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Contratto

PMOF estero 2026/27: firmata l’intesa, ma i fondi devono arrivare dove possono diventare scuola

Sottoscritta l’ipotesi di contratto sul miglioramento dell’offerta formativa delle scuole italiane all’estero per il 2026/2027. Il recupero dei fondi inutilizzati nel Regno Unito riapre il confronto su tempi, criteri di redistribuzione e riconoscimento del lavoro. L’analisi delle posizioni sindacali, la distinzione tra PMOF, FMOF e FIS e i collegamenti agli speciali Aetnanet.

Il caso dei circa 33.000 euro destinati al Regno Unito riapre una questione centrale: assegnare le risorse non basta. Occorre renderle utilizzabili nei tempi della progettazione didattica. Le posizioni sindacali, la distinzione tra PMOF, FMOF e FIS e gli approfondimenti dell’archivio Aetnanet.

A cura della Redazione Aetnanet – 23 ottobre 2026

La contrattazione sul miglioramento dell’offerta formativa nelle istituzioni scolastiche italiane all’estero ha raggiunto un nuovo passaggio: il 23 ottobre è stata sottoscritta l’ipotesi di contratto integrativo per l’anno scolastico 2026/2027.

La FLC CGIL ne dà notizia qualificando espressamente il testo come ipotesi di CCNI. È una precisazione necessaria: il raggiungimento dell’intesa negoziale va distinto dai successivi adempimenti di controllo e dalla concreta disponibilità delle risorse.

Al centro del confronto vi è soprattutto il recupero delle somme assegnate a sedi nelle quali mancano le condizioni per utilizzarle. Il caso più evidente riguarda il Regno Unito: circa 33.000 euro che, secondo i comunicati sindacali, rischiano di restare inutilizzati a causa delle difficoltà nell’invio del personale.

È una vicenda circoscritta nelle dimensioni finanziarie, ma significativa sul piano amministrativo: una risorsa formalmente assegnata produce un beneficio soltanto quando può finanziare attività effettivamente realizzabili.

PMOF, FMOF e FIS: orientarsi tra le sigle

Prima di valutare l’accordo, occorre chiarire il lessico.

Sigla Significato e ambito
FMOF, spesso indicato come MOF Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa: il quadro delle risorse contrattuali destinate a diverse attività e compensi accessori del personale scolastico.
FIS Fondo dell’istituzione scolastica: una componente del più ampio FMOF, utilizzata secondo le regole della contrattazione integrativa.
PMOF Nel confronto sulle sedi estere indica i Progetti di miglioramento dell’offerta formativa, oggetto della specifica contrattazione presso il MAECI.

Aetnanet ha già approfondito la distinzione tra FIS e FMOF nel proprio speciale sul Fondo d’istituto, sulla distribuzione delle risorse e sui compensi. Per il settore estero, il comunicato UIL richiama l’articolo 104 del CCNL scuola 2006–2009 e la trattativa con MAECI e MIM.

La distinzione impedisce un equivoco: l’intesa di ottobre sulle sedi estere non coincide con il contratto di ripartizione del FMOF per tutte le scuole italiane. Le questioni si collegano per finalità e origine contrattuale, ma riguardano ambiti negoziali differenti.

Quali risorse sono in discussione

La FLC CGIL comunica la conferma di un finanziamento complessivo di 964.841 euro lordo Stato per il MOF delle sedi estere 2026/2027, comprendente le risorse per le funzioni strumentali. La comunicazione richiama 60 funzioni strumentali.

Il dato va letto correttamente: il lordo Stato comprende oneri che non diventano compenso netto del lavoratore. Non può quindi essere trasformato direttamente in una somma disponibile in busta paga.

L’interesse dell’accordo non risiede soltanto nella dotazione complessiva. Conta anche la capacità di correggere assegnazioni che, pur coerenti con una previsione iniziale, non corrispondono più alle condizioni effettive di servizio.

Il caso britannico: risorse assegnate e personale assente

La UIL Scuola Esteri collega il problema della circoscrizione di Londra/Edimburgo alle difficoltà sui visti di lavoro successive alla Brexit. Il suo resoconto richiama un organico previsto di 16 docenti, tre funzioni strumentali e circa 33.000 euro.

Secondo la UIL, la soluzione proposta dall’amministrazione prevede di verificare entro il 1° marzo 2027 le somme non utilizzate, rapportandole alla presenza effettiva dei docenti, per assegnarle alle altre sedi estere. Il sindacato esprime parere favorevole alla sottoscrizione, pur lasciando aperti altri nodi retributivi.

Questo passaggio non va presentato come un trasferimento già eseguito dell’intero importo. Il recupero delle risorse dipende dalla ricognizione e dagli atti conseguenti.

La scelta di evitare una perdita di finanziamenti merita una valutazione positiva. Resta però da verificare quanto rapidamente le sedi destinatarie potranno programmare e realizzare le attività aggiuntive.

ANIEF: sì alla redistribuzione, critica al calendario

ANIEF rivendica l’accoglimento della propria proposta di redistribuzione e accompagna la firma con una riserva precisa: il rischio che una soluzione corretta sul piano contabile arrivi troppo tardi per essere efficace.

Il sindacato aveva proposto un monitoraggio nei primi giorni di dicembre, anziché al 1° marzo. L’obiettivo dichiarato è individuare prima le somme non impegnate e lasciare alle sedi beneficiarie un tempo maggiore per utilizzarle.

È un’obiezione che investe il rapporto tra amministrazione e didattica. Un progetto richiede organizzazione, disponibilità del personale e inserimento nel calendario scolastico. Ricevere nuove risorse quando una parte consistente dell’anno è già trascorsa può rendere più difficile trasformarle in attività utili.

Questa è la valutazione della Redazione: il monitoraggio deve essere abbastanza tempestivo da consentire una riprogrammazione reale, accompagnata da indicazioni operative chiare.

UIL e SNALS: la richiesta non nasce da una sola organizzazione

La ricostruzione delle trattative mostra che la questione delle economie era stata posta da più sindacati.

La UIL aveva già richiesto, nel confronto del 7 ottobre, una redistribuzione delle assegnazioni britanniche verso sedi con ulteriori necessità, proponendo di definirne i criteri in un’integrazione al contratto.

Anche lo SNALS-Confsal, nel resoconto del 28 settembre, aveva chiesto di recuperare le somme destinate al Regno Unito. Alla richiesta finanziaria affiancava due temi: il riconoscimento del lavoro dei coordinatori e la partecipazione delle istituzioni sottodimensionate. Nel successivo comunicato del 7 ottobre ribadiva le esigenze del personale ATA e degli EQ e la necessità di soluzioni per le sedi escluse o penalizzate.

Il punto di convergenza è dunque riconoscibile: le risorse devono seguire attività e personale effettivamente presenti, evitando che un’assegnazione inutilizzabile sottragga possibilità ad altre comunità scolastiche.

FLC CGIL: il problema delle economie ha una storia

La pubblicazione dell’ipotesi 2026/2027 da parte della FLC CGIL consente di collocare il nuovo accordo in un confronto più lungo.

Già nell’ottobre 2024 la FLC chiedeva una ricognizione degli impieghi precedenti, maggiore attenzione alle sedi che accumulavano economie e tutela dell’autonomia scolastica nella progettazione. Il tema era collegato anche alla possibilità di remunerare attività funzionali all’insegnamento, così da utilizzare meglio i finanziamenti disponibili. Si tratta di un precedente negoziale, non di una dichiarazione resa oggi.

La continuità del problema suggerisce una conclusione: la redistribuzione straordinaria è utile, ma serve anche una programmazione che riduca a monte la formazione di economie ricorrenti.

CISL, Gilda e le altre sigle: distinguere le posizioni documentate

La ricerca sui siti sindacali richiede cautela: non trovare un comunicato specifico non significa che un’organizzazione sia contraria all’accordo o estranea alla trattativa.

Per la CISL Scuola è stato individuato un intervento del luglio 2026 sul confronto tecnico in ARAN relativo al personale all’estero; non è stato invece possibile documentare, nelle fonti reperite per questo articolo, una sua autonoma valutazione dettagliata dell’intesa del 23 ottobre.

Sul sito della Gilda di Verona compare una ripresa della notizia riguardante ANIEF. Una ripubblicazione informativa non va però trasformata automaticamente in una posizione negoziale autonoma della federazione nazionale.

Le ricerche mirate sui siti di ANP, USB Scuola, Cobas, Unicobas e SNADIR non hanno restituito un intervento specifico verificabile sull’accordo estero 2026/2027. Questa ricognizione fotografa le fonti reperibili al momento della redazione e potrà essere aggiornata con ulteriori comunicati.

Riprendiamo la guida sul Fondo: dalla programmazione al pagamento

Per inquadrare il tema richiamiamo la guida di Orizzonte Scuola indicata nel nostro percorso di approfondimento:

Il Fondo per il Miglioramento dell’Offerta Formativa: procedure operative e ultime modifiche del CCNL. La guida normativa aggiornata.

La pagina è datata 28 luglio 2025, con aggiornamento al 29 luglio, e rinvia a contenuti riservati agli abbonati. Il titolo “aggiornata” deve quindi essere letto insieme alla data. È stato inoltre individuato un successivo approfondimento del luglio 2026 sulle procedure MOF e sui decreti dei compensi.

Rinfrescare il tema significa ricordare il legame tra le sue fasi: individuazione delle esigenze, disponibilità finanziaria, decisioni degli organi competenti, contrattazione, incarichi, svolgimento e verifica delle attività, liquidazione.

Per le sedi estere questo percorso va ricondotto alle specifiche disposizioni applicabili. Le procedure delle scuole sul territorio nazionale non possono essere trasferite automaticamente a contesti amministrativi diversi.

Dall’archivio Aetnanet: tre letture per comprendere il presente

Il nuovo accordo si collega a questioni che Aetnanet segue da tempo:

Sono contributi di contesto: non sostituiscono il contratto applicabile all’estero né i suoi successivi atti attuativi.

La posizione di Aetnanet: finanziare attività realizzabili, rispettare il lavoro

Il recupero delle risorse inutilizzate è una scelta condivisibile. Il risultato andrà misurato attraverso le attività effettivamente realizzate e i compensi corrisposti.

Aetnanet ritiene necessari tre impegni: ricognizioni anticipate, criteri trasparenti di redistribuzione e tempi certi per gli atti conseguenti. Le scuole devono conoscere quanto possono programmare; il personale deve sapere quali prestazioni vengono richieste e come saranno remunerate.

La promozione della lingua e della cultura italiana all’estero richiede continuità, competenze e relazioni con le comunità locali. Anche una somma relativamente contenuta può sostenere un progetto significativo. Perché accada, la disponibilità finanziaria deve incontrare per tempo la progettazione educativa.

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