La Global Commission on Drug Policy, organismo internazionale più importante in materia di droga, ha presentato a New York il suo rapporto annuale lasciando un po’ tutti sorpresi.
Obiettivo principale della Commisione internazionale, della quale fanno parte i ‘big’ del mondo della politica, dell’economia e della cultura mondiale a partire dall’ex segretario generale dell’Onu Kofi Annan fino ad arrivare a Ferdinando Cardoso, George Schultz, George Papandreu, Paul Volcker, Mario Varga Llosa e Branson, è quello di invitare l’Onu ad un ”urgente” ripensamento delle politiche antidroga e fermare anche l’offensiva contro le organizzazioni criminali condotta dagli Usa fin dai tempi di Richard Nixon, ridimensionando i reati che riguardano l’uso di stupefacenti.
Nel documento si legge che ”la lotta globale alla droga ha fallito, con conseguenze devastanti per gli individui e le società di tutto il mondo”. Secondo i membri della commissione i cinquant’anni di proibizionismo contro le droghe non hanno portato a nessun risultato e la strada da seguire è quella della legalizzazione, almeno per la cannabis.
Sottolineando che “iniziative del genere non portano a un aumento del consumo di droghe” dal momento che il “proibizionismo non ha impedito una continua crescita dei consumatori abituali di droga”. A confermarlo alcuni dati – esposti nel rapporto – che dimostrano che solo negli ultimi dieci anni l’uso di oppiacei è salito del 35%, quello della cocaina del 27% e dell’8,5% quello di marijuana e derivati.
Secondo la petizione internazionale, l’ecstasy – attualmente considerata come sostanza stupefacente di classe A – “potrebbe essere riclassificato in linea con le opinioni mediche secondo le quali è molto meno pericoloso di sostanze legali come alcol e nicotina”. (da http://www.agenziaradicale.com di Serena Guerrera)

