- disciplinare potrà riguardare le seguenti tematiche: calcolo combinatorio; medie; 'ordinamento, l'analisi e la rappresentazione di dati statistici; i piani di ammortamento; valutazione della complessità degli algoritmi; la propagazione degli errori; lo studio e la rappresentazione di funzioni; i problemi di ricerca operativa con modelli lineari e non (scorte, investimenti, trasporto, ecc.); un programma che realizzi il controllo, l'interpretazione e il calcolo di una formula in un foglio elettronico.

4. ARTICOLAZIONE DEI CONTENUTI
Tema 1. Elementi di logica e di informatica
- Approfondimento del procedimento deduttivo: concetti primitivi ed assiomi, definizioni e teoremi; regola d'inferenza, dimostrazioni. Principio d'induzione.
- Coerenza, indipendenza e completezza di un sistema di assiomi.
- Automi a Stati Finiti, alfabeti e grammatiche generative.
- Elementi di teoria degli algoritmi.
L'approfondimento del procedimento deduttivo, da sviluppare gradualmente nell'arco dell'intero triennio, anche attraverso la sistemazione assiomatica porterà l'allievo in concomitanza con lo studio della geometria euclidea all'acquisizione dei concetti di sistema formale, di modello e di teoria matematica. .
Gli argomenti di informatica (automi, alfabeti e grammatiche generative, algoritmi) saranno affrontati ad un livello di I maggiore approfondimento e formaIizzazione rispetto allo studio effettuato nel biennio per integrare da un punto di vista Iogico-formale lo studio dell'informatica.L'aspetto applicativo dell'informatica verrà affrontato, nell'arco del triennio utilizzando quei prodotti software che per le loro caratteristiche costituiscono nel contempo strumenti di professionalità ed occasione per approfondire lo studio di modelli e sistemi.
Tema 2. Geometria del piano
- Piano cartesiano: ellisse, iperbole; fascio di rette e fascio di coniche. Luoghi geometrici.
- Le trasformazioni geometriche nel piano: affinità e sue proprietà.
- La sistemazione assiomatica della geometria euclidea.
Le coniche saranno definite come luoghi geometrici e le loro equazioni saranno riferite a sistemi di assi cartesiani opportunamente scelti.
L'introduzione delle trasformazioni affini, che amplia lo studio delle trasformazioni lineari nel piano, tenderà a far recepire all'allievo ìl concetto del progressivo ampliamento dei relativi gruppi di trasformazioni e da far vedere come le proprietà che caratterizzano le varie figure vanno restringendosi man mano che si passa dalla geometria della congruenza a quella della similitudine e a quella affine.
Lo studio della geometria euclidea è completato con il riesame critico ed il concatenamento logico degli argomenti di geometria euclidea già studiati, nonché il richiamo del sistema di assiomi prima dato o la enucleazione di quello sottinteso.
Tema 3. Insiemi numerici e calcolo. Strutture
- Numeri reali e continuità della retta.
- Numeri complessi e loro rappresentazione grafica. Radici n-esime dell'unità.
Strutture algebriche fondamentali. Strutture d'ordine.
Matrici e loro composizione; determinanti. Sistemi lineari. Spazio vettoriaIe sul corpo reale.
La definizione di numero reale sarà collegat1l con la proprietà di completezza della retta.
Le strutture algebriche e d'ordine saranno introdotte non come una classificazione teorico- formale, ma come ambienti operativi i cui elementi possono essere di varia natura e nei quali è possibile risolvere classi di problemi diversi. In particolare, sarà opportuno stimolare l'osservazione di proprietà strutturali nella composizione di trasformazioni geometriche,
Lo studio delle matrici e dei determinanti, oltre a consentire la risoluzione dei sistemi lineari, servirà a chiarire il significato di spazio vettoriale ed a esemplificare particolari strutture algebriche. La trattazione dei sistemi lineari sarà legata alla soluzione di problemi concreti, compresi quelli relativi a questioni di ottimizzazione,
Nello studio degli spazi vettoriali ci si limiterà a dare i concetti di dipendenza lineare di vettori, di base e di componenti di un vettore rispetto ad essa.
Tema 4. Funzioni, equazioni e disequazioni
- Equazioni algebriche riconducibili ad equazioni di secondo grado.
- Disequazioni.
- Potenze ad esponente reale, Logaritmi e loro proprietà. Funzioni esponenziale e logaritmica. Equazioni esponenziali e logaritmiche.
- Funzioni circolari.
Riguardo alle equazioni algebriche di grado superiore al secondo si sottolinea
l'opportunità di non insistere nella complessità e particolarità delle equazioni stesse, dovendosi privilegiare sempre, più che la risoluzione fine a se stessa, la comprensione delle loro caratteristiche e delle procedure da seguire; le loro soluzioni saranno da ricercare anche nel campo lei numeri complessi.Lo studio delle disequazioni sarà ripreso ampliandone le applicazioni ai casi di disequazioni frazionarie e in valore assoluto,
Gli esercizi di applicazione dei concetti di esponenziale e li logaritmo e quelli sulle relative equazioni saranno limitati i casi più semplici; per il calcolo del logaritmo di un numero o del numero di dato logaritmo si farà ricorso a strumenti automatici di calcolo.
Lo studio delle funzioni circolari sarà limitato alla loro definizione ed alle principali relazioni.
Tema 5. Elementi di analisi infinitesimale e numerica
- Progressioni aritmetica e geometrica. Successione numerica e limite di una successione. Il numero e il numero e.
- Limiti di una funzione. Funzione continua. Funzioni di più variabili.
- Derivata di una funzione. Teorema di Rolle, Cauchy, Lagrange, de l'Hopital. Derivazione parziale e differenziale totale.
- Studio di una funzione razionale e sua rappresentazione grafica.
- Applicazioni in economia: domanda ed offerta, costi,
ricavi, profitti.
- Il problema della misura: lunghezza, area, volume. Integrale definito. Funzione primitiva ed integrale indefinito. Metodi di integrazione.
- Massimi e minimi condizionati.
- Teoria degli errori. Interpolazione. Risoluzione approssimata di equazioni e sistemi. Derivazione ed integrazione numerica.
L'introduzione dei concetti di limite, continuità e derivabilità dovrà essere accompagnata da un ventaglio quanto più ampio possibile di loro impieghi in ambiti matematici ed extra matematici ed arricchita dalla presentazione ed illustrazione di opportuni contro esempi che serviranno a chiarire i concetti stessi.
Ai valori approssimati di e si perverrà attraverso l'uso di strumenti automatici di calcolo.
L'allievo sarà abituato all'esame di grafici di funzioni algebriche e trascendenti ed alla continua deduzione di informazioni dallo studio di un andamento grafico. Per questo appare importante fare acquisire una mobilità di passaggio dal grafico di una funzione a quello della sua derivata e di una sua primitiva.
Nello scegliere i modelli matematici si considereranno in prevalenza quelli di tipo economico avendo cura di accordarsi con i docenti delle discipline professionali per la scelta del momento e degli esempi opportuni. In particolare si esamineranno i modelli che si riferiscono all'andamento della domanda e dell'offerta di un prodotto, allo studio dei costi e dei ricavi di un bene o servizio, all'analisi finanziaria e del reddito, avendo cura di ricercare, per ciascuno di essi, forme efficaci di rappresentazione (lineare, parabolica, esponenziale).
Il problema della misura sarà affrontato con un approccio molto generale, con particolare riferimento al calcolo della lunghezza della circonferenza e dell'area del cerchio e potrà essere inquadrato anche sotto il profilo storico. Il concetto di integrale scaturirà poi in modo naturale dalla necessità i dare metodi generali per il calcolo di lunghezze, aree e volumi.
Si utilizzeranno i metodi del calcolo numerico nella determinazione del valore di una funzione in un dato punto, nella risoluzione di equazioni e di sistemi e nel calcolo integrale, quando l'impiego dei metodi tradizionali risulta di difficile applicazione.Gli argomenti di analisi numerica saranno rappresentativi di problemi risolvibili mediante metodi costruttivi che permettano la determinazione delle loro soluzioni con una precisione arbitraria ed in un numero finito di passi eseguibili da un calcolatore.
Tema 6. Elementi di probabilità e statistica .
- Teoria assiomatica della probabilità. Calcolo combinatorio. Probabilità condizionata. Teorema di Bayes.
- Variabili casuali.
- Distribuzione binomiale, normale, di Poisson. Teorema di Bernoulli.
- Nozioni fondamentali di statistica inferenziale. Teorema del campione, teoria della stima, verifica delle ipotesi; controllo statistico di qualità.
- Modelli matematici di fenomeni reali: analisi di dipendenze funzionali. Teoria della regressione semplice e multipla. Correlazione. .
- Analisi statistica delle serie storiche e previsione dei . fenomeni aziendali.
La teoria assiomatica della probabilità verrà introdotta a completamento e sistematizzazione dello studio iniziato al biennio dal punto di vista intuitivo. Si riprenderà lo studio del calcolo combinatorio completandolo con la trattazione delle disposizioni, permutazioni e combinazioni con ripetizione e l'analisi delle proprietà dei coefficienti binomiali.
In relazione alle variabili casuali suggerisce di limitarne lo studio all'analisi del valor medio e della varianza e relative proprietà proponendo opportuni esempi.
Gli elementi di probabilità previsti ,in questo tema rispondono all'esigenza di abituare l'allievo ad effettuare modellizzazioni, non soltanto deterministiche, di situazioni problematiche.
Le nozioni di statistica inferenziale dovranno essere inserite nel quadro più ampio del problema di decisione in condizione di certezza o di incertezza per dare all'allievo un'idea sufficientemente approfondita delle procedure seguite da questa scienza nel campo socio-economico e aziendale.
Nell'ambito della ricerca di modelli matematici di fenomeni reali si avrà cura di estendere la trattazione ai casi di funzioni, non lineari. L'analisi della regressione semplice e multipla costituirà elenco di approfondimento della complessità delle relazioni e interrelazioni relative ai fenomeni studiati.
Tema 7. Elementi di matematica finanziaria e attuariale
- Situazioni economiche e principio di equivalenza finanziaria.
- Valutazione di rendite. - Ammortamenti.
- Probabilità di vita e di morte. Assicurazioni sulla vita.
Nell'affrontare lo studio della matematica finanziaria ed attuariale si avrà cura di evitare la risoluzione di problemi che richiedono calcoli particolarmente laboriosi e ripetitivi, dovendo privilegiare la padronanza concettuale e la consapevolezza delle procedure seguite. Si dovrà in ogni caso evidenziare il significato economico delle prestazioni che caratterizzano le diverse operazioni.
Tema 8. Ricerca operativa.
- Obiettivi e metodi della ricerca operativa.
- Problemi di ottimizzazione in una e in due variabili: scelte in condizioni di certezza e di incertezza con effetti immediati e differiti.
- Programmazione lineare: formalizzazione del modello; risoluzione con il metodo grafico e con il metodo del simplesso.
Il
docente metterà in luce che l'insegnamento della ricerca operativa deve fondarsi, non tanto su un insieme di tecniche , quanto sul suo essere metodo di analisi e di risoluzione dei problemi. Essa, infatti, utilizza di volta in volta quelle tecniche, più o meno complesse, rappresentabili attraverso un preciso modello matematico.
I problemi proposti dovranno essere tratti dalla realtà ecomico-aziendale senza ricorrere a casi che richiedano calcoli troppo laboriosi, tenendo inoltre presente che tale tema si presta particolarmente ad essere sviluppato con l'ausilio dell'elaboratore.

5. INDICAZIONI METODOLOGICHE
I contenuti elencati, seguendo il metodo adottato dal programma per il biennio, di cui il presente programma è il naturale proseguimento, sono distribuiti per temi, allo scopo di dare risalto ai concetti fondamentali attorno a cui si aggregano i vari argomenti; la loro ripartizione per anno, nella quale si terrà conto del valore propedeutico che alcuni argomenti di matematica hanno rispetto ad altre discipline previste dall'ordinamento o da un eventuale progetto di sperimentazione attivato nell'istituto, sarà effettuata dagli organi collegiali competenti nell'ambito della loro programmazione didattica. Pur ribadendo la necessità che tutti i temi siano adeguatamente sviluppati, si sottolinea l'importanza di approfondire quei contenuti i cui nuclei tematici risultino essenziali per il conseguimento degli obiettivi concordati unitariamente a livello di coordinamento didattico.
Ed ancora, analogamente a quanto è suggerito nel programma per il biennio, il docente avrà cura di predisporre il suo itinerario didattico in modo da mettere in luce analogie e connessioni tra argomenti appartenenti a temi diversi, allo scopo di realizzarne l'integrazione e di facilitare la comprensione da parte degli allievi.
Nel ribadire le indicazioni metodologiche suggerite nel programma per il biennio, si insiste sull'opportunità che l'insegnamento sia condotto per problemi; si prospetti cioè una situazione problematica che stimoli i giovani, dapprima a formulare ipotesi di soluzione mediante il ricorso non solo alle conoscenze già possedute ma anche alla intuizione ed alla fantasia, quindi a ricercare un procedimento risolutivo e scoprire le relazioni matematiche che sottostanno al problema, infine alla generalizzazione e formalizzazione del risultato conseguito ed al suo collegamento con le altre nozioni teoriche già apprese.
Si ricorda a questo proposito che il termine problema va inteso nella sua accezione più ampia, riferito cioè anche a questioni interne alla stessa matematica; in questo caso potrà risultare didatticamente proficuo storicizzare la questione presentandola come una successione di tentativi via via portati a livello di rigore e di astrazione sempre più spinti.
L'insegnamento per problemi non esclude però che il docente faccia ricorso ad esercizi di tipo applicativo, sia per consolidare le nozioni apprese dagli allievi, sia per far acquisire loro una sicura padronanza del calcolo.
In questo quadro s'inserisce l'esigenza della sistemazione assiomatica della geometria euclidea e della probabilità, la quale condurrà l'allievo a riflettere sul significato dei termini matematici, sui loro limiti e sulla loro portata e ad acquisire un modello deduttivo che è diventato modello paradigmatico di ogni altra sistemazione razionale.
L'attività di laboratorio sarà via via potenziata utilizzando strumenti i e metodi propri dell'informatica nei contesti matematici che vengono progressivamente sviluppati.
Si citano alcuni esempi di argomenti nei quali il contributo informatico può essere particolarmente significativo: calcolo approssimato delle soluzioni di un'equazione algebrica o trascendente e di sistemi lineari, applicazioni al calcolo differenziale ed integrale, rappresentazione grafica di una funzione, applicazioni a fatti probabilistici e statistici.
Oltre a permettere il consolidamento delle conoscenze relative a linguaggi, strumenti e metodi propri dell'informatica, esso consente anche, mediante la visualizzazione di processi algoritmici non attuabile con elaborazione manuale, la verifica sperimentale di nozioni teoriche già apprese e rafforza a sua volta negli allievi l'attitudine all'astrazione ed alla formalizzazione per altra via conseguita.
Il docente infine terrà presenti, ai fini della preparazione professionale degli allievi, le connessioni della matematica con le discipline tecniche d'indirizzo e darà a ciascun argomento uno sviluppo adeguato alla sua importanza nel contesto di queste discipline.
In ogni caso la realtà operativa (aziendale) costituirà il punto di riferimento di ogni trattazione, in modo da dotare il giovane, che sarà chiamato a svolgere un'attività di tipo decisionale per la quale non possono bastare intuito ed esperienza, di rigorosi metodi di analisi, di capacità relative alla modellizzazione di situazioni anche complesse che gli consentiranno di effettuare scelte consapevoli e razionali.

6. MODALITÀ DI VERIFICA E DI VALUTAZIONE
Le fasi di verifica e valutazione dell'apprendimento devono essere strettamente correlate e correnti, nei contenuti e nei metodi, col complesso di tutte le attività svolte durante il processo di insegnamento-apprendimento della matematica.
La valutazione non deve quindi ridursi ad un controllo formale della padronanza delle sole abilità di calcolo e di particolari conoscenze mnemoniche degli allievi; deve invece vertere in modo equilibrato su tutte le tematiche e tener conto di tutti gli obiettivi evidenziati nel presente programma.
A tal fine l'insegnante si avvarrà di un calibrato insieme di verifiche scritte ed orali. Le verifiche scritte potranno essere articolate sia sotto forma di problemi ed esercizi di tipo tradizionale, sia sotto forma di test, ma potranno anche consistere in brevi relazioni su argomenti specifici proposti dal docente. Le interrogazioni orali saranno volte soprattutto a valutare le capacità di ragionamento e i progressi raggiunti nella chiarezza e nella proprietà di espressione degli allievi. Nel corso delle verifiche scritte, si consiglia di consentire l'uso degli stessi sussidi didattici utilizzati nell'attività di insegnamento- apprendimento.
Si raccomanda altresì una attenta ricognizione dei livelli di partenza ed intermedi dei singoli allievi, anche al fine di intraprendere azioni mirate di consolidamento e, se necessario, di recupero, prima di procedere oltre con lo sviluppo del programma.

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ECONOMIA AZIENDALE

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1. FINALITÀ DELL'INSEGNAMENTO

In linea con quanto espresso nella parte generale, le finalità consistono nel far acquisire un ampio ed articolato quadro conoscitivo dell'azienda, vista in relazione all'ambiente cui opera, alle sue strutture interne, alle funzioni che svolge ed alle sue esigenze conoscitive.
L'Economia Aziendale, infatti, tratta e rappresenta le informazioni per fornire conoscenze sull'andamento della gestione, orientare le scelte, misurare e valutare gli esiti delle decisioni. Occorre allora impostarne l'insegnamento in modo far cogliere qual è l'oggetto della disciplina (le aziende viste come sistemi), quali sono i suoi obiettivi (lo studio di tali sistemi per determinarne e controllarne il funzionamento, ma anche per ricavarne leggi e modelli), quali sono i suoi metodi (le modalità e le tecniche di osservazione e di analisi).
A tutto ciò si è ritenuto di pervenire unificando i due insegnamenti di Ragioneria e Tecnica e dando una diversa impostazione all'impianto curricolare del quale vengono puntualizzati anno per anno obiettivi e contenuti, secondo la linea già validata con il progetto IGEA. Tali modifiche rispondono alla necessità di dominare, con chiara visione sistemica, l'intera dinamica aziendale, ma sono anche suggerite dal diffondersi di sistemi di elaborazione automatizzata che richiedono un uso integrato dei dati sia per le determinazioni quantitative sia per la emissione dei documenti.

Queste finalità vengono perseguite anche integrando le ripetenze economico- aziendali con quelle informatiche e statistico- matematiche che caratterizzano il curricolo, potenziando così il rigore dell'analisi e la ricerca di soluzioni riferite a problemi reali.
Per garantire agli allievi una preparazione il più possibile aggiornata, è necessario che gli insegnanti svolgano il programma tenendo presente i continui sviluppi di questa disciplina. Sarà inoltre opportuno che si adoperino per distinguere quanto tende ad essere superato da quanto resta significativamente attuale, dedicando minor tempo agli argomenti del primo tipo ed approfondendo invece gli altri.

2. OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO

Gli obiettivi generali dell'intero triennio consistono nell'acquisire:
- la visione organica della dinamica aziendale considerata nella sua complessità e nelle sue articolazioni,
- la conoscenza approfondita dei moderni metodi, strumenti e tecniche contabili da utilizzare per un'efficace rilevazione dei fenomeni aziendali,
- la capacità di riconoscere gli elementi che caratterizzano i diversi processi aziendali e i relativi sistemi informativi, .
- la capacità di trattare i dati per produrre informazioni finalizzate a favorire i diversi processi decisionali, specie in presenza di sistemi automatizzati,
- l'abitudine ad analizzare i problemi gestionali in un'ottica informatica individuando i fabbisogni informativi, la natura dei dati da trattare e i più funzionali processi per elaborarli.
- le chiavi di lettura, di interpretazione e analisi del bilancio aziendale in funzione dei diversi fini da perseguire,
- la comprensione della funzione e del ruolo svolto dal marketing in ogni tipo di azienda, dei suoi strumenti, delle sue politiche e dei suoi risvolti sociali,
- la padronanza delle tecniche amministrative e dei documenti relativi Ad alcune funzioni tipiche dell'attività aziendale (vendite, magazzino, personale, finanza, ecc.),
- la padronanza degli strumenti di controllo della gestione finalizzati a verificare l'efficacia e l'efficienza delle soluzioni,
- la visione complessiva della gestione del credito all'interno del sistema produttivo nazionale ed internazionale, con particolare riferimento alla gestione delle banche di credito ordinario,
- la comprensione delle principali funzioni e dei compiti delle Borse valori,
- la consapevolezza della tipicità delle aziende di erogazione pubbliche e dei problemi connessi al controllo della loro attività anche sotto l'aspetto dell'efficacia.
3. LABORATORIO.
La specializzazione informatica dell'indirizzo deve consentire un utilizzo particolarmente proficuo del laboratorio e favorire l'integrazione fra le discipline, l'uso di software gestionale, il ricorso a tecniche di simulazione, l'impiego di metodologie didattiche, interattive ed orientate al problem solving.
Le applicazioni riguarderanno gli argomenti in programma nei diversi anni sviluppati in un'ottica interdisciplinare. In particolare, dovrà essere curata la programmazione dell'attività con i docenti delle discipline che usufruiscono del laboratorio. Rispetto alla matematica, ad esempio, potranno costituire significativi temi di integrazione la costruzione di modelli che operano su grandezze di tipo discreto, la rappresentazione grafica di fenomeni aziendali, molte delle elaborazioni statistiche e delle applicazioni finanziarie. Rispetto all'informatica, invece, l'integrazione consisterà nello sviluppare l'analisi e la rappresentazione delle procedure da automatizzare, nel curare l'adeguata documentazione, nel validare e predisporre per l'utente il prodotto finito. Altre forme efficaci e ricorrenti di integrazione possono essere sviluppate nella scelta di esercitazioni comuni tratte dalla realtà delle aziende studiate o dalla elaborazione di progetti relativi a procedure gestionali di complessità gradatamente crescente.
In quest'ottica, appare evidente che il docente di Economia Aziendale dovrà acquisire una buona conoscenza (a livello di utente attivo) dei principali prodotti informatici a carattere gestionale: solo così potrà sfruttare le potenzialità formative offerte dallo stare in laboratorio e impostare un'efficace collaborazione con l'insegnante tecnico- pratico, anche nel momento della programmazione e del controllo dell'attività didattica. In altri termini, si tratta di rendere realmente unitario il processo di apprendimento evitando il pericolo di separare la teoria dall'applicazione.

4. ATTIVITÀ DI RECUPERO PER GLI STUDENTI PROVENIENTI DA UN BIENNIO TRADIZIONALE
La struttura curricolare della disciplina è stata disegnata avendo come riferimento studenti provenienti da un biennio IGEA o da altro biennio coerente con le proposte della Commissione Brocca. Per chi proviene dall'indirizzo di ordina- mento si dovranno prevedere forme di integrazione a carico ì dell'istituto da svolgersi secondo le modalità decise dagli organi collegiali. Laddove la situazione lo consenta, sarà opportuno formare classi o gruppi omogenei rispetto alla provenienza degli allievi, in modo da agevolare al massimo l'attività di recupero. .
I contenuti dell'intervento, per quanto riguarda l'Economia .Aziendale, si possono raggruppare in due diverse categorie e, di conseguenza, affrontare con differenti modalità:
- argomenti a carattere generale come i fondamenti dell'attività economica,
i contenuti, l'oggetto ed i metodi dell'Economia aziendale,
che possono essere trattati con l'intera classe perché costituiscono la base dell'insegnamento successivo ed è bene che tutti gli allievi ne abbiano una chiara visione,
argomenti di tipo specifico come i concetti, i calcoli ed i documenti riguardanti lo scambio economico,
i mezzi di pagamento,
che è preferibile svolgere solo con chi non ha seguito corsi sperimentali e, se possibile, nel breve periodo che precede l'avvio delle lezioni.5. CLASSE TERZA
5.1. Obiettivi di apprendimento
In questa classe d'insegnamento dell'Economia Aziendale rivolto a sviluppare una conoscenza progressiva e sistematica delle aziende e dei problemi relativi alla loro gestione. L'impostazione, pertanto, deve essere tale da costituire la base degli studi successivi e occasione di consapevole utilizzo egli strumenti informatici.
Pertanto, alla fine dell'anno scolastico, l'allievo dovrà essere in grado di:
- rilevare gli elementi costitutivi del sistema aziendale per analizzarne le relazioni;
- acquisire una generale visione dell'intero processo di funzionamento di un'azienda;- riconoscere le diverse funzioni aziendali e gli organi ad esse preposti;
- analizzare i differenti fattori produttivi per rilevarne la correlazione e i rapporti di composizione, specie rispetto all'incidenza sui risultati economici;
- percepire con chiarezza la differenza tra aspetto economico e aspetto finanziario dell'attività aziendale;
- cogliere l'importanza di individuare, rappresentare e documentare i flussi informativi aziendali;
- comprendere la necessità di tenere sotto controllo lo svolgimento dell'attività aziendale attraverso strumenti, metodi, tecniche e procedure informative anche automatizzate;
- riflettere sugli obiettivi e sul significato di ciascun documento aziendale;
- comprendere il significato delle poste di bilancio e saperne effettuare una prima correlazione;
- acquisire consapevolezza dei motivi che hanno indotto gli organismi nazionali e internazionali a definire principi per la corretta tenuta della contabilità;
- comprendere l'evoluzione delle discipline in relazione alle dinamiche del sistema socio- economico- normativo e delle nuove tecnologie.
In accordo con quanto indicato nella parte generale sul significato e sulla funzione del coordinamento didattico, si sottolinea che in questa classe si deve tendere a far acquisire stabili comportamenti in ordine:
- all'assunzione di visioni sistemiche;
- alla costruzione e all'utilizzo di modelli;
- alla comprensione ed all'uso appropriato della specifica terminologia disciplinare.
5.2. Temi
L'azienda come sistema di trasformazione finalizzato
A.1 Concetto di azienda e relativa tipologia.
A.2 Soggetti aziendali.
A.3 Ambiente in cui opera l'azienda.
A.4 Azienda di produzione e impresa.
A.5 Fonti di finanziamento e forme di investimento.
A.6 Calcolo economico e finanziario.
B. L'azienda come sistema organizzato
B.1 Concetto e principi di organizzazione aziendale.
B.2 Diverse funzioni aziendali ed organi ad esse preposti.
B.3 Varie forme di organizzazione aziendale.
B.4 Descrizione delle mansioni e delle procedure.
B.5 Forme di organizzazione del lavoro.
B.6 Relazioni umane.
C. La gestione delle imprese: capitale e reddito
C.l Molteplicità degli aspetti gestionali.
C.2 Operazioni interne ed esterne: produzione c scambi.
C.3 Costi e ricavi.
C.4 Manifestazioni finanziarie.
C.5 Competenza economica e reddito.
C.6 Reddito d'esercizio: determinazione e destinazione.
C.7 Condizioni di equilibrio economico e finanziario.
C.8 Patrimonio: composizione degli investimenti e delle fonti di finanziamento.
C.9 Criteri di valutazione.
C.lO Relazione tra reddito e patrimonio. .
C.ll Calcoli riguardanti gli elementi patrimoniali con particolare riferimento ai valori mobiliari.
D. Il sistema informativo
D.l Concetto di sistema informativo.
D.2 Il sistema informativo aziendale integrato come strumento di gestione e organizzazione.
D.3 Analisi e rappresentazione dei sottosistemi informativi aziendali e relativi flussi di documentazione.
D.4 Sistemi informativi automatizzati.
D.5 Produzione di documenti, codifica ed archiviazione dei dati.
E. I principi della contabilità generale
E.l Processo contabile e classificazione delle rilevazioni.
E.2 Analisi di alcune contabilità elementari tipiche.
E.3 Conto: concetto e classificazioni.
E.4 Piano dei conti e modalità di codifica.
E.5 Metodi e sistemi di scritture.
E.6 Rilevazione contabile delle operazioni ordinarie e straordinarie di gestione.
E.7. Principi contabili.
E.8 Operazioni di assestamento e chiusura dei conti.
E.9 Bilancio d'esercizio: struttura e caratteristiche.
.E.10 Riapertura e e scritture.
E.ll Finalità e funzionamento dei sistemi complementari di scritture.
E.12 Procedure contabili per le aziende minori.
E.13 Inventari d'esercizio.
F. Oggetto, metodi e strumenti dell'economia aziendale
F.l Evoluzione degli studi economico-amministrativi.
F.2 Economia Aziendale: definizione, partizioni e unitarietà.
5.3. Laboratorio
In questo anno di corso l'attività di laboratorio permetterà la progettazione di soluzioni automatizzate riferite a semplici problemi che comportino procedure di calcolo e redazione di documenti.
L'interdisciplinarietà troverà particolare occasione di essere realizzata: .
- nell'analisi di facili e limitati problemi gestionali quale premessa alle prime applicazioni di programmazione nelle ore di informatica;
- nella costruzione di semplici procedure per l'elaborazione di dati (ad esempio, con un foglio elettronico o un più versatile pacchetto integrato) relative al controllo di alcune variabili aziendali (magazzino, scelte economiche, rappresentazioni grafiche di due o più variabili, ecc);
- nella cura data all'organizzazione dello spazio nella composizione dei documenti, alla codifica dei dati, all'analisi della loro struttura;
- nell'utilizzo di un programma per la contabilità generale;
- nella presentazione di situazioni aziendali simulate con software che riproduca modelli semplificati, ma significativi della realtà
6. CLASSE QUARTA
6.1. Obiettivi di apprendimento
In questa classe la conoscenza dell'azienda aumenta di spessore e si sviluppa per funzioni. Vengono, infatti, affrontate le più significative gestioni tipiche in collegamento con lo studio del diritto commerciale, del mercato finanziario e le Borse valori.
Pertanto, alla fine dell'anno scolastico, l'allievo dovrà essere in grado di:
- comprendere le esigenze aziendali che motivano lo studio delle diverse gestioni; - analizzare le gestioni tipiche prendendo spunto da situazioni problematiche diverse, in modo da avere consapevolezza della variabilità dei fenomeni aziendali;
- analizzare e produrre la documentazione relativa a ciascuna delle gestioni studiate per ben comprenderne le caratteristiche e le procedure contabili;
- utilizzare strumenti di analisi finanziaria per effettuare scelte efficaci, specie in presenza di un mercato dinamico e ricco di alternative;
- rilevare, attraverso l'uso di scritture e conteggi opportuni, l'incidenza delle scelte effettuate sui risultati economici e sulle strutture patrimoniali;
- distinguere gli elementi costitutivi delle diverse forme aziendali collegandoli alle disposizioni normative, alle caratteristiche organizzative e alle modalità operative che ne scaturiscono;
- conoscere finalità, strumenti, attività, operazioni tipiche del mercato mobiliare e seguirne i rapidi cambiamenti.
Lo studio delle gestioni dovrà essere occasione per acquisire una precisa conoscenza dei sistemi informativi propri delle funzioni esaminate, requisito indispensabile per comprendere, adattare o sviluppare procedure di elaborazione automatizzata delle informazioni.
Coerentemente agli obiettivi trasversali proposti al Consiglio di Classe per il quarto anno, il docente di Economia Aziendale troverà, nei contenuti del programma, il modo per finalizzarvi la sua azione didattica, tendendo a sviluppare e consolidare negli allievi:
- una metodologia di approccio globale ai problemi mediante la loro contestualizzazione, la scomposizione degli obiettivi complessi, l'individuazione delle procedure risolutive;
- un'abitudine a produrre documentazione riferita alle fonti delle informazioni, alla descrizione delle situazioni, alla programmazione del proprio lavoro, alla motivazione delle scelte effettuate.
6.2. Temi
A. Le forme e le strutture aziendali
A.l Aziende individuali, collettive, familiari.
A.2 Società commerciali: classificazioni e caratteri.
A.3 Società di persone: costituzione, destinazione del risultato economico, variazioni del capitale, bilancio d'esercizio.
A.4 Società di capitale: costituzione, riparto utili, ripianamento delle perdite, finanziamenti con particolare riferimento ai prestiti obbligazionari, riserve e politiche dei dividendi, variazioni di capitale.
A.5 Società cooperative: tipi e caratteristiche principali della loro gestione.
A.6 Principali direttive comunitarie in campo societario.
A.7 Gruppi aziendali: concetto, tipologie, bilanci consolidati.
B. La gestione dei beni strumentali
B.1 Tipologie, funzione strategica dei beni strumentali.
B.2 Acquisizione, utilizzo e dismissione.
B.3 Ammortamento, manutenzione, riparazione, rinnovo, azione, rivalutazione.
B.4 Registro dei beni ammortizzabili.
B.5 Partecipazione al reddito dei beni strumentali: aspetti economici, vincoli civilistici e fiscali.
C. La gestione del personale
C.1 Organizzazione del lavoro: teorie e sviluppi.
C.2 Rapporto di lavoro subordinato: caratteri e normativa
C.3 Organizzazione previdenziale.
C.4 Politiche del personale; piani di reclutamento, piani di carriera, formazione, analisi delle mansioni.
C.5 Amministrazione del personale: posti e posizioni, archivio del personale, calcolo delle retribuzioni e dei costi accessori, rapporti con gli enti previdenziali e con l'erario, estinzione del rapporto di lavoro.
C.6 Libri obbligatori, denunce e dichiarazioni.
D. La gestione del magazzino
D.1 Funzione strategica del magazzino.
D.2 Gestione e politica delle scorte: piani di acquisto, lotto economico, scorte minima e di sicurezza, punto di riordino, indici di rotazione.
D.3 Amministrazione del magazzino: organizzazione delle procedure, codifica e classificazione degli articoli, archivio e giornale di magazzino, documentazione e sua integrazione nel sistema informativo aziendale, obblighi fiscali.
D.4 Valorizzazione dei movimenti, valutazione delle scorte: scopi e metodi.
E. La gestione delle vendite
E.1 Apparato distributivo e canali di distribuzione con particolare riferimento al sistema italiano.
E.2 Enti e organismi istituzionali: magazzini generali, camere di commercio, borse merci, consorzi.
E.3 Ausiliari del commercio.
E.4 Marketing: funzione e ruolo, strategie e tecniche (ricerche di mercato quantitative e motivazionali, attività promozionale, azioni pubblicitarie, pubbliche relazioni, politiche di vendita, ecc.)
E.5 Costo di distribuzione e analisi dei suoi componenti.
E.6 Procedure, documentazione, rilevazioni del sottosistema vendite.
E.7 Automazione delle procedure della gestione vendite, entità e archivi.
e.8 mercati esteri e disciplina generale del commercio con l'estero.F. I servizi di trasporto e di assicurazione
F.1 Trasporti ferroviari, automobilistici, marittimi, aerei ed internodali.
F.2 Costo del trasporto e scelte economiche.
F.3 documenti riguardanti il trasporto.
F.4 Assicurazioni contro i rischi dei trasporti.
F.5 Calcolo del risarcimento dei danni (alcuni casi).
G. La gestione finanziaria
G.1 Varie forme di investimento
G.2 Varie forme di finanziamento.
G.3 Cash flow operativo e autofinanziamento.
G.4 Complementarietà e concorrenza fra forme di investimento.
G.5 Relazione tra investimenti e finanziamenti.
G.6 Flussi monetari: revisioni e analisi.
G.7 Prospetto delle variazioni nelle situazioni patrimoniali e finanziarie.
H. Mercato finanziario e borsa valori
H.1 Mercato monetario, finanziario e mobiliare.
H.2 Negoziazioni caratteristiche del mercato mobiliare.
H.3 Borsa: ordinamento, organi, funzioni ed operazioni, mercato ristretto, operazioni fuori borsa.
H.4 Altre forme tipiche ed atipiche di investimento.
H.5 Cambi esteri: generalità, quotazioni, listini, forme di pagamento internazionale, negoziazioni di divise.
1.3. Laboratorio .
Le maggiori competenze informatiche acquisite dagli studenti permetteranno una più efficace integrazione interdisciplinare nell'analisi di problemi aziendali scelti per sviluppare a metodologia di lavoro concordata. In particolare, nell'affrontare la definizione degli archivi riferiti alle diverse funzioni aziendali, si dovrà abituare l'allievo ad identificare le entità coinvolte ed a definirne gli attributi come premessa all'uso di un data base. Dovrà anche essere dedicato spazio all'utilizzo di un pacchetto di contabilità integrata per giungere a comprenderne le funzioni e la struttura. L'abitudine a corredare il proprio lavoro di una precisa documentazione potrà utilmente essere perseguita anche con il ricorso a sistemi di scrittura e di rappresentazione grafica.
Si fornisce una breve esemplificazione degli argomenti che potranno essere oggetto di attività multidisciplinare di laboratorio: riparto utili, ammortamento e rivalutazione delle immobilizzazioni, piani di ammortamento finanziario, gestione del magazzino, ricerche di mercato, calcolo delle retribuzioni, scelte di investimento e finanziamento, revisioni di cassa e gestione della liquidità, reporting sul credito.
7. CLASSE QUINTA
1.1. Obiettivi di apprendimento
In questa classe si completa la formazione professionale ricomponendo, rispetto a strutture aziendali più complesse, la visione globale d'azienda impostata nel terzo anno. I punti qualificanti riguardano:
- la struttura e la funzione di alcune aziende tipiche {industriali, bancarie e di erogazione) che andranno viste anche in relazione al processo di internazionalizzazione in atto;
- lo studio approfondito dei bilanci e della normativa fiscale;
- lo studio delle strategie d'impresa viste come strumento di integrazione e sintesi di quanto appreso nel corso degli studi;
- l'attività interdisciplinare rivolta alla realizzazione di progetti di automatizzazione.
Pertanto alla fine dell'anno scolastico l'allievo dovrà essere in grado di:
- riconoscere gli aspetti che caratterizzano la gestione delle diverse aziende con i rispettivi cicli economici, finanziari, produttivi ed applicarvi le relative tecniche amministrativo - contabili;
- analizzare le funzioni delle diverse strutture organizzative e dei vari livelli di responsabilità;
- analizzare ed elaborare piani e programmi, interpretare e redigere bilanci, calcolare e valutare indici relativamente ai vari tipi di impresa e di situazione aziendale;
- cogliere l'evoluzione in atto nelle tecniche di gestione aziendale, come pure utilizzare i moderni strumenti informativi e contabili; .
- cogliere, attraverso la sistematica lettura della stampa specializzata, i mutamenti del sistema economico e le possibili linee di tendenza;
- effettuare analisi aziendali diversamente finalizzate per trarne indici interpretativi e previsioni;
- collegare principi e tecniche di revisione dei bilanci alle finalità di controllo; .
- svolgere lo studio di casi relativi a strategie di impresa, per la ricerca di possibili condizioni di successo (mix fra conoscenza ambientale, formula imprenditoriale, combinazione produttiva).
Al raggiungimento degli obiettivi trasversali previsti per questo anno di corso si perverrà accentuando l'autonomia dell'allievo nell'affrontare e risolvere casi di complessità crescente che comportino:
- l'elaborazione di strategie risolutive in cui si tenga conto dei vincoli e delle loro interconnessioni;
- la valutazione di casi strutturati in modo che vi compaiano situazioni di incertezza derivanti anche da elaborazioni previsionali;
- produzione di comunicazioni diversamente strutturate secondo il destinatario (comunicazioni interne o esterne, formali o informali, ecc.) e presentate con il ricorso a supporti informatici.
7.2. Temi
La gestione delle aziende industriali
A.l Definizione e classificazione.
A.2 Caratteristiche strutturali- organizzative e loro recenti dinamiche.
A.3 Fasi tipiche del processo produttivo: acquisizione, trasformazione, vendita.
A.4 Problematiche e calcolo di costi e rendimenti.
A.5 Contabilità analitica: rilevazioni contabili ed extracontabili.
A.6 Controllo della gestione: piani e programmi, budget e analisi degli scostamenti, lineamenti di contabilità budgetaria.
A.7 Contabili!à generale: piano dei conti, rilevazione delle operazioni esterne di gestione, situazioni contabili, scritture di assestamento e di chiusura.
A.8 Correlazione fra contabilità analitica e generale nel quadro del sistema informativo integrato.
B. La gestione delle aziende di credito
B.l. Sistema finanziario, credito e aziende bancarie.
B.2 Sistema bancario italiano: classificazione delle banche, legislazione bancaria, organi di controllo, vincoli all'attività creditizia ed alla raccolta del risparmio.
B.3 Organizzazione delle banche, automazione del lavoro bancario.
B.4 Aspetti strategici: marketing, concorrenza, politiche degli investimenti e dei tassi.
B.5 Aspetti finanziari: gestione della liquidità, riserve e indici.
B.6 Aspetti tecnici, giuridici, contabili e fiscali delle principali operazioni di intermediazione e servizio: procedure, calcoli, documenti.
B.7 Analisi dei componenti di reddito e di patrimonio, riclassificazioni, risultati parziali e indici.
B.8 Sistema informativo bancario: dai documenti originari alle situazioni contabili ed al bilancio.
C. Il bilancio d'esercizio
C.l Il bilancio quale strumento d'informazione.
C.2 Dalla lettura all'interpretazione e all'analisi.
C.3 Rielaborazione del conto economico e delle stato patrimoniale, calcolo dei margini fondamentali.
C.4 Analisi della situazione economica, finanziaria e patrimoniale anche mediante il calcolo di indici e l'analisi dei flussi. .
C.5 Auditing interno ed esterno.
C.6 Revisione e certificazione del bilancio d'esercizio.
C.7 Bilanci straordinari.
D. L 'imposizione fiscale in ambito aziendale
D.l Normativa riguardante le imprese individuali, le società di persone, di capitale e cooperative.
D.2 Definizione fiscale del reddito d'impresa.
D.3 Passaggio dal reddito di bilancio al reddito imponibile. .
D.4 Normativa fiscale per le imprese minori e le imprese minime.
D.5 Gli obblighi contabili per l'accertamento del reddito d'impresa.
...
E. La gestione strategica d'impresaE.1 Processo di gestione: decisioni, programmazione, esecuzione, controllo.
E.2 Obiettivi economici e finanziari.
E.3 Vincoli all'azione dell'impresa.
E.4 Strategie aziendali e processo di pianificazione strategica.
E.5 Tipi di strategie e formule imprenditoriali.
E.6 Analisi di casi.
F. Economia delle aziende di erogazione
F .1. Caratteri e tipologie delle aziende di erogazione pubbliche e private.
F.2 La gestione come attività finalizzata: gli obiettivi, le risorse, l'aspetto finanziario.
F.3 Le aziende pubbliche: definizione e tipologie.
F.4 Le aziende degli enti pubblici territoriali: bilanci finanziari di competenza e di cassa, dalla previsione al raggiungimento del fine, ai rendiconti.
F.5 Le procedure di gestione e la loro automatizzazione.
7.4. Laboratorio
L'attività di laboratorio accentuerà il suo carattere interdisciplinare nella realizzazione di progetti di ampio respiro rivolti all'automatizzazione di procedure aziendali. Si tratta di definire un ambito di lavoro, anche temporale, in cui le capacità acquisite e le diverse competenze disciplinari si integrino spontaneamente e concretamente nella costruzione di un prodotto. L'apporto dell'Economia Aziendale si caratterizza principalmente nella scelta e nell'analisi dei problemi da affrontare in diversi ambiti: contabilità analitica, budget, analisi dei bilanci, contabilità finanziaria delle aziende pubbliche, ecc. L'organizzazione dell'attività di laboratorio dovrà realizzare appieno la divisione dei compiti e l'assunzione delle responsabilità da parte dei diversi studenti attraverso l'articolazione di un progetto in più parti che dovranno costituire una soluzione unitaria ed organica del problema.8. INDICAZIONI METODOLOGICHE
La metodologia didattica suggerita è quella indicata nella premessa alla quale si fa quindi riferimento, ricordando che con l'apprendimento dell'Economia Aziendale si possono efficacemente sviluppare le capacità di modellizzare e rappresentare la realtà, di progettare e pianificare, di elaborare strategie per controllare ed effettuare scelte.
In particolare occorre:.
- evitare che prevalgano aspetti meccanicistici o visioni frammentarie della disciplina che va, invece, affrontata con approccio sistemico, avendo cura di evidenziare le relazioni logiche, la dimensione storica, i rapporti con le altre discipline;
- accostarsi ai problemi in modo graduale e ciclico, così da garantire sin dall'inizio una significativa visione globale e successivamente i necessari approfondimenti;
- partire sempre dall'osservazione diretta dei fenomeni aziendali per coglierne la logica e le caratteristiche che saranno poi sottoposte a successive generalizzazioni ed analisi;
- tendere a presentare situazioni nelle quali attuare processi decisionali che tengano conto della elevata variabilità del sistema aziendale ed economico- sociale;
- sviluppare nell'allievo capacità rivolte all'analisi ed alla valutazione delle complesse situazioni studiate.
9. MODAI.ITÀ DI VERIFICA E VALUTAZIONE
Le modalità di verifica e valutazione sono quelle indicate nella parte generale.
In particolare si avrà cura di articolare le prove secondo modalità diverse (prove aperte, semistrutturate e strutturate), scelte in base agli obiettivi che si intende misurare e finalizzate ad avere una pluralità di elementi per la valutazione. Speciale attenzione dovrà essere rivolta alla predisposizione delle griglie di correzione per tutti i tipi di prova al fine di contenere il più possibile la soggettività dei giudizi. Si ricorda, inoltre, che l'attività di laboratorio fornisce ulteriori elementi di giudizio, specie per quanto concerne gli aspetti relazionali, le capacità progettuali e quelle organizzative.

Per le prove del quinto anno un utile riferimento è costituito dai temi di maturità.

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INFORMATICA

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1. FINALITÀ DELL'INSEGNAMENTO

L'ambito di applicazione della disciplina è costituito dai problemi connessi alla rappresentazione delle informazioni ed alla loro elaborazione automatica, ma diversi sono i livelli di approfondimento a cui si può pervenire ed i percorsi attraverso cui raggiungerli. Per questo la costruzione di un curricolo richiede la preliminare individuazione di un criterio in base al quale selezionare quanto appare più idoneo al conseguimento degli obiettivi e tale criterio si può, in linea generale, identificare con quanto scritto nella premessa al progetto. Vi si afferma, infatti, che la dinamica occupazionale del settore informatico ha determinato grossi cambiamenti e che, in particolare, si tende ad affidare la produzione del software a figure professionali altamente specializzate. Al ragioniere esperto in informatica si chiede di sapersi orientare all'interno di programmi esistenti, di saper esprimere su di essi motivati giudizi, di saperli adeguare alle specifiche e mutevoli esigenze dell'azienda in cui opera.

Si tratta di un traguardo impegnativo che richiede conoscenze ampie e sistematiche in quanto:
- per intervenire sul lavoro altrui occorre non solo aver l'esatta percezione del problema affrontato, ma .anche la capacità di comprendere a quali modelli e a quali concetti ha inteso riferirsi chi ha realizzato i prodotti;
- per saper utilizzare in modo efficace pacchetti applicativi occorre aver acquisito sufficiente dimestichezza con le tecniche di analisi e rappresentazione dei dati;
- per cogliere il senso delle innovazioni occorre avere precisi parametri di riferimento.
Nell'impostare questo insegnamento, pertanto, dovranno essere valorizzati quegli aspetti che, meglio di altri, possono sviluppare tali capacità. Ad esempio, particolare importanza riveste il tipico metodo che in informatica si utilizza per affrontare la soluzione di un problema e che, a grandi linee, si articola nelle seguenti fasi, ciascuna di esse opportunamente documentata:
- descrizione dell'ambito in cui sorge il problema e definizione dei risultati da raggiungere;
- valutazione della complessità ed eventuale scomposizione in sottoproblemi;
- analisi delle risorse necessarie e di quelle disponibili;
- precisazione delle strutture idonee alla rappresentazione ed elaborazione dei dati;
- individuazione e formulazione di strategie;
- implementazione e comunicazione al sistema di calcolo della procedura risolutiva;
- valutazione dei risultati e gestione degli errori.
A un simile modo di operare si riconoscono, fra l'altro, due valenze ugualmente importanti:
1) l'allievo è costantemente messo in situazione di ricerca, il che gli consente non solo di assumere nuove conoscenze, ma anche di maturare capacità progettuali e di acquisire una visione dinamica dell'informatica;
2) il docente dispone di maggiori informazioni per il controllo dei processi di apprendimento in quanto l'alunno, essendo chiamato a risolvere problemi, esibisce comportamenti ed atteggiamenti osservabili e valutabili.

2. OBIETTIVI DELL'APPRENDIMENTO
La capacità di interagire positivamente in situazioni automatizzate dinamiche e complesse compendia tutti i traguardi formativi indicati nel profilo professionale. L 'insegnamento dell'informatica può e deve contribuire al raggiungimento di tali obiettivi attraverso un graduale ed articolato percorso triennale. .
Un modo logico di scandirlo potrebbe essere il seguente:
- terzo anno fornire una precisa immagine della disciplina che avrà come punto focale l'integrazione tra concetti, problemi e metodi risolutivi propri della disciplina e promuovere la cultura della programmazione;
- quarto anno sviluppare capacità di progettazione affrontando situazioni complesse, scomponendole in parti, analizzandole separatamente, predisponendo soluzioni parziali, riportando l'insieme ad unità e validando il risultato ottenuto;
- quinto anno realizzare progetti multidisciplinari per consentire l'esercizio, lo sviluppo e Il consolidamento di tutte le competenze previste dal profilo professionale.

3. LABORATORIO
L'attività di laboratorio assume in informatica un'importanza fondamentale e non a caso occupa il 50% del monte ore complessivo. Le indicazioni metodologiche della parte generale, unite alla specificità della disciplina informatica, esplicitano il motivo di tale preminenza.
La programmazione delle attività, strutturate secondo le linee indicate dal coordinamento didattico, definirà le esercitazioni e ne organizzerà lo sviluppo utilizzando, ove possibile, l'apporto specifico delle discipline, così da garantirne la massima significatività.
Nei tre anni del corso l'attività didattica andrà progressivamente assumendo maggior consistenza concettuale ed operativa: .
- in terza sarà orientata alla rappresentazione del problema, alla ricerca ed al controllo di soluzioni. Consentirà anche la percezione della logica di funzionamento del sistema installato nel laboratorio facendo acquisire all'allievo una certa confidenza e familiarità con il mondo della tecnologia informatica;
- in quarta si analizzeranno e si automatizzeranno le soluzioni di problemi complessi;
. - in quinta, affrontando situazioni multidisciplinari, verrà esercitata e sviluppata la progettualità, in particolare l'attitudine alla verifica sperimentale delle ipotesi e la capacità di mettere a punto interventi correttivi.
Le competenze relative alla programmazione, essenziali per l'orientamento e per l'espressione di giudizi su programmi esistenti, trovano, nel laboratorio l'ambito naturale per la loro promozione.
Si ribadisce l'importanza de! procedere, anche per via automatica, alla documentazione dei progetti contestualmente al loro sviluppo, possibilmente con modalità uniformi all'interno della scuola.

4. CLASSE TERZA
L'insegnamento dell'informatica, in questa classe, tende a fornire all'allievo un quadro ampio ed organico entro cui collocare l'attività di programmazione. L'analisi di situazioni problematiche, l'algoritmizzazione, la comunicazione alla macchina caratterizzeranno i lavori scolastici dell'anno. L'allievo acquisirà familiarità con il sistema di elaborazione di cui apprenderà funzioni e struttura.
Pertanto l'allievo dovrà essere in grado di:
- definire problemi attraverso la specificazione dei risultati attesi e dei dati disponibili;
- utilizzare opportune strutture di dati per rappresentare semplici situazioni problematiche;
esprimere procedimenti risolutivi sotto forma di algoritmi;
controllare la correttezza di algoritmi ed effettuarne le necessarie modifiche;
- affrontare problemi scomponendoli in parti che, singolarmente risolte, ne forniranno per ricomposizione la soluzione;
- comprendere l'importanza di procedimenti ricorsivi redigendo il tracciato del processo di calcolo;
- utilizzare strumenti di descrizione dei linguaggi di programmazione;
:- codificare algoritmi;
. - gestire gli errori per migliorare la propria azione;
- giustificare le scelte operate;
- possedere una visione di insieme del sistema di elaborazione e della sua logica di funzionamento.
4.1. Laboratorio
È di fondamentale importanza che l'utilizzo del sistema di elaborazione segua l'analisi del problema e la stesura della relativa documentazione. Il rapporto con il calcolatore deve essere finalizzato alla validazione delI'algoritmo e, in termini formativi, alla gestione dell'errore.
Notevole è la valenza didattica del laboratorio: da un lato esso consente esperienze che preparano la scoperta e l'acquisizione dei concetti informatici, dall'altro permette all'allievo di valutare autonomamente il proprio operato.
In questa fase del percorso sarà opportuno affrontare alcuni aspetti dell'informatica gestionale, quali:
il controllo accurato dei dati di ingresso e di uscita,
la ristrutturazione delle informazioni contenute in documenti e in relazioni, anche di natura aziendale, per definirne le specifiche,
- la realizzazione di semplici simulazioni.

5. CLASSE QUARTA
L'insegnamento è finalizzato alla promozione e sviluppo delle competenze progettuali. Gli allievi, dopo aver analizzato e scomposto in parti il problema, giungeranno alla soluzione assemblando i moduli che i singoli gruppi avranno messo a punto. Il docente porrà particolare attenzione a:a) i processi di comunicazione,
b) gli aspetti logici,. tecnici, organizzativi,
c) le dinamiche dei gruppi di lavoro.
Pertanto l'allievo dovrà essere in grado di:
- associare ad ogni situazione problematica la più idonea struttura di dati;
- codificare algoritmi, in almeno due linguaggi di programmazione, rilevando analogie e differenze;
utilizzare manuali tecnici per risolvere autonomamente problemi di programmazione;
validare programmi;
- produrre un 'efficace documentazione contestualmente allo sviluppo del progetto;
- definire archivi senza ridondanze individuando le informazioni e le relazioni essenziali;
- operare con archivi diversamente organizzati valutandone potenzialità e limiti;
- possedere una visione d'insieme delle caratteristiche di un sistema di gestione di basi di dati e degli obiettivi che esso si prefigge;
- analizzare situazioni complesse scomponendo i problemi in parti e definendo per ciascuna di esse le funzioni, i dati in ingresso e quelli in uscita;
- realizzare procedure risolutive di sottoparti di progetti, nel rispetto delle specifiche;
- assemblare parti per ottenere la soluzione di problemi complessi.
5.1. Laboratorio
L'attività dell'anno è finalizzata, essenzialmente, a progetti complessi. Particolare attenzione sarà prestata a:
- la stesura delle specifiche;
- il test delle singole parti;
- l'assemblaggio e la coerenza tra moduli;
- la stesura delle note operative.
Il numero delle ore di laboratorio destinate ad attività ripetitive come, ad esempio, la codifica e l'immissione di dati dovrebbe essere contenuto al massimo. Il docente, per agevolare questa fase di lavoro, proporrà tutti quegli accorgimenti che possono facilitarla. L'allievo deve mantenere una visione di insieme sugli strumenti disponibili (word processor, sistemi di basi di dati, fogli elettronici, ecc.) scegliendo, di volta in volta, quelli più idonei al trattamento dei dati del problema. In tal modo si svilupperanno le competenze relative all'interazione tra ambienti software differenti.
I prodotti di software funzionale, già introdotti in economia aziendale e in matematica, saranno rivisitati dal punto di vista dell'informatica.

6. CLASSE QUINTA
AI termine del percorso triennale l'allievo sarà posto di fronte all'orizzonte mutevole del mondo automatizzato. Egli coglierà le implicazioni sociali e organizzative delle «realtà artificiali» che, in misura crescente, invadono la nostra vita quotidiana. In particolare, producendo ed utilizzando modelli, ne saprà valutare rappresentatività e finalizzazione.
Per quanto riguarda gli aspetti più concreti della materia egli dovrà essere in grado di:
- rappresentare processi aziendali, anche complessi, per automatizzarli;
- utilizzare tecniche di documentazione per controllare lo sviluppo di progetti;
- comprendere le funzioni complessive di un sistema operativo;
- utilizzare le potenzialità del sistema operativo per assemblare moduli scritti in ambienti di programmazione diversi;
- rilevare i limiti delle organizzazioni tradizionali degli archivi e la loro evoluzione;
- descrivere l'architettura di un sistema di gestione di base di dati (schemi, linguaggi per la descrizione e la manipolazione di basi di dati, ecc.);
- gestire una semplice base di dati nei suoi aspetti funzionali e organizzativi;
- partecipare a progetti che utilizzino basi di dati per semplici situazioni applicative;
- stendere relazioni comparative, con riferimento al trattamento degli algoritmi, alle strutture dati e alle caratteristiche del sistema di elaborazione;
- produrre schemi tecnici ed organizzativi di un centro elaborazione dati, in relazione a realtà di piccole dimensioni;
- proporre soluzioni a problemi aziendali utilizzando strumenti software di produttività individuale;
- rilevare le implicazioni aziendali che derivano dall'uso delle reti di trasmissione dati;
- effettuare l'installazione, la manutenzione e la personalizzazione dei programmi;
cogliere le potenzialità e i cambiamenti indotti in azienda e nella società dalle nuove tecnologie dell'informazione,

6.1 Laboratorio
L'attività sarà indirizzata particolarmente alla realizzazione di progetti interdisciplinari che saranno discussi durante gli esami di maturità. L'ambito sarà il sistema informativo aziendale automatizzato, osservato assumendo il punto di vista di discipline diverse: la visione d'insieme non deve essere sacrificata anche se il lavoro assegnato al singolo gruppo è relativo alla realizzazione di uno specifico settore. Si pensi ad esempio ad un problema aziendale e ad un problema matematico le cui soluzioni, congiuntamente, risolvono esigenze di maggior complessità.I lavori si caratterizzeranno anche per gli ambienti integrati di sviluppo.

7. ARTICOLAZIONE DEI CONTENUTI
Nell'articolare gli argomenti dell'insegnamento non è stata prevista la consueta suddivisione annuale in temi in quanto:
- sono gli obiettivi annuali a definire il mandato affidato al docente: gli argomenti rappresentano strumento ed occasione per il loro conseguimento;
- si valorizza la funzione docente: essa. si esplica principalmente nella creazione di occasioni di apprendimento;
- si favorisce la collegialità di gestione del processo formativo.
Inoltre la dinamicità della cultura e della tecnologia informatica ha suggerito di privilegiare quanto è meno soggetto all'usura del tempo.
7.1. Algoritmi
La rappresentazione degli algoritmi.
- Le strutture di controllo.
- La progettazione top-down.
- La ricorsività.
- La complessità degli algoritmi.
Il tema è preminentemente metodologico. Due sono i versanti che caratterizzano il loro studio:
1) il primo coincide con la prassi risolutiva del problema: lo studente è chiamato a percorrere intenzionalmente tutte le fasi del processo, da quella di riconoscimento a quella di validazione;
2) il secondo riguarda la scomposizione in sottoproblemi di casi complessi.
La capacità di analizzare la complessità degli algoritmi, posseduta al termine del triennio, fornirà parametri di valutazione e scelta tra prodotti software differenti. In questo ambito appare feconda l'integrazione con la matematica.
7.2. Ambienti e linguaggi di programmazione
- Descrizione formale.
- Strumenti per la definizione dei linguaggi (metalinguaggi).
: - Implementazione: compilatori ed interpreti.
I - Basi di dati: architettura - modelli di dati.
- Software funzionale.
- Interazione e scambio di dati tra ambienti software differenti.
Lo studio degli ambienti e dei linguaggi di programmazione mira allo sviluppo della capacità di orientamènto e di scelta all'interno di soluzioni alternative. In particolare l'allievo dovrà essere in grado di:
- acquisire un quadro di riferimento esauriente sugli ambienti e sui linguaggi in uso nonché sulle linee evolutive del settore;
utilizzare linguaggi strutturati ovvero versioni strutturate dei linguaggi gestionali tradizionali;
- manipolare basi di dati tramite linguaggi gestionali o specializzati.
Alla padronanza dei pacchetti di software funzionale si arriverà gradualmente con un percorso multidisciplinare che vede:
- nel terzo anno applicazioni in ambito matematico e di economia aziendale;
- nel quarto anno scelte di strumenti per massimizzare la produttività personale dell'allievo;
- nel quinto anno individuazione delle potenzialità in ambito aziendale, in particolare con progetti per l'automazione di ufficio.
Si sottolinea infine l'opportunità di scegliere e adottare linguaggi che dispongano di strumenti impliciti di documentazione o che comunque sollecitino tale attività.
7.3. Funzioni ed evoluzione dei sistemi operativi
- Mono-multiutenza.
- Interfacce e scambio di dati.
Si tratta di un tema conclusivo con il quale l'allievo sistematizzerà le proprie conoscenze acquisendone una visione organica e funzionale.
7.4. Informatica in azienda
- Sistema informativo automatizzato e basi di dati.
- Trasmissione di dati in rete (W AN e LAN).
- Automazione del lavoro d'ufficio.
- Problemi organizzativi e di sicurezza di sistemi informatici.
Il tema costituisce l'ambito privilegiato per l'attività di laboratorio e l'integrazione con le problematiche sviluppate in economia aziendale avviene, naturalmente. Da un lato si focalizza l'attenzione sul sistema organizzativo e su quello informativo, si presentano precise rappresentazioni e si individuano problemi, dall'altro si studiano soluzioni e si individuano e si coordinano strumenti.
7.5. Struttura dell'elaboratore
- Modello logico- funzionale.
- Rappresentazione delle informazioni.
- Software di sistema ed applicativo.
- Struttura, funzioni, utilizzo del sistema operativo istallato presso la scuola.
Il tema dovrebbe essere trattato nel terzo anno di corso. L'allievo dovrà acquisire una visione funzionale del sistema di calcolo per percepire le relative problematiche tecnologiche.
7.6. Strutture di dati
- Tipi semplici.
- Vettori e matrici. ..
- Records e tabelle.
- Files.
- Liste lineari, pile, code.
- Alberi.
Nei tre anni del1a specializzazione lo studio delle strutture di dati ha diversa caratterizzazione:
- in terza l'ambito principale coincide con la rappresentazione di situazioni reali; si perviene al1'individuazione intuitiva della struttura più idonea in funzione del problema da risolvere: la modellizzazione è finalizzata alla costruzione di algoritmi;
in quarta l'accento è posto sulla definizione di strutture notevoli e sulla loro implementazione. Si tratta di una, sistematizzazione delle conoscenze dell'anno precedente: l'esame e l'implementazione delle strutture astratte terrà conto degli aspetti formali. Inoltre verranno affrontati i problemi di gestione degli archivi, premessa alle basi di dati;in quinta si operano scelte per individuare strutture idonee alla realizzazione di progetti multidisciplinari. La validità di tali scelte è strettamente connessa all'ampiezza delle conoscenze possedute.
7.7 Sviluppo di un sistema software e documentazione
Deve essere curata sin dall'inizio del corso l'acquisizione dell'abitudine a progettare e a documentare il proprio lavoro come attività inscindibili. La capacità di dominare situazioni complesse e di documentare si apprende con l'esercizio: per questo si suggerisce di proporre sin dal terzo anno una modalità standard di progettazione/documentazione. L'abitudine all'utilizzo di tali strumenti sarà inizialmente acquisita in modo implicito ma, successivamente, il tema della documentazione verrà sviluppato in tutte le sue implicazioni organizzative ed aziendali. La tecnica di documentazione dovrà essere uniforme all'interno dell'istituto.
7.8. Tendenze evolutive nel settore
Il docente sceglierà le tematiche più significative in relazione all'incidenza sul mondo produttivo e, più in generale, sulla società.

8. INDICAZIONI METODOLOGICHE
La metodologia suggerita è quella indicata nella parte generale alla quale si deve, quindi, fare riferimento ricordando che l'insegnamento dell'informatica si presta particolarmente a:
- favorire l'abitudine a costruire modelli;
- privilegiare momenti di scoperta e successiva generalizzazione,
sviluppare comportamenti produttivi,
- far realizzare progetti.
L'immagine della disciplina che lo studente deve acquisire verrà costruita seguendo un itinerario circolare
problema ? processo risolutivo? conoscenza? problema ?e pertanto i percorsi didattici risulteranno sistematicamente sviluppati secondo tale modello.Si ricorda infine che la scelta del metodo didattico, sempre finalizzata al miglioramento dell'efficacia dell'attività docente, è fatta in funzione degli obiettivi perseguiti al variare del traguardo, può variare lo strumento metodologico da selezionare.

9. MODALITÀ DI VERIFICA E DI VALUTAZIONE
Le indicazioni relative al controllo, che appaiono in premessa, poggiano su una visione circolare del processo di insegnamento: esso inizia con la definizione degli obiettivi, prosegue con l'individuazione e il coordinamento di strumenti, procede con l'applicazione e l'ottenimento dei risultati e si conclude con la misurazione degli scostamenti obiettivi/risultati.
La tipologia dell'obiettivo incide sulla modalità del controllo:
- le tradizionali prove scritte ed orali, le prove oggettive sono strumenti che consentono di cogliere il livello di conoscenza raggiunto;
- l'individuazione di procedimenti per il controllo delle capacità risulta invece più incerta. In informatica, per la preminenza dell'aspetto metodologico, tali osservazioni assumono particolare importanza. Il docente, prefigurando i procedimenti risolutivi che l'allievo dovrebbe adottare per portare a soluzione le proposte di lavoro, dovrà costruire una griglia di osservazione, da utilizzare per: .
- rilevare i comportamenti esibiti dagli allievi durante l'attività didattica svolta in classe e in laboratorio;
- valutare le produzioni scritte che, come più volte raccomandato, saranno adeguatamente documentate;
- l'attività di laboratorio consentirà in particolare di evidenziare la progettualità, la padronanza di strumenti hardware e software, la capacità di lavorare in gruppo.
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DIRITTO ED ECONOMIA POLITICA

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1. FINALITÀ DELL'INSEGNAMENTO

L'organizzazione sociale, politica ed economica degli uomini riuniti in società costituisce l'oggetto di studio del diritto e dell'economia politica. Quest'ultima studia gli aspetti strutturali, funzionali e strumentali del sistema economico e delle imprese, in particolare, considerate nelle loro interrelazioni con i sottosistemi finanziari, creditizi, fiscali, occupazionali, secondo quadri di riferimento storico- evolutivi, micro e macroeconomici, pubblici e privati, descrittivi e prescrittivi.
Il diritto studia il sistema di regolamentazione giuridica della prassi sociale, politica ed economica, considerato nei suoi aspetti normativi; organizzativi, teleologici, sociologici, secondo quadri di riferimento non solo formali e prescrittivi, ma anche reali, promozionali, organizzativi e valutativi.
L'approccio economico e l'approccio giuridico, pur prendendo in considerazione un oggetto di studio in parte coincidente, si differenziano dal punto di vista metodologico per la diversa natura dei due universi disciplinari, pur se confluenti nel vasto campo delle scienze sociali: prevalentemente empirico e positivo quello economico, prevalentemente deduttivo e normativo quello giuridico.
Lo studio del diritto mira a fornire agli alunni le conoscenze e le competenze necessarie alla definizione della natura giuridica dei vari istituti, all'analisi della nomogenesi e del finalismo, alla considerazione dei problemi interpretativi e sistematici delle norme, nonché del funzionamento reale delle stesse.
Lo studio dell'economia politica mira a promuovere la conoscenza dei principi, delle regole, delle: teorie concernenti i fenomeni produttivi, distributivi, finanziari e creditizi, nonché dei processi programmatori ed organizzatori dell'attività economica. Inoltre si propone di sviluppare la capacità di interpretare le problematiche economiche sia in senso storico evolutivo, sia in senso sistemico al fine di rendere i giovani idonei ad operare scelte motivate.

2. OBIETTIVI GENERALI DI APPRENDIMENTO

AI termine del corso di studi, gli allievi dovranno conoscere: .
- i principi generali del diritto;
- gli istituti fondamentali del diritto civile, commerciale e pubblico, con riferimento anche agli ordinamenti comunitari;
- la struttura, gli elementi e il funzionamento del sistema economico e delle imprese;
- il ruolo dello Stato nell'economia;
- i principi regolatori della politica economica e dell'attività finanziaria dello Stato;
ed essere in grado di:
- analizzare situazioni complesse di carattere giuridico ed economico, individuandone gli elementi, le loro caratteristiche, i tipi e i rapporti di interazione;
- cogliere analogie e differenze nei fenomeni giuridici ed economici e ricomporle in schemi sintetici;
- cogliere il nesso causa- effetto tra fenomeni anche lontani nel tempo e nello spazio ed esprimere le corrispondenti relazioni;
- interpretare, integrare e sistematizzare le norme giuridiche;
- interpretare, analizzare e comunicare i contenuti essenziali di testi e fonti di informazione economica e giuridica;
- applicare le norme giuridiche generali ed astratte ai casi concreti utilizzando procedimenti logico- argomentativi e logico- formali;
-.- produrre atti e documenti relativi alla prassi negoziale, amministrativa, economica e fiscale;
- formulare ipotesi risolutive di problemi economici di media complessità, operare autonomamente controlli e verifiche sulle soluzioni ipotizzate;
- osservare il reale funzionamento delle norme giuridiche e delle regole economiche;
- valutare l'efficacia di norme e principi economici e giuridici e proporre ipotesi di innovazioni e di riforma.
Il perseguimento di questi obiettivi:
- presuppone che sia assicurata, per gli alunni provenienti dai bienni di ordinamento, la conoscenza dei concetti fondamentali relativi all'organizzazione costituzionale dello Stato italiano, attraverso moduli integrativi o altre iniziative deliberate dagli organi collegiali, secondo le specifiche esigenze delle varie realtà. Ove possibile, si consiglia di formare le classi tenendo conto della provenienza degli allievi;
- presuppone. inoltre, per tutti gli alunni, che siano consolidate, ampliate e qualificate conoscenze e abilità, acquisite nel biennio, sia nel campo linguistico, sia nel campo logico- argomentativo.
Nel campo linguistico occorre qualificare ulteriormente:
- la conoscenza e la comprensione degli elementi, della struttura e delle regole di formazione del linguaggio giuridico ed economico;
- le abilità ricettive e produttive del linguaggio giuridico ed economico, sia come capacità di ascolto e di produzione orale, sia come capacità di lettura, di elaborazione e di rielaborazione di testi e documenti giuridici ed economici.
Nel campo logico occorre qualificare ulteriormente:
- la conoscenza, la comprensione delle regole procedimenti della logica giuridica ed economica;
- le relative capacità di adottare ragionamenti corretti e adeguati alla diversità e alla complessità delle due discipline.
3. DIRITTO
3.1. Terza classe
3.1.1. Obiettivi di apprendimento
Alla fine dell'anno scolastico, l'allievo dovrà essere in grado di:
- comprendere la natura, i caratteri e la funzione originaria degli istituti principali del diritto civile, nonché le trasformazioni intervenute a seguito dei processi di commercializzazione e pubblicizzazione;
- comprendere e analizzare i principali soggetti, oggetti e rapporti del diritto civile, individuandone gli elementi, i caratteri e le relazioni;
- comprendere le principali figure di diritti reali, coglierne analogie e differenze in ordine alla natura, alla struttura, alla funzione, alla normativa;
- comprendere le principali figure di obbligazioni e contratti, coglierne analogie e differenze in ordine alla natura, alla struttura, alla funzione, alla normativa;
- indurre dalle fattispecie normative il sistema generale dei diritti patrimoniali e il modello delle fonti costitutive e delle vicende modificative ed estintive degli stessi diritti;
- comprendere e analizzare i principi fondamentali del diritto di famiglia, identificare il nuovo modello di famiglia introdotto e i diritti- doveri dei componenti;
comprendere e analizzare i principi fondamentali del diritto successorio, identificare le tipologie di successione e di successibili, con particolare riguardo alle innovazioni collegate al nuovo diritto di famiglia;
- rilevare casi di difformità tra modello normativo e prassi concreta della contrattazione con riferimento ai vari elementi del contratto, e ricercare le cause che le determinano;
- redigere contratti non complessi di compravendita, locazione, mandato, mutuo, previa scelta motivata e interpretazione delle norme astratte da applicare alle fattispecie concrete;
- formulare schede di sintesi sugli istituti giuridici, compilare modelli normativi e dogmatici, redigere brevi relazioni e resoconti.
.1.2. Articolazione dei contenuti
La norma giuridica
I caratteri e le fonti
L'interpretazione
Il rapporto giuridico
Le fonti
Gli elementi
I soggetti di diritto
Le persone fisiche
Le persone giuridiche
Gli oggetti di diritto
I principi fondamentali
I diritti reali
I principi e gli istituti fondamentali
La proprietà
Le obbligazioni
Gli elementi e le fonti
Le modificazioni, l'adempimento e l'inadempimento
La tutela del credito
I principi e gli istituti fondamentali
Il negozio giuridico
I caratteri fondamentali
II contratto e l'autonomia contrattuale
Gli elementi costitutivi
La validità e l'invalidità
L'efficacia
I contratti
I contratti tipici in generale
La compravendita
La locazione
II mandato
II mutuo
II principio di responsabilità
La responsabilità contrattuale ed extra- contrattuale
II fatto illecito
II diritto di famiglia
I principi fondamentali
Le successioni
I principi fondamentali
3.2. Quarta classe
3.2.1. Obiettivi di apprendimento
Alla fine dell'anno scolastico, l'allievo dovrà essere in grado di:
- comprendere l'evoluzione storica, le vicende della codificazione, la natura e la funzione del diritto commerciale, nonché il processo di commercializzazione del diritto privato;
comprendere il ruolo delle norme giuridiche nel contesto del sistema informativo aziendale: in particolare, comprendere e analizzare i vari istituti del diritto commerciale gli adempimenti da essi previsti, diretti non solo ad assicurare la legalità dell'attività aziendale, ma anche ad ordinare, razionalizzare e regolare il flusso delle decisioni, degli atti e delle vicende aziendali;
- comprendere, analizzare, giustificare le tipologie di imprese commerciali individuali e collettive disciplinate nel nostro ordinamento giuridico, cogliere e documentare analogie e differenze in ordine alla natura, alla struttura, alla funzione, alla normativa;
- comprendere e analizzare gli elementi soggettivi, oggettivi, funzionali e finalistici dell'impresa, individuare le norme generali di riferimento applicabili alle fattispecie concrete;
- comprendere e analizzare la funzione dei principali atti e contratti commerciali;
- comprendere e analizzare gli elementi soggettivi, oggettivi e funzionali dei vari contratti commerciali, documentare analogie e differenze in ordine alla natura, alla struttura, alla funzione, alla normativa; individuare le norme generali di riferimento applicabili alle fatti specie concrete;
- applicare le norme astratte ai casi concreti, attraverso un duplice processo di analisi del caso e di individuazione e interpretazione delle norme astratte da applicare;
- formulare ipotesi risolutive di casi giuridici di media complessità, motivando le scelte e redigendo i relativi atti;
- comprendere, analizzare e valutare il funzionamento reale delle norme in rapporto all'astratta previsione normativa;
 - formulare schede di sintesi sugli istituti giuridici, compilare modelli riormativi e dogmatici, redigere brevi relazioni e resoconti. .
3.2.2. Articolazione dei contenuti
L'imprenditore e l'impresa
Le società
Il contratto di società
I vari tipi di società
La costituzione, il funzionamento e la cessazione
L'azienda
Gli elementi e i segni distintivi
La cessione t
L'affitto e l'usufrutto
I principali contratti dell'impresa
Il contratto di lavoroI contratti per la prestazione di servizi
I contratti per l'utilizzazione della cosa altrui
I contratti per la distribuzione dei prodotti e per la circolazione dei beni
I contratti per la promozione degli affari
I contratti per la produzione di beni e servizi
I titoli di credito
I caratteri e la tipologia
Le procedure concorsuali
I principi e gli istituti fondamentali
Le principali direttive CEE

3.3. Quinta classe
3.3.1. Obiettivi di apprendimento
Alla fine dell'anno scolastico, l'allievo dovrà essere in grado di:
- comprendere, analizzare e valutare gli aspetti formali e sostanziali della garanzia costituzionale, come garanzia, che attraverso il primato della norma costituzionale e la gerarchizzazione delle altre fonti normative, pone a fondamento del nostro ordinamento giuridico e politico i principi dello Stato di diritto e dello Stato sociale;
- valutare il divario tra Costituzione formale e Costituzione materiale in riferimento all'attuazione della garanzia e alla tutela costituzionale dei diritti dell'uomo e del cittadino; .
- comprendere, analizzare e valutare i principi costituzionali dell'amministrazione pubblica;
- comprendere, analizzare e valutare i principi costituzionali della giurisdizione civile, penale e amministrativa;
interpretare, integrare e sistematizzare le norme che regolano l'attività amministrativa dello Stato e degli enti autonomi;
- analizzare e valutare l'attività amministrativa come attività immediata e diretta a risolvere i bisogni della comunità; analizzare e valutare i procedimenti e redigere gli atti amministrativi più ricorrenti nella vita sociale e aziendale;- interpretare, integrare e sistematizzare le norme principali che regolano l'attività giurisdizionale dello Stato;
- analizzare e valutare l'attività giurisdizionale come attività diretta ad applicare le norme astratte ai casi concreti per risolvere conflitti e controversie;
- valutare il funzionamento reale della Costituzione, con riferimento all'organizzazione amministrativa e giurisdizionale dello Stato italiano, e individuare ipotesi di riforma legislativa per ridurre il divario tra Costituzione formale e Costituzione materiale;
- formulare schede di sintesi sugli istituti giuridici, compilare modelli normativi e dogmatici, redigere brevi relazioni e resoconti.

3.3.2 Articolazione dei contenuti
Il cittadino e la garanzia costituzionale
La legge costituzionale
La Corte Costituzionale
Il cittadino e la Pubblica Amministrazione
L'attività di governo
L'organizzazione amministrativa
Il rapporto di pubblico impiego
L'attività amministrativa
Il procedimento e l'atto amministrativo
Il decentramento
Le Regioni e la normativa regionale
Gli altri Enti locali
Il cittadino e l'amministrazione della giustizia
Principi generali costituzionali
L'ordinamento giudiziario ..
La giurisdizione civile L'arbitrato
La giurisdizione penale (cenni)
La giurisdizione amministrativa
Il contenzioso tributario
La tutela internazionale dei diritti dell'uomo e del cittadino.
3.4. Indicazioni metodologiche
Il metodo di studio del diritto, secondo il tipo di conoscenze e di abilità che si vogliono conseguire, si può articolare in diversi itinerari didattici. Si possono così distinguere quattro tipi di apprendimento:
- apprendimento di principi, generali relativi agli aspetti ontologici, assiologici, epistemologici e fenomenologici del diritto (ricerca teorica); .
- apprendimento di concetti giuridici fondamentali relativi alla sistemazione dogmatica e valutativa dei contenuti normativi (ricerca sistematica);
- apprendimento di regole per risolvere casi concreti e per produrre atti giuridici (ricerca applicata);
- apprendimento di dati e situazioni relativi allo studio empirico e funzionale del diritto (ricerca empirica), anche al fine di individuare ipotesi di riforma legislativa (ricerca propositiva) .
Per realizzare gli itinerari indicati si suggerisce di programmare e di attuare una prassi didattica ispirata ad una pluralità di metodologie (lezioni interattive, simulazioni di casi, progetti di ricerca, apprendimento per scoperta, ecc.).
Secondo le modalità prescelte occorrerà prevedere momenti e fasi di:
- lettura e interpretazione di fonti normative;
- analisi del processo di formazione delle norme;
- analisi di situazioni reali;
- costruzione di schemi concettuali;
- redazione di atti, documenti e relazioni
3.5. Verifica e valutazione
Con riferimento alle indicazioni su verifica e valutazione esposte nelle note introduttive al curricolo e che debbono ritenersi qui richiamate, si sottolineano le seguenti specificazioni:
- le fonti legislative costituiscono materiali significativi per l'elaborazione di prove oggettive dirette a verificare la conoscenza dei contenuti normativi, la comprensione e , l'applicazione tanto della logica quanto del linguaggio del diritto;
- le fonti dottrinarie possono essere utilizzate per l'elaborazione di prove oggettive dirette a verificare la conoscenza argomentativa e sistematica del diritto, la comprensione e l'applicazione tanto della logica quanto del linguaggio dei giuristi;
- gli atti giuridici prodotti dagli alunni possono essere utilizzati per verificare la padronanza della logica e dei ragionamenti giuridici normativi e non normativi;
- i colloqui orali oltre a permettere la discussione delle prove oggettive, debbono mirare a valutare le competenze logico-argomentative e linguistico- espressive.

4. Economia politica.
4.1. Terza classe
4.1.1. Obiettivi di apprendimento
Alla fine dell'anno scolastico, l'allievo dovrà essere in grado di:
- rilevare gli elementi del sistema economico e comprendere la correlazione fra essi esistente, per acquisire una chiara visione dell'intero processo di funzionamento del sistema.
- conoscere il funzionamento del sistema economico secondo i vari modelli interpretativi;
.- cogliere analogie e differenze fra i vari tiri di sistemi economici;
- analizzare i differenti fattori produttivi e comprendere come la loro diversa combinazione incida sui risultati economici;
- riflettere sulla differenza fra costi privati e costi sociali;
- distinguere specificità e interdipendenze delle sfere
. della produzione, domanda, della distribuzione;
- riconoscere le differenze e le analogie fra i vari regimi di mercato;
- esaminare e confrontare dati economici;
- interpretare, analizzare e comunicare i contenuti essenziali dei vari testi economici; formulare ipotesi risolutive di problemi economici di media complessità, motivando le scelte e verificando le soluzioni;
- redigere relazioni e resoconti. .
4.1.2. Articolazione dei contenuti
Il sistema economico
Le sfere, gli operatori e i mercati
I vari modelli interpretativi
La sfera della produzione
I fattori della produzione
I costi e i ricavi
I costi privati e i costi sociali
La sfera della domanda
I consumi
Gli investimenti
La sfera della distribuzione
I salari, i profitti e le rendite
Gli operatori economici
La famiglia
L'impresa
Lo Stato
I mercati
I mercati di concorrenza perfetta
I mercati non concorrenziali
La formazione dei prezzi
L'equilibrio e il disequilibrio del mercato
I mercati delle merci e del lavoro

4.2. Quarta classe
4.2.1. Obiettivi di apprendimento
Alla fine dell'anno scolastico, l'allievo dovrà essere in grado di:
- comprendere le problematiche relative alla politica economica, il significato delle scelte di politica economica, i loro riflessi sullo sviluppo e sull'occupazione;
- comprendere la funzione di guida che lo Stato assume nei sistemi ad economia mista;
- riconoscere le variabili economiche su cui agisce lo Stato e gli effetti che queste provocano sugli obiettivi di breve e lungo termine;
- individuare gli strumenti di politica economica e le relazioni fra obiettivi e strumenti;
- cogliere le analogie e le differenze tra mercato monetario e mercato finanziario e i relativi rapporti di interdipendenza;
:.- utilizzare strumenti di analisi finanziaria per effettuare scelte efficaci e motivate, in un mercato dinamico e ricco di alternative;
- conoscere la dinamica del sistema economico, le cause e gli effetti dell'inflazione, le relative teorie; .
- comprendere le ragioni economiche del commercio internazionale e i loro effetti sulla distribuzione mondiale delle risorse;
- cogliere l'esigenza dei tempi moderni di collaborare su scala mondiale per risolvere i problemi che hanno assunto dimensioni planetarie;
- interpretare, analizzare e comunicare i contenuti essenziali di testi economici;
- formulare ipotesi risolutive di problemi economici, di media complessità;
- osservare e valutare il reale funzionamento del sistema economico e proporre ipotesi di innovazione;
 - esaminare e confrontare dati. economici;
- redigere relazioni e resoconti.
4.2.2. Articolazione dei contenuti
L'intervento dello Stato nell'economia
Gli obiettivi della politica economica
Gli strumenti della politica economica
La politica monetaria
Le teorie della moneta
Il mercato monetario e finanziario e il sistema creditizio
La politica fiscale
La redistribuzione del reddito.
La spesa pubblica
La dinamica del sistema economico
Il ciclo economico
La crisi, l'inflazione e le relative teorie
L'operatore Resto del Mondo
Le teorie del commercio internazionale
Il commercio internazionale e la distribuzione mondiale delle risorse
I sistemi di pagamento
L'organizzazione economica internazionale
La Comunità Economica Europea
Gli altri organismi
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5. SCIENZA DELLE FINANZE

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5.1. Quinta classe
5.1.1. Obiettivi di apprendimento
Alla fine dell'anno scolastico l'allievo dovrà essere in grado di:
- conoscere i principi regolatori dell'attività finanziaria dello Stato e i modi in cui l'operatore pubblico acquista e utilizza le risorse necessarie per lo svolgimento dei propri compiti;
- comprendere che la politica fiscale si prefigge la redistribuzione del reddito, l'accrescimento dell'efficienza del sistema e della sua attitudine a produrre benessere;
- riflettere sulla necessità dell'inquadramento della, spesa pubblica in una politica di programmazione;
analizzare gli effetti economici della spesa pubblica;
- comprendere che la molteplicità delle entrate pubbliche consente di attuare una politica delle entrate rivolta alla stabilità e allo sviluppo;
- considerare il bilancio pubblico come strumento di programmazione per pianificare la spesa pubblica allo scopo di garantire la piena occupazione e di massimizzare lo sviluppo del Paese;
- conoscere e analizzare i rapporti fra finanza statale e finanza locale;
- conoscere l'evoluzione e la struttura del sistema tributario italiano;
- interpretare i principi costituzionali su cui si basa il I sistema tributario italiano;
- individuare e distinguere gli aspetti giuridici ed economici delle singole imposte;
riflettere sul continuo mutamento della normativa fiscale;
- esaminare, interpretare e utilizzare i vari documenti (bilancio della scuola, del Comune, ecc.) con riferimento alla normativa fiscale studiata;
- redigere e produrre documenti (ad es. dichiarazione dei redditi) applicando la relativa normativa fiscale;.
- Interpretare, analizzare e comunicare i contenuti essenziali di testi economici e finanziari;
- formulare ipotesi risolutive di problemi finanziari di media complessità motivando le scelte e verificando le soluzioni;
- valutare il funzionamento del sistema tributario, le relative disposizioni legislative e proporre ipotesi di innovazione e di riforma.
5.1.2. Articolazione dei contenuti
La scienza delle finanze
La politica economica e la politica finanziaria
Gli obiettivi e gli strumenti dell'intervento pubblico
La politica della spesa
La struttura della spesa pubblica
La spesa per la sicurezza sociale
La politica dell'entrata
Le diverse forme di entrata
Il prelievo fiscale
Gli effetti dell'i!11posizione fiscale
La politica del bilancio .
Il bilancio dello Stato e degli altri enti pubblici
La programmazione economica
La finanza locale
Rapporti tra finanza statale e finanza locale
Principi costituzionali in materia di finanza regionale
Il sistema tributario italiano
La struttura
Gli aspetti giuridici ed economici delle singole imposte

6. INDICAZIONI METOLOGICHE
Il metodo di studio dell'economia politica, a seconda delle conoscenze e delle abilità che si vogliono conseguire, si può articolare in diversi itinerari didattici:
- ricerca teorica, diretta all'apprendimento dei principi generali e delle principali correnti del pensiero economico e finanziario;
- ricerca sistemica, diretta ad evidenziare le interazioni fra le variabili micro e macro- economiche;
- ricerca empirica, diretta all'apprendimento di regolarità economiche, situazioni, dati, relativi al funzionamento dell'economia del Paese, per individuare ipotesi di innovazioni (ricerca propositiva).
Si tratta di apprendimenti che implicano modalità diversamente articolate di approccio al fenomeno economico e finanziario e che richiedono, dunque, un metodo di insegnamento flessibile, che potrà, a seconda dei casi, utilizzare modalità e tecniche differenti: lezione interattiva, scoperta guidata, problem solving, simulazione.
In particolare si suggerisce di:
- affrontare la disciplina con approccio sistemico, evidenziando le relazioni logiche, la dimensione storica, l'interazione fra fenomeni economici, finanziari, giuridici, politici e sociali;
- utilizzare un testo di storia del pensiero economico per avvicinare i giovani agli scritti originali degli autori;
- sottolineare l'importanza delle diverse teorie, che rappresentano modelli interpretativi alternativi;
- evidenziare che ogni modello interpretativo non è mai rigorosamente neutrale, ma risente del bagaglio ideologico soggettivo di ciascun economista;
- valorizzare, attraverso la lettura di giornali, il dibattito socio- economico;
- procedere, per. approssimazioni successive, a sistemazioni, enunciazioni di tendenze, inquadramenti storici complessivi;
- realizzare frequenti produzioni scritte, necessarie al fine di far acquisire allo studente e una maggiore padronanza di registri linguistici e una capacità di rielaborazione personale e critica; .
- realizzare lavori di gruppo;
- tendere a presentare situazioni nelle quali attuare processi decisionali che tengano conto della elevata variabilità del sistema economico- sociale.

7. VERIFICA E VALUTAZIONE
Le modalità di verifica e valutazione sono quelle indicate in premessa. ..
In particolare si avrà cura di articolare le prove secondo diverse modalità (non solo quindi attraverso le interrogazioni orali, ma anche con esercitazioni scritte) da misurarsi con l'aiuto di griglie preordinate opportunamente tarate.
Le esercitazioni scritte, saranno strutturale in relazione agli obiettivi che si intendono misurare e finalizzare ad avere una pluralità di elementi per la valutazione (a soluzione programmata, test, questionari, relazioni, saggi brevi).

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Postato il Venerdì, 15 novembre 2002 ore 09:15:03 CET di Salvatore Garozzo
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