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Retribuzioni

M5S ”a pagare sono sempre gli stessi, il blocco contrattuale deprime economia reale. ai docenti calo di potere d’acquisto di 1602 euro l’anno”

Matteo IncertiI dipendenti della scuola pubblica, ancora
una volta, subiscono importanti decurtazioni  motivate da un
periodo di crisi economica che il Governo ritiene risolvibile solo
chiedendo a milioni di cittadini sempre più gravosi sacrifici. Un
provvedimento che peggiora l’economia reale del paese nel suo insieme.
A pagare, come al solito, sono sempre gli stessi
“. E’ dura la
reazione dell vicepresidente della Commissione Istruzione e Cultura del
Senato Fabrizio Bocchino (M5S) insieme ai colleghi a 5 stelle Michela
Montevecchi, Manuela Serra e Fabiola Anitori a fronte delle proposte
del governo, che prevede per il settore scuola, la proroga del blocco
degli scatti stipendiali, che come ricordano Bocchino, Montevecchi,
Serra e Anitori “è l unica via per tale  personale di sopperire
alla totale mancanza di avanzamento di carriera, senza alcuna
possibilità di recupero”.
“I salari dei dipendenti pubblici della scuola hanno già subito una
pesante perdita del potere d’acquisto per l’effetto combinato del
blocco dei contratti e dell’aumento della pressione fiscale”
continuano.  PEGGIORAMENTO ECONOMIA REALE DAL PROVVEDIMENTO- I
parlamentari del Movimento 5 Stelle in Commissione Istruzione e Cultura
che spiegano nei dettagli gli effetti del provvedimento. 
“Il blocco contrattuale e degli scatti stipendiali, secondo un calcolo
posto in essere dall’ARAN per il Sole 24 ore e riportato sul sito
Tecnica della Scuola – spiega Bocchino – comporta la perdita di potere
d’acquisto, di un docente di media anzianità di servizio, di 1602 euro
annui , con una perdita, quindi, del 5,8% annuo del valore stipendiale
e in considerazione anche della proroga del blocco ai rinnovi
contrattuali, si perderà in cinque anni l’11% del loro potere
d’acquisto”.
“Una scelta economica di tale portata comporterà, invece, un
peggioramento dell’economia reale, poiché la conseguenza sarà
inevitabilmente un’ulteriore  contrazione dei consumi 
derivanti da una riduzione della domanda, peraltro già verificatesi nel
corso dell’ultimo triennio” spiegano i parlamentari del Movimento 5
Stelle. “Si è scelta la via facile dell’accanimento nei confronti dei
pubblici dipendenti della scuola che oggi già faticano ad arrivare alla
fine del mese  invece di ricercare diverse e nuovi fonti in ceti e
categorie meno sensibili alla crisi economica” concludono.

Matteo
Incerti
– Ufficio Stampa MoVimento 5 Stelle


gruppo parlamentare Senato della
Repubblica


matteo.incerti@senato.it