L’INPS ha avviato nuove verifiche sulle Dichiarazioni Sostitutive Uniche utilizzate per ottenere l’ISEE corrente. Alcuni beneficiari dell’Assegno unico e universale potrebbero ricevere una comunicazione con la richiesta di chiarire o documentare determinate informazioni autocertificate.
Non si tratta di una sospensione generalizzata dell’Assegno unico e neppure di una contestazione automatica di irregolarità. Le comunicazioni saranno inviate soltanto alle famiglie per le quali, dal confronto tra la DSU e le informazioni presenti negli archivi dell’Istituto, siano emersi elementi da approfondire.
Che cosa ha comunicato l’INPS
Con una nota pubblicata il 18 settembre 2026, l’INPS ha precisato che i controlli servono a verificare la corretta attribuzione delle prestazioni sociali agevolate e a contrastare indebite percezioni e frodi.
Le verifiche vengono effettuate confrontando:
- i dati autocertificati dal cittadino nella DSU;
- le informazioni già disponibili negli archivi dell’INPS;
- i dati trasmessi da altre amministrazioni, tra cui l’Agenzia delle Entrate;
- le informazioni relative a redditi, patrimonio mobiliare, patrimonio immobiliare e composizione del nucleo familiare.
Quando emergono elementi non coincidenti o bisognosi di approfondimento, l’INPS può inviare una comunicazione individuale al beneficiario.
Che cosa può accadere all’Assegno unico
Durante il periodo necessario per completare le verifiche o aggiornare la documentazione, l’importo dell’Assegno unico potrà essere temporaneamente ricalcolato come se la famiglia non disponesse di un ISEE valido.
Questo significa che:
- l’Assegno unico, in linea generale, non viene eliminato;
- può essere temporaneamente riconosciuto nell’importo minimo previsto dalla normativa;
- le maggiorazioni collegate alla fascia ISEE potrebbero non essere applicate;
- dopo la regolarizzazione l’INPS potrà nuovamente determinare l’importo sulla base dell’ISEE valido.
L’INPS non sta quindi riducendo indiscriminatamente l’Assegno unico di tutte le famiglie. Il ricalcolo riguarda esclusivamente le posizioni oggetto di approfondimento.
Che cos’è la DSU
La sigla DSU significa Dichiarazione Sostitutiva Unica.
È il documento che il cittadino presenta per descrivere la situazione economica e familiare del proprio nucleo e chiedere il calcolo dell’ISEE. Si chiama “sostitutiva” perché molte informazioni vengono dichiarate sotto la responsabilità del cittadino, in sostituzione dei certificati rilasciati dalle pubbliche amministrazioni.
La DSU contiene principalmente:
- i componenti del nucleo familiare;
- i dati anagrafici di ciascun componente;
- i redditi percepiti;
- conti correnti, depositi, libretti, titoli e altri rapporti finanziari;
- immobili, terreni e fabbricati posseduti;
- eventuali mutui residui;
- veicoli e imbarcazioni;
- condizioni di disabilità o non autosufficienza;
- abitazione di residenza, proprietà o affitto;
- eventuali assegni di mantenimento corrisposti o percepiti.
Una parte dei dati è autodichiarata dal cittadino, mentre altre informazioni possono essere acquisite direttamente dagli archivi dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS.
DSU precompilata e DSU presentata tramite CAF
La DSU può essere presentata:
- direttamente sul portale INPS, accedendo con SPID, CIE o CNS;
- utilizzando la modalità precompilata;
- rivolgendosi gratuitamente a un CAF;
- tramite un professionista o intermediario abilitato, quando previsto.
Nella DSU precompilata alcuni dati già presenti negli archivi pubblici vengono proposti automaticamente. Il cittadino deve comunque controllarli, integrare le informazioni mancanti e assumersi la responsabilità della dichiarazione finale.
È importante ricordare che la responsabilità dei dati dichiarati resta del dichiarante, anche quando la DSU viene compilata con l’assistenza di un CAF. Il CAF risponde invece dell’attività di assistenza e della corretta trasmissione della dichiarazione.
Che cos’è l’ISEE
La sigla ISEE significa Indicatore della Situazione Economica Equivalente.
Non coincide semplicemente con il reddito familiare e non è la stessa cosa della dichiarazione dei redditi. È un indicatore più ampio, che tiene conto contemporaneamente di:
- redditi del nucleo;
- patrimonio mobiliare;
- patrimonio immobiliare;
- numero dei componenti della famiglia;
- presenza di figli;
- eventuali disabilità;
- particolari condizioni familiari previste dalla legge.
In forma semplificata, il calcolo considera la somma della situazione reddituale e di una quota del patrimonio, rapportandola poi a una scala di equivalenza collegata alla composizione e alle caratteristiche del nucleo familiare.
Per questo due famiglie con lo stesso reddito possono avere ISEE differenti.
Il rapporto tra DSU e ISEE
La distinzione fondamentale è questa:
- la DSU è la dichiarazione presentata dal cittadino;
- l’ISEE è l’indicatore calcolato dall’INPS sulla base della DSU.
In altri termini, la famiglia fornisce o conferma i dati attraverso la DSU; l’INPS utilizza quei dati, insieme alle informazioni presenti negli archivi pubblici, per elaborare l’attestazione ISEE.
Senza una DSU valida non può essere rilasciato un ISEE valido.
ISEE ordinario e ISEE corrente
L’ISEE ordinario utilizza redditi e patrimoni riferiti agli anni stabiliti dalla normativa. Può quindi non rappresentare pienamente una situazione economica peggiorata di recente.
L’ISEE corrente consente invece di aggiornare la componente reddituale o patrimoniale quando si verificano determinate variazioni, per esempio:
- perdita o sospensione del lavoro;
- riduzione significativa del reddito familiare;
- cessazione di trattamenti previdenziali o assistenziali;
- rilevante diminuzione del patrimonio nei casi ammessi.
Proprio perché fotografa una situazione più recente e può determinare un aumento delle prestazioni spettanti, l’ISEE corrente richiede particolare attenzione nella compilazione e nella conservazione dei documenti che giustificano le variazioni dichiarate.
Che cosa deve fare chi riceve la comunicazione
Chi dovesse ricevere una comunicazione dell’INPS dovrebbe:
- accedere direttamente al portale INPS con SPID, CIE o CNS;
- controllare il contenuto della comunicazione e la DSU interessata;
- verificare quali dati richiedono un chiarimento;
- raccogliere la documentazione relativa a redditi, patrimonio o composizione familiare;
- rivolgersi al CAF che ha trasmesso la dichiarazione oppure alla sede INPS territorialmente competente;
- presentare, se necessario, una nuova DSU corretta o aggiornata.
Il cittadino può anche fornire alla sede INPS i documenti utili a dimostrare che le informazioni originariamente dichiarate erano corrette.
È prudente non utilizzare collegamenti ricevuti tramite messaggi sospetti: per consultare la propria posizione è preferibile digitare direttamente l’indirizzo del portale INPS oppure usare l’applicazione ufficiale.
Non tutte le difformità indicano una frode
Una differenza tra la DSU e gli archivi pubblici non significa automaticamente che il cittadino abbia dichiarato il falso.
Le incongruenze possono dipendere, per esempio, da:
- dati bancari non correttamente riportati;
- rapporti finanziari chiusi ma ancora presenti negli archivi;
- errori nella consistenza media o nel saldo dei conti;
- variazioni del nucleo familiare;
- immobili venduti o acquistati;
- redditi o trattamenti non correttamente attribuiti;
- documentazione relativa all’ISEE corrente non ancora acquisita;
- semplici errori materiali.
La comunicazione dell’INPS serve proprio ad avviare l’approfondimento e a consentire al cittadino di correggere la dichiarazione oppure dimostrare la correttezza dei dati forniti.
Che cosa conviene controllare subito
Anche chi non ha ricevuto alcuna comunicazione può verificare preventivamente:
- che tutti i componenti del nucleo siano indicati correttamente;
- che conti correnti e rapporti finanziari siano completi;
- che saldo e giacenza media siano corretti;
- che gli immobili posseduti siano stati dichiarati;
- che eventuali variazioni familiari siano state comunicate;
- che la documentazione utilizzata per l’ISEE corrente sia conservata e disponibile.
In sintesi
🔵 DSU: è la dichiarazione contenente i dati economici, patrimoniali e familiari.
🔵 ISEE: è l’indicatore calcolato dall’INPS utilizzando i dati della DSU.
🔵 Controlli: riguardano soltanto le posizioni nelle quali sono emersi elementi da approfondire.
🔵 Comunicazione: il cittadino potrà essere invitato a integrare o documentare quanto dichiarato.
🔵 Assegno unico: durante la verifica l’importo può essere temporaneamente ricalcolato secondo le regole applicate in assenza di un ISEE valido.
🔵 Regolarizzazione: sarà possibile presentare una nuova DSU tramite il servizio INPS o con l’assistenza di un CAF, oppure fornire alla sede INPS la documentazione che conferma la correttezza dei dati.
Fonti e metodo
La presente scheda redazionale è stata elaborata sulla base della comunicazione ufficiale INPS del 18 settembre 2026 e dell’articolo pubblicato da Orizzonte Scuola.
Per le singole posizioni personali fanno fede esclusivamente le comunicazioni presenti nel fascicolo del cittadino, l’attestazione ISEE e le indicazioni fornite dall’INPS.
A cura della Redazione di Aetnanet
🌐 Fonti consultate e metodo redazionale Aetnanet
Fonti principali: agenzie di stampa e cronaca nazionale sull’episodio di Roma; DPR 249/1998 sullo Statuto delle studentesse e degli studenti; DPR 134/2025 di modifica dello Statuto; Gazzetta Ufficiale e normativa vigente. Le prime ricostruzioni sull’eventuale movente e sui contenuti social sono ancora oggetto di accertamento e vengono pertanto riportate come tali. (ANSA.it)
La Redazione di Aetnanet realizza ogni articolo attraverso un lavoro autonomo di ricerca, confronto e approfondimento. I contenuti sono frutto di rielaborazione redazionale originale attraverso l’analisi comparata di documenti istituzionali, normativa vigente, comunicati ufficiali, studi specialistici, fonti giornalistiche qualificate e Banca Dati storica Aetnanet. L’obiettivo è offrire un’informazione verificata, contestualizzata e rispettosa del diritto d’autore e della pluralità delle fonti.
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