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Domenica 12 Luglio 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
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Alternanza Scuola Lavoro

Quando gli alunni di un liceo divengono promotori di cittadinanza attiva

Il Ministero dei Beni e delle attività Culturali e del
Turismo ha promosso nei primi giorni di settembre attività di
valorizzazione del patrimonio artistico culturale nazionale attraverso
la mediazione del pubblico scolastico. Il Liceo “G. Lombardo Radice” di
Catania vanta una pluriennale esperienza nel sensibilizzare i propri
studenti alla conoscenza, interazione, custodia e promozione del bene
culturale. La finalità di favorire la conoscenza del nostro patrimonio
culturale e di sostenere il diritto di partecipazione è stato obiettivo
lungimirante della dirigente prof.ssa Pietrina Paladino, che negli anni
ha promosso e favorito la  realizzazione di svariate 
proposte:

–  percorsi didattico-espositivi, quali la mostra “Il Parco va a
Scuola”;
–  percorsi storico-documentari, quali il progetto “Andar per
Icone e Altarini”;
–  laboratori di Digital Storytelling, tra i quali la
realizzazione del video “Si chiamava così” ;
–  tirocini e stage per la produzione di brochure divulgative,
quali quella Unesco di Militello val di Catania;
–  attività di alternanza scuola lavoro, con musei, biblioteche,
archivi e soprintendenze;
–  cicli di incontri, anche a carattere scientifico, come la
presentazione del volume “Il teatro greco romano di Catania e gli
spettacoli nell’antichità” frutto del progetto Scuola museo;
–  attività educative incentrate sui beni archeologici, tra le
quali tre progetti Erasmus ambientati tra le mura della Catania antica.

Proprio in questi giorni, agli studenti è stata offerta la possibilità
di svolgere attività formativa in una realtà diversa dall’aula così
come tradizionalmente intesa quale ambiente di apprendimento.

Gli alunni della V LA, che negli anni scorsi, nell’ambito di un
progetto di alternanza, avevano tradotto in lingua straniera le
brochure di alcuni monumenti della città, tra i quali la Rotonda, hanno
realizzato un progetto che li vede impegnati in prima persona
nell’adozione di un monumento.

Obiettivo primario è stato quello di presentare, con chiarezza ed
efficacia al potenziale turista/fruitore, il bene dal punto di
vista  artistico, storico e archeologico, riuscendo ad interagire
anche in lingua straniera. Tale competenza sarà poi trasmessa agli
alunni delle classi seconde del liceo, tra marzo e aprile, attraverso
la produzione di schede storico-artistiche dei monumenti e la
realizzazione di itinerari che faranno uso anche di tecniche  di
comunicazione multimediali.

Perché proprio la Rotonda?
Il monumento già complesso termale di epoca romana, dall’alto medioevo
fu sede di una delle più importanti chiese catanesi, dedicata a Santa
Maria e ricavata in quello che fu un calidarium o un ninfeo delle terme.

Danneggiato dai bombardamenti del 1943 e chiuso al culto, dal
dopoguerra il suggestivo edificio coperto da una grande cupola divenne
oggetto di ricerche archeologiche, sia al suo interno che nell’area
antistante l’ingresso, a sud.

Attraverso l’intervento realizzato  nel 2015 su fondi comunitari,
PO-FERS 2007-2013, sono state espropriate e demolite le abitazioni che
occupavano la parte settentrionale dell’isolato, parzialmente distrutte
dai bombardamenti del 1943. Il successivo scavo archeologico ha portato
in luce una vasta porzione del grande complesso antico comprendente un
castellum aquae, una corte marginata da esedre e quello che fu il
monumentale ingresso originario.

Il monumento così ingrandito e restaurato viene adesso restituito alla
città, insieme ad una nuova prospettiva della grande cupola, ora
visibile anche dall’alto.

Detto ciò, La Rotonda, in realtà è stata privilegiata per due motivi:
da un lato per la volontà di restituire questo spazio alla sua funzione
originaria, dall’altro per riscoprire, per poi ridare alla
cittadinanza, uno dei monumenti più antichi e simbolici di Catania.

I ragazzi partiranno dalle origini, dalla fondazione di Catania,
attraverso una narrazione completamente creata da loro.

Nell’educare i giovani ad affrontare i problemi della società attuale e
della tutela del patrimonio, come espressamente richiamato dal
principio costituzionale, il progetto si incentra sulla conoscenza del
territorio per acquisire consapevolezza del dovere di tutela. Sono
previste uscite ed è privilegiata la didattica di laboratorio, i lavori
di gruppo ed il cooperative learning. Gli studenti in tal modo
diverranno costruttori di un centro di ricerca  rivolto alla
crescita turistico-culturale del proprio territorio.

Sperimentare l’Antico è l’idea di base di questo progetto.
Il territorio della costa ionica offre, attraverso queste nuove
scoperte, un sito storico che andrà relazionato con l’ambiente
circostante, compreso il mondo della scuola che di esso è parte.
L’apertura della scuola al territorio, anche attraverso la sinergia con
un sito archeologico, può contribuire alla valorizzazione e alla
promozione del territorio.

Il progetto pluriennale ha sempre sensibilizzato gli studenti al
rispetto dei propri luoghi e beni culturali, avviandoli ad attività
semplificate di catalogazione per imparare a prendersi cura del
patrimonio attraverso atteggiamenti virtuosi di cittadinanza attiva e
consapevole.

Cosa ci ha spinti?
Un incontro per un primo avvicinamento al nostro patrimonio culturale,
per capire cosa viene indicato con tale definizione ed il pensiero ad
esso sotteso. Un percorso tra i concetti di “bene culturale” e “bene
paesaggistico”, tra materiale ed immateriale, tra cose immobili e
mobili, tra valori di tipo storico, artistico, archeologico, e più in
generale umanistico.

L’osservare da vicino e in concreto un segmento della propria storia,
anche attraverso passeggiate nei luoghi in cui l’acqua  è stata
elemento sacro, di piacere, di spettacolo, spingerà alla riflessione.

L’area archeologica della Rotonda sarà così una finestra privilegiata
attraverso la quale affacciarsi al nostro passato; sarà aula a cielo
aperto dove sperimentare una nuova conoscenza.

Appuntamento in primavera quindi, seguendo “la voce delle Acque”.

Il referente per i beni culturali
prof.ssa Marcella Labruna