L’autonomia avrebbe dovuto innalzare la qualità della scuola italiana.Il passaggio da PRESIDE didattico a Dirigente Scolastico avrebbe dovuto dare un’accelerazione alla dinamica gestionale della scuola.L’autonomia dallo stato centrale avrebbe dovuto meglio integrare la scuola al territorio, creando una sinergia fra scuola e società civile.Insieme al Dirigente Scolastico sono nate anche le funzioni obiettivo (oggi funzioni strumentali), che si sarebbero dovute occupare del buon funzionamento della scuola.Queste figure avrebbero dovuto, dietro compenso del fondo d’istituto, occuparsi della gestione del POF, delle attività extra-curricolari e parascolastiche, dell’orientamento e il recupero, dell’area delle nuove tecnologie ecc…..
Lucio Ficara (Presidente Provinciale di Proteo Fare Sapere Reggio Calabria)
In teoria,l’autonomia, avrebbe dovuto condurre la scuola italiana a livelli di eccellenza. Io penso, e credo sia condivisibile, che invece, la scuola italiana stia vivendo uno dei periodi più bui della storia repubblicana. L’AUTONOMIA ha fallito, o almeno questa autonomia ha fallito.Non sono per nulla d’accordo sul fatto, e mi riferisco all’articolo pubblicato su http://www.italiafutura.it, che i nostri dirigenti non riescano a far funzionare la scuola perchè hanno un problema di autorità.Dire che i Dirigenti Scolastici, hanno la palla al piede del collegio dei docenti e che essendo “primus inter pares” non possano dare merito ai meritevoli, mi sembra una cosa priva di fondamento. E’ come la storia dei vari governi Berlusconi, prima, il nostro premier non è riuscito a governare per colpa della magistratura politicizzata, che ha causato il famoso ribaltone, poi non è riuscito a centrare i punti del programma (esposti nel salotto di Vespa) a causa dell’attentato del 11 settembre 2001 e dell’ostruzionismo dell’alleato Casini , oggi la causa dei mali della politica sono la crisi economica globale e il presidente Fini ….. insomma la colpa è sempre degli altri o degli eventi sfavorevoli, mai ci si assume una propria responsabilità. Credere che la scuola dell’autonomia funzioni solo se si facciano le riforme degli organi collegiali e si formino le fasce per la posizione giuridica dei docenti è come pensare che avere un super-premier con poteri amplificati, risolva i problemi dell’Italia.Non mi pare che Sarkozy, che ha molti più poteri , faccia funzionare lo Stato Francese efficacemente.Tornando alla nostra scuola, ritengo che i dirigenti scolastici hanno un notevole potere, che tra le altre cose usano non sempre in modo corretto.La monocraticità dei Dirigenti Scolastici, potrebbe nella migliore dell’ipotesi sfociare in un personalismo autocratico, se non addirittura in delirio di onnipotenza! Mi piacerebbe che si riflettesse con attenzione e ci si ponesse la domanda se il concedere poteri forti ad un Dirigente Scolastico, sia un bene per la scuola o , come io penso, visto la mediocrità culturale dei nostri tempi, sia un male che porterebbe le lancette del tempo a periodi storici in cui le gerarchie e gli assetti organizativi piramidali davano l’idea che tutto funzionasse, mentre nulla funzionava. L’idea di creare una riorganizzazione gestionale delle scuole secondo il modello “Aprea”, in cui non esistono contrappesi e in cui i sindacati vengono emarginati, in nome del buon funzionamento della scuola italiana, mi sa tanto di un’idea “gattopardesca” dove si finge di fare qualcosa per il bene della collettività, mentre si fa il bene di una stretta e selezionata oligarchia.
Lucio Ficara (Presidente Provinciale di Proteo Fare Sapere Reggio Calabria)


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