È questa la sensazione di
chi ha partecipato sabato 6 giugno al Gran Galà 2026 del
Convitto
Nazionale Mario Cutelli di Catania. “Il posto è già pura
magia”, ha ben
spiegato il sindaco della città Enrico Trantino, intervenuto alla
magnifica
manifestazione, “e qui sto facendo un rifornimento di emozioni che mi
serviranno come dose di adrenalina per i prossimi giorni. […] State
nutrendo le
nostre emozioni e la nostra forza di credere che esiste veramente una
Catania
migliore”. I protagonisti sono stati gli studenti e le studentesse di quinto anno del Liceo Classico Europeo che hanno concluso così il loro percorso in questa scuola che non è stata solo istituzione scolastica ma anche famiglia, luogo di condivisione, di giornate impegnative e felici dove i ragazzi hanno incontrato la conoscenza, l’umanità, la solidarietà e quindi lo stare insieme facendo squadra, collaborando, pranzando in refettorio: giornate vissute che non potranno essere archiviate e che costituiranno la formazione del modus vivendi ed operandi di questi giovanissimi allievi.
Una serata che ha riservato, quindi, commozione, meraviglia e diletto ai presenti ovvero ai genitori, agli studenti, ai docenti delle discipline, ai docenti educatori, ai collaboratori scolastici, allo staff della presidenza e alla nostra rettrice prof.ssa Anna Spampinato che ha permesso tutto ciò e che ha sottolineato nell’introduzione, rivolgendosi agli alunni, “Voi portate con voi un pezzo di Convitto nel cuore. Il Convitto è casa”.
In apertura é intervenuto il duo Sette corde per essere felici con l’esaltante brano In tempo per sognare e poi tutto il galà è stato animato dagli inframezzi della band del Convitto che ha inaugurato le sue esibizioni canore con It's wonderful di Paolo Conte.
Ed ecco il momento centrale della serata: le note di Grammofon della Belarusian Radio and Television Orchestra hanno invaso l’incantevole Cortile Vaccarini e i nostri studenti sono scesi dallo scalone monumentale in coppia, dame e cavalieri, emozionatissimi. Occhi lucidi e sorrisi radiosi di chi sa e conserva nel cuore ricordi preziosi racchiusi nella corte rotonda: cinque anni di amicizie, risate e pianti, ascolto e parole, libri e studio, facce nuove e ritrovate, docenti e voti, docenti educatori e confidenze, aule e collaboratori scolastici, armadietti e chiavi, campanelle e risate … Un mondo che si è aperto in quel patio prezioso, come nel gioco dei fiori di carta nell’acqua ne Alla ricerca del tempo perduto di Marcel Proust in cui piccoli pezzi informi prendono vita: la carta si distende ed espande, rivelando forme riconoscibili ovvero volti, aule, banchi, quaderni, libri, cornetti fumanti … Fra i volteggi studiati con attenzione, sotto l’attenta guida della prof.ssa Abramo e della maestra di danza Valeria Catania, emergevano e si libravano gli abiti ricercati con le loro tinte delicate o accese, misti alle luci colorate che ravvivavano le archeggiate.
E poi, dopo L’emozione non ha voce di Adriano Celentano, è stata la volta del tango Cafe Dominguez dei Tango Bardo, un pezzo fra tradizione e sound moderno, elegante, dal ritmo incalzante: i nostri giovani ballerini erano in immersi nella sua energia travolgente ma anche avvolti nell’atmosfera pur nostalgica della danza.
E ancora la band con Valerie di Amy Winehouse, If I Ain't Got You di Alice Keys, Skyfall di Adele, A me mi piace u blues di Pino Daniele, Cinque giorni che ti ho perso di Michele Zarrillo, Can’t Help Falling in Love di Elvis Prestley e, per finire, Libertango di Astor Piazzolla, brano che spoglia il tango dai suoi stereotipi trasformandolo in una composizione dalle forti venature jazz contemporanee e che ha trascinato la platea.
Davvero coinvolgente questo gruppo musicale composto da Fabrizio Barbagallo (voce e piano), Alfio Signorello (piano), Marco Papale e Tommaso Consoli (batteria), Francesco Longo (sassofono e voce), Francesco Spina (chitarra), Lorenzo Rindone (basso) e le voci di Eloisa Cicciarella, Elena Sciré, Riccardo Villari e Claudia Galati.
Infine, il consueto cerchio dei maturandi che hanno intonato Notte prima degli esami di Antonello Venditti nel portico, sotto i sedici archi a tutto sesto e il riflesso dei pilastri cruciformi e, sullo sfondo, quasi ad osservarli dall’alto piangere ed emozionarsi, le statue del Tempo e della Fama.
Sono passati tanti anni da quando, per iniziativa delle prof.sse Sandra Di Maria e Cinzia Nigro, il Gran Galà del Convitto ha preso vita: ormai è divenuto tradizione e momento indimenticabile per tutti i nostri maturandi e li arricchisce di competenze trasversali preziose come l’empatia, la conoscenza, la collaborazione, la leadership, il gioco di squadra.
“Per aspera ad astra”, ragazzi! È stato bello crescere insieme!
Prof.ssa Giusy Gattuso





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