CARTA DEL DOCENTE: DAL BONUS DA 500 EURO ALLA NUOVA CARTA
La Carta del Docente è uno strumento elettronico destinato a sostenere l’aggiornamento e la formazione professionale del personale docente. Non è una normale carta di credito e non corrisponde a una somma liberamente spendibile: il docente dispone di un portafoglio elettronico con il quale genera buoni destinati esclusivamente ai beni e ai servizi ammessi dalla normativa.
La misura nasce con la legge 13 luglio 2015, n. 107, la cosiddetta Buona Scuola. L’obiettivo originario era chiaro: riconoscere alla formazione permanente dei docenti un carattere strutturale e mettere a disposizione del singolo insegnante una risorsa personale per libri, aggiornamento, cultura e tecnologie.
Per molti anni la Carta è stata identificata semplicemente con il “bonus da 500 euro” riservato ai docenti di ruolo. Oggi questa definizione non è più sufficiente: sono cambiate sia la platea dei beneficiari sia le modalità con cui viene determinato l’importo.
Una storia che ha progressivamente allargato i beneficiari
Il punto più controverso della disciplina originaria era l’esclusione dei docenti precari. Negli anni si è sviluppato un consistente contenzioso nazionale ed europeo sul principio di parità di trattamento tra personale a tempo determinato e indeterminato.
La disciplina è stata progressivamente modificata e, dall’anno scolastico 2025/26, la Carta comprende, oltre ai docenti di ruolo, anche i docenti con supplenza annuale al 31 agosto, quelli con contratto fino al termine delle attività didattiche, 30 giugno, e il personale educativo. Il decreto attuativo relativo al 2025/26 ha quindi ampliato sensibilmente la platea.
Restano invece fuori i docenti con supplenze brevi e temporanee, che non rientrano nelle tipologie contrattuali indicate dalla normativa.
Non è più necessariamente una Carta da 500 euro
Questa è una delle novità che può creare maggiore confusione.

I 500 euro annuali non costituiscono più un importo automaticamente garantito a ciascun beneficiario. L’ammontare viene determinato sulla base delle risorse complessivamente disponibili e del numero degli aventi diritto.
Per l’anno scolastico 2025/26 l’importo è stato fissato in 383 euro.
Per il 2026/27, quindi, non è corretto anticipare oggi una cifra certa. La normativa prevede la determinazione dell’importo sulla base del numero dei docenti e del personale educativo beneficiario.
15 SETTEMBRE 2026: CHE COSA SUCCEDE DAVVERO
La data annunciata dal Ministero è 15 settembre 2026.
Ma attenzione: questa prima riapertura non coincide con l’accredito della Carta relativa all’anno scolastico 2026/27.
Dal 15 settembre potranno tornare sulla piattaforma:
i docenti che dispongono ancora di somme residue della Carta 2025/26 e coloro ai quali sono stati riconosciuti importi in esecuzione di sentenze. (Orizzonte Scuola)
Per il nuovo beneficio relativo al 2026/27 è attesa invece una seconda fase. La ragione è anche organizzativa: occorre consolidare il numero dei beneficiari, compresi i supplenti al 30 giugno e al 31 agosto, prima di determinare l’importo individuale.
È quindi utile distinguere:
15 settembre → riapertura per residui 2025/26 e somme derivanti da sentenze.
Successivamente → nuova Carta relativa al 2026/27.
COME SI UTILIZZA
L’accesso avviene attraverso la piattaforma ufficiale Carta del Docente, mediante identità digitale.
Piattaforma ufficiale Carta del Docente
Il docente consulta il proprio portafoglio, sceglie il bene o servizio che intende acquistare, genera il relativo buono elettronico e lo utilizza presso un esercente o un ente aderente.
Non occorre presentare domanda per ottenere l’accredito ordinario: il riconoscimento avviene sulla base della posizione del beneficiario e dei requisiti previsti.
CHE COSA SI PUÒ ACQUISTARE
La Carta conserva la sua finalità fondamentale: formazione, aggiornamento professionale e accesso alla cultura.
Tra le principali possibilità rientrano libri e pubblicazioni anche digitali; corsi di aggiornamento e formazione presso soggetti ammessi; corsi universitari, post-lauream e master; biglietti e abbonamenti per cinema e teatro; musei, mostre, manifestazioni ed eventi culturali; hardware e software, ma oggi sottoposti a uno specifico limite temporale.
La normativa più recente ha inoltre ampliato l’utilizzabilità della Carta introducendo anche servizi di trasporto di persone.
Non significa, però, che la Carta sia diventata un bonus generalizzato per le spese personali: rimane uno strumento vincolato alle categorie previste dalla legge.
LA GRANDE NOVITÀ: COMPUTER E SOFTWARE SOLO OGNI QUATTRO ANNI
È probabilmente la modifica che interessa maggiormente i docenti.
A partire dall’anno scolastico 2025/26, hardware e software possono essere acquistati in occasione della prima erogazione e successivamente con cadenza quadriennale.
Per chi aveva già ricevuto la Carta negli anni precedenti, il 2025/26 ha costituito la prima finestra del nuovo sistema. La norma dispone poi la cadenza quadriennale.
Il Ministero ha inoltre chiarito un particolare importante: il vincolo riguarda tutte le somme presenti nel portafoglio, comprese quelle residue. Non è quindi possibile aggirare il limite utilizzando nell’anno successivo vecchi residui per comprare nuovamente hardware o software.
Restano inoltre esclusi, secondo le indicazioni richiamate nello speciale, beni quali smartphone, stampanti, carta e toner.
CHE FINE FANNO I SOLDI NON SPESI?
Altro punto essenziale.
Le somme attribuite per il 2025/26 che non sono state utilizzate entro il 31 agosto 2026 non vanno automaticamente perdute: il credito residuo potrà essere utilizzato anche nell’anno scolastico successivo e, secondo le indicazioni attuali, entro il 31 agosto 2027.
Questo non elimina, però, il vincolo quadriennale relativo a hardware e software.
Occorre inoltre distinguere tra credito ancora disponibile e buoni già generati ma non utilizzati: questi ultimi possono essere soggetti a decurtazione/riaccredito secondo le procedure della piattaforma.
L’OBIETTIVO DELLA CARTA: FORMAZIONE O BONUS?
A dieci anni dalla sua introduzione, questo rimane il nodo culturale della misura.
La Carta non nasce come integrazione dello stipendio. La sua finalità è finanziare direttamente la crescita professionale del docente, riconoscendo che chi insegna deve poter continuare a studiare, aggiornarsi, acquistare strumenti culturali e tecnologici e partecipare alla vita culturale.
L’evoluzione normativa ha però evidenziato alcune contraddizioni: l’allargamento della platea ha reso il beneficio più equo nei confronti dei precari con contratti annuali, ma, a risorse complessive limitate, ha comportato una diminuzione dell’importo individuale.
Il passaggio dai tradizionali 500 euro ai 383 euro del 2025/26 rappresenta concretamente questo cambiamento.
LE DATE DA RICORDARE
15 settembre 2026 — prima riapertura della piattaforma per utilizzare i residui 2025/26 e gli importi riconosciuti con sentenza.)
31 agosto 2027 — termine indicato per utilizzare il residuo della Carta 2025/26, ferme restando le specifiche limitazioni previste per hardware e software.
Carta 2026/27 — la nuova attribuzione richiederà una successiva apertura; al momento non va confusa con quella del 15 settembre e non è opportuno indicare come certo né l’importo né la data dell’accredito finché non saranno ufficializzati.
Il consiglio operativo di Aetnanet
Dal 15 settembre il docente che dispone di un credito precedente dovrebbe innanzitutto accedere alla piattaforma e controllare saldo, provenienza delle somme e validità prima di generare nuovi buoni.
Particolare attenzione deve essere prestata da chi intende acquistare apparecchiature informatiche: la nuova cadenza quadriennale per hardware e software rende molto più importante programmare l’acquisto rispetto al passato.
🌐 Fonti consultate e metodo redazionale Aetnanet
Fonti principali: normativa istitutiva e successive modificazioni della Carta del Docente; disposizioni e decreto attuativo relativi all’anno scolastico 2025/26; piattaforma e chiarimenti del Ministero dell’Istruzione e del Merito; aggiornamenti sulla riapertura della piattaforma del 15 settembre 2026.
Fonti di verifica: documentazione normativa e amministrativa disponibile e ricostruzione aggiornata pubblicata da Orizzonte Scuola sulla riapertura, sui beneficiari, sui residui e sulle nuove limitazioni. (Orizzonte Scuola)
Metodo redazionale Aetnanet: le informazioni sono state confrontate e riorganizzate dalla redazione con finalità informativa e di servizio, privilegiando le fonti normative e istituzionali e distinguendo le disposizioni già vigenti dalle date o dagli importi non ancora definitivamente determinati.
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