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Domenica 12 Luglio 2026 |
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Voce alla Scuola

Tutti pazzi per il latino: riflessioni dopo un corso svolto nella Scuola media presso l’artistico di Giarre

Rosa-
rosa –rosa …  ma com’è difficile il Latino! Declinazioni?!  A
che serviranno? Ma perché studiare il Latino? A quale scopo se non si
utilizza per comunicare oggi? … Quanti studenti,  nel corso dei
loro studi,  hanno formulato tali desolanti pensieri e quanti tra
loro si sono convinti di aver subito l’apprendimento del Latino solo
come  processo di arida acculturazione di quella  lingua
“morta” che giammai potrà diventare “viva” …?  Quanti casi di
pazzia indotta! Gli annali scolastici ne annoverano frequentissimi!
La scuola si interroga, allora, sulle possibili cause di siffatta 
indisposizione: mediocre livello di  docenza o  scadente
gradimento, da parte dell’utenza, di una disciplina considerata
assolutamente  anacronistica  nell’era  della
comunicazione globale?
La ricerca delle risposte implica, inevitabilmente, una riflessione,
tra gli addetti ai lavori, sull’uso delle  metodologie didattiche:
eccessivo nozionismo,  sporadici  parallelismi
interlinguistici tra lingua madre e discendenze neolatine, 
occasionali cenni alla storia e alla civiltà di riferimento,
insufficienti informazioni  sulla spendibilità del patrimonio
antico come risorsa?  Dispiace ammetterlo, ma è proprio questo il
“male“ che genera  la tanto diffusa intolleranza al Latino e 
che fiacca gli  animi  degli studenti! Essi, infatti, avvezzi
alla cultura dell’io, amano solo ciò che sentono proprio, ciò con cui
possono creare un rapporto di continuità e di interattività, non amano
interloquire con ciò che non riescono a sentire  inerente alle
loro aspettative finché non riescono a  individuarne un 
senso.  Vogliono essere protagonisti. Solo questo li stimola e poi
li entusiasma!  Invece, cozzando, spesso,  con le difficoltà
delle regole morfologiche e sintattiche avulse da contesti di concreto
riferimento e con le “astrusità” ad esempio del pensiero filosofico di
Seneca finiscono col lanciare improperi all’indirizzo di quel …
di  Seneca e del prof. che  propina lezioni inutili e
noiose!   Bisogna, dunque, cambiare direzione, dare a Cesare
ciò che è di Cesare: ridare al Latino quel  valore, quel quid che
è imprescindibile per potere coinvolgere i giovani, per renderli 
interpreti del sapere   e per poterli convincere che 
conoscere e comprendere il vissuto culturale serve a partecipare il
presente in maniera consapevole. È dal mondo latino che deriva la 
nostra civiltà occidentale europea ed è nella lingua latina che ritrova
le  origini colui che abbia a piacere indagare  sulla
derivazione etimologica di una buona parte delle parole della lingua
italiana e persino del dialetto siciliano … Non si può essere cittadini
di un mondo globale di cui si sa nulla o poco più di qualche nozione!
Rimodulare la didattica del latino: ecco, allora,  come
intervenire per rendere la studio interessante, intricante,
coinvolgente, utile  ed anche divertente e  ciò sulla
base  di progetti altamente formativi  volti alla ricerca
dell’identità culturale di ciascuno  sia come crescita della
coscienza civica  sia come scoperta dell’immensità dei valori che
ne  possono derivare alla persona.
 E se i ragazzi amano solo le virtualità’?! Bene, facciamo vivere
loro un viaggio virtuale alla scoperta dei preziosi elementi e
strumenti della comunicazione dall’antichità ad oggi e facciamo 
carpire loro quali  nodi interlinguistici e interculturali ci
siano tra il Latino, caput mundi antiqui e le civiltà neolatine che
costituiscono, invece, l’inizio, per così dire,  della “modernità
culturale”. 
Già, a partire dalla scuola secondaria di primo grado, lo studio della
disciplina,  strutturato secondo  tali modalità, potrà
predisporre i ragazzi all’apprendimento attivo e potrà favorire,
anche,  una scelta consapevole e giustamente orientata del
percorso scolastico  successivo.
 Forza, ragazzi,  il Latino vi conquisterà, vi sorprenderà
con le sue innumerevoli curiosità  e non vi darà più
“abbentu”!  Una forma dialettale siciliana?! Perché mai? Cosa
c’entra il dialetto siciliano con il Latino? Sapevate che la civiltà
latina ha lasciato tacce persino nelle parlate regionali? Abentu deriva
dal sostantivo latino adventus che significa arrivo e quindi indica
condizione di riposo  ed è presente anche nel dialetto napoletano
nella forma  abbiento …
 Saperne ancora di più è possibile  … basta
indagare,   condividere  e valorizzare le nostre
origini!

 Gabriella
Sorbello

sorbello.gabriella@yahoo.it