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Archivio Storico ITIS Cannizzaro

2011-09-14 – ITIS S. CANNIZZARO CATANIA Il Cannizzaro classificato terzo concorso inventori CNR

Nel settembre 2011 gli studenti della III A Chimica dell'ITIS Cannizzaro conquistarono il terzo posto nazionale a INVFactor, concorso del CNR e della Commissione europea, con il progetto “Solventi alla frutta”. Protagoniste Graziella Mita e Angela Finocchiaro, insieme ai docenti Angela Percolla, Maria Palermo e Salvatore Consoli.

🎥 Guarda il video completo:

▶️ https://www.youtube.com/watch?v=eaYuqOlEGrs

Archivio storico digitale dell’ITIS “Stanislao Cannizzaro” di Catania

Settembre 2011: il Cannizzaro conquista il terzo posto nazionale al concorso INVFactor del CNR con i “Solventi alla frutta”

Il 9 settembre 2011, presso lo Spazio Europa di Roma, sede della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, gli studenti dell’ITIS “Stanislao Cannizzaro” di Catania conquistarono il terzo posto nazionale alla seconda edizione del concorso “INVFactor – Anche tu genio!”, promosso dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e dalla Commissione europea.

Il riconoscimento premiava un progetto scientifico di particolare interesse:

“Solventi alla frutta”, un lavoro dedicato alla possibilità di ottenere solventi ecocompatibili dagli oli essenziali contenuti nelle bucce degli agrumi siciliani.

L’idea nasceva da una domanda semplice, ma scientificamente significativa: era possibile utilizzare sostanze ricavate da prodotti naturali, e in particolare dagli scarti della lavorazione agrumaria, per sostituire almeno in alcune applicazioni i tradizionali solventi impiegati nelle vernici?

Gli studenti del Cannizzaro affrontarono il problema applicando le conoscenze acquisite nei laboratori di Chimica e avvalendosi della collaborazione con strutture di ricerca del territorio.

Il progetto dimostrava come la formazione tecnica potesse trasformarsi in ricerca sperimentale, valorizzando contemporaneamente le risorse naturali della Sicilia e affrontando temi di grande attualità: sostenibilità ambientale, riduzione dell’inquinamento e innovazione dei processi produttivi.

Il filmato conservato nell’Archivio storico digitale, catalogato con la data del 14 settembre 2011, documenta questo importante riconoscimento nella storia scientifica del Cannizzaro.

La data del video viene mantenuta distinta da quella della premiazione ufficiale, avvenuta il 9 settembre 2011.

INVFactor: il concorso nazionale dei giovani inventori

Il concorso INVFactor – Anche tu genio! era stato ideato dall’Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del CNR (IRPPS-CNR), in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione europea.

La manifestazione aveva lo scopo di valorizzare la creatività scientifica e tecnologica degli studenti delle scuole superiori italiane.

Non si trattava di una competizione riservata alle conoscenze teoriche.

I partecipanti erano chiamati a presentare idee innovative, prototipi, dispositivi, materiali o soluzioni sperimentali sviluppati durante le attività formative.

La seconda edizione, conclusa nel settembre 2011, registrò 31 invenzioni esaminate da una giuria di esperti.

Le proposte affrontavano problemi differenti, dalla sicurezza sul lavoro all’automazione, dall’informatica alla tutela dell’ambiente.

La premiazione nazionale avvenne il 9 settembre presso lo Spazio Europa, in via IV Novembre a Roma.

Il comunicato ufficiale del CNR, diffuso nella stessa giornata, indicò i tre progetti vincitori:

Primo posto: “Gavin”, robot capace di giocare alla morra, realizzato dagli studenti dell’Istituto tecnico Giua di Cagliari.

Secondo posto: “Occhiali di sicurezza intelligenti”, ideati dagli studenti dell’Istituto tecnico Da Vinci di Rimini per prevenire incidenti nell’utilizzo di macchine e attrezzature industriali.

Terzo posto: “Solventi alla frutta”, progetto degli studenti dell’indirizzo Chimica dell’ITIS Cannizzaro di Catania.

Il premio speciale per la creatività femminile venne assegnato al progetto della città virtuale “Salentide”, sviluppato dalle studentesse dell’Istituto tecnico economico Costa di Lecce.

Il risultato del Cannizzaro assumeva particolare significato perché poneva una scuola tecnica siciliana accanto ad altre importanti esperienze nazionali di innovazione tecnologica.

La classe III A Chimica protagonista del riconoscimento

Il periodico L’ALBA, nell’edizione settembre-ottobre 2011, dedica un articolo specifico al risultato del Cannizzaro.

A pagina 8 compare il titolo:

“Terzo posto alla classe 3ª Chimica del Cannizzaro per Solventi alla frutta”.

La cronaca attribuisce il progetto alla classe III A Chimica dell’istituto.

La partecipazione rappresentava il risultato di un lavoro collettivo, sviluppato attraverso attività laboratoriali, approfondimenti scientifici e collaborazione con i docenti.

Alla cerimonia nazionale di Roma parteciparono due studentesse, in rappresentanza della classe:

Graziella Mita e Angela Finocchiaro.

Le due giovani furono accompagnate dai docenti:

  • Angela Percolla
  • Maria Palermo
  • Salvatore Consoli

Questi nomi, conservati nella cronaca contemporanea del periodico, costituiscono una parte particolarmente importante della ricostruzione storica.

La pubblicazione nell’Archivio digitale permette oggi di restituire visibilità agli studenti e agli insegnanti che contribuirono al riconoscimento nazionale.

Il loro lavoro rappresentava una sintesi fra preparazione scolastica, sperimentazione scientifica e interesse verso problemi concreti del territorio.

Il contributo della professoressa Angela Percolla

Un ruolo significativo nello sviluppo e nella presentazione del progetto fu svolto dalla professoressa Angela Percolla, docente dell’indirizzo Chimica.

L’articolo pubblicato da Aetnanet il 27 luglio 2011, dedicato ai finalisti del concorso INVFactor, indica esplicitamente la docente come proponente del progetto “Solventi alla frutta”.

La documentazione recuperata dal periodico L’ALBA e dalle altre cronache scientifiche mostra inoltre la collaborazione con i professori Maria Palermo e Salvatore Consoli.

Il loro contributo si inseriva in un percorso formativo che aveva caratterizzato negli anni il Dipartimento di Chimica del Cannizzaro.

La preparazione tecnica degli studenti era infatti accompagnata da attività di laboratorio, progetti ambientali, visite presso impianti industriali e collaborazioni con enti di ricerca.

Tra le iniziative documentate in quegli anni figuravano esperienze dedicate al compostaggio, alla biodegradazione, alle bioplastiche, al recupero dei materiali e alle tecnologie per la tutela dell’ambiente.

Il progetto sui solventi ricavati dagli agrumi rappresentava un ulteriore sviluppo di questa impostazione didattica.

Gli studenti erano chiamati a partire dalle conoscenze scientifiche per individuare una possibile soluzione a un problema reale.

Dalle bucce degli agrumi ai solventi ecocompatibili

L’idea scientifica alla base di “Solventi alla frutta” consisteva nel recuperare gli oli essenziali presenti nelle bucce degli agrumi, materiali spesso destinati a diventare residui della lavorazione alimentare.

Arance e limoni, ampiamente coltivati in Sicilia, contengono sostanze organiche appartenenti soprattutto alla famiglia dei terpeni.

Fra queste riveste particolare interesse il limonene, composto presente negli oli essenziali degli agrumi e caratterizzato da proprietà che ne consentono l’impiego come solvente in determinate formulazioni.

L’interesse degli studenti nasceva dalla possibilità di sostituire, almeno per alcuni utilizzi, solventi di origine petrolchimica con sostanze ricavate da materie prime rinnovabili.

Il progetto aveva quindi una duplice finalità.

Da un lato, approfondire le proprietà chimiche dei composti naturali.

Dall’altro, verificare la possibilità di utilizzare uno scarto agroalimentare per realizzare prodotti di maggiore interesse economico e ambientale.

Il valore dell’esperienza non risiedeva soltanto nel risultato sperimentale.

Gli studenti imparavano a considerare una risorsa apparentemente priva di valore come possibile materia prima per un nuovo processo produttivo.

Il procedimento sperimentale: distillazione ed esame degli oli essenziali

Una fonte particolarmente interessante per comprendere gli aspetti tecnici del progetto è l’articolo pubblicato dal Corriere della Sera il 26 settembre 2011, firmato da Manuela Campanelli e intitolato “Solventi verdi dagli agrumi di Sicilia”.

La giornalista ricostruì il procedimento sperimentale attraverso le spiegazioni fornite dalla professoressa Angela Percolla.

Gli studenti lavorarono sulle bucce d’arancia per ottenere gli oli essenziali mediante distillazione in corrente di vapore.

Il procedimento permetteva di recuperare le sostanze volatili contenute nel materiale vegetale.

La miscela ottenuta veniva successivamente separata per isolare la frazione contenente gli oli essenziali.

Una parte importante dell’attività riguardava l’analisi della composizione chimica dei prodotti estratti.

A questo scopo venne utilizzata la gascromatografia, tecnica analitica che consente di separare e individuare diversi componenti presenti in una miscela.

Le analisi evidenziarono la presenza di sostanze appartenenti alla famiglia dei terpeni.

Il lavoro consentiva così di collegare diverse conoscenze normalmente affrontate nel percorso di studi dell’indirizzo Chimica:

  • chimica organica;
  • proprietà fisiche e chimiche delle sostanze;
  • tecniche di estrazione;
  • distillazione;
  • separazione delle miscele;
  • analisi strumentale;
  • studio dei materiali e delle loro applicazioni industriali.

Per gli studenti il percorso rappresentava un’esperienza concreta di applicazione del metodo scientifico.

L’attività di laboratorio permetteva di verificare sperimentalmente ipotesi formulate sulla base delle conoscenze teoriche.

La collaborazione con l’Istituto di Chimica Biomolecolare del CNR

Uno degli aspetti più importanti del progetto fu il coinvolgimento dell’Istituto di Chimica Biomolecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche, nelle strutture di ricerca di Catania.

Il comunicato ufficiale del CNR del 9 settembre 2011 richiama espressamente il contributo dei laboratori dell’istituto alla realizzazione dei solventi agli agrumi.

La collaborazione rappresentava un’opportunità formativa di particolare valore.

Gli studenti avevano la possibilità di confrontarsi con ambienti scientifici dotati di competenze e strumentazioni specialistiche.

Il lavoro svolto nei laboratori scolastici poteva così essere approfondito attraverso tecniche analitiche e metodologie proprie della ricerca.

La presenza del CNR dimostrava inoltre l’importanza dei rapporti tra istruzione tecnica e ricerca scientifica.

La scuola non era soltanto un luogo nel quale acquisire conoscenze già consolidate.

Poteva diventare anche un ambiente nel quale sviluppare idee, formulare ipotesi e partecipare a esperienze di ricerca applicata.

La chimica verde: ridurre gli sprechi e valorizzare le risorse

Il progetto “Solventi alla frutta” si inseriva nel più ampio campo della chimica verde, orientata a ridurre l’impatto ambientale dei prodotti e dei processi chimici.

Uno degli obiettivi era individuare alternative a sostanze e procedimenti che potessero comportare rischi per l’ambiente o per la salute.

Nel caso del Cannizzaro, l’attenzione era rivolta soprattutto ai solventi utilizzati nelle formulazioni per vernici.

Gli oli essenziali degli agrumi presentavano proprietà chimiche che li rendevano potenzialmente adatti a sciogliere o diluire determinate sostanze organiche.

La possibilità di ricavarli dagli scarti della lavorazione agrumaria offriva inoltre una prospettiva di recupero e valorizzazione dei residui.

L’esperienza anticipava, nell’ambito della didattica scolastica, temi oggi ampiamente discussi in relazione all’economia circolare.

È tuttavia importante distinguere il valore della sperimentazione dalla disponibilità di un prodotto industriale definitivamente validato.

Il fatto che una sostanza sia di origine naturale non significa automaticamente che sia priva di rischi.

Per valutarne l’impiego occorrono verifiche relative alla sicurezza, alla compatibilità con i materiali, all’efficacia e alla sostenibilità dell’intero processo.

La ricerca degli studenti rappresentava quindi un’interessante proposta sperimentale, non la dimostrazione che tutti i solventi tradizionali potessero essere immediatamente sostituiti.

Il problema dei costi di produzione

L’articolo del Corriere della Sera del 26 settembre 2011 permette di recuperare anche un aspetto spesso trascurato nelle cronache dei premi scolastici: la fattibilità economica del procedimento.

Secondo quanto riferito dalla professoressa Angela Percolla, nell’esperienza descritta furono necessarie circa 500 grammi di bucce per ottenere 2 millilitri di olio essenziale.

Questo dato metteva in evidenza uno dei problemi da affrontare per immaginare un’applicazione produttiva su scala più ampia.

L’estrazione richiedeva materiali, energia, tempo e apparecchiature.

Il rendimento del processo doveva quindi essere considerato insieme all’efficacia del solvente ottenuto.

L’eventuale disponibilità di grandi quantità di scarti agrumari in Sicilia poteva rappresentare un elemento favorevole, ma non era sufficiente da sola a dimostrare la convenienza economica del prodotto.

Anche questo aspetto rendeva l’esperienza educativa particolarmente significativa.

Gli studenti potevano comprendere che un’invenzione scientifica, per diventare un’applicazione industriale, deve confrontarsi con problemi di costo, sicurezza, organizzazione della produzione e sostenibilità.

Il 9 settembre 2011: la premiazione allo Spazio Europa di Roma

La premiazione nazionale si svolse il 9 settembre 2011 presso lo Spazio Europa di Roma.

L’evento concluse la seconda edizione di INVFactor, organizzata per valorizzare le invenzioni realizzate dagli studenti italiani.

La terza posizione conquistata dal Cannizzaro rappresentava un riconoscimento ottenuto in una competizione che aveva coinvolto scuole di diverse regioni.

Alla cerimonia presero parte, in rappresentanza della III A Chimica, Graziella Mita e Angela Finocchiaro, accompagnate dai professori Angela Percolla, Maria Palermo e Salvatore Consoli.

La partecipazione a un evento nazionale consentiva agli studenti di presentare il proprio lavoro in un contesto istituzionale diverso da quello scolastico.

Il confronto con esperti, ricercatori e rappresentanti di altre scuole costituiva un’occasione di crescita culturale e personale.

Il progetto veniva valutato non soltanto come esercitazione didattica, ma come proposta innovativa capace di affrontare un problema di interesse collettivo.

Il 23 settembre 2011: “Solventi alla frutta” alla Notte dei ricercatori di Palermo

La storia del progetto non si concluse con la premiazione di Roma.

L’edizione ottobre-novembre 2011 del periodico L’ALBA, a pagina 8, racconta infatti un ulteriore sviluppo.

Il 23 settembre 2011, nell’ambito della manifestazione “Light 2011 – Accendi la luce sulla scienza”, collegata alla Notte europea dei ricercatori, il Cannizzaro partecipò all’evento organizzato a Palermo.

La manifestazione si svolse anche negli spazi dell’Orto Botanico di Palermo, coinvolgendo ricercatori, istituzioni scientifiche e pubblico.

Il Cannizzaro fu presente con uno stand dedicato al progetto premiato dal CNR.

Le studentesse Graziella Mita e Angela Finocchiaro illustrarono ai visitatori il procedimento di distillazione in corrente di vapore utilizzato per ottenere solventi dagli agrumi.

Il passaggio dalla premiazione di Roma alla manifestazione di Palermo rappresentava un ulteriore riconoscimento del valore divulgativo del lavoro.

Le studentesse non erano più soltanto partecipanti a una competizione scolastica.

Diventavano protagoniste della comunicazione scientifica, chiamate a spiegare il proprio progetto a un pubblico esterno.

Questa esperienza consentiva di sviluppare competenze importanti: chiarezza espositiva, capacità di presentare risultati sperimentali e confronto con domande e osservazioni degli interlocutori.

La presenza del Cannizzaro alla Notte dei ricercatori mostra come un progetto scolastico potesse diventare occasione di dialogo fra giovani, scienza e società.

Un altro terzo premio nel 2011: il concorso “Fabbricando 11” di Udine

La consultazione del periodico L’ALBA consente di chiarire un’importante distinzione storica.

Nel 2011 il Cannizzaro ottenne due terzi premi nazionali in due concorsi differenti, entrambi legati a progetti sui solventi ricavati dagli agrumi.

Il primo riconoscimento, documentato nell’edizione giugno-luglio 2011 del periodico, riguardava il concorso:

“Fabbricando 11 – Scuole in azienda”, promosso dalle Acciaierie Bertoli SAFAU.

Il progetto era intitolato:

“Dagli agrumi di Sicilia solventi ecocompatibili”.

La premiazione si svolse il 28 maggio 2011 a Udine, presso il palazzo della Regione Friuli Venezia Giulia.

La documentazione attribuisce il lavoro alla classe V A Chimica e ricorda la partecipazione dei docenti Angela Percolla, Maria Palermo e Salvatore Consoli.

Fra gli studenti viene nominata Dorotea Puglia, che illustrò l’elaborato durante la cerimonia.

Il secondo riconoscimento, oggetto della presente scheda, riguarda invece:

INVFactor – Anche tu genio!, CNR e Commissione europea, Roma, 9 settembre 2011.

In questo caso il periodico indica la classe III A Chimica e ricorda le studentesse Graziella Mita e Angela Finocchiaro.

Le fonti documentano quindi due premi, due manifestazioni, due date e due gruppi scolastici distinti.

Le ricerche affrontavano uno stesso filone scientifico, ma non sarebbe corretto confondere le due cerimonie o attribuire automaticamente agli studenti di un gruppo le attività dell’altro.

Questa distinzione è particolarmente importante per la precisione storica dell’Archivio digitale.

Una continuità scientifica che attraversa gli anni

Il progetto sui solventi agli agrumi si colloca all’interno di una stagione di esperienze dedicate alla chimica ambientale e all’innovazione dei materiali.

Già nel 2007, il Cannizzaro aveva ottenuto il primo premio nazionale Green Scuola con il lavoro “Le bioplastiche: una scelta economica e sostenibile”, coordinato dalla professoressa Angela Percolla.

Nel 2011 i risultati ottenuti nei concorsi Fabbricando e INVFactor confermarono l’interesse degli studenti e dei docenti per la valorizzazione delle materie prime naturali e dei residui produttivi.

La ricerca proseguì negli anni successivi.

Nel 2012 il Cannizzaro ottenne un altro importante riconoscimento nell’ambito di INVFactor con il progetto “Vestiamoci con i colori della natura”, dedicato all’estrazione di coloranti naturali per tessuti.

Il risultato fu ricordato anche in un comunicato del CNR del 19 aprile 2013.

Nel 2014, infine, gli studenti dell’indirizzo Chimica furono premiati per un progetto sulla produzione di bioplastica a partire da materiali di scarto, raccontato anche dal quotidiano La Sicilia nell’articolo dedicato a “Gamberi e aceto”.

Queste esperienze, pur distinte per finalità e protagonisti, documentano la continuità di un percorso nel quale la chimica veniva utilizzata come strumento per affrontare problemi ambientali e produttivi.

Il ruolo del preside Salvatore Indelicato e della comunità scolastica

Nel 2011 l’ITIS Cannizzaro era diretto dal preside Salvatore Indelicato, impegnato nella valorizzazione delle attività scientifiche e delle collaborazioni con università, enti di ricerca e mondo produttivo.

Il risultato conseguito al concorso INVFactor si inseriva in una politica formativa orientata a sostenere le esperienze laboratoriali e la partecipazione degli studenti a manifestazioni nazionali.

La realizzazione concreta del progetto fu il risultato del lavoro degli studenti e dei docenti del Dipartimento di Chimica, con il contributo dei laboratori di ricerca esterni.

Il riconoscimento nazionale apparteneva quindi a un’intera comunità scolastica.

La dirigenza aveva il compito di favorire le condizioni organizzative necessarie per sviluppare iniziative di questo tipo.

I docenti accompagnavano gli studenti nella progettazione e nella sperimentazione.

I ragazzi mettevano alla prova le proprie capacità, affrontando problemi scientifici e imparando a presentare pubblicamente i risultati.

Il successo del Cannizzaro dimostrava così il valore della collaborazione fra le diverse componenti della scuola.

Il significato educativo di “Solventi alla frutta”

L’esperienza INVFactor 2011 rappresenta un esempio particolarmente significativo di didattica laboratoriale.

Gli studenti partirono da un problema concreto: l’utilizzo di solventi e il loro possibile impatto ambientale.

Individuarono una risorsa presente nel territorio: gli scarti della lavorazione degli agrumi.

Applicarono conoscenze di chimica organica e tecniche analitiche per verificare le proprietà delle sostanze estratte.

Confrontarono i risultati con le possibili applicazioni industriali.

Infine presentarono il progetto davanti a una giuria nazionale e successivamente a un pubblico di visitatori durante la Notte dei ricercatori.

Il percorso permetteva di sviluppare competenze che andavano oltre la conoscenza delle formule e delle reazioni chimiche.

Gli studenti imparavano a osservare un problema, formulare ipotesi, sperimentare, interpretare i risultati e comunicare il lavoro svolto.

La partecipazione a INVFactor costituiva così un’esperienza nella quale conoscenze, competenze e responsabilità ambientale si integravano.

Una scuola tecnica capace di produrre cultura scientifica

Il successo dei ragazzi del Cannizzaro contribuiva a dimostrare il ruolo che un istituto tecnico poteva svolgere nella diffusione della cultura scientifica.

La scuola non era soltanto un luogo di preparazione agli esami o di acquisizione di competenze professionali.

Poteva diventare un ambiente nel quale coltivare curiosità, creatività e interesse per la ricerca.

La collaborazione con il CNR e il confronto con le altre scuole italiane offrivano agli studenti l’opportunità di misurarsi con esperienze esterne al proprio territorio.

In questo contesto, il riconoscimento nazionale non rappresentava soltanto una soddisfazione per la scuola.

Costituiva anche uno stimolo per altri studenti a partecipare ad attività di ricerca e innovazione.

Il messaggio educativo era particolarmente importante: le conoscenze scientifiche apprese a scuola possono essere utilizzate per affrontare problemi reali e per immaginare soluzioni nuove.

Il valore storico del filmato del 14 settembre 2011

Il filmato conservato nell’Archivio storico digitale del Cannizzaro rappresenta una testimonianza di questo risultato nazionale.

La sua importanza aumenta grazie alla possibilità di collegarlo alla documentazione scritta dell’epoca.

Il comunicato ufficiale del CNR conferma il terzo posto ottenuto dal Cannizzaro.

Gli articoli del periodico L’ALBA recuperano la classe, i nomi delle studentesse, il contributo dei docenti e la successiva partecipazione alla Notte dei ricercatori.

L’articolo Aetnanet del luglio 2011 documenta la fase precedente alla premiazione.

La cronaca del Corriere della Sera permette di ricostruire gli aspetti sperimentali e le prospettive applicative del progetto.

L’integrazione di queste fonti trasforma la semplice descrizione di un filmato in una ricostruzione storica verificabile.

Il lavoro di Graziella Mita, Angela Finocchiaro e dei loro compagni della III A Chimica, accompagnati dai professori Angela Percolla, Maria Palermo e Salvatore Consoli, torna così a occupare il posto che merita nella memoria scientifica dell’istituto.

Il terzo posto al concorso INVFactor 2011 costituisce una testimonianza della capacità del Cannizzaro di collegare formazione tecnica, ricerca applicata e valorizzazione delle risorse del territorio.

Dalle bucce degli agrumi a un premio nazionale del CNR: un’esperienza che racconta il talento degli studenti e il valore di una scuola capace di trasformare la conoscenza in ricerca.

🎥 Guarda il video completo

2011-09-14 – ITIS S. Cannizzaro Catania – Terzo posto al concorso inventori CNR

▶️ https://www.youtube.com/watch?v=eaYuqOlEGrs

 

Titolo del progetto: Solventi alla frutta
Concorso: INVFactor – Anche tu genio!, seconda edizione
Ente promotore: CNR – IRPPS e Rappresentanza in Italia della Commissione europea
Risultato: terzo posto nazionale
Premiazione: 9 settembre 2011
Luogo: Spazio Europa, Roma
Classe: III A Chimica
Studentesse presenti alla premiazione: Graziella Mita e Angela Finocchiaro
Docenti: Angela Percolla, Maria Palermo e Salvatore Consoli
Ente di ricerca coinvolto: Istituto di Chimica Biomolecolare del CNR
Manifestazione successiva: Light 2011 – Notte dei ricercatori, Palermo, 23 settembre 2011
Dirigente scolastico: preside Salvatore Indelicato

Scheda video dell’Archivio storico digitale dell’ITIS “Stanislao Cannizzaro” di Catania.

Articoli e video collegati nell’Archivio Aetnanet

Le fonti originali sul concorso INVFactor 2011

Altri riconoscimenti scientifici del Cannizzaro

Video scientifici collegati

28 maggio 2007 – Il Cannizzaro e il progetto sulle bioplastiche

▶️ Guarda il filmato storico

14 settembre 2011 – Terzo posto al concorso inventori CNR

▶️ Guarda il video della presente scheda

Fonte e metodo

La scheda è stata ricostruita attraverso il confronto fra le seguenti fonti storiche.

  1. Comunicato ufficiale del Consiglio Nazionale delle Ricerche, 9 settembre 2011.
    “La scuola: fucina di invenzioni”. Conferma l’organizzazione della seconda edizione di INVFactor, le 31 invenzioni esaminate, i primi tre classificati e il terzo posto del Cannizzaro con i solventi agli agrumi.
  2. Aetnanet, 27 luglio 2011.
    “Fantasia e tecnologia tra i banchi di scuola – Torna InvFactor, anche tu genio!”. Pubblicazione precedente alla premiazione, che identifica il progetto “Solventi alla frutta” e la professoressa Angela Percolla come proponente.
  3. Periodico L’ALBA, settembre-ottobre 2011, pagina 8.
    “Terzo posto alla classe 3ª Chimica del Cannizzaro per Solventi alla frutta”. Fonte principale per la classe coinvolta, i nomi di Graziella Mita e Angela Finocchiaro e la presenza dei professori Angela Percolla, Maria Palermo e Salvatore Consoli alla premiazione di Roma.
  4. Periodico L’ALBA, ottobre-novembre 2011, pagina 8.
    “Solventi alla frutta alla Notte dei ricercatori”. Documenta la partecipazione delle studentesse alla manifestazione Light 2011 del 23 settembre a Palermo.
  5. Corriere della Sera, 26 settembre 2011.
    Manuela Campanelli, “Solventi verdi dagli agrumi di Sicilia”. Fonte principale per gli approfondimenti relativi alla distillazione degli oli essenziali, alla gascromatografia, alle possibili applicazioni e ai problemi di costo del processo.
  6. Periodico L’ALBA, giugno-luglio 2011, pagina 6.
    Documenta un distinto terzo premio nazionale, ottenuto al concorso “Fabbricando 11 – Scuole in azienda” di Udine dalla V A Chimica. La fonte è utilizzata per evitare confusioni con il premio INVFactor di settembre.
  7. Documentazione storica dei professori Angela Percolla e Salvatore Consoli.
    Le precedenti integrazioni dell’Archivio storico relative ai progetti del Dipartimento di Chimica hanno fornito un quadro del percorso formativo nel quale si inserisce l’esperienza. Le notizie specifiche sul concorso sono state ricontrollate attraverso le cronache contemporanee.
  8. Archivio storico digitale del Cannizzaro.
    Filmato YouTube identificato dal codice eaYuqOlEGrs e catalogato con la data del 14 settembre 2011.

Precisazione cronologica: la premiazione INVFactor si svolse il 9 settembre 2011; il titolo archivistico del filmato reca invece il 14 settembre. La data originale viene conservata, come previsto dal criterio editoriale dell’Archivio.

Precisazione sui due concorsi: il terzo premio di maggio al concorso Fabbricando e quello di settembre al concorso INVFactor non sono lo stesso riconoscimento. Le fonti indicano classi differenti, pur documentando un comune filone di ricerca sui solventi naturali.

Le considerazioni sul valore didattico, scientifico e ambientale del progetto sono approfondimenti redazionali fondati sulla documentazione dell’epoca. Non vengono attribuite al filmato specifiche scene o dichiarazioni non verificate direttamente.

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