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Comunicati

Liceali romani, copiare le piazze francesi non risolve i problemi della scuola

La protesta scolastica francese degenera in aggressioni e incendi. Aetnanet condanna le violenze e ricostruisce rivendicazioni, responsabilità politiche e posizioni sindacali.

Le rivendicazioni degli studenti meritano risposte concrete. L’emulazione dei blocchi francesi, invece, va criticata: difendere l’istruzione significa anche rispettare il diritto di frequentare le lezioni.

La mobilitazione di alcuni collettivi delle superiori romane guarda alle piazze francesi, riprendendone il richiamo simbolico attraverso lo slogan “Les blocages”. Lo riferisce Orizzonte Scuola nel resoconto sulle proteste nella capitale.

Questa scelta merita una critica netta. La solidarietà internazionale è legittima, ma importare forme di protesta senza valutarne conseguenze ed efficacia rischia di sostituire il pensiero autonomo con l’emulazione.

Il contesto francese: risposte alle carenze e fermezza sui disordini

Secondo l’articolo di Orizzonte Scuola dedicato alla Francia, il ministero dell’Istruzione ha assegnato alle amministrazioni scolastiche otto giorni per affrontare le cattedre scoperte, accompagnando questa indicazione con una posizione di fermezza contro le violenze. Il resoconto precisa che il ministro non garantisce la copertura totale delle assenze.

Il punto è rilevante: le istituzioni devono intervenire sulle carenze, mentre i disordini richiedono responsabilità e accertamenti. Il disagio scolastico non giustifica la violenza; la presenza di violenze non cancella le ragioni di chi protesta pacificamente.

La scuola ha bisogno di proposte, non di imitazioni

Classi sovraffollate, risorse insufficienti e precarietà docente sono problemi seri. Proprio per questo, ai collettivi romani chiediamo di indicare interventi precisi, destinatari delle richieste e priorità verificabili.

Stigmatizziamo l’emulazione quando il blocco diventa un modello da riprodurre anziché una scelta da discutere criticamente. Impedire l’accesso alle lezioni, qualora avvenga, limita anche la libertà degli altri studenti. La partecipazione deve rispettare il dissenso interno, compreso quello di chi vuole entrare in classe.

La critica riguarda le scelte dei collettivi coinvolti: non autorizza a giudicare indistintamente tutti i liceali romani, né ad attribuire loro i disordini riportati in Francia.

Difendere il presente e il futuro dei giovani richiede impegno, competenza e continuità. Agli studenti chiediamo autonomia di giudizio e proposte concrete; alle istituzioni, risposte tempestive e verificabili. Copiare uno slogan è facile. Migliorare la scuola esige molto di più.

La redazione di Aetnanet

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