La valutazione dei dirigenti scolastici entra immediatamente in una nuova fase.
Dopo il dibattito sui risultati del primo ciclo, sono stati pubblicati gli obiettivi per l’anno scolastico 2026/2027. La notizia compare tra le fonti Aetnanet del 10 agosto attraverso il comunicato ANP.
È un aggiornamento particolarmente significativo perché arriva subito dopo il dossier con cui Aetnanet ha ricostruito storia, norme, criteri e controversie del nuovo Sistema nazionale.
Il sistema misto
La Banca Dati Aetnanet aveva già raccolto la notizia relativa al modello 2026/27: indicatori nazionali affiancati da una componente regionale, con possibilità di declinare priorità relative, tra l’altro, a orientamento, digitalizzazione e inclusione.
Rimane dunque la struttura di fondo introdotta dal nuovo Sistema nazionale di valutazione.
Il risultato complessivo non deriva da un solo indicatore, ma dalla combinazione tra obiettivi assegnati e valutazione dei comportamenti professionali e organizzativi.
Il passaggio dal 2024/25 al 2026/27
Il primo ciclo aveva prodotto un risultato molto particolare: una quota largamente maggioritaria dei dirigenti era stata collocata nella fascia più elevata.
Il MIM aveva quindi avviato un monitoraggio con le organizzazioni sindacali per verificare funzionamento degli indicatori, criticità e possibili correzioni.
La Banca Dati Aetnanet conserva sia il precedente intervento ANP sul monitoraggio sia quello FLC CGIL sugli esiti e sugli obiettivi futuri.
Dal principio alla pratica
Il punto più importante del 2026/27 non è più stabilire se i dirigenti debbano essere valutati.
La questione diventa stabilire come tradurre gli obiettivi generali in indicatori realmente governabili dal dirigente scolastico.
È infatti essenziale distinguere fra:
- risultato direttamente riconducibile all’azione dirigenziale;
- risultato della scuola nel suo complesso;
- variabili determinate dal contesto territoriale e sociale;
- adempimenti amministrativi;
- qualità della leadership professionale.
Se questi piani vengono confusi, la valutazione rischia di trasformarsi in una semplice misurazione burocratica.
Il ruolo delle Regioni
L’introduzione di obiettivi di rilievo regionale può rendere il sistema più aderente alle caratteristiche territoriali.
Allo stesso tempo impone la necessità di garantire omogeneità nazionale.
Un dirigente non dovrebbe infatti essere favorito o penalizzato soltanto perché opera in una determinata regione.
La sfida consiste quindi nel conciliare standard nazionali e specificità territoriali.
ANP: accompagnamento ai dirigenti
Il comunicato odierno ANP presenta la pubblicazione degli obiettivi come un nuovo passaggio nell’applicazione concreta del sistema e conferma l’intenzione dell’associazione di accompagnare i dirigenti nelle procedure.
L’ANP aveva già definito il sistema introdotto dal DM 47/2025 come un passaggio importante verso il riconoscimento della professionalità dirigenziale, chiedendo tuttavia il progressivo superamento delle criticità operative. (ANP)
📌 La redazione Aetnanet segnala
La pubblicazione degli obiettivi 2026/27 permette di passare dalle polemiche sulle “pagelle dei presidi” al problema concreto.
La domanda da porre adesso è:
gli obiettivi assegnati misurano realmente la qualità dell’azione del dirigente oppure soprattutto la capacità della scuola di rispettare procedure e scadenze?
Sarà questo il vero banco di prova del nuovo anno.
📅 Scadenze operative
A.S. 2026/2027: applicazione dei nuovi obiettivi nazionali e regionali.
I dirigenti dovranno verificare tempestivamente gli obiettivi assegnati, gli indicatori, i target e le evidenze utilizzate dal sistema.
In sintesi
Pubblicati i nuovi obiettivi della valutazione dei dirigenti scolastici per il 2026/27. Il modello mantiene una componente nazionale e una regionale. Dopo il primo ciclo, l’attenzione si sposta sulla qualità degli indicatori e sulla loro capacità di rappresentare realmente la funzione dirigenziale.
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