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▶️ https://www.youtube.com/watch?v=SrGSN1K5qX0
Archivio storico digitale dell’ITIS “Stanislao Cannizzaro” di Catania
Documento audiovisivo: intervista realizzata dall’emittente televisiva catanese D1 Channel in occasione della premiazione degli studenti del Cannizzaro che avevano concluso il percorso subacqueo del progetto “Il mare a scuola” nel 2008.
2008: il Cannizzaro porta la scuola sott’acqua. A Catania gli studenti conquistano il diploma di sommozzatore
Catania, città di mare. Eppure, per molti giovani, il mare rimaneva un paesaggio da osservare dalla costa, più che un ambiente naturale da conoscere attraverso un’esperienza diretta.
Fu anche da questa considerazione che prese forma una delle iniziative formative più originali dell’ITIS “Stanislao Cannizzaro” di Catania: il progetto di educazione ambientale e turismo sostenibile “Il mare a scuola… attraverso una maschera”.
L’esperienza consentiva agli studenti di avvicinarsi alla biologia marina, alla conoscenza degli ecosistemi e alla pratica delle immersioni subacquee, attraverso un percorso nel quale attività didattiche e formazione tecnica si integravano.
Il 22 agosto 2008, secondo la data conservata nel catalogo audiovisivo dell’istituto, l’emittente D1 Channel di Catania documentò la premiazione degli studenti che avevano conseguito il titolo subacqueo previsto dal progetto.
La registrazione, della durata di circa un minuto e cinquanta secondi, conserva una testimonianza televisiva di quell’esperienza.
Il valore dell’iniziativa andava tuttavia oltre la consegna del riconoscimento finale.
Il progetto rappresentava un modo nuovo di interpretare il rapporto fra scuola e territorio: trasformare il mare, elemento fondamentale dell’identità geografica e culturale catanese, in un ambiente di apprendimento.
Le attività coinvolgevano studenti, docenti, istruttori subacquei, esperti universitari e istituzioni del territorio.
A dirigere l’istituto era il preside Salvatore Indelicato, mentre il coordinamento didattico del progetto era affidato alla professoressa Cettina Di Gregorio.
La ricostruzione delle cronache pubblicate da Aetnanet fra il 2006 e il 2010 dimostra che la premiazione del 2008 apparteneva a una tradizione educativa già consolidata e destinata a svilupparsi ulteriormente.
Catania e il mare: un patrimonio naturale da conoscere e proteggere
La storia di Catania è profondamente legata al Mediterraneo.
Il porto, la pesca, le attività commerciali e le tradizioni marinare hanno contribuito per secoli a costruire l’identità economica e culturale della città.
Il mare rappresenta inoltre una componente essenziale del paesaggio etneo.
Lungo la costa ionica, fra Catania, Aci Castello e Aci Trezza, la natura ha creato ambienti di grande interesse geologico e biologico.
La presenza di formazioni vulcaniche, fondali rocciosi e ambienti ricchi di biodiversità rende questo tratto costiero un luogo particolarmente adatto allo studio degli ecosistemi marini.
Fra le aree di maggiore interesse figura l’Area Marina Protetta “Isole Ciclopi”, istituita nel 1989.
La zona comprende ambienti marini e costieri caratterizzati da un rilevante patrimonio naturalistico.
I fondali ospitano pesci, invertebrati, comunità algali e numerosi organismi che costituiscono parte della biodiversità mediterranea.
Per gli studenti del Cannizzaro, conoscere direttamente questi ambienti significava sviluppare una relazione più consapevole con il territorio.
Il mare non veniva considerato soltanto come spazio di svago o attività sportiva.
Diventava un patrimonio da studiare, comprendere e tutelare.
Questa impostazione costituiva il fondamento educativo del progetto.
Le origini del progetto: un’esperienza già attiva nel 2005
La ricerca nell’archivio storico di Aetnanet permette di ricostruire l’origine dell’iniziativa.
Un articolo pubblicato il 20 marzo 2006 da Renato Bonaccorso, intitolato:
“Progetto di turismo ambientale ‘Il mare a scuola… attraverso una maschera’”
documenta la presentazione di una nuova edizione del percorso.
La cronaca contiene un’informazione particolarmente significativa: l’istituto riproponeva il progetto in seguito al successo ottenuto nell’anno precedente.
Questo riferimento consente di collocare una prima esperienza già nel 2005, pur senza stabilirne sulla sola base dell’articolo le precise date di inizio e conclusione.
La notizia è importante perché dimostra la continuità dell’iniziativa.
Il progetto non era nato come una semplice attività estiva occasionale.
Aveva già suscitato interesse e partecipazione, al punto da essere riproposto agli studenti negli anni successivi.
La scelta di svilupparlo nel tempo permetteva di costruire collaborazioni, consolidare le metodologie didattiche e coinvolgere nuove generazioni di studenti.
20 marzo 2006 – Leggi l’articolo originale sulla presentazione del progetto
Un progetto aperto anche agli studenti con disabilità
Fra gli aspetti più interessanti della documentazione del 2006 emerge una scelta educativa particolarmente significativa.
Il progetto era rivolto agli studenti delle classi quarte e quinte e prevedeva la partecipazione anche di studenti con disabilità.
Questa impostazione rappresentava un elemento importante della sua concezione formativa.
Le attività ambientali e sportive venivano considerate occasioni di crescita, socializzazione e partecipazione.
La possibilità di avvicinarsi al mondo subacqueo, naturalmente attraverso percorsi adeguati alle condizioni e alle esigenze dei partecipanti, ampliava le opportunità offerte dalla scuola.
L’inclusione non era quindi limitata alle attività ordinarie svolte in aula.
Veniva ricercata anche attraverso esperienze formative esterne, capaci di valorizzare interessi e potenzialità personali differenti.
La cronaca originale del 2006 testimonia questa attenzione, che rappresenta un aspetto particolarmente significativo della storia del progetto.
Non sono tuttavia disponibili, nelle fonti finora recuperate, dettagli individuali sulle modalità di partecipazione e sui brevetti eventualmente conseguiti dagli studenti con disabilità.
Il 20 marzo 2006: la presentazione ufficiale al Cannizzaro
La cronaca pubblicata da Renato Bonaccorso permette di identificare i principali protagonisti della fase iniziale.
Alla presentazione del progetto erano presenti:
Nino Strano, assessore al Turismo del Comune di Catania.
Salvatore Indelicato, dirigente scolastico dell’ITIS Cannizzaro.
Cettina Di Gregorio, docente referente del progetto.
Claudio D’Aleo, presidente dell’associazione Scuba Diving School.
Parteciparono inoltre lo staff degli istruttori subacquei, gli studenti iscritti al percorso, alcuni genitori e diverse classi accompagnate dai rispettivi insegnanti.
La composizione dei partecipanti dimostra come l’iniziativa fosse nata attraverso una collaborazione fra scuola, amministrazione comunale e operatori specializzati nella formazione subacquea.
Il Cannizzaro metteva a disposizione le proprie competenze organizzative e didattiche.
La Scuba Diving School contribuiva alla componente tecnica e sportiva.
Le istituzioni e gli enti scientifici del territorio permettevano di ampliare la dimensione culturale e ambientale.
La scuola diventava così il punto di incontro di competenze differenti, orientate verso un obiettivo formativo comune.
La collaborazione con la Scuba Diving School
Nelle prime edizioni documentate del progetto, un ruolo importante fu svolto dalla Scuba Diving School di Catania.
L’associazione, rappresentata dal presidente Claudio D’Aleo, collaborava alla preparazione degli studenti e alle attività legate alla pratica subacquea.
La presenza di istruttori qualificati era essenziale.
L’immersione con autorespiratore richiede conoscenze specifiche, addestramento, disciplina e rispetto di rigorose procedure di sicurezza.
Gli studenti dovevano apprendere le caratteristiche delle attrezzature, le corrette modalità di utilizzo e i comportamenti necessari per affrontare le attività in acqua.
Il percorso non poteva essere ridotto a un’esperienza ricreativa.
Doveva svilupparsi attraverso una preparazione progressiva, con la supervisione di operatori competenti.
Questa componente tecnica rendeva l’iniziativa particolarmente interessante per un istituto industriale.
La subacquea costituiva infatti un settore nel quale trovavano applicazione conoscenze di fisica, tecnologia, fisiologia e sicurezza.
Il progetto permetteva così di integrare una disciplina sportiva con competenze scientifiche e capacità operative.
La professoressa Cettina Di Gregorio: il coordinamento educativo
Una figura centrale del percorso fu la professoressa Cettina Di Gregorio.
Le cronache del 2006, 2007 e 2010 la identificano come referente del progetto.
La continuità della sua presenza rappresenta un elemento significativo della ricostruzione storica.
L’iniziativa richiedeva infatti la collaborazione di soggetti differenti e l’organizzazione di attività non sempre coincidenti con i normali orari e spazi scolastici.
Occorreva coordinare gli studenti, mantenere i rapporti con gli istruttori, predisporre le visite didattiche e favorire l’integrazione fra gli aspetti scientifici, ambientali e sportivi.
Il lavoro della docente permetteva di collegare queste attività in un percorso coerente.
La professoressa Di Gregorio era inoltre impegnata in altre importanti iniziative culturali del Cannizzaro, fra cui il laboratorio teatrale.
Questa pluralità di esperienze testimonia una concezione educativa nella quale la scuola cercava di valorizzare interessi e capacità differenti degli studenti.
Un ringraziamento particolare va anche ai professori Giovanni Di Bella e Filippo Costanza, documentati come collaboratori del progetto nelle attività del 2007 e del 2010.
Il mare non soltanto da osservare: un laboratorio a cielo aperto
L’idea pedagogica di fondo era particolarmente efficace.
Per conoscere l’ambiente marino non era sufficiente studiarne le caratteristiche sui libri.
Era importante osservarlo direttamente, riconoscere gli organismi che lo popolano e comprenderne gli equilibri.
La pratica subacquea poteva diventare uno strumento per accedere a un ambiente naturale normalmente poco conosciuto.
Le attività permettevano di collegare osservazione diretta e conoscenze teoriche.
Gli studenti potevano approfondire temi come la biodiversità, le caratteristiche dei fondali, la presenza di differenti organismi e l’impatto delle attività umane sugli ecosistemi costieri.
Il percorso favoriva inoltre la riflessione sulla fragilità degli ambienti marini.
L’inquinamento, l’abbandono dei rifiuti, la pressione antropica e l’alterazione degli habitat costituiscono problemi che riguardano direttamente anche il territorio catanese.
Avvicinarsi al mare attraverso esperienze guidate significava imparare a considerarlo un ambiente da proteggere.
La finalità del progetto era quindi la formazione di una coscienza ecologica e civile, nella quale la conoscenza della natura diventava il presupposto per comportamenti responsabili.
Il contributo scientifico del CUTGANA e dell’Università di Catania
Un altro elemento qualificante fu la collaborazione con il CUTGANA, il centro universitario dell’Università di Catania impegnato nella tutela e gestione degli ambienti naturali e degli agroecosistemi.
Il rapporto con il centro universitario permetteva di ampliare le attività formative oltre la dimensione strettamente sportiva.
La conoscenza dell’ambiente marino richiede infatti competenze di biologia, ecologia, geologia e conservazione della natura.
Il coinvolgimento di esperti universitari offriva agli studenti l’opportunità di avvicinarsi a questi temi attraverso spiegazioni specialistiche e visite guidate.
Un ruolo importante era svolto anche dall’Acquario di Giarre, utilizzato come ambiente di apprendimento nell’ambito delle attività del progetto.
Il collegamento con l’università contribuiva quindi a rafforzare la dimensione scientifica dell’iniziativa.
La collaborazione rappresentava un esempio di apertura della scuola verso le istituzioni di ricerca del territorio.
Il 30 maggio 2007: la visita degli studenti all’Acquario di Giarre
Una testimonianza particolarmente preziosa è conservata nell’articolo di Renato Bonaccorso del 6 giugno 2007.
Il documento racconta un’attività svolta il 30 maggio 2007, quando un gruppo di studenti del Cannizzaro partecipanti al progetto si recò in visita all’Acquario di Giarre.
L’uscita didattica iniziò alle ore 14:30.
Ad accompagnare gli studenti erano presenti la biologa marina Lara Orselli, dell’Università di Catania, e Claudio D’Aleo, presidente della Scuba Diving School.
L’attività era coordinata dalla professoressa Cettina Di Gregorio, con il supporto dei professori Giovanni Di Bella e Filippo Costanza.
La cronaca riferisce dell’interesse manifestato dagli studenti, delle numerose domande rivolte agli esperti e della partecipazione attiva durante la visita.
Il rientro avvenne intorno alle ore 19:00.
Particolarmente significativo è il commento conclusivo del cronista, che sottolineava il valore delle attività svolte al di fuori dell’aula.
La visita costituiva la dimostrazione concreta di un principio educativo: l’apprendimento può svilupparsi anche attraverso l’esperienza diretta, l’osservazione e il confronto con gli specialisti.
6 giugno 2007 – Leggi la cronaca originale della visita all’Acquario di Giarre
Il 2008: la consegna dei titoli subacquei agli studenti
La registrazione televisiva conservata con la data del 22 agosto 2008 documenta un momento particolarmente significativo del percorso.
Gli studenti del Cannizzaro, dopo aver partecipato alle attività formative del progetto “Il mare a scuola”, ricevettero il riconoscimento conclusivo della preparazione subacquea.
La descrizione originale del filmato utilizza l’espressione “titolo di sommozzatore”.
È importante conservare questa denominazione storica, distinguendola tuttavia dalla terminologia tecnica utilizzata per le diverse certificazioni subacquee.
Nell’ambito della subacquea ricreativa, i brevetti attestano normalmente il completamento di specifici percorsi di addestramento e l’acquisizione delle competenze previste dal relativo livello.
Una qualifica professionale per lavori subacquei richiede invece percorsi e requisiti differenti.
La documentazione attualmente recuperata non consente di identificare con certezza il livello esatto del brevetto consegnato durante la cerimonia del 2008.
Per questo la presente scheda conserva il titolo originale dell’archivio, senza attribuire agli studenti qualifiche professionali non documentate.
L’aspetto storico fondamentale rimane il risultato educativo raggiunto: la conclusione di un percorso che aveva impegnato i ragazzi nella conoscenza dell’ambiente marino e nella preparazione alla pratica subacquea.
D1 Channel: la televisione catanese racconta la scuola
La particolarità del documento audiovisivo del 2008 consiste nella sua provenienza.
La registrazione è indicata nell’archivio come intervista realizzata dall’emittente D1 Channel di Catania durante la premiazione degli studenti.
Si tratta di un dettaglio significativo.
L’attenzione di una televisione locale dimostra che l’iniziativa aveva acquisito visibilità anche fuori dall’ambiente scolastico.
La formazione subacquea degli studenti veniva presentata come una notizia capace di interessare la città.
La documentazione televisiva contribuiva a far conoscere un progetto nel quale la scuola sperimentava modalità formative originali.
L’intervista assume oggi un ulteriore valore.
Il filmato non appartiene soltanto alla memoria interna dell’istituto, ma costituisce anche una testimonianza di come i mezzi di informazione locali raccontassero le iniziative educative del territorio.
Non essendo disponibile una trascrizione verificata della registrazione, non vengono attribuite dichiarazioni specifiche agli intervistati né identificati nominalmente i partecipanti sulla sola base della descrizione archivistica.
La conservazione del video permette tuttavia di recuperare questo documento e di renderlo nuovamente accessibile.
La subacquea come esercizio di responsabilità e collaborazione
La pratica subacquea richiede un atteggiamento particolarmente attento alla sicurezza.
L’utilizzo dell’attrezzatura, la gestione della respirazione, il rispetto delle indicazioni degli istruttori e la collaborazione fra i partecipanti costituiscono elementi essenziali dell’addestramento.
Per gli studenti un percorso di questo tipo poteva offrire importanti occasioni di crescita personale.
Le attività richiedevano concentrazione, autocontrollo, rispetto delle procedure e capacità di lavorare insieme.
La sicurezza in acqua dipende infatti anche dall’attenzione verso gli altri e dalla capacità di riconoscere e rispettare i propri limiti.
Queste competenze trovavano un collegamento naturale con la formazione tecnica.
Nei laboratori industriali, come nelle attività subacquee, la preparazione professionale richiede conoscenza delle procedure, uso corretto delle attrezzature e rispetto delle norme di sicurezza.
Il progetto consentiva quindi di sviluppare competenze trasversali, utili anche oltre il contesto delle immersioni.
Il valore educativo del mare per una scuola tecnica
Il Cannizzaro era caratterizzato da una forte identità tecnico-scientifica.
Le sue specializzazioni offrivano agli studenti percorsi formativi legati all’industria, alla tecnologia e all’innovazione.
Il progetto “Il mare a scuola” ampliava questa prospettiva.
La conoscenza del mare coinvolge infatti differenti discipline scientifiche.
La Fisica permette di comprendere fenomeni come la pressione e il comportamento dei gas.
La Chimica contribuisce allo studio delle caratteristiche dell’acqua marina e dei problemi legati all’inquinamento.
La Biologia permette di conoscere gli organismi e gli ecosistemi.
Le discipline tecnologiche aiutano a comprendere il funzionamento delle attrezzature e dei sistemi necessari per le attività subacquee.
Il percorso favoriva così un approccio interdisciplinare.
La preparazione tecnica non veniva isolata dal contesto naturale e sociale.
Era utilizzata per sviluppare una maggiore capacità di osservazione e comprensione del territorio.
Il mare di Aci Trezza: natura, scienza e memoria culturale
Il territorio di Aci Trezza rappresenta uno dei luoghi più emblematici del rapporto fra Catania e il Mediterraneo.
I Faraglioni dei Ciclopi e l’Isola Lachea costituiscono un patrimonio paesaggistico e naturalistico di grande interesse.
L’area è conosciuta anche per le sue suggestioni letterarie e mitologiche.
La tradizione collega i Faraglioni al racconto omerico di Ulisse e Polifemo.
La cultura letteraria siciliana richiama inoltre Aci Trezza attraverso il romanzo I Malavoglia di Giovanni Verga.
A questo patrimonio storico e culturale si affianca una realtà naturalistica di grande valore.
L’Area Marina Protetta “Isole Ciclopi” tutela ambienti caratterizzati da biodiversità e importanti formazioni geologiche.
La collaborazione del progetto con le istituzioni impegnate nella tutela di questo territorio permetteva di avvicinare gli studenti a un patrimonio nel quale natura, storia e cultura sono strettamente intrecciate.
Il mare diventava così non soltanto un ambiente per la pratica subacquea, ma anche un luogo di conoscenza del territorio e della sua identità.
Il progetto prosegue: le nuove esperienze del 2009
La continuità dell’iniziativa è documentata anche da altri filmati conservati nell’Archivio storico digitale.
Fra questi figurano una registrazione del 16 aprile 2009, dedicata al progetto per sommozzatori, e un filmato del 22 settembre 2009, intitolato “Il mare a scuola”, articolato in due parti.
Questi documenti testimoniano la presenza continuativa delle attività subacquee nella programmazione formativa del Cannizzaro.
La scuola aveva consolidato un’esperienza che univa preparazione tecnica, conoscenza dell’ambiente e attività sul territorio.
La possibilità di confrontare le registrazioni del 2008 e del 2009 costituisce un’occasione importante per approfondire l’evoluzione del progetto.
Le diverse riprese vengono conservate separatamente perché documentano momenti e materiali archivistici differenti.
Il 2010: venti studenti premiati ad Aci Trezza
Una fonte successiva permette di osservare come il progetto si fosse ulteriormente sviluppato.
Il 6 luglio 2010, presso il Ghenea Beach Club di Aci Trezza, si svolse la manifestazione conclusiva del percorso educativo ambientale relativo all’anno scolastico 2009-2010.
La cronaca venne pubblicata da Renato Bonaccorso su Aetnanet il 14 luglio 2010.
Alla manifestazione parteciparono il dirigente scolastico Salvatore Indelicato, rappresentanti delle istituzioni locali, docenti e istruttori subacquei.
In quella edizione la preparazione tecnica era affidata all’ASD Katane Diving Club di Catania, con gli istruttori Dario Calì, Federica Lo Certo e Marco Palmigiano.
La referente scolastica era ancora la professoressa Cettina Di Gregorio, coadiuvata dai professori Filippo Costanza e Giovanni Di Bella.
Gli studenti coinvolti erano venti.
Al termine del percorso conseguirono il brevetto Blu Pass ANIS/CMAS e ricevettero un attestato relativo allo stage di biologia marina, rilasciato dall’Area Marina Protetta “Isole Ciclopi”.
Gli allievi realizzarono inoltre un video-documentario sull’ambiente marino catanese, destinato alla partecipazione al concorso “Vivere il Mare” del 2010.
La manifestazione confermava la continuità delle finalità formative del progetto.
I venti studenti del 2010: i nomi conservati nell’archivio
La cronaca del 14 luglio 2010 conserva anche l’elenco completo degli studenti partecipanti a quella specifica edizione.
I loro nomi meritano di essere ricordati come parte della storia pluriennale del progetto:
Andrea Capra, Antonio Aiello, Alexandro Jaramillo, Giuseppe Bertani, Jessica Scalia, Pasquale Piccolini, Rosario Caruso, Rosario Aulino, Chiara Greco, Luca Canova, Claudia Lucà, Cristian Minutola, Alessia Costanzo, Marcello Bruno, Valentina Fiorini, Antonio Gelsomino, Antonella Lo Verde, Salvatore Consolo, Franco Grasso e Fabio Battiato.
L’elenco riguarda esclusivamente l’edizione 2009-2010.
Non deve essere confuso con i nominativi degli studenti premiati nel 2008, che non risultano identificati nella documentazione finora recuperata.
La conservazione dei nomi permette di valorizzare anche le generazioni successive di partecipanti e di ricostruire la continuità dell’esperienza.
14 luglio 2010 – La manifestazione conclusiva del progetto “Il mare a scuola” ad Aci Trezza
L’ALBA: il progetto diventa una testimonianza di educazione ambientale
Il periodico L’ALBA, nell’edizione maggio-giugno 2010, dedicò una parte della pagina 6 alle attività ambientali del Cannizzaro.
L’articolo, intitolato “L’ITI Cannizzaro per la salvaguardia dell’ambiente”, ricordava due iniziative particolarmente significative:
“Il mare a scuola… attraverso una maschera” e “Dall’olio fritto al biodiesel”.
Il primo progetto era dedicato alla conoscenza dell’ecosistema marino, alla biologia e alla pratica subacquea.
Il secondo riguardava la valorizzazione dei residui dell’olio alimentare attraverso processi di trasformazione in biocarburante.
La presenza dei due progetti nella stessa cronaca mette in evidenza un tratto importante dell’attività didattica del Cannizzaro.
L’educazione ambientale veniva sviluppata attraverso esperienze differenti, ma accomunate dall’interesse verso la sostenibilità.
La conoscenza del mare e la sperimentazione chimica diventavano strumenti complementari per sensibilizzare gli studenti ai problemi della tutela dell’ambiente.
L’articolo del 2010 non descrive direttamente la premiazione televisiva del 2008.
Costituisce invece una fonte successiva che documenta lo sviluppo e il consolidamento del progetto.
Consulta L’ALBA – Maggio-giugno 2010, pagina 6
Una collaborazione che coinvolgeva scuola, università e istituzioni
La storia pluriennale del progetto dimostra l’importanza delle collaborazioni esterne.
Le fonti documentano, nelle diverse edizioni, il coinvolgimento del Comune di Catania, della Provincia Regionale di Catania, del Comune di Aci Castello, del CUTGANA, dell’Università di Catania, dell’Area Marina Protetta “Isole Ciclopi” e di associazioni specializzate nell’addestramento subacqueo.
Nel 2006 e nel 2007 le cronache identificano la Scuba Diving School.
Nel 2010 viene invece documentata la collaborazione con il Katane Diving Club.
Le due denominazioni sono mantenute distinte, senza presupporre un’identità organizzativa o una continuità contrattuale non dimostrata dalle fonti.
Questa rete di relazioni consentiva al Cannizzaro di realizzare esperienze che difficilmente avrebbero potuto essere organizzate utilizzando soltanto le risorse ordinarie dell’istituto.
La scuola operava come soggetto capace di mettere in relazione formazione, ambiente, sport e territorio.
Dal diploma subacqueo alla formazione integrale dello studente
Il significato educativo dell’iniziativa può essere compreso considerando insieme i suoi differenti obiettivi.
La preparazione tecnica permetteva agli studenti di acquisire conoscenze e abilità legate alla pratica subacquea.
La formazione scientifica contribuiva alla comprensione dell’ambiente marino.
Le attività collettive favorivano la socializzazione, la collaborazione e il senso di responsabilità.
L’incontro con gli esperti del territorio ampliava le possibilità di apprendimento.
La dimensione ambientale educava al rispetto della natura e alla tutela del patrimonio marino.
Il risultato era un percorso che contribuiva alla crescita personale dello studente.
L’esperienza dimostrava che una scuola tecnica poteva affiancare alle competenze tradizionali attività capaci di valorizzare interessi, attitudini e risorse del territorio.
Il significato della registrazione televisiva del 2008
Il breve servizio realizzato da D1 Channel conserva un momento simbolico di questo percorso.
La premiazione segnava la conclusione di un impegno formativo e rappresentava un riconoscimento per gli studenti che avevano partecipato al progetto.
Ma il valore storico del documento non riguarda soltanto i titoli conseguiti.
Il filmato testimonia una scelta educativa originale, maturata all’interno di un istituto tecnico industriale catanese.
Un’esperienza nella quale la scuola cercava di superare i confini delle aule e dei laboratori tradizionali, utilizzando il mare come luogo di formazione.
Il recupero delle cronache del 2006 e del 2007 permette oggi di comprendere quanto lavoro organizzativo e didattico precedesse quella premiazione.
La documentazione del 2009 e del 2010 dimostra invece che l’esperienza proseguì negli anni successivi.
L’intervista del 2008 si colloca così all’interno di una storia più ampia.
Non rappresenta un episodio isolato, ma una testimonianza di un progetto che accompagnò diverse generazioni di studenti.
Il mare come scuola di vita: una memoria da conservare
A distanza di anni, il progetto “Il mare a scuola… attraverso una maschera” conserva un valore educativo e culturale particolarmente significativo.
L’iniziativa dimostrava che il territorio poteva diventare parte integrante del percorso formativo.
Per una città come Catania, il mare costituiva una risorsa naturale, culturale e sociale straordinaria.
Il Cannizzaro seppe utilizzarla per sviluppare un’esperienza capace di collegare educazione ambientale, attività scientifica, formazione sportiva e inclusione.
Il progetto fu reso possibile dall’impegno degli studenti, della professoressa Cettina Di Gregorio, dei docenti collaboratori, degli istruttori, degli esperti universitari e delle istituzioni coinvolte.
La dirigenza del preside Salvatore Indelicato contribuì a sostenere e valorizzare un percorso che ampliava le opportunità educative dell’istituto.
Oggi la conservazione del filmato di D1 Channel permette di recuperare un frammento di quella esperienza e di restituirlo alla memoria collettiva.
Nel 2008, mentre gli studenti del Cannizzaro ricevevano il riconoscimento per la loro preparazione subacquea, la scuola dimostrava che anche il mare poteva diventare un’aula, un laboratorio e un luogo di crescita personale.
È questo il significato storico più profondo dell’iniziativa.
Catania era una città di mare. Il Cannizzaro volle insegnare ai suoi studenti a conoscerlo, rispettarlo e viverlo consapevolmente.
🎥 Guarda il video completo
2008-08-22 – ITIS S. Cannizzaro Catania – Diploma sommozzatore al Cannizzaro di Catania
▶️ https://www.youtube.com/watch?v=SrGSN1K5qX0
Data archivistica: 22 agosto 2008
Durata catalogata: circa 1 minuto e 50 secondi
Produzione televisiva: D1 Channel, Catania
Evento documentato: premiazione degli studenti che hanno concluso il percorso subacqueo del progetto “Il mare a scuola”
Istituto: ITIS “Stanislao Cannizzaro” di Catania
Dirigente scolastico: prof. Salvatore Indelicato
Referente storica del progetto: prof.ssa Cettina Di Gregorio
Docenti collaboratori documentati: Filippo Costanza e Giovanni Di Bella
Collaborazioni scientifiche documentate: CUTGANA, Università degli Studi di Catania, Acquario di Giarre
Associazione subacquea documentata nel 2006-2007: Scuba Diving School di Catania
Titolo specifico conseguito nel 2008: livello e denominazione tecnica del brevetto da verificare.
Scheda video dell’Archivio storico digitale dell’ITIS “Stanislao Cannizzaro” di Catania.
Articoli e video collegati nell’Archivio Aetnanet
Le origini del progetto “Il mare a scuola”
- 20 marzo 2006 – Progetto di turismo ambientale “Il mare a scuola… attraverso una maschera”: la presentazione al Cannizzaro
- 6 giugno 2007 – Gli studenti del Cannizzaro visitano l’Acquario di Giarre
Altri filmati dell’Archivio storico
26 settembre 2008 – Corso Sommozzatori Scuba Diving School
▶️ https://www.youtube.com/watch?v=ChE2LMv64oE
16 aprile 2009 – Progetto corso Sommozzatori subacquei Diving School
▶️ https://www.youtube.com/watch?v=HPYkKSk4Xtk
22 settembre 2009 – Il mare a scuola, prima parte
▶️ https://www.youtube.com/watch?v=gV9DHJaC5hU
22 settembre 2009 – Il mare a scuola, seconda parte
▶️ https://www.youtube.com/watch?v=KpKcEP4oBC8
Lo sviluppo del progetto nel 2010
- 14 luglio 2010 – La manifestazione conclusiva del progetto ad Aci Trezza: venti studenti ricevono il brevetto Blu Pass e l’attestato di biologia marina
- L’ALBA, maggio-giugno 2010, pagina 6 – L’ITI Cannizzaro per la salvaguardia dell’ambiente
Fonti ambientali e scientifiche sul territorio
- CUTGANA – Area Marina Protetta “Isole Ciclopi”
- Università di Catania – Il patrimonio naturalistico marino delle Isole Ciclopi
- Area Marina Protetta “Isole Ciclopi” – Storia, ambiente e territorio
Fonte e metodo
La presente scheda è stata realizzata confrontando la descrizione originale del video con gli articoli contemporanei di Aetnanet, il periodico L’ALBA e la documentazione delle istituzioni scientifiche e ambientali del territorio.
- Archivio storico digitale del Cannizzaro – 22 agosto 2008.
Filmato “Diploma sommozzatore al Cannizzaro di Catania”, collegamento YouTube SrGSN1K5qX0.
La descrizione archivistica lo identifica come un’intervista realizzata da D1 Channel durante la premiazione degli studenti che avevano concluso il percorso subacqueo del progetto “Il mare a scuola”.
La data viene mantenuta come riferimento originale di catalogazione; non è stato recuperato un documento autonomo che confermi il giorno esatto delle riprese o il luogo della cerimonia.
- Aetnanet – 20 marzo 2006.
Renato Bonaccorso, “Progetto di turismo ambientale ‘Il mare a scuola… attraverso una maschera’”.
È la fonte principale per la ricostruzione delle origini dell’iniziativa, la sua preesistenza nel 2005, il coinvolgimento degli studenti con disabilità, la collaborazione con la Scuba Diving School e il ruolo della professoressa Cettina Di Gregorio.
- Aetnanet – 6 giugno 2007.
Renato Bonaccorso, “ITI Cannizzaro. Attività nell’ambito del progetto di educazione ambientale ‘Il mare a scuola… attraverso una maschera’”.
La cronaca documenta la visita del 30 maggio 2007 all’Acquario di Giarre, il contributo della biologa marina Lara Orselli, la presenza di Claudio D’Aleo e la collaborazione dei docenti Giovanni Di Bella e Filippo Costanza.
- Aetnanet – 14 luglio 2010.
Renato Bonaccorso, articolo sulla manifestazione conclusiva del progetto per l’anno scolastico 2009-2010.
La fonte identifica i venti studenti, gli istruttori del Katane Diving Club, il brevetto Blu Pass ANIS/CMAS e l’attestato di biologia marina.
Questi elementi si riferiscono espressamente al 2010 e non vengono attribuiti al filmato del 2008.
- Periodico L’ALBA – Maggio-giugno 2010, pagina 6.
“L’ITI Cannizzaro per la salvaguardia dell’ambiente”.
La fonte documenta il progetto nella sua dimensione pluriennale e il collegamento con le attività ambientali dell’istituto.
Non viene utilizzata per descrivere direttamente la cerimonia del 2008.
- CUTGANA – Università di Catania.
Documentazione istituzionale sull’Area Marina Protetta “Isole Ciclopi”, sulla biodiversità e sul patrimonio naturalistico del territorio. - Archivio audiovisivo complementare.
Sono stati individuati ulteriori filmati del 2008 e del 2009 relativi alla formazione subacquea e al progetto “Il mare a scuola”.
Tali registrazioni vengono collegate come testimonianze complementari, senza attribuire loro automaticamente gli stessi partecipanti o lo stesso evento.
Precisazione sui titoli subacquei.
L’espressione “diploma sommozzatore” viene conservata perché appartiene al titolo originale. Le fonti recuperate non permettono di identificare con certezza la tipologia di brevetto consegnato nel 2008, né di equipararlo a una qualifica professionale di operatore tecnico subacqueo.
Precisazione sui nominativi.
I venti nomi recuperati dall’articolo del luglio 2010 appartengono alla manifestazione conclusiva dell’anno scolastico 2009-2010. Non vengono utilizzati come elenco dei diplomati del 2008.
Le considerazioni sulla didattica interdisciplinare, sulla sicurezza e sul valore educativo del mare costituiscono approfondimenti redazionali, distinti dalle informazioni direttamente attestate dai documenti.
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