Editoriale Aetnanet | 18 ottobre 2026
Dalle manifestazioni del 16 ottobre agli scontri con le forze dell’ordine, Aetnanet condanna vandalismi, intimidazioni e aggressioni. Sotto esame anche i finanziamenti della CGIL alle organizzazioni studentesche: occorrono trasparenza, responsabilità e prese di posizione esplicite da parte del mondo della scuola.
Il diritto di manifestare non è il diritto di distruggere
Le immagini e le cronache delle manifestazioni studentesche che hanno attraversato numerose città italiane il 16 ottobre 2026 impongono una riflessione seria, non soltanto politica ma soprattutto educativa.
A Roma, Milano, Torino, Bologna e in altri centri italiani migliaia di studenti sono scesi in piazza per protestare contro le politiche governative, le condizioni degli edifici scolastici, il costo della vita e le scelte di spesa pubblica.
Accanto a manifestazioni pacifiche si sono tuttavia verificati episodi di violenza, lanci di oggetti, danneggiamenti e scontri con le forze dell’ordine.
A Roma, secondo quanto riferito dalla Questura, un gruppo minoritario di manifestanti con il volto coperto ha lanciato bottiglie e ordigni pirotecnici e utilizzato estintori contro il dispositivo di sicurezza. A Torino sono stati segnalati scontri e arresti.
Aetnanet condanna senza se e senza ma ogni forma di violenza politica, vandalismo, aggressione e intimidazione, indipendentemente da chi la compia e dalle ragioni invocate per giustificarla.
La libertà di manifestazione è un diritto fondamentale garantito dall’articolo 17 della Costituzione. Ma nessuna rivendicazione, per quanto sentita, può trasformarsi in una licenza di aggredire, minacciare o devastare.
Occorre evitare, allo stesso tempo, di attribuire a tutti gli studenti le responsabilità di gruppi minoritari. Chi manifesta pacificamente esercita un diritto democratico; chi ricorre alla violenza ne tradisce il significato.
Valditara: «Noi costruiamo, altri distruggono»
Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha condannato gli episodi di violenza, vandalismo, insulti e minacce rivolti alle istituzioni e alle forze dell’ordine.
Il Ministro ha inoltre richiamato l’attenzione sui danni provocati agli edifici scolastici durante alcune occupazioni, sottolineando il contrasto tra queste distruzioni e gli investimenti pubblici destinati alla riqualificazione delle scuole.
La sua dichiarazione si conclude con parole particolarmente significative:
«Noi costruiamo, altri distruggono».
Una denuncia che Aetnanet condivide nella condanna delle devastazioni, pur ricordando che il confronto sui risultati delle politiche scolastiche deve rimanere libero e aperto.
Il caso CGIL: 265 mila euro alle organizzazioni studentesche
Un ulteriore elemento di discussione emerge dall’inchiesta pubblicata il 15 ottobre da il Giornale, a firma di Francesco Giubilei.
Secondo la ricostruzione giornalistica, la CGIL avrebbe destinato contributi economici a due organizzazioni studentesche, l’Unione degli Universitari (UDU) e la Rete degli Studenti Medi.
Gli importi riportati sono:
| Anno | Contributi riportati |
| 2023 | 130.000 € |
| 2024 | 135.613 € |
| Totale | 265.613 € |
Si tratta di contributi riferiti a due annualità precedenti alle manifestazioni dell’ottobre 2026. L’articolo li collega al rapporto politico e organizzativo tra il sindacato e le associazioni studentesche.
Aetnanet ritiene pienamente legittimo chiedere alla CGIL di rendere pubblici e verificabili la natura, le finalità e le modalità di utilizzo di tali contributi.
È inoltre doveroso chiedere al sindacato di chiarire la propria posizione sui disordini verificatisi durante le mobilitazioni.
La CGIL deve assumersi la responsabilità politica di spiegare quali iniziative sostiene, con quali risorse e quali garanzie pretende dai soggetti beneficiari affinché ogni manifestazione si svolga pacificamente.
La protesta francese non può diventare un modello di violenza
Le mobilitazioni italiane hanno assunto anche riferimenti espliciti alle proteste francesi.
Già nei primi giorni di ottobre alcune occupazioni scolastiche erano state presentate come parte di una mobilitazione ispirata al movimento francese. Successivamente il movimento Les Blocages ha promosso iniziative e cortei anche in Italia.
Il confronto internazionale può essere utile per affrontare problemi comuni ai giovani europei. Ma l’imitazione delle forme più radicali di protesta, quando sfocia nella violenza, rappresenta un pericolo per la convivenza civile.
La scuola italiana non deve diventare il terreno di importazione di conflitti violenti.
La posizione di Aetnanet: responsabilità educativa prima di tutto
Una comunità scolastica che educa al rispetto delle regole non può tollerare che il dissenso venga espresso attraverso la sopraffazione.
I dirigenti scolastici, i docenti, le famiglie e le rappresentanze degli studenti hanno il compito di insegnare che la democrazia richiede partecipazione, confronto, responsabilità e rispetto delle persone.
Per questa ragione Aetnanet chiede che:
- Tutte le organizzazioni sindacali, professionali e studentesche condannino esplicitamente aggressioni, minacce e vandalismi.
- Le organizzazioni che finanziano associazioni studentesche rendano trasparenti i contributi e le loro finalità.
- Le responsabilità individuali per danneggiamenti e aggressioni siano accertate dalle autorità competenti.
- Le scuole promuovano il confronto democratico, senza confondere l’esercizio del dissenso con comportamenti illegali.
- Le istituzioni tutelino contemporaneamente la sicurezza pubblica e il diritto degli studenti a manifestare pacificamente.
Non esistono violenze buone e violenze cattive a seconda del colore politico di chi le compie.
Una scuola che pretende di formare cittadini liberi e responsabili deve avere il coraggio di dirlo chiaramente.
Aetnanet esprime solidarietà alle persone aggredite, agli appartenenti alle forze dell’ordine coinvolti negli scontri e alle comunità scolastiche danneggiate, senza rinunciare alla difesa delle libertà costituzionali.
La protesta civile è una risorsa della democrazia. La violenza ne è la negazione.
Aetnanet – Rete Scuola Sicilia
Ricognizione delle posizioni sindacali, professionali e studentesche
Verifica delle fonti pubbliche consultabili al 18 ottobre 2026. La mancata individuazione di un comunicato non equivale ad approvazione della violenza.
| Organizzazione | Posizione riscontrata sulle violenze |
| SNALS-Confsal | Condanna esplicita di violenze fisiche e verbali, minacce e insulti in occasione di un corteo studentesco a Roma. Il comunicato reperito non risulta però riferito con certezza ai fatti del 16 ottobre 2026.
CORTEO DEGLI STUDENTI A ROMA. |
| FLC CGIL | Non individuata, nella ricerca effettuata, una dichiarazione nazionale specifica sui disordini del 16 ottobre. |
| CISL Scuola | Non individuata una presa di posizione specifica verificabile. |
| UIL Scuola RUA | Consultate le notizie ufficiali: non individuata una dichiarazione specifica sui disordini.
UILSCUOLA |
| Gilda degli Insegnanti | Non individuato un comunicato specifico sui cortei; risultano precedenti interventi contro aggressioni nella scuola.
Comunicati Stampa |
| ANP | Non individuata una dichiarazione specifica verificabile sui fatti del 16 ottobre. |
| UDU – Unione degli Universitari | Organizzazione citata nell’inchiesta sui finanziamenti. Non verificata una dichiarazione specifica di approvazione o condanna delle violenze. |
| Rete degli Studenti Medi | Organizzazione citata nell’inchiesta. Non verificata una dichiarazione specifica sulle violenze. |
| OSA e collettivi studenteschi | Riscontrate rivendicazioni e denunce di interventi repressivi; non verificata una posizione unitaria di approvazione delle violenze.
ANSA.it |
| Les Blocages | Promuove mobilitazioni e blocchi scolastici; non emerge dalle fonti consultate un’esplicita approvazione delle aggressioni.
Studenti |
| Studenti.it | Ha documentato le ragioni e lo svolgimento delle manifestazioni. La copertura giornalistica non costituisce approvazione dei disordini.
Studenti |
Questa è una ricognizione preliminare, non esaustiva. Per pubblicare una classificazione definitiva di ogni organizzazione come favorevole o contraria alle violenze occorrerebbero dichiarazioni dirette e verificabili.
Appello pubblico di Aetnanet
Aetnanet invita le segreterie nazionali di FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS-Confsal, Gilda, le associazioni dei dirigenti scolastici e le rappresentanze studentesche a rispondere pubblicamente a tre domande:
- Condannate senza riserve le aggressioni alle forze dell’ordine, le minacce e i danneggiamenti verificatisi durante le recenti manifestazioni?
- Quali iniziative intendete assumere per impedire che future mobilitazioni degenerino?
- Ritenete opportuno pubblicare contributi economici, finalità e rendicontazioni dei finanziamenti destinati alle organizzazioni studentesche?
Aetnanet si dichiara disponibile a pubblicare integralmente le risposte e le eventuali rettifiche documentate.
Fonti da collegare nell’articolo WordPress
- RaiNews – Cronaca dei cortei e degli scontri del 16 ottobre
- ANSA – Manifestazioni studentesche in Italia
- Orizzonte Scuola – La condanna di Valditara
- il Giornale – L’inchiesta sui finanziamenti CGIL
- il Giornale – La lettera aperta di docenti e dirigenti del 18 ottobre
- SNALS – Dichiarazione contro violenze e minacce nei cortei
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