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Archivio Storico ITIS Cannizzaro

2011-05-09 ITIS S. CANNIZZARO CATANIA Conferenza integrale del prof. Antonino Zichichi al Cannizzaro

Il 9 maggio 2011 il professor Antonino Zichichi tenne nell'Aula Magna dell'ITIS Cannizzaro la conferenza “Portare la scienza nel cuore dei giovani”. L'incontro celebrava il progetto Extreme Energy Events e il telescopio per raggi cosmici costruito dagli studenti al CERN e installato nell'istituto nel 2008. Video integrale, fotografie e documenti originali.

🎥 Guarda il video completo:

▶️ https://www.youtube.com/watch?v=n6b6EwZcPRI

 

Archivio storico digitale dell’ITIS “Stanislao Cannizzaro” di Catania

9 maggio 2011: Antonino Zichichi al Cannizzaro per portare la scienza nel cuore dei giovani

Il 9 maggio 2011 rappresenta una data particolarmente significativa nella storia scientifica dell’ITIS “Stanislao Cannizzaro” di Catania.

Quel lunedì, nell’Aula Magna dell’istituto, il professor Antonino Zichichi, fisico di fama internazionale, fondatore del Centro di Cultura Scientifica “Ettore Majorana” di Erice e protagonista della ricerca nel campo della fisica delle particelle elementari, tenne una conferenza pubblica dal titolo:

“Portare la scienza nel cuore dei giovani”.

L’evento fu organizzato nell’ambito delle attività del progetto Extreme Energy Events (EEE) – La scienza nelle scuole, una delle più importanti esperienze italiane di collaborazione diretta fra istituti secondari superiori, università e centri internazionali di ricerca.

Il Cannizzaro, diretto dal preside Salvatore Indelicato, partecipava al progetto dal 2006 e disponeva, dal 2008, di un telescopio per la rivelazione dei raggi cosmici, costruito anche grazie al lavoro dei propri studenti e docenti presso il CERN di Ginevra.

L’incontro con Zichichi costituiva quindi il riconoscimento di un percorso scientifico già avviato e consolidato.

Non si trattava della semplice visita di uno scienziato famoso a una scuola.

Era l’incontro fra l’ideatore di un grande progetto di ricerca e una comunità scolastica che aveva contribuito concretamente alla sua realizzazione.

La conferenza, documentata integralmente dal filmato conservato nell’Archivio storico digitale del Cannizzaro, permette oggi di recuperare una testimonianza importante della storia dell’istruzione tecnico-scientifica siciliana.

L’Aula Magna gremita: studenti, docenti, università e industria

L’invito ufficiale, pubblicato da Aetnanet il 4 maggio 2011 a firma del preside Salvatore Indelicato, annunciava la conferenza per lunedì 9 maggio alle ore 11:30.

La cronaca successiva, pubblicata da Aetnanet e dal periodico L’ALBA, colloca l’intervento del professor Zichichi alle ore 12:00.

L’Aula Magna accolse un pubblico composto da studenti, insegnanti, giornalisti, rappresentanti del mondo universitario e personalità del settore scientifico e industriale.

La manifestazione era stata volutamente aperta anche alle delegazioni delle altre scuole secondarie superiori della provincia e ai rispettivi docenti di Fisica.

L’obiettivo era trasformare un appuntamento scientifico del Cannizzaro in un’occasione di confronto per l’intero territorio.

La partecipazione di personalità del mondo accademico e produttivo conferiva all’iniziativa un significato che andava oltre la normale attività didattica.

L’istituto si presentava come luogo di incontro fra scuola, ricerca e innovazione tecnologica.

Questo aspetto emerge chiaramente dalle fotografie pubblicate da L’ALBA nel maggio 2011.

Una delle immagini documenta l’Aula Magna affollata di studenti e partecipanti, mentre un’altra mostra il tavolo dei relatori e le attrezzature utilizzate per la registrazione della conferenza.

La presenza della documentazione fotografica, accanto al filmato integrale, consente oggi di ricostruire con particolare precisione il contesto della manifestazione.

I quattro protagonisti al tavolo della conferenza

Una fotografia pubblicata sul periodico L’ALBA, maggio 2011, pagina 6, reca una didascalia che identifica, da sinistra verso destra, quattro protagonisti dell’incontro:

Antonio Atalmi – Salvatore Indelicato – Antonino Zichichi – Francesco Riggi.

La presenza di queste figure racchiude simbolicamente il significato dell’intero progetto.

Il professor Antonio Atalmi, referente scolastico di Extreme Energy Events, rappresentava il lavoro quotidiano degli insegnanti impegnati a trasformare la ricerca scientifica in esperienza formativa.

Il preside Salvatore Indelicato rappresentava la dirigenza scolastica che aveva accolto e sostenuto il progetto, favorendo i rapporti con il CERN, l’Università di Catania e gli enti di ricerca.

Il professor Antonino Zichichi rappresentava la ricerca internazionale e l’idea originaria di avvicinare i giovani alla fisica dei raggi cosmici attraverso strumenti reali di osservazione.

Il professor Francesco Riggi, del Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Catania, rappresentava il collegamento scientifico fra l’istituto, l’università e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

La fotografia permette così di dare un volto ai protagonisti di una collaborazione nella quale scuola e ricerca scientifica lavoravano insieme.

Antonino Zichichi: lo scienziato che voleva avvicinare i giovani alla fisica

Antonino Zichichi era già allora una figura nota della fisica italiana e internazionale.

La sua attività scientifica si era sviluppata nel campo della fisica nucleare e subnucleare, con particolare attenzione allo studio delle particelle elementari e delle interazioni fondamentali della natura.

Accanto alla ricerca sperimentale, Zichichi aveva dedicato una parte importante del proprio impegno alla divulgazione scientifica.

La fondazione del Centro di Cultura Scientifica “Ettore Majorana” di Erice aveva contribuito a fare della Sicilia un luogo di incontro fra scienziati provenienti da differenti Paesi.

Attraverso corsi, seminari e conferenze, il Centro promuoveva il confronto internazionale su numerosi settori della ricerca.

La presenza di Zichichi al Cannizzaro assumeva quindi un valore particolare.

Uno scienziato abituato a confrontarsi con ricercatori e laboratori internazionali entrava in una scuola tecnica per parlare direttamente agli studenti.

Ma soprattutto incontrava ragazzi che, grazie al progetto EEE, avevano già avuto l’opportunità di partecipare a una parte di quella ricerca.

La conferenza rappresentava così il punto di incontro fra l’attività scientifica di livello internazionale e l’esperienza quotidiana dei laboratori scolastici.

“Portare la scienza nel cuore dei giovani”: il significato del titolo

Il titolo della conferenza esprimeva una precisa concezione dell’educazione scientifica.

La scienza non doveva rimanere un insieme di nozioni da studiare soltanto sui libri.

Doveva diventare esperienza, curiosità, ricerca e capacità di interrogare la natura.

Portare la scienza nel cuore dei giovani significava suscitare interesse per i grandi interrogativi dell’universo e permettere agli studenti di comprendere come i ricercatori affrontino problemi ancora aperti.

Il progetto EEE rispondeva concretamente a questa impostazione.

Invece di limitarsi a spiegare i raggi cosmici attraverso lezioni teoriche, agli studenti veniva offerta la possibilità di partecipare alla costruzione e all’utilizzo di strumenti capaci di rilevarli.

Il rapporto con la scienza cambiava profondamente.

Lo studente non era più soltanto il destinatario di conoscenze elaborate da altri.

Diventava partecipe di un percorso nel quale osservazione, misurazione, analisi e interpretazione dei dati costituivano attività reali.

In questo senso la conferenza del 9 maggio 2011 rappresentava anche una riflessione sul futuro dell’insegnamento delle discipline scientifiche.

Da Galileo Galilei a Ettore Majorana: un viaggio nella storia della fisica

Secondo la cronaca pubblicata dalla professoressa Angela Percolla sul periodico L’ALBA, la conferenza affrontò alcuni dei grandi temi della fisica moderna.

Zichichi ripercorse il cammino della conoscenza scientifica, richiamando il ruolo di Galileo Galilei, la nascita del metodo sperimentale e gli sviluppi della fisica fino alla ricerca sulle particelle elementari.

Un posto particolare fu riservato a Ettore Majorana, il grande fisico catanese il cui nome è legato a importanti contributi alla fisica teorica del Novecento.

Il riferimento a Majorana assumeva un significato speciale per il pubblico siciliano.

La sua figura rappresentava infatti uno dei legami più importanti fra la storia scientifica di Catania e il panorama internazionale della fisica.

La relazione toccò anche argomenti come il Big Bang, la struttura del protone, l’antimateria nucleare e la fisica dei raggi cosmici.

Secondo il resoconto contemporaneo, Zichichi utilizzò un linguaggio divulgativo, accompagnando la spiegazione con aneddoti ed esperienze personali.

L’intento era rendere accessibili ai giovani questioni scientifiche che normalmente vengono affrontate in contesti universitari e specialistici.

Il valore formativo dell’iniziativa consisteva proprio nell’offrire agli studenti un’occasione di incontro diretto con questi argomenti e con uno dei protagonisti della loro divulgazione.

Il metodo galileiano e il dibattito sulla natura della scienza

Un altro tema documentato dal periodico L’ALBA riguarda la riflessione di Zichichi sul metodo scientifico.

Durante la conferenza lo scienziato espresse anche la propria posizione sull’evoluzionismo darwiniano, confrontandone l’impostazione con quella delle leggi matematiche della fisica.

Si tratta di un intervento che va collocato nel contesto delle opinioni scientifiche e filosofiche espresse dal relatore.

È importante precisare che le considerazioni critiche di Zichichi sul darwinismo non rappresentano il consenso della comunità scientifica sull’evoluzione biologica, che costituisce una teoria scientifica ampiamente sostenuta dalle evidenze.

Il richiamo alla questione è tuttavia storicamente pertinente, perché testimonia l’ampiezza dei temi affrontati durante la conferenza e consente di ricostruire il pensiero espresso dal relatore.

Il filmato integrale conserva la possibilità di ascoltare direttamente le sue argomentazioni, distinguendo il documento storico dalle successive valutazioni scientifiche.

Extreme Energy Events: il grande progetto che portò la ricerca nelle scuole

La presenza di Zichichi al Cannizzaro era direttamente collegata al progetto Extreme Energy Events (EEE) – La scienza nelle scuole.

L’iniziativa, avviata nel 2004, mirava a coinvolgere direttamente gli studenti delle scuole superiori nello studio dei raggi cosmici.

Il progetto prevedeva la realizzazione di una rete di telescopi distribuiti sul territorio nazionale, in collaborazione con università e istituzioni scientifiche.

Fra gli enti coinvolti figuravano:

  • il CERN di Ginevra;
  • l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN);
  • il Centro Studi e Ricerche Enrico Fermi di Roma;
  • università e laboratori scientifici italiani.

Nel 2011 la rete coinvolgeva, secondo la documentazione dell’epoca, circa quaranta istituti secondari superiori.

Il Cannizzaro partecipava al progetto dal 2006.

Un elemento distintivo dell’esperienza era rappresentato dal coinvolgimento operativo degli studenti.

I ragazzi potevano contribuire alla costruzione delle apparecchiature, alla loro installazione e al successivo lavoro di acquisizione e analisi dei dati.

Era un modello di collaborazione nel quale la ricerca scientifica entrava fisicamente nei laboratori scolastici.

Che cosa sono i raggi cosmici?

  • I raggi cosmici sono particelle di alta energia provenienti dallo spazio.
  • Quando raggiungono la Terra, interagiscono con gli atomi e i nuclei presenti nell’atmosfera, producendo altre particelle.
  • Fra queste si trovano i muoni, particelle elementari che possono raggiungere la superficie terrestre e attraversare determinati materiali.
  • I muoni sono particolarmente interessanti perché consentono di studiare fenomeni legati alle interazioni delle particelle e alla radiazione cosmica.
  • Attraverso opportuni rivelatori è possibile misurare il passaggio di queste particelle e raccogliere informazioni sui fenomeni che le hanno generate.

Lo studio dei raggi cosmici permette di affrontare interrogativi fondamentali: quali fenomeni astrofisici producono particelle di altissima energia? Come si propagano nello spazio? Quali interazioni si verificano quando raggiungono l’atmosfera terrestre?

Sono problemi reali della ricerca scientifica.

Il progetto EEE consentiva agli studenti di partecipare a una parte del lavoro sperimentale necessario per affrontarli.

Il telescopio del Cannizzaro: uno strumento scientifico costruito dagli studenti

Uno degli aspetti più straordinari dell’esperienza del Cannizzaro riguarda la costruzione del proprio telescopio per raggi cosmici.

La documentazione originale permette di ricostruire con precisione le principali tappe del progetto.

Nel marzo 2006 una delegazione dell’istituto si recò al CERN di Ginevra per partecipare alla realizzazione del rivelatore.

Il gruppo era composto da due docenti e tre studenti.

I docenti erano:

  • Antonio Atalmi, referente scolastico del progetto EEE.
  • Martino Rapisarda, docente coinvolto nell’attività scientifica.

Gli studenti erano:

  • Damiano Borgesi, Daniele Cristaudo e Massimo Napoli.

La missione si svolse dal 12 al 18 marzo 2006.

Nel corso della permanenza al CERN il gruppo partecipò alla costruzione di un rivelatore denominato Multigap Resistive Plate Chamber (MRPC), progettato per la rilevazione di muoni cosmici.

L’esperienza offrì ai giovani un’occasione eccezionale per conoscere da vicino un centro internazionale di ricerca.

Gli studenti poterono confrontarsi con laboratori, strumentazioni, procedure e personale scientifico normalmente lontani dalle attività della scuola secondaria.

La partecipazione al progetto non era una visita dimostrativa.

Il gruppo contribuiva materialmente alla costruzione di componenti di un apparato scientifico destinato a essere utilizzato in una vera attività di ricerca.

22 marzo 2006 – Il Cannizzaro al CERN di Ginevra: articolo originale di Renato Bonaccorso

Dal CERN al Cannizzaro: l’installazione del telescopio nel 2008

Dopo l’esperienza di costruzione presso il CERN, il progetto proseguì con l’installazione dell’apparecchiatura presso l’istituto.

Secondo la documentazione pubblicata nel maggio 2011, il telescopio venne installato al Cannizzaro nel 2008.

L’istituto predispose una sala dedicata alle attività del progetto EEE, nella quale trovavano posto il telescopio e la strumentazione necessaria al suo funzionamento.

La presenza di un apparato scientifico di questo tipo rappresentava una significativa novità nella vita scolastica.

Il laboratorio non era destinato esclusivamente allo svolgimento di esercitazioni didattiche.

Ospitava uno strumento inserito in una rete di ricerca nazionale.

Le apparecchiature permettevano di registrare il passaggio dei muoni e di raccogliere dati sperimentali.

La documentazione del 2011 riferisce che il sistema acquisiva informazioni ventiquattro ore su ventiquattro.

Il Cannizzaro disponeva così di una struttura scientifica nella quale le attività degli studenti potevano inserirsi nella raccolta sistematica di dati reali.

Come funziona un rivelatore MRPC

  • Il rivelatore MRPC utilizza un sistema di elettrodi e sottili intercapedini contenenti gas.
  • Quando una particella carica attraversa il dispositivo, può provocare la ionizzazione del gas e generare un segnale elettrico rilevabile.
  • Attraverso opportuni circuiti elettronici, il segnale viene acquisito e analizzato.
  • Dispositivi collocati in differenti posizioni permettono di ricostruire alcune caratteristiche del passaggio delle particelle.
  • Il funzionamento del sistema coinvolge diverse discipline tecnico-scientifiche.
  • Sono necessarie conoscenze di fisica, elettronica, elettrotecnica, informatica, acquisizione dei segnali e trattamento dei dati.
  • Per un istituto tecnico industriale, queste caratteristiche rendevano il progetto particolarmente interessante.
  • La strumentazione permetteva infatti di utilizzare in un’unica esperienza competenze normalmente sviluppate in differenti specializzazioni.
  • La ricerca sui raggi cosmici diventava così anche un laboratorio interdisciplinare.
  • Oltre cento studenti coinvolti: cinque specializzazioni unite dalla ricerca

Un dato particolarmente importante emerge dall’articolo della professoressa Angela Percolla su L’ALBA.

  • Nel maggio 2011 il progetto EEE aveva già coinvolto oltre cento studenti del Cannizzaro, provenienti da differenti specializzazioni.
  • Le discipline rappresentate erano:
  • Meccanica;
  • Elettrotecnica;
  • Elettronica;
  • Informatica;
  • Chimica.
  • La partecipazione non riguardava quindi soltanto un ristretto gruppo di studenti appassionati di fisica.
  • Il progetto era diventato un’esperienza formativa capace di coinvolgere più settori dell’istituto.
  • Gli studenti potevano contribuire secondo le competenze acquisite nel proprio percorso scolastico.
  • L’attività comprendeva aspetti meccanici, collegamenti elettronici, gestione delle apparecchiature, sistemi di acquisizione, elaborazione informatica e interpretazione delle misurazioni.
  • Il laboratorio EEE permetteva inoltre di sviluppare capacità di collaborazione e organizzazione.
  • La riuscita delle attività richiedeva infatti il lavoro coordinato di studenti, insegnanti, personale tecnico e ricercatori esterni.

Questo elemento rappresenta uno degli aspetti più innovativi della partecipazione del Cannizzaro al progetto.

  • Antonio Atalmi: il referente scolastico del progetto EEE
  • Un ruolo centrale nello sviluppo delle attività di ricerca fu svolto dal professor Antonio Atalmi.
  • La documentazione contemporanea lo identifica come referente del progetto EEE per il Cannizzaro.
  • Atalmi partecipò alla missione al CERN del marzo 2006 e seguì le attività scientifiche sviluppate successivamente presso l’istituto.
  • Il suo contributo consisteva nel collegare le esigenze della ricerca sperimentale con quelle della formazione scolastica.
  • Le apparecchiature, infatti, dovevano essere gestite e utilizzate in modo scientificamente corretto.
  • Allo stesso tempo, il lavoro doveva offrire agli studenti opportunità effettive di apprendimento.
  • Questo richiedeva un impegno che andava oltre la normale programmazione didattica.
  • La collaborazione con il personale universitario e con i ricercatori dell’INFN era essenziale per garantire il collegamento fra il laboratorio scolastico e la rete nazionale di ricerca.
  • L’esperienza dimostrava quanto fosse importante la presenza di docenti capaci di assumere il ruolo di mediatori fra scuola e ricerca scientifica.
  • Francesco Riggi: il collegamento con l’Università di Catania
  • Accanto ad Antonio Atalmi, la documentazione attribuisce un ruolo significativo al professor Francesco Riggi, del Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università degli Studi di Catania.
  • Riggi contribuì al coordinamento scientifico locale del progetto EEE.
  • Il suo ruolo era particolarmente importante perché permetteva agli studenti e agli insegnanti del Cannizzaro di mantenere un rapporto costante con il mondo universitario.

La collaborazione riguardava gli aspetti scientifici delle misurazioni, l’utilizzo della strumentazione e l’interpretazione dei risultati.

Il progetto creava così una continuità tra formazione tecnica secondaria e ricerca universitaria.

  • Gli studenti potevano comprendere come le competenze acquisite a scuola trovassero applicazione in problemi scientifici reali.
  • La presenza di Francesco Riggi al tavolo della conferenza del 9 maggio 2011 testimoniava il valore di questa collaborazione.
  • Il ruolo della dirigenza: aprire la scuola ai grandi centri di ricerca
  • Il progetto Extreme Energy Events fu accolto e sostenuto dalla dirigenza del Cannizzaro.

Il preside Salvatore Indelicato favorì l’adesione dell’istituto all’iniziativa e lo sviluppo dei rapporti con le istituzioni scientifiche.

Il contributo della dirigenza riguardava soprattutto gli aspetti organizzativi e istituzionali necessari per rendere possibile un progetto di questa complessità.

L’attività coinvolgeva docenti, studenti, personale tecnico e amministrativo, università ed enti di ricerca.

La scuola doveva mettere a disposizione locali, risorse organizzative e condizioni idonee allo svolgimento delle attività.

In questo contesto, il compito del dirigente era creare le condizioni perché il lavoro scientifico dei docenti e degli studenti potesse svilupparsi con continuità.

La conferenza del 9 maggio 2011 rappresentava anche il riconoscimento di quella impostazione.

L’evento fu aperto alle altre scuole, al mondo universitario e alle realtà tecnologiche dell’Etna Valley.

Il Cannizzaro si proponeva così non soltanto come istituzione impegnata nella propria attività formativa, ma come luogo di diffusione della cultura scientifica sul territorio.

Il progetto EEE e il Grid computing: nuove frontiere dell’informatica

La documentazione del 2011 segnala che l’esperienza dei raggi cosmici contribuì a stimolare anche altre attività tecnico-scientifiche.

Tra queste veniva richiamata la diffusione del paradigma del Grid computing.

Con questa espressione si indica un modello di elaborazione informatica nel quale risorse di calcolo distribuite possono essere utilizzate in modo coordinato.

  • Il tema assumeva particolare interesse nei grandi progetti scientifici, nei quali la raccolta e l’elaborazione dei dati richiedono infrastrutture informatiche complesse.
  • Per gli studenti del Cannizzaro il collegamento fra fisica sperimentale e informatica rappresentava un’ulteriore possibilità di approfondimento.
  • La ricerca moderna, infatti, richiede spesso competenze che attraversano i confini tradizionali delle discipline.
  • Accanto alla costruzione di apparati sperimentali, assumono importanza la gestione delle informazioni, i sistemi di calcolo e l’analisi dei risultati.
  • Il progetto EEE permetteva di avvicinare gli studenti anche a questa dimensione della ricerca scientifica contemporanea.
  • La visita di Zichichi al laboratorio EEE del Cannizzaro
  • Uno dei momenti più significativi della giornata fu la visita del professor Zichichi alla sala destinata al progetto EEE.
  • La visita è espressamente documentata nell’articolo di Aetnanet del 16 maggio 2011 e nella cronaca pubblicata da L’ALBA.
  • Lo scienziato poté osservare il telescopio installato presso il Cannizzaro e la strumentazione necessaria alle attività di acquisizione dei dati.
  • Il significato della visita era particolarmente importante.
  • Zichichi incontrava una realizzazione concreta del progetto da lui ideato.
  • La strumentazione installata nella scuola dimostrava che la collaborazione fra istituti secondari ed enti di ricerca poteva produrre risultati operativi.
  • L’esperimento non era rimasto una proposta teorica.
  • Era diventato un laboratorio funzionante, nel quale gli studenti potevano partecipare alla raccolta e all’analisi dei segnali cosmici.
  • Per il Cannizzaro la visita rappresentava il momento nel quale il lavoro svolto negli anni precedenti veniva presentato direttamente all’ideatore del progetto.
  • L’Etna Valley incontra la ricerca scientifica
  • La conferenza fu concepita anche come un appuntamento rivolto alle realtà scientifiche e tecnologiche del territorio catanese.
  • Fra i partecipanti documentati dalle cronache dell’epoca figura il professor Antonio Insolia, allora direttore del Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Catania.
  • Sono inoltre richiamate le rappresentanze dell’AEIT, associazione operante nei settori dell’elettrotecnica, elettronica, automazione, informatica e telecomunicazioni, e di STMicroelectronics.
  • La presenza di questi soggetti contribuiva a rafforzare il significato istituzionale dell’iniziativa.
  • L’incontro mostrava come la formazione scolastica, la ricerca universitaria e il mondo industriale potessero dialogare intorno a obiettivi comuni.
  • Il riferimento all’Etna Valley era particolarmente significativo.
  • Catania rappresentava un importante polo di attività nel settore dell’elettronica e delle tecnologie industriali.
  • Il Cannizzaro, attraverso le proprie specializzazioni e i progetti scientifici, contribuiva a preparare giovani interessati a questi ambiti professionali.
  • La conferenza di Zichichi diventava così anche una manifestazione del legame fra scuola tecnica, innovazione e sviluppo del territorio.
  • Uno stand editoriale dedicato alla divulgazione scientifica
  • La cronaca del maggio 2011 registra anche la presenza di uno stand editoriale dedicato alle pubblicazioni scientifiche e divulgative del professor Zichichi.
  • Fra i libri presentati figurava “Giovanni Paolo II, il papa amico della scienza”, pubblicato in quel periodo.
  • L’iniziativa contribuiva ad ampliare il significato culturale della giornata.
  • Accanto alla conferenza e alla visita ai laboratori, gli studenti potevano conoscere una parte dell’attività editoriale dello scienziato.
  • La divulgazione scientifica rappresentava infatti un aspetto importante del rapporto fra ricerca e società.
  • I libri, gli incontri pubblici e le conferenze permettevano di portare temi scientifici complessi all’attenzione di un pubblico più ampio.
  • Nel caso del Cannizzaro, questo impegno si inseriva in una giornata interamente dedicata all’incontro fra giovani e cultura scientifica.
  • Le fotografie di L’ALBA: una testimonianza da conservare
  • Un contributo documentario di particolare valore proviene dall’edizione maggio 2011, numero 4, del periodico L’ALBA.
  • La pagina 6 è dedicata alla visita del professor Zichichi e reca il grande titolo:
  • “Portare la scienza nel cuore dei giovani”.
  • L’articolo è firmato dalla professoressa Angela Percolla.
  • La pagina conserva una documentazione fotografica significativa.
  • Compare innanzitutto il manifesto della conferenza, con il riferimento al progetto Extreme Energy Events e alla data del 9 maggio.
  • Una fotografia ritrae il professor Zichichi durante l’intervento.
  • Un’altra mostra il tavolo dei relatori, con Antonio Atalmi, Salvatore Indelicato, Antonino Zichichi e Francesco Riggi.
  • Infine, una fotografia panoramica restituisce l’immagine dell’Aula Magna gremita.
  • La presenza di queste immagini consente di ricostruire il clima dell’evento e di identificare alcuni dei protagonisti.
  • La pagina del giornale costituisce pertanto una fonte complementare al filmato integrale.
  • Mentre il video conserva la conferenza nella sua dimensione audiovisiva, il periodico permette di recuperare la cronaca contemporanea, le didascalie e le fotografie.

▶️ Consulta L’ALBA, maggio 2011, pagina 6, con articolo e fotografie originali

  • La cronaca di Aetnanet: tre documenti contemporanei
  • L’archivio di Aetnanet conserva tre importanti pubblicazioni relative alla visita di Antonino Zichichi.
  • 4 maggio 2011 – L’invito ufficiale
  • Il preside Salvatore Indelicato annunciò la conferenza, presentò il progetto Extreme Energy Events e invitò le scuole del territorio a partecipare all’iniziativa.
  • Il documento testimonia la preparazione dell’evento e le sue finalità scientifiche.
  • 12 maggio 2011 – La cronaca di Renato Bonaccorso
  • L’articolo racconta la conferenza, la partecipazione del pubblico, il progetto EEE e la visita dello scienziato ai laboratori.
  • La pubblicazione è accompagnata da una ricca documentazione fotografica attribuita a Renato G. Bonaccorso.
  • 16 maggio 2011 – Il resoconto pubblicato da Michelangelo Nicotra
  • La terza pubblicazione, dedicata a “Portare la scienza nel cuore dei giovani”, ripercorre i temi affrontati dallo scienziato e il legame con il telescopio installato nella scuola.
  • L’articolo comprende anche un collegamento audiovisivo.
  • Queste tre testimonianze, affiancate al periodico L’ALBA, permettono di ricostruire il contesto dell’evento con particolare precisione.
  • Una scuola che non si limitava a spiegare la scienza
  • L’esperienza del Cannizzaro nel progetto EEE assume un significato educativo che merita di essere sottolineato.
  • Nella scuola tradizionale il laboratorio viene spesso utilizzato per verificare principi e fenomeni già studiati teoricamente.
  • Nel progetto sui raggi cosmici, invece, gli studenti partecipavano a un’attività collegata a una ricerca scientifica effettiva.
  • Le misurazioni non erano semplicemente simulazioni.
  • I dati venivano raccolti attraverso apparecchiature reali inserite in una rete nazionale.
  • La possibilità di partecipare a questo lavoro offriva agli studenti un’esperienza particolarmente formativa.
  • Il valore del progetto consisteva anche nell’insegnare che la ricerca richiede metodo, precisione, continuità e capacità di collaborazione.
  • Un esperimento scientifico non si esaurisce nella costruzione di un apparato.
  • Occorre verificarne il funzionamento, comprendere i segnali, registrare i dati e interpretarne il significato.
  • Il progetto EEE offriva ai giovani la possibilità di confrontarsi con tutte queste attività.
  • Il valore della collaborazione fra scuola, università e centri di ricerca
  • L’esperienza del Cannizzaro dimostrava come un istituto tecnico potesse partecipare a un progetto scientifico complesso attraverso una rete di collaborazioni.
  • Il CERN metteva a disposizione strutture e competenze per la realizzazione dei rivelatori.
  • L’Università di Catania e l’INFN contribuivano agli aspetti scientifici e al collegamento con la ricerca.
  • La scuola offriva l’ambiente formativo, il lavoro dei docenti e il coinvolgimento degli studenti.
  • La dirigenza favoriva le condizioni organizzative necessarie per sviluppare le attività.
  • Il risultato nasceva quindi dalla collaborazione di soggetti differenti.
  • In questo contesto il rapporto fra scuola e università non era limitato all’orientamento dei diplomati verso gli studi superiori.
  • Si trasformava in una collaborazione scientifica effettiva, capace di coinvolgere direttamente gli studenti delle scuole secondarie.
  • Il modello rappresentava una possibilità significativa per lo sviluppo della didattica tecnico-scientifica.
  • Il significato storico della conferenza
  • A distanza di anni, l’incontro del 9 maggio 2011 assume un valore che supera quello di una singola manifestazione.
  • La presenza di Antonino Zichichi al Cannizzaro costituiva un riconoscimento pubblico di un’esperienza scientifica sviluppata nel tempo.
  • Il telescopio per raggi cosmici, costruito al CERN e installato nell’istituto, rappresentava il risultato concreto di una collaborazione internazionale.
  • Gli oltre cento studenti coinvolti avevano potuto partecipare a un’attività nella quale le conoscenze scolastiche trovavano applicazione in una ricerca reale.
  • I docenti e i ricercatori avevano costruito un rapporto di collaborazione capace di collegare formazione e sperimentazione.
  • La dirigenza aveva favorito l’apertura della scuola a iniziative scientifiche che richiedevano impegno organizzativo e continuità.
  • La conferenza raccontava quindi una precisa idea di istruzione tecnica: una scuola capace di sviluppare competenze professionali e, contemporaneamente, di avvicinare i giovani alle grandi domande della scienza.
  • Un documento storico per le generazioni future
  • Il filmato integrale della conferenza di Antonino Zichichi costituisce una delle testimonianze più significative conservate nell’Archivio storico digitale dell’ITIS Cannizzaro.
  • Il suo valore riguarda diversi aspetti.
  • Conserva un intervento pubblico di uno dei protagonisti della fisica italiana contemporanea.
  • Documenta il rapporto fra l’istituto e il progetto Extreme Energy Events.
  • Permette di recuperare i nomi degli studenti e dei docenti che contribuirono alla costruzione del telescopio.
  • Testimonia la collaborazione con il CERN, l’Università di Catania e l’INFN.
  • Rende visibile il ruolo del Cannizzaro come luogo di incontro fra scuola, università e mondo industriale.
  • Grazie al confronto con gli articoli di Aetnanet e con la cronaca della professoressa Angela Percolla pubblicata su L’ALBA, è oggi possibile restituire all’evento il suo contesto storico.
  • La conferenza non appare più come un episodio isolato, ma come uno dei momenti culminanti di una lunga esperienza scientifica.
  • Il 9 maggio 2011, nell’Aula Magna del Cannizzaro, la grande ricerca internazionale incontrò gli studenti di un istituto tecnico catanese.
  • E la cosa più importante è che quegli studenti non erano semplici spettatori.
  • Alcuni di loro avevano già partecipato, cinque anni prima, alla costruzione dello strumento scientifico che rendeva possibile quell’esperienza.
  • È questo il significato più profondo del progetto Extreme Energy Events.
  • Portare la scienza nel cuore dei giovani significava permettere ai giovani di entrare concretamente nel mondo della scienza.

 

🎥 Guarda il video completo

2011-05-09 – ITIS S. Cannizzaro Catania – Conferenza integrale del professor Antonino Zichichi

▶️ https://www.youtube.com/watch?v=n6b6EwZcPRI

 

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