Ne avevamo scritto qui il 10 settembre: 320 milioni di euro in quattro anni, oltre 1,2 milioni di lavoratrici e lavoratori della scuola coinvolti, la prima assicurazione sanitaria integrativa che il comparto vede in forma collettiva e senza costo a carico del dipendente. Da quel giorno la misura ha smesso di essere un annuncio e ha preso la forma con cui la scuola conosce davvero le cose: un modulo da compilare, con una scadenza.
Dal 10 al 20 settembre 2026, chi ha diritto alla copertura può esprimere l’adesione. Dopo quella data la finestra si chiude, e nessuno ha ancora chiarito che cosa succeda a chi la manca. Meglio non scoprirlo.
Come si fa, passo per passo
Il modulo si trova sul portale del Ministero, dentro l’area riservata che ogni docente e ogni assistente amministrativo ha già usato per la carta del docente o per le graduatorie.
- Entra nell’area riservata di mim.gov.it con le tue credenziali, con SPID, CIE o CNS.
- Clicca sulla voce “Agevolazioni per il personale scolastico e MIM”, nel menu di sinistra. In alternativa, la nota ministeriale indica anche un indirizzo diretto: servizi.pubblica.istruzione.it/suba-istanza-consensi-web.
- Individua nella tabella la riga di UniSalute. Da lì puoi scaricare la “Guida al Piano sanitario per il Personale della Scuola e del Ministero” (utile da leggere con calma, anche dopo aver aderito) e premere il pulsante “Aderisci” nella colonna “Link di attivazione”.
- Apri il link “trattamento dei dati personali”. È l’informativa privacy, quattro pagine: finché non la apri, la casella di spunta sotto resta bloccata, non è un difetto del sito.
- Spunta la casella e premi “Esprimo l’adesione”.
- Conferma nel riquadro che si apre. Il sistema ripete l’avviso più importante, che una volta cliccato “Confermo” non si torna indietro, e chiede l’ultimo assenso.
- Compare la scritta verde “Adesione registrata correttamente”. Non c’è altro da firmare, allegare o pagare.
Tutto qui. Il tempo materiale, da quando apri la pagina a quando vedi la conferma, è quello di un paio di minuti.
Due cose da sapere prima di cliccare
Il modulo cambia comportamento a seconda del contratto. Il testo che vedrai a schermo, prima di cliccare, lo dice per esteso: l’adesione, di cui all’art. 14, comma 6, del D.L. 25/2025 e all’art. 15-ter del D.L. 38/2026, “non può essere revocata”.
Per chi è a tempo indeterminato, dirigenti compresi, l’adesione si esprime una volta sola e vale anche per gli anni scolastici successivi, per un periodo complessivo di 48 mesi dalla data di decorrenza della convenzione fra il Ministero e la società assicuratrice (salvo, ovviamente, la cessazione del rapporto di lavoro prima di quella scadenza). Per chi ha un contratto a tempo determinato, annuale o fino al termine delle attività didattiche, l’adesione va invece rifatta a ogni nuovo contratto e vale solo per la durata di quell’incarico. La nota elenca dirigenti, personale docente ed educativo, personale ATA e personale del Ministero: le supplenze brevi e saltuarie non compaiono tra i destinatari.
L’errore da non fare adesso
Aderire sul portale del Ministero non significa che la copertura sia già utilizzabile. La stessa nota lo scrive esplicitamente: “prima della attivazione della polizza, si invita la S.V. a non effettuare alcuna registrazione o operazione sul portale di UniSalute o sull’applicazione mobile” messa a disposizione dalla compagnia. Solo a raccolta delle adesioni conclusa arriverà una comunicazione successiva con le istruzioni operative vere e proprie: come accedere alla rete convenzionata, come chiedere un rimborso, quali prestazioni sono davvero coperte.
Fino a quel momento, meglio restare fermi su sito e app di UniSalute: è un passaggio che riguarda l’attivazione, non l’adesione, e farlo in anticipo rischia solo di creare confusione con dati che il sistema non è ancora pronto a gestire. Una volta attiva, la copertura durerà comunque per intero i suoi 48 mesi: il tempo che passa prima del vademecum non si toglie da quel periodo.
Per problemi tecnici sul portale, il Ministero ha messo a disposizione un indirizzo dedicato: polizzasanitaria@istruzione.it.
Perché vale la pena non far passare questi dieci giorni
Per decenni, nel comparto scuola, la parola welfare è rimasta fuori dal contratto: si discuteva di stipendio, di anzianità, di pensione, e il resto restava terreno di altri settori del pubblico impiego. Con questa adesione, per la prima volta, un milione e duecentomila lavoratrici e lavoratori della scuola entrano in un sistema sanitario integrativo collettivo, gratuito, e senza doverselo procurare da soli sul mercato privato.
Il modulo richiede due minuti. La finestra dura dieci giorni. Vale la pena non arrivare al 20 settembre a chiedersi se si faceva ancora in tempo.




