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Domenica 12 Luglio 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
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Voce alla Scuola

Dare un’anima alla collegialità

Nei giorni
conclusivi del mese di ottobre si rinnova in tutte le scuole il rito
delle operazioni di voto per il rinnovo degli Organi di democrazia
partecipativa. Si eleggono i rappresentanti dei genitori nei consigli
di classe, si rinnovano i Consigli d’Istituto, si rendono attivi i
consigli di classe redigendo le programmazioni e presentandole ai
genitori.
La collegialità nella scuola si consuma nella ritualità delle formule e
delle prassi di urne, seggi elettorali, schede e verbali, ma resta
molto lontana dalla reale e vitale collegialità che sollecita la
coesione, la convergenza nei comuni ideali educativi e nell’impegno
volto alla costruzione della personalità dello studente attraverso lo
studio e lo sviluppo delle competenze, proiettate al futuro inserimento
sociale.

Quanto auspicato e disegnato dalla Legge della “Buona scuola” ha
necessità urgente e prioritaria di rinnovamento e modifica degli Organi
collegiali, norme e disposizioni che meritavano una riforma anticipata
rispetto alla stessa Legge 107/2015.
Operare nella direzione del “nuovo”, utilizzando ancora strumenti e
modelli inadeguati e ormai privi di significato e di valenza anche
democratica, rende vana l’azione rinnovatrice dell’impianto
organizzativo della scuola che vorrebbe tendere all’apertura verso il
mondo del lavoro e allo sviluppo di reali competenze per i singoli
studenti.

Il collegio docente, cuore della progettualità del Piano Triennale
dell’Offerta Formativa si riduce spesso ad una parata di formale
approvazione di quanto deliberato da un piccolo gruppo e non dà vita
all’auspicata democrazia partecipativa.
Il Consiglio di classe si limita ad un’elencazione dei casi difficili o
problematici e non diventa il luogo privilegiato della progettazione
didattica secondo i bisogni della classe e dei singoli studenti.

Il Consiglio d’Istituto si blinda nella ritualità delle approvazioni di
atti già deliberati, di progetti già avviati e non opera come specifico
ambito d’indirizzo della politica scolastica, in risposta ai bisogni
del territorio e dell’utenza.
Se questa è la radiografia dell’esistente, serve ben poco adempiere
formali disposizioni di legge e lasciare la collegialità priva di vita
e senza un’anima pulsante.

Oggi, poi, la nuova cultura di rete e l’operare per ambiti territoriali
sollecita una nuova dimensione di apertura mentale alla cooperazione
tra le scuole, al superamento delle barriere e degli ostacoli che
finora hanno costretto le scuole a vivere di autoreferenzialità, chiuse
nel recinto del proprio singolo istituto.
Operare in rete e in maniera collegiale con le altre realtà scolastiche
significa aprirsi al cambiamento e guardare oltre, valorizzare le
risorse interne e metterle a servizio degli altri per eliminare sprechi
di tempo e di energie e dare maggiore efficacia ai servizi da offrire.

Un nuovo orizzonte disegna e colora la collegialità della “buona
scuola” aperta e dinamica, moderna e attiva, propositiva ed efficiente.
La presenza negli ambiti territoriali delle scuole paritarie dovrebbe
costituire inoltre una positiva opportunità di dialogo e di
coinvolgimento nel comune intento educativo di un servizio pubblico.


Giuseppe Adernò

g.aderno@alice.it