Vai al contenuto
Domenica 12 Luglio 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
11.169 utenti registrati · 704 mln di pagine viste
Spesa pubblica

Anche il Val d’Aosta la protesta dei docenti è motivata, ma contro le politiche del Miur

Recentemente
i vertici dell’Assessorato all’istruzione hanno presentato, sulla
rivista “ l’école valdotaine” e  agli Organi di stampa, la
situazione attuale della scuola valdostana, sottolineando come nelle
scuole della  Regione si sia realizzata una inversione di tendenza
rispetto ai tagli effettuati in campo nazionale e ribadendo  la
maggiore sensibilità e disponibilità della Regione stessa in materia di
scuola e formazione.
Sicuramente in queste affermazioni c’è del vero: negli ultimi anni in
Valle d’Aosta sono state fatte scelte che  hanno qualificato
l’offerta formativa della scuola, spesso coniugando con questa anche la
salvaguardia  dell’occupazione (si veda ad esempio l’approvazione
della legge “Charles” del 2005 che ha mantenuto il  moduli nella
primaria e l’orario intero nella scuola media o la coraggiosa legge
53/94 che con l’introduzione  delle norme statutarie nella scuola
media ha fortemente incrementato l’ organico di questo settore).
Negli anni più recenti l’incremento dell’organico è stato causato più
da un aumento della popolazione  scolastica che non da interventi
legislativi (se si eccettuano l’accordo per l’utilizzo di tutte le
risorse della  l.r. 18/2005 anche nella scuola media e l’avvio dei
corsi di scuola media con strumento musicale).
Anzi l’applicazione della riforma Gelmini nella scuola superiore, al di
là delle rassicurazioni, ha causato e  causerà nei prossimi anni
la perdita di parecchie cattedre e posti di lavoro. Naturalmente non si
può ascrivere all’Amministrazione regionale la colpa di una riforma,
come quella della Gelmini, che sta  distruggendo la scuola
pubblica in Italia e purtroppo anche in Valle d’Aosta.
Sulle dichiarazioni dell’Assessore vorremmo invece soffermarci, perché
il titolare dell’Istruzione non si  limita a sottolineare
l’impegno dell’Amministrazione nel settore, ma interviene anche sulle
recenti proteste  degli insegnanti (in particolare con il
boicottaggio delle gite scolastiche) secondo lui immotivate in
Valle  d’Aosta e fautrici di tensioni all’interno della scuola.
Vorremmo rassicurare l’Assessore e aggiungere qualche informazione: la
protesta degli insegnanti è più che  motivata, anche in Valle
d’Aosta. Anche a questi insegnanti è stato congelato il contratto per
tre anni e sono  stati aboliti gli aumenti, anche loro perdono
soldi quando si ammalano (anzi ne perdono molti di più dei 
colleghi di fuori Valle), anche loro sono indignati per le cose che
questo Ministro sta facendo alla scuola  pubblica e per quello che
il Presidente del Consiglio dice sulla scuola e su chi ci lavora.
Sinceramente di motivi per protestare ce ne sono tanti che avanzano.
Aggiungiamo che, salvo casi isolati, le
altre componenti della scuola (famiglie e studenti) forse non sono
state felici per queste forme di protesta ma  ne hanno in
maggioranza capito le ragioni, più di quanto sembra aver fatto
l’Assessore.
Anche per questo invitiamo i colleghi ad aderire allo sciopero generale
proclamato dalla CGIL per il  prossimo 6 maggio.
Infine pur ribadendo la nostra disponibilità per l’individuazione di
ulteriori strumenti per garantire la  qualità della scuola
valdostana e valorizzare la professionalità dei docenti, vogliamo
ricordare, rispetto ad  alcune ipotesi formulate dall’Assessore
relativamente al riconoscimento del merito (e chi lo fa e su che 
cosa?) o con l’aumento dell’orario di lavoro, che su queste materie ci
sono le sedi opportune ed i soggetti  competenti con cui
discutere, visto che si tratta di diritti e doveri sanciti
contrattualmente.

Flc CGIL Valle d’Aosta