Il confronto sui dati originali Eurydice 2024/2025 e sulle più recenti rilevazioni Eurostat e OCSE. Aetnanet ribadisce il proprio impegno per retribuzioni adeguate alla professionalità e alle responsabilità degli insegnanti.
7 novembre 2026 – Redazione Aetnanet
La distanza retributiva che separa i docenti italiani da quelli di diversi Paesi europei è una questione di politica scolastica che richiede decisioni, finanziamenti e tempi definiti. Aetnanet sostiene con convinzione e tenacia l’adeguamento degli stipendi degli insegnanti: un obiettivo da tradurre in un programma pluriennale capace di restituire valore economico alla professione e renderla più attrattiva.
Per sostenere questa richiesta occorrono confronti rigorosi. La nostra indagine parte dalle tabelle originali di Eurydice, aggiornate nel luglio 2026 con i dati dell’anno scolastico 2024/2025, e le integra con le rilevazioni Eurostat e con la scheda italiana di Education at a Glance 2026 dell’OCSE.
34.213 euro contro 41.464: il dato Eurostat riguarda tutti i dipendenti
Il recente confronto rilanciato da Orizzonte Scuola riporta per il 2025 uno stipendio medio annuo di 34.213 euro in Italia contro 41.464 euro nell’Unione europea. La verifica dell’archivio Eurostat nama_10_fte conferma gli importi: lo scarto è di 7.251 euro, pari a circa il 17,5% della media UE.
Queste cifre riguardano però l’insieme dei lavoratori dipendenti, con retribuzioni riportate al tempo pieno. Non rappresentano lo stipendio medio degli insegnanti. Il comunicato Eurostat del 6 novembre 2026, che arrotonda la media UE a 41.500 euro, precisa inoltre che i valori non sono corretti per l’inflazione. Il dato descrive il contesto salariale italiano; per esaminare la scuola serve un’altra fonte.
Il confronto tra docenti: stesso livello scolastico e stessa fase della carriera
Eurydice raccoglie informazioni su retribuzioni contrattuali, stipendi effettivi, indennità e progressioni. Il portale copre 39 sistemi educativi in 37 Paesi. Per questa analisi abbiamo selezionato dalla tabella T_1 i docenti della secondaria di primo grado, a tempo pieno, pienamente qualificati e con la qualifica minima richiesta nel rispettivo sistema.
La tabella mostra una selezione di Paesi dell’area euro, ordinati per stipendio iniziale. Gli importi sono lordi annui in euro nominali, arrotondati all’unità. Non sono stipendi netti, né valori corretti per il costo della vita, né la media di quanto percepiscono tutti i docenti del Paese.
| Paese | Inizio carriera | Dopo 15 anni | Vertice della scala |
| Lussemburgo | 92.441 € | 127.514 € | 160.683 € |
| Germania | 66.461 € | 78.436 € | 86.186 € |
| Paesi Bassi | 48.975 € | 85.499 € | 99.994 € |
| Finlandia | 39.591 € | 48.568 € | 51.482 € |
| Spagna | 39.294 € | 45.572 € | 56.077 € |
| Francia | 34.945 € | 39.273 € | 54.861 € |
| Italia | 27.079 € | 32.892 € | 40.309 € |
| Portogallo | 25.101 € | 31.874 € | 52.669 € |
Fonte: elaborazione Aetnanet sui dati originali EACEA/Eurydice, aggiornamento 2024/2025, foglio T_1, livello ISCED 24, qualifica “Minimum”. Scarica il dataset originale. Le qualifiche di accesso e le regole contrattuali differiscono tra sistemi. Il vertice non viene raggiunto dopo lo stesso numero di anni. I dati descrivono il periodo di riferimento e non una fotografia delle buste paga di novembre 2026; eventuali rinnovi successivi devono essere esaminati separatamente.
La distanza riguarda l’ingresso e lo sviluppo professionale
La selezione mostra un ritardo italiano rispetto a diversi sistemi europei di riferimento. Mostra anche perché non basta uno slogan sulla posizione in classifica: il Portogallo parte da un livello inferiore a quello italiano e raggiunge un massimo più elevato. Stipendio iniziale e prospettiva di carriera vanno letti insieme.
Il foglio T_1b dello stesso archivio indica 35 anni per raggiungere il vertice della scala in Italia, contro 12 nei Paesi Bassi e 20 in Finlandia, per il profilo selezionato. Sono differenze che aiutano a comprendere quanto contino la distribuzione degli aumenti nel tempo e le opportunità economiche offerte nelle prime fasi della vita lavorativa.
Un sistema che richiede qualificazione elevata e aggiornamento continuo deve offrire una prospettiva retributiva coerente con queste richieste. Per Aetnanet l’adeguamento deve interessare sia l’ingresso nella professione sia lo sviluppo successivo.
Euro e potere d’acquisto: due confronti diversi
Un confronto internazionale completo richiede di affiancare agli euro nominali gli standard di potere d’acquisto, indicati come SPA o PPS. Questi ultimi correggono le differenze nei livelli dei prezzi e consentono di valutare meglio ciò che una retribuzione permette di acquistare nei diversi Paesi.
Un importo espresso in PPS non va presentato come una somma in euro da leggere in busta paga. Occorre inoltre distinguere lo stipendio contrattuale di una specifica fase della carriera dalla retribuzione effettiva media, che risente anche dell’anzianità e delle componenti aggiuntive. Il netto mensile richiede ulteriori informazioni fiscali e personali.
Gli approfondimenti INDIRE del 2023 restano utili per comprendere questi criteri, ma analizzano il 2021/2022. Per descrivere il quadro più recente abbiamo utilizzato l’aggiornamento Eurydice 2024/2025, annunciato da Eurydice Italia il 9 luglio 2026. La precisione nella lettura dei dati rafforza la rivendicazione salariale.
OCSE: in Italia la docenza perde anche nel confronto con gli altri laureati
La scheda Italia di Education at a Glance 2026, pubblicata il 29 settembre, segnala che gli insegnanti della scuola dell’infanzia guadagnano mediamente il 36% in meno degli altri lavoratori con istruzione terziaria; per quelli della secondaria di primo grado il divario è del 33%. Sono indicatori diversi da un confronto con la media salariale europea e vanno letti con le rispettive note e annualità di riferimento.
La stessa scheda riporta i risultati TALIS 2024: in Italia si dichiara soddisfatto del proprio stipendio il 22,6% dei docenti della secondaria di primo grado, contro il 38,7% nella media OCSE. L’OCSE riconosce anche i recenti interventi italiani sulle retribuzioni. Il loro impatto sul divario richiederà riscontri nei dati successivi.
La proposta di Aetnanet: un piano pluriennale con risorse certe
Aetnanet persegue con tenacia l’adeguamento degli stipendi dei docenti e ritiene che il confronto europeo debba diventare un riferimento stabile della politica salariale. Proponiamo un percorso fondato su cinque impegni verificabili:
- Definire un obiettivo pluriennale di convergenza. Il Governo e le parti sociali devono individuare indicatori, Paesi di confronto, tappe e finanziamenti. Una generica promessa di “stipendi europei” non consente di misurare i risultati.
- Rafforzare stabilmente la retribuzione ordinaria. Gli aumenti strutturali devono permettere di recuperare potere d’acquisto e ridurre le distanze. Arretrati e somme una tantum vanno esposti separatamente dagli incrementi continuativi.
- Rendere più consistenti le prospettive economiche iniziali. Le progressioni devono sostenere anche chi entra nella scuola e costruisce la propria autonomia familiare e professionale.
- Retribuire adeguatamente il lavoro aggiuntivo. Coordinamento, tutoraggio, progettazione e responsabilità organizzative richiedono riconoscimenti trasparenti e finanziati, insieme alla valorizzazione dell’attività ordinaria.
- Pubblicare ogni anno un monitoraggio accessibile. Il confronto deve distinguere livelli scolastici, anzianità, lordo contrattuale, retribuzioni effettive e potere d’acquisto, chiarendo quali rinnovi siano già incorporati nelle statistiche.
Il valore della scuola deve trovare riscontro negli stipendi
La professionalità docente sostiene l’apprendimento, l’inclusione e la crescita culturale delle nuove generazioni. Richiede preparazione disciplinare, capacità educativa, valutazione, collaborazione e formazione continua. Il suo riconoscimento economico deve essere all’altezza di questo lavoro.
Aetnanet continuerà a sostenere l’adeguamento retributivo e a verificare, attraverso le fonti istituzionali, la distanza tra gli impegni annunciati e i risultati ottenuti. Chiediamo che il confronto europeo entri nelle scelte di bilancio e nella contrattazione con un programma esplicito e finanziato.
L’adeguamento degli stipendi dei docenti deve diventare un impegno pubblico misurabile: risorse certe, tappe definite e una verifica annuale del divario.
Fonti e metodo
- Commissione europea/EACEA/Eurydice, Teachers’ and school heads’ salaries and allowances in Europe, aggiornamento 9 luglio 2026; dataset originale, fogli T_1 e T_1b.
- Eurostat, Average full time adjusted salary per employee, nama_10_fte, valori 2025, aggiornamento 6 novembre 2026; comunicato del 6 novembre 2026.
- OCSE, Education at a Glance 2026: Italia, 29 settembre 2026, indicatori retributivi e risultati TALIS 2024.
- Eurydice Italia, aggiornamento stipendi 2024/2025, 9 luglio 2026.
- INDIRE, analisi comparata del 5 ottobre 2023 e versione Eurydice Italia, riferite all’anno scolastico 2021/2022.
- Spunti di rassegna: Orizzonte Scuola, confronto salariale generale Eurostat; QuiFinanza, stipendi degli insegnanti in Europa. La tabella di questo articolo è ricavata direttamente dal dataset Eurydice.
Dati consultati il 7 novembre 2026. Elaborazioni aritmetiche e selezione comparativa: Aetnanet. La selezione di otto Paesi non costituisce una classifica completa europea e non determina una media UE degli stipendi dei docenti.
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