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Iscrizioni: Il trend delle iscrizioni. Poco lavoro, meglio il liceo

Rassegna stampa

Aumento del 3% a fronte di un analogo calo negli istituti tecnici.
I dati non sono ancora ufficiali, ma sembrano confermare una tendenza che va avanti ormai da alcuni anni. I ragazzi degli anni 2000 preferiscono il liceo agli istituti professionali. Ed è boom di iscrizioni per gli indirizzi classico e scientifico. Il dato nazionale parla di un +10% per gli scientifici e i classici nel prossimo anno scolastico. Tendenza confermata anche a Catania e provincia, sebbene non vengano diffusi ancora dati ufficiali dagli uffici del Csa. Gli stessi dirigenti scolastici confermano, però, che il dato nazionale è valido anche per Catania, seppur temperato.
In base ai numeri fino ad ora a disposizione, si è registrata una leggera diminuzione nelle iscrizioni ai primi anni delle scuole secondarie superiori di Catania. Rispetto ai 60mila studenti che si sono iscritti per la prima volta ad uno dei tanti indirizzi scolastici superiori, i nuovi iscritti per l'anno prossimo saranno 58731. Un sensibile calo generale, fisiologico, che non deve fare preoccupare e all'interno del quale si registra comunque la preferenza per l'istruzione liceale.
Tutti al classico, dunque. Il fascino del ginnasio sembra abbia vinto la sfida delle iscrizioni sugli istituti tecnici e professionali. Effetto passaparola, scelte in "fotocopia" rispetto al compagno di banco o seguendo il consiglio della mamma. Sembra infatti che le famiglie si sentano più gratificate e sicure mandando, appena è possibile, i figli al liceo. Anzi ai licei, visto che le tipologie sono più di venti fra denominazioni, indirizzi e articolazioni, secondo la riforma Moratti. Si va infatti dal classico allo scientifico, dal linguistico al liceo delle scienze umane, dall'artistico all'economico, dal coreutico-musicale al tecnologico che ha ben otto indirizzi. Alla prima conta risulta che, scadute le iscrizioni il 25 gennaio, circa un 3% in più degli studenti rispetto all'anno scorso andrà al liceo, contro una ulteriore diminuzione fra il 2 e il 3% degli iscritti agli istituti tecnici. Così, alcuni dei 115 plessi scolastici catanesi - dipendenti da 63 sedi principali - dovranno far fronte all'aumento degli studenti, aggiungendo una classe in più, mentre altri dovranno cancellare alcune sezioni.
«Dal 2004 ad oggi registriamo un incremento costante di iscrizioni - riferisce Gaetano Circià, dirigente scolastico dello Spedalieri - per l'anno prossimo dovremo formare una nuova prima classe, il quarto ginnasio, con venticinque studenti in più. Riguardo ai motivi della scelta penso che la riforma Moratti influisca poco, sono cambiamenti epocali che coinvolgono l'intera società, la cultura di base delle famiglie è migliorata. Un tempo la richiesta di diplomi tecnici era urgente e maggiormente spendibile nel mercato del lavoro subito dopo la scuola. Prima, diplomandosi in ragioneria ci si poteva iscrivere all'albo dopo il praticantato e gli esami di abilitazione. Ora, invece, occorre almeno la laurea di primo livello. Il risultato è che i ragazzi rinviano la loro specializzazione». Della stessa opinione il dirigente dell'Iti Marconi. «Nel '90 ci fu un boom di richieste per l'istruzione tecnica perché nascevano a Catania le grosse industrie del settore elettronico, telecomunicazioni, informatico - commenta Rosario Aidala, preside di un istituto che ospita ben mille e trecento alunni, ma che l'anno prossimo vedrà la cancellazione di due classi - ora non c'è la sicurezza di entrare subito nel mondo del lavoro. Quindi i ragazzi, dovendo comunque frequentare l'Università, preferiscono l'istruzione tradizionale. Questo causa un abbassamento dei livelli dei licei, che non ricoprono più il ruolo di scuole "d'elite", un aumento delle bocciature e una fuga verso i parificati». Laconico il commento del preside Calambrogio dello scientifico Galilei dove l'anno prossimo i nuovi alunni saranno ben 476. «La scuola italiana - sostiene - deve essere aggiornata. Manca il lavoro, dunque gli studenti e le famiglie preferiscono i licei perché sono più formativi e più seri. Ma se fossimo in meno potremmo lavorare meglio».   Eva Spampinato   (da La Sicilia)









Postato il Martedì, 14 marzo 2006 ore 15:53:23 CET di Renato Bonaccorso
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