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Salute

Confortante ordinanza del tribunale di Foggia che avalla la tesi sostenuta dal presidente nazionale della Dirpresidi prof. Attilio Fratta

Interessante
pronuncia del Tribunale di Foggia che con Ordinanza 18399/2010 ha
rigettato l’istanza cautelare  ex. art. 700 c.p.c. proposta dal
DSGA di una scuola foggiana riconoscendo la tesi del Dirigente
Scolastico prof. Attilio Fratta, Presidente Nazionale della DIRPRESIDI,
in merito al disconoscimento dei permessi per ‘gravi patologie’ se non
collegati a ‘terapie invalidanti’.
Nel rimandare all’apposito contributo all’interno del link  
‘LA BACHECA DELLA FORMAZIONE’ sulla home page del sito dal titolo 
Disconosciuti i permessi per ‘gravi patologie’ 
se non collegati a  ‘terapie invalidandi
’ , all’interno del
quale i colleghi potranno trovare gli opportuni approfondimenti di
natura normativa e giurisprudenziale, non va sottaciuta la valenza
della suddetta ordinanza non tanto e non solo perché da una corretta
interpretazione ermeneutica della norma, purtroppo non di rado
disattesa, quanto perché avalla il comportamento  di un Dirigente
Scolastico, nello specifico del Presidente Nazionale della
DIRPRESIDI,  mirante al rispetto della legalità ed
all’applicazione corretta delle norme giuridiche.

Forse, diciamo forse, sarebbe stato più semplice concedere quei
permessi ed evitare così  problemi di varia natura, non ultimi
quelli di dover gestire un inevitabile contenzioso e, quindi, dover
dedicare tempo e risorse per preparare memorie difensive accurate,
documentate, pertinenti quali quelle elaborate dal Presidente Nazionale
prof. Attilio Fratta, affrontare l’alea del giudizio e, soprattutto,
doverlo sostenere in perfetta solitudine, vista la ‘latitanza’
dell’Avvocatura Generale dello Stato. Ma meglio questo, riteniamo, che
non il dover soccombere a richieste palesemente illegittime, e prendere
decisioni delle quali dover rispondere per rivalsa
all’Amministrazione  per ‘danno erariale’.
Insomma un modo di concepire la professione che è quello che la
DIRPRESIDI vuol portare avanti  chiedendo ai soci di abbracciare
questa logica e condividerla pur nella consapevolezza di dover dare
loro la dovuta assistenza e tutela.

Redazione di dirpresidi.org