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Sicurezza

Edilizia scolastica, sarà riqualificato il 43% degli edifici

Dopo tre anni e mezzo,
un governo italiano torna ad investire sull’edilizia scolastica. Lo ha
annunciato ieri il ministro dell’istruzione Francesco Profumo nel corso
della conferenza stampa a palazzo Chigi per la presentazione del Piano
d’azione per il Sud. In «tempi rapidi» verranno stanziati 974,3 milioni
di euro destinati a Sicilia (359,1), Campania (350), 102,8 alla
Calabria e 162 alla Puglia. L’obiettivo è riqualificare il 43% delle
strutture scolastiche, 1620 edifici, e aumentare le tecnologie per la
didattica in 2160 scuole. Nei prossimi giorni saranno pubblicati i dati
dell’anagrafe dell’edilizia scolastica. «Va avviato un processo di
formazione professionale che rimetta i ragazzi più grandi e più formati
nel mercato del lavoro – ha spiegato Profumo – Bisognerà creare un
ponte tra studente e impresa, una sorta di fidanzamento, affinché si
arrivi ad un matrimonio». In attesa delle nozze tra istruzione e
formazione al lavoro è stato ribadito l’impegno di rafforzare
l’Invalsi.              

         Per il Codacons
Profumo è stato «costretto» a questo atto da una sentenza del Consiglio
di Stato che ha accolto una sua class action contro le «classi
pollario». Sul sito del presidente di questa associazione
(carlorienzi.it) è stato pubblicato l’elenco di 13.500 istituti dove ci
sono classi formate da più di 25 alunni costretti in aule inferiori a
45 mq. «Siamo soddisfatti – ha affermato Rienzi – ma non ci piace il
fatto che questo piano abbia lunghi tempo di realizzazione (10 anni)».
Secondo il XII rapporto di Legambiente sulla qualità dell’edilizia
scolastica, il 60% di questi edifici risale a prima del 1974 ed è
inadeguato, solo il 10% è costruito con criteri antisismici e il 54%
possiede l’agibilità. «Va bene attingere ai fondi strutturali europei –
è intervenuta Adriana Bizzarri, coordinatrice scuola di
Cittadinanzattiva – ma non basta: perché non elevare del 5% il prelievo
sui capitali scudati e destinarne la metà all’edilizia scolastica? Se a
questo aggiungessimo l’allenatamento del patto di stabilità su Comuni e
Province, il capitale a disposizione sarebbe consistente». «Investire
nell’edilizia scolastica – ha dichiarato Francesco Santimone degli
studenti Uds – al posto della Tav in Val Susa o il Ponte sullo Stretto
sarebbe un contributo per far ripartire l’economia».
Tra un incontro all’accademia dei Lincei e uno con i rettori della
Crui, Profumo ha ribadito che la riforma dell’università va completata,
anche se è possibile migliorarne l’attuazione. Un segnale è giunto
dalla commissione cultura alla Camera che l’altro ieri ha votato
all’unanimità il parere di modifica ai decreti applicativi della
riforma. Poi è arrivato l’annuncio del rifinanziamento del fondo per
gli atenei di 300 milioni che mitigherà il taglio effettuato da
Tremonti sin dal 2008. Sono stati inoltre sbloccati i fondi del 2011,
mai pervenuti agli atenei. Profumo ha promesso che la ripartizione del
2012 arriverà entro marzo, e non più a fine anno, com’è accaduto sino
ad oggi. Entro primavera partiranno i nuovi concorsi universitari. Sarà
rifinanziata la legge sulle residenze universitarie con 138 milioni di
euro.
      (da Il Messaggero di Roberto Ciccarelli)

redazione@aetnanet.org