Benvenuto su AetnaNet
 Nuovo Utente / Login Utente 537983240 pagine viste dal Gennaio 2002 fino ad oggi 11170 Utenti registrati   
Sezioni
Consorzio
Home
Login
Progetto
Organizzazione
Scuole Aetnanet
Pubblicità
Convenzione Consult Service Management srl
Contattaci
Registrati

News
Aggiornamento
Associazioni
Attenti al lupo
Concorso Docenti
Costume e società
Eventi
Istituzioni
Istituzioni scolastiche
Manifest. non gov.
Opinioni
Progetti PON
Recensioni
Satira
Sondaggi
Sostegno
TFA
U.S.P.
U.S.R.
Vi racconto ...

Didattica
Umanistiche
Scientifiche
Lingue straniere
Giuridico-economiche
Nuove Tecnologie
Programmazioni
Formazione Professionale
Formazione Superiore
Diversamente abili

Utility
Download
Registrati
Statistiche Web
Statistiche Sito
Privacy Policy
Cookie Policy


Top Five Mese
i 5 articoli più letti del mese
dicembre 2021

VII CONGRESSO CISL SCUOLA CATANIA
di a-oliva
2876 letture

Da 70 anni donatori di sangue. ADVS FIDAS premia al Comune di Catania i donatori di sangue settantenni
di a-oliva
2254 letture

Personale Docente - Nomine in ruolo da procedure concorsuali per surroga - A.S. 2021/2022 - Sedi disponibili
di a-oliva
2249 letture

Personale docente - Esiti del nuovo conferimento delle supplenze a seguito della procedura informatizzata da GAE e GPS, per stipula di contratti a tempo determinato - A.S. 2021/2022
di a-oliva
2125 letture

Personale docente - Posti disponibili aggiornati per stipula di contratti a tempo determinato da GPS e GAE - A.S. 2021/2022
di a-oliva
2004 letture


Top Redattori 2016
· Giuseppe Adernò (Dir.)
· Antonia Vetro
· Michelangelo Nicotra
· Redazione
· Andrea Oliva
· Angelo Battiato
· Rosita Ansaldi
· Nuccio Palumbo
· Filippo Laganà
· Salvatore Indelicato
· Carmelo Torrisi
· Camillo Bella
· Renato Bonaccorso
· Christian Citraro
· Patrizia Bellia
· Sergio Garofalo
· Ornella D'Angelo
· Giuseppina Rasà
· Sebastiano D'Achille
· Santa Tricomi
· Alfio Petrone
· Marco Pappalardo
· Francesca Condorelli
· Salvatore Di Masi

tutti i redattori


USP Sicilia


Categorie
· Tutte le Categorie
· Aggiornamento
· Alternanza Scuola Lavoro
· Ambiente
· Assunzioni
· Attenti al lupo
· Bonus premiale
· Bullismo e Cyberbullismo
· Burocrazia
· Calendario scolastico
· Carta del Docente
· Concorsi
· Concorso Docenti
· Consorzio
· Contratto
· Costume e società
· CPIA
· Cultura e spettacolo
· Cultura Ludica
· Decreti
· Didattica
· Didattica a distanza
· Dirigenti Scolastici
· Dispersione scolastica
· Disponibilità
· Diversamente abili
· Docenti inidonei
· Erasmus+
· Esame di Stato
· Formazione Professionale
· Formazione Superiore
· Giuridico-economiche
· Graduatorie
· Incontri
· Indagini statistiche
· Integrazione sociale
· INVALSI
· Iscrizioni
· Lavoro
· Le Quotidiane domande
· Learning World
· Leggi
· Lingue straniere
· Manifestazioni non governative
· Mobilità
· Natura e Co-Scienza
· News
· Nuove Tecnologie
· Open Day
· Organico diritto&fatto
· Pensioni
· Percorsi didattici
· Permessi studio
· Personale ATA
· PNSD
· Precariato
· Previdenza
· Progetti
· Progetti PON
· Programmi Ministeriali
· PTOF
· Quesiti
· Reclutamento Docenti
· Retribuzioni
· Riforma
· RSU
· Salute
· Satira
· Scientifiche
· Scuola pubblica e o privata
· Sicurezza
· SOFIA - Formazione
· Sostegno
· Spazio SSIS
· Spesa pubblica
· Sport
· Strumenti didattici
· Supplenze
· TFA e PAS
· TFR
· Umanistiche
· Università
· Utilizzazione e Assegnazione
· Vi racconto ...
· Viaggi d'istruzione
· Voce alla Scuola


Articoli Random

Recensioni
Recensioni

·Kaleidoscopio di Enzo Randazzo alla Fondazione Verga di Catania
·All'Ursino Recupero presentato il volume dell'italianista Maria Valeria Sanfilippo
·Venerdì 7 luglio, alle 17:00, all’Ursino Recupero (via Biblioteca 13), avrà luogo la presentazione del volume “Giuseppe Bonaviri e le Novelle saracene” (ed. Aracne) di Maria Valeria Sanfilippo
·La Madonna dei Bambini a Sant’Agata La Vetere
·Un libro per amico, 'Un milanese a Catania' di Gianluca Granieri


Scuole Polo
· ITI Cannizzaro - Catania
· ITI Ferraris - Acireale
· ITC Arcoleo - Caltagirone
· IC Petrarca - Catania
· LS Boggio Lera - Catania
· CD Don Milani - Randazzo
· SM Macherione - Giarre
· IC Dusmet - Nicolosi
· LS Majorana - Scordia
· IIS Majorana - P.zza Armerina

Tutte le scuole del Consorzio


I blog sulla Rete
Blog di opinione
· Coordinamento docenti A042
· Regolaritè e trasparenza nella scuola
· Coordinamento Lavoratori della Scuola 3 Ottobre
· Coordinamento Precari Scuola
· Insegnanti di Sostegno
· No congelamento - Si trasferimento - No tagli
· Associazione Docenti Invisibili da Abilitare

Blog di didattica
· AltraScuola
· Atuttoscuola
· Bricks
· E-didablog
· La scuola iblea
· MaestroAlberto
· LauraProperzi
· SabrinaPacini
· TecnologiaEducatica
· PensieroFilosofico


Scuola pubblica e o privata: Gli insegnanti (bravi) hanno una vita (di ………). ed è difficile immaginare altro…

Rassegna stampa
Un incontro quasi casuale con una collega e suo marito. Ci sediamo e scambiamo due chiacchere. Lui lavora nell’ambito delle emergenze, con turni di notte, reperibilità, missioni fuori regione. Lei è un collega, maestra di scuola primaria.
Ad un certo punto, mentre sta raccontando un intervento della sua squadra, Lui ci fa una domanda: “Perché è più semplice pianificare una squadra di emergenza che il lavoro di una maestra? Io ho la reperibilità, e so che devo partire se mi chiamano. Ma Lei è in servizio permanente, dopocena, sabato, domenica…. Ti sembra normale?”
Lei gira gli occhi al cielo, e mi invita: “Prova a spiegarglielo tu, che io mi sono arresa…”
Partirei dalla parola “normale”, usata da Lui.
E la risposta è semplice: NO, non è normale che una lavoratrice dedichi tutto il proprio tempo al lavoro. Non è normale, e non va bene.
Se invece per normale intendiamo comune o diffuso, allora la risposta è SI’, una parte degli insegnanti lavora tanto, troppo. E questo è un serio problema.


Ma c’è un problema ancora più serio: dell’iper-lavoro degli insegnanti non frega niente a nessuno – dirigenti, sindacati, ministero… – a parte i loro familiari, che ne subiscono pesantemente le conseguenze.

C’è un gravissimo problema strutturale che rende impossibile alleggerire il carico di lavoro delle insegnanti: non di tutte, di quelle brave. Per problema strutturale intendo un’organizzazione che nel suo “ultimo miglio” (le scuole) non è minimamente ordinata per rispondere in maniera adeguata alle esigenze di un buon servizio. E questo riguarda tutte le scuole e le istituzioni educative, dagli asili nido fino alle scuole superiori.
Nel contratto di lavoro della scuola (statale – le scuole paritarie e private stanno anche peggio) c’è un punto specifico: “l’attività funzionale all’insegnamento è costituita da ogni impegno inerente alla funzione docente…” che prevede il lavoro che gli insegnanti svolgono a casa per preparare le lezioni e per correggere gli elaborati. Mentre per i compiti che un docente svolge a scuola è previsto un certo numero di ore, il lavoro domestico non ha nessuna definizione temporale. Ed è veramente così: puoi non fare nemmeno mezz’ora, oppure puoi passare 70 ore alla settimana davanti al PC o sulle verifiche degli alunni. Nessuno controlla, nessuno rendiconta.
 
C’è una sorta di teoria a monte, per cui sarebbe impossibile capire quanto un’insegnante lavora a casa (così implicitamente sostengono sindacati e ministero…); ma c’è una pratica quotidiana costituita da lezioni ben preparate e da elaborati analizzati, corretti e valutati con serietà. Lo sanno bene gli alunni, ma lo sanno bene anche le famiglie. E in realtà lo sanno bene anche i dirigenti. Come dire, la qualità è un fattore  ben visibile.
Quindi, brave insegnanti e pessime insegnanti non vedono nessuna differenza di trattamento, né economico, né di altro tipo.
Ma questa è solo una parte del problema.
Perché la questione vera è un’altra: i bravi insegnanti spendono una quantità immane di ore a casa, e se anche venissero ben retribuiti per questo, resta il dato di fatto che è sbagliato sovraccaricare così un lavoratore. Perché i bravi insegnanti non riescono a lavorare di meno: senso di responsabilità, etica, deontologia, passione, rispetto….
È il sistema sbagliato.
Una prima questione…

Un problema strutturale è la suddivisione delle discipline rispetto alle ore di lavoro e al numero delle classi e degli alunni nelle classi.
Una classe con 28 alunni o una con 14 per definizione non possono avere la stessa quantità di lavoro a casa. Eppure il dato – oggettivo – non conta.
Alcune discipline prevedono elaborati e progettazioni ben più cospicui di altre, che prevedono metodi di insegnamento meno strutturati.
Che cosa vuol dire?
Io ho insegnato italiano alla scuola primaria, in due classi di 24 alunni ciascuna. Quando ho insegnato a scrivere i testi – temi, riassunti, piccole relazioni – mi ritrovavo ad avere come minimo 48 elaborati da correggere ogni settimana. E in più c’era tutto il resto – dalla lettura alla grammatica. Le colleghe di una scuola superiore o di una scuola media hanno quantità analoghe o superiori di lavoro domestico.
Per alcune discipline il numero degli alunni andrebbe limitato: una classe, tenendo in conto che è la somma del lavoro in classe più quello a casa che fa il totale.
Siamo lontani anni luce: abbiamo insegnanti che si occupano di più discipline, in più classi – e sono quelli costretti a ritmi di lavoro da manifattura del 1800.

Se l’insegnante è brava, significa che è anche affidabile, responsabile, partecipe della vita della scuola.
Questo si traduce in soma.
Quell’insegnante sarà la bestia da soma su cui il sistema-scuola scaricherà tutta una serie di funzioni (e quindi lavori) che a ben vedere è difficile spiegare perché.
L’insegnante da soma coordina una classe – ovvero è il primo referente per colleghi e genitori.
L’insegnante da soma potrebbe facilmente essere coordinatrice di un plesso (cioè di una delle sedi della scuola) e allora faranno riferimento a lei tutti i docenti, personale ATA e forse anche alcune famiglie di quella sede.
AH… naturalmente coordinamento di classe e coordinamento di plesso molto spesso si sommano, perché alcuni insegnanti da soma sono più da soma di altri…
 
Ma non basta: potrebbero coordinare un dipartimento, oppure essere referenti per alcune aree di lavoro della scuola, che con una pessima denominazione si chiamano “funzioni strumentali” – per esempio per l’informatica, l’inclusione, la continuità… e molte altre. Nel contratto si dice esplicitamente che non è previsto che le funzioni strumentali abbiano esoneri dalle ore in classe. Per definizione sono ore di lavoro che si aggiungono a quelle che normalmente vengono svolte. Funzioni strumentali, non esseri umani…
Quanti sono gli insegnanti disposti a trasformarsi in bestie da soma di questa entità? Va detto: sono pochi, e proprio su quei pochi il sistema insiste.
La responsabilità viene premiata con carichi di lavoro sempre maggiori.
Paradossalmente, l’affidabilità diventa una pecca di cui bisognerebbe liberarsi al più presto – pena l’essere scoperti presto e trasformati inevitabilmente in insegnanti da soma.
È un sistema crudele, che fa pagare a qualcuno la sua inefficienza precostituita.
Perché – la domanda è fondamentale – il sistema scuola non prevede che ci sia qualcuno che fa questi lavori, che hanno poco a che fare con l’insegnamento. Perché una maestra deve coordinare un plesso di 15 classi? Perché non c’è una persona dedicata al funzionamento di quella sede? Perché un’insegnante di italiano si deve ogni giorno preoccupare dei colleghi assenti e di come sostituirli?
Il preside da solo – con anche un vicepreside al fianco – non è materialmente in grado di svolgere tutte le funzioni; e il sistema delega agli insegnanti il completamento di quel lavoro che un preside non fa.
(È vero, ci sono gli uffici amministrativi – che si occupano meramente dell’amministrazione, anche loro ampiamente sotto organico. E che non si occupano di molte questioni prettamente organizzative – mascherate come didattiche, ma è un imbroglio semantico.)
Terza questione

La brava insegnante si aggiorna. Corsi, on line e in presenza, conferenze, studio sui libri. Questo riguarda naturalmente tutti gli insegnanti, a prescindere dalle discipline.
Che cosa distingue l’insegnante aggiornato da quello stantio? Nulla…. Nessun riconoscimento, nessuna progressione di carriera, nessun incentivo. Che tu faccia o meno, al sistema non interessa. Di nuovo la differenza la vedono gli alunni, tra un insegnante che vive nella cultura e nella scienza, o quello la cui lettura si ferma alla Gazzetta dello Sport o a Donna Moderna.
Nelle scuole statali ci sono i famosi 500 €, uguali per tutti. Nessun controllo, se non quello di un sistema un po’ farraginoso che si finge rigoroso, ma che in realtà è solo (un po’) complicato.
Quando è che la brava insegnante studia?
Ovviamente a casa…
Come se la formazione degli insegnanti potesse essere opzionale per il sistema scuola e non una priorità.
Nelle indagini europee, gli insegnanti italiani sono fra gli ultimi per grado di soddisfazione professionale.
Mi stupisco che qualcuno si stupisca.
E infine la quarta questione.

Lui si chiede perché…
Lei gli spiega perché…
Lui non capisce…
In questo gioco al massacro, il giocatore “sano” è Lui: che chiede e non capisce.
Non capisce che Lei spieghi la sottrazione alla vita familiare.
Non comprende come Lei argomenti la rinuncia ad uscire più spesso con i bambini.
Si stupisce che Lei non guardi un film insieme a Lui. O che non legga un libro seduta in poltrona.
Lei dice che non trova il tempo.
Ed è vero, glielo hanno tolto tutto.
Senza dirglielo, facendolo credere un evento naturale.
Essere a ottobre e sentirsi stanche come in maggio. Le vacanze non sono più nemmeno un ricordo.
La quarta questione è la qualità di vita degli insegnanti bravi, professori, maestre ed educatrici. Di sostegno e curricolari. Dei nidi, dei licei, delle medie e dei professionali…
Una qualità di vita sempre più impoverita e dura.
In molti studiosi si chiedono come mai il lavoro educativo sia diventato un’area esclusiva delle donne. C’è chi tira in ballo il prestigio professionale decaduto.
Io credo che una delle risposte sia nella drammatica capacità delle donne di sacrificarsi, di sopportare dolori e fatiche.
È un prezzo alto quello che viene pagato, anche dagli uomini che insegnano.
Lo fanno perché sanno che il sistema si regge – molto – sulle loro spalle.
La buona scuola si fonda sulla vita di merda dei suoi migliori insegnanti.

dal profilo fasebook di Stefano Zoletto, 17.10.2021








Postato il Venerdì, 22 ottobre 2021 ore 10:27:17 CEST di Andrea Oliva
Annunci Google



Mi piace
Punteggio Medio: 0
Voti: 0

Dai un voto a questo articolo:

Eccellente
Ottimo
Buono
Sufficiente
Insufficiente



Opzioni

 Pagina Stampabile Pagina Stampabile

 Invia questo Articolo ad un Amico Invia questo Articolo ad un Amico



contattaci info@aetnanet.org
scrivi al webmaster webmaster@aetnanet.org


I contenuti di Aetnanet.org possono essere riprodotti, distribuiti, comunicati al pubblico, esposti al pubblico, rappresentati, eseguiti e recitati, alla condizione che si attribuisca sempre la paternità dell'opera e che la si indichi esplicitamente
Creative Commons License

powered by PHPNuke - created by Mikedo.it - designed by Clan Themes


PHP-Nuke Copyright © 2004 by Francisco Burzi. This is free software, and you may redistribute it under the GPL. PHP-Nuke comes with absolutely no warranty, for details, see the license.
Generazione pagina: 0.36 Secondi