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Martedì 28 Luglio 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
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Dirigenti Scolastici

Docenti aspiranti DS: il “parco buoi” dell’istruzione italiana

Nell’ambito finanziario “Parco buoi” è un volgarismo che viene utilizzato quale sinonimo di massa di persone, volendo indicare, con questa espressione, quella categoria di piccoli e medi risparmiatori che, improvvisatisi investitori, agiscono sui mercati mobiliari e finanziari e che, senza disporre a volte della necessaria preparazione, fanno uso di strumenti finanziari esoterici, destinati a operatori finanziari o investitori professionali. A muovere tale massa di persone vi è l’attesa, o la promessa, di un facile guadagno, un’aspettativa che li porta spesso ad essere vittime di gravi perdite o veri e propri tracolli. La locuzione rappresenta una metafora che accosta questa folla di improvvisati investitori a una schiera di bovini in attesa, inconsapevoli di essere destinati al macello, mentre dietro di loro è già pronta una nuova generazione di capi che andrà a sostituirli. Nella recente esperienza del concorso per Dirigenti scolastici, ben 42 mila docenti sono stati strapazzati da una gestione concorsuale, a detta di molti esperti, approssimativa, errata ed a volte vessatoria.
Molti docenti sono passati da un’umiliazione ad un’altra, cominciando dalla costrizione nell’uso di un librone rosso utile solo a chi lo ha pubblicato,  e proseguendo con la comica apposizione di pallini neri ben fatti, o con la visione di un video streaming buono, nel convincimento di una trasparenza mediatica, come specchietto per le allodole, e per finire con la proposta di una serie di domande docimologicamente incomprensibili e fuorvianti. Le delusioni non finiscono qui, continuano  con richieste, più o meno avide, di soldi da parte di sindacati, associazioni e avvocati che organizzano ricorsi e controricorsi, buoni solo per rimpinguare le casse finanziarie di chi li propone. Per ultimo i Tar che in armonia con tutto il sistema, precedentemente descritto,  decidono in modo non univoco il destino di docenti speranzosi, ammettendoli, rinviandoli e sospendendoli, a proprio piacimento, dall’iter concorsuale. Così come nel settore finanziario anche in quello dell’istruzione possiamo coniare lo sconfortante  termine   “Parco buoi” , perché come tali sono stati trattati quei docenti a cui la politica nostrana chiede moralità, efficienza e trasparenza nelle loro quotidiane attività didattiche. Questi docenti, a cui è stata bloccata la progressione degli scatti stipendiali, a cui ci si rivolge, con una buona dose di ipocrisia, per il rilancio di un Paese martoriato da una corruzione dilagante, a cui i tagli lineari hanno portato via  anche l’anima del far bene in classe, sono considerati pedine sacrificabili nel nome di ombrosi giochi di potere, necessari per rimpolpare sacche di privilegio, che la nostra Italia non può più permettersi. Forse abbiamo passato il punto di non ritorno per una deontologia professionale all’altezza di tale nome, e si continua imperterriti  a costruire inganni e  false promesse, che hanno come unico obiettivo il baratro sociale dell’incompetenza.

Aldo Domenico Ficara
aldodomenicoficara@alice.it

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