Vai al contenuto
Domenica 12 Luglio 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
11.169 utenti registrati · 704 mln di pagine viste
Progetti PON

IL PM SI OPPONE ALL’ASSOLUZIONE DELLA PROF

L’insegnante aveva obbligato l’alunno a scrivere 100 volte "sono un deficiente"
Il ragazzo era stato punito perchè aveva dato del "gay" a un suo compagno di classe
"Un metodo da rivoluzione culturale cinese"
Il pm contro l’assoluzione della prof
Per l’accusa è stata violata la Convenzione di Ginevra che vale non solo per i detenuti
ma per "ogni essere umano sottoposto a potere o autorità"

PALERMO – "Far scrivere ad un alunno sono un deficiente è comunque un trattamento degradante, in contrasto con l’articolo 3 della Convenzione di Ginevra". Con questa motivazione il pm di Palermo Ambrogio Cartosio ha presentato appello contro la sentenza di assoluzione dell’insegnate processata per avere punito, obbligandolo a scrivere 100 volte sul quaderno "sono un deficiente", un alunno, che aveva dato del ‘gay’ a un compagno di classe.

 "Il sistema adottato dalla docente per correggere lo studente – ha scritto il magistrato – è consistito nel costringerlo a insultarsi e rendere pubblica la propria autocritica: un metodo da rivoluzione culturale cinese del 1966".

 La professoressa, che insegna in una scuola media, era stata imputata di abuso di mezzi di correzione e lesioni.
 Il sostituto procuratore, nelle 37 pagine del ricorso, fa riferimento anche all’articolo 3 della Convenzione di Ginevra "che tra l’altro dice che nessuno può essere sottoposto a trattamenti degradanti".

 "La Convenzione – scrive Cartosio – non si applica solo ai comportamenti sui detenuti dovendosi interpretare il termine ‘nessuno’ come riferito a qualunque essere umano sottoposto al potere o all’autorità di qualcuno".

(9 luglio 2007)