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Domenica 12 Luglio 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
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Voce alla Scuola

TuttoscuolaNEWS n. 96

 

 N. 96, 24 marzo 2003

 SOMMARIO

 1. La guerra non c’e’ (nelle scuole americane)
 2. Esame di maturita’, si ricambia
 3.    Dopo    il   secondo  
canale  della  Moratti,  ecco  il  terzo
 dell’Emilia-Romagna
 4. L’ulivista Bastico piu’ leghista di Bossi
 5. Il contascioperanti
 6. Stop and go sulle gite scolastiche all’estero
 7. Andis: il "triangolo delle Bermuda" del dirigente
 8. Docet: in esposizione la qualita’ nel settore scuola

 1. La guerra non c’e’ (nelle scuole americane)

 La guerra in corso in Iraq non provochera’ danni o dolori  ai 
bambini
 americani, ai loro genitori, ai loro amici. Avviene in luoghi lontani,
 non tocchera’ affatto il territorio  degli  Stati  Uniti 
d’America  e
 finira’ presto. Gia’ da settimane il  tema  della  guerra 
e  del  suo
 "trattamento" scolastico, soprattutto in presenza di 
bambini  molto
 piccoli (da 3 a 10-12 anni), viene  ampiamente  affrontato 
dai  media
 americani in questi termini rassicuranti e un po’ elusivi.
 Un gran numero di siti specializzati,  rivolti  agli 
educatori  e  ai
 genitori (se ne possono raggiungere molti navigando  per 
esempio  nel
 sito www.aol.com), offre argomenti,
consigli, approfondimenti di vario
 tipo. Molto diffuse sono le liste di Faq (frequently asked questions),
 con   centinaia  di  domande  e  di 
risposte  sui  temi  maggiormente
 avvertiti. La preoccupazione, in questo caso, e’ soprattutto  di 
tipo
 psicologico: come evitare shock traumatici di fronte  agli 
spettacoli
 di violenza e di morte trasmessi dalla TV e dagli altri media.
 Per gli allievi piu’ grandi si  prevede,  invece,  un 
approccio  piu’
 esplicativo e analitico, e l’utilizzazione della  "civic 
education"
 per spiegare le ragioni della guerra. Negli USA questa materia non 
ha
 mai avuto un carattere astratto e teorico: si e’ sempre fondata 
sulla
 discussione di casi concreti, anche di cronaca, per  poi 
risalire  ai
 grandi principi, in particolare a quelli che ispirano la 
Costituzione
 americana e la "mission" degli USA nel mondo.
 In Italia invece Telefono  Azzurro  mette  a 
disposizione  il  numero
 199443201. Psicologi e pedagogisti assisteranno 24 ore su 24 bambini e
 adolescenti bisognosi di aiuto per affrontare l’angoscia della guerra.
 Genitori e insegnanti possono anche accedere ad appositi vademecum sul
 sito www.azzurro.it per avere
suggerimenti  su  come  rispondere  alle
 domande e alle  paure  dei  minori,  e  per 
proteggerli  dalla  sovra
 esposizione alle immagini traumatiche trasmesse in televisione.

 2. Esame di maturita’, si ricambia

 Almeno tre prove, due (o piu’) preparate dalla commissione interna – e
 quindi diverse  da  scuola  a  scuola,  e 
una  (o  piu’)  predisposta
 dall’Istituto    nazionale    di  
valutazione.  E  fine,  con  tutta
 probabilita’, del "toto-tema" e del "toto-versione"
nazionali.
 Ecco come potrebbe essere il nuovo esame di maturita’  a 
partire  dal
 2004. Per l’anno scolastico in corso invece non cambia niente.  Se 
ne
 e’ parlato poco, ma  in  effetti  anche  l’esame 
di  maturita’,  gia’
 ritoccato d’urgenza dal ministro Moratti con una norma inserita 
nella
 Finanziaria 2002, sara’ modificato dalla legge di  delega 
votata  dal
 Parlamento.
 Contestualmente cambiera’ anche l’esame  conclusivo  del 
primo  ciclo
 (terza media). In entrambi i casi le commissioni per le scuole statali
 e paritarie continueranno ad essere interne, con  presidente 
esterno,
 ma le prove saranno stabilite in modo nuovo. L’art.  3  della 
riforma
 (http://www.tuttoscuola.com/ts_news_96-1.doc
 ) prevede infatti che tali esami si svolgano  "su  prove 
organizzate
 dalle    commissioni   d’esame  e  su 
prove  predisposte  e  gestite
 dall’Istituto    nazionale    per  
la  valutazione  del  sistema  di
 istruzione".
 Per l’esame di licenza media la novita’ sarebbe costituita in 
pratica
 solo dall’aggiunta di una  o  piu’  prove 
"predisposte  e  gestite"
 dall’INVALSI, che dovrebbe quindi curarne anche la valutazione. Per la
 maturita’ si andrebbe invece ad una  soluzione  che 
capovolge  quella
 attuale: le prime due prove, ora nazionali e stabilite dal 
Ministero,
 sarebbero decentrate e affidate alle Commissioni  d’esame 
(potrebbero
 anche  essere  piu’  di  due  prove), 
mentre  la  terza,  attualmente
 preparata    dalle   Commissioni,  sarebbe 
centralizzata  e  affidata
 all’INVALSI anche per quanto riguarda la valutazione (anche in 
questo
 caso potrebbe trattarsi di piu’ prove).
 Riguardo alle prove interne non e’ da escludere che  il 
Ministero  ne
 indichi,    attraverso   apposite  linee 
guida,  le  caratteristiche
 essenziali alle quali le commissioni interne dovranno attenersi.
 Non poche le criticita’ per la realizzazione di questo  nuovo 
modello
 di esame, prima  tra  tutte  l’individuazione  di 
forme  efficaci,  e
 soprattutto rapide, di collegamento tra la valutazione 
"interna"  e
 quella    esterna,  che  dovrebbero 
comunque  confluire  in  un’unica
 certificazione. E soprattutto l’istituzione del servizio nazionale 
di
 valutazione del  sistema  scolastico,  cui  spettera’ 
il  compito  di
 effettuare verifiche periodiche  e  sistematiche  sulle 
conoscenze  e
 abilita’ degli studenti  e  sulla  qualita’ 
complessiva  dell’offerta
 formativa delle istituzioni scolastiche.

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 FACCIAMO UN GIORNALE

 La prima guida al giornalismo scolastico.
 Un manuale per studenti, insegnanti e apprendisti comunicatori.
 Vademecum per scrivere e titolare un articolo, per impaginare etc.:
 tutto cio’ che bisogna sapere prima di ideare un giornale a scuola.
 Gia’ utilizzato con successo in centinaia di scuole.

 Per maggiori informazioni: http://www.tuttoscuola.com

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 3.    Dopo    il   secondo  
canale  della  Moratti,  ecco  il  terzo
 dell’Emilia-Romagna

 Un titolo non tacitiano per un testo con  56  articoli, 
suddivisi  in
 sette capi e in svariate  sezioni:  "Norme  per 
l’uguaglianza  delle
 opportunita’ di accesso al sapere, per ognuno e per tutto l’arco della
 vita, attraverso il rafforzamento dell’istruzione e  della 
formazione
 professionale, anche in integrazione tra loro". Cosi’ si presenta 
la
 proposta di legge approvata  lunedi’  scorso  dalla 
giunta  regionale
 dell’Emilia-Romagna, e consultabile anche nel sito www.scuolaer.it.
 Per diventare  operativa  la  proposta  dovra’ 
essere  approvata  dal
 Consiglio regionale, cosa  che  dovrebbe  avvenire, 
nelle  intenzioni
 dell’assessore Bastico, in tempi brevissimi, tanto da  avviare 
almeno
 una prima sperimentazione gia’ a  settembre,  con  l’inizio 
dell’anno
 scolastico 2003-2004.
 Si fa cosi’ concreta la possibilita’  che  l’Emilia-Romagna 
offra  ai
 suoi allievi quattordicenni, in  uscita  dalla  scuola 
secondaria  di
 primo grado, un terzo canale, rispetto ai due previsti  dalla 
riforma
 Moratti. Accanto  al  canale  liceale  e 
(presumibilmente)  a  quello
 professionale, costituito  dalla  formazione  professionale 
regionale
 (che    la  riforma  Moratti  rilegittima 
ai  fini  dell’assolvimento
 dell’obbligo formativo dopo la terza media),  ci  dovrebbe 
essere  il
 canale "integrato", cogestito dalle scuole e dai centri
regionali di
 formazione professionale.
 L’obiettivo e’ quello di rinviare di due anni la scelta definitiva del
 percorso    di   studi,   evitando 
in  tal  modo  scelte  precoci  e
 discriminanti. I tempi non brevi della riforma Moratti (si  parla 
del
 2005 per l’avvio del nuovo ciclo secondario),  e  l’abrogazione 
della
 legge n. 9/1999 sull’obbligo scolastico, disposta dalla stessa riforma
 con effetto immediato, hanno  creato  un  vuoto  di 
almeno  due  anni
 scolastici, che la Regione Emilia-Romagna cerca di riempire con la sua
 iniziativa. Si andra’ verso un contenzioso Stato-Regione, come 
alcuni
 prevedono? Oppure il  vento  federalista,  che  spira 
trasversalmente
 all’interno    degli    schieramenti  
politici   di  maggioranza  e
 d’opposizione, portera’ l’Italia  verso  sistemi  formativi 
regionali
 differenziati, un  po’  come  avviene  nella 
Repubblica  federale  di
 Germania?

 4. L’ulivista Bastico piu’ leghista di Bossi

 A    ben   vedere  la  proposta 
approvata  dal  Consiglio  regionale
 dell’Emilia-Romagna contiene degli elementi piu’ radicali della stessa
 devoluzione voluta  da  Bossi.  Il  disegno  di 
legge  costituzionale
 proposto dal ministro per le riforme istituzionali prevede infatti che
 le Regioni, con proprie  leggi,  curino  l’organizzazione 
scolastica,
 strutturino    l’offerta  dei  programmi 
educativi,  garantiscano  la
 gestione degli istituti scolastici. Allo Stato,  secondo  la 
proposta
 leghista condivisa dal Governo e gia’ approvata in  prima 
seduta  dal
 Parlamento, compete la  definizione  esclusiva  delle 
norme  generali
 quali:   l’ordine  degli  studi,  gli 
standard  di  insegnamento,  le
 condizioni per il conseguimento  e  la  parificazione 
dei  titoli  di
 studio.
 La legge della regione Emilia-Romagna proposta dall’assessore 
Bastico
 sembra andare ben oltre, proponendo una vera e  propria 
controriforma
 nei riguardi della legge Moratti appena approvata  dal 
Parlamento.  A
 cominciare, ad esempio, dal biennio unitario del  dopo  scuola 
media,
dai progetti di continuita’ tra scuola materna  ed  elementare  e 
tra
 elementare e media, dall’avvio della stessa riforma regionale gia’ dal
 prossimo anno scolastico o, comunque, con sperimentazione diffusa.
 Tutto questo in quali scuole? In quelle statali, naturalmente. Neanche
 Bossi, forse, avrebbe osato tanto.
 E vogliamo scommettere che quella  dell’Emilia  Romagna 
non  restera’
 un’iniziativa isolata? A questo punto appare decisivo che il 
ministro
 definisca nel piu’ breve  tempo  possibile  i 
contenuti  dei  livelli
 essenziali delle prestazioni in materia  di  istruzione  e 
formazione
 professionale    che   devono  essere 
assicurati  dalle  istituzioni
 scolastiche e formative su tutto il territorio nazionale. 
Prestazioni
 che siano appunto uniformi, da Cuneo a Caltanissetta.

 5. Il contascioperanti

 Sciopero a difesa della  pace  o  sciopero  a 
difesa  del  contratto:
 qualunque sia la motivazione per  l’astensione,  oggi 
sara’  comunque
 sciopero. E, subito dopo, sara’ guerra.  Guerra  solo  di 
cifre,  per
 fortuna, sull’adesione  allo  sciopero:  per  il 
Ministero  un  certo
 numero, per i sindacati molti di  piu’.  Basti  pensare 
che  l’ultima
 volta sciopero’ un 40-50% secondo i sindacati  e  un  16% 
secondo  il
 MIUR.
 Ma stavolta il ministero potrebbe disporre – si spera prontamente – di
 dati complessivi generali, anziche’ di dati-campione, come  e’ 
sempre
 avvenuto in passato. La novita’ infatti e’ nel compito assegnato 
alle
 istituzioni scolastiche (con nota interna del 18 novembre  scorso) 
di
 trasmettere on line i dati di adesione, riferiti al solo personale che
 nella giornata di sciopero avrebbe dovuto comunque essere presente.
 Con una complicazione. Poiche’ quei dati in molti  casi  non 
potranno
 essere    digitati  nella  stessa  giornata 
dello  sciopero,  per  la
 concomitante    astensione    anche  
del  personale  amministrativo,
 probabilmente il MIUR nella giornata  dello  sciopero 
continuera’  ad
 avvalersi di dati provvisori  sul  campione  rilevato, 
in  attesa  di
 quelli finali e generali che arriveranno per via telematica.
 Ma forse neanche  allora  si  potra’  avere  un 
quadro  significativo
 dell’effettiva riuscita o meno dello sciopero. Bisognera’ tener 
conto
 infatti che probabilmente, soprattutto negli  istituti  di 
istruzione
 secondaria, le aule si svuoteranno per le assenze degli  studenti 
che
 manifesteranno contro la guerra, rendendo  impossibile 
distinguere  i
 docenti in sciopero da quelli messi in condizione di non insegnare 
(e
 quindi forzatamente assenti).
 Il controllo incrociato potrebbe essere fatto solamente con i dati che
 gli istituti scolastici  dovranno  trasmettere  per 
la  ritenuta  per
 sciopero sullo stipendio, ma l’impresa sembra titanica e poi, se 
resa
 nota dopo due o tre mesi dallo sciopero, a cosa servirebbe?
 Per il "contascioperanti on line", insomma, sara’ piu’  che 
altro  un
 test di prova. Sperando che  in  futuro  si  possa 
effettivamente,  e
 tempestivamente, sapere com’e’ andata.

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 TEORIA E PRATICA DELLA COMUNICAZIONE MULTIMEDIALE

 LIBRO + CD-ROM a cura di Caterina Cangia’.
 Come progettare e realizzare un prodotto multimediale.
 I modelli teorici, gli impatti a livello cognitivo ed emotivo.
 Con schede e slides pronte per lezioni e presentazioni.
 Gia’ adottato in molti Licei della Comunicazione.

 Per maggiori informazioni: http://www.tuttoscuola.com

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 6. Stop and go sulle gite scolastiche all’estero

 Trambusto al Miur per una nota sui viaggi di istruzione. Il  20 
marzo
 e’ stata indirizzata alle Direzioni regionali  una  nota 
(la  n.  950
 http://www.tuttoscuola.com/ts_news_96-2.doc
 ) che suggeriva "l’opportunita’ di  sospendere  viaggi 
di  istruzione
 all’estero, eventualmente anche gia’ programmati  (.)  almeno 
fino  a
 quando non saranno  fortemente  attenuati  i  pericoli 
derivanti  dal
 conflitto in corso". Sembra che il ministro  Moratti  non 
ne  sapesse
 nulla.
 Immediata la reazione  degli  operatori  turistici, 
che  hanno  fatto
 presente che il ministero degli esteri considera  a  rischio 
soltanto
 pochi    Paesi   del   Medio 
Oriente,  indicati  nell’apposito  sito
 www.viaggiaresicuri.mae.aci.it,
indirizzo subito ripreso  e  segnalato
 dal MIUR il giorno dopo in  una  imbarazzata  nota 
aggiuntiva  (Prot.
 n.316 http://www.tuttoscuola.com/ts_news_96-3.doc
 ).
 Anche l’Associazione nazionale dei dirigenti scolastici  ha 
preso  le
 distanze dalle indicazioni ministeriali, attribuendo alla  vicenda 
il
 significato di un  ritorno  di  fiamma  del 
tradizionale  centralismo
 burocratico, diffidente nei confronti dell’autonomia della scuole.
 A questo punto, par di capire, il cerino viene lasciato nelle mani dei
 dirigenti scolastici e dei consigli d’istituto, i quali,  in 
caso  di
 rinuncia a viaggi gia’ programmati, dovranno far fronte  al 
pagamento
 di salate penali: gli sconsolati operatori turistici, gia’ colpiti dal
 forte calo delle prenotazioni, e che in molti casi hanno  gia’ 
dovuto
 anticipare i corrispettivi ad alberghi e compagnie straniere, 
saranno
 costretti a riscuoterle.

 7. Andis: il "triangolo delle Bermuda" del dirigente

 Il    dirigente   scolastico  sempre 
piu’  stretto  tra  due  figure
 istituzionali,    il  direttore  scolastico 
regionale  e  l’assessore
 regionale. A "sparire"  in  questo  triangolo 
istituzionale  potrebbe
 essere l’autonomia del dirigente e quindi l’autonomia dell’istituzione
 scolastica, nonostante le tutela costituzionale.
 Uno    scenario    per   
nulla   fantascientifico   per  l’Andis  (
 http://www.andis.it ), l’associazione di
dirigenti scolastici, che  vi
dedica il proprio 29mo Convegno nazionale  (Montecatini  Terme, 
27-29
 marzo).
 Secondo l’associazione dei dirigenti scolastici "le modalita’ 
con  le
 quali sono stati selezionati gli attuali Direttori regionali 
sembrano
 prevalentemente afferire a consonanze ‘fiduciarie’ nei confronti della
 politica governativa, tali  comunque  da  far  temere 
condizionamenti
 impropri   nella  valutazione  del  Dirigente 
scolastico".  Preoccupa
 l’Andis anche il disegno di legge  sulla  devoluzione,  che 
"veleggia
 diritto verso sbocchi di ‘gestione degli  istituti  scolastici’, 
che,
 pur se imprecisati, confliggono con il medesimo ruolo ‘gestionale’ del
 Dirigente all’interno di una scuola autonoma".
 Come    evitare   questi  rischi?  La 
ricetta  dell’Andis  si  chiama
 "cooperazione. Tra le scuole, nelle scuole, con le scuole".

 Un altro importante convegno lo organizza a Torino il Cidi, dal 3 al 5
 aprile.    "Una  scuola  grande  come 
il  mondo".  Per  informazioni:
 http://www.cidi.it .
 Infine sempre a Torino, il  7  aprile:  "La 
laicita’:  una  questione
 aperta per l’Europa", a cura del Comitato  torinese  per 
la  laicita’
 della scuola (tel. 011/668.72.58 E-mail: laisc@arpnet.it)

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 QUALITA’ E VALUTAZIONE nella scuola dell’autonomia

 Un volume che promuove una nuova "cultura" della valutazione,
 approfondendo il rapporto tra qualita’, valutazione e autonomia.
 Esempi operativi di progetti sperimentali di istituti scolastici,
 questionari per famiglie e studenti, griglie e schede di rilevazione.

 Per maggiori informazioni: http://www.tuttoscuola.com
 (oppure: 06-6830.7851)

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 8. Docet: in esposizione la qualita’ nel settore scuola

 Docet, la nuova fiera dedicata al mondo della scuola, che si svolgera’
 a Bologna dal 3 al  6  aprile  2003,  apre  i 
battenti  offrendo  una
 panoramica di grande qualita’ per quanto riguarda i  protagonisti 
dei
 settori invitati a partecipare. Con oltre 160 espositori presenti, 
la
 manifestazione offrira’ un quadro completo di  tutte  le 
novita’  nei
 settori: editoria, motricita’, sussidi didattici, arredamenti  per 
le
 scuole,    informatica  e  nuove 
tecnologie,  e-learning,  formazione
 professionale, turismo scolastico. Tutti i piu’  importanti 
esponenti
 dell’editoria italiana, educativa e di varia, libraria e multimediale,
 saranno presenti a Docet. Anche il mercato di prodotti multimediali di
 supporto alla didattica e di e-learning sara’ ben  rappresentato, 
con
 la presenza di  importanti  attori,  tra  cui 
Intel,  che  allestisce
 un’aula multimediale con venti pc collegati wireless  per  corsi 
agli
 insegnanti in fiera, e la Compagnia Italiana Computers,  presente 
con
 Acer Italy, Symantec e Epson Italia.
 Presenza massiccia anche per il  settore  degli  arredi 
scolastici  e
 dintorni, con  numerose  aziende  leader,  quali 
Gonzagarredi,  F.lli
 Bruno, Sarba, Holzhof,  per  citarne  solo  alcuni. 
Per  informazioni
 http://www.docet.bolognafiere.it
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