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Università

Test d’ingresso a medicina, spreco di capitale umano

COME FUNZIONA IL MECCANISMO SPERIMENTALE
Purtroppo, il meccanismo con cui a settembre 2011 verranno aggregate le
graduatorie in via sperimentale per le facoltà di Medicina delle
università di Trieste e di Udine e, separatamente, per le due facoltà
di Medicina dell’università la Sapienza di Roma, non cambia pressoché
nulla rispetto al sistema precedente. Nel decreto ministeriale del 15
giugno scorso, il Miur ha infatti stabilito che le graduatorie per le
sedi aggregate verranno realizzate con il seguente meccanismo:
1. gli studenti sono liberi di sostenere il test in una qualunque
delle sedi aggregate (per esempio, a Udine o a Trieste);
2. dopo la pubblicazione di una graduatoria unica, gli studenti
dovranno esprimere le proprie preferenze tra gli atenei che fanno parte
dell’aggregazione;
3. i posti disponibili in una facoltà di Medicina saranno poi
assegnati ai migliori studenti al test che hanno espresso come prima
preferenza quella data facoltà: per esempio, a Medicina a Udine entrerà
prima chi ha il punteggio più alto tra coloro che hanno segnalato Udine
come prima scelta, fino a copertura dei posti, e poi eventualmente i
migliori che hanno indicato Udine come seconda preferenza, se ci sono
posti disponibili residui, e altrettanto accadrà a Trieste;
4. anche in caso di “ripescaggi”, verrà data la precedenza ai
migliori studenti che hanno indicato come prima scelta l’ateneo dove si
saranno liberati i posti.
Cerchiamo ora di capire con un esempio il (non)senso di questo
meccanismo. Per semplicità, supponiamo che ci siano quattro studenti
che desiderano studiare Medicina a Udine o a Trieste e un solo posto
disponibile in ciascuna di queste due università. I quattro studenti
sostengono la prova in una delle due sedi, che non è necessariamente
l’università dove preferirebbero iscriversi. Viene quindi pubblicata
una graduatoria unica per i quattro candidati. Ipotizziamo che il primo
studente in graduatoria realizzi 80 punti, il secondo 70, il terzo 60 e
il quarto 50; i primi due preferiscono Udine a Trieste e gli ultimi due
Trieste a Udine. A Udine verrà ammesso il primo studente nella
graduatoria aggregata, mentre a Trieste entrerà quello che ha
totalizzato 60 punti (cioè il terzo in graduatoria) e non invece lo
studente che, pur avendo conseguito un punteggio più alto (70 punti e
secondo in graduatoria), ha indicato Trieste come seconda scelta. Anche
se il terzo in graduatoria decidesse di non iscriversi a Medicina e
quindi si liberasse il posto a Trieste, questo verrebbe assegnato al
migliore dei non ammessi la cui prima preferenza è Trieste e cioè a
chi, nel nostro esempio, ha totalizzato 50 punti. In pratica, affinché
il secondo in graduatoria possa studiare Medicina è necessario che il
primo in graduatoria decida di non iscriversi a Medicina o che a
Trieste non si iscriva nessuno. La tabella 1 riassume l’esempio appena
proposto.
Tabella 1
 
 
 
Pertanto, l’unica vera differenza tra il meccanismo che sarà
sperimentato a settembre e il “vecchio sistema”, che continuerà a
essere utilizzato in tutte le altre università, è che il primo permette
di sostenere il test in un’università e di fare domanda di ammissione
in un’altra sede, mentre il secondo obbliga uno studente a sostenere il
test nella sede dove poi intende studiare. In sostanza si risparmia
qualche biglietto del treno (ovviamente non nel caso delle due facoltà
di Roma).

TEST UNICO PER MEDICINA E ODONTOIATRIA

Il decreto ministeriale del 15 giugno introduce però una seconda
novità: l’utilizzo, per ciascuna università, di un unico test per
Medicina e chirurgia e per Odontoiatria e protesi dentaria. Fino
all’anno scorso, l’accesso a Medicina e a Odontoiatria veniva decretato
sulla base dei risultati di due test differenti, somministrati in due
giorni consecutivi. Pertanto, chi non era ammesso a Odontoiatria,
poteva sperare di iscriversi a Medicina (o viceversa) se in possesso di
un punteggio adeguato nel test per Medicina. Se l’utilizzo di un unico
test per entrambi i corsi di laurea sarà gestito come per la
sperimentazione delle facoltà di Medicina di Udine e Trieste (il
decreto ministeriale non descrive in dettaglio come ciò accadrà
effettivamente), allora avremo un sicuro peggioramento: diversamente
dall’anno scorso, un buon candidato respinto a Odontoiatria non potrà
più iscriversi a Medicina o viceversa. Se invece, a fronte del test
unico, le graduatorie per Odontoiatria e Medicina rimarranno separate e
ciascun candidato, dopo
aver segnalato il proprio interesse in tutti e due i corsi di laurea,
verrà ins rito automaticamente in entrambe, allora non avremo una
perdita di efficienza e torneremo in sostanza al vecchio sistema,
eliminando però la necessità di somministrare due test differenti. In
pratica, per capire se l’utilizzo di un unico test per Medicina e
Odontoiatria comporterà solo minori spese o invece genererà anche
perdite di efficienza, è necessario aspettare che il ministero descriva
in dettaglio il funzionamento del meccanismo di ammissione ai due corsi
di laurea. È però chiaro che il meccanismo delle graduatorie aggregate
fa temere il peggio, e cioè che a entrare a Medicina e Odontoiatria non
saranno i migliori in assoluto al test, ma i migliori che avranno
indicato rispettivamente in Medicina e Odon
toiatria la propria prima preferenza.
A parziale credito del Miur va detto che l’introduzione di una
graduatoria unica per Medicina o Odontoiatria presenta una serie di
problemi non banali (per esempio, tempi tecnici lunghi, problemi
legali). Ciononostante, non è impossibile trovare sistemi alternativi
che consentano davvero agli studenti di presentare domanda di
ammissione in più sedi universitarie e che possano inoltre funzionare
in tempi tecnici ristretti. Al contrario, il meccanismo di aggregazione
delle graduatorie che verrà sperimentato a settembre non cambia nulla
rispetto al vecchio sistema e si fa dunque fatica a capirne la ragione
d’essere. Come se ciò non bastasse, l’introduzione di un test unico per
Medicina e Odontoiatria potrebbe addirittura peggiorare un sistema che
già ora non brilla per efficienza.