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Aggiornamento

Nucleare civile, la legge delega è approvata: per la scuola si apre una grande sfida scientifica

Il Parlamento ha approvato definitivamente la legge delega in materia di energia nucleare sostenibile. Dopo il voto della Camera del 4 giugno, il Senato ha dato il via libera il 23 settembre 2026. Alla data di questa scheda, il testo risulta approvato ma non ancora pubblicato. La delega incarica il Governo di definire, attraverso successivi decreti legislativi, le regole per un possibile ritorno alla produzione di energia nucleare in Italia.

Il Parlamento ha approvato definitivamente la legge delega in materia di energia nucleare sostenibile. Dopo il voto della Camera del 4 giugno, il Senato ha dato il via libera il 23 settembre 2026. Alla data di questa scheda, il testo risulta approvato ma non ancora pubblicato. La delega incarica il Governo di definire, attraverso successivi decreti legislativi, le regole per un possibile ritorno alla produzione di energia nucleare in Italia. Non autorizza già la costruzione di centrali né stabilisce dove sorgeranno. (Disegno di legge S. 1924)

Aetnanet esprime una posizione chiara: siamo pienamente favorevoli all’energia nucleare per scopi civili, nel rispetto di rigorose condizioni di sicurezza, controlli indipendenti e gestione responsabile dei rifiuti. Il voto parlamentare rende ancora più urgente un compito della scuola: formare cittadini capaci di comprendere le tecnologie e valutare le scelte energetiche sulla base dei dati.

Che cosa prevede la delega

Il testo affida ai decreti la disciplina della produzione e dell’utilizzo dell’energia nucleare, della fabbricazione e del riprocessamento del combustibile, della gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi, dello smantellamento degli impianti esistenti e della ricerca sulla fusione. Prevede un Programma nazionale per il nucleare sostenibile e un quadro di regole per sicurezza, autorizzazioni, ricerca e competenze professionali. Il Governo dispone di un anno per esercitare la delega. Le modalità concrete dipenderanno dai decreti e dalle successive valutazioni degli impianti. (documenti.camera.it)

Dai piccoli reattori alla fusione: le tecnologie da conoscere

Tecnologia Che cos’è Qual è la questione aperta
Reattori di terza generazione avanzata Evoluzione delle centrali a fissione, con miglioramenti nei sistemi di sicurezza. Valutare progetto, costi, tempi e condizioni di esercizio.
SMR – Small Modular Reactors Reattori modulari di piccola taglia, definiti dall’AIEA fino a 300 MW elettrici per modulo. Sono progettati per consentire una maggiore standardizzazione e, in alcuni casi, la fabbricazione di componenti in stabilimento. Dimostrare, per ogni progetto, sicurezza, tempi e competitività economica: «modulare» non significa automaticamente economico o già disponibile.
Microreattori Sistemi ancora più compatti, studiati soprattutto per impieghi specifici e reti isolate. I diversi progetti hanno caratteristiche e gradi di maturità differenti; non vanno confusi con una normale centrale per la rete nazionale.
Reattori avanzati, spesso chiamati di quarta generazione Famiglie di progetti che studiano nuovi combustibili, materiali e sistemi di raffreddamento, anche con l’obiettivo di usare meglio il combustibile e affrontare il problema dei rifiuti a vita lunga. Molte soluzioni richiedono ancora ricerca, dimostrazione industriale e verifiche regolatorie.
Fusione nucleare Ricerca sull’energia liberata dall’unione di nuclei leggeri, il processo fisico che alimenta le stelle. Non produce oggi elettricità commerciale: le sue applicazioni industriali richiedono ancora importanti progressi scientifici e tecnologici.

L’Agenzia internazionale per l’energia atomica descrive possibilità di impiego degli SMR anche insieme ad altre fonti e per usi non soltanto elettrici. L’INFN distingue la fissione, già impiegata nella produzione elettrica, dalla fusione, ancora in fase di ricerca, e richiama sia le potenzialità sia le sfide della sicurezza e dei rifiuti. SMR e microreattori sono comunque reattori a fissione: la loro dimensione non elimina la necessità di autorizzazioni, vigilanza e gestione del combustibile. (IAEA)

La legge apre dunque uno spazio alle migliori tecnologie disponibili, comprese quelle modulari e avanzate, ma non sceglie oggi un modello di «minicentrale» da installare in Italia. Confondere la prospettiva tecnologica con un impianto già approvato significherebbe anticipare decisioni che devono ancora essere istruite. (Resoconti delle Giunte e Commissioni)

Perché tutto questo riguarda direttamente la scuola

La nuova prospettiva energetica richiederà competenze che cominciano a formarsi nelle classi: fisica nucleare, chimica, matematica, elettrotecnica, meccanica, automazione, informatica, scienza dei materiali, radioprotezione e sicurezza degli impianti. Coinvolge i licei, gli istituti tecnici e professionali, gli ITS Academy e le università. Chi studia oggi potrà contribuire domani alla ricerca, alla progettazione, ai controlli o al dibattito pubblico.

Il tema offre anche un’occasione di educazione civica. Gli studenti possono confrontare produzione elettrica, emissioni, continuità della fornitura, consumo di risorse, costi, tempi di realizzazione e gestione dei rifiuti. Possono imparare a distinguere fra una tecnologia operativa, un prototipo, una previsione industriale e una decisione politica. La scuola deve dare spazio a domande e obiezioni documentate: è così che si forma una posizione consapevole, anche quando la linea editoriale di Aetnanet è favorevole al nucleare civile.

La formazione dei docenti e la memoria del Cannizzaro

Orizzonte Scuola ha richiamato due opportunità didattiche: un’Unità di Apprendimento sul nucleare, incentrata anche sulla storia dei test e delle armi, e l’European Fusion Teacher Day 2026. Quest’ultimo è un evento gratuito e online promosso da FuseNet per gli insegnanti europei di scienze e fisica: l’iscrizione è disponibile sulla pagina ufficiale. Studiare gli usi militari, la fissione civile e la fusione richiede percorsi distinti, che possono dialogare all’interno di una stessa progettazione interdisciplinare. (www.orizzontescuola.it)

Nell’archivio Aetnanet esiste già una storia di incontri tra scuola e ricerca: nel 2006 docenti e studenti dell’ITI «S. Cannizzaro» parteciparono a una missione al CERN per il progetto Extreme Energy Events; nel 2016 altri studenti parteciparono alle International Masterclasses di fisica delle particelle. Non erano attività di produzione energetica, ma mostrano un metodo prezioso: portare gli studenti a contatto con la ricerca e con gli strumenti della scienza. (www.aetnanet.org)

La proposta di Aetnanet è dedicare nell’anno scolastico 2026/27 un percorso interdisciplinare al nuovo scenario nucleare: una lezione sulle differenze fra fissione e fusione, un confronto documentato fra le fonti energetiche, l’esame della legge delega e delle decisioni ancora da prendere, un incontro con ricercatori e tecnici, infine un dibattito fra studenti fondato su fonti verificabili.

La legge delega segna un passaggio politico. La scuola può farne un’occasione di alfabetizzazione scientifica, affinché le scelte future sul nucleare civile siano comprese e discusse da cittadini preparati.

Redazione Aetnanet

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