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Comunicati

Novi Ligure, ispettori al liceo Amaldi: la scuola non diventi uno strumento di mobilitazione politica

Aetnanet sostiene l’accertamento disposto dal ministro Valditara. Se sarà confermato l’uso dei canali scolastici per sollecitare l’adesione a un corteo politico, serviranno provvedimenti concreti e proporzionati alle responsabilità accertate.

La vicenda del liceo Edoardo Amaldi di Novi Ligure pone una questione che riguarda l’intera comunità educativa: fino a dove può spingersi una scuola nel segnalare una manifestazione agli studenti? E quando una comunicazione assume il carattere di un invito istituzionale alla partecipazione?

Secondo il resoconto del Corriere di Torino fornito alla redazione, la contestazione riguarda un invito al corteo “Sudario di Gaza” che sarebbe apparso sulla bacheca del registro elettronico. Il ministro Giuseppe Valditara ha disposto un’ispezione per verificare i fatti e l’eventuale uso improprio dello strumento scolastico.

Occorre però riportare anche la versione della dirigenza. Radio PNR riferisce che il preside avrebbe negato di avere utilizzato il registro elettronico. La stessa fonte riporta le dichiarazioni dei suoi sostenitori, secondo cui la scuola non avrebbe organizzato, patrocinato o finanziato il corteo, previsto fuori dall’orario scolastico e con partecipazione libera. Sono elementi che l’ispezione dovrà chiarire.

Un confine educativo da rispettare

Per Aetnanet sarebbe gravissimo utilizzare l’autorevolezza della scuola e i suoi strumenti ufficiali per convocare o sollecitare gli studenti a una manifestazione politica. La libertà personale di partecipare a un corteo non autorizza automaticamente l’istituzione scolastica a promuoverne l’adesione.

Un messaggio proveniente dalla dirigenza porta con sé un peso particolare. Anche senza un obbligo esplicito, può essere percepito come un’indicazione della scuola, soprattutto dagli studenti più giovani. Per questo contano il testo effettivamente diffuso, il canale utilizzato, i destinatari e il contesto.

La sofferenza dei civili e dei bambini a Gaza merita attenzione, approfondimento e sensibilità. La scuola può affrontarla attraverso lo studio, il confronto documentato e l’educazione alla pace. Queste finalità richiedono cura pedagogica, pluralismo e rispetto della libertà di giudizio degli studenti.

Valditara dia seguito agli accertamenti

Aetnanet esprime una ferma censura editoriale verso qualsiasi uso della scuola come canale di reclutamento per iniziative politiche e sostiene la necessità di fare piena luce sull’accaduto.

L’ispezione deve produrre un esito chiaro. Se emergeranno condotte improprie, chiediamo al ministro Valditara e agli organi competenti iniziative serie: correzione delle prassi, indicazioni precise sull’uso delle comunicazioni istituzionali e, qualora ne ricorrano i presupposti, provvedimenti disciplinari nei confronti dei responsabili, dirigente compreso.

La responsabilità del preside dovrà essere valutata sui fatti accertati. La fermezza istituzionale acquista credibilità quando unisce rigore, trasparenza e possibilità di replica.

La scuola appartiene a tutti gli studenti e a tutte le famiglie. Chi la dirige deve custodire questa fiducia, garantendo che nessuno si senta chiamato ad aderire a una posizione politica per conformarsi alle aspettative dell’istituto. È su questo principio che chiediamo chiarezza e, se le contestazioni saranno confermate, conseguenze concrete.

La redazione di Aetnanet

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