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Riforma

Riforma dei cicli


TUTTI I PUNTI – CHIAVE DEL PROGETTO

Roma, 1 febbraio 2002


  • Il Consiglio dei Ministri ha
    esaminato in via preliminare il testo della proposta di riforma degli ordinamenti
    scolastici. In esso sono ben individuabili i valori che ispirano la riforma e nei quali
    questo Governo si riconosce: libertà di scelta educativa della famiglia, formazione
    spirituale e morale, sviluppo della coscienza storica e di appartenenza alla comunità
    locale e nazionale ed alla civiltà europea.

  • Rispetto alle finalità indicate
    dalla legge 30 per i vari ordini di scuola, è stata data importanza ad alcuni aspetti
    educativi che non erano in essa compresi: per esempio, nella scuola dell’infanzia, lo
    sviluppo psico-motorio e le potenzialità di relazione; nel primo ciclo la valorizzazione
    della tradizione culturale insieme all’evoluzione sociale culturale e scientifica della
    realtà contemporanea; nel secondo ciclo l’attenzione costante alla crescita educativa,
    culturale e professionale dei giovani attraverso il sapere, il fare e l’agire e la
    riflessione critica su di essi in qualsiasi percorso superiore di pari dignità culturale,
    sia esso di istruzione o di formazione.

  • La riforma punta a costruire una
    scuola più moderna attraverso il potenziamento dell’alfabetizzazione nelle tecnologie
    informatiche ed anche una scuola più europea con lo studio obbligatorio di una lingua
    comunitaria fin dai sei anni e di una seconda lingua comunitaria dall’età di 11 anni
    (scuola secondaria di primo grado).

  • Con questa riforma le famiglie
    possono scegliere: bambini alla scuola dell’infanzia anche prima dei tre anni e a scuola
    anche prima dei sei.

  • Abbiamo innalzato ad almeno 12
    anni complessivi il diritto-dovere all’istruzione e alla formazione.

  • Prevediamo una nuova articolazione
    degli studi e della formazione che sia rispettosa delle età evolutive e della migliore
    tradizione scolastica italiana: scuola dell’infanzia, primo ciclo (scuola primaria di 5
    anni e scuola secondaria di primo grado di 3 anni) con esame di Stato alla fine del ciclo,
    secondo ciclo (sistema dei licei ed il sistema dell’istruzione e della formazione
    professionale) ed esame di Stato.

  • Al compimento del quindicesimo
    anno, all’apprendistato si aggiunge la possibilità di stage in realtà sociali, culturali
    e del mondo produttivo (alternanza scuola-lavoro), sotto la responsabilità delle
    istituzioni scolastiche e formative, in enti pubblici e privati, non profit e imprese.

  • Per tutto il percorso di
    istruzione e formazione è sempre aperto e assistito dalle istituzioni scolastiche il
    passaggio tra i licei e tra il sistema dei licei e il sistema dell’istruzione e della
    formazione professionale.

  • Il liceo sarà sempre di cinque
    anni; nell’ultimo anno saranno anche favorite attività di orientamento e raccordo con
    l’università e la formazione tecnica superiore. Sono confermati gli assi culturali
    tradizionali: classico, scientifico, artistico. Nascono nuovi licei: economico,
    tecnologico, musicale, linguistico, delle scienze umane.

  • E’ garantito l’accesso
    all’università anche per chi effettua corsi professionali di durata almeno quadriennale,
    con un ulteriore anno di studio e l’esame di Stato.

  • Abbiamo previsto profili
    educativi, culturali e professionali della formazione valevoli su tutto il territorio
    nazionale se rispondenti ai livelli essenziali di prestazione definiti dallo Stato.

  • La riforma prevede che i piani di
    studio contengano un nucleo fondamentale, omogeneo su base nazionale, che rispecchi la
    cultura, le tradizioni e l’identità nazionale, e prevedano una quota riservata alle
    Regioni relativa agli aspetti di interesse specifico delle stesse, anche collegata con le
    realtà locali.

  • Abbiamo voluto assicurare più
    rigore nella valutazione sia degli apprendimenti sia del comportamento. E’ confermata la
    valutazione periodica e annuale, effettuata dai docenti. Viene introdotta ogni due anni la
    valutazione dei periodi didattici. Si è promossi o respinti ogni due anni ai fini del
    passaggio al periodo successivo.

  • Più qualità: ogni due anni
    l’Istituto nazionale di valutazione, come in tutti i Paesi europei, misurerà con
    verifiche nazionali la qualità complessiva dell’offerta formativa e dei livelli degli
    apprendimenti per monitorare il livello culturale degli studenti.

  • Investimento sulla qualità della
    funzione docente: formazione iniziale universitaria della stessa dignità per gli
    insegnanti di tutti gli ordini di scuole con lauree specialistiche e tirocinio
    obbligatorio.

  • Formazione in servizio dei docenti
    con crediti universitari ai fini dello sviluppo della carriera.

  • Per la realizzazione delle
    finalità della riforma, entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge il Ministro
    predisporrà un piano programmatico di interventi finanziari da sottoporre
    all’approvazione del Consiglio dei Ministri, a sostegno:

    1. della riforma degli
      ordinamenti e degli interventi connessi con la loro attuazione e con lo sviluppo
      dell’autonomia;

    2. dell’istituzione del
      Servizio nazionale di valutazione del sistema scolastico;

    3. dello sviluppo delle
      tecnologie multimediali e della alfabetizzazione nelle tecnologie informatiche;

    4. della valorizzazione
      professionale del personale docente;

    5. delle iniziative di
      formazione iniziale e continua del personale;

    6. del rimborso delle spese
      di autoaggiornamento sostenute dai docenti;

    7. della valorizzazione
      professionale del personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (A.T.A.);

    8. degli interventi di
      orientamento contro la dispersione scolastica e per assicurare la realizzazione del
      diritto – dovere di istruzione e formazione;

    9. degli interventi per lo
      sviluppo della istruzione e formazione tecnica superiore e per l’educazione degli adulti;

    10. degli interventi di
      adeguamento delle strutture di edilizia scolastica.