Vai al contenuto
Domenica 12 Luglio 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
11.169 utenti registrati · 704 mln di pagine viste
Riforma

L’autonomia scolastica, un’araba fenice

L’autonomia delle
istituzioni scolastiche è una  “araba fenice, che vi sia ciascun
lo dice, dove sia nessun lo sa”.  Un’analogia calzante, originata
dal rigetto della disposizione che l’ha introdotta: “L’autonomia delle istituzioni scolastiche
…  si sostanzia nella progettazione e nella realizzazione
interventi di educazione, formazione e istruzione
“.
Una norma che ha rinforzato il modello di scuola elaborato negli ultimi
decenni dal legislatore, una norma che avrebbe potuto produrre
un’innovazione profonda. Così non è stato a causa del contrasto
radicale che contrappone gli itinerari contenuti nei POF all’indirizzo
prefigurato dal decreto sull’autonomia. Un’innovazione rifiutata,
un’innovazione che non ha inciso sull’ordinario e inefficace trantran,
un’innovazione snaturata da richieste d’indipendenza e di libertà
d’azione.
 
Quale cambiamento avrebbe indotto
l’applicazione della legge?

L’intreccio di tre disposizioni costituisce la piattaforma
interpretativa della volontà del legislatore:
1) Legge 53/2003     – orienta il sistema
educativo, di istruzione e di formazione [art.2];
2) D.P.R. 275/1999  – introduce l’autonomia delle istituzioni
scolastiche [art. 1];
3) T.U.   297/94       – 
istituisce organismi cui affidare le tre funzioni del sistema
                               
scuola [art. 5,7,8].

PROGETTAZIONE FORMATIVA

FINALITA’
Promuovere apprendimenti   “adeguati  all’inserimento
nella  vita sociale  e  nel mondo del lavoro, anche con
riguardo alle dimensioni locali, nazionale ed europea”.
OBIETTIVI
Il Consiglio di circolo/di istituto “elabora e adotta gli
indirizzi generali” e li esprime sotto forma di competenze generali,
orientando il servizio scolastico.
STRATEGIA
Il Consiglio di circolo/di istituto delibera “i criteri generali
della programmazione educativa” per prefigurare gli iter decisionali e
per vincolare tutti gli organismi  collegiali al  rispetto
del mandato ricevuto. In particolare disegna la struttura organizzativa
e la  corrispondente struttura informativa.
CONTROLLO
Le dinamiche formative evolvono nel lungo periodo. Le
informazioni necessarie per  il loro monitoraggio 
deriveranno della “valutazione periodica dell’andamento
complessivo  dell’azione  didattica”, responsabilità 
assolta  dall’organismo  che l’organigramma d’istituto deve
includere.

PROGETTAZIONE EDUCATIVA

FINALITA’
“Sviluppare le capacità e le competenze, attraverso conoscenze e
abilità, generali e specifiche, coerenti con le attitudini e le scelte
personali.
OBIETTIVI
Il  Collegio  dei  docenti “cura  la 
programmazione  dell’azione educativa” che si sostanzia
nell’identificazione delle capacità sottese alle competenze generali
elencate dal Consiglio di circolo/di istituto.
STRATEGIA
La formulazione di ipotesi per la promozione di capacità è
l’aspetto che qualifica il lavoro del collegio.  A titolo
esemplificativo si trascrive quanto ha suggerito il progetto
ministeriale Mercurio : “Si tratta di individuare, per ogni anno
scolastico, alcuni obiettivi trasversali prevalenti: ad essi tutti i
docenti si dedicheranno con particolare sistematicità ed
intenzionalità, senza tuttavia escludere che, a seconda delle
circostanze, altri possano essere anticipati, ripresi, ampliati,
approfonditi”.
CONTROLLO
E’  prescritto  dal 1974 .. mai 
praticato:    “valuta  periodicamente 
l’andamento complessivo dell’azione didattica per verificarne
l’efficacia in rapporto agli orientamenti e agli obiettivi programmati,
proponendo, ove necessario, opportune misure per il miglioramento
dell’attività scolastica”.

PROGETTAZIONE DELL’ISTRUZIONE

FINALITA’
“Realizzazione del coordinamento didattico e dei rapporti
interdisciplinari”.
OBIETTIVI
Selezionati dalle le capacità indicate dal Collegio dei
docenti,  da perseguire nel breve periodo.
STRATEGIA
Formulata  dal Consiglio  di classe  in 
relazione  alla tipologia  degli  studenti di
riferimento.
CONTROLLO
Sintesi delle sistematiche osservazione dei docenti.

PROGETTAZIONE DELL’INSEGNAMENTO
FINALITA’
Trasmettere una corretta e consistente immagine della disciplina
insegnata e promuovere le capacità selezionate dal consiglio di classe.
OBIETTIVI
Espressi sotto forma di   competenze  
specifiche  che compendiano capacità  e oggetti disciplinari.
STRATEGIA
La  promozione  delle  competenze  ha
successo  solamente se  si  adotta  una didattica
ascendente, da realizzare praticando attività di ricerca [laboratori]:
il metodo disciplinare risulta essere il necessario fondamento del
lavoro di classe, è stimolato dai problemi che la disciplina ha
affrontato e risolto.
[Un esempio riguardante la capacità “applicare e costruire modelli” è
visibile  in rete “Problema – modello – esecutore”. La materia di
riferimento è informatica].
CONTROLLO
Ambienti collaborativi, di mutua fiducia sono dei facilitatori della
promozione di competenze. La valutazione formativa, finalizzata al
recupero delle devianze, appare come scelta obbligata.
Il Consiglio di
circolo/di istituto dovrebbe vagliare l’ipotesi di trasferire la
valutazione sommativa, che ha finalità amministrative, a un organismo
terzo
.



Chi si è messo di traverso per
impedire l’innovazione?

La fissità, l’assenza d’una visione sistemica e della cultura
dell’organizzazione, il radicamento nel passato, l’incertezza che
accompagna ogni cambiamento sono all’origine della mancata applicazione
della legge:
gli organi di governo della scuola non sono mai stati convocati per onorare il
loro mandato fondante;
gli organi di vigilanza non sono mai
intervenuti per affermare l’obbligatorietà della legge.

Enrico Maranzana

zanarico@yahoo.it