Vai al contenuto
Mercoledì 7 Ottobre 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
Servizi Speciali Aetnanet

PDP, guida completa: cos’è, quando è obbligatorio, cosa deve contenere, chi lo prepara e chi lo firma.

PDP a scuola: cos'è, quando è obbligatorio, chi lo redige e firma, cosa deve contenere. Guida Aetnanet a DSA, BES, PEI e inclusione.

Dal PDP al PEI, dai DSA ai BES e alla disabilità: Aetnanet ricostruisce normativa, procedure, responsabilità della scuola e ruolo delle famiglie. Una guida operativa collegata al nostro Speciale sulla riforma della disabilità e al dossier permanente sull’inclusione scolastica.

🚨 SERVIZIO SPECIALE AETNANET

PDP, PEI, DSA, BES, disabilità: sigle entrate ormai stabilmente nel linguaggio della scuola, ma che non sempre vengono utilizzate correttamente.

Il Piano Didattico Personalizzato (PDP) è uno degli strumenti fondamentali attraverso i quali la scuola organizza una didattica capace di rispondere alle specifiche esigenze di determinati alunni e studenti.

Ma quando deve essere predisposto? È sempre obbligatorio? Chi decide di adottarlo? Chi lo redige? Deve essere firmato dai genitori? Qual è la differenza con il PEI? E soprattutto: che rapporto esiste fra PDP, DSA, BES e disabilità?

Aetnanet dedica a queste domande un nuovo Servizio Speciale, inserendolo nel dossier permanente che la nostra testata sta costruendo sull’inclusione scolastica e sulla riforma della disabilità.

  1. CHE COS’È IL PDP

PDP significa Piano Didattico Personalizzato.

È il documento attraverso il quale il consiglio di classe — o il team dei docenti nella scuola primaria — definisce e documenta un percorso didattico personalizzato in relazione alle caratteristiche e ai bisogni dello studente.

Non è quindi una semplice formalità burocratica.

Il PDP dovrebbe tradurre l’osservazione dello studente in una vera strategia didattica: individuare difficoltà e punti di forza, stabilire metodologie, strumenti compensativi, eventuali misure dispensative e modalità di verifica e valutazione coerenti con il percorso programmato.

La parola fondamentale è proprio personalizzato.

Personalizzare non significa necessariamente ridurre gli obiettivi di apprendimento, ma individuare le modalità attraverso le quali consentire allo studente di raggiungerli tenendo conto delle sue caratteristiche.

  1. LA LEGGE 170/2010: IL PUNTO DI PARTENZA PER I DSA

Il riferimento normativo fondamentale per gli studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) è la Legge 8 ottobre 2010, n. 170.

La legge riconosce:

  • dislessia;
  • disgrafia;
  • disortografia;
  • discalculia.

La normativa ha introdotto una specifica tutela del diritto allo studio per gli studenti con DSA, distinta da quella prevista dalla Legge 104/1992 per gli alunni con disabilità.

Il quadro è stato successivamente attuato attraverso il D.M. 12 luglio 2011, n. 5669 e le relative Linee guida.

Il principio è chiaro: la scuola deve assicurare agli studenti con DSA interventi didattici individualizzati e personalizzati, strumenti compensativi, eventuali misure dispensative e forme adeguate di verifica e valutazione.

  1. PER I DSA CERTIFICATI IL PDP È IL DOCUMENTO DI RIFERIMENTO

In presenza di una diagnosi di DSA regolarmente presentata alla scuola, la personalizzazione della didattica deve essere formalizzata e documentata.

Il PDP diventa quindi lo strumento attraverso il quale la scuola specifica concretamente:

  • caratteristiche dell’alunno;
  • difficoltà rilevate;
  • punti di forza;
  • modalità didattiche personalizzate;
  • strumenti compensativi;
  • misure dispensative;
  • modalità delle verifiche;
  • criteri di valutazione;
  • eventuali accordi con la famiglia;
  • strategie da utilizzare nelle diverse discipline.

Non basta, dunque, conservare la certificazione nel fascicolo personale dello studente.

La diagnosi descrive una condizione; la scuola deve tradurre quella conoscenza in progettazione didattica.

  1. COSA SONO GLI STRUMENTI COMPENSATIVI

Gli strumenti compensativi permettono allo studente di compensare una difficoltà specifica senza modificare necessariamente l’obiettivo dell’apprendimento.

A seconda delle effettive necessità possono essere utilizzati, per esempio:

  • sintesi vocale;
  • programmi di videoscrittura con correttore;
  • calcolatrice;
  • mappe concettuali;
  • schemi;
  • formulari;
  • tabelle;
  • strumenti digitali;
  • audiolibri;
  • altri supporti tecnologici o didattici.

Non devono essere concessi automaticamente sulla base di un elenco standard.

Il criterio deve essere sempre la reale utilità per quello specifico studente.

  1. COSA SONO LE MISURE DISPENSATIVE

Le misure dispensative intervengono invece quando una determinata prestazione, a causa del disturbo, risulta particolarmente difficoltosa e non è essenziale rispetto all’obiettivo didattico perseguito.

Anche in questo caso non esiste un automatismo.

La misura deve essere pedagogicamente motivata e coerente con le caratteristiche dello studente.

Il PDP non deve quindi trasformarsi in una lunga lista di “esoneri”, ma descrivere una strategia complessiva finalizzata all’apprendimento.

  1. PDP E BES: ATTENZIONE A NON CONFONDERE LE SITUAZIONI

La materia si è ampliata con la Direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012 sui Bisogni Educativi Speciali e con la successiva Circolare ministeriale n. 8 del 6 marzo 2013.

La nozione di BES comprende una realtà molto più ampia rispetto ai soli DSA.

Possono infatti emergere bisogni educativi collegati, per esempio, a difficoltà evolutive, linguistiche, sociali o a situazioni di svantaggio.

Qui, però, occorre una precisazione importante.

Non ogni difficoltà scolastica determina automaticamente il diritto a un PDP.

Fuori dalle fattispecie per le quali esiste una specifica certificazione tutelata dalla normativa, spetta alla scuola valutare pedagogicamente la situazione e decidere se sia opportuno formalizzare un percorso personalizzato.

Il PDP non deve diventare una risposta burocratica automatica a qualsiasi difficoltà.

  1. CHI DECIDE IL PDP

Il PDP è una responsabilità collegiale.

Nella scuola secondaria interviene il consiglio di classe.

Nella scuola primaria interviene il team dei docenti.

Non è dunque il documento di un singolo insegnante e neppure può essere considerato esclusivamente compito del coordinatore di classe o del referente DSA/BES.

Il referente può offrire consulenza e supporto, ma la responsabilità didattica rimane dei docenti che operano con l’alunno.

  1. CHI MATERIALMENTE LO REDIGE

La scuola può naturalmente organizzarsi individuando un docente coordinatore che raccolga le informazioni e compili materialmente il documento.

Questo non modifica però la natura collegiale del PDP.

Ogni docente deve contribuire per la propria disciplina individuando strategie, strumenti e modalità di verifica coerenti con il percorso dello studente.

Un PDP predisposto dal coordinatore e semplicemente sottoposto agli altri insegnanti per una firma formale perde gran parte della propria funzione educativa.

  1. LA FAMIGLIA DEVE ESSERE COINVOLTA

Il rapporto con la famiglia è essenziale.

I genitori forniscono alla scuola documentazione e informazioni utili, possono contribuire alla conoscenza dello studente e devono essere informati delle strategie che la scuola intende adottare.

Il PDP deve pertanto essere costruito attraverso una collaborazione scuola-famiglia, pur restando la progettazione didattica responsabilità professionale dei docenti.

La sottoscrizione del documento rende trasparente il percorso concordato e documenta l’avvenuta condivisione.

  1. E LO STUDENTE?

Particolarmente nella scuola secondaria, è opportuno valorizzare anche la partecipazione dello studente.

Conoscere il proprio modo di apprendere, comprendere quali strumenti risultano realmente utili e sviluppare progressivamente autonomia costituiscono parte dello stesso processo educativo.

È una prospettiva che si collega alla più ampia evoluzione della cultura dell’inclusione: progettare non soltanto “per” la persona, ma progressivamente anche “con” la persona.

È lo stesso principio di partecipazione e autodeterminazione che assume un ruolo centrale nella nuova riforma della disabilità.

  1. PDP E PEI NON SONO LA STESSA COSA

È uno degli equivoci più frequenti.

PDP

Il Piano Didattico Personalizzato riguarda in particolare il percorso degli studenti con DSA e, quando ne ricorrano le condizioni, altre situazioni riconducibili ai bisogni educativi speciali.

PEI

Il Piano Educativo Individualizzato riguarda invece l’alunno con disabilità nell’ambito della disciplina specifica dell’inclusione scolastica.

Il PEI viene elaborato attraverso il GLO – Gruppo di Lavoro Operativo per l’inclusione e riguarda una progettazione educativa e didattica molto più ampia, connessa anche ai sostegni necessari.

Dunque:

DSA → PDP

disabilità → PEI

Le due situazioni non devono essere sovrapposte.

  1. PDP, PEI E PROGETTO DI VITA: TRE STRUMENTI DA NON CONFONDERE

La recente riforma della disabilità rende ancora più importante distinguere correttamente gli strumenti.

Il D.Lgs. 62/2024 ha attribuito grande centralità al Progetto di Vita individuale, personalizzato e partecipato.

Ma anche il Progetto di Vita non sostituisce il PEI.

Aetnanet lo ha già spiegato nel proprio Speciale dedicato alla riforma della disabilità.

Possiamo schematizzare:

PDP
→ personalizzazione didattica, in particolare per DSA e nelle altre situazioni nelle quali venga motivatamente adottato.

PEI
→ progettazione educativa e didattica dell’alunno con disabilità.

Progetto di Vita
→ prospettiva complessiva della persona che mette in relazione istruzione, autonomia, salute, servizi, relazioni, formazione, lavoro, abitazione e partecipazione sociale.

Tre strumenti differenti che appartengono, tuttavia, alla medesima evoluzione culturale: passare da una scuola standardizzata a una scuola capace di considerare la persona e il suo funzionamento nei diversi contesti.

  1. IL PDP NON È UN “LASCIAPASSARE” PER PROMOZIONI AUTOMATICHE

Altro equivoco da eliminare.

Avere un PDP non significa essere dispensati dallo studio, né possedere automaticamente il diritto alla promozione.

La personalizzazione riguarda il modo attraverso il quale lo studente viene messo nelle condizioni di apprendere e dimostrare ciò che ha appreso.

La valutazione deve essere coerente con il percorso definito e con le misure previste.

Proprio per questo è essenziale che quanto viene scritto nel PDP corrisponda alla pratica didattica effettivamente adottata durante l’anno.

  1. UN PDP NON PUÒ RIMANERE NEL CASSETTO

Il rischio maggiore è trasformare il Piano Didattico Personalizzato in uno dei tanti documenti prodotti dalla scuola all’inizio dell’anno e successivamente dimenticati.

Il PDP deve essere invece uno strumento dinamico.

Se una strategia non funziona deve poter essere modificata.

Se uno strumento compensativo non è utile allo studente non ha senso mantenerlo soltanto perché inserito nel modello.

Se emergono nuove necessità, il consiglio di classe deve poterne tenere conto.

Personalizzare significa osservare, progettare, verificare e, quando necessario, correggere.

  1. IL RUOLO DEL DIRIGENTE SCOLASTICO

Il dirigente deve garantire che nell’istituto esistano condizioni organizzative adeguate per l’applicazione della normativa.

Ciò significa favorire:

  • corretta acquisizione e gestione della documentazione;
  • tempestiva comunicazione ai docenti interessati;
  • coordinamento delle procedure;
  • formazione del personale;
  • collaborazione con le famiglie;
  • rispetto della riservatezza;
  • effettiva applicazione delle misure didattiche deliberate.

Il dirigente non sostituisce il consiglio di classe nelle scelte didattiche, ma deve assicurare che l’organizzazione scolastica consenta ai docenti di esercitare correttamente le proprie responsabilità.

📌 LA MAPPA AETNANET DELL’INCLUSIONE

Questo nuovo Speciale sul PDP entra nel Dossier permanente Aetnanet sulla disabilità e sull’inclusione scolastica.

➡️ 29 giugno 2026

EXPOAID 2026: inclusione scolastica e Progetto di Vita, Orizzonte Scuola protagonista del dibattito

https://www.aetnanet.org/2026/06/29/expoaid-2026-inclusione-scolastica-e-progetto-di-vita-orizzonte-scuola-protagonista-del-dibattito/

➡️ 22 giugno 2026

BES e DSA: i danni del ritardo diagnostico negli studenti

https://www.aetnanet.org/2026/06/22/bes-e-dsa-i-danni-del-ritardo-diagnostico-negli-studenti/

➡️ 13 agosto 2026

Sostegno agli alunni con disabilità, la sentenza del TAR Lazio apre un nuovo scenario: cosa può cambiare nelle scuole

https://www.aetnanet.org/2026/08/13/sostegno-disabilita-sentenza-tar-lazio-cosa-cambia-scuole/

➡️ 7 settembre 2026 – SERVIZIO SPECIALE AETNANET

Riforma della disabilità, cosa cambia con il D.Lgs. 62/2024: valutazione, Progetto di Vita, PEI e ruolo della scuola

https://www.aetnanet.org/2026/09/07/riforma-disabilita-decreto-62-2024-progetto-vita-pei-scuola/

➡️ 13 settembre 2026 – SERVIZIO SPECIALE AETNANET

Invalidità civile e Legge 104 nella scuola: guida completa a permessi, congedi, diritti, certificazioni e procedure

https://www.aetnanet.org/2026/09/13/invalidita-civile-legge-104-scuola-permessi-congedi-diritti-guida/

➡️ 16 settembre 2026 – DOSSIER AETNANET

Riforma della disabilità, dal Progetto di Vita alla scuola: tutti gli approfondimenti Aetnanet

https://www.aetnanet.org/2026/09/16/riforma-disabilita-decreto-62-2024-dossier-aetnanet-webinar-docenti/

Questo Speciale sul PDP aggiunge quindi un nuovo tassello al percorso:

Disabilità → Progetto di Vita → PEI → GLO → DSA/BES → PDP → personalizzazione didattica.

LA POSIZIONE DI AETNANET: MENO BUROCRAZIA, PIÙ DIDATTICA

La personalizzazione dell’insegnamento rappresenta una delle acquisizioni più importanti della scuola contemporanea.

Ma proprio per questo bisogna evitare che il PDP diventi l’ennesimo adempimento burocratico.

Un documento di dieci pagine perfettamente compilato non serve a nulla se rimane nel fascicolo dello studente e non modifica ciò che avviene quotidianamente in classe.

La qualità dell’inclusione non si misura dal numero dei moduli prodotti.

Si misura dalla capacità della scuola di conoscere gli studenti, individuare gli ostacoli all’apprendimento, utilizzare gli strumenti appropriati e verificare se le strategie adottate funzionano davvero.

Allo stesso tempo occorre evitare l’eccesso opposto: personalizzare non significa abbassare indiscriminatamente gli obiettivi né trasformare qualsiasi difficoltà scolastica in una certificazione.

Una scuola inclusiva deve riuscire a mantenere insieme due principi: garantire a ciascuno gli strumenti necessari e conservare il valore formativo, culturale e anche impegnativo dello studio.

Il PDP ha senso esattamente in questo equilibrio.

FONTI E RIFERIMENTI NORMATIVI

  • Legge 8 ottobre 2010, n. 170 – Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico;
  • D.M. 12 luglio 2011, n. 5669;
  • Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con DSA;
  • Direttiva ministeriale 27 dicembre 2012 sui Bisogni Educativi Speciali;
  • Circolare ministeriale n. 8 del 6 marzo 2013;
  • Legge 5 febbraio 1992, n. 104;
  • D.Lgs. 13 aprile 2017, n. 66 e successive modificazioni;
  • D.Lgs. 3 maggio 2024, n. 62;
  • documentazione del Ministero dell’Istruzione e del Merito;
  • approfondimento Orizzonte Scuola: “PDP: cos’è, come funziona, cosa prevede la legge, cosa deve contenere e chi firma”;
  • Archivio e Banca Dati Aetnanet.

🌐 FONTI CONSULTATE E METODO REDAZIONALE AETNANET

La Redazione di Aetnanet realizza i propri Speciali attraverso un lavoro autonomo di ricerca, confronto e approfondimento.

Il presente servizio integra la disciplina sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento e sui Bisogni Educativi Speciali con il più ampio dossier che Aetnanet sta costruendo sull’inclusione scolastica, sul PEI, sul GLO, sulla Legge 104 e sulla riforma introdotta dal D.Lgs. 62/2024.

Le fonti giornalistiche costituiscono il punto di partenza dell’approfondimento; i contenuti vengono verificati attraverso la normativa, la documentazione istituzionale e i precedenti conservati nella Banca Dati Aetnanet.

A cura della Redazione di Aetnanet

📲 Segui Aetnanet

Le notizie come questa arrivano prima su Telegram Graduatorie, convocazioni e scadenze della scuola siciliana in tempo reale. Gratis. Unisciti al canale →

Lascia un commento