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Bollo auto e moto, stop nel 2027 fino a 80 kW: una misura che interessa anche il personale della scuola. E dal 2028 cosa succederà?

Dal 2027 niente bollo per milioni di auto di piccola e media potenza e per motocicli e ciclomotori, con un'esenzione per un solo veicolo per contribuente. Una misura che interessa direttamente anche docenti, dirigenti e personale ATA che utilizzano l'auto per raggiungere quotidianamente la scuola. Ma è vero che durerà soltanto un anno e che nel 2028 tornerà automaticamente il vecchio bollo? Aetnanet fa chiarezza: la norma approvata copre oggi il 2027, mentre il Governo ha annunciato l'intenzione di renderla strutturale. (ANSA.it)

Una notizia che riguarda anche il mondo della scuola

Potrebbe sembrare, a prima vista, una notizia estranea ai temi tradizionalmente trattati da Aetnanet.

Non è così. Migliaia di docenti, dirigenti scolastici e lavoratori ATA utilizzano quotidianamente l’automobile per raggiungere la propria sede di servizio, spesso percorrendo decine di chilometri e, nel caso dei supplenti, talvolta cambiando sede da un anno all’altro.

Bollo, carburante, assicurazione e manutenzione rappresentano quindi una componente concreta delle spese sostenute dai lavoratori della scuola.

Non sorprende che anche Orizzonte Scuola abbia dedicato un approfondimento alla nuova misura.

Bollo auto e moto addio nel 2027: l’approfondimento di Orizzonte Scuola

Che cosa ha deciso il Governo

Il Consiglio dei ministri del 16 settembre 2026 ha dato il via libera all’esenzione dal bollo per il 2027 per le automobili di piccola e media potenza e per motocicli e ciclomotori, secondo condizioni precise.

La platea stimata è molto ampia: circa 14,5 milioni di veicoli, comprendendo oltre il 70% delle automobili interessate dalla soglia individuata e i mezzi a due ruote. (ANSA.it)

Per le automobili il requisito fondamentale è una potenza non superiore a 80 kW, circa 109 CV.

Attenzione: per sapere se la propria automobile rientra nell’agevolazione non bisogna affidarsi semplicemente al nome commerciale del modello. Bisogna verificare la potenza in kW riportata nel documento di circolazione, perché lo stesso modello può essere commercializzato con motorizzazioni differenti. L’ACI conferma che la potenza utilizzata per il calcolo della tassa automobilistica è quella espressa in kW nel documento del veicolo. (ACI)

Una sola esenzione per ciascun contribuente

Questo è un punto importante. L’agevolazione non riguarda indistintamente tutti i mezzi posseduti dalla stessa persona.

Se il contribuente possiede più automobili che soddisfano i requisiti, l’esenzione viene riconosciuta a una sola vettura, privilegiando quella di potenza inferiore. A parità di potenza intervengono gli ulteriori criteri previsti dal provvedimento. (ANSA.it)

La stessa logica riguarda motocicli e ciclomotori.

E c’è una precedenza importante: se il contribuente possiede un’automobile fino a 80 kW che beneficia dell’esenzione, non può cumulare l’agevolazione con quella relativa alla moto. (ANSA.it)

Quali automobili potrebbero rientrare

La soglia degli 80 kW comprende molte delle vetture normalmente utilizzate per gli spostamenti quotidiani.

Tra gli esempi indicati nelle ricostruzioni pubblicate in queste ore figurano, nelle motorizzazioni che rispettano il limite, Fiat Pandina, Dacia Sandero, Citroën C3, Renault Clio, Volkswagen Polo, Seat Ibiza, Peugeot 208, Opel Corsa, Hyundai i20, Lancia Ypsilon e alcune versioni della Jeep Avenger. (RaiNews)

Il nome del modello, però, non basta.

Una determinata versione può rientrare negli 80 kW e un’altra dello stesso modello superarli.

La verifica decisiva resta pertanto quella del documento di circolazione.

Quanto può significare per un docente

Non stiamo parlando di cifre capaci, da sole, di modificare il bilancio di una famiglia.

Ma si tratta comunque dell’eliminazione, per i beneficiari, di una spesa annuale obbligatoria legata alla proprietà del mezzo.

Ed è proprio questo il dato interessante per il personale scolastico: chi deve utilizzare necessariamente l’automobile per recarsi ogni giorno al lavoro non considera l’auto un bene voluttuario, ma molto spesso uno strumento indispensabile per raggiungere la scuola.

Per questo la misura può avere una ricaduta concreta anche sul personale dell’istruzione.

Ma è vero che l’abolizione vale soltanto un anno?

Qui occorre fare chiarezza, evitando sia entusiasmi prematuri sia conclusioni altrettanto premature di segno opposto.

Il testo oggi approvato prevede effettivamente l’esenzione per i versamenti dovuti nel 2027.

Su questo punto la critica secondo cui la copertura normativa attuale è annuale è fondata. Il provvedimento non consente oggi di affermare che l’esenzione sia già definitivamente finanziata anche per il 2028 e per gli anni successivi. (Reuters)

Ma da questo dato non consegue affatto che sia già stato deciso il ritorno alla vecchia disciplina dal 1° gennaio 2028.

Sono due affermazioni molto diverse.

Dal 2028 tornerà automaticamente il bollo? Non è questo ciò che sappiamo oggi

L’affermazione secondo la quale “nel 2028 tornerà sicuramente tutto come prima” va quindi ridimensionata.

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha dichiarato che il Governo intende cercare di rendere permanente la misura; fonti governative hanno indicato la successiva legge di bilancio come possibile sede per darle carattere strutturale. Reuters sottolinea contemporaneamente che, allo stato attuale, le coperture permanenti non sono ancora definite. (Reuters)

Anche le ricostruzioni pubblicate dopo il Consiglio dei ministri riferiscono l’intenzione dell’Esecutivo di trasformare l’esenzione in una misura strutturale una volta definito il quadro finanziario. (Corriere della Sera)

La formulazione corretta, al 17 settembre 2026, è dunque questa:

L’esenzione è certa, sulla base del provvedimento approvato dal Governo, per il 2027. La sua prosecuzione dal 2028 non è ancora finanziata né definitivamente approvata, ma il Governo ha dichiarato di volerla rendere strutturale. Non è quindi corretto presentare come già deciso né il mantenimento dell’esenzione né il ritorno automatico al vecchio bollo.

Un costo superiore a 2 miliardi: il nodo delle Regioni

C’è infatti una ragione precisa per cui la strutturalità richiede un ulteriore passaggio finanziario.

Il bollo è una tassa automobilistica regionale e la sua eliminazione produce una perdita di entrate per le Regioni.

Per il 2027 è prevista una compensazione statale nell’ordine di 2,3 miliardi di euro. RaiNews riferisce di un fondo erariale destinato a compensare il minor gettito regionale; le ricostruzioni della bozza quantificano gli oneri complessivi in circa 2,36 miliardi. (RaiNews)

È quindi evidente che rendere permanente l’esenzione richiederà di rendere permanente anche la relativa copertura finanziaria.

È questo, più che le polemiche politiche, il punto da osservare nei prossimi mesi.

Una misura selettiva: il beneficio si concentra sulle vetture meno potenti

Un altro elemento merita attenzione.

Il limite di 80 kW concentra deliberatamente l’agevolazione sulle automobili di piccola e media potenza, cioè una parte molto consistente delle vetture utilizzate quotidianamente dalle famiglie.

Restano invece escluse le automobili più potenti.

Si tratta dunque di una riduzione fiscale costruita attraverso una soglia tecnica, non di una cancellazione generalizzata del bollo per qualsiasi automobile. Secondo le stime diffuse dopo il Consiglio dei ministri, la platea complessiva raggiunge comunque circa 14,5 milioni di veicoli. (RaiNews)

Cosa deve fare adesso chi possiede un’auto

Per il momento nulla cambia per il bollo 2026.

La tassa dovuta quest’anno continua a essere pagata secondo le normali scadenze. La nuova esenzione riguarda i versamenti con scadenza compresa fra 1° gennaio e 31 dicembre 2027. (RaiNews)

Chi vuole sapere fin d’ora se la propria automobile potrebbe rientrare nella misura può controllare il documento di circolazione e verificare la potenza espressa in kW.

ACI – criteri ufficiali per il calcolo del bollo auto

Il punto di Aetnanet

Per il personale della scuola la questione merita di essere seguita perché riguarda direttamente il costo della mobilità necessaria per raggiungere il posto di lavoro.

Il dato acquisito oggi è significativo: per il 2027 una platea molto ampia di proprietari di automobili fino a 80 kW potrà beneficiare dell’esenzione, insieme ai possessori di motocicli e ciclomotori secondo le condizioni previste.

Sul 2028 occorre invece attendere.

Presentare oggi l’esenzione come già definitivamente permanente anticiperebbe una decisione che deve ancora essere finanziata. Ma sarebbe altrettanto improprio affermare come fatto acquisito che nel 2028 il bollo tornerà necessariamente: il Governo ha annunciato esplicitamente l’obiettivo opposto.

Aetnanet seguirà quindi il percorso del provvedimento e soprattutto la prossima manovra finanziaria, che dovrà chiarire se lo stop del 2027 diventerà una riduzione fiscale strutturale.

🌐 Fonti consultate e metodo redazionale Aetnanet

La Redazione Aetnanet ha verificato le informazioni disponibili al 17 settembre 2026, distinguendo fra ciò che è previsto dal provvedimento per il 2027 e le dichiarazioni governative relative alla possibile stabilizzazione dal 2028.

Fonti principali: provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri e relative ricostruzioni ANSA e RaiNews; dichiarazioni del Governo riportate da Reuters; ACI per i criteri tecnici relativi alla potenza dei veicoli; Orizzonte Scuola per l’approfondimento rivolto al mondo scolastico. (ANSA.it)

Metodo redazionale: sono stati separati tre livelli distinti: la disciplina già approvata per il 2027; le condizioni tecniche di accesso all’esenzione; l’intenzione politica dichiarata di rendere strutturale la misura, che richiederà ulteriori decisioni normative e finanziarie.

A cura della Redazione Aetnanet.

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