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Martedì 18 Agosto 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
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Rassegna stampa

Autostrade senza caselli, il free flow è già attivo in Italia: come funziona e cosa rischia chi non paga

Il Free Flow è un sistema di riscossione del pedaggio senza barriere fisiche: al posto del casello ci sono dei portali sopraelevati con telecamere e sensori che leggono la targa (e l’eventuale dispositivo di telepedaggio) mentre l’auto passa senza rallentare.

Come funziona

Il portale legge targa, dimensioni del veicolo ed eventuale dispositivo di telepedaggio, mentre il pedaggio resta comunque da pagare anche se nessuno lo riscuote fisicamente. Chi ha Telepass, Unipolmove o Mooneygo viene addebitato come sulle tratte tradizionali; chi non ha questi dispositivi deve saldare entro 15 giorni, collegandosi ai portali web dei gestori, tramite app o presso punti fisici convenzionati.

Dove è attivo in Italia

Il sistema esiste in Italia da oltre dieci anni: la prima a utilizzarlo è stata Autostrada Pedemontana Lombarda nel 2015 (A36 e le tangenziali A59 di Como e A60 di Varese). Da allora si è esteso a:

  • A33 Asti-Cuneo (secondo tronco, tra Asti-Castagnito e Bra Marene-Cherasco)
  • Raccordo Ospitaletto-Montichiari (“Corda Molle”), la novità più recente: i portali sono entrati in funzione per la riscossione il 1° marzo 2026

Al momento il sistema copre meno di 200 chilometri su un totale di oltre 6.000 chilometri di autostrade a pagamento in Italia, quindi resta una diffusione marginale, anche se in crescita.

Cosa rischia chi non paga

Se non si dispone di dispositivi elettronici, bisogna verificare il transito e pagare entro 15 giorni. Il mancato pagamento entro i 15 giorni comporta un sollecito, a cui si aggiungono costi di notifica e spese di recupero credito; se anche dopo il sollecito il pedaggio non viene versato, la pratica può essere trasmessa alla Polizia Stradale.

Le sanzioni possono essere pesanti: multe fino a 344 euro e il ritiro di 2 punti dalla patente.

Il rischio principale, sottolineato da più fonti, è la disattenzione: non essendoci biglietto né alcuna operazione visibile durante il transito, chi percorre queste tratte occasionalmente può non accorgersi di essere passato in una zona a pedaggio e dimenticarsi di pagare. Per questo conviene informarsi prima di affrontare uno di questi tratti e controllare le modalità di pagamento previste dal gestore specifico.

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