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Voce alla Scuola

Un dono di amicizia. Alfonso Sciacca

Preparato come un dono agli amici in occasione del suo 80° compleanno, il preside Alfonso Sciacca ha arricchito il suo dono completando il volume “Memoriter et iucunde. quel che resta dell’amicizia” (Algra Editore) con altri scritti nei quali, dialogando con gli autori classici dell’antichità si recuperano messaggi e valori che durano nel tempo e sono ancora oggi attuali. Sono questi incisivi e preziosi messaggi che il preside Sciacca dona ai suoi ex ed ex alunni e quindi a tutti gli educatori e ai giovani di oggi.

Leggere il passato con gli occhi del presente e progettare il futuro alla luce dei valori” è una prassi che risulta sempre utile e preziosa per meglio comprendere e interpretare l’oggi.

La lezione dei classici nel volume del preside Sciacca si presenta nell’intreccio di uno scambio epistolare con un compagno di scuola, Gaetano, ora monaco dell’Abbazia benedettina di Orval).

Il volume che oscilla tra il romanzo epistolare e il saggio, intreccia memoria, ricordi, vita e moti dell’animo ne coglie i benefici e i vantaggi in riferimento, appunto dalla derivazione del verbo iuvo e quindi vantaggio e risorsa. I titoli in lingua latina e le ricercate espressioni linguistiche e metaforiche, quasi prosa poetica, testimoniano “quanto poca sia distanza tra l’antico e il moderno“, come si legge nel lembo della copertina che riproduce l’allegoria della Prudenza di Tiziano Vecellio, con le immagini di tre teste: il lupo, il leone e il cane, che simboleggiano il passato, il presente e il futuro.

Nel volume si celebra il dono dell’amicizia seguendo il Laelius di Cicerone, apportando personali integrazioni nella logica delle trasformazioni sociali e culturali del momento presente. L’amicizia non è solo riservata a chi ha il medesimo sentire, ma diventa dialogo, accoglienza, confronto e reciproca crescita.
L’incontro di presentazione presso l’Hotel Orizzonte di Acireale, ha proseguito la festa dal titolo “Insegnare è toccare una vita per sempre” che è stata celebrata in occasione del compleanno presso il Liceo Gulli e Pennisi, dove Sciacca è stato alunno, docente e preside.
Sono intervenuti come relatori Don Alfio Cristaudo, il prof. Carmelo Toscano, la prof.ssa Carmelinda Villari, esponendo ciascuno delle considerazioni di commento al testo evidenziando il ricco messaggio che intende trasmettere al lettore, mentre la prof. Carola Colonna ha letto con vivo coinvolgimenti alcune pagine del volume, nel quale l’Autore, “architetto della frase e funambolo del pensiero che segue la barra dritta dell’equilibrio della saggezza e del pensiero logico”, dialoga con il suo amico e compagno di scuola.

Molto apprezzata e ricca di commozione la lettura che il preside Sciacca ha donato, ricordando la “sublime leggerezza del trapasso” della sua mamma che oltre al dono della vita gli ha fatto conoscere e scoprire il mistero della vita.

La memoria è il teatro della vita di un uomo” e nel ricordo si rivivono emozioni e sentimenti. Ogni incontro di amicizia oltre ad accrescere la propria umanità diventa il paradigma dell’amicizia universale, sempre presente, anche se lontani fisicamente, quasi un’idea che muore, essendo il “corollario della vita“.
Come canta Dario Baldan Bembo: “l’amico è qualcosa che più ce n’e, meglio è“;
nutrirsi di amicizia alimenta il senso della vita e tutti hanno il diritto di vivere e bene.

Giuseppe Adernò



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