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M.I.M.

Alunni stranieri in classe: da Mattarella e D’Alema a Gelmini e Valditara, la continuità delle regole per classi equilibrate

Valditara annuncia un decreto legge e assicura che le classi già formate non saranno disarticolate. Aetnanet sostiene il provvedimento e ricostruisce i precedenti: le circolari Mattarella, il regolamento emanato durante il Governo D’Alema e il tetto ordinario del 30% introdotto dalla circolare Gelmini. Per attuarlo servono criteri linguistici chiari e docenti A023.

Valditara annuncia un decreto legge e assicura che le classi già formate non saranno disarticolate. Aetnanet sostiene il provvedimento e ricostruisce i precedenti: le circolari Mattarella, il regolamento emanato durante il Governo D’Alema e il tetto ordinario del 30% introdotto dalla circolare Gelmini. Per attuarlo servono criteri linguistici chiari e docenti A023.

Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha annunciato un decreto legge sul limite alla presenza di alunni stranieri nelle classi, precisando che le classi già formate non saranno disarticolate. La dichiarazione aggiunge un elemento concreto al confronto di questi giorni: la misura dovrà essere valutata per ciò che stabilirà il testo del decreto, ancora da esaminare, e per il modo in cui sarà applicata nelle scuole.

Aetnanet conferma la propria piena adesione alla finalità del provvedimento. Una distribuzione equilibrata degli alunni può favorire l’apprendimento dell’italiano, la partecipazione alla vita della classe e l’integrazione. Sostenere questa scelta significa anche chiedere al Governo criteri applicabili, risorse e docenti specializzati.

Una linea che attraversa governi diversi

La composizione delle classi in presenza di alunni stranieri non è una questione comparsa oggi. Nel corso degli anni è stata affrontata con atti diversi, che vanno distinti senza perdere di vista l’obiettivo comune.

Sergio Mattarella, ministro della Pubblica istruzione, emanò la circolare n. 301 dell’8 settembre 1989 e la circolare n. 205 del 26 luglio 1990. La seconda richiamava la prima e indicava, ove possibile, di non superare cinque alunni dello stesso gruppo linguistico per classe. Quel numero riguardava il gruppo linguistico: non era un limite generale di cinque studenti stranieri.

Durante il Governo D’Alema fu emanato il DPR n. 394 del 31 agosto 1999. Il suo articolo 45 garantisce ai minori stranieri il diritto all’istruzione e dispone che la ripartizione degli alunni eviti classi nelle quali la loro presenza risulti predominante. È corretto parlare di un regolamento emanato durante quel governo, non di una «circolare D’Alema».

Con la ministra Mariastella Gelmini, la circolare n. 2 dell’8 gennaio 2010 fissò di norma al 30% il limite degli alunni con cittadinanza non italiana nelle singole classi, attraverso una distribuzione equilibrata tra gli istituti dello stesso territorio. La misura fu introdotta gradualmente dall’anno scolastico 2010/11, a partire dalle nuove classi, e prevedeva deroghe motivate. Il 30%, dunque, ha già un precedente amministrativo preciso: non nasce con l’annuncio di Valditara.

Gli atti non sono identici. Le circolari Mattarella facevano riferimento anche al gruppo linguistico; il DPR del 1999 chiedeva di evitare presenze predominanti; la circolare Gelmini indicava una percentuale ordinaria con deroghe. Il nuovo decreto annunciato da Valditara dovrà definire la propria disciplina. Il filo che li collega è la ricerca di un equilibrio nella formazione delle classi, insieme alla tutela del diritto di ogni minore a frequentare la scuola.

Ai dirigenti che parlano di «inapplicabilità»: quali problemi vanno risolti?

Il dirigente scolastico Mario Battiato, raccontando l’esperienza di Prato, osserva che in alcuni territori anche le scuole vicine hanno un’elevata presenza di alunni stranieri. Segnala inoltre che molti studenti privi di cittadinanza italiana parlano perfettamente italiano. Sono due osservazioni che il legislatore deve prendere sul serio.

Da queste difficoltà, però, non discende che si debba rinunciare al riequilibrio. Discende la necessità di programmare le iscrizioni a livello territoriale, prevedere soluzioni quando gli istituti vicini si trovano nella stessa condizione e distinguere gli alunni con effettivo bisogno di italiano L2 da quelli pienamente italofoni.

Aetnanet non condivide la conclusione categorica secondo cui il provvedimento sarebbe «inapplicabile». Chiede, piuttosto, che il decreto dica ai dirigenti come applicarlo nei casi difficili, senza scaricare sul singolo istituto un problema che coinvolge l’intero territorio. Il confronto pubblico guadagna forza quando risponde nel merito alle obiezioni dei presidi, anziché attribuire loro intenzioni politiche non dimostrate.

Il nodo decisivo: docenti A023 e italiano come seconda lingua

L’approfondimento sui docenti A023, specializzati nell’insegnamento dell’italiano come seconda lingua, mostra perché il tetto non possa restare una misura soltanto numerica. Se queste figure sono insufficienti, precarie o impiegate in attività diverse dall’insegnamento dell’italiano L2, la scuola continuerà a faticare nell’accoglienza degli alunni che ne hanno bisogno.

Su questo punto la richiesta di Battiato e le osservazioni dei docenti A023 meritano ascolto. Aetnanet sostiene il limite e chiede contemporaneamente un rafforzamento stabile dell’italiano L2: insegnanti specializzati, una rilevazione iniziale delle competenze, percorsi mirati per i neoarrivati e ore effettivamente destinate all’apprendimento della lingua.

La cittadinanza, da sola, non misura la conoscenza dell’italiano. Uno studente senza cittadinanza italiana può essere nato e scolarizzato nel nostro Paese e parlare correntemente la lingua; uno studente appena arrivato può aver bisogno di un sostegno intensivo. Il decreto dovrà chiarire chi rientra nel computo del limite e come si valutano le competenze linguistiche.

La posizione di Aetnanet

Nei precedenti servizi Aetnanet abbiamo sostenuto l’impostazione annunciata dal Governo, ricostruito le circolari Mattarella e confrontato le posizioni di sindacati e dirigenti. Confermiamo la totale adesione di Aetnanet al provvedimento annunciato da Valditara e alla sua finalità di integrazione.

Per raggiungere questo obiettivo chiediamo un testo che tenga insieme classi equilibrate, diritto allo studio di tutti, attenzione alla reale conoscenza dell’italiano, deroghe per le situazioni territoriali documentate e un organico A023 adeguato. È su queste scelte concrete che si misurerà l’efficacia del decreto.

Documenti e approfondimenti

I riferimenti storici e la distinzione tra gli atti sono verificati sui testi delle circolari Mattarella, sul DPR 394/1999 e sulla circolare Gelmini n. 2/2010. Il decreto Valditara è descritto come annunciato, poiché il suo testo definitivo non è ancora disponibile. (www.orizzontescuola.it)

Redazione Aetnanet – 23 settembre 2026

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