L’avvio dell’anno scolastico 2026/2027 conferma una criticità ormai strutturale del sistema scolastico italiano: migliaia di posti di sostegno in deroga continueranno ad essere coperti mediante assegnazioni provvisorie e supplenze con contratto fino al 30 giugno, anziché con assunzioni a tempo indeterminato.
Si tratta di una situazione che si ripete da anni e che incide direttamente sulla qualità dell’inclusione scolastica. I posti in deroga vengono autorizzati annualmente per rispondere alle effettive esigenze degli alunni con disabilità, ma non entrano stabilmente nell’organico di diritto. Di conseguenza, ogni estate devono essere nuovamente assegnati attraverso procedure di mobilità e supplenza.
Per gli studenti e le loro famiglie questo significa, in molti casi, affrontare ogni anno il cambio dell’insegnante di sostegno, con inevitabili ripercussioni sulla continuità educativa.
Il quadro normativo
La distinzione tra organico di diritto e organico di fatto continua a rappresentare uno dei principali nodi del sistema di reclutamento.
I posti di sostegno in deroga:
- vengono autorizzati annualmente sulla base delle effettive certificazioni degli alunni;
- sono destinati a garantire il diritto allo studio;
- non possono normalmente essere utilizzati per le immissioni in ruolo permanenti;
- vengono quindi coperti con assegnazioni provvisorie o supplenze annuali fino al 30 giugno.
Negli ultimi anni il legislatore è intervenuto più volte per ampliare le possibilità di stabilizzazione, ma il numero dei posti in deroga continua a crescere.
Cosa cambia rispetto agli anni precedenti
La situazione del 2026/2027 conferma una tendenza ormai consolidata:
- aumento degli alunni certificati;
- incremento dei posti autorizzati in deroga;
- difficoltà nel trasformare tali posti in organico stabile;
- persistente ricorso ai contratti a tempo determinato.
Di conseguenza il problema della continuità didattica rimane uno dei temi più delicati dell’inclusione scolastica.
Cosa devono fare concretamente dirigenti scolastici e uffici
All’avvio dell’anno scolastico sarà necessario:
- completare rapidamente le operazioni di assegnazione;
- garantire la tempestiva presa di servizio dei docenti;
- favorire, ove possibile, la continuità con gli insegnanti già in servizio;
- organizzare efficacemente i lavori del GLO e la predisposizione dei PEI.
Le criticità evidenziate dagli esperti
Tra le principali criticità emergono:
- elevato turnover dei docenti di sostegno;
- continuità didattica non sempre garantita;
- ritardi nelle nomine;
- forte ricorso al personale precario;
- crescente fabbisogno di docenti specializzati.
I precedenti richiamati dalla Redazione Aetnanet
Negli ultimi giorni Aetnanet ha dedicato numerosi approfondimenti alle graduatorie GPS, alle immissioni in ruolo, alla continuità sul sostegno e alle procedure di assegnazione delle supplenze, costruendo un quadro organico delle operazioni di avvio dell’anno scolastico. Tra i contributi più recenti figurano gli approfondimenti sulla continuità nel sostegno e sulle procedure delle 150 preferenze GPS.
📌 La redazione Aetnanet segnala
La questione dei posti di sostegno in deroga rappresenta uno dei principali temi del dibattito scolastico nazionale. La continuità didattica degli alunni con disabilità dipende anche dalla capacità del sistema di ridurre il ricorso alle supplenze annuali e di incrementare progressivamente i posti stabilizzati.
📅 Scadenze operative
- Monitorare le autorizzazioni degli Uffici Scolastici Regionali.
- Seguire le operazioni relative alle GPS e alle assegnazioni delle supplenze.
- Convocare tempestivamente i GLO dopo il completamento delle nomine.
- Predisporre i PEI all’inizio dell’anno scolastico.
In sintesi
Anche nel 2026/2027 migliaia di posti di sostegno in deroga saranno coperti mediante supplenze fino al 30 giugno. Il fenomeno conferma la difficoltà di trasformare l’organico di fatto in organico stabile e mantiene aperto il problema della continuità didattica per gli alunni con disabilità.


