L’esenzione dal bollo auto prevista per il 2027 sarà finanziata utilizzando risorse nazionali liberate dalla revisione del PNRR. Il Movimento 5 Stelle contesta la scelta e afferma che avrebbe destinato quei fondi alla scuola. Ma contrapporre istruzione e riduzione del bollo rischia di nascondere un dato concreto: migliaia di docenti, dirigenti scolastici e lavoratori ATA utilizzano ogni giorno l’automobile per raggiungere la sede di servizio e sostengono personalmente i costi della mobilità.
Dai risparmi del PNRR la copertura per il 2027
La discussione sull’esenzione dal bollo auto e moto prevista per il 2027 si sposta adesso sulla provenienza delle risorse.
Secondo quanto ricostruito da Orizzonte Scuola, il Governo intende utilizzare risparmi derivanti dalla revisione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Si tratta, secondo la spiegazione fornita dall’Esecutivo, di risorse nazionali precedentemente impegnate per interventi del PNRR e successivamente liberate in seguito alla rimodulazione del Piano.
Il Governo sostiene quindi che non si tratti di sottrarre finanziamenti europei già assegnati a specifici progetti, ma di riutilizzare disponibilità del bilancio nazionale tornate impiegabili.
Da qui la posizione espressa dall’Esecutivo: essendo fondi nazionali, lo Stato può destinarli a una diversa priorità politica, in questo caso alla compensazione delle minori entrate regionali prodotte dall’esenzione dal bollo.
La misura comporterebbe per il 2027 un onere stimato in circa 2,36 miliardi di euro.
La critica del Movimento 5 Stelle: «Avremmo scelto le scuole»
Il Movimento 5 Stelle contesta la destinazione delle risorse e afferma che avrebbe preferito utilizzare quelle disponibilità per il sistema scolastico.
È una posizione politica legittima, che richiama problemi reali: edilizia scolastica, organici, stipendi, precariato, sostegno, tempo pieno e servizi educativi necessitano certamente di investimenti ulteriori.
Tuttavia, secondo Aetnanet, trasformare la discussione in un’alternativa secca fra abolizione del bollo e finanziamento della scuola produce una rappresentazione incompleta.
La scuola non è costituita soltanto dagli edifici o dai capitoli di spesa del Ministero. È formata anche da centinaia di migliaia di lavoratori che devono raggiungere ogni giorno istituti spesso lontani dalla propria abitazione.
Per molti di loro l’automobile non rappresenta un bene superfluo, ma uno strumento indispensabile per poter lavorare.
Perché il provvedimento riguarda direttamente il personale scolastico
Docenti, dirigenti scolastici, direttori dei servizi generali e amministrativi e personale ATA possono essere assegnati a sedi distanti decine di chilometri dal luogo di residenza.
Il problema riguarda in modo particolare:
- i docenti precari che cambiano sede da un anno scolastico all’altro;
- gli insegnanti impegnati su più plessi;
- il personale che lavora nei piccoli comuni o nelle aree interne;
- i dirigenti scolastici responsabili di istituti distribuiti su più sedi;
- i lavoratori residenti in territori nei quali il trasporto pubblico è insufficiente;
- il personale che deve raggiungere scuole situate fuori dai principali centri urbani.
In molte aree della Sicilia e del Mezzogiorno non esiste un collegamento pubblico compatibile con gli orari di apertura delle scuole. L’automobile diventa quindi una necessità legata al servizio.
Bollo, carburante, assicurazione e manutenzione incidono direttamente sul reddito dei lavoratori.
L’esenzione non risolve naturalmente il problema dei salari della scuola e non sostituisce il rinnovo dei contratti, ma elimina per un anno una spesa obbligatoria sostenuta anche da molte famiglie del personale scolastico.
Non è l’abolizione del bollo per tutte le automobili
Come già spiegato nel precedente approfondimento di Aetnanet, la misura non cancella indistintamente il bollo per qualsiasi veicolo.
L’esenzione prevista per il 2027 riguarda:
- le automobili con potenza non superiore a 80 kW, equivalenti a circa 109 CV;
- motocicli e ciclomotori, secondo le condizioni stabilite dal provvedimento;
- un solo veicolo per ciascun contribuente;
- mezzi regolarmente assicurati.
La soglia degli 80 kW concentra il beneficio sulle automobili di piccola e media potenza, cioè proprio sui veicoli maggiormente utilizzati per gli spostamenti quotidiani.
La platea stimata è di circa 14,5 milioni di veicoli.
Non si tratta, dunque, di un vantaggio costruito principalmente per le automobili di lusso o di elevata potenza. Le vetture più potenti rimangono escluse.
Per verificare il possesso del requisito non è sufficiente considerare il modello commerciale: occorre controllare la potenza in kW indicata nel documento di circolazione.
➡️ Approfondimento Aetnanet:
Bollo auto e moto, stop nel 2027 fino a 80 kW: una misura che interessa anche il personale della scuola. E dal 2028 cosa succederà?
Il falso dilemma: o il bollo o la scuola
Aetnanet considera necessario rafforzare gli investimenti nell’istruzione e riconoscere economicamente il lavoro di docenti, dirigenti e personale ATA.
Ma proprio per questo non appare convincente sminuire una misura fiscale che raggiunge anche una parte consistente di quei lavoratori.
Si può chiedere al Governo di investire più risorse nella scuola e, contemporaneamente, valutare positivamente una riduzione fiscale rivolta ai proprietari di veicoli di potenza medio-bassa.
Le due richieste non sono incompatibili.
L’obiettivo di aumentare gli investimenti nell’istruzione non dovrebbe essere utilizzato per negare il valore di qualsiasi beneficio destinato direttamente alle famiglie e ai lavoratori.
Se un docente percorre ogni giorno numerosi chilometri per raggiungere la propria scuola, il risparmio sul bollo non diventa irrilevante soltanto perché la misura non compare formalmente nel bilancio del Ministero dell’Istruzione.
È comunque una riduzione del costo sostenuto per disporre del mezzo necessario a recarsi al lavoro.
Un beneficio limitato, ma reale
Occorre evitare entrambe le esagerazioni.
L’esenzione dal bollo non rappresenta una riforma complessiva del sistema fiscale e non compensa la perdita di potere d’acquisto accumulata dal personale scolastico.
Ma non per questo può essere liquidata come una misura priva di effetti.
Per chi possiede un’automobile fino a 80 kW, il beneficio consiste nell’eliminazione di una tassa annuale obbligatoria. L’importo varia in base alla potenza del veicolo e alla disciplina regionale, ma il risparmio è concreto e immediatamente percepibile.
La politica può legittimamente discutere se quella disponibilità finanziaria potesse essere impiegata diversamente. È invece meno convincente sostenere che la misura non abbia alcuna utilità sociale o non riguardi il mondo della scuola.
Resta aperto il problema del 2028
La copertura individuata riguarda attualmente il solo 2027.
Il Governo ha dichiarato di voler rendere l’esenzione strutturale, ma per farlo dovrà reperire una copertura stabile anche per gli anni successivi.
Pertanto, allo stato attuale:
- l’esenzione è prevista e finanziata per il 2027;
- non è ancora definitivamente finanziata per il 2028;
- il ritorno automatico del bollo dal 2028 non è stato deciso;
- la trasformazione in misura permanente richiederà un nuovo intervento legislativo e finanziario.
Questa distinzione resta fondamentale per offrire un’informazione corretta.
Il punto di Aetnanet
Aetnanet non condivide la posizione delle opposizioni quando tende a ridurre l’esenzione dal bollo a una misura puramente propagandistica o contraria agli interessi della scuola.
La scuola ha bisogno di investimenti specifici, di maggiori risorse per il personale, di edifici sicuri e di servizi efficienti. Su questo non possono esserci dubbi.
Ma è altrettanto vero che il personale scolastico è formato da lavoratori che affrontano quotidianamente costi di trasporto spesso elevati, soprattutto nelle province, nelle aree interne e nei territori nei quali il trasporto pubblico non offre alternative praticabili.
L’esenzione per le automobili fino a 80 kW non risolve tutti questi problemi, ma costituisce un beneficio reale per una platea ampia, nella quale rientrano anche molti docenti, dirigenti e lavoratori ATA.
Chiedere più risorse per la scuola è giusto. Utilizzare la scuola come argomento per sminuire ogni riduzione fiscale destinata anche ai suoi lavoratori lo è molto meno.
Il confronto dovrebbe concentrarsi su un obiettivo più ambizioso: rendere strutturale l’esenzione e, nello stesso tempo, aumentare gli investimenti nell’istruzione, senza creare una contrapposizione artificiale fra due esigenze entrambe meritevoli di attenzione.
🌐 Fonti consultate e metodo redazionale Aetnanet
La Redazione Aetnanet ha distinto:
- la misura già prevista per il 2027;
- la provenienza delle risorse indicate per la copertura;
- le dichiarazioni politiche del Governo e delle opposizioni;
- l’eventuale stabilizzazione dell’esenzione dal 2028, che non risulta ancora definitivamente finanziata.
Fonti principali:
- Orizzonte Scuola – Bollo auto, il Governo usa i risparmi del PNRR. Il M5S: «Con quei soldi avremmo scelto le scuole»
- Aetnanet – Bollo auto e moto, stop nel 2027 fino a 80 kW
- ricostruzioni della stampa nazionale relative al provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri;
- ACI per i criteri tecnici relativi alla potenza dei veicoli.
A cura della Redazione Aetnanet.
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