Oggi si chiede all’intellettuale un impegno totale e non di chiusura corporativistica.
Oggi si chiede all’uomo di cultura di essere capace di trasferire la sua esperienza sul terreno della utilità comune.
Oggi non si può più stare a guardare ! Non servono le esercitazioni accademiche o la sterile aristocrazia di un linguaggio incomprensibile o scarsamente comprensibile ai più. Servono parole chiare e pesanti come pietre, capaci di colpire e penetrare nei cervelli della gente per mutarli!
Il Paese ha bisogno di una classe intellettuale seria e coraggiosa, forte e sincera, che creda nei valori della verità e della giustizia. e che si faccia leale interprete dei bisogni reali della classe operaia!
Nuccio Palumbo
Redazione
Oggi non si può più stare a guardare ! Non servono le esercitazioni accademiche o la sterile aristocrazia di un linguaggio incomprensibile o scarsamente comprensibile ai più. Servono parole chiare e pesanti come pietre, capaci di colpire e penetrare nei cervelli della gente per mutarli!
Il Paese ha bisogno di una classe intellettuale seria e coraggiosa, forte e sincera, che creda nei valori della verità e della giustizia. e che si faccia leale interprete dei bisogni reali della classe operaia!
S’impone oggi la necessità di ribadire e rispiegare con forza che c’è un forte e irrinunciabile rapporto tra fatto politico-sociale e fatto culturale ! Bisogna ritornare a una concezione unitaria delle attività dell’uomo.
La classe politica -dirigente attuale sembra avere disatteso codeste necessità.
Bisogna riscoprire nella politica quella tensione etica –ideale senza la quale ogni progettualità politica è destinata a fallire miseramente nel labirinto dei calcoli utilitaristici, degli egoismi e delle razzie e, ancor peggio, ad alimentare la sfiducia nelle istituzioni democratiche, la corruzione e il disgregamento del tessuto sociale a tutto danno delle classi più deboli.
Nuccio Palumbo


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